Latest / Radio Onda Salute / [39] Radio Onda Salute del 10/09/2026
Transcript
- 0:24Speaker 2: Un caloroso benvenuto a tutte le ascoltatrici e tutti gli
- 0:27Speaker 2: ascoltatori di Radio K55. Andrà adesso in onda un'anteprima di
- 0:31Speaker 2: Radio Onda Salute, una nuova radio interamente dedicata ai temi
- 0:35Speaker 2: della medicina e del benessere, seguendo l'approccio One Health. Salute umana,
- 0:39Speaker 2: salute animale e ambiente. Un'unica salute. Per adesso sarà solo
- 0:44Speaker 2: una rubrica di Radio K55, ma presto diventerà un'emittente autonoma.
- 0:49Speaker 2: Nella trasmissione di oggi avrete modo di ascoltare alcuni dei
- 0:52Speaker 2: nostri programmi, come Casus, quell'evento che cambiò tutto, la rievocazione
- 0:57Speaker 2: di un episodio della storia della medicina che ne ha
- 0:59Speaker 2: cambiato per sempre la strada. Health News, una panoramica di
- 1:04Speaker 2: notizie sulla medicina da tutto il mondo. Intervisite, un talk
- 1:08Speaker 2: show di approfondimento con associazioni di medici e di pazienti
- 1:11Speaker 2: per approfondire i temi più attuali. Cure future, il domani
- 1:15Speaker 2: delle terapie che sono già qui, novità sulle più avanzate
- 1:18Speaker 2: terapie già disponibili e su quelle che lo saranno nel
- 1:21Speaker 2: prossimo futuro. E infine... pillole della salute, un intermezzo di
- 1:26Speaker 2: aneddoti e curiosità sul mondo della salute. Buon ascolto!
- 1:51Speaker 3: casus quell'evento che cambiò tutto la rubrica che vi racconterà
- 1:56Speaker 3: gli eventi e le scoperte che hanno cambiato il futuro
- 1:59Speaker 3: della ricerca medica
- 2:18Speaker 4: Bentornate e bentornati a Kasos. Oggi vi parlerò di Roger
- 2:23Speaker 4: Sperry e del momento in cui la neuroscienza scoprì che
- 2:26Speaker 4: l'unità della mente umana potrebbe essere molto più fragile di
- 2:30Speaker 4: quanto abbiamo sempre immaginato. Per gran parte della storia gli
- 2:36Speaker 4: esseri umani hanno dato per scontato una cosa. Dentro ciascuno
- 2:39Speaker 4: di noi esiste un unico io. Possiamo essere contraddittori, indecisi,
- 2:44Speaker 4: combattuti tra emozioni e ragione, ma continuiamo a percepirci come
- 2:48Speaker 4: una sola persona. Quando ci guardiamo allo specchio, non vediamo
- 2:53Speaker 4: due individui che convivono nello stesso corpo. Vediamo un'unica identità
- 2:58Speaker 4: che osserva il mondo e prende decisioni. Questa convinzione è
- 3:02Speaker 4: così naturale che raramente ci fermiamo a metterla in discussione.
- 3:05Speaker 4: Eppure nel corso del Novecento una serie di esperimenti avrebbe
- 3:09Speaker 4: costretto gli scienziati a porsi una domanda sorprendente. E se
- 3:14Speaker 4: l'unità della coscienza fosse il risultato di un delicato equilibrio biologico?
- 3:18Speaker 4: E se il cervello, in determinate condizioni, potesse comportarsi come
- 3:24Speaker 4: due menti separate? La storia inizia con un problema medico
- 3:28Speaker 4: molto concreto. Alcune persone soffrivano di forme gravissime di epilessia,
- 3:33Speaker 4: Le crisi epilettiche nascono da scariche elettriche anomale che si
- 3:36Speaker 4: propagano nel cervello e, nei casi più severi, possono coinvolgere
- 3:40Speaker 4: entrambi gli emisferi cerebrali. Negli anni 50 e 60 alcuni
- 3:46Speaker 4: neurochirurghi iniziarono a utilizzare una procedura estrema ma efficace. Interrompere
- 3:51Speaker 4: il corpo calloso, il grande fascio di fibre nervose che
- 3:55Speaker 4: collega due emisferi del cervello. L'obiettivo era semplice. Se le
- 3:59Speaker 4: crisi non potevano attraversare quel ponte neurale la loro diffusione
- 4:03Speaker 4: sarebbe stata limitata. Dal punto di vista clinico l'intervento funzionava,
- 4:07Speaker 4: molti pazienti miglioravano significativamente, ma nessuno immaginava che quell'operazione avrebbe
- 4:13Speaker 4: aperto una finestra su uno dei misteri più profondi della
- 4:16Speaker 4: mente umana. Roger Sperry, neuroscienziato americano nato nel 1913, comprese
- 4:24Speaker 4: subito che quei pazienti rappresentavano un'opportunità unica. Per la prima
- 4:29Speaker 4: volta era possibile osservare cosa accade quando i due emisferi
- 4:32Speaker 4: cerebrali non comunicano più normalmente tra loro. A quei tempi
- 4:37Speaker 4: si sapeva già che zone diverse del cervello avessero diverse specializzazioni.
- 4:41Speaker 4: L'emisfero sinistro è generalmente più coinvolto nel linguaggio e nell'analisi logica,
- 4:46Speaker 4: mentre quello destro eccelle nel riconoscimento delle forme, nella percezione
- 4:50Speaker 4: spaziale e in molti aspetti intuitivi della cognizione. Tuttavia si
- 4:55Speaker 4: pensava che queste differenze fossero integrate continuamente da una comunicazione
- 4:58Speaker 4: costante tra le due metà del cervello. Gli esperimenti di
- 5:03Speaker 4: Sperry mostrarono qualcosa di molto più sorprendente. Utilizzando particolari tecniche
- 5:09Speaker 4: visive i ricercatori presentavano informazioni a un solo emisfero per volta.
- 5:14Speaker 4: In condizioni normali questo non crea problemi perché i due
- 5:17Speaker 4: emisferi condividono rapidamente i dati ma nei pazienti split brain,
- 5:22Speaker 4: cioè con il corpo calloso sezionato La situazione era diversa.
- 5:28Speaker 4: Se una parola veniva mostrata esclusivamente all'emisfero sinistro, il paziente
- 5:32Speaker 4: poteva leggerla e descriverla senza difficoltà, ma se la stessa
- 5:36Speaker 4: parola veniva presentata soltanto all'emisfero destro, accadeva qualcosa di straordinario.
- 5:44Speaker 4: Il paziente diceva di non aver visto nulla. Eppure, quando
- 5:47Speaker 4: gli veniva chiesto di indicare un oggetto corrispondente con la
- 5:50Speaker 4: mano sinistra, controllata dall'emisfero destro, riusciva a sceglierlo correttamente era
- 5:57Speaker 4: come se una parte del cervello sapesse qualcosa che l'altra
- 6:00Speaker 4: ignorava completamente in alcuni esperimenti le situazioni diventavano ancora più
- 6:05Speaker 4: sorprendenti un emisfero poteva ricevere un'informazione e reagire in modo
- 6:10Speaker 4: coerente mentre l'altro sembrava inconsapevole di ciò che stava accadendo
- 6:16Speaker 4: talvolta una mano iniziava a compiere un'azione che l'altra cercava
- 6:19Speaker 4: di contrastare E alcuni pazienti raccontavano episodi bizzarri in cui
- 6:23Speaker 4: una mano abbottonava una camicia mentre l'altra la sbottonava. Naturalmente
- 6:29Speaker 4: non si trattava di due persone separate nel senso comune
- 6:32Speaker 4: del termine. I pazienti continuavano a vivere una vita relativamente normale,
- 6:37Speaker 4: ma gli esperimenti suggerivano che all'interno dello stesso cervello potessero
- 6:41Speaker 4: esistere processi cognitivi indipendenti, capaci di percepire, apprendere e reagire
- 6:47Speaker 4: senza condividere completamente le informazioni. La scoperta fu sconvolgente. Per secoli, filosofi,
- 6:55Speaker 4: teologi e scienziati avevano cercato il luogo dell'anima, il centro
- 7:00Speaker 4: dell'identità personale, il punto in cui nasce la coscienza. Sperry
- 7:05Speaker 4: mostrava invece che ciò che chiamiamo io potrebbe emergere dall'integrazione
- 7:09Speaker 4: di sistemi differenti. L'unità mentale non era necessariamente una proprietà
- 7:15Speaker 4: fondamentale della natura umana. poteva essere il risultato di una
- 7:18Speaker 4: continua collaborazione tra parti specializzate del cervello. Queste ricerche contribuirono
- 7:25Speaker 4: anche a rivoluzionare la comprensione della lateralizzazione cerebrale. Molte capacità
- 7:30Speaker 4: che si ritenevano distribuite uniformemente si rivelarono fortemente concentrate in
- 7:36Speaker 4: uno dei due emisferi. Il linguaggio, ad esempio, risultò prevalentemente
- 7:41Speaker 4: localizzato a sinistra nella maggior parte delle persone. mentre altre
- 7:45Speaker 4: competenze trovavano il loro centro nell'emisfero destro. Ma il contributo
- 7:50Speaker 4: più importante di Sperry andava oltre la neuroanatomia. Le sue
- 7:54Speaker 4: ricerche costringevano a riformulare domande antichissime. Che cos'è davvero la coscienza?
- 8:01Speaker 4: Esiste un unico osservatore dentro il cervello oppure la nostra
- 8:04Speaker 4: esperienza soggettiva emerge dall'interazione di molteplici sistemi? Quanto è stabile
- 8:10Speaker 4: il concetto stesso di identità personale? Ancora oggi non possediamo
- 8:16Speaker 4: risposte definitive. Le neuroscienze moderne hanno sviluppato modelli molto più
- 8:21Speaker 4: sofisticati della mente, ma il fascino degli esperimenti di Sperry
- 8:25Speaker 4: rimane intatto. Essi mostrano che ciò che percepiamo come ovvio
- 8:29Speaker 4: può nascondere una complessità straordinaria. Il gesto che cambiò tutto
- 8:34Speaker 4: in questa storia è stato osservare con attenzione ciò che
- 8:37Speaker 4: accadeva quando il ponte tra i due emisferi veniva interrotto.
- 8:42Speaker 4: Sperry non cercava di risolvere il mistero della coscienza, cercava
- 8:45Speaker 4: di comprendere un fenomeno neurologico, ma nel farlo finì per
- 8:49Speaker 4: aprire una delle finestre più affascinanti sulla natura della mente.
- 8:54Speaker 4: E forse è proprio questa la lezione più profonda della
- 8:56Speaker 4: sua scoperta. Ogni giorno ci svegliamo con la certezza di
- 9:00Speaker 4: essere una sola persona, eppure quella sensazione di unità che
- 9:05Speaker 4: consideriamo così naturale nasce da miliardi di neuroni che collaborano
- 9:09Speaker 4: in si coordinano e costruiscono un'esperienza comune l'io che percepiamo
- 9:18Speaker 4: come indivisibile potrebbe essere in realtà una straordinaria opera collettiva
- 9:23Speaker 4: del cervello grazie per avermi seguito buon proseguimento di ascolto
- 9:30Speaker 4: con radio onda salute
- 9:55Speaker 3: L'attualità. Le notizie più importanti di sanità e salute. sotto
- 10:01Speaker 3: la lente.
- 10:15Speaker 2: Il fuoco di Sant'Antonio può scottare un po' meno grazie
- 10:18Speaker 2: ai più avanzati vaccini. Circa un over 50 su 10
- 10:23Speaker 2: avrà almeno un episodio di herpes zoster nell'arco della vita.
- 10:27Speaker 2: La malattia è dolorosa e debilitante, soprattutto quando colpisce le persone.
- 10:31Speaker 2: È perciò questa fascia di popolazione la principale destinataria dei vaccini,
- 10:36Speaker 2: che consentono di ridurre significativamente il rischio di sviluppare la
- 10:39Speaker 2: malattia e le sue complicanze. L'herpes zoster, comunemente conosciuto come
- 10:45Speaker 2: fuoco di Sant'Antonio, è un'infezione provocata dalla riattivazione del virus
- 10:49Speaker 2: varicella zoster, lo stesso virus responsabile della varicella. Dopo aver
- 10:55Speaker 2: provocato la varicella, generalmente durante l'infanzia, il virus non viene
- 10:59Speaker 2: eliminato completamente dall'organismo. Rimane infatti latente, cioè inattivo, all'interno delle
- 11:05Speaker 2: cellule del sistema nervoso. A distanza anche di molti anni
- 11:09Speaker 2: o decenni può però riattivarsi, dando origine all'herpes zoster. Il
- 11:15Speaker 2: motivo per cui il virus torna attivo non è ancora
- 11:17Speaker 2: completamente conosciuto. È tuttavia noto che il principale fattore di
- 11:21Speaker 2: rischio è rappresentato dalla riduzione dell'efficienza del sistema immunitario, vale
- 11:26Speaker 2: a dire delle difese naturali dell'organismo. Questo fenomeno diventa più
- 11:31Speaker 2: frequente con l'avanzare dell'età e può essere favorito anche da
- 11:34Speaker 2: particolari condizioni di salute, da alcune infezioni o da terapie
- 11:38Speaker 2: che riducono le difese immunitarie. Tra le situazioni associate a
- 11:42Speaker 2: un maggiore rischio rientrano per esempio l'infezione da HIV, i
- 11:46Speaker 2: trapianti d'organi o di midollo osseo, i trattamenti chemioterapici e
- 11:50Speaker 2: l'uso prolungato di corticosteroidi, farmaci utilizzati per controllare diverse patologie infiammatorie.
