Latest / Allora! News Podcast / La domenica di Allora!Australia, terra di conquista o grande illusione?
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- 0:11Speaker 2: Ben ritrovati alla domenica dell'ora, io sono Emanuele Esposito e
- 0:15Speaker 2: oggi voglio affrontare un tema che riguarda migliaia di italiani,
- 0:18Speaker 2: riguarda chi vive già in Australia, chi è arrivato da poco,
- 0:22Speaker 2: chi ha costruito qui una famiglia, un lavoro, una vita.
- 0:26Speaker 2: Ma riguarda soprattutto chi dall'Italia continua a guardare questo paese
- 0:30Speaker 2: come una promessa, una terra lontana, ricca, ordinata, meritocratica, un
- 0:36Speaker 2: luogo dove ricominciare. Ogni anno migliaia di giovani italiani preparano
- 0:41Speaker 2: una valigia, salutano i propri genitori, lasciano amici, affetti e
- 0:44Speaker 2: certezzi attraverso il mondo, inseguendo quello che ancora oggi chiamiamo
- 0:49Speaker 2: il sogno australiano. Arrivano convinti di trovare lavoro, stipendi migliori,
- 0:55Speaker 2: più rispetto, più opportunità, una nuova possibilità di vita. Ma
- 0:59Speaker 2: quanti riescono davvero a restare? Quanti trasformano una vita temporaneo
- 1:04Speaker 2: in una carriera, una residenza permanente, una casa, una stabilità.
- 1:09Speaker 2: Per capire cosa sta realmente accadendo non bastano le impressioni,
- 1:13Speaker 2: non bastano i racconti, sui social bastano soltanto i video,
- 1:17Speaker 2: i grattacieli di Sydney e di Melbourne, sembrano numeri. E
- 1:21Speaker 2: allora partiamo proprio da lì. Eccoci qua, eccoci qua in
- 1:40Speaker 2: questa nuova puntata della domenica di allora, l'abbiamo intitolata Australia,
- 1:47Speaker 2: terra di conquista o grande illusione? Esiste ancora il sogno australiano?
- 1:56Speaker 2: Con queste domande partiamo questa puntata. Abbiamo chiuso la breve
- 2:03Speaker 2: anteprima con i numeri, servono ancora? Cosa sono i numeri?
- 2:10Speaker 2: Partiamo proprio dai numeri che fanno riflette. Secondo i dati
- 2:15Speaker 2: del Dipartimento degli Affari Interni australiani, prendiamo i numeri più
- 2:21Speaker 2: completi dell'anno finanziario 1994-1995, sono stati concessi ai cittadini italiani 12.424
- 2:30Speaker 2: visti per il work holiday visa, poi sono stati concessi 5.637
- 2:34Speaker 2: secondi work holiday visa e poi sono stati concessi 1.905 terzi
- 2:38Speaker 2: work holiday visa, sono numeri importanti, l'Italia ha è stato
- 2:55Speaker 2: il quarto paese al mondo per numero di primi work
- 2:58Speaker 2: with visa concessi, dietro soltanto al Regno Unito, Francia e Germania,
- 3:03Speaker 2: ma questo dato ci dice una cosa molto chiara, l'Australia
- 3:08Speaker 2: continua a esercitare un'enorme attenzione sui giovani italiani. E c'è
- 3:13Speaker 2: un altro elemento significativo rispetto all'anno precedente, il numero di
- 3:19Speaker 2: primi vissi con gesta di italiani è aumentato del 13,8%,
- 3:24Speaker 2: quindi l'interesse verso l'Australia non diminuisce, anzi continua a crescere.
- 3:31Speaker 2: Il punto non è soltanto quanti arrivano, il punto è
- 3:34Speaker 2: capire quanti riescono a proseguire questa avventura australiana, perché tra
- 3:38Speaker 2: il primo visto, il secondo e il terzo emerge una
- 3:42Speaker 2: sorta di imbuto, oltre 12.000 primi visti, poco più di 5.000 secondi visti,
- 3:49Speaker 2: meno di 3.000 visti per il terzo World College of Visa.
- 3:53Speaker 2: Attenzione però, questi dati non possono essere letti in maniera semplicistica,
- 3:59Speaker 2: così come un dato tecnico. Non possiamo dire a tutti
- 4:03Speaker 2: coloro che hanno richiesto un secondo, un terzo vuoto di visa,
- 4:07Speaker 2: siano automaticamente poi tornati in Italia. Sarebbe poi scorretto, anche
- 4:11Speaker 2: perché questi dati non li abbiamo in possesso e non
- 4:16Speaker 2: ce lo possono dire per diverse sfumature. Le persone possono
- 4:22Speaker 2: cambiare visa, possono iscriversi all'università, ottenere una sponsorizzazione. iniziare un
- 4:27Speaker 2: percorso professionale di differenze richiedere un visto di coppia o
- 4:31Speaker 2: tentare la sua residenza permanente inoltre i primi, i secondi
- 4:36Speaker 2: e i terzi visti possono riguardare persone arrivate in anni
- 4:40Speaker 2: diversi quindi non stiamo osservando un unico gruppo seguito in
- 4:44Speaker 2: un tempo ma quei dati raccontano comunque una realtà molti arrivano,
- 4:51Speaker 2: una parte prosegue una parte ancora più piccola riesce a
- 4:54Speaker 2: stabilizzarsi Per molti l'Australia è un punto di partenza, per
- 5:00Speaker 2: altri non apparente, se per alcuni diventa proprio una vera casa.
- 5:05Speaker 2: Ed è proprio questa la grande differenza rispetto al passato.
- 5:11Speaker 2: A proposito di passato, quando pensiamo all'immigrazione italiana verso l'Australia,
- 5:18Speaker 2: la mente corre alle grandi navi del dopoguerra, alle valigie
- 5:22Speaker 2: di cartone, come si dice spesso. ai lunghi viaggi via mare,
- 5:27Speaker 2: alle famiglie che lasciavano paesi poveri del sud maggiormente, ma
- 5:33Speaker 2: anche città e campagne del nord per raggiungere un continente sconosciuto.
