Latest / Allora! News Podcast / LA DOMENICA DI ALLORA SPECIALE MARCINELLE
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- 0:17Speaker 2: C'era il sole sopra l'Italia e una madre che diceva
- 0:23Speaker 2: di una valigia, un pane, un sogno e negli occhi
- 0:29Speaker 2: l'amore di Dio. Verso il Belgio, verso il buio, per
- 0:36Speaker 2: cercare un futuro migliore con la forza della dignità. E
- 0:43Speaker 2: la speranza dentro al cuore, poi il silenzio, poi il fuoco,
- 0:51Speaker 2: poi il dolore che non passa mai. 262 vite diventate
- 0:59Speaker 2: stelle sopranoi tra la polvere. il vostro nome resterà ogni
- 1:15Speaker 2: lacrima versata non si perderà siete il volto dell'Italia quella
- 1:24Speaker 2: vera quella che non cede mai e il vostro sacrificio
- 1:33Speaker 2: continuerà a vivere
- 1:39Speaker 3: Ci sono date che appartengono ai libri di storia, poi
- 1:42Speaker 3: ci sono date che continuano a vivere nelle famiglie, nelle comunità,
- 1:46Speaker 3: nella coscienza di un popolo. Date che non possono essere
- 1:50Speaker 3: ricordate soltanto con una corona di fiori, una fotografia ufficiale
- 1:54Speaker 3: o un comunicato preparato da qualche ufficio stampa. L' 8 agosto 1956
- 2:01Speaker 3: è uno di questi dati. Quel giorno, nella menina di
- 2:04Speaker 3: Bois de Cazio, a Marcinelle, In Belgio persero la vita 262
- 2:10Speaker 3: lavoratori appartenenti a 12 diverse nazionalità. Tra loro c'erano 136 italiani. Erano emigranti,
- 2:20Speaker 3: erano mariti, padri, figli, fratelli. Erano uomini partiti da piccoli
- 2:24Speaker 3: paesi italiani perché la loro patria non era stata capace
- 2:28Speaker 3: di offrire loro un lavoro, uno stipendio e la speranza
- 2:31Speaker 3: di un futuro. 8 agosto 2026 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, 70
- 2:40Speaker 3: anni da quella mattina di fuoco, fumo, disperazione, 70 anni dal
- 2:44Speaker 3: sacrificio di 262 lavoratori, più della metà italiani. Benvenuti alla nuova
- 2:51Speaker 3: puntata della domenica di allora, io sono Emanuele Esposito. Quella
- 2:57Speaker 3: di oggi non sarà una puntata come le altre, sarà
- 3:00Speaker 3: un viaggio nella memoria, un viaggio nelle missili della terra,
- 3:04Speaker 3: un viaggio nella storia dell'immigrazione italiana, Nel dolore di chi
- 3:07Speaker 3: partì e nella sofferenza di chi rimase ad aspettare un
- 3:11Speaker 3: ritorno che non si fu mai. Ma sarà anche una
- 3:14Speaker 3: riflessione sul ritardo di oggi, perché ricordare Marcinelle significa parlare
- 3:19Speaker 3: del passato, ma significa anche domandarsi quale rispetto alla Repubblica
- 3:23Speaker 3: riserva oggi agli italiani che vivono nel mondo e soprattutto
- 3:28Speaker 3: significa ricordare un uomo che fece nella difesa degli italiani
- 3:32Speaker 3: all'estero la battaglia della propria vita Marco Remaglia la canzone
- 3:37Speaker 3: che state ascoltando in sottofondo è stata scritta da me
- 3:40Speaker 3: con tutto l'amore con tutto l'affetto con tutto il sentimento
- 3:45Speaker 3: che ho verso tutti gli italiani del mondo e soprattutto
- 3:49Speaker 3: quelli di Marcianelle subito dopo la sigla
- 3:55Speaker 2: l'Italia tra la polvere e le stelle continuerete a camminare
- 4:16Speaker 2: ogni nome ogni volto ogni famiglia è una pagina d'Italia
- 4:25Speaker 2: che nessun tempo potrà cancellare perché il vostro sacrificio non
- 4:35Speaker 2: appartiene al passato appartiene al futuro e finché ci sarà
- 4:45Speaker 2: un
- 4:45Speaker 5: italiano nel mondo capace di ricordare voi
- 5:04Speaker 2: vivrete per sempre per sempre Per sempre
- 5:41Speaker 6: Tra la polvere
- 5:43Speaker 7: e le stelle. Ci...
- 6:00Speaker 3: Per comprendere Marcinelle bisogna tornare all'Italia del secondo dopoguerra. Un
- 6:04Speaker 3: paese devastato, fabbriche distrutte, campagne povere, città da ricostruire, disoccupazione,
- 6:12Speaker 3: fame e famiglie che non sapevano come arrivare alla fine
- 6:16Speaker 3: del mese. L'Italia aveva bisogno di carbone per alimentare la
- 6:20Speaker 3: ricostruzione industriale. Il Belgio aveva bisogno di lavoratori da mandare
- 6:25Speaker 3: nelle miniere. Il 23 giugno 1946 venne firmato un accordo tra i
- 6:31Speaker 3: due paesi. L'Italia avrebbe inviato migliaia di lavoratori alle migliore belge.
