Latest / SULLA SCENA DEL CRIMINE / TEORIA DELLA DEVIANZA # 7 - La Teoria dell'Etichettamento o Labeling Theory
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- 0:14Speaker 2: una delle più note teorie sulla devianza è la teoria
- 0:17Speaker 2: dell'etichettamento o labeling theory storicamente è stata concepita negli anni
- 0:23Speaker 2: 60 ipotizzando che gli uomini avrebbero la tendenza a categorizzare
- 0:29Speaker 2: si tratta della tendenza a mettere un'etichetta a qualunque cosa
- 0:32Speaker 2: e qualunque soggetto Tale tendenza appare tra l'altro più forte
- 0:37Speaker 2: quando quel qualcosa e quel qualcuno si discossa dalla norma.
- 0:42Speaker 2: Da specificare che per norma si intende un comportamento che
- 0:45Speaker 2: non è normale in senso di sano, ma condiviso dalla
- 0:49Speaker 2: maggior parte delle persone. Così una cosa normale in una
- 0:53Speaker 2: cultura può essere non normale in un'altra. Tuttavia la teoria
- 0:57Speaker 2: dell'etichettamento afferma che la tendenza a categorizzare rechi con sé
- 1:02Speaker 2: un valore di merito positivo o negativo. Quindi ciò che
- 1:06Speaker 2: è condiviso è giusto e ciò o chi non lo è,
- 1:10Speaker 2: è sbagliato. La labeling theory o teoria dell'etichettamento prende le
- 1:15Speaker 2: mosse dal cosiddetto interazionismo simbolico. Si tratta di una scuola
- 1:19Speaker 2: di pensiero che si basava sulle idee, tra gli altri,
- 1:23Speaker 2: di George Herbert Mead e di John Dewey. Come data
- 1:26Speaker 2: simbolo per la pubblicazione di questa teoria, viene ricordato il 1963,
- 1:33Speaker 2: quando Howard Becker pubblicò il lavoro Outsider. Si tratta di
- 1:37Speaker 2: un termine chiave per questa teoria, dato che coloro che
- 1:40Speaker 2: non si adeguano alle etichette vengono definiti proprio outsiders. La
- 1:46Speaker 2: domanda alla quale questa teoria cercava di rispondere era criminali
- 1:50Speaker 2: si nasce o si diventa? L'attenzione degli studiosi della teoria
- 1:56Speaker 2: dell'etichettamento è andava il quesito su cosa renda alcune persone
- 2:00Speaker 2: devianti o criminali. I teorici della labeling theory, tra i
- 2:04Speaker 2: quali Blumer, si concentravano sull'aspetto sociale dell'interazione umana. Affermavano quindi
- 2:11Speaker 2: che fosse l'interazione tra individui nella società a dare un
- 2:15Speaker 2: significato ai comportamenti vigenti all'interno di quella società. Partendo dall'assunto
- 2:21Speaker 2: che una comunità, intesa come governo o stato o ancora
- 2:25Speaker 2: come insieme di persone influenti, stabilisce delle norme da rispettare
- 2:30Speaker 2: tutti quelli che non si adeguano a tali norme sono
- 2:33Speaker 2: devianti nel senso che si discostano dalla direzione data loro
- 2:37Speaker 2: dalla collettività. Il punto o problema se vogliamo è che
- 2:43Speaker 2: tali norme quando sono giuridiche coincidono con la legge ma
- 2:47Speaker 2: quando sono di altra natura rischiano di creare discriminazioni. Un
- 2:51Speaker 2: conto infatti è il non rispettare la legge Altra cosa
- 2:55Speaker 2: è non adeguarsi al pensiero comune e venire per questo emarginati.