- 5:39Speaker 2: Erano uomini e donne che spesso non conoscevano neanche una
- 5:42Speaker 2: parola d'inglese, arrivavano senza titoli conosciuti, senza reti di protezione,
- 5:50Speaker 2: senza sapere davvero cosa avrebbero trovato. Dormivano nei campi d'accoglienza,
- 5:55Speaker 2: lavoravano nelle miniere, nei cantieri, nelle fabbriche, nelle campagne, facevano
- 5:59Speaker 2: i lavori più duri, quelli che molti australiani non volevano fare,
- 6:04Speaker 2: ma del resto neanche oggi vogliono fare. Per molti italiani
- 6:08Speaker 2: partire non era un'esperienza, era una scelta definitiva, spesso non
- 6:13Speaker 2: avevano un piano alternativo per Non potevano semplicemente tornare indietro
- 6:18Speaker 2: dopo sei mesi, dovevano resistere, adattarsi, costruire qualcosa e così fecero.
- 6:25Speaker 2: Aprirono ristoranti, panetterie, salumerie, imprese etere, uffici e piccoli negozi,
- 6:30Speaker 2: costruirono case, mandarono i figli a scuola, fondarono associazioni, circoli, parrocchie, giornali,
- 6:37Speaker 2: stazioni radio, trasformarono la presenza inizialmente guardata con differenza in
- 6:43Speaker 2: una delle componenti fondamentali della società australiana. A quella generazione
- 6:50Speaker 2: dobbiamo moltissimo, e lo dobbiamo veramente moltissimo, ma dobbiamo avere
- 6:55Speaker 2: anche il coraggio di dire una cosa. L'Australia negli anni 50
- 7:00Speaker 2: e 60 non esiste più. Il paese è cambiato, il mercato
- 7:04Speaker 2: del lavoro è cambiato, l'immigrazione è cambiata e sono cambiate
- 7:09Speaker 2: anche gli italiani che arrivano. I nostri nonni partirono per restare,
- 7:15Speaker 2: oggi molti hanno pensato di provare e questa poi è
- 7:20Speaker 2: la vera differenza più grande e sostanziale. Il World College
- 7:26Speaker 2: of Business ha trasformato l'Australia in una destinazione temporanea. Si
- 7:31Speaker 2: arriva per un anno, poi forse per un secondo, in
- 7:34Speaker 2: alcuni casi per un terzo, si lavora, si viaggia, si
- 7:36Speaker 2: impara l'inglese e si cerca di capire se esistono le
- 7:40Speaker 2: condizioni per restare. La decisione definitiva viene dopo, forse. La
- 7:47Speaker 2: nuova immigrazione italiana è molto più morbida, più fluida, meno
- 7:51Speaker 2: legata a un unico paese, c'è chi arriva in Australia
- 7:54Speaker 2: dopo aver vissuto a Londra, chi parte da Sydney e
- 7:57Speaker 2: si trasferisce in Canada, chi torna in Italia, chi sceglie
- 8:01Speaker 2: gli Arabi, la Svizzera, Germania o un altro paese europeo.
- 8:05Speaker 2: Diciamo che è un'immigrazione completamente diversa, le esigenze sono completamente diverse.
- 8:10Speaker 2: Per molti giovani L'Australia non rappresenta più la destinazione finale
- 8:15Speaker 2: come capitava in passato, rappresenta un capitolo, una tappa, un'esperienza
- 8:20Speaker 2: utile per crescere. E questo non è necessariamente una cosa negativa,
- 8:25Speaker 2: ma cambia profondamente il significato della parola emigrazione. Un tempo
- 8:33Speaker 2: partire significava ricostruire la propria vita altrove, oggi spesso significa
- 8:38Speaker 2: esplorare più possibilità. Poi c'è un elemento che ha cambiato
- 8:45Speaker 2: completamente il modo in cui l'Australia è percepita dall'Italia, i
- 8:49Speaker 2: social network, Instagram, TikTok, Youtube, tutte queste piattaforme che ogni
- 8:56Speaker 2: giorno vediamo dove compaiono video di italiani che raccontano la
- 9:01Speaker 2: propria vita australiana, stipendi elevati, spiagge meravigliose, auto nuove, appartamenti moderni,
- 9:08Speaker 2: colazione davanti all'oceano, lavori trovati in pochi giorni, qui il
- 9:13Speaker 2: merito viene premiato, certo, qui vuoi guadagnare il doppio, sì, certo,
- 9:18Speaker 2: qui se vuoi lavorare, lavori, qui tutto funziona. Certo, come
- 9:26Speaker 2: slogan va bene, va tutto bene, molte di queste testimonianze
- 9:30Speaker 2: possono essere autentiche, sicuramente lo sono, l'Australia offre davvero opportunità
- 9:35Speaker 2: che in Italia spesso sembrano irraggiungibili, Ma il problema nasce
- 9:40Speaker 2: quando una parte della realtà viene rappresentata come se fosse
- 9:44Speaker 2: l'intera realtà. Un video di 30 secondi non racconta la difficoltà
- 9:50Speaker 2: di ottenere un visto stabile, non racconta i mesi passati
- 9:54Speaker 2: a cercare casa, non racconta chi viene pagato meno del dovuto,
- 9:59Speaker 2: le notti trascorse a farsi due lavori, le qualifiche professionali
- 10:03Speaker 2: che non vengono riconosciute, la nostalgia, la solitudine o la
- 10:07Speaker 2: paura di dover tornare indietro. Sui social vediamo quasi sempre
- 10:11Speaker 2: chi arriva, vediamo molto meno di chi riparte, vediamo il
- 10:15Speaker 2: primo stipendio, non sempre le spese, vediamo la cifra guadagnata
- 10:19Speaker 2: una settimana, raramente viene mostrato quanto costa vivere davvero a Sydney,
- 10:24Speaker 2: a Melbourne, a Brisbane o a Perth. E allora il
- 10:27Speaker 2: rischio è evidente. Si costruisce un'immagine dell'Australia capace di generare
- 10:33Speaker 2: aspettative irreali. C'è un racconto che circola sempre spesso sui social,
- 10:42Speaker 2: i giovani italiani mostrano la propria busta paga australiana e
- 10:45Speaker 2: la confrontano con quello che avrebbero ricevuto in Italia. Qui
- 10:51Speaker 2: guadagni una settimana quello che in Italia guadagni in un mese,
- 10:54Speaker 2: quante volte abbiamo sentito questa frase, quante volte l'abbiamo ascoltata,
- 10:58Speaker 2: quanti ragazzi sui social mettono questa frase, qui il mio
- 11:02Speaker 2: stipendio è doppio, qui posso finalmente permettermi di vivere, in
- 11:06Speaker 2: molti casi quei numeri sono veri, I salari australiani sono
- 11:10Speaker 2: generalmente più alti rispetto a quelli italiani, ma fermarsi alla
- 11:15Speaker 2: cifra dello stipendio significa raccontare soltanto metà della storia. Perché
- 11:20Speaker 2: non conta soltanto quanto si guadagna, conta quanto resta dopo
- 11:25Speaker 2: aver pagato tutto. Gli affitti sono più alti, la spesa
- 11:28Speaker 2: costa di più, i trasporti incidono, le esecuzioni pesano e
- 11:32Speaker 2: quando arrivano una famiglia e dei figli il quadro cambia completamente.
