Latest / Senza Registro / SENZA REGISTRO E6 S1 - L'organizzazione empatica
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- 0:03Speaker 2: Una scuola come quella di Marzia Polo non nasce in
- 0:06Speaker 2: una notte. Quando diventò dirigente, il primo settembre 2001, questo lei
- 0:10Speaker 2: lo sapeva. Non c'era ancora stato l'attacco alle Tori Gemelle,
- 0:14Speaker 2: ma nemmeno il passaggio all'euro. Non erano ancora nati Facebook, Whatsapp, Youtube,
- 0:19Speaker 2: Skype o il primo iPhone. Per ogni telefonata si spendevano
- 0:22Speaker 2: dei soldi e così per ascoltare musica o per guardare film.
- 0:26Speaker 2: Un altro mondo. Arrivò in quell'istituto comprensivo preceduta da una reputazione.
- 0:33Speaker 2: Reputazione che si era costruita dialogando con i colleghi che
- 0:36Speaker 2: avevano studiato con lei per il concorso. Tutti la consideravano
- 0:40Speaker 2: una visionaria e molti non nel senso buono del termine.
- 0:44Speaker 2: Si era formata sulle pubblicazioni di Sir Giovanni che parlano
- 0:47Speaker 2: di scuola come comunità che apprende, di scuola che si
- 0:50Speaker 2: prende cura di insegnanti e studenti. E queste cose le
- 0:54Speaker 2: voleva anche applicare. Per me queste idee sono realizzabili anche
- 0:58Speaker 2: in Italia, in Veneto, continuava a ripetere. Gli altri futuri
- 1:01Speaker 2: dirigenti la guardavano come si guarda un extraterrestre e annuivano
- 1:06Speaker 2: tanto per farla tacere. Pensava ad una scuola accogliente, forse
- 1:10Speaker 2: anche perché la scuola, ai tempi del liceo, non si
- 1:13Speaker 2: era proprio presa cura di lei e l'aveva costretta a
- 1:16Speaker 2: crescere troppo velocemente. Voleva che i suoi studenti, nella scuola
- 1:22Speaker 2: da lei diretta, potessero vivere esperienze migliori e stare bene.
- 1:28Speaker 2: Bentornati a Senza Registro, il podcast pensato da Paolo Scorzoni
- 1:34Speaker 2: che racconta le giornate normali di un gruppo di insegnanti
- 1:37Speaker 2: normali che vivono in un contesto, quello italiano, che tanto
- 1:41Speaker 2: normale non è e forse non lo sarà mai. Sesta
- 1:45Speaker 2: e ultima puntata della prima serie. L'organizzazione empatica. Lei al liceo,
- 1:54Speaker 2: dalle schifose avance del suo prof di filosofia, si era
- 1:56Speaker 2: dovuta difendere da sola. Gli altri insegnanti e la dirigente
- 2:00Speaker 2: di allora non avevano mosso un dito e anche i
- 2:02Speaker 2: suoi genitori si erano dimostrati impreparati, si erano limitati a
- 2:07Speaker 2: minimizzare e a dire che cose così si erano sempre
- 2:10Speaker 2: verificate e che lei avrebbe potuto indossare abiti più castigati.
- 2:15Speaker 2: Solo il suo compagno di classe Mario, Mario Bertaccin proprio lui,
- 2:19Speaker 2: aveva capito e si era comportato da vero amico. Così
- 2:23Speaker 2: una volta divenuta dirigente Marzia Polo si era posta a
- 2:27Speaker 2: un solo obiettivo creare una scuola che si prendesse cura.
- 2:31Speaker 2: Per prima cosa doveva essere accogliente per gli studenti, poi
- 2:35Speaker 2: per gli insegnanti e il personale, e non ultimo per lei,
- 2:38Speaker 2: che la dirigeva. Sapeva che studenti sereni e personale efficiente
- 2:42Speaker 2: avrebbero inciso sulla motivazione degli insegnanti, ma anche che insegnanti
- 2:47Speaker 2: motivati avrebbero inciso sulla motivazione degli studenti e sulla motivazione
- 2:52Speaker 2: del personale. Il dirigente, era solito dire, è come il
- 2:56Speaker 2: sistema operativo in un computer, Meglio funziona, meno si vede.
