Latest / Le favole dell'unicorno / Il Ciclope che strizzava sempre l'occhio
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- 0:08Speaker 2: Il ciclope che strizzava sempre l'occhio. Nel villaggio di Rocciatonda
- 0:12Speaker 2: viveva un piccolo ciclope di nome Milo. Aveva riccioli color muschio,
- 0:17Speaker 2: due orecchie appuntite e un unico grande occhio color nocciola,
- 0:21Speaker 2: luminoso come una lanterna. Quell'occhio sapeva scorgere una formica sopra
- 0:26Speaker 2: un ramo, una goccia di rugiada in mezzo all'erba e
- 0:29Speaker 2: perfino una briciola nascosta sotto il tavolo. Eppure Milo era
- 0:33Speaker 2: convinto di essere scarso in tutti i giochi. Quando lanciava
- 0:37Speaker 2: una palla, non riusciva a capire bene quanto fosse lontano
- 0:40Speaker 2: il cesto. Se saltava un fosso, partiva troppo presto oppure
- 0:44Speaker 2: troppo tardi. Durante le corse a ostacoli, urtava i birilli,
- 0:48Speaker 2: anche quando gli sembravano ancora distanti. Gli altri bambini non
- 0:52Speaker 2: lo prendevano in giro, ma Milo si vergognava lo stesso. Così,
- 0:56Speaker 2: quando arrivava il momento di giocare, Si sedeva su un
- 0:59Speaker 2: sasso e fingeva di essere occupatissimo.« Sto contando i fili d'erba», diceva.
- 1:05Speaker 2: Oppure« Devo controllare se questa nuvola assomiglia davvero a una patata».
- 1:09Speaker 2: In realtà osservava gli amici correre e ridere e avrebbe
- 1:13Speaker 2: desiderato unirsi a loro più di ogni altra cosa. Un
- 1:16Speaker 2: mattino comparvero sulle porte del villaggio grandi manifesti dorati. Annunciavano
- 1:22Speaker 2: la gara delle tre querce, la competizione più attesa dell'autunno.
- 1:26Speaker 2: Ci sarebbero stati il lancio delle pigne nel cesto, la
- 1:29Speaker 2: corsa tra i tronchi, il salto del ruscello e una
- 1:32Speaker 2: misteriosa prova finale. La squadra vincitrice avrebbe ricevuto una coppa
- 1:37Speaker 2: piena di biscotti alla cannella. Tina, una giovane troll dalla
- 1:41Speaker 2: treccia viola, corse subito a cercare Milo, insieme a Berto
- 1:45Speaker 2: il Goblin e a Lilla, una lupetta dal pelo argentato.«
- 1:48Speaker 2: Ci manca un compagno», spiegò Tina.« Vogliamo te nella squadra!»
- 1:53Speaker 2: Milo indicò il proprio petto, incredulo. me? ma io lancio
- 1:57Speaker 2: vicino quando devo lanciare lontano salto lontano quando basta saltare
- 2:01Speaker 2: vicino e inciampo anche nelle ombre Berto gli mostrò il
- 2:05Speaker 2: manifesto la gara si affronta in quattro e noi siamo
- 2:09Speaker 2: tre Milo abbassò lo sguardo temeva che a causa sua
- 2:14Speaker 2: gli amici avrebbero perso tuttavia desiderava così tanto partecipare che
- 2:19Speaker 2: alla fine mormorò posso provare ma non prometto niente Nessuno
- 2:25Speaker 2: deve promettere di vincere, rispose Lilla. Basta promettere di fare squadra.
- 2:29Speaker 2: Nel pomeriggio cominciarono gli allenamenti. La prima prova fu il
- 2:33Speaker 2: lancio delle pigne. Tina sistemò un cesto a dieci passi
- 2:37Speaker 2: di distanza e Milo prese la mira. Strinse un occhio
- 2:40Speaker 2: per abitudine, poi si ricordò di averne soltanto uno e
- 2:44Speaker 2: lo riaprì in fretta. Lanciò. La pigna volò sopra il cesto,
- 2:49Speaker 2: superò una siepe e finì nella minestra del signor Orco,
- 2:52Speaker 2: che stava cenando in giardino. Un po' croccante, ma interessante,
- 2:56Speaker 2: commentò l'orco. Al secondo tentativo Milo lanciò troppo piano e
- 3:01Speaker 2: la pigna gli cadde davanti ai piedi. Nella corsa tra
- 3:04Speaker 2: i tronchi andò anche peggio. Il primo tronco gli parve lontanissimo,
- 3:08Speaker 2: così rallentò. Il secondo gli sembrò vicino, ma ci sbatte
- 3:12Speaker 2: contro con un tonfo. Infine provarono il salto del ruscello.
