Latest / Siamo Fatti di Storia / 27 settembre 2001 - L'attentato al parlamento di Zugo
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- 0:03Speaker 2: Benvenuti nei podcast di C- Reattiva. Ogni giorno è una pagina
- 0:13Speaker 2: del tempo, un evento, una scelta, un errore, una scoperta,
- 0:17Speaker 2: qualcosa che ha cambiato il mondo. Io sono Michele Battistella
- 0:21Speaker 2: e questo è Siamo Fatti di Storia, il podcast che
- 0:24Speaker 2: racconta cosa è successo proprio oggi. Perché il passato non
- 0:30Speaker 2: è lontano. 27 settembre 2001, sono le 10.30 del mattino,
- 0:36Speaker 2: a Zugo, in Svizzera. Il Parlamento cantonale è in sessione,
- 0:40Speaker 2: politici che discutono, la atmosfera tranquilla, fino a quando un
- 0:43Speaker 2: uomo armato fa eruzione nell'aula e inizia a sparare all'impazzata.
- 0:47Speaker 2: Quando il massacro finisce, il bilancio è devastante. 14 morti,
- 0:50Speaker 2: 18 feriti. L'attentatore, Friedrich Lehlbacher, si toglie la vita subito dopo.
- 0:55Speaker 2: Non è un terrorista, non è un estremista politico, è
- 0:58Speaker 2: un uomo comune, consumato dalla frustrazione e dal rancore verso
- 1:00Speaker 2: lo Stato. ma la sua rabbia si trasforma in una
- 1:03Speaker 2: strage senza precedenti nella storia della Svizzera. Oggi raccontiamo l'attentato
- 1:07Speaker 2: al Parlamento di Zugo e il peggior massacro della storia
- 1:09Speaker 2: svizzera in tempo di pace. E l'autore, Friedrich Lelbacher, era
- 1:13Speaker 2: un uomo con un passato di problemi illegali e di
- 1:15Speaker 2: sapori con le istituzioni. L'attacco ha mostrato come, anche in
- 1:19Speaker 2: un'azione con un'insiderata pacifica, la violenza possa esplodere in modo incontrollato.
- 1:23Speaker 2: Ma chi era Friedrich Lelbacher? E perché ha attaccato proprio
- 1:28Speaker 2: il Parlamento? E come si è arrivati a un gesto
- 1:30Speaker 2: così estremo? E che cosa ci insegna questa vicenda sulla
- 1:33Speaker 2: rabbia sociale e sulla percezione delle istituzioni? Ecco, 27 settembre 2001.
- 1:39Speaker 2: Friedrich Lechbacher non era un criminale organizzato, né un estremista politico.
- 1:43Speaker 2: Era un cittadino comune con un passato un po' problematico.
- 1:47Speaker 2: Nel 1944 aveva vissuto una vita turbolenta fatta di fallimenti,
- 1:51Speaker 2: rancori e conflitti personali con le autorità. Aveva una storia
- 1:54Speaker 2: di denunce, processi e scontri con il sistema giudiziario svizzero.
- 1:58Speaker 2: Si sentiva perseguitato dallo Stato e credeva che le istituzioni
- 2:01Speaker 2: fossero corrotte. Negli anni precedenti alla strage aveva intentato cause
- 2:05Speaker 2: legali contro il governo cantonale di Zugo, senza successo. E
- 2:08Speaker 2: che cosa scatena la sua furia omicidia? Nel 1998 Lerbacher
- 2:12Speaker 2: viene arrestato per aver minacciato dei funzionali pubblici e convinto
- 2:16Speaker 2: che sia un complotto contro di lui. Quando esce di
- 2:18Speaker 2: prigione comincia a pianificare la sua vendetta, vuole colpire direttamente
- 2:21Speaker 2: i politici che, nella sua mente, lo hanno umiliato. Compra armi,
- 2:25Speaker 2: si esercita, pianifica l'attacco per anni, scrive un manifesto in
- 2:28Speaker 2: cui accusa lo Stato svizzero di essere una dittatura mascherata.
- 2:31Speaker 2: Il 27 settembre del 2001 mette in atto il suo piano.
- 2:34Speaker 2: Ci sono persone che scrivono lettere di protesta e altre
- 2:36Speaker 2: che vanno in tribunale. Poi c'è chi decide di risolvere
- 2:38Speaker 2: tutto con armi e massacri. Il massacro al Parlamento di
- 2:42Speaker 2: Zugo avviene la mattina del 27 settembre 2001. Del Bacher
- 2:46Speaker 2: arriva davanti al Parlamento cantonale con un arsenale da guerra.
- 2:49Speaker 2: Indossa un uniforme simile a quella della polizia. Entra in
- 2:51Speaker 2: edificio senza difficoltà e senza dire una parola apre il fuoco.