- 3:00Speaker 2: Deve far funzionare al meglio tutto il resto. Marzia Polo,
- 3:04Speaker 2: pur essendo diventata dirigente molto giovane, era riuscita ad arginare
- 3:08Speaker 2: l'impulsività tipica dell'età, adottando un metodo che aveva fatto della condivisione,
- 3:13Speaker 2: della gradualità e della persistenza ai suoi caposaldi. Aveva capito
- 3:17Speaker 2: fin da subito che per introdurre innovazioni durature ci sarebbero
- 3:21Speaker 2: voluti molto tempo e moltissima pazienza. Sapeva anche che le
- 3:26Speaker 2: novità le avrebbe dovute prima immaginare da sola, poi con
- 3:30Speaker 2: un piccolo gruppo di sperimentatori e poi avrebbe dovuto imparare
- 3:34Speaker 2: a raccontarle per farle intravedere agli indecisi. Spesso siamo contro
- 3:40Speaker 2: il cambiamento perché abbiamo paura dell'ignoto, non del nuovo. Quando
- 3:45Speaker 2: Mario Bertaccin nel 2005 arrivò, la sua scuola aveva già fama
- 3:49Speaker 2: di essere organizzata ed efficiente. L'altra voce che circolava su
- 3:53Speaker 2: di lei sulla sua amica Marzia, era che nel suo
- 3:56Speaker 2: istituto comprensivo in ogni caso si stava bene anche se
- 3:59Speaker 2: si lavorava un po' di più. C'erano molte riunioni sì,
- 4:02Speaker 2: ma non venivano mai indette riunioni inutili. E poi gli
- 4:06Speaker 2: insegnanti guadagnavano di più. Marzia Polo infatti aveva sempre pensato
- 4:10Speaker 2: che la prima innovazione da introdurre era legata al riconoscimento economico.
- 4:16Speaker 2: Ma come era stato possibile questo miracolo? Beh, questa giovane
- 4:19Speaker 2: dirigente inesperta agli occhi dei più superficiali aveva fatto nascere
- 4:24Speaker 2: una associazione di genitori che si occupava di fornire a
- 4:27Speaker 2: tutto il personale, non solo agli insegnanti, buoni pasto ogni
- 4:31Speaker 2: volta che si fermavano per unioni pomeridiane e buoni carburante
- 4:35Speaker 2: proporzionati ai chilometri da cui distava la residenza di ognuno
- 4:38Speaker 2: dalla sede di servizio. I coordinatori di classe, di settore,
- 4:43Speaker 2: di dipartimento, di sede, e i suoi collaboratori ricevevano ogni
- 4:47Speaker 2: mese un corrispettivo in buoni spesa pari alla cifra pattuita
- 4:51Speaker 2: ad inizio anno per ricoprire quel ruolo. Tutto era trasparente
- 4:55Speaker 2: e condiviso anche a livello sindacale. Ogni anno, in collaborazione
- 4:59Speaker 2: con Giovanni Andreoli di DSGA, veniva redatto un bilancio preventivo
- 5:03Speaker 2: e poi lei si preoccupava di ricercare i fondi necessari
- 5:07Speaker 2: da far gestire alla associazione di genitori che li doveva distribuire.
- 5:11Speaker 2: Contemporaneamente alla soluzione del problema economico, procedette alla soluzione di quell'organizzativo.
- 5:18Speaker 2: La sua era una scuola troppo grande, non poteva essere
- 5:21Speaker 2: gestita in modo centralizzato. In quel modo avrebbe aumentato l'inefficienza
- 5:26Speaker 2: e ridotto la responsabilità individuale di ogni tassello del suo mosaico.