- 3:17Speaker 2: Milo prese una rincorsa enorme, spiccò il balzo nel punto
- 3:20Speaker 2: sbagliato e atterrò con entrambi i piedi nell'acqua. Seduto sulla riva,
- 3:25Speaker 2: con i calzini gocciolanti, sospirò. Lo sapevo. Non sono fatto
- 3:30Speaker 2: per i giochi. Gli amici si sedettero accanto a lui.
- 3:34Speaker 2: Per qualche istante nessuno parlò. Poi Lilla domandò. Non sei
- 3:39Speaker 2: fatto per tutti i giochi? Oppure questi giochi non sono
- 3:42Speaker 2: ancora fatti anche per te? Milo sollevò lentamente il suo
- 3:46Speaker 2: grande occhio. Non aveva mai pensato che le due cose
- 3:50Speaker 2: potessero essere diverse. Gli amici decisero di parlarne con Agatha,
- 3:55Speaker 2: la civetta che organizzava la gara. La trovarono sulla quercia grande,
- 3:59Speaker 2: circondata da nastri, cartelli e sacchi di pigne. Milo le
- 4:03Speaker 2: spiegò che con un solo occhio faceva fatica a valutare
- 4:06Speaker 2: le distanze e che le prove sembravano richiedere tutte proprio
- 4:09Speaker 2: quella capacità.« Non voglio che siano più facili soltanto per me», aggiunse.«
- 4:14Speaker 2: Non sarebbe giusto». Agatha inclinò la testa.« Hai ragione. Non
- 4:19Speaker 2: dobbiamo rendere la gara più facile». Dobbiamo renderla più ricca.
- 4:24Speaker 2: Chiamò gli altri organizzatori e ascoltò anche i concorrenti. Si
- 4:28Speaker 2: scoprì che Tina correva velocissima ma non poteva saltare in
- 4:31Speaker 2: alto perché aveva ginocchia rigide come legno. Berto era agile,
- 4:36Speaker 2: però le pigne gli scivolavano dalle mani. Lilla sentiva benissimo
- 4:40Speaker 2: gli odori, ma i fischi forti la confondevano. Un piccolo
- 4:44Speaker 2: vampiro preferiva gareggiare all'ombra, mentre una mummia aveva bisogno di
- 4:48Speaker 2: percorsi larghi per non impigliare le benze. Agatha osservò i
- 4:52Speaker 2: vecchi regolamenti. Se una gara premia sempre la stessa abilità,
- 4:57Speaker 2: non scopre chi è più bravo. Scopre soltanto chi è
- 5:00Speaker 2: più adatto a quelle regole. Cambiamole allora e diamo a
- 5:03Speaker 2: tutti diversi modi di contribuire. Per due giorni il campo
- 5:07Speaker 2: della gara diventò un laboratorio di idee. Nel lancio delle
- 5:11Speaker 2: pigne furono sistemati tre bersagli. Uno vicino e piccolo, uno
- 5:16Speaker 2: lontano e grande e e uno laterale, che poteva essere
- 5:19Speaker 2: colpito facendo rotolare la pigna lungo una pista. Ogni squadra
- 5:23Speaker 2: avrebbe scelto il bersaglio più adatto a ciascun componente. Nella corsa,
- 5:28Speaker 2: i tronchi furono dipinti con colori vivaci e affiancati da
- 5:31Speaker 2: corde che aiutavano a capire dove cominciavano e dove finivano.
- 5:35Speaker 2: Al posto del fischio, la partenza veniva annunciata sventolando una bandiera.
- 5:39Speaker 2: Il ruscello poteva essere superato saltando, attraversando alcune pietre oppure
- 5:44Speaker 2: costruendo un ponticello con tre assi. Nessuna possibilità regalava punti.
- 5:49Speaker 2: Ognuna richiedeva attenzione, equilibrio o collaborazione. Milo provò di nuovo.
- 5:55Speaker 2: Facendo rotolare la pigna lungo la pista, riusciva a seguirne
- 5:59Speaker 2: il percorso senza dover indovinare quanto fosse lontano il bersaglio.