- 6:36Speaker 3: In cambio, il Belgio avrebbe fornito carbone all'Italia. Dietro quella formula,
- 6:42Speaker 3: diplomatica ed economica, c'erano vite umane. C'erano uomini che lasciavano
- 6:48Speaker 3: i propri paesi con una valigia. C'erano moglie che accompagnavano
- 6:51Speaker 3: i mariti nella stazione senza sapere quando li avrebbero rivisti.
- 6:54Speaker 3: C'erano bambini. che osservavano il padre salire su un treno
- 6:58Speaker 3: diretto verso una terra sconosciuta. C'erano famiglie che accettavano l'esaperazione
- 7:04Speaker 3: perché non avevano alternative. Il lavoro in Belgio veniva presentato
- 7:10Speaker 3: come un'occasione. Per molti fu una necessità, per altri diventò
- 7:15Speaker 3: una condanna. 50.000 italiani raggiungono i 5 bacini minerali del Belgio
- 7:21Speaker 3: nell'ambito di quell'accordo tra il 1946 e E' il 1963. Secondo i
- 7:27Speaker 3: dati che ci ha ricordato spesso Mirko Tramaglia nel suo
- 7:32Speaker 3: discorso del 2001, 867 italiani morirono nelle miniere belge. 867 italiani morirono
- 7:40Speaker 3: nelle miniere belge. Ricordatelo. Una pala, una piccozza, un casco,
- 7:47Speaker 3: una lampada. E poi la discesa verso l'oscurità. I minatori
- 7:52Speaker 3: lavoravano in condizioni durissime, scendendo centinaia di metri sotto terra.
- 7:58Speaker 3: In alcuni punti dovevano muoversi quasi strisciando, dentro cunicoli bassissimi,
- 8:04Speaker 3: respirando polvere, condividendo con il rischio delle esplosioni, degli incendi,
- 8:09Speaker 3: dei crolli del gas. Tre Maglia parlò di ragazzi di
- 8:13Speaker 3: vent'anni e uomini pieni di speranza mandati a lavorare in
- 8:16Speaker 3: cunicoli alti non più di 50 centimetri. uomini costretti a piegarsi fisicamente,
- 8:23Speaker 3: ma anche moralmente, davanti alla necessità di sopravvivere. Erano lavoratori italiani,
- 8:29Speaker 3: ma spesso venivano trattati soltanto come braccia, come forza produttiva,
- 8:34Speaker 3: come numeri, come uomini sostituibili. Eppure, con il loro lavoro,
- 8:40Speaker 3: contribuirono alla ricostruzione del Belgio e dell'Europa e allo stesso tempo,
- 8:45Speaker 3: attraverso le rimesse inviate alle famiglie, contribuirono anche alla ripresa
- 8:49Speaker 3: dell'economia dell'Italia. L'Italia riceveva carbone, le famiglie ricevevano qualche soldo,
- 8:56Speaker 3: i minatori ricevevano polvere, fatica e pericolo. Questo era il
- 9:02Speaker 3: prezzo dell'immigrazione. Questo era il prezzo dell'immigrazione. Questo è il
- 9:09Speaker 3: prezzo che ha pagato la nostra immigrazione. Nella mattina dell'8 agosto 1956,
- 9:17Speaker 3: nel complesso minerario di Boeste- Cosiero, la giornata di lavoro è
- 9:22Speaker 3: già iniziata. Gli uomini sono scesi nei pozzi. Alcuni si
- 9:26Speaker 3: trovano a centinaia di metri di profondità, altri sono ancora
- 9:29Speaker 3: più in basso. La meniera è un labirinto di gallerie, impalcature,
- 9:33Speaker 3: cavi elettrici, condotti, accessori e carrelli utilizzati per trasportare carbone.
- 9:39Speaker 3: Poi accade qualcosa. Uno dei vagoncini non è completamente entrato
- 9:43Speaker 3: nella gabbia dei montacarichi. Quando la gabbia viene avviata, il
- 9:49Speaker 3: carrello sporgente ulta violentemente un trave. La trave, trasformata in
- 9:56Speaker 3: una sorta di ariete, danneggia una tombazione dell'olio, rompe cave
- 10:00Speaker 3: elettrici e alta tensione e provoca la rottura della condotta
- 10:04Speaker 3: di aria compressa. Gli archi elettrici incendiano l'olio nebulizzato. Le
- 10:11Speaker 3: strutture di legno prendono fuoco. L'aria compressa e il sistema
- 10:15Speaker 3: di ventilazione alimentano le fiamme e spingono il fumo nelle gallerie.
- 10:21Speaker 3: In pochi minuti la miniera diventa una trappola. Il fuoco
- 10:25Speaker 3: si proroga. Il fumo invade i polsi. I gas tossici
- 10:31Speaker 3: penetrano nelle gallerie. Le comunicazioni diventano difficili. Gli uomini rimasti
- 10:36Speaker 3: sotto terra cercano disperatamente una via di fuga. alcuni tentano
- 10:40Speaker 3: di raggiungere altre gallerie, altri aspettano i soccorsi, altri ancora
- 10:45Speaker 3: cercano di aiutare i compagni, ma nell'oscurità, con il fumo
- 10:49Speaker 3: che toglie il respiro, ogni momento diventa quasi impossibile. In
- 10:54Speaker 3: superficie cominciano ad arrivare le famiglie, le mogli, i figli,
- 10:57Speaker 3: i parenti, gli amici, si radunano davanti ai canzoni della miniera,
- 11:01Speaker 3: aspettano una notizia, un nome, un segnale, qualcuno spera di
- 11:05Speaker 3: vedere uscire il proprio marito, qualcuno cerca il vuoto del
- 11:08Speaker 3: proprio figlio, Qualcuno continua a ripetere che forse è vivo.