- 5:31Speaker 2: Come fare per tenere alta la motivazione individuale e per
- 5:34Speaker 2: valorizzare ogni singola risorsa? Per affrontare questa situazione aveva attinto
- 5:39Speaker 2: alla sua esperienza di insegnante. Lei aveva lavorato in una
- 5:42Speaker 2: sede piccola, fatta di tre corsi completi. Tutti lavoravano e
- 5:46Speaker 2: si sentivano responsabili del buon funzionamento di ogni cosa. Insegnanti
- 5:51Speaker 2: e collaboratori lavoravano fianco a fianco. Beh, nella sua nuova
- 5:55Speaker 2: scuola introdusse i settori. Gruppi di nove classi, tre corsi cioè,
- 6:00Speaker 2: gestiti da un coordinatore che lavorava a stretto contatto con
- 6:03Speaker 2: i coordinatori di classe da un lato e con la
- 6:06Speaker 2: dirigente dall'altro. Ogni settore aveva i suoi collaboratori scolastici che gestivano,
- 6:11Speaker 2: oltre alle solite cose, anche i rapporti di primo livello
- 6:15Speaker 2: con studenti e famiglie. Perché potessero farlo al meglio, ogni
- 6:19Speaker 2: anno a settembre si organizzava per loro un corso di
- 6:22Speaker 2: nove ore con una psicologa che li aiutava a gestire
- 6:25Speaker 2: l'insorgere di situazioni problematiche. Carlo Ghirotti e Monica Stefani erano
- 6:31Speaker 2: stati i collaboratori che Marzia Polo aveva assegnato a Mario
- 6:34Speaker 2: Bertaccini all'inizio, cioè alla nascita del corso M. Mario Bertaccin
- 6:40Speaker 2: lo aveva sempre detto, senza Monica e Carlo il progetto
- 6:43Speaker 2: non sarebbe nemmeno partito. Siamo ormai a giugno. Le scuole
- 6:50Speaker 2: stanno per finire. Marzia Polo sta organizzando la festa di
- 6:52Speaker 2: pensionamento per Elisa De Grandis, prevista dopo il tradizionale collegio
- 6:57Speaker 2: di fine giugno. Elisa De Grandis conosce Marzia Polo e
- 7:00Speaker 2: Mario Bertaccin dai tempi del liceo. Anche lei aveva fatto
- 7:04Speaker 2: parte della Quinta E, con una storia un po' diversa però.
- 7:07Speaker 2: Era sempre stata la migliore della classe. No, non una secchiona,
- 7:11Speaker 2: era solito dire il nostro Mario, ma la migliore nel
- 7:15Speaker 2: vero senso della parola. E dopo la laurea in lettere antiche,
- 7:19Speaker 2: invece di andare a lavorare al liceo classico, come tutti pensavano,
- 7:23Speaker 2: aveva scelto di insegnare alle medie. Per tutti i cinque
- 7:26Speaker 2: anni del liceo, quando erano ragazzi, era stata l'avversaria di
- 7:30Speaker 2: Bertaccini durante tutte le assemblee d'istituto. Da quelle roventi del 77,
- 7:34Speaker 2: quando erano ancora in prima, a quelle molto più soft
- 7:38Speaker 2: dei primi anni 80 e poi, per tanti anni, la sua
- 7:43Speaker 2: rivale durante il collegio dei docenti, soprattutto quelli in cui
- 7:46Speaker 2: venivano proposte delle innovazioni. Lei aveva scelto di indossare il
- 7:51Speaker 2: cappello nero. Con questo cappello in testa, secondo De Bono,