- 11:38Speaker 2: La vita... Un giovane singolo che divide una casa, non affingi,
- 11:43Speaker 2: deve preoccuparsi peggiormente dell'affitto, non può essere paragonato a quello
- 11:49Speaker 2: di una coppia con bambini. Da solo si può vivere
- 11:52Speaker 2: in una stanza condivisa, cambiare quartiere, limitare le spese, accettare
- 11:57Speaker 2: orari regolari e risparmiare con maggiore flessibilità. Il discorso cambia
- 12:04Speaker 2: con la famiglia. Sicuramente non è così semplice, bisogna trovare
- 12:09Speaker 2: una casa adeguata, pagare l'asilo, la scuola quando è necessario,
- 12:13Speaker 2: sostenere le spese sanitarie e le assicurazioni, comprare vestiti, altrimenti
- 12:19Speaker 2: è tutto ciò che serve. Ovviamente è tutta la vita familiare,
- 12:23Speaker 2: organizzare i lavori intorno agli orari familiari, affrontare i costi
- 12:27Speaker 2: che una persona sola spesso non deve nemmeno considerare. Quindi
- 12:32Speaker 2: dobbiamo fare questi distingui. Ed è qui il confronto tra
- 12:35Speaker 2: l'Australia e l'Italia diventa più complesso. Uno stipendio che può
- 12:39Speaker 2: sembrare elevato per una persona singola può diventare insufficiente quando
- 12:43Speaker 2: deve sostenere un'intera famiglia. Nelle città più costose molte famiglie
- 12:48Speaker 2: hanno bisogno di due stipendi solidi e con picchi piccoli
- 12:52Speaker 2: un mutuo o un affitto elevato anche con un reddito
- 12:57Speaker 2: complessivo di una famiglia vicino o quasi vicino o superiore
- 13:02Speaker 2: ai 200 mila dollari australiani all'anno può tradursi automaticamente una vita
- 13:06Speaker 2: senza pressione economica, certamente, ma quanti tutte le famiglie guadagnano 200
- 13:13Speaker 2: mila dollari australiani all'anno? Non è una soglia ufficiale, ovviamente
- 13:19Speaker 2: stiamo facendo dei numeri così a caso, poi ovviamente dobbiamo
- 13:24Speaker 2: fare anche dei distingui perché Dipende dalla città, dal quartiere,
- 13:28Speaker 2: dal numero dei figli, dal tipo di scuola, dai servizi utilizzati,
- 13:31Speaker 2: dallo stile di vita. Ma il principio resta. La vita
- 13:34Speaker 2: australiana di un giovane singolo non è la stessa vita
- 13:38Speaker 2: di una famiglia. Per questo bisogna fare attenzione ai messaggi
- 13:43Speaker 2: lasciati sui social. Mostrare soltanto lo stipendio senza spiegare il
- 13:49Speaker 2: costo reale della vita può creare aspettative fuorvianti. può far
- 13:57Speaker 2: credere che basta arrivare in Australia per diventare automaticamente più ricco.
- 14:02Speaker 2: Non è così, non è così. È vero che qui
- 14:05Speaker 2: esistono più opportunità, è vero che in molti settori di
- 14:08Speaker 2: lavoro viene pagato meglio, è vero che una persona determinata
- 14:12Speaker 2: può crescere professionalmente, ma non è tuttora quello che luccica.
- 14:16Speaker 2: Diciamoci queste cose, uno stipendio più alto non significa necessariamente
- 14:20Speaker 2: una vita più facile e non significa automaticamente una maggiore
- 14:24Speaker 2: capacità di risparmio. Il confronto corretto non entra alle due
- 14:28Speaker 2: busse pague, è da ciò che rimane in tasca dopo
- 14:32Speaker 2: aver pagato casa, servizi, trasporti, salute e famiglia. Chi racconta
- 14:37Speaker 2: l'Australia sui social dovrebbe farlo con maggiore responsabilità, non per
- 14:42Speaker 2: scoraggiare chi vuole partire, ma per evitare di vendere illusioni.
- 14:48Speaker 2: Partire informati significa partire più forti, partire inseguendo soltanto la
- 14:53Speaker 2: scimpa di uno stipendio può invece trasformare rapidamente un sogno
- 14:58Speaker 2: in una delusione. E qui ho fatto un distinguo. C'è
- 15:04Speaker 2: un momento che accomuna quasi tutti gli italiani appena arrivati.
