Latest / SULLA SCENA DEL CRIMINE / CNV & MENZOGNA # 2: Menzogna e baseline: per sapere come si mente si deve sapere come si dice la verità
Transcript
- 0:00Speaker 2: Per capire se una persona sta dicendo una menzogna si
- 0:03Speaker 2: deve conoscere la sua baseline. Questo è un concetto fondamentale
- 0:07Speaker 2: della psicologia della testimonianza e della rilevazione della menzogna, ma
- 0:12Speaker 2: pochi lo conoscono e ancor meno lo applicano. Eppure non
- 0:16Speaker 2: rispettare questo principio preliminare all'analisi della dichiarazione può comportare errori grossolani.
- 0:23Speaker 2: Il concetto è che non si può affermare che una
- 0:25Speaker 2: persona stia mentendo se prima non si stabilisce come dice
- 0:29Speaker 2: la verità. Si porta un esempio molto chiaro. Se una
- 0:33Speaker 2: persona sottoposta a un'intervista, una testimonianza o un interrogatorio muove
- 0:38Speaker 2: nervosamente le gambe, potremmo dedurre che sia agitato. Da questo
- 0:43Speaker 2: potremmo concludere che stia nascondendo qualcosa o che sia addirittura sospetto.
- 0:47Speaker 2: Ma se quella persona muove continuamente le gambe, anche in
- 0:50Speaker 2: situazioni ordinarie e rilassate, il suo comportamento non ha alcun
- 0:55Speaker 2: valore indiziario. Anzi, paradossalmente, se non lo facesse, sarebbe ancora
- 1:00Speaker 2: più sospetto, perché potrebbe indicare che stia cercando di controllarsi.
- 1:04Speaker 2: E qui entra in gioco il concetto di baseline. Quando
- 1:09Speaker 2: si vuole rilevare la menzogna, è necessario partire dal concetto
- 1:13Speaker 2: di entro i soggetti. Questo vuol dire che per stabilire
- 1:17Speaker 2: la veridicità di una dichiarazione, si devono confrontare le diverse
- 1:21Speaker 2: risposte fornite dallo stesso intervistato durante una singola intervista. Il
- 1:27Speaker 2: motivo è duplice. Da un lato vi sono notevoli differenze
- 1:30Speaker 2: individuali sia nel comportamento che nel linguaggio e nelle risposte fisiologiche.
- 1:36Speaker 2: Dall'altro ciascuno di noi dice la verità in un modo
- 1:39Speaker 2: peculiare e diverso da come mente. Quindi stabilire che qualcuno
- 1:43Speaker 2: mente perché si agita sulla sedia o perché muove gli
- 1:46Speaker 2: occhi in un certo modo può dare origine a clamorosi errori.
- 1:50Speaker 2: È quello che chi fa la macchina della verità o
- 1:53Speaker 2: l'eye detector o interroga, dovrebbe sapere e fare. Il punto, semmai,
- 1:59Speaker 2: è quali domande fare per capire come un soggetto dice
- 2:02Speaker 2: la verità per poi ipotizzare che stia mentendo. Si fa
- 2:06Speaker 2: un esempio. Se quando un soggetto parla di qualcosa di
- 2:09Speaker 2: noto si comporta in un certo modo di base, appunto baseline,
- 2:14Speaker 2: potremmo ipotizzare che sta mentendo quando si discosta da quel comportamento.
- 2:20Speaker 2: Chi non è pratico di analisi della testimonianza, e questo
- 2:23Speaker 2: vale anche per i professionisti, può avere serie difficoltà a
- 2:27Speaker 2: distinguere la verità dalle bugie. In genere ci si attesta
- 2:30Speaker 2: su un 54% di verità e bugie rilevate, cioè più
- 2:35Speaker 2: o meno a caso. Il motivo, secondo la letteratura, sarebbe
- 2:39Speaker 2: nel fatto che ci si affiderebbe a indizi non diagnostici
- 2:42Speaker 2: per produrre giudizi di veridicità o menzogna. Una delle credenze
- 2:46Speaker 2: più radicate e sbagliate è è che i segnali non verbali,
- 2:50Speaker 2: ad esempio proprio il distogliere lo sguardo o aumentare i
- 2:54Speaker 2: movimenti del corpo, indichino l'inganno. Ciò non è dimostrato, anzi,
- 2:59Speaker 2: è dimostrato il contrario. Semmai può essere utile ascoltare più
- 3:03Speaker 2: attentamente il parlato. Ma anche in questo va fatta attenzione,
- 3:07Speaker 2: perché non è dimostrato che chi dice bugie riporti sempre
- 3:11Speaker 2: meno dettagli di chi dice la verità. N'è un esempio
- 3:15Speaker 2: il fatto che le persone inclini alla fantasia appaiono più
- 3:18Speaker 2: brave a incorporare dettagli nelle loro storie, il che fa
- 3:22Speaker 2: sì che le loro bugie vengano giudicate più credibili. Risultati
- 3:27Speaker 2: simili sono stati riportati per le persone socialmente abili, che
- 3:31Speaker 2: in genere forniscono più dettagli, veri o falsi che siano,
- 3:35Speaker 2: e per le donne, che tendono a fornire più dettagli
- 3:37Speaker 2: rispetto agli uomini. Ecco perché si preferiscono i suddetti metodi intrasoggetto,
- 3:43Speaker 2: perché vanno a confrontare le risposte della stessa persona in
- 3:47Speaker 2: diverse parti dell'intervista. Così si analizza il comportamento mostrato durante
- 3:52Speaker 2: l'intervista preliminare e lo si confronta con quello mostrato durante
- 3:57Speaker 2: la fase investigativa dell'intervista, cioè quella di cui non si
- 4:01Speaker 2: conosce la veridicità. Qualsiasi deviazione della baseline può quindi essere
- 4:06Speaker 2: vista come un indicatore di inganno, indicatore che va però
- 4:10Speaker 2: sempre verificato e analizzato. Uno dei massimi studiosi del rilevamento
- 4:15Speaker 2: della menzogna, Vrij, ci dice che affinché una baseline abbia
- 4:19Speaker 2: un valore diagnostico, dovrebbe essere comparabile alla dichiarazione di interesse,
- 4:25Speaker 2: il che significa che deve essere simile per contenuto, contesto,
- 4:29Speaker 2: posta in gioco e coinvolgimento cognitivo ed emotivo alle domande investigative.