- 11:12Speaker 3: Le ore passano. La speranza resiste, ma diventa sempre più fragile.
- 11:18Speaker 3: I soccorritori scendono nella miniera affrontando temperature altissime, fumo e gas.
- 11:22Speaker 3: Anche loro rischiano la vita. La ricerca continua per giorni.
- 11:28Speaker 3: In una galleria a quota 1.035 metri qualcuno aveva lasciato un
- 11:33Speaker 3: messaggio disperato. Fuggiamo davanti al fumo. Siamo una cinquantina. Quelle
- 11:41Speaker 3: persone non rivedero mai la luce. Alla fine il bilancio
- 11:47Speaker 3: fu terribile. 262 morti. Soltanto 13 uomini riuscirono a salvarsi. Le
- 11:57Speaker 3: vittime appartenevano a 12 nazionalità. 136 erano italiane. La pagina di
- 12:07Speaker 3: Marcinella entrò nelle case italiane attraverso l'immagine dei familiari davanti
- 12:11Speaker 3: alla miniera, dei soccorritori, delle bare e dei volti distrutti
- 12:16Speaker 3: dal dolore. L'Italia scoprì improvvisamente il prezzo pagato dai propri emigranti.
- 12:26Speaker 3: Scoprì che dietro al carbone necessario alla ricostruzione c'erano uomini
- 12:31Speaker 3: che lavoravano in condizioni spesso disumane. scoprì che miliardi di
- 12:36Speaker 3: alieni erano partiti non per turismo, non per avventura, ma
- 12:40Speaker 3: perché non avevano avuto un'altra scelta. Ricordate, ricordate, ricordate, 136, 136, un
- 12:53Speaker 3: numero che rischia di apparire freddo, ma dietro quel numero
- 12:57Speaker 3: c'erano 36 esistenze, 36 storie, 136 famiglie, le vittime italiane e Provenivano da
- 13:05Speaker 3: numerose regioni della penisola, Abruzzo, Calabria, Campania, Milano- Romagna, Friuli- Venezia- Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana,
- 13:13Speaker 3: Trentino- Oadice e Veneto. Molti provenivano dall'Abruzzo, una delle regioni che
- 13:20Speaker 3: pagò il prezzo più alto. Erano uomini di età diverse,
- 13:25Speaker 3: alcuni erano giovanissimi, altri avevano già costruito una famiglia. Avevano
- 13:30Speaker 3: lasciato paesi in cui tutti si conoscevano. Erano partiti con
- 13:35Speaker 3: la promessa di un contratto, di un salario e di
- 13:37Speaker 3: un alloggio. Avevano accettato di scendere sotto terra perché in
- 13:41Speaker 3: padria non c'era un posto per loro. Questa è una
- 13:45Speaker 3: verità che non deve essere cancellata. Questi italiani non partirono
- 13:59Speaker 3: perché l'Italia aveva offerto loro troppo. Partirono perché l'Italia. non
- 14:04Speaker 3: aveva offerto nulla, aveva offerto poco. Ecco perché Marcinella non
- 14:10Speaker 3: è soltanto una tragedia del lavoro, è la tragedia della emigrazione,
- 14:17Speaker 3: è la conseguenza di un paese che fu costretto a
- 14:20Speaker 3: mandare lontano milioni di propri cittadini, è il simbolo di
- 14:24Speaker 3: un'unità povera, incapace di sanzionare i propri figli, ma pronta
- 14:29Speaker 3: a beneficiare dei loro sacrifici. Gli emigrati inviavano denaro alle famiglie,
- 14:37Speaker 3: mantenevano vivi i paesi, costruivano case, pagavano gli studi ai figli,
- 14:44Speaker 3: sostenevano l'economia italiana, eppure troppo spesso venivano dimenticati. Partivano gli
- 14:53Speaker 3: italiani all'estero, ma diventarono stranieri. Quando tornavano in Italia qualche
- 15:01Speaker 3: volta venivano trattati come se fossero forestieri, questa ferita ha
- 15:05Speaker 3: attraversato l'intera generazione. La conosciamo anche qui in Australia. La
- 15:10Speaker 3: conoscono le famiglie italiane che hanno costruito strade, lavorato nei cantieri,
- 15:17Speaker 3: aperto negozi, fabbriche, aziende e ristoranti. La conoscono coloro che
- 15:21Speaker 3: hanno affrontato il razzismo, la solitudine, la difficoltà di parlare
- 15:25Speaker 3: una lingua diversa. La conoscono quelli che hanno lavorato per
- 15:28Speaker 3: anni con la speranza di tornare in Italia, e che
- 15:31Speaker 3: a un certo punto hanno capito che la loro vita
- 15:34Speaker 3: era ormai altrove. Marcinella appartiene al Belgio, ma appartiene a
- 15:40Speaker 3: tutti noi, appartiene all'Australia, appartiene alla Germania, alla Svizzera, all'America,
- 15:46Speaker 3: e a ogni luogo nel quale un italiano è stato
- 15:48Speaker 3: costretto a ricominciare dal zero. L' 8 agosto 2001, 45 anni dopo la tragedia,
- 16:01Speaker 3: Mirko Tremagli arrivò a Marcinelle nella sua prima visita ufficiale all'estero,
- 16:06Speaker 3: da ministro degli italiani all'estero. Per lui non era una
- 16:10Speaker 3: cerimonia qualsiasi. Disse che Marcinelle è stata per anni il
- 16:14Speaker 3: suo pellegrinaggio personale. Non parlò con il linguaggio fede della burocrazia.