- 15:09Speaker 2: Questo è capitato anche a me, quando sono venuto negli anni 2000,
- 15:13Speaker 2: nei primi anni 2000. I primi giorni sembra una vacanza, il
- 15:16Speaker 2: cielo sembra più grande, le città appaiono moderne, Le spiagge
- 15:20Speaker 2: sono spettacolari, i parchi sono curati, si respira un senso
- 15:24Speaker 2: di ordine. Tutto sembra possibile. Si pensa, ho fatto la
- 15:29Speaker 2: scelta giusta. Poi, lentamente, arriva la realtà. La domanda è
- 15:34Speaker 2: sempre la stessa. Dove vado a vivere? Ed è qui
- 15:37Speaker 2: che ricevo il mio vero shock. Il mercato degli affitti
- 15:40Speaker 2: australiani è diventato estremamente difficile, soprattutto nelle grandi città. Trovare
- 15:46Speaker 2: una stanza può richiedere settimane, I prezzi sono aumentati, la
- 15:50Speaker 2: concorrenza è altissima, molti giovani finiscono a vivere in appartamenti
- 15:54Speaker 2: condivisi con 4, 5, 6 persone, a volte anche di più. Pagano cifre
- 16:00Speaker 2: importanti per una stanza piccola, oppure per un letto e
- 16:03Speaker 2: una camera condivisa. Cambiano quartiere, cambiano case, si allontano sempre
- 16:08Speaker 2: di più dal centro. Una volta si arrivava in Australia
- 16:13Speaker 2: pensando e passando per il lavoro, spambiare e metterlo da
- 16:17Speaker 2: parte di là. Oggi molti lavorano soprattutto per pagare l'affitto.
- 16:23Speaker 2: Questo non significa che sia impossibile vivere bene. Significa che
- 16:27Speaker 2: bisogna arrivare preparati con risparmi sufficienti, aspettative e realistiche, con
- 16:33Speaker 2: la consapevolezza che i primi mesi possono essere molto più
- 16:37Speaker 2: difficili di quello che si prevede. Un'altra frase che ricorre
- 16:44Speaker 2: spesso e che viene ripetuta spesso sui social, in Australia
- 16:49Speaker 2: il lavoro si trova subito. È vero, in parte. Il
- 16:53Speaker 2: lavoro esiste, in molti settori c'è richiesta, ristorazione, edilizia, agricoltura, assistenza,
- 16:59Speaker 2: logistica e pulizia, ospitalità in generale, ma il problema non
- 17:03Speaker 2: è soltanto trovare un lavoro, è trovare un lavoro degnitoso, regolare,
- 17:08Speaker 2: coerente con le proprie competenze e capace di offrire una prospettiva.
- 17:15Speaker 2: Molti giovani italiani arrivano con una laurea, un master, anni
- 17:18Speaker 2: di esperienza, sono architetti, ingegneri, infermieri, avvocati, professionisti della comunicazione,
- 17:24Speaker 2: tecnici specializzati, eppure, almeno all'inizio, si ritrovano spesso a fare
- 17:30Speaker 2: lavori completamente diversi, camerieri, lavapiatti, rider, addetti alle polizie, operai, braccianti.
- 17:39Speaker 2: Guardate bene, non c'è nulla di sbagliato, il lavoro è
- 17:42Speaker 2: il lavoro. E moltissimi italiani hanno iniziato in questo modo,
- 17:46Speaker 2: costruendo qualche arriere importante. Il problema nasce quando qualcuno parte
- 17:50Speaker 2: pensando che il passaggio sarà immediato, che basta presentare un
- 17:55Speaker 2: curriculum italiano per essere inserito automaticamente nel proprio settore. Non
- 18:00Speaker 2: funziona così. Serve l'inglese, serve esperienza locale, serve una referenza australiana,
- 18:07Speaker 2: serve capire come funziona il mercato, serve una rete di contatto,
- 18:11Speaker 2: e spesso serve anche accettare di cominciare da un livello
- 18:15Speaker 2: molto ma molto più basso. È un processo che richiede umiltà,
- 18:20Speaker 2: resistenza e tempo. Non tutti sono disposti ad affrontarlo e
- 18:25Speaker 2: non tutti possono permetterselo economicamente. Gli italiani partono perché cercano meritocrazia,
- 18:34Speaker 2: cercano un luogo dove l'impegno venga riconosciuto, dove le opportunità
- 18:39Speaker 2: non dipendono soltanto dalla conoscenza, dove una persona capace possa crescere. L'Australia,
- 18:46Speaker 2: sotto molti aspetti, offre ancora questa possibilità. È un mercato
- 18:51Speaker 2: più dinamico rispetto a molte realtà italiane. Cambiare lavoro è normale,
- 18:55Speaker 2: rimettersi in gioco è possibile. Le carriere possono avanzare rapidamente.
- 19:01Speaker 2: Ma sarebbe ingenuo pensare che qui tutto funzioni sempre in
- 19:05Speaker 2: maniera perfetta. Esistono raccomandazioni, esistono discriminazioni, esistono valori di lavoro scorretti,
- 19:12Speaker 2: esiste lo sfruttamento soprattutto nei confronti di chi ha un
- 19:16Speaker 2: visto temporaneo, parla poco inglese e non conosce i propri diritti.
- 19:21Speaker 2: Alcuni giovani vengono pagati in contanti, altri ricevono meno del
- 19:26Speaker 2: salario previsto, altri ancora accettano condizioni difficili perché temono di
- 19:31Speaker 2: perdere il lavoro o la possibilità di una sponsorizzazione. Qui sì.
- 19:36Speaker 2: L'Australia può essere meritocratica, ma non lo è automaticamente. E
- 19:41Speaker 2: anche qui bisogna conoscere i propri diritti, bisogna sapere dire
- 19:45Speaker 2: di no, bisogna evitare di trasformare il sogno di restare
- 19:49Speaker 2: una forma di ricatto. Per molti giovani il vero problema
- 19:54Speaker 2: non è il lavoro, è il visto. Puoi avere un impiego,
- 19:58Speaker 2: puoi essere apprezzato. puoi costruire relazioni, puoi sentirsi parte della società,
- 20:04Speaker 2: ma se il visto scade, tutto può finire. E questa
- 20:07Speaker 2: è la precarietà a segnare profondamente l'esperienza della nuova immigrazione.
