
“Linguaggio libero” vietando le parole: le magie anti-woke di Trump, basta crederci.
Una lista di parole “sensibili”: quelle che la nuova amministrazione americana raccomanda di “attenzionare” nei vari documenti pubblici. Pubblicate dal New York Times. Tradotto: parole da non usare. Parole offensive e discriminatorie? No, parole come inclusione, pregiudizio o disabilità. Trump è lo stesso che rivendica di aver “liberato il linguaggio” dal dominio woke. Un controsenso logico, ma con non troppi avversari. Ospiti: Davide Piacenza, giornalista e scrittore; Federico Faloppa, linguista, Università di Reading (UK); Cinzia Sciuto, giornalista, direttrice di MicroMega. Condotta da…
The skinny
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