- 7:55Speaker 2: le persone possono essere critiche ed esprimere gli aspetti negativi
- 7:59Speaker 2: delle situazioni e lo aveva fatto con grandissimo rispetto e
- 8:02Speaker 2: senso di responsabilità. Prima e dopo il collegio, Lei, Marzia
- 8:07Speaker 2: e Mario erano amici, ma durante quell'assemblea non si risparmiavano
- 8:11Speaker 2: colpi a base di argomentazioni e contro- argomentazioni. Elisa non voleva
- 8:17Speaker 2: che la scuola diventasse un progettificio e che si rinunciasse
- 8:20Speaker 2: a dare l'importanza che ancora si meritano alle conoscenze. E
- 8:25Speaker 2: per questo lottava, non sapendo che in realtà anche i
- 8:28Speaker 2: suoi amici Marzia e Mario su questo punto erano d'accordo
- 8:31Speaker 2: con lei. Ma all'ultimo collegio della sua carriera, Lo ha
- 8:36Speaker 2: già anticipato a Marzia Polo, vuole che le si lasci
- 8:38Speaker 2: uno spazio finale. Le dice per ringraziare. Marzia Polo teme
- 8:42Speaker 2: invece che voglia togliersi gli ultimi sassolini dalla scarpa e
- 8:46Speaker 2: che rovini il clima di festa che le stanno preparando
- 8:49Speaker 2: da mesi. Siamo nell'aula magna dell'istituto, la riunione di fine
- 8:53Speaker 2: anno sta volgendo al termine. Arriva il momento in cui
- 8:57Speaker 2: Marzia Polo, come previsto, deve dare la parola ad Elisa
- 9:00Speaker 2: De Grandis. Mario Bertaccin è, in questo frangente, il segretario
- 9:04Speaker 2: verbalizzatore dell'Assemblea. Sembra un segno del destino. I tre vecchi
- 9:10Speaker 2: compagni di scuola sono lì, dietro al tavolo dei relatori.
- 9:14Speaker 2: Marzia e Mario seduti, Elisa in piedi, pronta a prendere
- 9:17Speaker 2: la parola. Cara dirigente, cari colleghi, cari collaboratori che stanno
- 9:22Speaker 2: entrando per prendere parte ai festeggiamenti. Non vado in pensione
- 9:26Speaker 2: perché sono stanca di un lavoro che ho amato e
- 9:29Speaker 2: amo ancora. E nemmeno perché sono stanca degli studenti per
- 9:33Speaker 2: i quali, nonostante il cambiare dei tempi, ho sempre nutrito
- 9:36Speaker 2: un profondo rispetto. Ho deciso di andare in pensione con
- 9:41Speaker 2: qualche anno di anticipo, un po' perché la legge me
- 9:44Speaker 2: lo permette, un po' perché voglio fare la nonna a
- 9:46Speaker 2: tempo pieno in una fase della mia vita in cui
- 9:49Speaker 2: non sono ancora rincoglionita, scusate il francesismo. Però prima di
- 9:54Speaker 2: andarmene vorrei dire due parole che non ho mai detto
- 9:57Speaker 2: a questa dirigente. Marzia Polo comincia a guardare Mario Bertaccin
- 10:01Speaker 2: con aria preoccupata. Io, ad un certo punto della mia carriera,
- 10:05Speaker 2: me ne sarei potuta andare ad insegnare a 300 metri da casa,
- 10:08Speaker 2: ma non l'ho fatto perché qui, a 20 chilometri di distanza,
- 10:13Speaker 2: ero in un posto nel quale mi sentivo rispettata e considerata.
