Latest / Vinyl Sound Radio's interviews / Intervista alla Maestra Dorina Frati, mandolinista classica di fama internazionale
Transcript
- 0:00Speaker 2: Ciao ragazzi di Vinison Radio, bentornati alle nostre interviste. Oggi
- 0:04Speaker 2: mi trovo in un luogo speciale, sono venuta a casa
- 0:06Speaker 2: della maestra Dorina Frati perché io sono molto onorata di
- 0:10Speaker 2: essere qui e perché mi faccio raccontare da lei la
- 0:13Speaker 2: sua attività di mandolinista famosa in tutto il mondo che
- 0:17Speaker 2: ha suonato e suona con i grandi direttori e con
- 0:20Speaker 2: le grandi orchestre di tutto il mondo e oggi fortunatamente
- 0:23Speaker 2: sono qui insieme a lei. Prima la saluto e poi
- 0:26Speaker 2: Ci facciamo raccontare da lei quello che fa con il
- 0:29Speaker 2: suo meraviglioso strumento. Ciao Dorina, piacere. Ciao. Grazie di essere
- 0:33Speaker 2: qua con noi. Grazie. Allora, cominciamo subito dal tuo strumento,
- 0:38Speaker 2: che è uno strumento che per te è un compagno
- 0:41Speaker 2: di vita, ma che per molte persone è ancora uno
- 0:45Speaker 2: strumento antico, che appartiene magari al passato, ed è uno
- 0:48Speaker 2: strumento forse lontano. Sta diventando uno
- 0:53Speaker 3: strumento esotico, perché purtroppo, pur essendo l'Italia, Napoli, il partenope,
- 1:07Speaker 3: la culla di una cultura, il maestro Mutti continua a dirlo,
- 1:14Speaker 3: perché Napoli è stata la culla davvero del barocco soprattutto
- 1:21Speaker 3: ma non solo e pian piano l'Italia sta perdendo l'identità
- 1:27Speaker 3: il riferimento musicale e culturale che aveva un tempo purtroppo
- 1:32Speaker 3: dico mi piange il cuore però è così e anche
- 1:37Speaker 3: il nostro strumento che dovrebbe essere lo strumento rappresentativo dell'Italia
- 1:41Speaker 3: non solo per gli spaghetti per Napoli e per la
- 1:45Speaker 3: mafia e per non so che cosa di più ma
- 1:49Speaker 3: invece sta svanendo per fortuna magari sotto questi stereotipi e
- 1:57Speaker 3: sta riacquistando forse una propria identità culturale. Per cui è
- 2:03Speaker 3: uno strumento che anche grandi nomi, grandi compositori l'hanno usato
- 2:11Speaker 3: e hanno scritto per questo strumento da Vivaldi a Beethoven
- 2:16Speaker 3: a Mozart stesso, a cui io sono molto grata, perché
- 2:19Speaker 3: nel suo Don Giovanni ha inserito il mandolino in un'area bellissima.
- 2:24Speaker 3: Però se una volta chiedevi a un bambino sai cos'è
- 2:29Speaker 3: lo strumento, il mandolino, quantomeno ti diceva sì, quello strumento
- 2:33Speaker 3: con la pancia. e adesso ti guarda sbigottito e dici
- 2:37Speaker 3: boh non lo so quindi questo a me dispiace molto
- 2:41Speaker 3: e per questo mi sto adoperando per cercare di farlo
- 2:46Speaker 3: quantomeno conoscere e conoscere bene poi dopo
- 2:50Speaker 2: poi dopo ognuno poi esatto sceglie il proprio strumento e
- 2:53Speaker 2: sceglie anche cosa ascoltare esatto però trovo giusto anch'io che
- 2:57Speaker 2: almeno proviamo a farlo ascoltare questo mandolino visto che fa
- 3:01Speaker 2: parte di questi strumenti che si ascoltano anche difficilmente perché
- 3:05Speaker 2: concerti per mandolino ce ne sono per fortuna e aumentano
- 3:09Speaker 2: ma ancora troppo pochi
- 3:11Speaker 3: esatto ma questo è un po' la produzione della musica
- 3:14Speaker 3: classica anche solo nei media in genere concerti di musica
- 3:20Speaker 3: classica nelle televisioni nazionali non si vedono quasi mai e
- 3:25Speaker 3: quando si vedono dici ma perché poi dici ma perché
- 3:31Speaker 2: ci deve essere
- 3:31Speaker 3: qualcosa di prima qualità obiettivamente, sono sempre quei nomi che
- 3:35Speaker 3: girano e che forse avrebbero bisogno anche di andare in pensione. Giusto.
- 3:41Speaker 3: È una vena polenica la mia, ma in genere perché
- 3:46Speaker 3: occorre rendere proprio, secondo me, una curata direzione artistica per
- 3:52Speaker 3: tutto quello che è cultura, un pensiero di fondo, l'importante
- 3:57Speaker 3: è quello. Però si cerca di fare il possibile. Certo.
