Latest / Cinema Selvaggio / Ep.16 | Clèo dalle 5 alle 7 - Agnes Varda | Il cuore selvaggio della Nouvelle Vague
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- 0:01È uscito in questi giorni il film nouvelle vague di Richard
- 0:05Linklater, un regista statunitense che ha raccontato,
- 0:08a mio avviso in maniera estremamente coinvolgente e
- 0:11affascinante, le riprese del film a but the Souffl fino
- 0:15all'ultimo respiro, il primo film di godar che l'ha
- 0:18consacrato al rivoluzionario del cinema che conosciamo oggi.
- 0:22Non mi è piaciuto solo perché è un film sui dietro le quinte
- 0:25Sava Sandir, ma anche perché mette in scena quello che doveva
- 0:28essere il fermento vivace e irriverente di quel periodo.
- 0:34Contemporaneamente alla Cineteca di Bologna, precisamente alla
- 0:37galleria del modernissimo, c'è una retrospettiva su ogni
- 0:40svardà, regista anch'essa della nouvelle vague ma meno celebre,
- 0:44nonostante la portata delle sue opere e l'altrettanto grande
- 0:48sconvolgimento che ha portato alla storia del cinema.
- 0:51Per un nord di cronaca c'è anche una mostra in dialogo con questa
- 0:54a Roma, che però io non ho ancora avuto il piacere di
- 0:57vedere. Comunque nella puntata di oggi
- 1:00entriamo nel mondo di cleo dalle 06:55 e nella vita di una donna
- 1:04che a mio avviso è davvero coraggiosa ed ispirazione.
- 1:08Mettetevi comodi, o meglio, iniziamo a camminare al fianco
- 1:12di ché nella Parigi degli anni 60.
- 1:19Questo è cinema selvaggio e io sono Ludovica mantovan.
- 1:32Consiglia alle ragazze a proposito del matrimonio numero
- 1:351, anche se è brutto come il peccato.
- 1:38Lusingalo numero 2, quando torna a casa tardi non chiedergli dove
- 1:43è stato numero 3 fagli da madre. Numero 4 dagli tutto ciò che
- 1:50chiede. Questo ritaglio di giornale
- 1:54viene messo da Agnes Varda in un album pieno di foto e immagini
- 1:57che la regista regala a Natale a Jacques Demis, suo marito.
- 2:01È il 1962 e credo aiuti bene a capire sia il modo in cui vardà
- 2:06si prende gioco del contesto in cui vive, sia il mondo in cui
- 2:09lei cresce e diventa cineasta. Innamoratissima di Jacques,
- 2:13Demis passava il tempo libero con gli amici Gianluca Tar, Anna
- 2:16Karina, ma anche Federico Fellini, Jane Birkin, Andy
- 2:19Warhol e la sua vita si è srotolata nel mondo, da Cuba
- 2:22alla Cina, con una vorace curiosità e un'indomita
- 2:25freschezza. Prima di entrare nel film di
- 2:28oggi, cliò dalle 06:55, vorrei parlare di due cose che
- 2:32personalmente mi hanno molto colpito della sua vita.
- 2:37Agnes nasce nel 1928 in Belgio da padre greco e madre francese.
- 2:42Quando scoppia la guerra la famiglia deve scappare, lasciano
- 2:46tutto e si rifugiano nel sud della Francia a 7, finché non
- 2:50decidono di spostarsi a Parigi per far studiare le figlie.
- 2:54A Parigi Agnes si immerge nell'arte, è una passione che
- 2:57non la lascerà mai, ma tra le aule polverose dell'Università
- 3:00del Louvre si sente soffocare, sente che la vita vera è
- 3:04altrove. E allora a vent'anni vende i
- 3:07suoi libri d'arte, prepara uno zaino e senza dire una parola ai
- 3:11genitori, scappa verso la Corsica.
- 3:15È il 1948, grazie all'infanzia passata a osservare i pescatori
- 3:20di setè. Anjas sa come si riparano le
- 3:23reti, arriva il porto di Ajaccio e trova lavoro come mozzo a
- 3:27bordo di un piccolo peschereccio.
- 3:29Il suo salario è una parte del pescato di ogni giorno.
- 3:33Starà lì tre mesi in cui, tra il sale e la fatica, scopre una
- 3:37forza che non sospettava di avere.