- 3:01Speaker 2: L'aspetto interessante e peculiare di questa teoria sta nel fatto
- 3:05Speaker 2: che ha posto l'attenzione sulla reazione della comunità al crimine
- 3:09Speaker 2: e a quelli che definisce devianti. L'idea sottostante era che,
- 3:13Speaker 2: nonostante la criminologia cercasse di studiare e prevenire il crimine,
- 3:18Speaker 2: i suoi sforzi venivano vanificati laddove la società stessa contribuisce
- 3:23Speaker 2: a creare dei criminali proprio attraverso l'etichettamento. Il concetto è semplice.
- 3:29Speaker 2: Se una persona si comporta in un certo modo, non
- 3:32Speaker 2: necessariamente delinquendo, ma avendo un pensiero non allineato e la
- 3:36Speaker 2: società continua a etichettarlo ed emarginarlo, Quanto tempo passerà prima
- 3:41Speaker 2: che quell'outsider si isoli e si comporti così come la
- 3:45Speaker 2: società in fondo si aspetta che si comporti? Quando i
- 3:49Speaker 2: membri delle comunità iniziano a trattare alcuni soggetti sulla base
- 3:52Speaker 2: delle loro etichette, queste persone iniziano ad accettare le etichette stesse.
- 3:57Speaker 2: Ecco il meccanismo. Una persona attua un comportamento che è
- 4:01Speaker 2: ritenuto inappropriato dagli altri. Gli altri etichettano quella persona come
- 4:05Speaker 2: deviante e alla fine l'individuo interiorizza e accetta quell'etichetta. Si
- 4:12Speaker 2: tratta del concetto della reazione sociale, cioè della reazione o
- 4:16Speaker 2: della risposta da parte di altri al comportamento o all'individuo
- 4:20Speaker 2: che attua quel comportamento. Questo concetto è centrale per la
- 4:25Speaker 2: teoria dell'etichettamento. Ciò che si deve comprendere quindi è che
- 4:29Speaker 2: la reazione negativa della comunità a un comportamento di un
- 4:32Speaker 2: certo tipo è ciò che fa sì che quel comportamento
- 4:36Speaker 2: venga etichettato come criminale o deviante scendendo nella teoria Becker
- 4:42Speaker 2: definiva la devianza come una vera e propria creazione sociale
- 4:47Speaker 2: il meccanismo vedrebbe i gruppi sociali creare le regole e
- 4:51Speaker 2: poi etichettare come devianza tutto ciò che non rispetta quelle
- 4:55Speaker 2: regole il comportamento che ne deriverebbe quindi la reazione dell'etichettato
- 5:01Speaker 2: sarebbe per Becker di quattro tipologie Il falsamente accusato, si
- 5:06Speaker 2: tratta di chi adotta un comportamento obbediente ma nonostante questo
- 5:10Speaker 2: si percepisce come deviante, pertanto sarebbe falsamente etichettato. Il conforme,
- 5:18Speaker 2: è chi adotta un comportamento obbediente e viene percepito come tale,
- 5:22Speaker 2: quindi non come deviante. Il deviante puro, chi viola le
- 5:28Speaker 2: regole e assume deliberatamente il comportamento etichettato come criminale. E
- 5:34Speaker 2: infine il deviante segreto, chi, pur adottando un comportamento che
- 5:39Speaker 2: viola le regole, non viene percepito come deviante e quindi
- 5:42Speaker 2: non viene etichettato come tale. Secondo alcuni sociologi, tra i
- 5:48Speaker 2: quali Emile Durkheim, padre della teoria sociologica della devianza, la
- 5:53Speaker 2: devianza sarebbe funzionale alla società perché manterrebbe la stabilità definendone
- 5:58Speaker 2: i confini. Anche Erickson nel 1966 diceva parlò di funzione
- 6:04Speaker 2: della devianza. Tra queste vi sarebbe il fatto che le
- 6:09Speaker 2: reazioni sociali alla devianza stigmatizzano il trasgressore e lo separano
- 6:14Speaker 2: dal resto della società. Così la devianza serve a preservare
- 6:18Speaker 2: la comunità da chi non pensa e agisce come lei.