- 16:19Speaker 3: Parlò col dolore, con rabbia, col rispetto. Con la consapevolezza
- 16:24Speaker 3: che quei morti rappresentavano molti altri lavoratori italiani, completamente dimenticati.
- 16:31Speaker 3: il tramaglio dei primi marginali è simbolo della sofferenza, della
- 16:34Speaker 3: fatica e del sangue versato sul lavoro degli italiani al mondo.
- 16:39Speaker 3: Ricordò gli uomini costretti a lavorare come bestie dentro cunicoli bassissimi,
- 16:45Speaker 3: ricordò il dolore delle famiglie, ricordò la dignità di chi
- 16:48Speaker 3: aveva lasciato la propria terra per cercare un lavoro, ma
- 16:52Speaker 3: pronunciò anche parole durissime contro la politica. Disse, la politica
- 16:59Speaker 3: non ha tempo per seminare dentro di sé Questa è
- 17:02Speaker 3: data di autentico martirio, impegnata come in manovre e in
- 17:07Speaker 3: tribù di ben altre dimensioni. La morale non c'è più
- 17:12Speaker 3: e l'insegnamento dei ricordi dei morti nemmeno. Parole pronunciate venticinque
- 17:18Speaker 3: anni fa, parole che sembrano scritte oggi. Tremaio non voleva
- 17:25Speaker 3: una celebrazione di parte. Affermò chiaramente che Marcinella non poteva
- 17:29Speaker 3: essere dimenticata da nessuno. se non all'intero popolo italiano ed europeo.
- 17:35Speaker 3: Chiedeva unità, chiedeva memoria, ma soprattutto chiedeva politiche concrete per
- 17:41Speaker 3: tutelare la dignità degli italiani nel mondo, favorendo l'integrazione dei
- 17:47Speaker 3: paesi d'accoglienza e mantenere vivo il rapporto con la madre patria.
- 17:54Speaker 3: Nel suo discorso rivolse anche un appello agli amministratori delle
- 17:57Speaker 3: regioni e dei comuni dei quali provenivano le vittime, raccontate
- 18:01Speaker 3: questa storia ai ragazzi affinché nel mondo non possa ripetersi
- 18:04Speaker 3: un'altra marginella poi davanti alle vittime fece una proposta destinata
- 18:09Speaker 3: a entrare nella storia 8 agosto venisse proclamato giornale nazionale del
- 18:15Speaker 3: servizio del lavoro italiano nel mondo quella proposta fu accolta
- 18:20Speaker 3: con una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri primo
- 18:23Speaker 3: dicembre 2001 l'8 agosto venne istituito come giornale dedicato alla memoria
- 18:28Speaker 3: e al sacrificio dei lavoratori italiani emigrati e caduti all'estero.
- 18:33Speaker 3: Tremaglia aveva compreso che la memoria, senza conseguenze politiche, rischia
- 18:39Speaker 3: di diventare soltanto retorica. Ricordare i morti significa proteggere i vivi,
- 18:46Speaker 3: onorare i minatori significa difendere i diritti degli emigrati, celebrare
- 18:51Speaker 3: Marcinello significa riconoscere agli italiani all'estero dignità, voce e rappresentanza.
- 18:59Speaker 3: Mirko Tremaglia non era una fotografia da esporre durante una commemorazione,
- 19:04Speaker 3: non era un nome da pronunciare una volta all'anno, non
- 19:07Speaker 3: era una figura innocua, era scomodo, era combattiva, era ostinato.
- 19:13Speaker 3: Aveva trascorsi cercando di portare gli italiani nel mondo dentro
- 19:17Speaker 3: la storia politica e istituzionale della Repubblica. Per lui gli
- 19:20Speaker 3: emigranti non erano cittadini minori, non erano italiani a metà.
- 19:25Speaker 3: Non erano soltanto persone da ringraziare per ciò che avevano
- 19:28Speaker 3: fatto nel passato, erano cittadini portatori di diritti. Tremaglia non
- 19:33Speaker 3: vedeva negli italiani all'estero un problema amministrativo. Vedeva famiglie, comunità, territori, associazioni, lingue, cultura, memoria.
- 19:41Speaker 3: E vedeva un'Italia molto più grande dei propri confini geografici.