- 11:57Speaker 2: L'herpes zoster si manifesta tipicamente con un dolore intenso, spesso
- 12:01Speaker 2: descritto come bruciore o sensazione di pelle ustionata, seguito dalla
- 12:05Speaker 2: comparsa di un'eruzione cutanea caratterizzata da piccole vescicole piene di liquido.
- 12:10Speaker 2: Le lesioni compaiono generalmente lungo il percorso di un nervo,
- 12:14Speaker 2: E proprio per questo interessano di solito una sola parte
- 12:16Speaker 2: del corpo. Sono frequenti soprattutto sul torace o sull'addome, ma
- 12:21Speaker 2: possono comparire anche in altre sedi. Il dolore può essere
- 12:24Speaker 2: particolarmente intenso e la fase acuta della malattia può durare
- 12:28Speaker 2: indicativamente da due a quattro settimane. Le vescicole possono provocare
- 12:33Speaker 2: prurito e se si rompono possono andare incontro a infezione
- 12:36Speaker 2: e lasciare temporaneamente delle alterazioni della pelle. Non tutti però
- 12:40Speaker 2: presentano la stessa combinazione di sintomi. In alcuni casi l'eruzione
- 12:44Speaker 2: cutanea può essere poco evidente o addirittura assente, mentre possono
- 12:48Speaker 2: comparire mal di testa, febbre, stanchezza, formicolii o alterazioni della
- 12:53Speaker 2: sensibilità della pelle. Una delle complicanze più importanti è la
- 12:58Speaker 2: nevralgia post- erpetica, cioè la persistenza del dolore e di sensazioni
- 13:02Speaker 2: anomale nella zona interessata anche dopo la scomparsa delle lesioni cutanee.
- 13:08Speaker 2: Il dolore può essere accompagnato da bruciore, l'ipersensibilità della pelle
- 13:12Speaker 2: e una generale sensazione di malessere che può protrarsi per mesi.
- 13:16Speaker 2: Il rischio di questa complicanza aumenta soprattutto con l'età, motivo
- 13:20Speaker 2: per cui la prevenzione assume particolare importanza nelle persone più anziane.
- 13:25Speaker 2: Aver avuto la varicella, tuttavia, non significa che si svilupperà
- 13:28Speaker 2: necessariamente l'herpes zoster. La maggior parte delle persone che ha
- 13:32Speaker 2: contratto la varicella conserva il virus nell'organismo, ma soltanto una
- 13:36Speaker 2: parte andrà incontro alla sua successiva riattivazione. L'età e lo
- 13:41Speaker 2: stato delle difese immunitarie rappresentano elementi particolarmente importanti nel determinare
- 13:46Speaker 2: il rischio. Per le persone sane di età inferiore ai
- 13:49Speaker 2: 50 anni, il rischio di sviluppare l'herpes zoster e soprattutto
- 13:53Speaker 2: le sue complicanze è generalmente più basso. La situazione può
- 13:57Speaker 2: essere diversa, però, in presenza di specifiche condizioni di salute.
- 14:01Speaker 2: Alcune malattie croniche, tra cui il diabete di tipo 2,
- 14:04Speaker 2: alcune patologie cardiovascolari e la broncopneumopatia cronica o struttiva, possono
- 14:09Speaker 2: essere associate a un rischio maggiore, soprattutto in relazione all'età
- 14:13Speaker 2: e alle condizioni generali della persona. Per questo motivo l'opportunità
- 14:18Speaker 2: della vaccinazione deve essere valutata tenendo conto non soltanto dell'età
- 14:22Speaker 2: ma anche dello stato di salute individuale. Quindi la vaccinazione
- 14:26Speaker 2: rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per prevenire l'herpes
- 14:30Speaker 2: zoster e le sue conseguenze. In Italia il Ministero della
- 14:34Speaker 2: Salute raccomanda e offre gratuitamente la vaccinazione contro l'herpes zoster
- 14:38Speaker 2: alle persone di 65 anni e alle categorie considerate a
- 14:41Speaker 2: rischio per determinate patologie o condizioni di fragilità. Recenti studi
- 14:47Speaker 2: clinici mostrano che la vaccinazione contro l'herpes zoster aiuta a
- 14:51Speaker 2: ridurre non solo il dolore cronico, ma abbassa anche il
- 14:54Speaker 2: rischio di complicanze cardiovascolari e problemi di tipo neurologico o cognitivo,
- 14:59Speaker 2: come forme di demenza. La ricerca futura punta verso terapie
- 15:03Speaker 2: mirate e di precisione, come l'editing genico già studiato su
- 15:06Speaker 2: altri virus erpetici simili. per provare ad eliminare del tutto
- 15:10Speaker 2: le copie del virus rimaste nascoste nei gangli nervosi, ma
- 15:13Speaker 2: al momento la strategia vincente resta impedire la riattivazione tramite
- 15:17Speaker 2: il vaccino. Il vaccino ricombinante Shingrix è indicato, inoltre, per
- 15:23Speaker 2: la prevenzione dell'herpes zoster negli adulti a partire dai 50
- 15:26Speaker 2: anni e nelle persone fragili a partire dai 18, secondo
- 15:30Speaker 2: le indicazioni previste. Gli studi clinici hanno evidenziato un'elevata efficacia
- 15:35Speaker 2: del vaccino nel prevenire l'herpes zoster. superiore al 90% nelle
- 15:39Speaker 2: persone con più di 50 anni e compresa, a seconda
- 15:42Speaker 2: delle condizioni considerate, tra il 70 e il 90 negli
- 15:45Speaker 2: adulti più giovani appartenenti a categorie fragili. I dati disponibili
- 15:50Speaker 2: mostrano inoltre una protezione ancora molto elevata anche a distanza
- 15:53Speaker 2: di diversi anni dalla vaccinazione. È importante però chiarire anche
- 15:57Speaker 2: un altro aspetto. L'herpes zoster non si trasmette da una
- 16:01Speaker 2: persona all'altra come l'influenza o il raffreddore. Una persona con
- 16:04Speaker 2: zoster è può però trasmettere il virus varicella zoster a
- 16:07Speaker 2: chi non ha mai avuto la varicella e non è
- 16:09Speaker 2: stato vaccinato, provocandogli la varicella e non direttamente il fuoco
- 16:13Speaker 2: di Sant'Antonio. La trasmissione può avvenire attraverso il contatto con
- 16:18Speaker 2: il liquido contenuto nelle vescicole. Durante la fase contagiosa è
- 16:21Speaker 2: quindi opportuno coprire le lesioni, evitare di toccarle e prestare
- 16:25Speaker 2: particolare attenzione nei confronti di donne in gravidanza, neonati e
- 16:29Speaker 2: persone immunodepresse o che non sono immuni alla varicella. Il
- 16:34Speaker 2: fuoco di Sant'Antonio è dunque una patologia frequente, il cui
- 16:37Speaker 2: rischio aumenta con l'età e con la riduzione delle difese immunitarie.
- 16:41Speaker 2: Pur non essendo inevitabile per chi ha avuto la varicella,
- 16:43Speaker 2: può provocare dolore significativo e, in alcuni casi, complicanze persistenti.
- 16:49Speaker 2: Riconoscere tempestivamente i sintomi, rivolgendosi al medico per una diagnosi
- 16:53Speaker 2: e una terapia appropriate e valutare l'indicazione della vaccinazione rappresentano
- 16:58Speaker 2: gli strumenti fondamentali per ridurre l'impatto della malattia. In particolare
- 17:03Speaker 2: nelle persone sopra i 50 anni e nei soggetti più fragili,
- 17:06Speaker 2: la prevenzione attraverso la vaccinazione costituisce una misura di sanità
- 17:10Speaker 2: pubblica importante da discutere con il proprio medico sulla base dell'età,
- 17:14Speaker 2: delle condizioni cliniche e delle indicazioni vaccinali vigenti. nexus il
- 17:43Speaker 2: punto di giunzione tra l'avanguardia della ricerca e la realtà
- 17:46Speaker 2: di ogni giorno un microfono aperto su una collisione costante
- 17:50Speaker 2: di idee la lente su quell'errore che diventa scoperta il
- 17:54Speaker 2: rumore del futuro che bussa alla porta
- 18:30Speaker 6: Con questo suono entrava internet nelle case, era il suono
- 18:34Speaker 6: inconfondibile di connessione dei modem 56k, i primi strumenti principali
- 18:41Speaker 6: per collegarsi e navigare. Sicuramente tanti di voi ne hanno memoria,
- 18:46Speaker 6: io ovviamente sì, e dopo quel suono era come aprire
- 18:51Speaker 6: una finestra sul mondo, sembrava una cosa pazzesca. Ci voleva
- 18:54Speaker 6: tanto per collegarsi, a volte bisognava anche tentare più volte,
- 18:58Speaker 6: a volte neanche ci si riusciva. Da quegli anni cos'è cambiato? Beh,
- 19:02Speaker 6: è cambiato tutto, tanto che ora praticamente siamo sempre collegati,
- 19:08Speaker 6: dal pc, dal cellulare, dal tablet, dalle tv. Ma quanto
- 19:14Speaker 6: tutto questo abbia cambiato il mondo della comunicazione e noi stessi,
- 19:19Speaker 6: forse nemmeno ce ne rendiamo conto. Io sono Elsa Toppi
- 19:23Speaker 6: e oggi ne parliamo a Nexus con il dottor Antonio Tintori,
- 19:29Speaker 6: scienziato sociale e referente del gruppo di ricerca MUSA, Mutamenti Sociali,
- 19:35Speaker 6: Valutazione e Metodi, del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Buongiorno e benvenuto.
- 19:42Speaker 7: Buongiorno, grazie dell'invito. Buongiorno a tutte e tutti voi
- 19:45Speaker 6: Allora, dottore, che effetto le ha fatto sentire il suono
- 19:48Speaker 6: dei primi modem? 56K?
- 19:52Speaker 8: Mi ha fatto all'inizio un effetto strano, ma molto positivo,
- 19:56Speaker 8: perché è stato un effetto anche eccitante. Si comprendeva in
- 20:00Speaker 8: qualche modo, seppur inconsciamente, che eravamo proiettati da quel momento
- 20:05Speaker 8: in poi in un'epoca in cui nasceva qualcosa di importante
- 20:09Speaker 8: di nuovo
- 20:09Speaker 6: assolutamente era una cosa pazzesca come dicono nell'introduzione era un
- 20:14Speaker 6: po' una finestra sul mondo per la prima volta ti
- 20:17Speaker 6: affacciavi al mondo attraverso subito dopo quel suono internet era
- 20:23Speaker 6: una cosa pazzesca insomma quindi grande cambiamento
- 20:27Speaker 8: grande possibilità di avere di accedere a delle informazioni che
- 20:30Speaker 8: prima comunque erano ripelibili ma in un modo estremamente più complicato,
- 20:35Speaker 8: era quell'idea di interconnessione che stava nascendo.
- 20:40Speaker 6: Chiaro. Allora dottore, la comunicazione è cambiata, di questo siamo
- 20:46Speaker 6: tutti consapevoli e la comunicazione virtuale ha un peso specifico
- 20:53Speaker 6: in questo cambiamento. Oramai i giovani vivono una parte della
- 20:57Speaker 6: loro vita, vero o immaginata che sia, sui social, nelle chat,
- 21:01Speaker 6: insomma sempre link chiodati sul cellulare. Ipocrita dire che questo
- 21:07Speaker 6: cambiamento non coinvolga anche noi della generazione X, i nati
- 21:12Speaker 6: negli anni 70, perché poi questo cambiamento si può dire
- 21:16Speaker 6: è partito da noi, dottore?
- 21:19Speaker 8: È partito dal mondo adulto chiaramente, da quello poi si è.
- 21:23Speaker 8: in qualche modo a livello intergenerazionale generando degli scenari diversi,
- 21:27Speaker 8: delle sensazioni, delle reazioni diverse che noi stiamo analizzando oramai
- 21:33Speaker 8: da circa 15 anni in Italia e stanno producendo delle
- 21:39Speaker 8: risultanze che necessitano di un'attenzione che fino ad oggi non
- 21:44Speaker 8: c'è stata dal mio punto di vista
- 21:46Speaker 6: Chiaro, chiaro. Quindi sì, diciamo, la tecnologia ci ha facilitato
- 21:52Speaker 6: la vita per certi versi, ce l'ha complicata per altri. Allora,
- 21:56Speaker 6: io intanto le chiedo qual è la soglia oltre la
- 22:01Speaker 6: quale si può dire di essere nel problema? Cioè qual
- 22:06Speaker 6: è la soglia oltre la quale l'uso di queste tecnologie
- 22:10Speaker 6: sfocia nell'abuso? E quando un giovane o una persona adulta
- 22:16Speaker 6: può definirsi un iperconnesso?
- 22:20Speaker 8: Allora, la soglia va bene un po' per tutte e tutte.
- 22:24Speaker 8: Quella che a livello internazionale oggi è convenzionalmente ritenuta la
- 22:28Speaker 8: soglia dell'iperconnessione, quindi una sorta di sovraesposizione allo screen time,
- 22:33Speaker 8: agli schermi, qualche sia, poi lo smartphone piuttosto che un tablet, insomma,
- 22:38Speaker 8: di un dispositivo elettronico connesso a internet, oggi anche all'intelligenza artificiale, eccetera,
- 22:43Speaker 8: sono quattro ore. 4 ore al giorno che chiaramente non
- 22:46Speaker 8: devono essere 4 ore riconducibili attività lavorative, professionali di ricerca, no,
- 22:52Speaker 8: 4 ore diciamo ludiche, che
- 22:56Speaker 5: poi
- 22:56Speaker 8: ludiche però non sono perché sappiamo che gli algoritmi hanno
- 22:59Speaker 8: la capacità di trattenere le persone, poniamo su un social media,
- 23:04Speaker 8: ecco è proprio quello appunto l'effetto che determina un uso
- 23:08Speaker 8: non virtuoso ma vizioso appunto del dispositivo.