- 20:13Speaker 2: Si vive sospesi tra il desiderio di restare e la
- 20:16Speaker 2: possibilità concreta di non partire. Le politiche migratorie cambiano, le
- 20:22Speaker 2: professioni richieste vengono aggiornate, i punteggi aumentano, le condizioni per
- 20:26Speaker 2: la residenza diventano più complesse. una persona può investire nella
- 20:30Speaker 2: propria vita in Australia senza avere la certezza poi di
- 20:34Speaker 2: poterci rimanere. Questo crea ansia, frustrazione e spesso porta a
- 20:39Speaker 2: decisioni difficili, continuare a spendere migliaia di dollari in studi,
- 20:45Speaker 2: consulenti e nuove viste, oppure fermarsi, restare ancora un anno,
- 20:51Speaker 2: oppure tornare in Italia. Per molti il sogno australiano finisce
- 20:57Speaker 2: perché manca il lavoro. finisce perché manca una strada migratoria realistica.
- 21:06Speaker 2: Esiste un altro dato che ci ricostituisce un'immagine meno semplice dell'Australia.
- 21:17Speaker 2: Nel 2024-2025 gli arrivi migratori complessivi nei paesi sono diminuiti
- 21:20Speaker 2: nel 14% fermandosi solo a 568.000 persone. Le partenze sono aumentate
- 21:35Speaker 2: fino a 263.000 persone, con una crescita del 13% rispetto all'anno precedente.
- 21:40Speaker 2: Sono numeri che devono essere interpretati con prudenza, ma indicano
- 21:44Speaker 2: la tendenza. L'Australia continua a attrarre persone da tutto il mondo, sì,
- 21:49Speaker 2: allo stesso tempo è anche un paese dal quale un
- 21:52Speaker 2: numero crescente di persone decide di andare via. C'è chi
- 21:57Speaker 2: parte perché il tema è non visto, chi si trasferisce
- 22:00Speaker 2: per il lavoro, chi torna in proprio paese, chi cerca
- 22:02Speaker 2: opportunità dove, chi semplicemente scopre che il progetto immaginato non
- 22:08Speaker 2: corrisponde alla realtà. L'Australia continua a essere una destinazione desiderata,
- 22:14Speaker 2: ma non è necessariamente una destinazione definitiva. Arriviamo a uno
- 22:22Speaker 2: dei dati più sorprendenti. Ogni anno arrivano migliaia di giovani italiani,
- 22:25Speaker 2: eppure il numero di italiani nati in Italia e residenti
- 22:29Speaker 2: in Australia continua a diminuire. Come è possibile? La risposta
- 22:34Speaker 2: è legata alla storia della nostra immigrazione. La grande generazione,
- 22:39Speaker 2: arrivata e dopo quella, sta progressivamente invecchiando. Molti dei nostri
- 22:44Speaker 2: connazionali appartengono ancora alla prima generazione migratoria negli anni 50 e 60.
- 22:50Speaker 2: L'età media nata in Italia e residente in Australia è
- 22:53Speaker 2: arrivata a circa 74 anni. Tra il 2015 e il 2025 questa popolazione
- 22:55Speaker 2: si è ridotta a circa 46.000 persone. Nel 94, nel 24, nel 2024 è
- 23:10Speaker 2: avvenuto un fatto simbolicamente enorme. Per la prima volta dal 1901
- 23:17Speaker 2: l'Italia è uscita dalla classifica dei dieci principali paesi di
- 23:23Speaker 2: nascita della popolazione australiana. È la fotografia di un cambiamento storico.
- 23:29Speaker 2: La vecchia comunità italiana si riduce, la nuova arriva, ma
- 23:34Speaker 2: non spesso resta abbastanza a lungo per compensare quella diminuzione.
- 23:40Speaker 2: Questo non significa che la presenza italiana sta scomparendo, si
- 23:44Speaker 2: sta trasformando. Ci sono centinaia di migliaia di australiani di
- 23:48Speaker 2: origini italiane, non le seconde, le terze, le quattro generazioni,
- 23:53Speaker 2: ma la comunità nata in Italia sta cambiando molto, è
- 23:57Speaker 2: più anziana da una parte, più giovane e temporanea dall'altra.
- 24:03Speaker 2: manca spesso quella fascia intermedia capace di collegare le due
- 24:08Speaker 2: generazioni appena arrivate con le comunità storiche. E qui è
- 24:14Speaker 2: la grande sfida, e la sfida è enorme. Gli italiani
- 24:18Speaker 2: e l'Australia hanno costruito un patrimonio straordinario, l'abbiamo detto in anteprima, associazioni, circoli, parrocchie,
- 24:26Speaker 2: trame di commercio, imprese, giornali, radio, programmi televisivi, oggi anche
- 24:32Speaker 2: i giornali come il nostro allora, il digitale, il podcast,
- 24:37Speaker 2: tutto questo è nato dal bisogno di non perdere le
- 24:39Speaker 2: proprie radici, di aiutarsi, di mantenere viva la lingua e
- 24:44Speaker 2: di trasmettere una cultura. Ma i giovani che arrivano oggi
- 24:50Speaker 2: hanno esigenze diverse rispetto ai loro nonni, cominciano in modo diverso,
- 24:56Speaker 2: si informano in modo diverso, lavorano in modo diverso, vivono
- 24:59Speaker 2: l'identità italiana in maniera completamente diversa. Molti frequentano i circoli tradizionali,
- 25:07Speaker 2: non partecipano alle associazioni storiche, non si riconoscono nelle vecchie
- 25:11Speaker 2: divisioni regionali. Questo non significa che non abbiamo bisogno di comunità,
- 25:16Speaker 2: al contrario, hanno bisogno di reti professionali, informazioni civili, sostegno
- 25:21Speaker 2: della ricerca del lavoro, orientamento, spazi culturali contemporanei. La vera
- 25:28Speaker 2: sfida è riuscire a unire queste due Italie, quella storica
- 25:32Speaker 2: e quella nuova, senza nostalgia sterile e senza dimenticare tutto
- 25:37Speaker 2: ciò che è stato costruito. Quando si parla di immigrazione
- 25:45Speaker 2: si parla quasi sempre di lavoro e di denaro, ma
- 25:47Speaker 2: esiste un costo che non compare in nessun bilancio, il
- 25:51Speaker 2: costo emotivo. Quanto costa perdere il compleanno di un genitore?