- 6:03Speaker 2: Tra i tronchi avanzava meglio grazie ai colori, ma continuava
- 6:06Speaker 2: a essere lento.« Va bene così», disse Tina.« Io correrò
- 6:10Speaker 2: in quel tratto. Tu potrai aiutarci altrove». Quelle parole scaldarono Milo.
- 6:16Speaker 2: Per la prima volta non si sentì un peso da trascinare,
- 6:20Speaker 2: ma un compagno con un posto ancora da scoprire. Il
- 6:23Speaker 2: giorno della gara delle tre querce arrivò insieme a un
- 6:26Speaker 2: vento profumato di castagne. Sotto gli alberi si radunarono lupi, mostri, streghette,
- 6:32Speaker 2: fantasmi e folletti. La squadra di Milo si chiamava Gli
- 6:36Speaker 2: Occhi Aperti, un nome scelto perché, secondo Berto, per giocare
- 6:40Speaker 2: bene bisognava osservare non solo il campo, ma anche i
- 6:43Speaker 2: propri compagni. Alla prima prova, Milo fece rotolare la pigna.
- 6:48Speaker 2: Questa seguì la pista curva, ondeggiò pericolosamente e colpì il
- 6:52Speaker 2: bersaglio laterale.« Centro!», gridò Lilla. Berto, invece, lanciò nel cesto
- 6:58Speaker 2: vicino e Tina centrò quello lontano con una forza tale
- 7:01Speaker 2: da farlo girare come una trottola. Nella corsa, Tina affrontò
- 7:05Speaker 2: il tratto più rapido. Berto strisciò sotto i rami bassi
- 7:09Speaker 2: e Lilla seguì un percorso segnato da ciuffi profumati. Milo
- 7:13Speaker 2: attraversò con prudenza la parte tra i tronchi colorati. Non
- 7:16Speaker 2: fu veloce, ma non ne urtò nemmeno uno. Quando arrivarono
- 7:20Speaker 2: a Ruscello, scelsero di costruire il ponte. Milo osservò gli incastri,
- 7:25Speaker 2: Tina tenne ferme le assi, Berto legò le corde e
- 7:29Speaker 2: Lilla controllò che la struttura non traballasse. Attraversarono tutti insieme,
- 7:34Speaker 2: mentre il pubblico applaudiva. Restava la prova misteriosa. Agatha condusse
- 7:39Speaker 2: le squadre davanti a un enorme tavolo coperto da un
- 7:42Speaker 2: telo rosso. Nel bosco sono scomparse cinque chiavi d'argento, annunciò.
- 7:47Speaker 2: Le abbiamo nascoste dentro questi cinque modellini del villaggio. Avete
- 7:51Speaker 2: dieci minuti per trovarle, ma attenzione! Ogni modellino contiene passaggi segreti,
- 7:57Speaker 2: oggetti minuscoli e molti particolari ingannevoli. Quando il telo fu sollevato,
- 8:02Speaker 2: apparvero piccole case, ponti, mulini, alberi e grotte. I concorrenti
- 8:08Speaker 2: si misero subito al lavoro. Tina aprì porte e finestre
- 8:12Speaker 2: con le sue dita robuste. Berto entrò quasi con tutta
- 8:15Speaker 2: la testa nel modellino del mulino. Lilla annusò ogni angolo,
- 8:19Speaker 2: ma le chiavi erano state strofinate con foglie di menta
- 8:22Speaker 2: per nasconderne l'odore. Milo rimase immobile. Il suo grande occhio
- 8:27Speaker 2: percorse lentamente il tavolo. Vide un graffio sulla porticina di
- 8:31Speaker 2: una casa, una tegola spostata sul tetto e un filo
- 8:34Speaker 2: argentato sotto un ponte.« Qui!» esclamò. Sollevò la tegola e
- 8:39Speaker 2: trovò la prima chiave. Poi notò che una delle pale
- 8:42Speaker 2: del mulino girava nella direzione opposta alle altre. La premette
- 8:46Speaker 2: e si aprì un cassetto segreto con la seconda chiave.
- 8:49Speaker 2: Da quel momento Milo sembrò dimenticare ogni paura. Non doveva
- 8:53Speaker 2: calcolare distanze o saltare ostacoli. Doveva osservare. E osservare era
- 8:58Speaker 2: ciò che sapeva fare meglio. Scorse una minuscola impronta sul
- 9:02Speaker 2: muschio finto e capì che una pietra poteva essere spostata.