- 23:11Speaker 6: secondo l'indagine avviata nel 2024 che durerà 5 anni, indagine
- 23:18Speaker 6: condotta ricordiamo per i radioascoltatori un'indagine condotta dal gruppo di
- 23:23Speaker 6: ricerca Musa e dal CNR i primi numeri parlano chiaro
- 23:30Speaker 6: noi ricordiamo, ne stiamo parlando alla vigilia di una seconda
- 23:34Speaker 6: ondata di dati che sono stati raccolti e che saranno
- 23:37Speaker 6: svelati a novembre novembre 2026 Allora, intanto commentiamo quello che
- 23:42Speaker 6: è già uscito fuori da questo studio e che ha
- 23:45Speaker 6: coinvolto oltre 300 studenti di 25 scuole secondarie di secondo
- 23:50Speaker 6: grado a Roma. Le accosto due dati, due dati non
- 23:54Speaker 6: a caso, perché secondo me ci danno la misura di
- 23:57Speaker 6: quanto sia cambiata la comunicazione. Si legge dai dati raccolti
- 24:02Speaker 6: nella comunicazione virtuale. riescono ad essere più sinceri che in
- 24:07Speaker 6: quella reale il 45,7% di studenti e studentesse e solo
- 24:14Speaker 6: il 28,3% riesce a non guardare in continuazione il cellulare
- 24:19Speaker 6: quando uno è magari è con gli altri in compagnia
- 24:23Speaker 6: e quindi va a vedere il messaggino va a vedere
- 24:26Speaker 6: se è arrivata la mail ecco insomma Secondo questa indagine, dottore,
- 24:32Speaker 6: non solo non possiamo più vivere senza questi device, ma
- 24:35Speaker 6: sembra che siano fondamentali vettori per rappresentarci al meglio, in
- 24:41Speaker 6: maniera più veritiera. È veramente così o c'è qualcosa che
- 24:46Speaker 6: non stiamo capendo?
- 24:49Speaker 8: Purtroppo è tutto così, ma gli ultimi dati di questa
- 24:51Speaker 8: indagine longitudinale che abbiamo avviato nel 2024, abbiamo preso 3.000
- 24:55Speaker 8: adolescenti e li stiamo seguendo, quegli stessi 3.000 adolescenti nel
- 24:58Speaker 8: corso della crescita, questa è un'indagine molto complicata proprio per
- 25:01Speaker 8: questa ragione, comunque conferma tutto quello che si era già
- 25:07Speaker 8: visto in precedenza, l'ultimo L'ultimo report sullo Stato nazionale dell'adolescenza
- 25:15Speaker 8: che abbiamo redatto per conto della Presidenza del Consiglio dei
- 25:17Speaker 8: Ministri è del 2023 e lì c'erano scritte le stesse
- 25:20Speaker 8: identiche cose, cambiano un pochettino le percentuali ma le tendenze
- 25:24Speaker 8: sono quelle. Il report precedente che avevamo fatto pre- pandemico a
- 25:28Speaker 8: termine del 2019 diceva che c'era un problema che stava emergendo,
- 25:33Speaker 8: con la pandemia questo problema è esploso è stato proiettato
- 25:37Speaker 8: in avanti di 10-15 anni, chissà, difficile dirlo in questo modo,
- 25:42Speaker 5: e
- 25:42Speaker 8: quindi quello che legge purtroppo sono delle risultanze di un
- 25:45Speaker 8: fenomeno che è multidimensionale, che non è stato affrontato, non
- 25:49Speaker 8: c'è stato un accompagnamento, soprattutto per i più giovani, E
- 25:52Speaker 8: quindi è quello lì che poi emergono fenomeni come quello
- 25:55Speaker 8: che ha detto, cioè la sincerità si esprime adesso principalmente
- 25:59Speaker 8: in via virtuale, ma anche il fenomeno del fubbing che
- 26:02Speaker 8: è importantissimo,
- 26:03Speaker 5: cioè
- 26:03Speaker 8: questa esplosione a volte di rabbia e aggressività nel momento
- 26:06Speaker 8: in cui si viene interrotti mentre si sta in rete
- 26:09Speaker 8: o si sta chattando. Oggi sono 6 su 10 i ragazzi,
- 26:13Speaker 8: le ragazze che reagiscono in quel modo, ma nel 2019
- 26:15Speaker 8: erano 2 su 10. Un bel avanzamento
- 26:21Speaker 6: insomma. Esatto
- 26:22Speaker 8: una direzione che è molto chiara, coinvolge naturalmente come diceva
- 26:26Speaker 8: anche lei prima anche gli adulti, non è che ne
- 26:28Speaker 8: siamo esenti noi, però noi abbiamo una sorta di anticorpo
- 26:33Speaker 8: al nostro interno che deriva dal fatto che magari fino
- 26:37Speaker 8: a 15, a 20, a 25 anni comunque abbiamo speso
- 26:39Speaker 8: la nostra vita in assenza di queste strumentazioni e questo
- 26:43Speaker 8: ci permette appunto di continuare a percepire l'importanza del contatto
- 26:50Speaker 8: e della comunicazione diretta con le persone
- 26:53Speaker 6: chiaro andiamo avanti leggo tra i dati che riguardano la
- 27:00Speaker 6: sfera del benessere psicologico l'autostima è bassa nel 34,2% dei
- 27:05Speaker 6: casi elevata nel 13,4% e sana nel 52,4% Ad avere
- 27:15Speaker 6: una scarsa considerazione delle proprie capacità sono soprattutto le studentesse,
- 27:21Speaker 6: le femmine, 47,9% contro il 23,6% degli studenti maschi. Devo dire,
- 27:30Speaker 6: tanti sono leggendo qua e là i numeri legati al
- 27:33Speaker 6: genere femminile che spiccano un po' negativo dal discorso dell'autostima, l'iperconnessione. Infatti,
- 27:41Speaker 6: leggo ancora. Rispetto al sesso sono più iperconnesse le ragazze, 27,8%
- 27:49Speaker 6: contro il 15,2% dei ragazzi. E il fenomeno è più
- 27:55Speaker 6: accentuato tra chi frequenta gli istituti professionali e tecnici, tra
- 28:00Speaker 6: gli adolescenti con cittadinanza straniera. le femminucce sono più esposte
- 28:07Speaker 6: a certi problemi forse perché più mentali più elucubrative rispetto
- 28:12Speaker 6: ai cotani maschietti o forse perché ancora subiscono dei retaggi
- 28:17Speaker 6: culturali molto forti di cui il web insomma abbiamo visto
- 28:21Speaker 6: si fa spesso cassa di risonanza insomma che dice lei
- 28:26Speaker 6: al riguardo?
- 28:27Speaker 8: direi più la seconda direi fortemente più la seconda allora
- 28:32Speaker 8: Noi veniamo educati e socializzati in modo binario, ovvero quando
- 28:38Speaker 8: noi nasciamo, in base al sesso e alla nascita, se
- 28:41Speaker 8: siamo maschi ci dicono delle cose, se siamo femmini ancora
- 28:43Speaker 8: ce ne dicono altre. Da lì nasce appunto il problema
- 28:47Speaker 8: della stereotipizzazione del rapporto con l'altro e anche naturalmente i
- 28:52Speaker 8: ruoli di genere che ne conseguono. Naturalmente gli stereotipi è
- 28:57Speaker 8: una gamma di idee discriminatorie o di diversità appunto molto
- 29:03Speaker 8: molto fantasiose che noi interiorizziamo nei primissimi anni di vita
- 29:07Speaker 8: che non attengono solamente al genere però quello ci porta
- 29:10Speaker 8: a sviluppare una certa propensione anche nel modo in cui
- 29:15Speaker 8: esperiamo la nostra prosocialità nel senso che se nasce una
- 29:20Speaker 8: bambina a quella bambina le verrà ancora oggi detto direttamente
- 29:24Speaker 8: o col più indirettamente che deve essere una persona accudente
- 29:28Speaker 8: che deve essere
- 29:28Speaker 5: una
- 29:29Speaker 8: persona che ascolta che aiuta tant'è vero che ancora oggi
- 29:33Speaker 8: e lo vediamo fortemente purtroppo tra i più giovani. Abbiamo
- 29:36Speaker 8: fatto indagini, anche la prima indagine in Italia nel 2021,
- 29:39Speaker 8: sui bambini e le bambine dai 8 agli 11 anni,
- 29:42Speaker 8: sono per basi dall'idea dell'esistenza del ruolo di genere in
- 29:45Speaker 8: modo fortissimo e le bambine pensano che devono essere più empatiche.
- 29:54Speaker 6: Anche la scelta dei giochi, no dottore? La
- 29:56Speaker 8: scelta dei giochi, la scelta della formazione, la scelta del
- 29:59Speaker 8: lavoro e si ripercuote assolutamente su tutto quanto perché poi
- 30:02Speaker 8: queste strategie sono forti e ancora hanno tantissima importanza. Ecco
- 30:08Speaker 8: lì che comunque storicamente l'autostima bassa e anche il distress,
- 30:13Speaker 8: aggiungerei che è un importantissimo indicatore che utilizziamo, che associa
- 30:17Speaker 8: l'ansia e la depressione, sono sempre delle fenomenologie che maggiormente
- 30:24Speaker 8: riguardano le ragazze, questo anche in tutte le indagini nazionali.
- 30:29Speaker 8: precedenti e anche su indagini internazionali vediamo più o meno
- 30:33Speaker 8: la stessa dinamica. Il problema è che quanto sta influendo
- 30:38Speaker 8: su questo oggi l'iperconnessione a cui sono più esposte le ragazze,
- 30:43Speaker 8: è questo quello su cui va molto ragionato, perché in
- 30:46Speaker 8: mezzo a questo c'è anche una serie di disagi emozionali,
- 30:49Speaker 8: la rabbia, la paura, la tristezza come emozioni primarie negative, l'aggressività,
- 30:54Speaker 8: la lessidimia, questa un analfabetismo emotivo di non saper più
- 30:58Speaker 8: che cosa ci succede dentro abbiamo uno stato di disagio
- 31:02Speaker 8: e non riusciamo nemmeno a capire se stiamo sperimentando in
- 31:04Speaker 8: quel momento rabbia o piuttosto che altro questo qui non
- 31:09Speaker 8: va più bene deve essere accompagnato attraverso un approccio educativo
- 31:13Speaker 8: che deve necessariamente partire dalle scuole in modi che già
- 31:19Speaker 8: si sanno ma che purtroppo non si praticano. L'ultima cosa
- 31:23Speaker 8: è l'identità sociale, quella che ci fa più confondere questa
- 31:27Speaker 8: sovraesposizione ai social media. Cioè il modo in cui una
- 31:30Speaker 8: persona sviluppa oggi il senso di sé in relazione agli altri,
- 31:34Speaker 8: quello che noi facciamo durante tutta la crescita, è un
- 31:38Speaker 8: qualche cosa che oggi è sempre più
- 31:39Speaker 6: confuso. Leggo infatti proprio per... Per seguire il discorso che
- 31:46Speaker 6: sta facendo, dopo tanto tempo trascorso sui social media, si
- 31:51Speaker 6: producono precise sensazioni. La stanchezza, anche qui le ragazze hanno
- 31:59Speaker 6: una percentuale maggiore rispetto ai ragazzi, quindi il 43,7% di
- 32:04Speaker 6: ragazze rispetto al 33,9%. Un senso di isolamento. E quindi,
- 32:11Speaker 6: come diceva lei, si è soggetti a sbalzi d'umore, di confusione,
- 32:16Speaker 6: insomma lo stato del benessere psicologico dei nostri ragazzi è
- 32:20Speaker 6: un po' compromesso, dottore.
- 32:24Speaker 8: Rischia di essere compromesso. L'adolescenza, dico sempre anche questo, è
- 32:29Speaker 8: da sempre stata da manuale un'età
- 32:31Speaker 5: critica
- 32:31Speaker 8: naturalmente, ma nel positivo e nel negativo, sicuramente condita di
- 32:36Speaker 8: aspetti negativi che fanno parte della crescita. Oggi però c'è
- 32:40Speaker 8: qualcosa che è diverso, è questo che non si riesce
- 32:42Speaker 8: purtroppo bene a capire dal passato. Noi siamo immersi in
- 32:46Speaker 8: una silenziosissima rivoluzione comunicativa che implica una trasposizione forte, grande,
- 32:54Speaker 8: massiccia delle relazioni umane, dell'intersoggettività umana dal piano reale a
- 33:01Speaker 8: quello virtuale e questo è un fattore nuovo, non c'è
- 33:03Speaker 8: mai stato nel passato quindi per quello dobbiamo smetterla di
- 33:06Speaker 8: ragionare con categorie del passato perché siamo di fronte a
- 33:09Speaker 8: un fenomeno tutto nuovo di cui esiti bisogna analizzarli ma
- 33:14Speaker 8: bisogna anche appunto agire perché sì le sensazioni sono quelle
- 33:18Speaker 8: e novembre adesso 5 novembre Nel CNR, nell'aula Marconi del
- 33:25Speaker 8: CNR di Roma, diffonderemo in un evento ad hoc i
- 33:29Speaker 8: nuovi risultati di ricerca che in questo momento non posso anticipare.
- 33:33Speaker 8: Però bisogna comprendere che le maschere che noi indossiamo sempre
- 33:39Speaker 8: sui social, lo facciamo anche noi adulti, perché ci proponiamo
- 33:43Speaker 8: in un certo modo che non è come siamo noi.