- 4:03Speaker 3: senza pregiudizi perché comunque soprattutto nel mio strumento ci sono
- 4:07Speaker 3: tanti pregiudizi per cui si fa fatica siamo ancora nonostante
- 4:12Speaker 3: ormai sono 50 anni che sono nell'ambiente si fa fatica
- 4:17Speaker 3: mi sento ancora un attimino un po' una pioniera ecco
- 4:22Speaker 3: e mi piacerebbe avere un seguito in questo e forse
- 4:26Speaker 3: ci sono anche dei bravi giovani che spero portino avanti
- 4:29Speaker 3: questo
- 4:30Speaker 2: Sì, te lo auguro, mi sembra quasi strano sentirti dire
- 4:34Speaker 2: appunto che ti senti una pianiera, ma lo capisco, perché
- 4:37Speaker 2: appunto davvero si fa fatica ad ascoltare, tu prima hai
- 4:42Speaker 2: nominato Vivaldi, che è subito uno dei nomi che viene
- 4:45Speaker 2: prima in mente, ovviamente anche Mozart e Beethoven e tanti altri,
- 4:48Speaker 2: anche Scarlatti mi pare. Sì. Però, ecco, davvero anche uno
- 4:54Speaker 2: volesse ascoltare musica per mandolino è più difficile. Perché è
- 5:01Speaker 2: così lontana questa musica? È davvero lontana come cultura per noi?
- 5:09Speaker 2: Oppure in realtà è... Forse
- 5:11Speaker 3: tu, lavorando in una radio, sai un po' quali sono
- 5:15Speaker 3: i meccanismi. Cioè, se tu un brano lo mandi, e
- 5:20Speaker 3: lo mandi tanto, diventa, non dico un tormentone, però la
- 5:26Speaker 3: gente lo ascolta e poi ha anche voglia di ascoltarlo.
- 5:29Speaker 3: Adesso viviamo in un'epoca in cui la musica ci accompagna,
- 5:33Speaker 3: questo ormai è un discorso trito e ritrito, ma ci
- 5:36Speaker 3: accompagna quotidianamente in ogni ambito. Però viviamo la musica in
- 5:42Speaker 3: maniera estremamente passiva, non ci accorgiamo nemmeno, è un rumore
- 5:47Speaker 3: di sottofondo. Quindi... Horowitz ai tempi diceva che 50 anni fa,
- 5:55Speaker 3: 60 anni fa, chi andava ai suoi concerti, bene o male,
- 5:59Speaker 3: a casa, quel repertorio se lo suonava e lo conosceva.
- 6:04Speaker 3: Quindi c'era un'abitudine all'house music, quindi a partecipare alla musica
- 6:10Speaker 3: anche in modo attivo, non ti dico professionale, ma attivo.
- 6:15Speaker 3: Adesso no, cioè tu vai nel parcheggio e senti musica,
- 6:18Speaker 3: nel supermercato senti musica, vai in macchina, accendi la radio,
- 6:23Speaker 3: ascolti musica, qualsiasi cosa, però non è un bel modo. No.
- 6:27Speaker 3: È un subire in maniera passiva. Sì. Perché non ci
- 6:32Speaker 3: fa pensare, si è detto? E adesso
- 6:35Speaker 2: abbiamo bisogno di pensare. Sì. Mi fa venire in mente
- 6:38Speaker 2: proprio che poche settimane fa, come ti dicevo fuori onda,
- 6:42Speaker 2: ho visto che e ho parlato col maestro Barami che
- 6:45Speaker 2: mi diceva che quando era piccino ascoltava i vinili, si
- 6:48Speaker 2: mettevano lì tutta la famiglia insieme, come tanti come lui
- 6:51Speaker 2: hanno fatto in passato, si ascoltavano i vinili e quindi
- 6:54Speaker 2: c'era un consumo della musica molto più attivo, ci si
- 6:58Speaker 2: sedeva insieme e si ascoltava musica. Ed era un ascolto
- 7:02Speaker 2: concentrato sulla musica quindi. Adesso non solo facciamo le pulizie
- 7:07Speaker 2: anche ascoltando la musica, ma facciamo tante cose e la
- 7:09Speaker 2: musica diventa un sottofondo attivo. Di cui siamo anche poco coscienti. Sì,
- 7:14Speaker 2: ma questo
- 7:15Speaker 3: un po' succede anche nell'arte in genere. Cioè c'è questa
- 7:19Speaker 3: abitudine un po'... Non saprei definirtelo. Snob, ma nemmeno, no?
- 7:29Speaker 3: In cui una persona va a una mostra, va a
- 7:32Speaker 3: un concerto e non sa cosa va a fare. L'importante
- 7:37Speaker 3: è andare per dire. Sono andata... Sono andato a vedere
- 7:42Speaker 3: Van Gogh. Non si interessa poi se in quella mostra
- 7:46Speaker 3: c'è un solo quadro di Van Gogh e 25.000 croste
- 7:50Speaker 3: di personaggi molto a margine. Per cui quando una persona
- 7:57Speaker 3: dice sono andato a sentire questo concerto e chiedi cosa
- 8:01Speaker 3: hanno eseguito... difficilmente, o cosa vai ad ascoltare, difficilmente ti
- 8:07Speaker 3: dicono o sanno che repertorio viene eseguito. Vanno per l'immagine,
- 8:13Speaker 3: per la figura della persona. Poi dopo...
- 8:17Speaker 2: Adesso il lato critico viene a mancare completamente. Quindi in
- 8:21Speaker 2: questo stiamo andando peggiorando? Sì, parecchio. Sì,
- 8:28Speaker 3: parecchio. Ed è un peccato, però bisogna resistere.