- 25:57Speaker 2: Quanto costa non esserci quando nasce un nipote? Quanto costa
- 26:01Speaker 2: seguire da lontano una malattia, un matrimonio, un lutto? Quanto
- 26:05Speaker 2: pesa vivere ogni evento familiare attraverso lo schermo di un telefono?
- 26:12Speaker 2: Emigrare significa perdere pezzi di vita, significa diventare sanieri nel
- 26:17Speaker 2: paese in cui si vive e dopo molti anni sentirsi
- 26:21Speaker 2: volte sanieri anche nel paese di cui si è partiti.
- 26:26Speaker 2: L'immigrazione modifica il modo di parlare, di pensare, di guardare
- 26:30Speaker 2: il mondo, di cambiare il conto in banca, ma cambiare
- 26:33Speaker 2: anche il cuore. Molti italiani che vivono qui da decenni
- 26:36Speaker 2: provano ancora un'emozione particolare quando incontrano qualcuno nella propria regione.
- 26:41Speaker 2: Quando sentono una canzone, quando riconoscono un accento, quando ritrovano
- 26:45Speaker 2: un sapore. Perché la distanza non concede l'identità e a
- 26:50Speaker 2: volte la rende ancora più forte. Poi c'è un argomento
- 26:55Speaker 2: di cui si parla poco, il ritorno. Vediamo continuamente le
- 27:00Speaker 2: storie di persone che arrivano, molto meno di quelli che
- 27:05Speaker 2: decidono di tornare poi in Italia. Eppure accade, accade ogni giorno,
- 27:11Speaker 2: anche questo. Non tanti che arrivano, ma tanti che partono,
- 27:15Speaker 2: abbiamo visto nei dati. C'è chi torna perché ha concluso
- 27:18Speaker 2: la propria esperienza, c'è chi ha messo da parte dei soldi,
- 27:21Speaker 2: chi vuole stare vicino alla famiglia, chi trova un'opportunità professionale
- 27:24Speaker 2: in Europa, chi non riesce ad ottenere un altro visto,
- 27:27Speaker 2: chi torna semplicemente perché non è felice. Non c'è nulla
- 27:32Speaker 2: da cui vergognarsi, tornare non significa fallire. Emigrare non è
- 27:37Speaker 2: una gara, non esiste il premio per chi rimane più
- 27:40Speaker 2: a lungo. A volte tornare significa aver capito ciò che
- 27:44Speaker 2: si vuole davvero, significa aver acquisito competenze, aver imparato la lingua,
- 27:50Speaker 2: aver conosciuto il modo e decidere consapevolmente di portare tutto
- 27:56Speaker 2: questo a casa. Il fallimento non è tornare, il vero
- 28:01Speaker 2: fallimento sarebbe restare in un luogo soltanto per paura di
- 28:05Speaker 2: ammettere che non ci si è felici. Poi ci sono
- 28:10Speaker 2: quelli che ce l'hanno fatta, quelli che hanno trasformato un
- 28:13Speaker 2: visto temporaneo in una vita nuova, hanno ottenuto una sponsorizzazione,
- 28:18Speaker 2: Sono diventati residenti permanenti, poi cittadini australiani. Hanno aperto attività,
- 28:24Speaker 2: costruito una carriera, comprato una casa, messo su famiglie. Sono
- 28:28Speaker 2: storie vere e merito di essere raccontate. Ma quasi tutti,
- 28:34Speaker 2: quando li ascolti attentamente, ripetono la stessa frase. Non è
- 28:38Speaker 2: stato facile. Dietro ogni successo ci sono anni di sacrifici,
- 28:42Speaker 2: lavori accettati per necessità, notti passate a studiare, Weekend trascorsi
- 28:48Speaker 2: a lavorare, documenti, esami, viste, attese, paure, momenti in cui
- 28:52Speaker 2: si è pensato di mollare. L'Australia continua a rendere il
- 28:57Speaker 2: successo possibile, non lo garantisce ed è una differenza enorme.
- 29:05Speaker 2: A questo punto vale la pena porci una domanda. Che
- 29:10Speaker 2: cosa cercano davvero gli italiani che partono? Soltanto uno stipendio
- 29:14Speaker 2: più alto? Io credo di no. L'aspetto economico è importante,
- 29:19Speaker 2: sarebbe ipocrita negarlo, ma molti partono perché cercano rispetto, opportunità, libertà,
- 29:26Speaker 2: un luogo dove il merito venga almeno preso in considerazione.
- 29:30Speaker 2: Partono perché vogliono mettersi alla prova, per imparare una lingua,
- 29:36Speaker 2: per conoscere una cultura diversa, per dimostrare a se stessi
- 29:39Speaker 2: di essere capaci di ricominciare. In molti casi non si
- 29:43Speaker 2: sfugge soltanto dalla mancanza di lavoro, si Si fugge dalla
- 29:48Speaker 2: sensazione di immobilità, dalla convenzione che in Italia il proprio
- 29:54Speaker 2: futuro è già scritto. L'Australia rappresenta una rottura, una sfida,
- 30:01Speaker 2: una possibilità di riscrivere la propria storia. E forse è
- 30:05Speaker 2: proprio questo, tutto questo che continua ad attirare migliaia di giovani.
- 30:10Speaker 2: Non la certezza del successo, ma la possibilità di provarlo.
- 30:17Speaker 2: Come giornalista sento una responsabilità particolare, raccontare la vostra storia
- 30:22Speaker 2: per quello che è, né un paradiso né un inferno.
- 30:28Speaker 2: Per troppo tempo questo paese è stato descritto attraverso estremi,
- 30:32Speaker 2: prima la terra promessa, poi la terra degli stipendi facili,
- 30:36Speaker 2: oggi in alcuni racconti quasi un luogo impossibile, la realtà
- 30:41Speaker 2: è più complessa. L'Australia nel 2026 è un paese forte, un
- 30:45Speaker 2: mercato di lavoro dinamico, istituzioni solide, servizi importanti e possibilità
- 30:50Speaker 2: di crescita, ma è anche un paese attraversato da problemi profondi,
- 30:54Speaker 2: una crisi abitativa, un costo di vita elevato, difficoltà di
- 30:58Speaker 2: accesso alla casa, pressioni sul sistema sanitario, disuguaglianza e precarietà migratoria.