- 33:45Speaker 8: Attendiamo una certa reazione da parte degli altri proprio perché
- 33:50Speaker 8: ci enfatizziamo alcune caratteristiche reali o anche false totalmente di
- 33:54Speaker 8: noi stessi stanno facendo saltare quello che appunto prima ho
- 33:57Speaker 8: definito l'identità sociale è un costrutto molto molto importante che
- 34:03Speaker 8: è fortemente correlato con il nostro benessere di cui io
- 34:07Speaker 8: non sento parlare, noi cerchiamo un pochettino di sfondare questa
- 34:10Speaker 8: porta e spero che questi dati questa volta riescano ad
- 34:14Speaker 8: attirare più di quanto non si è stato in passato
- 34:16Speaker 8: l'attenzione di chi dal punto di vista operativo dovrebbe mettere
- 34:21Speaker 8: mano ai problemi.
- 34:24Speaker 6: Isolamento sociale, fenomeno degli chicomori, ho notato che per esempio
- 34:29Speaker 6: il fenomeno legato all'isolamento estremo coinvolge di più i maschietti,
- 34:35Speaker 6: rispetto alle femmine diciamo su questo fenomeno sicuramente ritorneremo dedicando
- 34:41Speaker 6: una puntata molto presto è molto diffuso è sottovalutato le
- 34:46Speaker 6: faccio una domanda provocatoria come lo interpreta lei è una
- 34:50Speaker 6: resa sociale è un fenomeno che dovremmo contemplare fra i
- 34:54Speaker 6: rischi della nostra società è una scelta un problema C'è
- 34:59Speaker 6: sempre stato questo fenomeno, ma magari lo chiamavamo diversamente. Definiamo
- 35:05Speaker 6: un po' i contorni di questo fenomeno e ci spieghi
- 35:11Speaker 6: un po' lei come si è arrivati a questo.
- 35:15Speaker 8: Allora, a parte casi isolati nel passato, che ci sono
- 35:18Speaker 8: sempre stati certamente, è un fenomeno tutto nuovo, perché non
- 35:22Speaker 8: si possono fare parallelismi con gli ikikomori giapponesi, cultura, storia,
- 35:27Speaker 8: spazio- temporalità completamente diversa e non possiamo far tutto un calderone.
- 35:34Speaker 8: Quello che bisogna comprendere però è che la quota di
- 35:38Speaker 8: isolati sociali è raddoppiata da
- 35:41Speaker 5: prima a
- 35:41Speaker 8: dopo la pandemia. Che cosa è successo? È stato il
- 35:44Speaker 8: virus della pandemia? No, assolutamente no, è stato quel cambio
- 35:47Speaker 8: di comportamento. che si è innescato appunto con quello che
- 35:51Speaker 8: fu chiamato distanziamento fisico che poi io la contestai anche
- 35:54Speaker 8: all'epoca perché non c'era nessun tipo di distanziamento fisico, eravamo
- 35:58Speaker 8: comunque attaccati alle persone, il problema è che c'era un
- 36:00Speaker 8: distanziamento dal punto di vista proprio comunicativo e sociale, tanto
- 36:03Speaker 8: è vero che comunque siamo passati Ad oggi ad avere
- 36:07Speaker 8: a livello nazionale il 10% degli adolescenti che si sono
- 36:12Speaker 8: già isolati per un periodo importante di tempo a casa.
- 36:16Speaker 8: Questo è fortemente connesso con la virtualità, con internet, con
- 36:22Speaker 8: l'uso dei social media. E lo sarà in futuro anche
- 36:24Speaker 8: molto più, questa è una previsione naturalmente basta, con l'uso
- 36:29Speaker 8: un po' più massiccio dell'intelligenza artificiale. È un problema fondamentale
- 36:34Speaker 8: oggi da osservare e su cui agire, ma è connesso
- 36:37Speaker 8: naturalmente a quella che è anche la vita reale, perché
- 36:40Speaker 5: è
- 36:40Speaker 8: fortemente connessa a comportamenti antisociali che magari una persona può avere. subito,
- 36:46Speaker 8: quale bullismo, il cyberbullismo, ma dietro c'è comunque sia anche
- 36:52Speaker 8: tutto quello che concerne la mancanza proprio di relazionalità diretta
- 37:00Speaker 8: che si sta sempre più perdendo. Guardando a questi ultimi adolescenti,
- 37:06Speaker 8: questi 3.000 che stiamo seguendo, vediamo che nel 50% dei casi,
- 37:11Speaker 8: cioè la metà netta, già al primo anno di scuola
- 37:14Speaker 8: parliamo di 13 14 anni si sono isolati almeno una
- 37:18Speaker 8: volta fino ad arrivare al 6% che si sono isolati
- 37:22Speaker 8: già per oltre sei mesi la soglia ideale per essere
- 37:26Speaker 8: definito ikikomori sono proprio sei mesi di isolamento in casa
- 37:31Speaker 8: però attenzione sei
- 37:32Speaker 6: mesi
- 37:34Speaker 8: totali proprio totali però non possono essere definiti questi ikikomori
- 37:37Speaker 8: Questo è un altro fenomeno che si chiama isolamento sociale proprio. Perché?
- 37:41Speaker 8: Perché questi ragazzi e queste ragazze continuano ad andare a scuola.
- 37:45Speaker 5: Il problema
- 37:45Speaker 8: qual è? È che da noi la scuola, l'obbligo scolastico
- 37:48Speaker 8: è fino a 16 anni. Quindi poi abbiamo visto che
- 37:51Speaker 8: da 16 anni in poi questi effettivamente corrono il rischio
- 37:54Speaker 8: di diventare a tutti gli effetti i kikomori, soprattutto se
- 37:58Speaker 8: già hanno alle spalle periodi diversi di sperimentazione sociale. dell'isolamento.
- 38:03Speaker 8: Quello che succede dentro le case quando sono isolati poi
- 38:06Speaker 8: è veramente tragico perché dopo un po' di tempo abbandonano
- 38:11Speaker 8: anche la comunicazione virtuale, si ritrovano sul serio proprio da
- 38:14Speaker 8: soli e quindi possiamo immaginare poi le conseguenze non solo
- 38:18Speaker 8: a quel punto relazionali ma anche psicologiche.
- 38:21Speaker 6: Stereotipi di genere, abbiamo accennato qualcosa e condizionamenti sociali, cosa
- 38:26Speaker 6: è uscito fuori da questi primi dati?
- 38:30Speaker 8: questi primi dati che sono ripeto su un 14 anni
- 38:34Speaker 8: perché di anno in anno intervistiamo gente che ha un
- 38:36Speaker 8: anno in più del precedente che sono sempre le stesse
- 38:39Speaker 8: persone confermano quello che purtroppo confermano quello che e aggravano
- 38:45Speaker 8: anche in parte il quadro nazionale perché il quadro nazionale
- 38:48Speaker 8: ci diceva che adesso è rotondo per comprenderci che circa
- 38:52Speaker 8: il 25% delle ragazze e delle ragazze che frequentano scuole
- 38:56Speaker 8: superiori quindi scuole secondarie di secondo grado presentano una fortissima
- 39:02Speaker 8: adesione all'idea che esistano dei ruoli di genere quindi la
- 39:06Speaker 8: preminenza maschile e la subalternità femminile per essere sintetici questi
- 39:14Speaker 8: dati sui 14 anni ci confermano questo ci confermano questo
- 39:18Speaker 8: per quanto riguarda il discorso del genere ma anche sono
- 39:22Speaker 8: portatori di un'altissima omotransmobia un'altissima presenza di stereotipi contro i
- 39:29Speaker 8: migranti Quindi c'è proprio un problema di rappresentazione.
- 39:34Speaker 6: Il web non ci libera, dottore, da certe cose, niente
- 39:39Speaker 8: Il web... ha anche dei contenuti emancipativi il problema è
- 39:45Speaker 8: che se anche lì sempre educativo perché se noi non
- 39:50Speaker 8: insegniamo a ragazzi e ragazze a discernere i contenuti autorevoli
- 39:54Speaker 8: da non solo quelli fake ma quelli proprio che sono
- 39:57Speaker 8: prodotti appositamente per generare disuguaglianze discriminazioni eccetera ed oggi purtroppo
- 40:04Speaker 8: la situazione ma il scenario mondiale non solo italiano è
- 40:09Speaker 6: Non è
- 40:09Speaker 8: dei migliori da questo punto di vista, basta guardarsi in
- 40:12Speaker 8: sonno per comprenderlo.
- 40:13Speaker 6: Certo. A questo punto, soluzioni, dottor Tintori?
- 40:20Speaker 8: La soluzione in realtà non ci ha detto qua e
- 40:23Speaker 8: là nel corso dell'intervista. Dal mio punto di vista non
- 40:27Speaker 8: c'è dubbio che debba essere la scuola a tornare ad
- 40:32Speaker 8: avere un ruolo realmente centrale. Questo vuol dire che bisogna
- 40:37Speaker 8: attivare degli insegnamenti ad hoc, di quelli che si dicono
- 40:41Speaker 8: da anni ma che poi non si attuano, quindi l'educazione...
- 40:44Speaker 8: l'educazione sessuale, l'educazione affettiva, l'educazione emozionale, nell'ambito dell'educazione civica direi
- 40:52Speaker 8: anche di no perché poi diventa una materia troppo stringata,
- 40:55Speaker 8: cioè la scuola ha un ruolo sociale che non è
- 41:00Speaker 8: una cosa del 2026, è una cosa che fa parte
- 41:04Speaker 8: della sua struttura costituzionale che è scritta in tutti i
- 41:08Speaker 8: curriculum ministeriali, anche i più vecchi, ricordiamo il Lemonier famoso,
- 41:13Speaker 8: e che indica quali siano gli obiettivi che devono raggiungere
- 41:17Speaker 8: studenti e studentesse fin dalla scuola primaria per poi crescere
- 41:21Speaker 8: a livello appunto di integrazione, relazionalità, rispetto con l'altro, eccetera.
- 41:26Speaker 8: Poi sono tutta una serie di valori che se vogliamo,
- 41:29Speaker 8: nulla di così diciamo innovativo, li troviamo anche nel corredo
- 41:33Speaker 8: stesso di quella che è proprio la nostra base cristiano- giudaica.
- 41:39Speaker 8: Il problema c'è finché rimarrà tutto a livello, come dire, enunciato,
- 41:44Speaker 8: ma poi all'atto pratico. Non solo noi adulti, spesso e volentieri,
- 41:50Speaker 8: non razioniamo in quella direzione, ma nemmeno permettiamo all'unico agente
- 41:59Speaker 8: istituzionale che è alla scuola di fare esprimere pienamente il
- 42:04Speaker 8: proprio potenziale, il proprio mestiere e raggiungere gli obiettivi che
- 42:08Speaker 8: sono definiti sulla carta, è difficile che da qui poi
- 42:12Speaker 8: smuoviamo qualcosa. Rispetto agli stereotipi, poi chiudo, questo l'abbiamo proprio
- 42:16Speaker 8: dimostrato già attraverso pubblicazioni scientifiche che hanno avuto anche un
- 42:20Speaker 8: certo eco, cioè il passaggio dall'età infantile a quella pre- adolescenziale
- 42:25Speaker 8: e poi adolescenziale, mostra un abbassamento molto importante della stereotipizzazione cognitiva,
- 42:35Speaker 8: di come noi guardiamo all'altro, alle differenze sociali. Per esempio
- 42:40Speaker 8: per gli stereotipi di genere si abbassa dal 50 al 25%,
- 42:43Speaker 8: i bambini e le bambine sono intrisi di stereotipi di
- 42:47Speaker 8: genere
- 42:48Speaker 8: Chi gli dà il conto? Chi gli dà il conto?
- 42:50Speaker 8: Se vanno per imitazione, attraverso i neuroni e specchi, guardano
- 42:54Speaker 8: il papà e la mamma, guardano quello che avviene, bisogna
- 42:58Speaker 8: parlare con chiudenza in questo caso, quella che noi definiamo
- 43:02Speaker 8: famiglia tradizionale. perché la famiglia, esattamente la famiglia tradizionale che
- 43:06Speaker 8: è portatrice di quelli che sono i virus, definisco io,
- 43:10Speaker 8: che poi determinano le principali disuguaglianze sociali. Quando il piccolo
- 43:15Speaker 8: esce dalla socializzazione primaria, ovvero dal nucleo primario umano, per
- 43:21Speaker 8: entrare nella socializzazione secondaria e quindi in primo essere in
- 43:23Speaker 8: mondo scolastico, mondo scolastico con tutte le difficoltà del caso
- 43:27Speaker 8: riesce a mettere un freno a certe cose, ma è
- 43:30Speaker 8: solo un freno. Gli stereotipi si riproducono comunque di generazione
- 43:34Speaker 8: in generazione perché continuano ad essere diffusi ovunque, lo vediamo
- 43:37Speaker 8: nei giochi, lo vediamo nei colori, lo vediamo negli sport
- 43:41Speaker 8: ancora oggi dedicati ai maschi e femmine, lo vediamo nelle narrazioni,
- 43:45Speaker 8: addirittura lo vediamo, l'abbiamo dimostrato anche nei libri scolastici della primaria.
- 43:51Speaker 6: Incredibile. Dottore, iperconnessi e no in un'epoca in cui la
- 43:58Speaker 6: presenza online definisce un po' l'identità giovanile, la vera sfida
- 44:06Speaker 6: non è tanto disconnettersi, ma imparare ad abitare lo spazio
- 44:12Speaker 6: digitale con consapevolezza e in questo spetta, come dice lei,
- 44:17Speaker 6: come ha detto lei più volte, a noi adulti guidare
- 44:25Speaker 6: questo cambiamento, oltre alla scuola, a noi genitori, alle famiglie.
