Latest / Commento al Vangelo di don Nicola / Chi ha paura della morte?
Transcript
- 0:00Speaker 2: C'è qualcosa di profondamente contraddittorio nel nostro modo di vivere.
- 0:04Speaker 2: Siamo continuamente circondati dalla morte. La vediamo ogni giorno nei telegiornali,
- 0:09Speaker 2: nei film, nelle serie televisive, nei videogiochi. Assistiamo a guerre, omicidi, tragedie, incidenti.
- 0:16Speaker 2: La morte è diventata un'immagine che scorre davanti ai nostri
- 0:19Speaker 2: occhi spesso mentre siamo comodamente seduti sul divano. Eppure, quando
- 0:25Speaker 2: la morte entra davvero nella nostra casa, quando porta via
- 0:29Speaker 2: una persona che amiamo, improvvisamente non sappiamo più che cosa dire,
- 0:34Speaker 2: come comportarci, come affrontarla. Abbiamo trovato mille modi per rappresentare
- 0:39Speaker 2: la morte, ma sembriamo aver dimenticato come incontrarla. E c'è
- 0:44Speaker 2: un paradosso ancora più curioso. Da una parte facciamo di
- 0:47Speaker 2: tutto per allontanare la morte vera dalla nostra vita, dall'altra
- 0:52Speaker 2: andiamo a cercare quella finta. Scheletri, tombe, cadaveri, fantasmi, sangue finto.
- 0:59Speaker 2: La morte diventa uno spettacolo, un gioco, un'occasione di divertimento.
- 1:04Speaker 2: Arriviamo persino a pagare, talvolta profumatamente, per partecipare a feste
- 1:09Speaker 2: e eventi a tema. Organizzati anche per i bambini, nei
- 1:14Speaker 2: quali non sempre le immagini e i contenuti sembrano davvero
- 1:18Speaker 2: adatti alla loro età. Pensate alla contraddizione. Facciamo fatica a
- 1:23Speaker 2: portare un bambino al funerale del nonno o davanti alla tomba,
- 1:28Speaker 2: ma non abbiamo problemi ad accompagnarlo in un ambiente pieno
- 1:30Speaker 2: di tombe finte e cadaveri insanguinati. Non sto dicendo che
- 1:35Speaker 2: un bambino travestito da scheletro stia facendo qualcosa di terribile.
- 1:40Speaker 2: Non è questo il problema. E non voglio neppure ripetere
- 1:43Speaker 2: le riflessioni che ho già fatto in passato. Il problema
- 1:47Speaker 2: è molto più profondo. Abbiamo anestetizzato la morte vera è
- 1:52Speaker 2: trasformato quella finta in uno spettacolo. E forse dovremmo cominciare
- 1:56Speaker 2: a prendere sul serio una provocazione. Se non siamo più
- 2:00Speaker 2: capaci di dare un significato alla morte, finiremo per non
- 2:05Speaker 2: essere più capaci di dare un significato neppure alla vita.
- 2:08Speaker 2: È proprio su questo che vorrei riflettere con voi, in
- 2:11Speaker 2: occasione della festa di tutti i santi e della commemorazione
- 2:14Speaker 2: dei fedeli defunti. Abbiamo dato in appalto anche la morte.
- 2:19Speaker 2: C'è un fenomeno che nella mia esperienza di paroco incontro
- 2:22Speaker 2: con una frequenza che mi fa sempre più riflettere. Non
- 2:26Speaker 2: mi riferisco soltanto alle famiglie che scelgono di non celebrare
- 2:29Speaker 2: il funerale in chiesa. È una scelta che può nascere
- 2:32Speaker 2: da convinzioni personali, dalla volontà del defunto o da tante
- 2:37Speaker 2: altre ragioni che meritano rispetto. Mi riferisco a qualcosa di diverso.
- 2:42Speaker 2: Mi capita di incontrare situazioni nelle quali alla morte di
- 2:46Speaker 2: una persona Non viene organizzato alcun momento di commiato, nessuna
- 2:51Speaker 2: celebrazione religiosa, nessuna cerimonia civile, nessun saluto comunitario, nessun manifesto.