- 8:32Speaker 2: beh immagino che una che suona il mandolino già di
- 8:35Speaker 2: suo sia una resistente
- 8:37Speaker 3: sì perché allora parlo di 80 90 anni fa il
- 8:44Speaker 3: mandolino era suonato era un po' lo strumento dei sarti
- 8:48Speaker 3: o dei barbieri nel retro bottega c'era un po' questa
- 8:52Speaker 3: abitudine di intrattenersi e intrattenere le persone o comunque passare
- 8:58Speaker 3: il tempo libero in questa maniera ed era una cosa
- 9:04Speaker 3: da dilettanti però piacevole che non è da biasimare assolutamente
- 9:10Speaker 3: adesso il mandolino è visto ancora sotto un'ottica di dilettanti
- 9:20Speaker 3: ci sono l'orchestrapleto che peraltro io dirigo che sono un
- 9:24Speaker 3: grande sono state soprattutto un grande mezzo di divulgazione perché
- 9:33Speaker 3: negli inizi del secolo scorso ormai non so le opere
- 9:39Speaker 3: questi grandi brani di musica non c'erano ancora le radio
- 9:47Speaker 3: non c'erano gli strumenti di divulgazione nelle campagne nei paesi
- 9:53Speaker 3: Erano le bande o le orchestre di mandolino che divulgavano
- 9:57Speaker 3: questo repertorio, magari facevano un put pur. di brani dalla
- 10:02Speaker 3: traviata o alcune aree famose ed era un modo per
- 10:06Speaker 3: divulgare questa musica adesso le orchestre a plettro esistono ancora
- 10:13Speaker 3: sempre meno e hanno invece un compito di formare è
- 10:21Speaker 3: un vivaio per quello che può essere il liceo musicale
- 10:26Speaker 3: o il conservatorio per dare ai ragazzi la possibilità di
- 10:30Speaker 3: conoscere lo strumento di cominciare ad amarlo e poi decidere
- 10:36Speaker 3: di fare questo per professione anche se molto difficile o
- 10:41Speaker 3: altrimenti tenerlo per hobby
- 10:43Speaker 2: che è una cosa bellissima comunque è una cosa bellissima
- 10:46Speaker 2: tu parli ora di ragazzi e hai con loro un
- 10:52Speaker 2: confronto quotidiano credo perché insegni a Luca Marenza al Conservatorio
- 10:57Speaker 2: di Brescia come sono i ragazzi delle generazioni di adesso
- 11:02Speaker 2: nei confronti del non solo del mandolino ma della musica
- 11:06Speaker 2: quella che una volta si chiamava musica colta
- 11:16Speaker 3: è un argomento un po' delicato un po' difficile ne
- 11:18Speaker 3: parlavo giusto ieri con un mio studente Anche nella musica,
- 11:21Speaker 3: io amo cucinare ad esempio, come nella cucina, come in
- 11:26Speaker 3: molte arti, perché con tutta un'arte esistono le mode. E
- 11:32Speaker 3: in questo, sarà forse perché io sto diventando anziana, anzi
- 11:35Speaker 3: lo sono già, per cui comincio a provare un piacere
- 11:40Speaker 3: nell'assaporare le cose, nel perdere il ritmo, cioè la spinta.
- 11:47Speaker 3: nel sedermi un po' di più però rallentando ho la
- 11:51Speaker 3: possibilità e il privilegio di gustare le cose e in
- 11:58Speaker 3: questi ragazzi anche per l'esuberanza della gioventù c'è tutto molto
- 12:03Speaker 3: spinto tutto molto veloce tutto molto virtuosistico a scapito in
- 12:11Speaker 3: alcuni casi del gusto per il suono del gusto per
- 12:18Speaker 3: il fraseggio o per una certa interpretazione. Diventa più, e
- 12:24Speaker 3: qui potrei essere attaccata, però me ne assumo tutte le responsabilità,
- 12:28Speaker 3: più un aspetto da circo che da sala da concerto.