- 44:32Speaker 6: non c'è niente da fare, diciamo questo è il punto principale,
- 44:38Speaker 6: d'accordo dottore
- 44:40Speaker 8: Sì, bisogna rimboccarsi le maniche, insomma responsabilmente, io come diceva
- 44:44Speaker 8: sempre una mia cara amica che purtroppo ha avuto da
- 44:47Speaker 8: meno da poco tempo, la professoressa Maria Rita Parsi,
- 44:52Speaker 6: la ricordiamo tutti,
- 44:54Speaker 8: diciamo sempre un uso virtuoso del virtuale, Non bisogna proibire niente,
- 44:59Speaker 8: sappiamo benissimo il proibizionismo e che direzione porta. Bisogna però
- 45:03Speaker 8: aiutare a comprendere il buono delle cose e non il
- 45:07Speaker 8: lato oscuro, semplicemente vivere nel lato oscuro della digitalizzazione dei
- 45:12Speaker 8: rapporti umani, perché altrimenti le direzioni sono queste. Adesso questa
- 45:16Speaker 8: indagine per la prima volta in Italia riuscirà a dimostrare scientificamente,
- 45:20Speaker 8: nel senso stretto del termine, ossia dimostrando l'incambio dei messi causali,
- 45:24Speaker 8: quindi causa- effetto, Cosa produce tra le altre cose l'iperconnessione, questa
- 45:30Speaker 8: sovraesposizione allo screen time. Ma i dati che già abbiamo
- 45:34Speaker 8: da anni a me sembrano sufficienti per comprendere che c'è
- 45:40Speaker 8: urgenza di intervento.
- 45:42Speaker 6: E noi ringraziamo il dottor Antonio Tintori, scienziato sociale, referente
- 45:48Speaker 6: del gruppo di ricerca MUSA, Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi
- 45:53Speaker 6: del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Grazie ancora per essere stato
- 45:57Speaker 6: con noi.
- 45:58Speaker 7: Grazie a voi, buon lavoro
- 46:07Speaker 2: Sanità europea, la classifica dei paesi con le attese più lunghe. Nell'Europa,
- 46:12Speaker 2: considerata tra le aree più avanzate del mondo, l'accesso alle
- 46:16Speaker 2: cure sanitarie non è sempre rapido. Uno dei problemi più
- 46:19Speaker 2: urgenti che i sistemi sanitari europei devono affrontare è infatti
- 46:23Speaker 2: quello delle liste d'attesa. Milioni di cittadini sono costretti ad
- 46:27Speaker 2: aspettare settimane, mesi e in alcuni casi persino anni prima
- 46:31Speaker 2: di poter ricevere una visita specialistica o sottoporsi ad un
- 46:34Speaker 2: intervento non urgente. A fotografare la situazione è il rapporto
- 46:39Speaker 2: Health at a Glance 2025 dell'Organizzazione per la Cooperazione e
- 46:44Speaker 2: lo Sviluppo Economico, che confronta i sistemi sanitari dei diversi paesi.
- 46:49Speaker 2: I dati mostrano differenze molto significative nei tempi necessari per
- 46:53Speaker 2: accedere alle prestazioni mediche. In alcuni casi le attese raggiungono
- 46:57Speaker 2: livelli particolarmente elevati. Nel Regno Unito, per esempio, l'11% delle
- 47:01Speaker 2: persone che hanno bisogno di una visita specialistica dichiara di
- 47:05Speaker 2: aver aspettato più di un anno per ottenere un appuntamento.
- 47:08Speaker 2: In Francia e Germania la percentuale è molto più bassa,
- 47:11Speaker 2: pari al 2%, ma anche in questi paesi una parte
- 47:14Speaker 2: consistente della popolazione deve comunque aspettare a lungo. In Francia
- 47:19Speaker 2: il 43% dei pazienti attende tra due mesi e un anno,
- 47:23Speaker 2: contro il 32% del Regno Unito, il 29% in Svezia
- 47:27Speaker 2: e il 22% in Germania. Le difficoltà cominciano però già
- 47:31Speaker 2: dal primo livello di assistenza, quello del medico di base,
- 47:35Speaker 2: chiamato GP, General Practitioner, nel sistema britannico o dell'infermiere. Nel
- 47:41Speaker 2: 2023 il 23% dei pazienti svedesi ha dichiarato di aver
- 47:44Speaker 2: aspettato più di una settimana per essere visitato. La stessa
- 47:48Speaker 2: situazione riguarda il 20% dei pazienti in Francia e Germania
- 47:52Speaker 2: e il 18% nel Regno Unito. Se si considerano anche
- 47:55Speaker 2: coloro che hanno aspettato 6 o 7 giorni, le percentuali
- 47:59Speaker 2: salgono ulteriormente al 30% in Svezia, al 28% in Francia,
- 48:02Speaker 2: al 27% nel Regno Unito e il 26% in Germania.
- 48:05Speaker 2: Le differenze tra i paesi devono comunque essere interpretate con cautela,
- 48:10Speaker 2: perché i metodi utilizzati per raccogliere e misurare i dati
- 48:12Speaker 2: non sono sempre identici. Il problema emerge con particolare evidenza
- 48:18Speaker 2: quando si osservano gli interventi chirurgici. Un esempio significativo è
- 48:22Speaker 2: quello della cataratta. un'operazione del cristallino dell'occhio che può ridurre
- 48:26Speaker 2: progressivamente la vista e che spesso viene trattata con un
- 48:29Speaker 2: intervento chirurgico. L'Ocse considera, tra gli altri indicatori, la percentuale
- 48:34Speaker 2: di pazienti che aspettano più di tre mesi dalla valutazione
- 48:37Speaker 2: dello specialista fino al trattamento. Nel 2024, in Norvegia, l'81%
- 48:42Speaker 2: dei pazienti ha atteso più di tre mesi per l'intervento
- 48:45Speaker 2: di cataratta. In Finlandia, la percentuale è stata del 71%.
- 48:49Speaker 2: Anche nel Regno Unito e nel Portogallo si è arrivati
- 48:52Speaker 2: al 58%, mentre in Spagna il dato è stato del 53%.
- 48:57Speaker 2: Situazione molto diversa in Polonia, dove la percentuale è stata
- 49:00Speaker 2: del 13%, poi l'Ungheria con il 17%, la Svezia con
- 49:03Speaker 2: il 22% e l'Italia con il 27%. Il confronto con
- 49:07Speaker 2: il 2019, l'anno precedente alla pandemia di Covid- 19, mostra inoltre
- 49:11Speaker 2: quanto la crisi sanitaria abbia lasciato una forte eredità sui
- 49:15Speaker 2: sistemi sanitari, Nel 2024, in sette dei nove paesi europei analizzati,
- 49:20Speaker 2: le attese per la cataratta erano più lunghe rispetto al
- 49:23Speaker 2: 2019
- 49:25Speaker 5: Nel
- 49:25Speaker 2: Regno Unito, la quota di pazienti costretti ad aspettare più
- 49:28Speaker 2: di tre mesi è passata dal 22 al 58. In
- 49:31Speaker 2: Norvegia è aumentata dal 65 all'81. Solo Polonia e Ungheria
- 49:35Speaker 2: hanno registrato una riduzione. Ancora più impressionante è il caso
- 49:40Speaker 2: delle protesi d'anca, un intervento utilizzato per sostituire un'articolazione danneggiata,
- 49:45Speaker 2: spesso a causa dell'artrosi. Nel 2024 in Slovenia il tempo
- 49:49Speaker 2: di attesa medio è stato di 667 giorni, cioè quasi
- 49:53Speaker 2: due anni. Il termine mediano è importante, significa che metà
- 49:58Speaker 2: dei pazienti ha aspettato meno di 667 giorni e l'altra
- 50:02Speaker 2: metà ha aspettato più a lungo. In Polonia l'attesa mediana
- 50:06Speaker 2: è stata di 343 giorni, oltre 11 mesi, mentre in
- 50:10Speaker 2: Ungheria è arrivata a 209 giorni e nel Regno Unito 174.
- 50:16Speaker 2: Liste d'attesa così lunghe non rappresentano soltanto un problema organizzativo.
- 50:20Speaker 2: Per una persona che soffre, rinviare un trattamento significa prolungare
- 50:23Speaker 2: il periodo trascorso con dolore, limitazioni fisiche e una qualità
- 50:27Speaker 2: della vita più bassa. Inoltre, come sottolinea l'Ocse, ritardare un
- 50:31Speaker 2: intervento può contribuire a peggiorare le condizioni del paziente e,
- 50:35Speaker 2: in alcuni casi, gli stessi risultati della cura. Ma perché
- 50:39Speaker 2: i tempi d'attesa sono così diversi da un paese all'altro?
- 50:42Speaker 2: Alla base c'è soprattutto uno squilibrio tra la domanda di
- 50:45Speaker 2: prestazioni sanitarie e l'offerta disponibile. In altre parole, le persone
- 50:49Speaker 2: che hanno bisogno di cure possono essere più numerose rispetto
- 50:52Speaker 2: alla capacità del sistema di garantire visite, esami e interventi
- 50:55Speaker 2: in tempi brevi. A determinare questo squilibrio contribuiscono diversi fattori.
- 51:01Speaker 2: Le risorse economiche destinate alla sanità, il numero di medici,
- 51:04Speaker 2: infermieri e altri professionisti disponibili, la quantità di strutture e apparecchiature,
- 51:08Speaker 2: l'organizzazione dei servizi e la crescente domanda di cure. Quest'ultima
- 51:13Speaker 2: è legata anche all'invecchiamento della popolazione. Con l'aumento dell'età media
- 51:17Speaker 2: cresce infatti la diffusione di malattie croniche e di condizioni
- 51:20Speaker 2: che richiedono assistenza e a ciò si aggiunge il progresso
- 51:23Speaker 2: della medicina, che rende possibili sempre più diagnosi e trattamenti,
- 51:27Speaker 2: aumentando però anche il numero di persone che possono averne bisogno.
- 51:32Speaker 2: Le liste d'attesa rappresentano quindi una delle principali sfide per
- 51:35Speaker 2: la sanità europea, Non esiste un unico modello capace di
- 51:38Speaker 2: eliminarle e le differenze tra i paesi dimostrano quanto continuano
- 51:42Speaker 2: le scelte di finanziamento, l'organizzazione e la disponibilità di personale
- 51:46Speaker 2: e strutture. Secondo Eurostat inoltre, i tempi di attesa costituiscono
- 51:51Speaker 2: una delle principali ragioni per cui alcune persone non riescono
- 51:54Speaker 2: ad ottenere le cure mediche di cui hanno bisogno. Il
- 51:57Speaker 2: problema dunque non riguarda soltanto quanto si spende per la sanità.
- 52:01Speaker 2: ma anche quanto efficacemente le risorse disponibili riescono a trasformarsi
- 52:05Speaker 2: in cure accessibili e tempestive. PILLOLE DELLA SALUTE Una serie
- 52:28Speaker 2: di approfondimenti sul nostro corpo sulla medicina e sull'ambiente che
- 52:33Speaker 2: ci circonda.
- 52:54Speaker 9: Benvenute e benvenuti a Le pillole della salute. Oggi parleremo
- 52:59Speaker 9: della voce. Di come un semplice suono prodotto dal nostro
- 53:03Speaker 9: corpo sia in realtà uno degli strumenti più potenti di
- 53:06Speaker 9: comunicazione e regolazione biologica che la natura abbia sviluppato e
- 53:11Speaker 9: di perché la voce umana abbia effetti così profondi sul cervello,
- 53:15Speaker 9: sulle emozioni e persino sul funzionamento del sistema nervoso. Pensiamo
- 53:20Speaker 9: alla voce ogni giorno, ma raramente ci soffermiamo a riflettere
- 53:24Speaker 9: su quanto sia straordinario. La cosa più sorprendente è che
- 53:28Speaker 9: il cervello non ascolta la voce soltanto per comprenderne le parole,
- 53:33Speaker 9: perché la voce trasporta una quantità enorme di informazioni biologiche
- 53:37Speaker 9: che vengono elaborate in modo quasi istantaneo. Quando sentiamo parlare
- 53:41Speaker 9: una persona, il nostro cervello inizia immediatamente a raccogliere dati.
- 53:46Speaker 9: Ne valuta ogni piccolo dettaglio ancora prima di comprendere il
- 53:49Speaker 9: significato delle parole. Spesso siamo già in grado di capire
- 53:53Speaker 9: lo stato emotivo di chi sta parlando prima di capire
- 53:56Speaker 9: quello che sta dicendo. È una capacità antichissima che ha
- 54:00Speaker 9: accompagnato l'evoluzione della nostra specie. Dal punto di vista biologico,
- 54:06Speaker 9: la voce nasce dall'incontro tra respirazione e movimento. L'aria è
- 54:10Speaker 9: espulsa dai polmoni attraverso la laringe, dove si trovano le
- 54:13Speaker 9: corde vocali. Queste strutture vibrano producendo un suono che viene
- 54:17Speaker 9: poi modellato dalla bocca, dalla lingua, dalle labbra e dalle
- 54:22Speaker 9: cavità del volto. Ogni voce è unica. quasi come un'impronta
- 54:26Speaker 9: digitale sonora. Ma la voce è molto più di un
- 54:29Speaker 9: fenomeno meccanico. È strettamente collegata allo stato del sistema nervoso.