- 19:45Speaker 3: La sua battaglia per il voto e per la rappresentanza
- 19:48Speaker 3: parlamentare negli italiani all'estero nasceva da questa visione. Non si
- 19:53Speaker 3: trattava soltanto di mettere una scheda dentro una busta. Si
- 19:56Speaker 3: trattava di riconoscere che milioni di connazionali facevano ancora parte
- 20:00Speaker 3: della comunità nazionale. Si trattava di costruire un ponte tra
- 20:05Speaker 3: Roma e il mondo. Un ponte tra l'Italia e le
- 20:07Speaker 3: comunità italiane dell'Australia, dell'America, dell'Europa, dell'Africa e dell'Asia. Quella rappresentanza
- 20:14Speaker 3: non fu una concessione. Fu un riconoscimento tardivo di un
- 20:19Speaker 3: debito storico. Gli italiani all'estero avevano contribuito per decenni allo
- 20:23Speaker 3: sviluppo dell'Italia attraverso le rimesse. Avevano diffuso la lingua, la cultura,
- 20:28Speaker 3: il lavoro e l'immagine del nostro paese. Avevano costruito città,
- 20:33Speaker 3: infrastrutture e nazioni che li avevano accolti. Avevano pagato sulla
- 20:37Speaker 3: propria pelle il prezzo della distanza, della discriminazione e della nostalgia.
- 20:45Speaker 3: Tremaglia voglia ricostruire loro una voce. Per questo il suo
- 20:49Speaker 3: nome è Non può essere utilizzato da chi considera l'Italia
- 20:52Speaker 3: all'estero soltanto una riserva di voti. Non può essere utilizzato
- 20:56Speaker 3: da chi arriva nelle nostre comunità durante le campagne elettorali,
- 20:59Speaker 3: promette attenzione e poi scompare. Non può essere utilizzato da
- 21:04Speaker 3: chi si presenta a una commemorazione, ripone una colonna e
- 21:08Speaker 3: subito dopo torna a Roma a negoziare sulla pelle degli
- 21:12Speaker 3: italiani nel mondo. 70 anni dopo Marcinella e la politica
- 21:18Speaker 3: italiana intorno là a pronunciare parole solenni, si parlerà di sacrificio,
- 21:23Speaker 3: di memoria, di radice, di italianità. Vedremo messaggi istituzionali, fotografie,
- 21:28Speaker 3: colori di fiori, video registrati davanti a una bandiera. Sentiremo
- 21:33Speaker 3: ripetere che gli italiani all'estero non sono una risorsa straordinaria
- 21:36Speaker 3: per il paese. Ma subito dopo? Subito dopo molti torneranno
- 21:41Speaker 3: a trattare le nostre comunità come numeri dentro una tabella.
- 21:46Speaker 3: In queste settimane la politica italiana sta discutendo una riforma
- 21:49Speaker 3: elettorale che rischia di modificare profondamente la rappresentanza degli italiani all'estero.
- 21:55Speaker 3: Si parla di accorpamenti, di circostizioni enormi, di territori lontanissimi
- 22:00Speaker 3: messi insieme, di capolessi decisi dai palazzi, di candidature costruite
- 22:05Speaker 3: secondo le convenienze delle segreterie. Si rischia di spezzare il
- 22:11Speaker 3: legame tra elettori, comunità e rappresentanti. Si rischia di cancellare
- 22:16Speaker 3: quella territorialità che era il cuore della battaglia di Tremaglia.
- 22:20Speaker 3: Che può e come può un rappresentante conoscere davvero la
- 22:25Speaker 3: sparsa in continenti diversi? Come può comprendere contemporaneamente i problemi
- 22:31Speaker 3: degli italiani in Australia, in Sud America, in Africa e
- 22:34Speaker 3: in Asia? Come può essere vicino a territori separati da
- 22:37Speaker 3: decine di migliaia di chilometri? La rappresentanza non è soltanto
- 22:41Speaker 3: un set. è presenza, è conoscenza, è ascolto, è responsabilità,
- 22:46Speaker 3: è il rapporto quotidiano tra un eletto e le persone
- 22:48Speaker 3: che dovrebbe rappresentare. Quando questo rapporto viene cancellato la democrazia
- 22:55Speaker 3: diventa più distante e quando la democrazia diventa distante aumentano
- 23:01Speaker 3: il disinteresse, l'assenzione e la sfiducia. È proprio in questo
- 23:06Speaker 3: momento di incertezza politica che le parole di Tremaglia devono
- 23:10Speaker 3: tornare a far risuonare tutti, non come una citazione di circostanza,
- 23:16Speaker 3: non come un'accusa, non come un avvertimento, ma come una lezione.
- 23:24Speaker 3: Non basta commemorare i morti se contemporaneamente si mortificano i vivi.
- 23:30Speaker 3: Non basta pronunciare le parole marcinelle se poi migliori italiani
- 23:32Speaker 3: residenti all'estero vengono trattate come numeri da spostare da una
- 23:37Speaker 3: circostanza all'altra. Non basta parlare di radici se poi si
- 23:41Speaker 3: taglia il legame alla comunità e ai loro rappresentanti. Non
- 23:44Speaker 3: basta ricordare gli emigranti con le valigie di cartone se
- 23:48Speaker 3: poi gli italiani che vivono oggi nel mondo vengono lasciati
- 23:51Speaker 3: senza servizi, senza ascolto, senza rappresentanza realmente vicina. E soprattutto,
- 23:57Speaker 3: non usate Marcinelle per la vostra propaganda. Marcinelle non è
- 24:01Speaker 3: uno slogan elettorale. Non è una passarella, non è il
- 24:06Speaker 3: fondale sul quale scattare una fotografia da pubblicare sui social,
- 24:09Speaker 3: non è un'occasione per ripetere parole preparate negli uffici stampa.