- 3:40Nel suo film del 2008 le plage, Daniel descrive quel periodo con
- 3:43una frase, tre mesi di duro lavoro e di convivenza senza
- 3:47complicazioni, con tre uomini quasi Muti, mi hanno reso forte
- 3:51e senza paura. Quando torno a Parigi non è più
- 3:55la stessa. Il corpo e lo spirito sono stati
- 3:58temprati da questa esperienza e dal mare è pronta a trovare la
- 4:02sua strada, una strada che non assomiglia a quella di nessun
- 4:05altro. Ma se vogliamo capire davvero
- 4:08che tipo di carattere avesse questa donna, c'è un'altro
- 4:11pezzetto di puzzle che riguarda un incontro ravvicinato con un
- 4:14gigante del cinema, Federico Fellini.
- 4:16I due si conoscono e stringono amicizia e per raccontare la
- 4:20tempra della regista prendo in prestito le parole direttamente
- 4:23dalla sua autobiografia, vardà par Agnes.
- 4:27Verso il 1962 eccomi a Roma a un colloquio con un giovane
- 4:32produttore affinché partecipasse al mio progetto.
- 4:34La mélangitte. Il tipo mi parla con sufficienza
- 4:38e arriva a dirmi, ascolto la storia che mi sta raccontando,
- 4:41ma mi lasci farle una domanda, perché una giovane donna come
- 4:44lei si veste in un modo che nasconde il suo corpo?
- 4:48Risposta, e lei che ha già la pancia sporgente perché porta il
- 4:52gilet. Mi alzo per andarmene, entro a
- 4:55Fellini, Agnesina agnesina come va?
- 4:57E mi abbraccia affettuosamente il produttore maestro, non
- 5:01sapevo che la conoscesse. E Fellini certamente ha fatto un
- 5:06film cleau dalle 06:55, meraviglioso, eccetera.
- 5:10Era troppo bello, ho adorato vedere il cambiamento di
- 5:14atteggiamento del giovane produttore.
- 5:20E partendo dall'apprezzamento di Fellini, percéo, entriamo
- 5:24finalmente nel film. Brevissimo riassunto del film,
- 5:28Cleo è una cantante parigina di grande successo.
- 5:31La conosciamo durante una visita a una chiromante e capiamo
- 5:34subito che chéo sta aspettando un esito medico per un sospetto
- 5:37cancro per l'ora e mezza successiva.
- 5:40La seguiamo passo dopo passo, in tempo reale, tra Le 5 e
- 5:43l'incontro col medico. Ma c'è un dettaglio che scavalca
- 5:47la logica, se il film dura 90 minuti, perché il titolo
- 5:50promette due ore? In Francia dalle 06:55 è
- 5:54un'istituzione, è l'ora degli amanti, il tempo degli
- 5:57appuntamenti Galanti e del desiderio.
- 5:59Ma la regista ribalta questa cosa, chéò vaga da sola,
- 6:03smarrita tra la folla, aspettando un appuntamento che
- 6:06può cancellare il suo futuro in un istante.
- 6:09Il nome della protagonista poi cita cleò de Meerhoud, la
- 6:13ballerina che incantò la belle époque con una bellezza
- 6:17leggendaria. Ed è proprio qui che batte il
- 6:20cuore del film, nel contrasto violento tra la bellezza che
- 6:23splende e l'ombra della morte che è invisibile, ha già
- 6:26iniziato a ballare insieme a lei.
- 6:29Per dare un volto all'angoscia di Cleo, Agnes varda si ispira
- 6:32Hans Baldung grien, un allievo di Durer che dipingeva donne nel
- 6:36pieno della giovinezza, improvvisamente afferrate per.
- 6:40Li ho trascinati via da scheletri chignanti che
- 6:43rappresentano appunto la morte. Si dice che varda potasse con sé
- 6:47una riproduzione di quei dipinti, anche durante le
- 6:50riprese. Perché al centro del film c'è
- 6:52proprio il rapporto tra la morte e la bellezza.
- 6:56Mentre per quel che riguarda la struttura del film, Agnes cita
- 6:59come sua guida Jacques il fatalista di Diderot.
- 7:03È un vagabondare fatto di incontri casuali, dialoghi
- 7:06rubati e di finestre aperte sulle vite degli altri.
- 7:09Come indiderò, anche in cleò il destino è un intreccio di
- 7:13coincidenze e la verità si trova solo camminando per strada.
- 7:17Ma questo film nasce principalmente dai limiti.
- 7:21Agnes aveva in mente di realizzare un film che però
- 7:24viene bocciato dal produttore perché troppo costoso.