- 2:55Speaker 2: Uccide 14 persone, tra cui membri del governo cantonale e funzionari.
- 2:59Speaker 2: Ferisce 18 persone prima di togliersi la vita con un
- 3:01Speaker 2: colpo alla testa. Nella borsa aveva ancora esplosivi e munizioni.
- 3:05Speaker 2: Voleva fare ancora più vittime. Ma perché ha scelto il
- 3:07Speaker 2: proprio Parlamento? Perché nella sua visione paranoica i politici erano
- 3:11Speaker 2: il nemico, il bersaglio perfetto per la sua vendetta. Il
- 3:14Speaker 2: Parlamento non era solo un luogo di potere, era il
- 3:16Speaker 2: simbolo di tutto ciò che odiava. La Svizzera è sotto shock.
- 3:19Speaker 2: Non era mai accaduto nulla di simile nella storia recente.
- 3:22Speaker 2: Il paese si interroga sulla sicurezza degli edifici pubblici, sulla
- 3:25Speaker 2: salute mentale dei cittadini. La politica svizzera tradizionalmente pacata si
- 3:29Speaker 2: trova improvvisamente di fronte alla realtà della violenza interna. E
- 3:33Speaker 2: la Svizzera, il paese neutrale per eccellenza, scopre che Anche
- 3:36Speaker 2: da loro esistono gli attentati, solo che non vengono dall'esterno,
- 3:39Speaker 2: ma dall'interno. E la rabbia individuale è quella che diventa terrore.
- 3:43Speaker 2: Quello di Zuko non è un caso isolato. Attacchi compiuti
- 3:45Speaker 2: da singoli individui spinti da rabbia e frustrazione stanno diventando
- 3:48Speaker 2: sempre più comuni. Dal massacro di Columbine nel 99 fino
- 3:51Speaker 2: alla strage di Uto ieri nel 2011, la violenza solitaria
- 3:53Speaker 2: si sta diffondendo. Sempre più spesso uomini isolati e frustrati
- 3:57Speaker 2: trasformano il loro odio personale in atti di terrore. Non
- 4:00Speaker 2: servono più grandi organizzazioni o complotti, basta un fucile e un'ossessione.
- 4:04Speaker 2: E perché anche la Svizzera non è immune? Perché nessun
- 4:06Speaker 2: paese lo è. Anche le società più pacifiche possono nascondere rabbia,
- 4:10Speaker 2: frustrazione e disuguaglianze. L'errore è pensare che la violenza sia
- 4:13Speaker 2: sempre solo un problema degli altri. La Svizzera ha una
- 4:15Speaker 2: lunga tradizione di democrazia e stabilità, ma ha anche problemi
- 4:19Speaker 2: di integrazione e tensioni sociali. Gli attacchi di singoli individui
- 4:22Speaker 2: mostrano come la percezione di ingiustizia possa trasformarsi in retorsione
- 4:26Speaker 2: ben più che violenta. Oggi la radicalizzazione individuale e il
- 4:32Speaker 2: terrorismo solidario sono tra le principali minacce alla sicurezza globale.
- 4:36Speaker 2: Perché non serve un esercito o un'ideologia per compiere una strage.
- 4:38Speaker 2: A volte basta un uomo con un'ossessione e un'arma in mano.
- 4:41Speaker 2: E allora impariamo che anche le nazioni più pacifiche possono
- 4:43Speaker 2: essere colpite dalla violenza. Perché nessun paese è immune alla
- 4:47Speaker 2: follia individuale. E la percezione dell'ignostizia può portare a conseguenze devastanti.
- 4:52Speaker 2: Ecco che le istituzioni devono imparare a intercettare i segnali
- 4:54Speaker 2: di pericolo prima che sia troppo tardi. E la violenza
- 4:57Speaker 2: solitaria è una nuova forma di terrorismo. Sempre più spesso
- 5:00Speaker 2: individui isolati compiono attacchi devastanti senza legami con gruppi organizzati.
- 5:04Speaker 2: E allora... Siamo davvero pronti a riconoscere questi segnali e
- 5:07Speaker 2: prevenire tragedie simili? Intanto, noi, ci sentiamo domani per un'altra
- 5:12Speaker 2: puntata di Siamo Fatti di Storia. Siamo Fatti di Storia,
- 5:17Speaker 2: un podcast scritto, diretto, narrato da me, che sono Michele Battistella,
- 5:22Speaker 2: prodotto da Cireattiva e lo potete trovare su tutte le
- 5:25Speaker 2: principali piattaforme. Quindi mettete un segui, mettete un campanellino, di
- 5:28Speaker 2: modo che a ogni nuovo episodio vi trovate già la
- 5:31Speaker 2: notifica pronta. A presto!