- 24:14Speaker 3: Marcinella è sangue, dolore, patica, il pianto di moglie che
- 24:18Speaker 3: aspetta inutilmente in cancella della miniera, è il volto dei
- 24:22Speaker 3: figli che non videro più tornare ai propri padri, è
- 24:25Speaker 3: la storia di uomini mandati nelle visce della terra perché
- 24:29Speaker 3: la loro patria non aveva saputo offrire loro un futuro.
- 24:34Speaker 3: Chi utilizza questa storia per costruire la propria immagine politica
- 24:38Speaker 3: compie un atto di profonda ipocrisia. Tremaglia era contro gli sciacalli,
- 24:45Speaker 3: contro chi avvicina gli emigrati soltanto quando c'erano voti da raccogliere,
- 24:51Speaker 3: contro chi utilizzava la comunità italiana all'estero per ottenere una candidatura,
- 24:55Speaker 3: un incarico o una fotografia, contro chi parlava dell'Italia all'estero
- 24:59Speaker 3: senza conoscere la vita, i sacrifici e i problemi. Per questo,
- 25:04Speaker 3: Lo dico io personalmente. Non usate il nome di Mirko
- 25:08Speaker 3: Tremaglia se poi tradite ciò per cui ha combattuto. Non
- 25:13Speaker 3: pronunciate nei vostri discorsi se considerate gli italiani nel mondo
- 25:16Speaker 3: cittadini di serie B. Non nascondetevi dietro Marcinelle mentre approvate
- 25:22Speaker 3: norme che cancellano territorio, identità e comunità. Non trasformate Tremaglia
- 25:28Speaker 3: in una fotografia innocua. Tremaglia non era innocua. La sua
- 25:33Speaker 3: voce disturbava, le sue battaglie disturbavano, la sua ostinazione disturbava,
- 25:39Speaker 3: disturbava perché ricordava alla politica italiana l'esistenza di milioni di
- 25:43Speaker 3: cittadini che Roma avrebbe preferito dimenticare. Marcellina non appartiene soltanto
- 25:50Speaker 3: alle vittime, appartiene a tutti gli italiani del mondo, appartiene
- 25:55Speaker 3: a chi lasciò l'Italia per lavorare nelle fabbriche della Germania,
- 25:59Speaker 3: a chi scavò gallerie in Svizzera, a chi costruì ferrovie
- 26:02Speaker 3: e strade in Australia, a chi attraversò l'oceano verso l'Argentina,
- 26:06Speaker 3: il Brasile, gli Stati Uniti e il Canada, a chi
- 26:09Speaker 3: lavorò nei campi, nei cantieri, nelle cucine, nelle acceierie, nelle miniere,
- 26:14Speaker 3: appartiene alle donne che mantengono le famiglie, alle madri che
- 26:18Speaker 3: crebbero i figli senza conoscere la lingua del paese nel
- 26:23Speaker 3: quale erano arrivate, ai bambini italiani derisi a scuola per
- 26:27Speaker 3: il loro accento, per il cibo che portavano, e per
- 26:32Speaker 3: il cognome che avevano. Appartiene alle associazioni che costruiscono circoli, chiese, scuole,
- 26:38Speaker 3: case dell'Italia e luoghi d'incontro. Appartiene a chi ha continuato
- 26:43Speaker 3: a parlare italiano dentro casa, anche quando fuori era costretto
- 26:48Speaker 3: a utilizzare un'altra lingua. Appartiene a noi che viviamo in Australia.
- 26:56Speaker 3: Anche qui l'italiano hanno costruito il sacrificio, hanno affrontato viaggi lunghissimi,
- 27:01Speaker 3: hanno lavorato in condizioni difficili, hanno costruito famiglie e comunità,
- 27:08Speaker 3: hanno contribuito allo sviluppo economico e culturale del paese che
- 27:12Speaker 3: li ha accolti. Molti non tornarono mai definitivamente in Italia,
- 27:19Speaker 3: ma non smisero mai di sentirsi italiani. Questa è la
- 27:23Speaker 3: forza dell'emigrazione, essere parte di due mondi, amare il paese
- 27:28Speaker 3: che ti ha accolto senza dimenticare quello che il paese
- 27:34Speaker 3: ci ha abbandonato, costruire una nuova patria senza cancellare la prima.
- 27:38Speaker 3: Per questo la memoria di Marcinelli ci riguarda direttamente, è
- 27:42Speaker 3: una storia europea, italiana, universale. Oggi, quel luogo della memoria,
- 27:48Speaker 3: dedicato alla sicurezza sul lavoro, ai fenomeni migratori, il sito
- 27:53Speaker 3: conserva testimonianze, immagini e ricostruzione della tragedia delle operazioni di soccorso.