- 54:34Speaker 9: Quando siamo rilassati, la voce tende ad essere più fluida,
- 54:38Speaker 9: più armoniosa e stabile. Quando siamo stressati, il tono cambia,
- 54:43Speaker 9: la respirazione si modifica, il ritmo diventa più rapido o
- 54:46Speaker 9: più irregolare. In altre parole, la voce rivela continuamente qualcosa
- 54:51Speaker 9: del nostro stato interno. Questa relazione è così profonda che
- 54:56Speaker 9: il cervello umano ha sviluppato aree specializzate per riconoscere le
- 55:00Speaker 9: caratteristiche emotive della voce. Alcune regioni cerebrali sono particolarmente sensibili
- 55:07Speaker 9: non tanto a ciò che viene detto ma a come
- 55:10Speaker 9: viene detto. È per questo che possiamo percepire la rabbia,
- 55:14Speaker 9: la paura o la gioia nella voce di qualcuno anche
- 55:17Speaker 9: quando non comprendiamo perfettamente le parole. Pensiamo a un neonato.
- 55:22Speaker 9: prima ancora di comprendere il linguaggio, riconosce la voce della madre.
- 55:27Speaker 9: Già durante la gravidanza, il sistema uditivo in sviluppo è
- 55:30Speaker 9: in grado di percepire suoni provenienti dall'esterno e tra questi
- 55:34Speaker 9: la voce materna occupa un posto speciale. Dopo la nascita,
- 55:38Speaker 9: quella voce diventa uno dei principali strumenti di regolazione emotiva.
- 55:43Speaker 9: Quando una madre o un padre parlano con tono calmo
- 55:46Speaker 9: a un bambino, non stanno semplicemente comunicando informazioni, Stanno contribuendo
- 55:51Speaker 9: a regolare il suo sistema nervoso come una forma di
- 55:54Speaker 9: contatto invisibile. Questo fenomeno non riguarda soltanto i bambini. Anche
- 56:00Speaker 9: negli adulti la voce continua ad avere un potente effetto regolatore.
- 56:04Speaker 9: Una voce rassicurante può ridurre l'ansia. Una aggressiva può aumentare
- 56:11Speaker 9: lo stato di allerta. Una calma e stabile può trasmettere sicurezza.
- 56:16Speaker 9: Il sistema nervoso continua a leggere questi segnali per tutta
- 56:20Speaker 9: la vita. Uno dei protagonisti di questo processo è il
- 56:25Speaker 9: nervo vago, una delle principali vie di comunicazione tra cervello
- 56:29Speaker 9: e corpo. Alcuni studiosi hanno osservato come determinati aspetti della
- 56:34Speaker 9: comunicazione vocale siano strettamente collegati alla regolazione vagale e al
- 56:39Speaker 9: senso di sicurezza. Quando percepiamo una voce amichevole e prevedibile,
- 56:44Speaker 9: Il cervello interpreta quella situazione come relativamente sicura e permette
- 56:49Speaker 9: al corpo di rilassarsi. Per questo motivo il tono della
- 56:52Speaker 9: voce può avere effetti che vanno ben oltre il contenuto
- 56:55Speaker 9: del messaggio. A volte ricordiamo perfettamente come qualcuno ci ha parlato,
- 57:00Speaker 9: anche se abbiamo dimenticato le parole precise. Il cervello conserva
- 57:05Speaker 9: la qualità emotiva dell'esperienza. La voce ha anche un ruolo
- 57:10Speaker 9: fondamentale nella costruzione delle relazioni sociali. Gli esseri umani sono
- 57:15Speaker 9: animali profondamente cooperativi. Gran parte della nostra storia evolutiva è
- 57:20Speaker 9: stata costruita sulla capacità di comunicare e coordinarsi. Quale strumento
- 57:25Speaker 9: migliore per rafforzare i legami e trasmettere conoscenze? Pensiamo alle
- 57:30Speaker 9: storie raccontate attorno al fuoco, ai canti, alle preghiere, alle
- 57:33Speaker 9: conversazioni quotidiane. Per migliaia di anni la voce è stata
- 57:37Speaker 9: il principale mezzo attraverso cui le informazioni venivano trasmesse da
- 57:41Speaker 9: una generazione all'altra. Prima della scrittura, prima dei libri, prima
- 57:46Speaker 9: della tecnologia, c'era la voce. Anche la musica nasce in
- 57:50Speaker 9: gran parte da questa capacità. Il canto rappresenta probabilmente una
- 57:54Speaker 9: delle forme più antiche di comunicazione emotiva. Quando ascoltiamo una
- 57:59Speaker 9: voce che canta, il cervello attiva reti neurali legate alle emozioni,
- 58:03Speaker 9: alla memoria e alla ricompensa. Non è un caso che
- 58:06Speaker 9: una canzone possa commuoverci profondamente o riportarci alla mente ricordi lontani.
- 58:12Speaker 9: La voce è inoltre uno strumento di sincronizzazione. Durante una conversazione,
- 58:17Speaker 9: senza rendercene conto, tendiamo ad adattare il nostro ritmo di parola,
- 58:21Speaker 9: il tono e persino la respirazione a quelli della persona
- 58:25Speaker 9: con cui stiamo parlando. È una forma di coordinazione biologica
- 58:29Speaker 9: che facilita la comprensione reciproca e la costruzione della relazione. Curiosamente,
- 58:36Speaker 9: la voce che ascoltiamo più spesso è anche quella che
- 58:39Speaker 9: conosciamo meno, la nostra. Quando sentiamo una registrazione della nostra
- 58:44Speaker 9: voce spesso la troviamo strana. Questo accade perché normalmente la
- 58:48Speaker 9: percepiamo sia attraverso l'aria, sia attraverso le vibrazioni che attraversano
- 58:53Speaker 9: le ossa del cranio. La registrazione elimina una parte di
- 58:57Speaker 9: questa esperienza e il cervello la percepisce come diversa. La
- 59:02Speaker 9: voce ci ricorda che il linguaggio non è soltanto un
- 59:05Speaker 9: fenomeno intellettuale, è un fenomeno corporeo. Ogni parola nasce da
- 59:10Speaker 9: respiro attraverso il corpo e raggiunge il sistema nervoso di
- 59:13Speaker 9: un'altra persona è un ponte biologico tra due cervelli forse
- 59:18Speaker 9: proprio per questo la voce conserva ancora oggi una forza
- 59:22Speaker 9: che nessuna tecnologia è riuscita a sostituire completamente Possiamo leggere
- 59:27Speaker 9: un messaggio, vedere una fotografia o guardare un testo scritto.
- 59:31Speaker 9: Ma sentire la voce di una persona attiva qualcosa di diverso,
- 59:35Speaker 9: qualcosa di più antico, qualcosa che il cervello riconosce immediatamente.
- 59:41Speaker 9: In fondo, la voce è una delle forme più intime
- 59:44Speaker 9: della presenza umana. È il modo in cui il nostro
- 59:46Speaker 9: corpo diventa suono. È il modo in cui emozioni, pensieri
- 59:51Speaker 9: e stati interiori si trasformano in vibrazioni capaci di raggiungere
- 59:55Speaker 9: un altro essere umano. Questa era la nostra riflessione di oggi,
- 1:00:00Speaker 9: dedicata alla voce e al suo straordinario potere sul sistema
- 1:00:04Speaker 9: nervoso e sulle relazioni. Perché molto prima di essere uno
- 1:00:08Speaker 9: strumento per parlare, la voce è stata uno strumento per
- 1:00:12Speaker 9: connetterci gli uni agli altri. Grazie per avermi seguito e
- 1:00:17Speaker 9: buon proseguimento di ascolto con Radio Onda Salute.
- 1:00:37Speaker 3: Cure future, il domani delle terapie che è già qui.
- 1:00:43Speaker 3: Approfondimenti sulle novità scientifiche nel campo medico. Al congresso europeo
- 1:00:54Speaker 3: di cardiologia presentate nuove terapie per combattere il colesterolo. Tra
- 1:01:01Speaker 3: gli studi più recenti dedicati alla riduzione del colesterolo si
- 1:01:05Speaker 3: inseriscono i risultati del Victorian Challenge, presentati durante il congresso
- 1:01:10Speaker 3: della Società Europea di Cardiologia. Si tratta del primo studio randomizzato,
- 1:01:16Speaker 3: cioè condotto assegnando casualmente i pazienti ai diversi trattamenti. in aperto,
- 1:01:23Speaker 3: quindi con pazienti e ricercatori consapevoli della terapia somministrata, e
- 1:01:28Speaker 3: di fase 4, ovvero realizzato dopo l'autorizzazione all'uso di un
- 1:01:32Speaker 3: farmaco per valutarne ulteriormente efficacia e sicurezza nella pratica clinica.
- 1:01:39Speaker 3: Lo studio ha confrontato direttamente Inclisiran, una terapia innovativa per
- 1:01:44Speaker 3: la riduzione del colesterolo, con l'acido ben pedoico nei pazienti
- 1:01:49Speaker 3: con malattia cardiovascolare aterosclerotica ad alto o altissimo rischio cardiovascolare.
- 1:01:57Speaker 3: La malattia cardiovascolare aterosclerotica è una condizione nella quale l'accumulo
- 1:02:03Speaker 3: di grassi e colesterolo nelle pareti delle arterie porta alla
- 1:02:07Speaker 3: formazione delle cosiddette placche aterosclerotiche, aumentando il rischio di infarto,
- 1:02:12Speaker 3: ictus e altri eventi cardiovascolari. In questi pazienti una riduzione
- 1:02:17Speaker 3: precoce e soprattutto stabile nel tempo del colesterolo LDL, comunemente
- 1:02:23Speaker 3: definito colesterolo cattivo, rappresenta uno degli elementi fondamentali della prevenzione.
- 1:02:29Speaker 3: Valori elevati di LDL favoriscono infatti la formazione e la
- 1:02:33Speaker 3: progressione delle placche nelle arterie. Per questo le linee guida
- 1:02:38Speaker 3: raccomandano di raggiungere livelli particolarmente bassi nei pazienti che presentano
- 1:02:43Speaker 3: un rischio cardiovascolare elevato o molto elevato. Nonostante l'importanza di
- 1:02:49Speaker 3: raggiungere questi obiettivi, nella pratica clinica arrivare ai valori di
- 1:02:53Speaker 3: LDL raccomandati rimane una sfida. Il Victorian Challenge ha quindi
- 1:02:59Speaker 3: valutato quanto i due trattamenti fossero efficaci nel ridurre il
- 1:03:03Speaker 3: colesterolo LDL. L'obiettivo principale dello studio era misurare al giorno 150,
- 1:03:09Speaker 3: cioè circa 5 mesi dall'inizio del trattamento, la variazione percentuale
- 1:03:14Speaker 3: dei livelli di LDL rispetto al valore iniziale, definito basale.
- 1:03:20Speaker 3: I risultati hanno mostrato una differenza significativa tra i due gruppi.
- 1:03:24Speaker 3: Nei pazienti trattati con Inclisiran, la riduzione media del colesterolo
- 1:03:29Speaker 3: LDL è stata del 56,31%. rispetto al 15,35% osservato nei
- 1:03:37Speaker 3: pazienti trattati con acido ben pedoico. Un altro importante obiettivo
- 1:03:42Speaker 3: dello studio era verificare quanti pazienti riuscissero a raggiungere il
- 1:03:46Speaker 3: proprio target di LDL, cioè il valore di colesterolo considerato
- 1:03:51Speaker 3: adeguato in base al loro livello di rischio cardiovascolare. Al
- 1:03:56Speaker 3: giorno 150, il 78,2% dei pazienti trattati con Inclisiran aveva
- 1:04:02Speaker 3: raggiunto il target contro il 20,3% di quelli trattati con
- 1:04:07Speaker 3: acido benpiedoico. Anche sul fronte della sicurezza, la frequenza complessiva
- 1:04:12Speaker 3: degli eventi avversi correlati al trattamento è risultata comparabile tra
- 1:04:17Speaker 3: i due gruppi, 63,1% con Inclisiran e 59,8% con acido benpiedoico.
- 1:04:25Speaker 3: Gli eventi avversi sono effetti indesiderati che possono comparire durante
- 1:04:30Speaker 3: una terapia e la loro valutazione è fondamentale per stabilire
- 1:04:34Speaker 3: il rapporto tra benefici e possibili rischi di un trattamento.
- 1:04:39Speaker 3: Secondo Massimo Grimaldi, presidente dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, il
- 1:04:46Speaker 3: confronto diretto evidenzia che l'acido ben pedoico mantiene l'effetto di
- 1:04:50Speaker 3: riduzione del colesterolo LDL già documentato in precedenza. ma nella
- 1:04:55Speaker 3: popolazione considerata dallo studio risulta meno efficace nel consentire a
- 1:05:00Speaker 3: un'ampia percentuale di pazienti di raggiungere gli obiettivi raccomandati. Raggiungere
- 1:05:06Speaker 3: questi valori è particolarmente importante nei pazienti con malattia cardiovascolare
- 1:05:10Speaker 3: aterosclerotica ad alto o altissimo rischio, nei quali una corretta
- 1:05:15Speaker 3: gestione del colesterolo può contribuire a ridurre la probabilità di
- 1:05:19Speaker 3: nuovi eventi cardiovascolari. Come sottolineato da Gianfranco Sinagara, presidente della
- 1:05:25Speaker 3: Società Italiana di Cardiologia, la prevenzione cardiovascolare non consiste però
- 1:05:30Speaker 3: soltanto nel raggiungere rapidamente il valore di LDL desiderato. La
- 1:05:36Speaker 3: vera sfida è riuscire a mantenerlo nel tempo. In altre parole,
- 1:05:40Speaker 3: il controllo del colesterolo deve essere efficace ma anche duraturo,
- 1:05:44Speaker 3: perché la protezione cardiovascolare dipende dalla continuità con cui vengono
- 1:05:48Speaker 3: mantenuti i livelli adeguatamente bassi
- 1:06:08Speaker 2: di colesterolo LDL. Bangladesh, quasi mille morti a causa di
- 1:06:14Speaker 2: sospetti casi di morbillo. Il Bangladesh sta affrontando una grave
- 1:06:19Speaker 2: epidemia di morbillo una malattia infettiva causata da un virus
- 1:06:22Speaker 2: altamente contagioso che si trasmette soprattutto attraverso l'aria. La malattia
- 1:06:27Speaker 2: provoca febbre, problemi respiratori e diluzioni cutanee e soprattutto nei
- 1:06:30Speaker 2: bambini piccoli può causare complicazioni gravi come la polmonite e
- 1:06:34Speaker 2: problemi neurologici, fino alla morte. Il numero delle vittime continua
- 1:06:39Speaker 2: ad aumentare. Dall'inizio dell'anno i decessi associati ai casi sospetti
- 1:06:42Speaker 2: di morbillo hanno raggiunto quota 999. I casi sospetti sono
- 1:06:47Speaker 2: quelli in cui i medici riconoscono i sintomi della malattia
- 1:06:50Speaker 2: ma non hanno ancora una conferma attraverso un test di laboratorio.