- 2:57Speaker 2: Talvolta tutto avviene nel più stretto riservo. Naturalmente questo non
- 3:02Speaker 2: significa che quelle persone non fossero amate o che i
- 3:06Speaker 2: familiari non soffrano per la loro perdita. Sarebbe profondamente ingiusto pensarlo.
- 3:13Speaker 2: Il dolore può essere visto anche nel silenzio e nella riservatezza.
- 3:17Speaker 2: ma è un fenomeno che personalmente mi interroga, perché da
- 3:22Speaker 2: sempre l'umanità ha sentito il bisogno di accompagnare i propri
- 3:25Speaker 2: morti con gesti, parole, preghiere, riti. E non soltanto per
- 3:30Speaker 2: una questione religiosa, ma perché la morte di una persona
- 3:33Speaker 2: non è mai stata considerata un semplice fatto da sbrigare.
- 3:37Speaker 2: Il rito funebre non serve a chiudere una pratica, serve
- 3:41Speaker 2: a riconoscere che una vita ha avuto un valore, che
- 3:44Speaker 2: una relazione si è interrotta e che una comunità si
- 3:47Speaker 2: ferma per prenderne atto. Quando arriviamo a rinunciare persino a
- 3:52Speaker 2: un momento di commiato, non rischiamo di perdere qualcosa di
- 3:55Speaker 2: profondamente umano nel nostro modo di affrontare la morte. Non
- 3:59Speaker 2: voglio imporre un funerale religioso a chi non crede. La
- 4:03Speaker 2: mia preoccupazione è un'altra, che nel tentativo di allontanare il
- 4:06Speaker 2: dolore e la fatica della separazione finiamo per rinunciare anche
- 4:11Speaker 2: a quei gesti che ci aiutano a riconoscere la morte
- 4:14Speaker 2: e ad attraversare il lutto e a dare significato alla
- 4:17Speaker 2: vita di chi ci ha lasciato. C'è poi un'altra trasformazione
- 4:21Speaker 2: che merita attenzione. Un tempo, molto più frequentemente di oggi,
- 4:26Speaker 2: i nostri morti rimanevano nelle case. Il corpo veniva custodito
- 4:31Speaker 2: dai familiari, i vicini passavano per una preghiera, si trascorrevano
- 4:35Speaker 2: alcune ore accanto alla persona defunta in attesa del funerale.
- 4:39Speaker 2: La morte entrava nella vita della famiglia e della comunità.
- 4:43Speaker 2: Oggi tutto questo avviene molto meno frequentemente. Abbiamo bellissime case funerarie,
- 4:50Speaker 2: ambienti curati e dignitosi, dove i nostri cari vengono accolti
- 4:53Speaker 2: e custoditi con grande rispetto e sono certamente un servizio prezioso.
- 4:59Speaker 2: Ma mi domando, se insieme alla fatica materiale di organizzare
- 5:02Speaker 2: e custodire non abbiamo finito per delegare anche qualcosa di
- 5:07Speaker 2: più profondo, la fatica di stare davanti alla morte. Abbiamo
- 5:11Speaker 2: dato in appalto non soltanto l'organizzazione del funerale, ma rischiamo
- 5:16Speaker 2: di dare in appalto anche il nostro incontro con la
- 5:19Speaker 2: morte e il lutto. E vorrei aggiungere con tutto il
- 5:23Speaker 2: rispetto dovuto alle scelte delle famiglie anche una riflessione sulla cremazione.
- 5:29Speaker 2: La Chiesa Cattolica non proibisce la cremazione quando non è
- 5:32Speaker 2: scelta per ragioni contrarie alla fede cristiana, ma dobbiamo riconoscere
- 5:36Speaker 2: che anche sul piano umano La presenza di un corpo
- 5:40Speaker 2: e quella di un'urna suscitano esperienze differenti. Le urne possono
- 5:45Speaker 2: essere bellissime, preziose, cariche di ricordi e di significato. Eppure
- 5:50Speaker 2: mi domando se in alcuni casi anche questo cambiamento non
- 5:53Speaker 2: contribuisca a rendere meno immediato il confronto con la realtà
- 5:58Speaker 2: fisica della morte. Davanti al corpo di una persona cara
- 6:03Speaker 2: siamo posti di fronte a una verità difficile. con la
- 6:08Speaker 2: quale abbiamo parlato, riso, condiviso la vita, non è più viva.