- 27:58Speaker 3: Ma la memoria non deve restare chiusa dentro un museo,
- 28:02Speaker 3: deve vivere nelle scuole, nelle famiglie, nei giornali, nei podcast,
- 28:05Speaker 3: nelle comunità e soprattutto nelle decisioni della politica. La giornata
- 28:13Speaker 3: nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo non dovrebbe
- 28:16Speaker 3: essere soltanto una commemorazione, dovrebbe essere una verifica morale. Ogni 8
- 28:23Speaker 3: agosto la politica italiana dovrebbe domandarsi che cosa abbiamo fatto
- 28:27Speaker 3: concretamente per gli italiani nel mondo. Abbiamo migliorato i servizi consolari,
- 28:32Speaker 3: abbiamo tutelato la lingua e cultura italiana, abbiamo sostenuto le
- 28:36Speaker 3: associazioni che custodiscono la memoria dell'immigrazione, abbiamo ascoltato le nuove generazioni,
- 28:42Speaker 3: abbiamo garantito una rappresentanza parlamentare autentica, abbiamo protetto il ligame
- 28:47Speaker 3: agli eletti territori, Abbiamo riconosciuto il contributo economico, culturale e
- 28:52Speaker 3: sociale della comunità italiana? Oppure ci siamo limitati a una
- 28:55Speaker 3: fotografia e a un messaggio sui social? Ricordare i morti
- 28:59Speaker 3: significa rispettare i vivi. Significa non dimenticare gli anziani emigrati.
- 29:04Speaker 3: Significa non abbandonare le nuove generazioni che vogliono mantenere un
- 29:08Speaker 3: rapporto con l'Italia. Significa sostenere la lingua italiana. Significa garantire
- 29:12Speaker 3: servizi consolari efficienti. Significa ascoltare continuamente. La comunità, prima di
- 29:19Speaker 3: modificare la loro rappresentanza, significa comprendere che un italiano residente
- 29:23Speaker 3: a Sydney, Melbourne, Buenos Aires, New York, Toronto, Johannesburg o
- 29:27Speaker 3: Bruxelles non è meno italiano di chi vive a Roma.
- 29:32Speaker 3: La distanza geografica non cancella la cittadinanza, non cancella la memoria,
- 29:37Speaker 3: non cancella i diritti. A quei partiti che oggi celebrano
- 29:43Speaker 3: Marcinelle mentre sostengono riforme capaci di indebolire la rappresentanza dell'estero, diciamo,
- 29:50Speaker 3: imparate da Tremaglia. Tremaglia vedeva persone dove voi vedete numeri.
- 29:56Speaker 3: Vedeva comunità dove voi vedete collegi. Vedeva territori dove voi
- 30:01Speaker 3: vedete calcoli elettorali. Vedeva cittadini dove voi vedete volti. Tremaglia
- 30:06Speaker 3: non negoziava sulla pelle dell'estero. Non adottava le proprie convinzioni
- 30:11Speaker 3: alle convenienze del momento. Non arrivava nelle comunità soltanto durante
- 30:18Speaker 3: le campagne elettorali. Prima di usare il suo nome, studiate
- 30:21Speaker 3: la storia. Prima di parlare di Marcinelli, comprendete il sacrificio
- 30:25Speaker 3: di chi ha lasciato la propria terra. Prima di celebrare
- 30:28Speaker 3: gli americani del passato, ascoltate gli italiani che vivono oggi
- 30:31Speaker 3: nel mondo. Prima di deporle una corona. Non mandatemi se
- 30:35Speaker 3: state rispettando ciò per cui i lavoratori hanno lottato. Il lavoro,
- 30:40Speaker 3: la dignità, la sicurezza, l'uguaglianza e il diritto di essere dimenticati.
- 0:00Speaker 3: 8 agosto 1956. 8 agosto 2026. 70 anni. 70 anni sono passati
- 30:53Speaker 3: da quella mattina, il fuoco... Lì si è spento, la
- 31:02Speaker 3: miniera è cessata dalla propria attività, le sirenie chiamano più
- 31:07Speaker 3: i minatori al lavoro, ma la storia non è finita.
- 31:10Speaker 3: Continua nelle famiglie delle vittime, continua in tutti noi. Marcellino
- 31:17Speaker 3: non può essere dimenticato da nessuno, appartiene all'intero popolo italiano,
- 31:21Speaker 3: agli italiani all'estero, appartiene dentro di noi e parte di noi.
- 31:30Speaker 3: Ai morti di Marcinella dobbiamo il silenzio, il rispetto, memoria.
- 31:34Speaker 3: Ai vivi dobbiamo diritti, ascolto e rappresentanza. È stata una
- 31:40Speaker 3: puntata dura. Forse una di quelle più pesanti che ho
- 31:46Speaker 3: fatto fino ad oggi. Perché qui dentro c'è tutto l'amore.
- 31:51Speaker 3: Qui dentro c'è veramente l'amore. Non solo per quelle 136 famiglie
- 32:02Speaker 3: che hanno perso i loro cari, no, quei 136 italiani, sono noi,
- 32:09Speaker 3: sono noi, sono tutti noi, tutto questo appartiene a noi,
- 32:19Speaker 3: e chi, in questi giorni, usa, tre maglie, chi usa
- 32:28Speaker 3: l'italiano all'estero, per scopi, io ho una sola parola per
- 32:35Speaker 3: potervi dire vergognatevi vergognatevi vergognatevi ma noi saremo qui saremo
- 32:49Speaker 3: qui a difendere la memoria e i nostri italiani nel
- 32:54Speaker 3: mondo sempre e comunque e chi cerca di utilizzare Marcinelle
- 33:00Speaker 3: e il nome di Tre Maglie, mentre capessa la dignità
- 33:03Speaker 3: degli italiani nel mondo, ripeto, c'è solo una parola, vergognati.