- 6:22Speaker 2: Il rovescio della medaglia è quello che Sigmund Freud chiamava
- 6:25Speaker 2: profezia che si autoavvera, cioè il meccanismo della stigmatizzazione in
- 6:30Speaker 2: base al quale i trasgressori arrivano a vedere se stessi
- 6:34Speaker 2: nello stesso modo in cui li vede la società, adeguandosi
- 6:37Speaker 2: a ciò. Con devianza primaria ci si riferisce a tutti
- 6:42Speaker 2: quei comportamenti iniziali di devianza di un soggetto che comportano
- 6:47Speaker 2: conseguenze minori per lo status o le relazioni di quell'individuo
- 6:51Speaker 2: nella società. Il punto è che la maggior parte delle
- 6:55Speaker 2: persone viola le leggi o commette atti devianti nel corso
- 6:58Speaker 2: della propria vita. Se però questi atti non sono abbastanza gravi,
- 7:02Speaker 2: il soggetto non si classifica come criminale dalla società o
- 7:05Speaker 2: da se stesso. Può essere il caso di comportamenti che,
- 7:09Speaker 2: per quanto al limite o anche illeciti, si ritengono normali
- 7:13Speaker 2: o bravate di gioventù. Si può trattare di rubare qualcosa
- 7:17Speaker 2: in un negozio, o fare uso di droghe leggere, o
- 7:20Speaker 2: ancora prendere una multa per eccesso di velocità. Per deviazza secondaria, invece,
- 7:25Speaker 2: Si intende la devianza che si verifica come risposta alla
- 7:29Speaker 2: reazione della società e all'etichettamento. Questo tipo di devianza, a
- 7:34Speaker 2: differenza della devianza primaria, ha implicazioni importanti per lo status
- 7:39Speaker 2: e le relazioni di una persona nella società ed è
- 7:42Speaker 2: un risultato diretto dell'interiorizzazione dell'etichetta di deviante. Questo percorso dalla
- 7:49Speaker 2: devianza primaria alla devianza secondaria è illustrato come segue. A
- 7:54Speaker 2: causa della devianza primaria, gli altri etichettano l'atto come deviante.
- 7:59Speaker 2: Così l'attore interiorizza l'etichetta deviante e sviluppa una devianza secondaria.
- 8:07Speaker 2: Nel corso degli anni diversi autori hanno apportato dei contributi
- 8:11Speaker 2: importanti alla teoria dell'etichettamento. Si tratta dell'etichettatura modificata di Bruce Link,
- 8:19Speaker 2: della vergogna reintegrativa di John Bray White e del controllo
- 8:24Speaker 2: sociale differenziale di Ross Mazzueda e Karen Eimer. Nel 1989
- 8:32Speaker 2: la teoria dell'etichettamento modificata di Bruce Link ha ampliato il
- 8:37Speaker 2: quadro originale della teoria per includere un processo in cinque fasi.