- 6:13Speaker 2: Non possiamo sottrarci alla concretezza della sua morte. L'urna custodisce
- 6:19Speaker 2: le sue ceneri e merita tutto il nostro rispetto, ma
- 6:22Speaker 2: ci pone davanti alla perdita di una forma diversa. Non
- 6:28Speaker 2: voglio giudicare chi sceglie la cremazione, né sostenere che chi
- 6:31Speaker 2: sceglie fugga dalla morte. Sarebbe ingiusto. Voglio soltanto porre una domanda.
- 6:37Speaker 2: Nel tentativo comprensibile di rendere meno doloroso il momento della separazione,
- 6:43Speaker 2: non rischiamo qualche volta di allontanare anche quelle esperienze difficili
- 6:47Speaker 2: che ci aiutano a prendere coscienza della morte? Perché il
- 6:52Speaker 2: dolore della separazione non può essere semplicemente eliminato. Possiamo accompagnarlo, condividerlo, attraversarlo,
- 7:00Speaker 2: ma non possiamo cancellarlo senza rischiare di perdere anche qualcosa
- 7:04Speaker 2: del suo significato umano. C'è una frase che pronunciamo spesso
- 7:08Speaker 2: quando muore qualcuno. Continuerà a vivere nei nostri ricordi. È
- 7:13Speaker 2: una frase bella, che nasce dall'affetto. E certamente custodire il
- 7:17Speaker 2: ricordo di chi abbiamo amato è qualcosa di prezioso, ma
- 7:20Speaker 2: proviamo a ragionarci fino in fondo. Se una persona continua
- 7:24Speaker 2: a vivere soltanto perché qualcuno la ricorda, che cosa accadrà
- 7:28Speaker 2: quando morirà anche l'ultima persona che la ricordava. Pensate ai
- 7:33Speaker 2: nostri bisnonni, ai nostri trisnonni. Quanti di noi conoscono davvero
- 7:38Speaker 2: la loro storia? Quanti ricordano il loro volto, la loro voce,
- 7:42Speaker 2: il loro carattere? Eppure essi sono esistiti. Hanno amato, hanno sofferto,
- 7:49Speaker 2: hanno lavorato, hanno faticato, hanno fatto sacrifici. Possibile che il
- 7:53Speaker 2: significato della loro esistenza dipenda soltanto dalla nostra capacità di ricordarli?
- 7:59Speaker 2: Ecco qui la fede cristiana. Annuncia qualcosa di immensamente più grande.
- 8:04Speaker 2: Gesù non ci ha promesso che continuerà a vivere nella
- 8:08Speaker 2: memoria di qualcuno. Ci ha promesso la vita eterna. Nel
- 8:13Speaker 2: Vangelo di Giovanni dice Io sono la ressurrezione e la vita.
- 8:16Speaker 2: Chi crede in me, anche se muore, vivrà. Notate bene.
- 8:21Speaker 2: Non dice chi crede in lui sarà ricordato per sempre.
- 8:25Speaker 2: Dice che vivrà. La differenza è enorme. Il ricordo è
- 8:29Speaker 2: qualcosa che facciamo noi. La resurrezione è qualcosa che compie Dio.
- 8:35Speaker 2: Noi ricordiamo i nostri morti perché li amiamo, ma la
- 8:39Speaker 2: speranza cristiana non è che continuano a vivere soltanto perché
- 8:42Speaker 2: noi li ricordiamo, è che possano vivere per sempre grazie
- 8:46Speaker 2: all'amore di Dio che è più forte della morte. E
- 8:50Speaker 2: questo cambia completamente il modo di guardare alla nostra esistenza.