- 33:10Speaker 3: Questa è stata una puntata speciale della domenica di allora,
- 33:18Speaker 3: ricordare non significa guardare indietro, significa impedire che il sacrificio
- 33:23Speaker 3: di quei uomini venga cancellato, dimenticato, utilizzato. Grazie per avermi ascoltato,
- 33:30Speaker 3: grazie alla redazione di allora che mi ha dato la
- 33:34Speaker 3: possibilità anche questa domenica di andare in onda grazie a
- 33:39Speaker 3: voi tutti che ci seguite e al di là delle
- 33:42Speaker 3: parole al di là dei sentimenti che ognuno di noi
- 33:46Speaker 3: ci mette dentro a quello che facciamo e noi di
- 33:50Speaker 3: allora lo facciamo con tutto il cuore io ci metto anima, corpo,
- 33:54Speaker 3: sentimento ma non per me perché voglio che anche un
- 34:00Speaker 3: solo figlio un italiano all'estero capisca il valore il valore
- 34:09Speaker 3: di tutti gli italiani al mondo e di quello che
- 34:12Speaker 3: noi o meglio loro quelli prima di me hanno fatto
- 34:17Speaker 3: per gli italiani hanno fatto per le nazioni dove sono
- 34:21Speaker 3: stati in Australia in giro per il mondo non è
- 34:24Speaker 3: soltanto costruire un ponte hanno costruito vita cultura Memoria. Onore
- 34:32Speaker 3: ai caduti di Marcinella, onore a tutti i lavoratori italiani
- 34:36Speaker 3: morti nel mondo e rispetto per tutti gli italiani che
- 34:40Speaker 3: ancora oggi vivono lontano dalla propria terra. Mi lascio con
- 34:45Speaker 3: La polvere e le stelle, una canzone che, come ho
- 34:48Speaker 3: detto all'inizio, l'ho scritta di gettito, nel silenzio e nel
- 34:57Speaker 3: rispetto di quella memoria. Grazie e buona continuazione di domenica.
- 35:21Speaker 2: C'era il sole sopra l'Italia e una madre che diceva
- 35:27Speaker 2: a Dio una valigia, un pane, un sogno e negli
- 35:33Speaker 2: occhi l'amore di Dio verso il belgio, verso il buio
- 35:40Speaker 2: per cercare un futuro migliore con la forza della dignità
- 35:47Speaker 2: e la speranza dentro al cuore poi il silenzio, poi
- 35:54Speaker 2: il fuoco poi il dolore che non passa mai 262 vite,
- 36:03Speaker 2: diventate stelle sopranoi tra la polvere e le stelle. Il
- 36:15Speaker 2: vostro nome resterà, ogni lacrima versata non si perderà. siete
- 36:26Speaker 2: il volto dell'Italia quella vera quella che non cede mai
- 36:34Speaker 2: e il vostro sacrificio continuerà a vivere nei figli dei
- 36:43Speaker 2: vostri figli e in tutti noi sono passati tanti anni
- 36:55Speaker 2: Ma il carbone è ancora lì Nelle mani della storia
- 37:03Speaker 2: Nei ricordi di chi è qui Ogni miniera racconta ancora
- 37:10Speaker 2: La fatica e la lealtà Di chi ha costruito un
- 37:16Speaker 2: domani Senza perdere l'identità Perché il tempo non cancella Chi
- 37:26Speaker 2: ha vissuto con onestà La memoria è una promessa Che
- 37:33Speaker 2: nessuno spezzerà Tra la polvere e le stelle Il vostro
- 37:48Speaker 2: nome resterà, ogni lacrima versata non si perderà. Siete il
- 37:58Speaker 2: cuore dell'Italia che ha saputo, riborgime sempre il vostro coraggio,
- 38:08Speaker 2: illumina il nostro cammino. questa non è soltanto la storia
- 38:17Speaker 2: di una miniera è la storia di milioni di italiani
- 38:24Speaker 2: partiti con una valigia e tornati per sempre nel cuore
- 38:31Speaker 2: della loro gente c'è stato chi come Mirko Tremaglia ha
- 38:41Speaker 2: raccolto quella memoria ha dato voce agli italiani nel mondo
- 38:48Speaker 2: perché nessuno dimenticasse che aveva costruito l'Italia anche lontano dall'Italia.
- 39:07Speaker 2: Tra la polverella continuerete a camminare ogni nome, ogni volto,
- 39:24Speaker 2: ogni famiglia è una pagina d'Italia che nessun tempo potrà
- 39:33Speaker 2: cancellare perché il vostro sacrificio Non appartiene al passato, appartiene
- 39:45Speaker 2: al futuro e finché ci sarà un italiano nel mondo
- 39:55Speaker 5: capace di ricordare voi.
- 40:08Speaker 2: Vivrete per sempre. Per sempre. Per sempre.
- 40:46Speaker 6: tra la polvere
- 40:48Speaker 7: e le stelle. Ci...
- 41:04Speaker 4: Grazie per l'ascolto. Potete ascoltare su tutte le piattaforme online
- 41:08Speaker 4: oppure su alloranews. com o sui nostri social. Questo podcast è
- 41:13Speaker 4: stato curato dalla redazione di Allora.