- 12:32Speaker 3: Cioè qualcosa che stupisca l'impatto. Quindi l'arribizio è una cosa,
- 12:38Speaker 3: guarda come va veloce, guarda come è virtuoso, senza peraltro
- 12:43Speaker 3: soffermarsi a dire sì. la frase dove è finita, ma
- 12:48Speaker 3: il bel suono dov'è. Ecco, un po' questo. Anche nella
- 12:51Speaker 3: scelta proprio degli strumenti stessi. Ma io ho strumenti che
- 12:55Speaker 3: sparano proprio come suono, ma non magari così rotondi. Cosa
- 13:02Speaker 3: un po'... Però mi sento un dinosauro. I giovani, io
- 13:09Speaker 3: posso dirlo, ma non so quanto lo possano percepire. Arriverà
- 13:14Speaker 3: il loro tempo per capire o forse sono io che
- 13:16Speaker 3: ho
- 13:17Speaker 2: messo un vieto. Siamo in due dinosauri forse perché io
- 13:21Speaker 2: notavo questa cosa sui pianoforti per esempio, ho visto delle
- 13:25Speaker 2: esibizioni di pianoforte strabilianti per la velocità e la capacità
- 13:32Speaker 2: di raggiungere davvero tutte le note che uno si chiede
- 13:35Speaker 2: come fai, però a discapito come dici tu della qualità
- 13:40Speaker 2: poi del suono o della piacevolezza. per l'ascoltatore ma
- 13:44Speaker 3: forse c'è il dubbio perché io mi pongo sempre molti
- 13:48Speaker 3: punti di domanda forse sono io che non sono più
- 13:53Speaker 3: in grado di cogliere il bello di alcune cose che
- 13:58Speaker 3: sono de mode adesso sono più avanti avranno ragione loro
- 14:04Speaker 3: o darsi non lo so dal punto di vista critico
- 14:08Speaker 3: mio personale noto questa cosa e a metà c'è la
- 14:13Speaker 3: musica un po' tutto tondo, pur che bella va bene,
- 14:16Speaker 2: non
- 14:16Speaker 3: ci sono generi, non ci sono interpreti, però seguivo in
- 14:23Speaker 3: streaming il concorso Busoni, il concorso internazionale, allora l'età media
- 14:30Speaker 3: si abbassa sempre di più, sono tutti bambini, ero giovane
- 14:33Speaker 3: di 16-17 anni, con un taglio quasi autistico nel senso
- 14:39Speaker 3: per la precisione, per la perfezione, per la meccanica delle
- 14:47Speaker 3: loro interpretazioni, però quasi quasi notavo con piacere, non so,
- 14:55Speaker 3: un vuoto di memoria da parte di un ragazzo nell'interpretazione, ecco,
- 14:58Speaker 3: è in mano, ecco questa cosa qua, che non riesco
- 15:04Speaker 3: a percepire. Forse ho seguito l'ultimo concorso per violoncello, Regina Elisabetta,
- 15:11Speaker 3: che è un concorso difficilissimo, lunghissimo, dura quasi un mese,
- 15:17Speaker 3: con delle prove davvero difficili, estremamente varie, e che per
- 15:24Speaker 3: fortuna ha vinto un italiano. Questo ragazzo...
- 15:29Speaker 2: Sì, mi ricordo, l'ho visto
- 15:30Speaker 3: anch'io.
- 15:31Speaker 2: Sì
- 15:31Speaker 3: è stato davvero bravo e c'è stata anche quella... polemica
- 15:35Speaker 3: del fatto che ha vinto questo concorso estremamente difficile e
- 15:43Speaker 3: i giornali non ne hanno parlato se non dopo essere
- 15:45Speaker 3: stati stimolati dai social forse, ma come è un concorso
- 15:51Speaker 3: che universalmente è riconosciuto come difficile, come complicato finalmente un
- 15:56Speaker 3: italiano perché eravamo un po'
- 15:59Speaker 2: invasi da
- 16:00Speaker 3: coreani, cinesi giapponesi, orientali ormai ma anche per una cultura, credo.
- 16:09Speaker 3: Io ne parlavo anche questo sull'educazione in genere. I genitori,
- 16:17Speaker 3: ecco lì un altro tasto dolente. I genitori in Giappone
- 16:22Speaker 3: cambiano città per scegliere la scuola migliore per il proprio figlio.
- 16:28Speaker 3: Da noi scelgono la scuola più comoda. quella più vicina all'autobus,
- 16:33Speaker 3: quella più vicina ai nonni. Hai capito? Cioè non c'è
- 16:38Speaker 3: una scelta funzionale al futuro del figlio. Questo fin dagli inizi.
- 16:45Speaker 2: E questo è la dice lunga. E poi incide anche
- 16:49Speaker 2: nelle scelte future che magari un ragazzo può avere. Sì,
- 16:52Speaker 2: e quindi... Anche nell'idea dello studierò uno strumento o no,
- 16:57Speaker 2: mi avvicinerò di più alla musica o meno. Allora ti
- 17:00Speaker 2: faccio la domanda, quanto serve la musica suonata e ascoltata bene,
- 17:05Speaker 2: di alta qualità, nella crescita, già che stiamo parlando dei ragazzi,
- 17:10Speaker 2: non solo di una persona singola come giovane, ma anche
- 17:15Speaker 2: nella crescita di un gruppo di persone o addirittura di
- 17:18Speaker 2: un popolo? Il
- 17:21Speaker 3: popolo UE fa comodo a tutti, a tutti i potenti,
- 17:25Speaker 3: tendenzialmente un po' dittatori, però... Io posso parlarti per alcuni aspetti,
- 17:34Speaker 3: anche abbastanza vari. Io insegno in conservatorio, ho insegnato a
- 17:38Speaker 3: varie latitudini, perché ho iniziato a Napoli, poi sono stata all'Aquila,
- 17:42Speaker 3: poi sono stata a Padova, adesso sono a Brescia ormai
- 17:44Speaker 3: da più di dieci anni. Però... Allora, già la scelta
- 17:53Speaker 3: di intraprendere lo studio di uno strumento screma già parecchio.
- 17:57Speaker 3: Un ragazzo che perché è comunque una vita di sacrifici,
- 18:01Speaker 3: cioè devi avere tanta passione e devi comunque impegnarti parecchio
- 18:06Speaker 3: se vuoi fare la differenza. Però non per questo avvicinarsi
- 18:10Speaker 3: alla musica, voglio dire essere professionisti o così. Io sto
- 18:14Speaker 3: tenendo dei corsi come volontaria per persone over 65 o
- 18:22Speaker 3: per bambini in età elementare della scuola primaria. Ed è
- 18:29Speaker 3: utile non solo per imparare le note, è utile per
- 18:33Speaker 3: il rapporto con gli altri. Perché la musica, io ho
- 18:39Speaker 3: sempre detto, è quella cosa che richiede una grande tecnica
- 18:43Speaker 3: e precisione per poter esprimere al meglio la tua fantasia.