- 7:28Il produttore le dice di pensare a un'opera con un budget
- 7:31inferiore ai 50 milioni di franchi dell'epoca e invece di
- 7:35disperarsi pensa, se il film si svolge in un tempo brevissimo,
- 7:39abbatte i costi. Ad esempio la protagonista così
- 7:42potrà indossare due o tre vestiti e non 40.
- 7:45Poi riflette sul fatto che Parigi sarebbe una buona
- 7:48location, le maestranze vivano già lì, niente viaggi, niente
- 7:52hotel. Niente diario.
- 7:54E allora si chiede, ma se devo girare un film su Parigi, che
- 7:58cosa rappresenta per me Parigi, non essendo parigina, la città
- 8:03rappresenta per lei la paura della solitudine, della
- 8:06moltitudine delle persone? In qualche modo il sentimento
- 8:10prevalente rispetto a Parigi è per lei la paura.
- 8:13In quel periodo storico poi, era molto diffuso il terrore per il
- 8:16cancro e voilà, abbiamo le coordinate del film.
- 8:20Parigi la paura di morire. Un'attrice e due ore nella sua
- 8:24vita mentre esplora la città in preda ai tormenti e all'ansia.
- 8:30È un film che riflette molto sul ruolo femminile e la
- 8:33protagonista stessa passa dall'essere l'oggetto dello
- 8:36sguardo all'essere lei proprietaria del suo sguardo sul
- 8:39mondo. La regista si chiede, come è
- 8:42possibile passare dall'io al noi?
- 8:46In un'intervista dirà il giorno in cui la donna inizia a
- 8:49guardare da sé stessa all'esterno, agli eventi, al
- 8:53paesaggio, quando non si organizza pensando allo sguardo
- 8:56degli altri su di lei, allora diventa libera.
- 9:00Comunque Agnes avrebbe voluto iniziare le riprese a Marzo,
- 9:03voleva filmare Parigi, che si risveglia catturando il
- 9:06passaggio tra l'inverno e la primavera, quando i giardini
- 9:10diventano rigogliosi e diventano quasi quadri impressionisti.
- 9:14Ma, come abbiamo anche imparato a scoprire durante questo
- 9:16podcast, i finanziamenti non arrivano in tempo, non
- 9:19permettendo l'inizio delle riprese come la regista aveva
- 9:22ipotizzato. Racconta di aver pianto per due
- 9:27giorni quando ha capito di aver perso l'appuntamento con la
- 9:29primavera. Però tutto sommato la cosa va
- 9:32anche bene, perché le riprese slittano al 21 di giugno, il
- 9:35primo giorno d'estate ed è anche il giorno più lungo dell'anno,
- 9:39quindi più ore di luce significa anche più tempo per girare.
- 9:44Ed è proprio sotto questa luce che cleo smette di nascondersi e
- 9:47tra il verde rigoglioso dei parchi parigini incontra
- 9:51Antoine, un soldato in licenza che l'indomani tornerà al fronte
- 9:55in Algeria, ed entrambi camminano sul filo del rasoio,
- 9:59lei col sospetto del cancro, lui con la certezza della trincea.
- 10:04È lì che chéò smette di scappare.
- 10:07La regista dice, il mondo è difficile e le cose vanno a
- 10:10pezzi molto spesso, ma creare cose, rendere le persone
- 10:13testimoni di legami, non fa male a nessuno.
- 10:17Nei giorni scorsi più volte mi è capitato di chiedere a delle
- 10:20persone se conoscevano la regista, più di una persona mi
- 10:23ha detto, Ah sì, quella che faceva i film in bianco e nero.
- 10:27Ecco, mi appoggio a questo punto perché mi sono chiesta, ma
- 10:30perché faceva i film in bianco e nero?
- 10:32Cosa che comunque a un certo punto della sua carriera ha
- 10:35evitato di fare. Beh, intanto c'è una ragione
- 10:37pratica, perché ovviamente siamo nel 1961, 62 e la pellicola a
- 10:42colori costa e il budget della regista è ridotto all'osso.
- 10:47Ma ancora. Una volta Agnes fa diventare un
- 10:49limite un'occasione. Prima che qualcuno salti su devo
- 10:52fare una precisazione, i primi minuti sono a colori.
- 10:55Infatti il film si apre su un tavolo ripreso dall'alto, in cui
- 10:59le mani di una sapiente chiromante ci srotolano la Trama
- 11:02del film in poco più di due minuti.