- 9:05Speaker 2: Dietro c'era la terza chiave. Notò che il modellino del
- 9:09Speaker 2: pozzo aveva sette mattoni su un lato e otto sull'altro.
- 9:12Speaker 2: Toccando il mattone in più, fece comparire la quarta. Mancava
- 9:16Speaker 2: soltanto l'ultima, mentre il tempo correva. Gli amici cercarono dappertutto.«
- 9:21Speaker 2: Forse è nella grotta!» gridò Berto.« O sotto la piazza!» proposetina.
- 9:26Speaker 2: Milo respirò lentamente e guardò l'intero villaggio in miniatura. Tutto
- 9:31Speaker 2: sembrava perfetto, tranne un dettaglio. La banderuola del campanile indicava« Sud»,
- 9:36Speaker 2: anche se tutte le foglie di carta erano piegate verso nord.
- 9:40Speaker 2: Milo ruotò la banderuola e dal campanile scivolò fuori l'ultima chiave.
- 9:45Speaker 2: La campana suonò proprio mentre Agatha annunciava la fine del tempo.
- 9:49Speaker 2: Gli occhi aperti avevano trovato tutte e cinque le chiavi.
- 9:52Speaker 2: La classifica finale riservò una sorpresa. Tre squadre avevano ottenuto
- 9:57Speaker 2: lo stesso punteggio. In passato gli organizzatori avrebbero scelto un'unica
- 10:01Speaker 2: vincitrice con una corsa di spareggio, ma Agatha propose qualcosa
- 10:05Speaker 2: di diverso. Le tre squadre avrebbero condiviso la coppa di
- 10:09Speaker 2: biscotti e raccontato quale talento nuovo avevano scoperto nei propri compagni.
- 10:14Speaker 2: Tina parlò dell'occhio attento di Milo. Milo lodò la velocità
- 10:18Speaker 2: di Tina, i nodi perfetti di Berto e l'olfatto di Lilla.
- 10:22Speaker 2: Anche gli altri fecero lo stesso e presto nessuno pensò
- 10:26Speaker 2: più a chi fosse arrivato primo. I biscotti passarono di
- 10:29Speaker 2: zampa in zampa, di artiglio in artiglio e perfino attraverso
- 10:33Speaker 2: un paio di fantasmi, che non riuscirono a mangiarli ma
- 10:36Speaker 2: ne apprezzarono moltissimo il profumo. Da quel giorno Milo partecipò
- 10:40Speaker 2: ai giochi senza fingere di dover contare i fili d'erba.
- 10:44Speaker 2: Alcune prove restavano difficili e, quando serviva, chiedeva colori più visibili,
- 10:49Speaker 2: punti di riferimento o un percorso alternativo. In cambio, offriva
- 10:53Speaker 2: agli amici la sua straordinaria attenzione ai particolari. Inventò cacce
- 10:57Speaker 2: al tesoro, gare di memoria e sfide in cui bisognava
- 11:00Speaker 2: trovare differenze minuscole. Non vinceva sempre, ma non gli importava più.
- 11:05Speaker 2: Aveva capito che essere bravi non significa riuscire nello stesso
- 11:09Speaker 2: modo in ogni cosa. Significa conoscere ciò che si sa fare.
- 11:13Speaker 2: allenare ciò che è difficile e lasciare spazio anche alle
- 11:16Speaker 2: capacità degli altri. E nel villaggio di Rocciatonda le gare
- 11:20Speaker 2: diventarono molto più divertenti, perché nessuno doveva più restare seduto
- 11:24Speaker 2: su un sasso a guardare. C'era finalmente un modo per
- 11:27Speaker 2: giocare insieme.
- 11:28Speaker 3: E anche questa favola è arrivata alla fine. ma nel
- 11:32Speaker 3: mondo delle favole dell'unicorno c'è sempre una nuova avventura pronta
- 11:36Speaker 3: a cominciare se questa storia ti è piaciuta clicca sulla
- 11:40Speaker 3: campanellina e segui il podcast così non perderai le prossime
- 11:44Speaker 3: favole e per scoprire tutte le novità nuove storie
- 11:48Speaker 2: e
- 11:48Speaker 3: tante sorprese vieni a trovarci su lefavoledellunicorno. it noi ci ritroviamo
- 11:55Speaker 3: qui molto presto con una nuova storia da ascoltare insieme
- 12:02Speaker 3: Grazie a tutti.