- 18:49Speaker 3: Perché se non hai tecnica e precisione è facile che
- 18:53Speaker 3: tu viva un po' frustrato, perché quello che senti dentro
- 18:56Speaker 3: non sai come esprimerlo. Però anche dal punto di vista fisiologico,
- 19:02Speaker 3: io vedo persone senza patologie, normalissime persone, sui 60, 65,
- 19:11Speaker 3: 70 anni, il meccanismo di identificare una nota, trasferirla a
- 19:19Speaker 3: un dito, a una corda, coordinare e esprimere, è faticoso.
- 19:26Speaker 3: Per chi non l'ha mai fatto, è faticoso, però attiva. telepsinapsi,
- 19:31Speaker 3: che rasceremo lì latenti e per il nostro prolungarsi, per
- 19:37Speaker 3: la nostra longevità è molto importante e mi ha sorpreso questo,
- 19:42Speaker 3: cioè lo davo per scontato facendolo, ti dico, e dico
- 19:46Speaker 2: vabbè,
- 19:46Speaker 3: invece no, no. e ti
- 19:50Speaker 2: parlo di
- 19:50Speaker 3: persone normalissime e trovano in questo un grande aiuto anche
- 19:55Speaker 3: a livello proprio di mobilità, di movimento del cervello, dei
- 20:01Speaker 3: neuroni e la stessa cosa invece con i bambini, riuscire
- 20:06Speaker 3: a tenere dei bambini attenti per più di dieci minuti,
- 20:11Speaker 3: che riescano a seguire certe regole, perché se non segui
- 20:14Speaker 3: quelle regole non puoi fare, cioè non è un'imposizione, è
- 20:18Speaker 3: una cosa necessaria. E avere il rispetto, soprattutto quando suoni
- 20:23Speaker 3: in orchestra, dell'ascolto dell'altro,
- 20:27Speaker 2: senza
- 20:28Speaker 3: passarci sopra, e questa è una cosa molto importante. Una
- 20:32Speaker 3: disciplina è un'educazione civica, Cioè l'orchestra, che sia piccola, grande, professionista, dilettante, amatoriale,
- 20:41Speaker 3: è uno specato di società. Sì. E quindi ci sono
- 20:45Speaker 3: delle regole che se vuoi che il gruppo resista, vanno rispettate.
- 20:52Speaker 3: Questo secondo me è molto importante. Certo.
- 20:55Speaker 2: Parlare adesso di orchestra, e all'inizio ho detto hai suonato
- 20:58Speaker 2: i suoni con le grandi orchestre, con i grandi direttori.
- 21:02Speaker 2: Quanto ti... Ti piace ancora, nonostante appunto siano anni che
- 21:08Speaker 2: lo fai, andare e suonare con le grandi orchestre, avere
- 21:11Speaker 2: il concerto, cioè il dialogo tra te e gli altri
- 21:15Speaker 2: strumenti e soprattutto avere davanti delle persone che ti ascoltino.
- 21:19Speaker 2: Quanto ancora ti piace questo rapporto fisico e vivo? Mi piace,
- 21:25Speaker 2: ma mi pesa
- 21:25Speaker 3: molto. Mi piace suonare, mi piace … talvolta ad esempio
- 21:34Speaker 3: con i solisti veneti ho fatto tantissime tournées in tutto
- 21:37Speaker 3: il mondo suonando in grandi sale se decido di smettere
- 21:44Speaker 3: la cosa che mi manca di più è il profumo
- 21:47Speaker 3: delle grandi sale delle grandi sale di legno che hanno
- 21:53Speaker 3: c'è una storia da grande sale questo è una cosa
- 21:57Speaker 3: e comunque mi piace il rapporto anche con gli orchestrali
- 22:02Speaker 3: e poi con i direttori, avendo avuto la fortuna di
- 22:07Speaker 3: lavorare con dei grandi, veri grandi direttori.
- 22:11Speaker 2: Uno, quello che nominavi prima, ma
- 22:14Speaker 3: anche tanti altri. E assistere a tante prome. Questo per
- 22:18Speaker 3: me è stata una grande lezione di musica, perché col
- 22:23Speaker 3: mandolino magari suoni solo un movimento di una sinfonia, quindi
- 22:28Speaker 3: hai altre ore da aspettare, ti metti in platea e ascolti,
- 22:32Speaker 3: e hai da imparare, e sempre da imparare tantissimo da loro,
- 22:37Speaker 3: come musicisti. Magari un po' meno, però come musicisti sì,
- 22:42Speaker 3: perché basta una parola e ti apre un mondo. Certo.
- 22:49Speaker 3: È un insieme di scatole cinesi, per cui se non
- 22:52Speaker 3: trovi chi riesce ad avere la chiave di lettura, ti
- 22:58Speaker 3: sembra qualcosa di un po' sconosciuto, un po' così. Basta
- 23:01Speaker 3: poco e tutto diventa più facile e più bello.
- 23:06Speaker 2: E sono lezioni di grande disciplina anche, di grande impegno?