- 11:04Però è un linguaggio oracolare che non sappiamo se è vero o no
- 11:08e se dobbiamo crederci o meno. I tarocchi sono qualcosa di
- 11:12sognante. Poi però, nella sequenza
- 11:15successiva il colore svanisce ed entriamo nel bianco e nero e nel
- 11:18mondo reale, se vogliamo chiamarlo così.
- 11:21Agnes USA questo stacco per confondere i piani e rompere la
- 11:25nostra percezione del tempo, quel tempo che scorre frenetico
- 11:29quando siamo felici e diventa una palude densa e lentissima
- 11:33quando invece aspettiamo un verdetto.
- 11:35Penso che sia capitato a tutti di aspettare i risultati di
- 11:38un'analisi o un responso e forse possiamo tutti ritrovarci in
- 11:43quello smarrimento, in quell'angoscia.
- 11:46Comunque in questo bianco e nero la varda fa una scelta
- 11:49inaspettata. Aveva letto infatti che in
- 11:51Oriente il colore del lutto è il bianco e rifacendosi a questa
- 11:55idea trasforma la casa di Chéo in un incubo.
- 11:58Lattiginoso, usando riflettori e lenzuola per esasperare la luce
- 12:02delle vetrate, creano uno spazio vasto che sembra voler divorare
- 12:06la protagonista. L'unico elemento che resiste, il
- 12:09nero, è il suo letto. E mentre siamo nella sua stanza
- 12:13che céò decide finalmente di liberarsi delle aspettative
- 12:17degli altri, esce e se ne va per una volta da sola, e noi con
- 12:21lei. Comunque c'è una cosa che spiega
- 12:24bene perché questo film sia così libero.
- 12:27Il produttore, quello che aveva già scommesso su godar, decide
- 12:30di dare i soldi ad Agnes e poi si fa da parte, le dà carta
- 12:33bianca e non le chiede nulla fino alla fine, almeno così lei
- 12:37racconta. Quando lei gli consegna il film
- 12:39finito, lui dice, Temevo che fosse noioso, invece non lo è.
- 12:44Anche la regista credeva potesse essere noioso, ed è per questo
- 12:48che a tre quarti del film inserisce un cortometraggio
- 12:51così. The botto.
- 12:53E un film muto. I protagonisti sono Anna, Karina
- 12:57e Jean look dar. All'epoca godar era già un mito
- 13:00intoccabile, con gli occhiali neri, la sigaretta sempre in
- 13:03bocca. Però lei lo convince a toglierli
- 13:06e lo trasforma in un personaggio da film.
- 13:08Muto ci mostra i suoi occhi che sono davvero profondi.
- 13:13Anche in questo cortometraggio la regista sfrutta il bianco e
- 13:16nero, infatti il corto è basato sulla trasformazione del mondo
- 13:20dal bianco e nero proprio quando godart si toglie gli occhiali.
- 13:24Il film diventa subito un manifesto della nouvelle vague e
- 13:27viene presentato in concorso a Cannes.
- 13:30Ci aveva promesso un film sulla morte e ci ha invece regalato
- 13:33una lezione su come si sta al mondo.
- 13:35È forse la stessa lezione che ha imparato lei a vent'anni,
- 13:38tirando su le reti da pesca in Corsica?
- 13:41La libertà è smettere di guardarsi allo specchio per
- 13:44guardare cosa succede fuori dalla finestra.
- 13:47Il Referto medico arriverà, la guerra continuerà il sole prima
- 13:51o poi tramonterà, ma. In questi 90 minuti cleo smette
- 13:55di essere un oggetto e diventa un soggetto.
- 13:59Finché siamo capaci di curiosità, finché riusciamo a
- 14:02sorridere a uno sconosciuto in un parco, non siamo mai davvero
- 14:05soli, nemmeno sotto la luce più accecante.
- 14:10Siamo arrivati alla fine di questa puntata e se ti è
- 14:13piaciuta condividila con qualcuno a cui potrebbe piacere.
- 14:16Noi ci risentiamo qui tra due settimane.
- 14:19Ciao. Hai ascoltato cinema selvaggio,
- 14:28se ti è piaciuto condividilo? Testi, voce e sonorizzazione di
- 14:34Ludovica mantovan, sigla di Alessandro Betti.
- 14:38Iscriviti al Podcast per non perderti le prossime puntate.
- 14:41Dietro ogni film c'è un'altro film.