- 10:17Speaker 2: Il volto di Marzia Polo comincia a rilassarsi. Sapevo e
- 10:20Speaker 2: so che, nonostante le divergenze, ciò che mi univa a
- 10:23Speaker 2: questa dirigente era l'amore per questo lavoro e l'amore per
- 10:26Speaker 2: gli studenti. Sapevo che qui, se avessi fatto delle obiezioni
- 10:30Speaker 2: portando delle motivazioni plausibili, sarei sempre stata ascoltata. Sapevo anche
- 10:35Speaker 2: che lavorare con persone come voi, cari colleghi e cari colleghi,
- 10:39Speaker 2: mi avrebbe sicuramente migliorata. Sapevo che non tutti i cambiamenti
- 10:43Speaker 2: che venivano proposti erano da buttare e so che molti
- 10:47Speaker 2: di quei mutamenti hanno modificato il DNA di tutta la
- 10:51Speaker 2: scuola e non solo del corso M. come quando fu
- 10:53Speaker 2: introdotta quella novità apparentemente di poco conto negli ordini del
- 10:58Speaker 2: giorno dei nostri consigli di classe. I pianziani tra noi
- 11:01Speaker 2: ricorderanno quando arrivarono per la prima volta le convocazioni con
- 11:05Speaker 2: l'elenco degli argomenti da discutere e ad un certo punto
- 11:09Speaker 2: trovammo scritto, subito dopo l'analisi delle criticità, definizione degli aspetti
- 11:15Speaker 2: positivi e dei pregi. Sì, fino ad allora non l'avevamo
- 11:20Speaker 2: mai fatto. Non avevamo mai fatto una cosa che oggi
- 11:23Speaker 2: ci pare normale. Questa analisi doveva essere fatta per ogni studente,
- 11:28Speaker 2: per ogni ragazza, per ogni ragazzo di quella classe. All'inizio
- 11:32Speaker 2: eravamo disorientati, sembrava una cosa meccanica che doveva essere fatta
- 11:37Speaker 2: solo per accontentare quella matta della dirigente. Ma poi questo
- 11:40Speaker 2: modo di fare è diventato un'abitudine, tanto che adesso utilizziamo
- 11:45Speaker 2: moltissimo tempo per parlare dei pregi e dei difetti non
- 11:48Speaker 2: parliamo quasi più. Cara Marzia, Tu hai cambiato questa scuola
- 11:52Speaker 2: in modo graduale e in questo modo hai cambiato anche
- 11:55Speaker 2: noi insegnanti, senza che ce ne accorgessimo. Io, che mi
- 11:59Speaker 2: sono sempre sentita una tradizionalista, se parlo con insegnanti di
- 12:03Speaker 2: altre scuole faccio sempre più spesso, mio malgrado, la figura
- 12:06Speaker 2: della rivoluzionaria. Marzia Polo, ormai con una faccia del tutto rilassata,
- 12:11Speaker 2: si accinge ad ascoltare le conclusioni dell'amica. Io ti ho combattuta,
- 12:15Speaker 2: vi ho combattuti, indicando anche Bertaccini. Sempre alla luce del sole,
- 12:19Speaker 2: sempre all'interno di questa assemblea democratica per la quale nutro
- 12:23Speaker 2: un grandissimo rispetto. Noi parlavamo, discutevamo e poi alla fine
- 12:28Speaker 2: si votava e quel voto, da qualsiasi parte pendesse, per
- 12:31Speaker 2: me diventava la cosa giusta da fare, senza discutere. È
- 12:37Speaker 2: per questo che sono stanca di ascoltare le voci di
- 12:40Speaker 2: corridoio che si stanno cominciando a diffondere in questo periodo.
- 12:43Speaker 2: Marzia Polo, che si era appena rilassata, si gira verso
- 12:46Speaker 2: la De Grandes con un'aria interrogativa. Sì, voci che dicono
- 12:50Speaker 2: che hai fatto il tuo tempo e che è ora
- 12:52Speaker 2: che qualcuno abbia il coraggio di trasferirti al trovo. Tutto
- 12:55Speaker 2: il collegio comincia a rumoreggiare. Beh, sappi, sappiate tutti che
- 13:00Speaker 2: se ci sarà bisogno di lottare al vostro fianco, io
- 13:03Speaker 2: ci sarò. La De Grandes ha finito. Marzia Polo e
- 13:06Speaker 2: Mario Bertaccin applaudono al discorso della collega guardandosi con l'aria
- 13:10Speaker 2: di chi, tra il sorpreso, lo sbicottito e l'allarmato, si
- 13:14Speaker 2: sente crollare il mondo addosso. Avete ascoltato l'ultima puntata della
- 13:20Speaker 2: prima serie di Senza Registro. Questo podcast è il prodotto
- 13:25Speaker 2: della fantasia del suo autore. Riferimenti a fatti concreti e
- 13:29Speaker 2: persone reali sono puramente casuali. La bibliografia la troverete in descrizione.