Latest / Il Golfo Mistico / Cormac McCarthy
Transcript
- 0:00Speaker 2: l'America è lì. Non da tantissimo tempo, come potrebbe sembrare,
- 0:04Speaker 2: ma è lì. Sembra anche abbastanza vicina. C'è chi l'ha
- 0:08Speaker 2: trovata e chi no. Tira i fili del mondo da
- 0:12Speaker 2: più di un secolo. E la diamo in un certo
- 0:14Speaker 2: qual modo quasi come per scontata. Ma che cos'è l'America?
- 0:20Speaker 2: L'America non esiste. È una sorta di costrutto ipotetico, un'idea
- 0:25Speaker 2: quasi iperbolica, una mera semplificazione geografica. Ridurre ad un nome
- 0:31Speaker 2: su un'etichetta tutto quello che c'è tra il Canada e
- 0:34Speaker 2: il Messico, o tra Los Angeles e New York, è
- 0:37Speaker 2: financo semplicistico. È un continente troppo vasto e troppo contraddittorio
- 0:43Speaker 2: per farci bastare una serata al cinema o qualche serie
- 0:46Speaker 2: tv sul divano. Alla fine la chiamiamo America per pigrizia
- 0:50Speaker 2: o per mancanza di fantasia. Per questo abbiamo bisogno di
- 0:55Speaker 2: storie che ce la raccontino e secondo me Nessuno ce
- 1:00Speaker 2: la potrà mai raccontare bene come ce la raccontava Cormac McCarthy,
- 1:05Speaker 2: per me il più grande scrittore vivente, almeno fino alla
- 1:08Speaker 2: sua morte. La sua è un'America decisamente diversa da quella
- 1:13Speaker 2: cui ci hanno abituato le narrazioni hollywoodiane. Leggendo i suoi romanzi,
- 1:18Speaker 2: la sensazione era quella di conoscerne finalmente una parte. La
- 1:23Speaker 2: sua è l'America profonda, non tanto in senso geografico, ma
- 1:27Speaker 2: direi piuttosto sul piano esistenziale. Un'America sporca, oscura, feroce, brutale, insondabile.
- 1:37Speaker 2: Quella di un quattordicenne che se ne va di casa
- 1:40Speaker 2: perché cova dentro un gusto per la violenza insensata e
- 1:45Speaker 2: inizia a vagare verso sud, tra paesaggi torridi ed esolati,
- 1:49Speaker 2: finché non viene arruolato come cacciatore di scalpi. Questa è
- 1:53Speaker 2: l'America di meridiano di sangue. Il western è che mette
- 1:58Speaker 2: la parola fine a tutti i western. Queste parole di
- 2:02Speaker 2: David Foster Wallace. McCarthy decostruisce il mito della frontiera in
- 2:06Speaker 2: maniera personalissima, soprattutto nel filone che definire western sarebbe enormemente riduttivo.
- 2:13Speaker 2: In quello che definirei della palude, invece ci mostra come
- 2:16Speaker 2: la società di consumi e profitti, costruita oltreoceano, produca di
- 2:21Speaker 2: fatto marginalizzazione e povertà. In Satri, forse il suo romanzo
- 2:25Speaker 2: più autobiografico, ma anche in Figlio di Dio, ad esempio.
- 2:31Speaker 2: Ma anche dire che McCarthy ci racconta l'America sarebbe riduttivo. Baricco,
- 2:36Speaker 2: nella prefazione alla trilogia della Frontiera, dice che quella musica
- 2:41Speaker 2: non la suonava nessuno prima di lui. E ancora, c'è
- 2:47Speaker 2: qualcosa nella sua scrittura che ricorda l'autorità che hanno le pietre,
- 2:52Speaker 2: passato che è diventato terra, indurito dal tempo ma non ucciso,
- 2:59Speaker 2: Un altro che conosce bene il suo linguaggio narrativo è
- 3:02Speaker 2: lo scrittore Raoul Montanari, che ha tradotto quattro dei suoi libri,
- 3:06Speaker 2: fra cui quel Meridiano di Sangue, uscito per Enè e
- 3:09Speaker 2: Inaudi nel 1997. Dice Montanari, in Italia McCarty è arrivato
- 3:16Speaker 2: con trent'anni di ritardo. Fu bocciato da Vittorini nel 1965
- 3:22Speaker 2: perché troppo letterario. Lo voleva pubblicare Oreste del Buono alla Mondadori,
- 3:28Speaker 2: ma di nuovo non se ne fece nulla. Nel frattempo
- 3:31Speaker 2: sono passati 30 anni. La critica si è occupata di
- 3:35Speaker 2: lui non perché il pubblico lo amasse, il pubblico di
- 3:38Speaker 2: fatto lo conosceva poco, ma perché si creò una corrente
- 3:42Speaker 2: dei suoi estimatori che lo consideravano già un classico. Prima
- 3:47Speaker 2: fu addirittura confinato nel genere western, che in America andava molto,
- 3:52Speaker 2: ma il suo stile era anomalo, radicale, non classificabile. non
- 3:57Speaker 2: progressista in che senso la sua è una rivisitazione del
- 4:02Speaker 2: mito americano della conquista un'esposizione della coscienza sporca di una
- 4:07Speaker 2: nazione se non che c'è anche dell'ambiguità lui rappresenta dall'interno
- 4:13Speaker 2: una violenza parossistica ma lasciando al lettore il giudizio morale
- 4:19Speaker 2: ecco lui è come se andasse alle spalle del passato
- 4:23Speaker 2: a scoperchiare l'orrore che è stata la cultura di un
- 4:25Speaker 2: dio oppressivo perciò intellettualmente mi sembra un compagno di viaggio
- 4:30Speaker 2: scomodo anche per quelli di destra. Sottoscrivo quanto dichiara Montanari
- 4:37Speaker 2: e mi permetto di aggiungere. McCarthy apparentemente parla di America,
- 4:42Speaker 2: ne cattura in pieno la volontà di potenza che straborda
- 4:46Speaker 2: nell'epopea della frontiera e prosegue poi con l'imperialismo che tutti conosciamo.
- 4:52Speaker 2: Racconta la desolazione di chi, dentro questo enorme paese, rimane
- 4:56Speaker 2: di fatto ai margini, Scolpisce dei ritratti inquietanti della provincia americana,
- 5:02Speaker 2: ma il suo sondare parte ancora prima di tutto questo.
- 5:06Speaker 2: È un qualcosa di pre- politico, quasi di pre- umano. È un'indagine
- 5:11Speaker 2: metafisica che arriva fino alle radici del mondo e, forse,
- 5:16Speaker 2: dell'universo intero. Ma chi era veramente Cormac McCarthy?