- 4:35Speaker 2: Uno dei limiti di questa tecnica, infatti, è che chi
- 4:38Speaker 2: mente potrebbe incontrare cercare di equiparare il livello di dettaglio
- 4:42Speaker 2: delle sue affermazioni ingannevoli e veritiere, cioè potrebbe rendere la
- 4:47Speaker 2: sua bugia dettagliata quanto la verità. Se qualcuno sa che
- 4:51Speaker 2: le sue affermazioni saranno esaminate e confrontate con la baseline
- 4:55Speaker 2: ed è pratico di queste tecniche, potrebbe cercare di equiparare
- 4:59Speaker 2: le affermazioni vere con quelle false. Così può capitare che
- 5:03Speaker 2: chi mente, e poi esprime anche verità, possa includere più
- 5:07Speaker 2: dettagli nelle menzogne per farle sembrare simili alla verità. Oggigiorno
- 5:13Speaker 2: siamo tutti più esperti, anche i colpevoli, ma è anche
- 5:16Speaker 2: vero che gli studi possono insegnare come non sbagliare. Anche
- 5:20Speaker 2: perché studi più recenti non supportano questa calibrazione volontaria. Ad esempio,
- 5:26Speaker 2: quando si chiede a dei soggetti che partecipano a un
- 5:28Speaker 2: esperimento di produrre due affermazioni consecutive, una veritiera e una ingannevole,
- 5:35Speaker 2: si nota che i bugiardi, nel secondo caso, tendono in
- 5:38Speaker 2: effetti a dare meno dettagli. La baseline è quindi l'uso
- 5:44Speaker 2: di una dichiarazione veritiera nota o parte di una dichiarazione
- 5:48Speaker 2: nota da confrontare con il resto non noto dell'intervista o interrogatorio.
- 5:53Speaker 2: Ma come farlo? Sono noti due tipi di baseline, la
- 5:57Speaker 2: baseline di conversazione informale, la baseline di verità comparabile. La prima,
- 6:04Speaker 2: la baseline di conversazione informale, usa appunto una parte iniziale
- 6:09Speaker 2: di dialogo come confronto. Può essere il classico fare due
- 6:13Speaker 2: chiacchiere prima dell'intervista. Il presupposto è che le persone dicano
- 6:17Speaker 2: la verità durante queste chiacchiere e qualsiasi differenza di comportamento
- 6:22Speaker 2: tra queste e e la parte dell'intervista che tratta dell'oggetto
- 6:25Speaker 2: dell'indagine sia un potenziale segno di inganno. Tuttavia si deve
- 6:30Speaker 2: sempre considerare che gli argomenti che si portano nelle due
- 6:33Speaker 2: fasi sono molto diversi anche a livello emotivo e quindi
- 6:37Speaker 2: a seconda dell'argomento e della sua rilevanza personale le persone
- 6:41Speaker 2: possono rispondere in modo diverso. Alcuni studi indicano come l'uso
- 6:47Speaker 2: della baseline della verità comparabile potrebbe invece aumentare l'accuratezza del
- 6:53Speaker 2: rilevamento delle bugie. Come funziona questa? Prima si chiede al
- 6:58Speaker 2: soggetto di dire la verità su qualcosa di noto, come
- 7:01Speaker 2: ad esempio la sua routine quotidiana, e da questo, tramite
- 7:04Speaker 2: l'analisi del suo linguaggio verbale, dei gesti, delle espressioni facciali,
- 7:09Speaker 2: si stabilisce un profilo di verità da comparare. Poi gli
- 7:13Speaker 2: si chiede di mentire su compiti innocui e si osserva
- 7:17Speaker 2: come cambiano i suoi comportamenti rispetto alla baseline di prima.
- 7:21Speaker 2: quella della verità. Quindi si fa un'analisi comparativa e le
- 7:25Speaker 2: differenze tra il comportamento nella fase di verità e quello
- 7:28Speaker 2: nella fase di menzogna vengono usate come indicatori di non sincerità.
- 7:34Speaker 2: Questo cioè permette di distinguere i comportamenti nervosi abituali dai
- 7:39Speaker 2: segnali di inganno. Infatti emerge come le affermazioni veritiere e
- 7:43Speaker 2: ingannevoli non sembrano diverse in termini di dettaglio quando la
- 7:48Speaker 2: conversazione informale viene usata come baseline e Invece, se viene
- 7:52Speaker 2: usata una baseline della verità comparabile, la differenza nei dettagli,
- 7:56Speaker 2: e in particolar modo quelli spaziali, differisce maggiormente per chi
- 8:00Speaker 2: dice bugie rispetto a chi dice la verità. In ogni caso,
- 8:05Speaker 2: anche questa seconda tecnica può essere utile ma non è
- 8:08Speaker 2: dirimente e quindi andrebbe considerata con attenzione e non ci
- 8:12Speaker 2: si dovrebbe basare solo su questa. Grazie