- 8:41Speaker 2: Link declinava il suo apporto al quadro delle malattie mentali
- 8:45Speaker 2: per spiegarne il decorso in termini di etichettamento. Le fasi
- 8:49Speaker 2: del suo modello studiavano la misura in cui le persone
- 8:52Speaker 2: credono che i pazienti malati mentali saranno svalutati e discriminati
- 8:57Speaker 2: dagli altri membri della comunità, il periodo di tempo entro
- 9:00Speaker 2: il quale le istituzioni etichettano ufficialmente le persone, il momento
- 9:05Speaker 2: in cui il paziente risponde all'etichettamento attraverso la segretezza o
- 9:09Speaker 2: il ritiro, le conseguenze negative sulla vita di questo individuo
- 9:13Speaker 2: che sono state causate come risultato dell'etichettamento e infine la
- 9:18Speaker 2: fase finale di vulnerabilità alla futura malattia mentale intesa come
- 9:23Speaker 2: devianza quale il risultato degli effetti dell'etichettamento. Siamo sempre nel
- 9:31Speaker 2: 1989 e John Braid White introduce quella che si definisce
- 9:35Speaker 2: la teoria della vergogna reintegrativa. L'autore esaminò la differenza tra
- 9:40Speaker 2: stigmatizzazione dell'individuo e vergogna reintegrativa, cioè la differenza tra l'incoraggiare
- 9:47Speaker 2: un soggetto a interrompere il comportamento deviante senza etichettarlo o
- 9:52Speaker 2: farlo stigmatizzandolo. La teoria affermava che la vergogna reintegrativa può
- 9:57Speaker 2: ridurre la criminalità a differenza della stigmatizzazione che invece essenzialmente
- 10:03Speaker 2: la aumenterebbe incoraggiando la devianza futura. Quindi gli individui dopo
- 10:09Speaker 2: aver commesso un atto ritenuto criminale saranno umiliati dalla società
- 10:13Speaker 2: per quell'atto e poi riaccettati nella società senza un'etichetta permanente
- 10:19Speaker 2: di non normale, deviante o criminale. Inoltre, un secondo concetto
- 10:24Speaker 2: di questa teoria è la nozione di giustizia riparativa, cioè
- 10:28Speaker 2: una sorta di ammenda per le proprie azioni sbagliate con
- 10:31Speaker 2: coloro che si è colpiti col proprio comportamento. Così la
- 10:35Speaker 2: vergogna reintegrativa dimostrerebbe che un comportamento è sbagliato senza che
- 10:41Speaker 2: chi è accusato di quel comportamento venga danneggiato. Laddove la
- 10:45Speaker 2: società incoraggi il soggetto a rimediare a ciò che ha fatto,
- 10:49Speaker 2: a mostrare il rimorso per la scelta del proprio comportamento
- 10:53Speaker 2: e a imparare dall'errore per poi accettarlo di nuovo al
- 10:56Speaker 2: suo interno, contrasterebbe la devianza. Secondo Ross Matsueda e Karen Eimer,
- 11:04Speaker 2: che postularono la teoria del controllo sociale differenziale nel 1992,
- 11:10Speaker 2: l'attenzione dovrebbe essere spostata verso la prospettiva interazionista simbolica. Con
- 11:16Speaker 2: questo approccio alla delinquenza, gli autori spiegherebbero l'autocontrollo e il
- 11:21Speaker 2: controllo sociale che a sua volta spiegherebbe tutte le dimensioni
- 11:25Speaker 2: del fenomeno, fra cui l'etichettatura, la devianza secondaria, la devianza primaria.
- 11:31Speaker 2: Il concetto è l'assunzione di ruolo. Si tratta del fatto
- 11:35Speaker 2: che gli esseri umani riflettono sul proprio comportamento e e
- 11:38Speaker 2: tramite l'empatia possono mettersi nei panni dell'altro. Così hanno la
- 11:43Speaker 2: capacità e la possibilità di comprendere le conseguenze delle proprie
- 11:47Speaker 2: azioni dal punto di vista dell'altro, trovando azioni alternative più
- 11:51Speaker 2: accettabili per sé e per gli altri. Heimer e Mazzueda
- 11:55Speaker 2: parlavano di controllo sociale differenziale per riferirsi al fatto che
- 12:00Speaker 2: il controllo sociale attraverso l'assunzione di ruolo può assumere una
- 12:04Speaker 2: direzione convenzionale o una direzione criminale. In questo passaggio gioca
- 12:10Speaker 2: un ruolo chiave la società. Le azioni accettabili da parte
- 12:14Speaker 2: dei pari potrebbero non essere necessariamente convenzionali o non devianti.
- 12:20Speaker 2: È il caso delle comunità criminali in cui i comportamenti
- 12:23Speaker 2: illeciti si considerano normali e anzi, chi li commette si rispetta.
- 12:31Speaker 2: Una delle critiche più importanti alla teoria dell'etichettamento è sta
- 12:35Speaker 2: nella facilità con cui ipotizza che si passi dalla devianza
- 12:39Speaker 2: primaria a quella secondaria. La devianza secondaria implica una lunga
- 12:44Speaker 2: catena causale di eventi, tra cui etichette negative, opportunità oggettive
- 12:49Speaker 2: e percepite, immagini di sé devianti e scelta del soggetto.