- 23:12Speaker 2: Perché dicevi tante prove. I grandi
- 23:14Speaker 3: direttori lo danno per scontato, cioè se tu suoni in
- 23:18Speaker 3: una grande orchestra, sul fatto della preparazione e della disciplina
- 23:24Speaker 3: ci deve essere,
- 23:24Speaker 2: se no non diventa grande
- 23:26Speaker 3: l'orchestra. Con i grandi direttori è soprattutto una lezione di musica.
- 23:34Speaker 3: Poi sono anche persone alcune di grande cultura, quindi anche
- 23:41Speaker 3: le divagazioni che fanno sono comunque interessanti.
- 23:45Speaker 2: Certo, che sono anche necessarie queste divagazioni.
- 23:48Speaker 3: Sicuramente per alcuni repertori... ti aprono, come dicevo, proprio un
- 23:54Speaker 3: mondo e ti incuriosiscono in modo tale per cui tu
- 23:58Speaker 3: vuoi approfondire
- 23:59Speaker 2: poi per conto tuo. Quindi è anche uno scambio culturale notevole. Sì,
- 24:04Speaker 2: comunque sì. Non è soltanto girare il mondo, ma insomma
- 24:07Speaker 2: conoscere queste figure. Girare il mondo aiuta tanto. Certo.
- 24:11Speaker 3: A aprirsi, non a chiudersi. Questo sicuramente. Per cui l'apertura
- 24:16Speaker 3: è importante. E del resto uno che fa musicista al momento... Allora,
- 24:24Speaker 3: l'insegnante è un conto, il musicista è un altro. Se
- 24:28Speaker 3: sei musicista e insegnante insieme è la cosa migliore. Perché
- 24:31Speaker 3: le caratteristiche, secondo me, fondamentali di un bravo insegnante è
- 24:38Speaker 3: innanzitutto la competenza, la generosità, la capacità di entrare in
- 24:50Speaker 3: empatia con lo studente ci sono delle volte che non
- 24:54Speaker 3: tutti gli insegnanti vanno bene per tutti io parlo di
- 24:58Speaker 3: mio figlio ad esempio che ha deciso da batterista qual
- 25:02Speaker 3: è passare al contrabbasso perché ha trovato l'insegnante che gli
- 25:05Speaker 3: ha fatto scattare la scintilla. Magnifico. Capisci? Quello non è...
- 25:06Speaker 3: Ma te lo hai scattato per tenere a vedere tutti, ecco.
- 25:12Speaker 3: Per cui sarò grata a questo
- 25:16Speaker 2: insegnante. Senti, parliamo di gli scrittori di musica. Prima hai
- 25:22Speaker 2: nominato Vivaldi, poi ne abbiamo nominati altri. Quale ancora dici
- 25:27Speaker 2: ogni tanto me lo devo ascoltare oppure me lo devo
- 25:29Speaker 2: suonare perché mi nutre ancora?
- 25:34Speaker 3: Purtroppo non ha scritto per mandolino, però col mandolino viene bene,
- 25:40Speaker 3: che è Bach. Lui, dicevo anche gli studenti, è uno
- 25:46Speaker 3: dei compositori che non ti stanchi mai di suonare, perché
- 25:52Speaker 3: è così complesso, è così puro nel suo modo di scrivere.
- 26:00Speaker 3: Cioè in Bach tu sposti una nota, casca tutto. quella
- 26:04Speaker 3: notte non deve essere lì perché è lì e solo
- 26:07Speaker 3: lì ci sta bene e ha questo potere di stupirti sempre,
- 26:16Speaker 3: quindi è inesauribile. Cioè Vivaldi, io ci sono cresciuta, sono
- 26:22Speaker 3: andata con
- 26:22Speaker 2: Vivaldi e ricordiamo che non ha scritto solo le quattro
- 26:27Speaker 2: stagioni
- 26:28Speaker 3: esatto visto che prima parlavamo anche bella poi ho studiato
- 26:34Speaker 3: a Padova ho lavorato con dei veneti lavoro in Fenice
- 26:39Speaker 3: talvolta per cui la venezianità la conosco bene ed è
- 26:49Speaker 3: frizzante vivace ha tante bellissime qualità ha tante progressioni, c'è
- 26:56Speaker 3: questa ripetizione di modelli e alla stessa stregua anche Bach
- 27:04Speaker 3: ha questa visione dove la progressione è sfruttata, però nella
- 27:10Speaker 3: sua progressione poi si incastra qualcos'altro e tu non te
- 27:15Speaker 3: ne accorgi ma nasce un'altra cosa. È come un continuo
- 27:18Speaker 3: innesto in una pianta. Meraviglia. È proprio bello. Quindi io
- 27:23Speaker 3: quello mi diverto. Io con una mia amica e collega
- 27:27Speaker 3: abbiamo fatto anche trascrizioni per chitarra e mandolino. È anche
- 27:31Speaker 3: lì un repertorio particolare e un organico particolare. Chi va
- 27:35Speaker 3: a ascoltare un concerto per chitarra e mandolino, tornando agli
- 27:39Speaker 3: stereotipi e ai giudizi, si aspetta la... come la chiamava
- 27:44Speaker 3: mio nonno, le muccichi tinfrine, le cosine che suoni nelle osterie,
- 27:48Speaker 3: zumpa zumpa zumpapà. Quando ti trovi una chitarra e mandorino
- 27:53Speaker 3: che suona allo concerto italiano di Bach, è un po' diverso.