- 31:06Speaker 2: Vivere in Australia significa lavorare, pagare le bollette, fare la spesa,
- 31:10Speaker 2: passare un attrappico, cercare casa, aspettare una visita medica, affrontare
- 31:15Speaker 2: la burocrazia, esattamente come accade in qualsiasi altro paese. La
- 31:21Speaker 2: differenza è qui. Spesso chi possiede competenze, determinazione e pazienza
- 31:27Speaker 2: ha ancora la possibilità di costruire qualcosa, ma non è
- 31:32Speaker 2: una garanzia, è un'opportunità. Fra dieci anni, vent'anni, come sarà
- 31:39Speaker 2: la presenza italiana in Australia? Continueranno ad arrivare migliaia di giovani?
- 31:44Speaker 2: Riusciranno a fermarsi? Oppure la comunità italiana diventerà sempre più
- 31:49Speaker 2: comunità di origine, formata soprattutto da discendenti degli emigranti storici?
- 31:56Speaker 2: Certamente nessuno può rispondere con certezza a queste domande, molto
- 32:00Speaker 2: dipenderà dalle politiche emigratorie australiane, dalla capacità dell'Italia di offrire
- 32:05Speaker 2: prospettive e prospettiva ai propri giovani, l'andamento dell'economia, dal costo
- 32:10Speaker 2: della vita e nella nuova forma di lavoro ovviamente. Forse
- 32:13Speaker 2: l'immigrazione del futuro non sarà più definitiva, sarà fatta di
- 32:17Speaker 2: persone che vivranno in diversi paesi nel corso della propria vita,
- 32:22Speaker 2: professionisti che lavoreranno per aziende italiane vivendo a Sydney o
- 32:26Speaker 2: per aziende australiane vivendo in Italia. Persone con identità diverse, multiple,
- 32:33Speaker 2: famiglie distribuite tra continenti, un rapporto meno rigido tra partenza
- 32:38Speaker 2: e ritorno. Ma una cosa è certa, l'Italia continua a
- 32:42Speaker 2: perdere giovani e altri paesi continuano a beneficiare della loro compatenza,
- 32:48Speaker 2: della loro energia e della loro voglia di fare. E
- 32:52Speaker 2: anche questo dovrebbe farci riflettere. Perché ogni giovane che parte
- 32:57Speaker 2: non è soltanto una storia individuale, è un segnale di
- 33:02Speaker 2: un paese che spesso non riesce a trattenere le proprie
- 33:05Speaker 2: risorse migliori. Qualcuno li definisce cervelli in fuga. Allora vorrei
- 33:14Speaker 2: rivolgermi direttamente ai ragazzi che stanno ascoltando questa puntata dall'Italia
- 33:18Speaker 2: o chi sta pensando di acquistare un biglietto per venire
- 33:21Speaker 2: qui o chi ha già iniziato a informarsi, a chi
- 33:26Speaker 2: guarda video sull'Australia con il sogno di cambiare vita, il
- 33:31Speaker 2: mio messaggio è semplice, partite, viaggiate, imparate l'inglese, mettetevi alla prova,
- 33:37Speaker 2: il mondo non si conosce restando fermi, ma partite con
- 33:42Speaker 2: gli occhi aperti, informatevi, non improvvisate, portate con voi risparmi sufficienti,
- 33:47Speaker 2: studiate il mercato del lavoro, capite quali sono le professioni
- 33:52Speaker 2: che stanno cercando nel paese dove andate, controllate le regole
- 33:56Speaker 2: delle viste, migliorate l'inglese prima di arrivare, Non credete che
- 34:01Speaker 2: chi vi promette tutto sarà tutto così facile. Non credete
- 34:05Speaker 2: nemmeno a chi vi dice che sia impossibile. L'Australia può
- 34:10Speaker 2: offrirvi moltissimo, esperienze, competenze, indipendenze, opportunità, ma vi chiederà molti sacrifici, pazienza, umiltà,
- 34:19Speaker 2: capacità di adattamento e la forza di cominciare da zero.
- 34:23Speaker 2: Non venite qui per inseguire una fotografia vista sui social,
- 34:27Speaker 2: venite per costruire una vostra esperienza. E ricordate una cosa,
- 34:31Speaker 2: non dovete dimostrare nulla a nessuno, né restando né tornando.