- 1:06:54Speaker 2: Complessivamente sono stati registrati oltre 166.000 casi sospetti, dei quali
- 1:06:59Speaker 2: quasi 20.000 sono stati confermati attraverso analisi di laboratorio. Per
- 1:07:03Speaker 2: cercare di fermare l'epidemia, a marzo il governo ha avviato
- 1:07:07Speaker 2: una campagna straordinaria di vaccinazione con la collaborazione dell'Organizzazione Mondiale
- 1:07:11Speaker 2: della Sanità, dell'Unicef e di Gavi, un'organizzazione internazionale che favorisce
- 1:07:16Speaker 2: la diffusione dei vaccini nei paesi a basso e medio reddito.
- 1:07:21Speaker 2: La campagna, inizialmente rivolta ai bambini tra i 6 e
- 1:07:24Speaker 2: i 5 anni, è stata poi estesa a tutto il paese.
- 1:07:27Speaker 2: Il vaccino è il principale strumento per prevenire il morbillo.
- 1:07:31Speaker 2: Due dosi garantiscono una protezione molto elevata, ma per bloccare
- 1:07:34Speaker 2: la diffusione del virus è necessario che circa il 95%
- 1:07:37Speaker 2: della popolazione sia vaccinato. Questa elevata copertura vaccinale protegge anche
- 1:07:42Speaker 2: chi non può essere vaccinato, come i bambini troppo piccoli
- 1:07:45Speaker 2: e le persone con difese immunitarie deboli, creando una forma
- 1:07:48Speaker 2: di protezione collettiva. La situazione è particolarmente preoccupante perché il
- 1:07:53Speaker 2: Bangladesh era riuscito per anni a mantenere il morbillo sotto
- 1:07:56Speaker 2: controllo grazie a un efficace programma di vaccinazione. Tra il
- 1:08:01Speaker 2: 2021 e il 2025 si registravano infatti solo 100-300 casi
- 1:08:04Speaker 2: l'anno rispetto ai 2.410 del 2020. Negli ultimi anni però
- 1:08:10Speaker 2: il programma vaccinale ha subito diverse interruzioni. La pandemia di
- 1:08:13Speaker 2: Covid- 19 ha impedito a molte famiglie di portare i bambini
- 1:08:16Speaker 2: nei centri vaccinali e nel 2024 è stata in gran
- 1:08:19Speaker 2: parte saltata una campagna di vaccinazione che in precedenza si
- 1:08:22Speaker 2: svolgeva ogni quattro anni. Inoltre, in alcuni periodi i vaccini
- 1:08:26Speaker 2: non erano disponibili in numerosi centri. Tutto ciò ha creato
- 1:08:30Speaker 2: una lacuna vaccinale, cioè un numero crescente di bambini che
- 1:08:32Speaker 2: non hanno ricevuto tutte le vaccinazioni necessarie. Secondo il pediatra
- 1:08:37Speaker 2: Atikul Islam, molti bambini che oggi hanno 4 o 5
- 1:08:41Speaker 2: anni non sono stati vaccinati completamente durante il periodo della pandemia.
- 1:08:45Speaker 2: questa situazione si sono aggiunte le difficoltà nella distribuzione dei vaccini.
- 1:08:49Speaker 2: L'attuale epidemia è quindi il risultato di diversi problemi accumulatisi
- 1:08:53Speaker 2: nel tempo. La diminuzione delle vaccinazioni, le interruzioni delle campagne
- 1:08:57Speaker 2: di immunizzazione e la scarsa disponibilità dei vaccini hanno lasciato
- 1:09:00Speaker 2: molti bambini senza protezione sufficiente, permettendo al morbillo di tornare
- 1:09:04Speaker 2: a diffondersi rapidamente. I polsi sono strutture straordinariamente complesse e versatili,
- 1:09:15Speaker 2: Devono essere abbastanza forti da sostenere pesi elevati, ma anche
- 1:09:18Speaker 2: abbastanza mobili e precisi da permetterci di praticare sport, dipingere,
- 1:09:22Speaker 2: digitare o semplicemente tenere in mano una tazza. Proprio perché
- 1:09:27Speaker 2: li utilizziamo continuamente, però, è importante proteggerli nel tempo. A
- 1:09:31Speaker 2: differenza di quanto si potrebbe pensare, il polso non è
- 1:09:34Speaker 2: una singola articolazione, ma un insieme di numerose piccole articolazioni.
- 1:09:38Speaker 2: È formato da otto piccole ossa, chiamate ossa carpali. collegate
- 1:09:42Speaker 2: alle due ossa dell'avambraccio e alle basi delle cinque ossa metacarpali,
- 1:09:46Speaker 2: che costituiscono lo scheletro del palmo della mano. Ossa, articolazioni
- 1:09:50Speaker 2: e legamenti, cioè le robuste strutture che tengono unite le ossa,
- 1:09:54Speaker 2: lavorano insieme mantenendo un equilibrio molto preciso. Quando questo equilibrio
- 1:09:58Speaker 2: viene alterato, può comparire l'artrosi del polso, una malattia degenerativa
- 1:10:02Speaker 2: che danneggia progressivamente la cartilagine, il tessuto che riveste e
- 1:10:06Speaker 2: protegge le estremità delle ossa, facilitandone il movimento. Tra le
- 1:10:10Speaker 2: principali forme di artrite del polso ci sono l'artrite reumatoide,
- 1:10:14Speaker 2: una malattia infiammatoria causata da un'alterazione del sistema immunitario, l'artrosi
- 1:10:19Speaker 2: e l'artrosi post- traumatica, che può svilupparsi invece a distanza di
- 1:10:23Speaker 2: anni da un infortunio. Anche un trauma apparentemente banale, come
- 1:10:27Speaker 2: una torsione ripetuto o una caduta sulla mano tesa, può
- 1:10:29Speaker 2: infatti danneggiare ossa e legamenti. A volte i sintomi scompaiono
- 1:10:33Speaker 2: e l'infortunio sembra dimenticato, ma le conseguenze possono comparire anche
- 1:10:37Speaker 2: vent'anni dopo. L'artrite del polso è piuttosto diffusa e può
- 1:10:42Speaker 2: rendere dolorose attività quotidiane come vestirsi o tagliare il cibo,
- 1:10:46Speaker 2: arrivando a influire negativamente anche sull'umore. Il polso può inoltre
- 1:10:50Speaker 2: fornire indicazioni sulla salute generale. Nell'artrite reumatoide, per esempio, il
- 1:10:54Speaker 2: polso può essere una delle prime articolazioni a manifestare i sintomi.
- 1:10:58Speaker 2: Anche la forza di presa, cioè la capacità della mano
- 1:11:01Speaker 2: di stringere o mantenere un oggetto, è considerata un importante
- 1:11:04Speaker 2: indicatore dello stato fisico. Nelle persone anziane, una buona forza
- 1:11:08Speaker 2: di presa è associata ad una minore fragilità, ad un
- 1:11:11Speaker 2: rischio più basso di cadute e fratture e a una
- 1:11:13Speaker 2: maggiore probabilità di conservare l'autonomia. Prendersi cura dei polsi, quindi,
- 1:11:18Speaker 2: non significa soltanto prevenire dolore e problemi alle mani. Mantenerli
- 1:11:22Speaker 2: forti e funzionali può contribuire al benessere e all'indipendenza anche
- 1:11:26Speaker 2: negli anni della vecchiaia. 2,7 miliardi di persone, di cui
- 1:11:33Speaker 2: 767 milioni di bambini, esposte al fumo passivo. Si tratta
- 1:11:38Speaker 2: di un importante problema di salute pubblica, perché l'esposizione al
- 1:11:41Speaker 2: fumo di tabacco può provocare malattie anche in chi non fuma.
- 1:11:45Speaker 2: Secondo i nuovi dati dello studio Global Burden of Disease 2023,
- 1:11:49Speaker 2: pubblicato su The Lancet Public Health, nel 2023 circa 2,71
- 1:11:54Speaker 2: miliardi di persone sono state esposte al fumo passivo, contribuendo
- 1:11:58Speaker 2: a 1,66 milioni di decessi. Tra le persone coinvolte si
- 1:12:03Speaker 2: contano circa 767 milioni di bambini sotto i 15 anni
- 1:12:08Speaker 2: e 1,49 miliardi di donne. Categorie particolarmente esposte alle conseguenze
- 1:12:12Speaker 2: dell'inquinamento da fumo. Ogni anno circa un terzo della popolazione
- 1:12:16Speaker 2: mondiale è esposto al fumo passivo, chiamato anche fumo di
- 1:12:20Speaker 2: seconda mano, cioè quello respirato involontariamente dalle persone che si
- 1:12:23Speaker 2: trovano vicino a chi fuma. Lo studio ha analizzato l'esposizione
- 1:12:27Speaker 2: al fumo passivo e i suoi effetti sulla salute in
- 1:12:31Speaker 2: 204 paesi e territori, considerando il periodo compreso tra il
- 1:12:34Speaker 2: 1990 e il 2023. Nonostante i progressi compiuti in molti paesi,
- 1:12:40Speaker 2: circa il 70% della popolazione mondiale non beneficia ancora di
- 1:12:44Speaker 2: una protezione completa attraverso le leggi antifumo. Nel 2024 infatti
- 1:12:49Speaker 2: soltanto 79 paesi avevano raggiunto i più elevati standard previsti
- 1:12:53Speaker 2: dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. cioè una situazione in cui tutti
- 1:12:56Speaker 2: i principali luoghi pubblici sono completamente liberi dal fumo oppure
- 1:13:00Speaker 2: almeno il 90% della popolazione è tutelato dalla legislazione. La
- 1:13:04Speaker 2: quota della popolazione mondiale protetta dalle leggi antifumo complete è
- 1:13:08Speaker 2: comunque aumentata notevolmente, dal 3% del 2007 al 33% del 2024,
- 1:13:14Speaker 2: arrivando a circa 2,6 miliardi di persone. Il fumo passivo
- 1:13:19Speaker 2: è costituito principalmente da due componenti, Il mainstream smoke è
- 1:13:23Speaker 2: il fumo aspirato direttamente dal fumatore attraverso la sigaretta e
- 1:13:26Speaker 2: successivamente espirato. Il sidestream smoke, invece, è quello prodotto direttamente
- 1:13:31Speaker 2: dalla combustione della sigaretta e disperso nell'ambiente. Quest'ultimo non passa
- 1:13:35Speaker 2: attraverso il filtro della sigaretta e può contenere concentrazioni elevate
- 1:13:39Speaker 2: di sostanze tossiche e cancerogene, cioè capaci di danneggiare l'organismo
- 1:13:43Speaker 2: e aumentare il rischio di sviluppare tumori. I danni provocati
- 1:13:47Speaker 2: dal fumo passivo riguardano numerosi organi e possono manifestarsi sia
- 1:13:51Speaker 2: nei bambini sia negli adulti. L'esposizione è associata, tra le
- 1:13:54Speaker 2: altre condizioni, a ictus, malattie cardiovascolari, infezioni delle vie respiratorie inferiori,
- 1:14:00Speaker 2: asma e broncopneumopatia cronica o struttiva, una malattia che danneggia
- 1:14:04Speaker 2: progressivamente i polmoni e rende più difficile respirare. È stata
- 1:14:08Speaker 2: inoltre collegata ad un aumento del rischio di diabete di
- 1:14:11Speaker 2: tipo 2 e di altri tumori, tra cui quelli della trachea,
- 1:14:14Speaker 2: del polmone e della mammella. Nei bambini il problema è
- 1:14:17Speaker 2: particolarmente rilevante perché l'apparato respiratorio è ancora in fase di
- 1:14:21Speaker 2: sviluppo e l'esposizione può favorire infezioni e altre patologie respiratorie.
- 1:14:26Speaker 2: Nel complesso, i ricercatori stimano che nel 2023 il fumo
- 1:14:29Speaker 2: passivo abbia provocato la perdita di circa 44,8 anni di
- 1:14:33Speaker 2: vita in buona salute. Questo dato comprende non solo gli
- 1:14:37Speaker 2: anni di vita persi a causa delle morti premature, ma
- 1:14:39Speaker 2: anche quelli vissuti con malattie o disabilità. Il numero complessivo
- 1:14:43Speaker 2: delle persone esposte è rimasto relativamente stabile a livello mondiale
- 1:14:47Speaker 2: ma è aumentato in modo significativo nell'Africa subsahariana, nel Nord
- 1:14:50Speaker 2: Africa e nel Medio Oriente, soprattutto a causa della crescita
- 1:14:53Speaker 2: della popolazione. Anche in Europa la situazione presenta differenze importanti.