- 27:58Speaker 3: Però sono comunque una forma di laboratorio che abbiamo fatto
- 28:03Speaker 3: per vedere cosa si poteva fare con il mio strumento
- 28:08Speaker 3: per poter fare della musica che mi piaceva.
- 28:10Speaker 2: Certo.
- 28:11Speaker 3: senza essere esageratamente penalizzati, perché comunque la musica originale per
- 28:17Speaker 3: uno strumento si dà il caso che debba essere scritta
- 28:21Speaker 3: da persone che conoscono lo strumento, le peculiarità dello strumento,
- 28:26Speaker 3: per poi svilupparle al meglio. Magari sono brani un po'
- 28:31Speaker 3: più difficili perché tecnicamente non costruiti
- 28:34Speaker 2: per questo strumento
- 28:35Speaker 3: la musica così bella prima o poi...
- 28:38Speaker 2: E poi magari è stimolante anche il fatto che sia
- 28:40Speaker 2: un brano difficile. Sì, sì, ma è difficile anche non
- 28:43Speaker 2: solo
- 28:45Speaker 3: per la scrittura, è proprio difficile per l'interpretazione, però è divertente,
- 28:50Speaker 3: se non ti diverti che lo fai.
- 28:52Speaker 2: Giusto, mi sembra giusto
- 28:54Speaker 3: Esatto
- 28:54Speaker 2: Ti faccio un'ultima domanda perché noi, ormai i nostri ascoltatori
- 28:59Speaker 2: lo sanno, abbiamo un programma che si occupa delle donne,
- 29:03Speaker 2: delle figure femminili del passato e del presente lasciate un
- 29:06Speaker 2: po' nel dimenticatoio. Tu, in quanto musicista donna, hai sentito
- 29:12Speaker 2: anche in passato, ma senti tuttora, delle difficoltà maggiori, come
- 29:15Speaker 2: se invece se fossi un musicista uomo la strada sarebbe
- 29:19Speaker 2: più spianata, sarebbe stata più spianata in passato? Oppure c'è
- 29:23Speaker 2: un modo di fare musica più tipico delle donne? Sì. Allora... Sì.
- 29:32Speaker 3: Senza tirare fuori i discorsi di direttrici d'orchestra che non meritano, meritano, bello...
- 29:39Speaker 2: Quello
- 29:39Speaker 3: che
- 29:39Speaker 2: vuoi.
- 29:39Speaker 3: io sono qua
- 29:40Speaker 2: per
- 29:40Speaker 3: parlare con te. Però nel mio caso non ho vissuto fino,
- 29:45Speaker 3: io faccio parte di un'associazione di donne imprenditrici e il
- 29:53Speaker 3: mio problema iniziale non è stato quanto rivendicare un genere.
- 29:57Speaker 4: Sì.
- 29:58Speaker 3: ma rivendicare uno strumento. Per cui il mio approccio nell'orchestra,
- 30:05Speaker 3: ad esempio, non era dire sono qui e sono donna,
- 30:09Speaker 3: ma sono qui e suono uno strumento che voi considerate poco.
- 30:14Speaker 3: Per cui inizialmente ho bypassato questo problema e finì suonata
- 30:19Speaker 3: avanti con un treno E forse è stata la cosa migliore,
- 30:24Speaker 3: cioè partire con la frustrazione di dire ecco mi tratteranno
- 30:31Speaker 3: un po' da puffuffu perché sono donna. Il mio problema
- 30:36Speaker 3: era entro in orchestra e cosa penseranno? Mi devo far valere.
- 30:41Speaker 3: E il punto di forza alla fine o l'orgoglio è
- 30:48Speaker 3: stato perché inizialmente quando entravo in orchestra Parlo ormai di
- 30:54Speaker 3: 42 anni che suono in scala, fai conto tu. Quando
- 30:57Speaker 3: io suonavo di solito il mandolino viene messo nella disposizione
- 31:01Speaker 3: orchestrale spesso vicino alle percussioni o vicino agli ottoni o
- 31:09Speaker 3: vicino all'arpa. Se avvicinava l'arpa o il percussionista e mi
- 31:12Speaker 3: diceva vuoi l'attacco? Detto così vuol dire che i mandolinisti
- 31:19Speaker 3: prima erano analfabeti, cioè non sapevo quando entrare. C'è stato
- 31:26Speaker 3: un periodo che mi dilettavo nella direzione d'orchestra, volevo fare
- 31:29Speaker 3: la direttrice vera, non per diletto, e quindi entravo in
- 31:34Speaker 3: orchestra con la partitura, quindi mi seguivo, magari avevo tante
- 31:38Speaker 3: battute d'attesa, almeno non mi annoiavo. Quindi quando è arrivato
- 31:42Speaker 3: un momento in cui vedevano che arrivava la mandolinista che
- 31:47Speaker 3: aveva la partitura e forse sapeva anche leggere una partitura
- 31:51Speaker 3: e quando è arrivata l'artista o il percussionista a dirmi
- 31:55Speaker 3: mi dai l'attacco ha detto ho ottenuto quello che volevo
- 31:59Speaker 3: hai capito? quindi non ho vissuto questa cosa in seguito
- 32:04Speaker 3: un po' questa cosa l'ho un po' vissuta ma non
- 32:10Speaker 3: tanto personalmente non tanto quanto cercare di diventare un po'
- 32:16Speaker 3: paladina delle donne musiciste io ho fatto fare una tesi
- 32:20Speaker 3: a un'allieva sulle muse ispiratrici perché un paio di secoli
- 32:30Speaker 3: fa ormai le donne se proprio erano brave al massimo
- 32:34Speaker 3: potevano farle insegnanti non tanto
- 32:37Speaker 2: le
- 32:37Speaker 3: musiciste per cui ecco piano piano però non dobbiamo essere
- 32:44Speaker 3: noi le prime a discriminarci Dobbiamo andare avanti pensando a
- 32:51Speaker 3: quello che vogliamo. Poi secondo me i risultati li otteniamo.