- 12:54Speaker 2: Invece la teoria postula che alcuni gruppi potrebbero essere più
- 12:58Speaker 2: vulnerabili di altri a questi eventi. Quindi la critica sta
- 13:02Speaker 2: nell'essersi concentrati troppo e in maniera esclusiva sulla devianza futura,
- 13:07Speaker 2: senza esaminare a fondo il processo che vi ha condotto
- 13:10Speaker 2: e le caratteristiche di chi vi ha implicato. Un'altra critica
- 13:16Speaker 2: alla teoria è che questa non considererebbe abbastanza il ruolo
- 13:20Speaker 2: positivo delle etichette, nel senso che la relazione tra chi
- 13:23Speaker 2: stabilisce le norme e chi non le rispetta venendo etichettato
- 13:27Speaker 2: come criminale sarebbe la causa della devianza. Si parla quindi
- 13:32Speaker 2: di relazione malata della devianza, ma esiste anche una relazione sana.
- 13:37Speaker 2: Per capire questo concetto si deve considerare la devianza non
- 13:40Speaker 2: come male o crimine, ma come lo scostarsi o l'adeguarsi
- 13:45Speaker 2: alle regole. Laddove da un lato c'è chi stabilisce le
- 13:48Speaker 2: regole e dall'altro chi le rispetta, esiste un etichettamento, ma
- 13:53Speaker 2: in questo caso è sano perché è positivo e chi
- 13:56Speaker 2: si etichetta come brava persona non subisce uno stigma. Gli
- 14:02Speaker 2: autori che cercarono di spiegare la devianza si sono rifatti
- 14:05Speaker 2: a diversi approcci. Cesare Lombroso riteneva la devianza innata in
- 14:10Speaker 2: alcuni soggetti, ad esempio. Albert Bandura parlava di disimpegno morale.
- 14:15Speaker 2: Secondo la Label in Theory, invece, la devianza sarebbe non
- 14:19Speaker 2: tanto un comportamento innato o appreso che la società punisce,
- 14:23Speaker 2: ma una reazione alla punizione per essere diverso. Tra chi
- 14:28Speaker 2: si conforma alle norme e chi deve, in fondo, non
- 14:30Speaker 2: ci sarebbe una sostanziale diversità, nel senso che ciascuno avrebbe
- 14:34Speaker 2: gli stessi bisogni che la società sarebbe o non sarebbe
- 14:38Speaker 2: in grado di soddisfare. Nel secondo caso, complici le etichette,
- 14:43Speaker 2: si diventerebbe un deviante. Intanto dobbiamo comprendere che il comportamento
- 14:48Speaker 2: deviante non è necessariamente un reato, ma consiste nel distaccarsi
- 14:53Speaker 2: dalle norme morali prima ancora che giuridiche imposte dalla società.
- 14:58Speaker 2: se nella società l'uso di droga è bollato come comportamento
- 15:01Speaker 2: deviante un ragazzino che dovesse fare uso di droghe leggere
- 15:05Speaker 2: verrebbe considerato negativamente la devianza primaria ma non sarebbe ancora
- 15:10Speaker 2: sanzionato o punito verrebbe però etichettato e molto probabilmente marginato
- 15:17Speaker 2: alla fine egli si identificherà con quell'etichetta percependosi un drogato
- 15:22Speaker 2: perché tutti lo trattano come tale è proprio qui che
- 15:25Speaker 2: si instaurerebbe la devianza secondaria L'etichettamento quindi, secondo questa teoria
- 15:31Speaker 2: che è stata molto importante, causa una discriminazione verso i
- 15:35Speaker 2: membri più fragili della società che finiscono per conformarsi a
- 15:40Speaker 2: ciò che la società si attende da loro. Grazie.