- 1:14:58Speaker 2: Nella regione che comprende l'Europa centrale, l'Europa orientale e l'Asia centrale,
- 1:15:02Speaker 2: il 37,7% della popolazione è esposto al fumo passivo, una
- 1:15:07Speaker 2: percentuale superiore alla media mondiale del 33,9%, pari a circa
- 1:15:09Speaker 2: 146 milioni di persone. Al contrario, invece, molti paesi dell'Europa
- 1:15:16Speaker 2: occidentale appartenenti alla cosiddetta superregione ad alto reddito hanno ottenuto
- 1:15:21Speaker 2: risultati significativi nella riduzione dell'esposizione. Danimarca e Norvegia, per esempio,
- 1:15:26Speaker 2: hanno registrato dal 1990 alcune delle diminuzioni più importanti a
- 1:15:30Speaker 2: livello mondiale, rispettivamente del 48,8% e del 44,3%. Gli autori
- 1:15:37Speaker 2: dello studio sottolineano tuttavia che vietare il fumo nei luoghi
- 1:15:40Speaker 2: pubblici non è sufficiente. Per ridurre realmente l'impatto del tabacco
- 1:15:44Speaker 2: sono necessarie anche altre strategie, come l'aumento delle tasse sui
- 1:15:48Speaker 2: prodotti del tabacco, il divieto della pubblicità e del marketing,
- 1:15:51Speaker 2: l'introduzione del cosiddetto packaging neutro, cioè confezioni prive di elementi
- 1:15:56Speaker 2: promozionali e programmi efficaci per aiutare i fumatori a smettere.
- 1:16:00Speaker 2: La lotta al fumo passivo richiede quindi un insieme coordinato
- 1:16:03Speaker 2: di interventi capace di proteggere soprattutto bambini e non fumatori
- 1:16:07Speaker 2: e di ridurre nel lungo periodo il peso delle malattie
- 1:16:10Speaker 2: e delle morti premature legate al tabacco. carta d'identità molecolare
- 1:16:17Speaker 2: a 15.000 pazienti per cure personalizzate. Il Molecular Tumor Board
- 1:16:21Speaker 2: è un team multidisciplinare composto da specialisti di diverse aree,
- 1:16:25Speaker 2: come oncologi, anatomopatologi, genetisti e biologi molecolari che collaborano per
- 1:16:30Speaker 2: trasformare le informazioni genetiche e molecolari di un tumore in
- 1:16:33Speaker 2: una decisione terapeutica. Il suo obiettivo è individuare, soprattutto nei
- 1:16:38Speaker 2: pazienti con malattia avanzata o senza alternative di cura, la
- 1:16:41Speaker 2: strategia più appropriata sulla base delle caratteristiche biologiche specifiche nella neoplasia.
- 1:16:48Speaker 2: In Italia ogni anno sono circa 15.000 i pazienti che
- 1:16:50Speaker 2: potrebbero beneficiare di questo approccio. Per creare le competenze necessarie
- 1:16:56Speaker 2: a questi nuovi team multidisciplinari, prende il via la seconda
- 1:16:59Speaker 2: edizione del Master Universitario di secondo livello in Molecular Pathology
- 1:17:03Speaker 2: and Molecular Tumor Board, promosso dal Dipartimento di Oncologia ed
- 1:17:07Speaker 2: Emato- Oncologia dell'Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la
- 1:17:11Speaker 2: Fondazione IRCCS, Istituto Nazionale dei Tumori, l'Istituto Europeo di Oncologia,
- 1:17:17Speaker 2: l'ospedale Niguarda Cancer Center e Regione Lombardia. L'importanza di questo
- 1:17:22Speaker 2: modello organizzativo è confermata anche dai dati clinici. Uno studio
- 1:17:26Speaker 2: condotto nel mondo reale dall'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
- 1:17:30Speaker 2: su oltre 1800 casi discussi dal Molecular Tumor Board, ha
- 1:17:34Speaker 2: evidenziato un significativo aumento della sopravvivenza nei pazienti che hanno
- 1:17:37Speaker 2: ricevuto trattamenti personalizzati sulla base delle indicazioni del team. La
- 1:17:43Speaker 2: medicina di precisione, quindi, non rappresenta soltanto un progresso sul
- 1:17:46Speaker 2: piano diagnostico, ma può tradursi in un concreto beneficio per
- 1:17:49Speaker 2: il paziente. È il primo master di questo tipo in Italia,
- 1:17:54Speaker 2: spiega Giancarlo Pruneri, ordinario di anatomia patologica al DIPO della
- 1:17:59Speaker 2: Statale di Milano e coordinatore del master. Il percorso formativo
- 1:18:03Speaker 2: permette di acquistare competenze sulle moderne tecniche di profilazione molecolare
- 1:18:07Speaker 2: dei tumori, cioè sugli esami che analizzano le caratteristiche genetiche
- 1:18:11Speaker 2: delle cellule tumorali per individuare specifici biomarcatori. Questi ultimi sono
- 1:18:15Speaker 2: alterazioni molecolari che possono fornire informazioni utili sulla prognosi della
- 1:18:19Speaker 2: malattia e soprattutto indicare se un paziente può rispondere a
- 1:18:23Speaker 2: una determinata terapia. Oggi sono sempre più disponibili test di
- 1:18:27Speaker 2: profilazione genomica estesa, capaci di analizzare con un unico esame
- 1:18:31Speaker 2: anche centinaia di geni, fino a circa 500. La progressiva
- 1:18:35Speaker 2: riduzione dei costi rende plausibile che nei prossimi anni queste
- 1:18:38Speaker 2: analisi diventino una componente sempre più abituale della pratica oncologica.
- 1:18:42Speaker 2: Di conseguenza è destinato ad aumentare anche il numero di
- 1:18:45Speaker 2: casi sottoposti alla valutazione del Molecular Tumor Board, rendendo sempre
- 1:18:49Speaker 2: più cittadini la presenza di professionisti adeguatamente formati per interpretare
- 1:18:54Speaker 2: i dati molecolari e trasformarli in scelte terapeutiche personalizzate. The
- 1:19:11Speaker 2: Winners piccole e grandi vittorie della medicina notizie e racconti
- 1:19:22Speaker 2: di chi ce l'ha fatta
- 1:19:36Speaker 3: quando la ricerca medico- scientifica vince, ma solo nel 10% dei casi.
- 1:19:43Speaker 3: Si stima che quasi il 90% delle sperimentazioni farmacologiche non
- 1:19:48Speaker 3: raggiunga il risultato desiderato. La ricerca e lo sviluppo di
- 1:19:53Speaker 3: nuovi farmaci sono processi molto costosi e caratterizzati da un
- 1:19:57Speaker 3: elevato numero di fallimenti. In questo contesto l'intelligenza artificiale sta
- 1:20:04Speaker 3: assumendo un ruolo sempre più importante perché potrebbe rendere più
- 1:20:08Speaker 3: rapida ed economica soprattutto la fase iniziale della ricerca. L'AI
- 1:20:14Speaker 3: infatti è in grado di analizzare enormi quantità di dati
- 1:20:18Speaker 3: e di individuare in tempi molto più brevi rispetto ai
- 1:20:22Speaker 3: metodi tradizionali le molecole che potrebbero diventare nuovi farmaci. Non
- 1:20:28Speaker 3: significa però che l'intero processo possa essere automatizzato. La verifica
- 1:20:32Speaker 3: sperimentale e il controllo da parte dei ricercatori rimangono indispensabili.
- 1:20:38Speaker 3: L'obiettivo è piuttosto fornire agli scienziati uno strumento di supporto
- 1:20:42Speaker 3: che permetta di formulare e testare più rapidamente nuove ipotesi
- 1:20:47Speaker 3: riducendo i tempi e i costi della ricerca. Un altro
- 1:20:52Speaker 3: possibile vantaggio riguarda le sperimentazioni cliniche, cioè gli studi condotti
- 1:20:57Speaker 3: sugli esseri umani per verificare sicurezza ed efficacia di un farmaco.
- 1:21:02Speaker 3: Attraverso l'analisi dei dati, l'AI potrebbe aiutare a individuare i
- 1:21:07Speaker 3: pazienti più adatti a un determinato trattamento e a prevedere
- 1:21:11Speaker 3: quali potrebbero rispondere meglio alla terapia. Un quadro dello sviluppo
- 1:21:15Speaker 3: di questo settore è stato presentato nel 2023 dalla rivista
- 1:21:20Speaker 3: Nature Medicine nell'articolo Inside the Nascent Industry of AI Designed
- 1:21:27Speaker 3: Drugs che descrive alcune delle aziende impegnate nella scoperta di
- 1:21:32Speaker 3: farmaci attraverso l'intelligenza artificiale e i candidati terapeutici già arrivati
- 1:21:38Speaker 3: alla sperimentazione clinica. Tra gli esempi più significativi c'è Insilico
- 1:21:43Speaker 3: Medicine che ha sviluppato INS 018-055 un candidato farmaco destinato
- 1:21:51Speaker 3: al trattamento della fibrosi polmonare idiopatica. Questa è una malattia
- 1:21:57Speaker 3: progressiva nella quale il tessuto dei polmoni si danneggia e
- 1:22:01Speaker 3: viene gradualmente sostituito da tessuto cicatriziale rendendo sempre più difficile
- 1:22:06Speaker 3: la respirazione. Il farmaco, individuato e progettato con l'aiuto dell'AI,
- 1:22:12Speaker 3: ha raggiunto la sperimentazione sull'uomo e ha successivamente iniziato la
- 1:22:16Speaker 3: fase 2. Questa fase serve a raccogliere ulteriori informazioni sulla
- 1:22:20Speaker 3: sicurezza e soprattutto a valutare in modo più approfondito l'efficacia
- 1:22:25Speaker 3: del trattamento in un numero maggiore di pazienti. Insilico non
- 1:22:30Speaker 3: è però l'unica azienda attiva in questo campo. Recursion, per esempio,
- 1:22:34Speaker 3: utilizza l'AI soprattutto per analizzare i dati prodotti nei propri laboratori.
- 1:22:40Speaker 3: Milioni di esperimenti, miliardi di immagini ottenute al microscopio vengono
- 1:22:45Speaker 3: elaborate per individuare collegamenti e informazioni che sarebbe estremamente difficile
- 1:22:51Speaker 3: riconoscere manualmente. Altre aziende come Relay Therapeutics e Benevolent AI
- 1:22:59Speaker 3: stanno invece sviluppando molecole destinate a diverse patologie, tra cui
- 1:23:04Speaker 3: tumori e malattie infiammatorie. Uno degli ambiti più importanti in
- 1:23:08Speaker 3: cui l'intelligenza artificiale viene applicata alla scoperta di farmaci è
- 1:23:13Speaker 3: lo studio delle proteine. Le proteine sono molecole fondamentali per
- 1:23:17Speaker 3: il funzionamento delle cellule e sono costituite da catene di amminoacidi.
- 1:23:23Speaker 3: La loro funzione dipende in gran parte dalla forma tridimensionale
- 1:23:26Speaker 3: che assumono, cioè dal modo in cui la catena si
- 1:23:29Speaker 3: ripiega nello spazio. Questo processo viene chiamato ripiegamento o protein folding.
- 1:23:37Speaker 3: Con i metodi tradizionali, prevedere la struttura tridimensionale di una
- 1:23:41Speaker 3: proteina partendo dalla sua sequenza di amminoacidi era un problema
- 1:23:45Speaker 3: estremamente complesso. I sistemi di apprendimento automatico, machine learning, invece,
- 1:23:52Speaker 3: possono analizzare grandi quantità di dati già disponibili e utilizzarli
- 1:23:57Speaker 3: per prevedere la struttura delle proteine. Un esempio famoso è AlphaFold,
- 1:24:03Speaker 3: sviluppato da DeepMind, che ha rappresentato un importante passo avanti
- 1:24:07Speaker 3: nella previsione della struttura tridimensionale delle proteine. Oggi l'AI non
- 1:24:14Speaker 3: viene utilizzata soltanto per prevedere strutture già esistenti, ma anche
- 1:24:18Speaker 3: per progettare proteine e molecole completamente nuove. Attraverso i cosiddetti
- 1:24:24Speaker 3: modelli generativi, l'intelligenza artificiale può infatti creare nuove soluzioni sulla
- 1:24:30Speaker 3: base delle caratteristiche richieste dai ricercatori. In questo modo diventa
- 1:24:35Speaker 3: possibile esplorare uno spazio molto più ampio di molecole candidate,
- 1:24:39Speaker 3: generare nuove ipotesi e selezionare più velocemente quelle che meritano
- 1:24:44Speaker 3: di essere testate in laboratorio. Le potenziali applicazioni sono quindi numerose,
- 1:24:50Speaker 3: accelerare la scoperta di nuovi farmaci, ridurre i costi della ricerca,
- 1:24:55Speaker 3: individuare terapie più mirate e, in prospettiva, contribuire allo sviluppo
- 1:25:01Speaker 3: di trattamenti per malattie ancora prive di curie efficaci. L'intelligenza
- 1:25:06Speaker 3: artificiale non rappresenta però una sostituzione del lavoro umano. I
- 1:25:10Speaker 3: risultati prodotti dagli algoritmi devono essere verificati attraverso esperimenti di
- 1:25:15Speaker 3: laboratorio e studi clinici rigorosi. La I va quindi considerata
- 1:25:20Speaker 3: soprattutto come uno strumento di supporto, una tecnologia capace di
- 1:25:25Speaker 3: aiutare i ricercatori a gestire una quantità enorme di informazioni.
- 1:25:30Speaker 3: individuare nuove possibilità e rendere il percorso verso il nuovo
- 1:25:34Speaker 3: farmaco più veloce ed efficiente
- 1:25:50Speaker 2: grazie per averci seguito se questi temi ti sono interessati
- 1:25:54Speaker 2: risintonizzati giovedì prossimo per un altro appuntamento con radio onda
- 1:25:58Speaker 2: salute