- 34:37Speaker 2: E allora arriviamo alla domanda centrale di questa puntata. L'Australia
- 34:45Speaker 2: è ancora una terra di conquista oppure è diventata una
- 34:48Speaker 2: grande illusione? La risposta probabilmente è non è né l'una
- 34:55Speaker 2: né l'altra. L'Australia non è più una terra quasi vuota,
- 34:59Speaker 2: fermata di malodopera, dove si vogliono tante persone come capitava
- 35:06Speaker 2: negli anni 50, dove accostano i nostri nonni, ma non è
- 35:10Speaker 2: nemmeno un sogno finito. È un paese maturo, competitivo, costoso, selettivo,
- 35:17Speaker 2: un paese che continua a offrire possibilità, ma che pretende preparazione,
- 35:23Speaker 2: che può premiare l'impegno, ma non elimina le difficoltà, chi
- 35:28Speaker 2: può diventare un grande manager, chi può conquistare il mondo,
- 35:34Speaker 2: certo non è per tutto, ma forse la domanda giusta
- 35:38Speaker 2: è l'Australia, offre ancora opportunità? La domanda è questa fondamentale,
- 35:44Speaker 2: quale opportunità offre e a quale prezzo? Perché dietro ogni
- 35:49Speaker 2: invisto c'è una persona, dietro ogni impartenza c'è una famiglia,
- 35:52Speaker 2: dietro ogni ritorno c'è una storia, dietro ogni successo ci
- 35:55Speaker 2: sono sacrifici che raramente vengono raccontati. L'Australia non è una favola,
- 36:02Speaker 2: non è una scorciatoia, non è una promessa, è una
- 36:06Speaker 2: possibilità e ogni possibilità porta con sé un rischio. Prima
- 36:12Speaker 2: di salutarvi voglio lasciarvi con un pensiero, forse interessante, Il
- 36:17Speaker 2: vero sogno australiano non consiste nel diventare ricchi, non consiste
- 36:21Speaker 2: nel guadagnare più di quanto si guadagnava in Italia o
- 36:24Speaker 2: si guadagna in Italia, non consiste nemmeno nell'ottenere un passaporto
- 36:28Speaker 2: o comprare una casa. Forse il vero sogno è riuscire
- 36:31Speaker 2: a costruire una vita nelle quali sentirsi rispettati, utili, liberi,
- 36:37Speaker 2: una vita in cui il proprio lavoro abbia un valore,
- 36:40Speaker 2: in cui i sacrifici producono almeno una prospettiva. Alcuni troveranno
- 36:46Speaker 2: tutto questo in Australia, altri lo troveranno tornando in Italia,
- 36:49Speaker 2: altri ancora in un altro paese. Non esiste una risposta
- 36:53Speaker 2: uguale per tutti. Esistono percorsi, scelte, occasioni, errori, ripartenze. E
- 37:00Speaker 2: fosse proprio questo il significato più profondo dell'immigrazione. Non soltanto
- 37:04Speaker 2: lasciare un luogo, ma scoprire chi siamo quando tutto ciò
- 37:08Speaker 2: che conoscevamo resta nell'altra parte del mondo. Grazie. per averci
- 37:14Speaker 2: accompagnati anche questa domenica. Se siete arrivati da poco in Australia,
- 37:18Speaker 2: raccontateci la vostra esperienza. Se vivete qui da 20, 30 o 50 anni,
- 37:23Speaker 2: scriveteci che cosa è cambiato rispetto ai vostri primi giorni.
- 37:28Speaker 2: Se siete tornati in Italia, raccontateci perché avete preso questa decisione.
- 37:33Speaker 2: E se state pensando di partire, condividete con noi le
- 37:36Speaker 2: vostre paure, le vostre aspettative, le vostre ambizioni. perché la
- 37:43Speaker 2: domenica di allora vuole essere proprio questo, uno spazio libero,
- 37:47Speaker 2: un luogo di confronto, una voce capace di unire le
- 37:51Speaker 2: diverse generazioni dell'immigrazione italiana. Io sono Emanuele Esposito, vi ringrazio
- 37:56Speaker 2: per aver trascorso con noi questa domenica, continuate a seguire
- 38:00Speaker 2: allora online il nostro giornale, i nostri podcast e tutte
- 38:04Speaker 2: le nostre iniziative dedicate agli italiani australiani nel mondo. Buona
- 38:08Speaker 2: domenica a tutti e alla prossima puntata di Domenica di Allora.
- 38:12Speaker 2: Io vi lascio con una bellissima canzone, Cervelli in fuga.
- 38:16Speaker 2: Normalmente non lo faccio, non metto canzoni sotto i podcast,
- 38:21Speaker 2: però voglio che le ascoltate, perché ha un senso logico
- 38:24Speaker 2: in tutto quello che abbiamo detto in questa puntata, ma
- 38:28Speaker 2: soprattutto ci fa riflettere. E ricordatevi una cosa, non abbiate
- 38:32Speaker 2: paura di credere nei vostri sogni. Buona domenica.
- 38:47Speaker 4: come va la vita io non mi lamento mi faranno
- 39:02Speaker 4: santo guido un bel furgone non parlo latino sono un
- 39:08Speaker 4: emigrante di Berlino Qui si riga dritti E se sei
- 39:19Speaker 4: straniero La Germania è organizzata Non mi ricordo l'ultima grattata
- 39:32Speaker 4: Ai coglioni che mi sono data Siamo cervelli in fuga
- 39:38Speaker 4: legati da lavoro, cantiamo tutti in coro, noi non torniamo più.
- 39:47Speaker 4: Io sono un tipo pratico, tendente all'euro scettico, ed anche
- 39:52Speaker 4: un poco asmatico, Quando il mio vicino dice tu italiano, mafia,
- 40:08Speaker 4: pasta al sugo e mandolina.
- 40:11Speaker 3: Siamo cervelli
- 40:12Speaker 4: in fuga, fegati da lavoro, cantiamo tutti in coro. Noi
- 40:21Speaker 4: non torniamo più, noi non abbiamo studiato e non compiamo niente.
- 40:29Speaker 4: Noi siamo solo gente e non torniamo più. Ora che
- 40:41Speaker 4: siamo tutti una famiglia unita la pizza margherita quella fatta
- 40:58Speaker 4: a Monaco col pure di anguilla fagliela mangiare a tua
- 41:02Speaker 4: sorella E quando parlano di cervelli in fuga, cosa vorranno dire?
- 41:09Speaker 4: Il mio cervello ha i muscoli e dallo sforzo suda,
- 41:13Speaker 4: nessuno mi può consolare. Nessuno sente nostalgia per un povero
- 41:18Speaker 4: Cristo che è ancora stretto a diventare tedesco. Siamo cervelli
- 41:23Speaker 4: in fuga, fregati da lavoro, cantiamo tutti in coro. Noi
- 41:31Speaker 4: non torniamo più Noi non abbiamo studiato E non contiamo
- 41:35Speaker 4: niente Noi siamo solo gente E non torniamo più Siamo
- 41:38Speaker 4: cervelli bugati Fegati da lavoro Cattiamo tutti il coro Noi
- 41:43Speaker 4: non torniamo più Noi non abbiamo studiato
- 42:17Speaker 3: Grazie per l'ascolto. Potete ascoltare su tutte le piattaforme online
- 42:21Speaker 3: oppure su alloranews. com o sui nostri social. Questo podcast è
- 42:26Speaker 3: stato curato dalla redazione di Allora.