- 32:56Speaker 3: Abbiamo ancora tanti problemi nostri di gestione familiare, i figli,
- 33:04Speaker 3: i tempi lavorativi non sono congeniali a noi. Per cui
- 33:10Speaker 3: queste sono le cose che la società deve mettere a posto.
- 33:13Speaker 3: Nell'ambito musicale La cosa che noto, che forse ci torna contro,
- 33:22Speaker 3: è voler essere maschili. Perché io ho avuto tanti allievi
- 33:28Speaker 3: maschi e tanti allievi femmine e abbiamo caratteristiche diverse, indubbiamente.
- 33:36Speaker 3: E non c'è niente di peggio se l'aspetto maschile dell'uomo
- 33:43Speaker 3: lo vogliamo tenere, trasformare su di noi o viceversa. Cioè
- 33:48Speaker 3: è bello se curiamo le nostre caratteristiche, potenziamo quelle che
- 33:53Speaker 3: fanno la differenza, perché la differenza c'è. Quindi riconosciamo
- 33:57Speaker 2: che c'è una differenza
- 33:58Speaker 3: No, no, cioè le capacità come persona sono uguali, indubbiamente.
- 34:04Speaker 3: Le caratteristiche sono diverse, però perché … trasformarci, dobbiamo apprezzare
- 34:11Speaker 3: il fatto
- 34:11Speaker 2: di
- 34:12Speaker 3: suonare poi molte volte biasimiamo
- 34:14Speaker 2: gli
- 34:14Speaker 3: aspetti negativi dell'altro sesso e poi li rendiamo nostri e
- 34:19Speaker 3: allora li toppiamo subito perché non sono nostri quindi ecco
- 34:25Speaker 3: però nel mio caso non l'ho vissuto tanto, io sono
- 34:28Speaker 3: abbastanza battagliera
- 34:33Speaker 2: Sì, abbastanza sì Con uno strumento come Maldolino è giusto
- 34:40Speaker 2: anche esserlo, perché davvero come dicevi...
- 34:42Speaker 3: Ti stupisci, uno dice hai fatto una carriera lunga, ma
- 34:50Speaker 3: non ho fatto la mia strada pensando a quello che
- 34:53Speaker 3: sarebbe stato il dopo. Ho vissuto molto la giornata, questo sì.
- 35:00Speaker 3: I prossimi appuntamenti ho... guarda devo fare questa cosa è
- 35:08Speaker 3: qui il leggeo e ho accettato questa cosa perché non
- 35:13Speaker 3: voglio più rifare cose che ho già fatto mille volte
- 35:16Speaker 2: giustamente un po' di novità
- 35:19Speaker 3: devo fare questa cosa che è insolita ed è l'ho
- 35:23Speaker 3: scelto con l'Accademia di Santa Cecilia a Roma dirigerà questo
- 35:28Speaker 3: Alexander Desplat che conoscevo è il compositore di Tutte queste
- 35:35Speaker 3: colonne sonore, l'albero della vita, il caso curioso di Benjamin Button,
- 35:40Speaker 3: The Queen, il discorso del re, tutte
- 35:46Speaker 2: le
- 35:47Speaker 3: ipoteche. Sì, colonne
- 35:49Speaker 2: sonore
- 35:49Speaker 3: molto note. E dirigere a lui. Quindi sono queste colonne,
- 35:56Speaker 3: ma soprattutto perché Santa Cecilia nelle stagioni estive Di solito
- 36:02Speaker 3: suona Caracalla, invece quest'anno suonerà nella Basilica di Massenzio, quindi
- 36:09Speaker 3: nei fori imperiali. E allora non mi piace questa cosa.
- 36:14Speaker 3: Quindi farò questa cosa la prima settimana di luglio, 9 credo,
- 36:20Speaker 2: e poi la canza. Che bello però, per noi che
- 36:23Speaker 2: possiamo venire ad ascoltare, che bello. No, alla Basilica di Massenzio,
- 36:30Speaker 2: queste musiche che non sono state scritte per mandolino, però
- 36:34Speaker 2: hanno un organico,
- 36:36Speaker 3: è un organico vasto, grosso, e ci sono degli interventi
- 36:41Speaker 3: da mandolino.
- 36:42Speaker 2: Che meraviglia. Va bene. Grazie mille, ringraziamo tanto la maestra
- 36:47Speaker 2: Dorina Frati e io non vedo l'ora di ascoltarti perché
- 36:53Speaker 2: vabbè qui non lo so oppure in altre occasioni ma
- 36:57Speaker 2: è stata una chiacchierata meravigliosa grazie tante grazie a te
- 37:00Speaker 2: ciao ragazza