Latest / Soci All Time / L'attentato a Mogadiscio e il debito verso la scorta. Così è nato Aciss
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- 0:05Speaker 2: Social Time è una serie podcast di Radiomateria. Ogni giorno
- 0:09Speaker 2: vi raccontiamo un'associazione attraverso le voci dei protagonisti. Ogni giorno
- 0:13Speaker 2: in diretta alle 16.30 su www. radiomateria. it e in replica su tutte
- 0:18Speaker 2: le principali piattaforme di streaming audio
- 0:23Speaker 3: Bentornati su Radiomateria, bentornati a Social Time. Sono Orlando Mastrillo
- 0:28Speaker 3: e questa è la trasmissione che racconta la storia delle
- 0:32Speaker 3: associazioni del nostro territorio realizzata in collaborazione con csv in
- 0:38Speaker 3: subria il centro servizi per il volontariato allora siamo entrati
- 0:43Speaker 3: nella penultima settimana di programmazione di questa prima stagione di
- 0:46Speaker 3: social time poi torneremo a settembre quindi vi accompagneremo verso
- 0:52Speaker 3: la fine di luglio mentre tutti andate al mare piano
- 0:56Speaker 3: piano e poi torneremo di nuovo a settembre con una
- 0:59Speaker 3: nuova stagione piena di novità e di interviste La puntata
- 1:04Speaker 3: di oggi è una puntata straordinaria perché abbiamo qua Luigi
- 1:10Speaker 3: Parassoni dell'associazione ACIS. Benvenuto Luigi. Grazie, grazie. Che ha una
- 1:16Speaker 3: storia incredibile da raccontarci. Allora, l'associazione ACIS è l'acronimo che
- 1:22Speaker 3: sta per Associazione di Cooperazione Socio- Sanitaria Internazionale, giusto? Perfetto. Luigi
- 1:29Speaker 3: Parassoni è un medico, è di Gallarate e ha creato
- 1:33Speaker 3: questa realtà. Luigi, ci racconti un po' come inizia tutta
- 1:37Speaker 3: questa storia e in che anni siamo?
- 1:40Speaker 4: L'associazione nasce nel 2002 in seguito a una richiesta dell'allora governo
- 1:48Speaker 4: provvisorio della Somalia. La Somalia era in guerra, c'era la
- 1:52Speaker 4: guerra civile se vi ricordate. e nel 2002 i rappresentanti del
- 1:58Speaker 4: governo provvisorio mi contattano per verificare se si può fare
- 2:04Speaker 4: qualche progetto sanitario a Mogadiscio. Io vado a Mogadiscio, in
- 2:10Speaker 4: quell'anno appoggiato appunto dal governo provvisorio che era una delle
- 2:15Speaker 4: due fazioni in guerra, e nel centro di Mogadiscio creiamo
- 2:19Speaker 4: un piccolo ambulatorio, un molto piccolo ambulatorio, e che rimane
- 2:25Speaker 4: poi funzionante per circa due anni. Purtroppo, dopo due anni,
- 2:30Speaker 4: fortunatamente è finita la guerra civile a Mogadiscio, in Somalia,
- 2:36Speaker 4: ma sono arrivate al governo le corti islamiche, che sono questi.
- 2:40Speaker 4: che sono quelle che poi si sono trasformate nella Shabab,
- 2:44Speaker 4: il gruppo ISIS, che tuttora occupano il nord della Somalia,
- 2:48Speaker 4: e mi hanno evitato, mi hanno espulso, mi hanno impedito
- 2:51Speaker 4: di tornare, hanno distrutto il piccolo ambulatorio che avevamo fatto,
- 2:56Speaker 4: per cui l'esperienza, questa prima esperienza della Somalia... mi è
- 3:03Speaker 4: finita ma è stata per me molto determinante è stata
- 3:07Speaker 4: molto importante
- 3:08Speaker 3: è stata molto importante perché chiunque avrebbe detto a questo
- 3:11Speaker 3: punto io prendo me ne torno a casa cioè basta
- 3:13Speaker 3: chiudiamola qua invece che cosa è successo perché hai voluto
- 3:17Speaker 3: continuare
- 3:17Speaker 4: anzi questa esperienza è stata molto positiva perché da quell'esperienza
- 3:24Speaker 4: che io pensavo fosse un'esperienza che poi finevo lì cioè
- 3:27Speaker 4: vabbè ho fatto sta cosa ho ben altre cose da
- 3:30Speaker 4: fare ecco È nata invece l'esigenza di continuare. Se vuoi
- 3:36Speaker 4: ti racconto un po' la storia.
- 3:38Speaker 3: Eh sì
- 3:39Speaker 3: direi di sì. Allora
- 3:41Speaker 4: purtroppo ho subito in quel momento, in quel viaggio, in
- 3:45Speaker 4: quel piccolo viaggio, in due giorni, un sabato sera e
- 3:51Speaker 4: un venerdì sera e un sabato mattina, due situazioni estremamente difficili.
- 3:57Speaker 4: un attentato la sera del venerdì, non diretto chiaramente nei
- 4:01Speaker 4: miei confronti, chiaramente non c'entravo, ma nei confronti di chi
- 4:06Speaker 4: con cui ero lì. Ero a cena col primo ministro,
- 4:11Speaker 4: con i parlamentari e a un certo punto è successo
- 4:14Speaker 4: un attentato per cercare di colpire i personaggi, il primo
- 4:20Speaker 4: ministro e gli altri. E io sono uscito indenne da
- 4:24Speaker 4: questa cosa. Purtroppo sono morti il capo scorta, mi è
- 4:27Speaker 4: stato riferito poi, il capo scorta e alcuni ragazzi della
- 4:31Speaker 4: mia scorta. Questo è stato il primo segnale. La mattina dopo,
- 4:36Speaker 4: mentre mi recavo in questo aeroporto di Fortuna, in mano
- 4:42Speaker 4: appunto al governo, mi sono imbattuto in uno scontro praticamente frontale,
- 4:52Speaker 4: l'ho evitato per pochi centimetri e anche in questo caso
- 4:56Speaker 4: i ragazzi della mia scorta, la scorta che viaggiava dietro
- 5:00Speaker 4: di me, purtroppo c'è stato un conto frontale e mi
- 5:04Speaker 4: hanno riferito le persone che erano con me, che anche
- 5:08Speaker 4: in quel caso sono morti diversi ragazzi della mia scorta.
- 5:12Speaker 4: Cioè l'idea che sono dei ragazzi della mia scorta per
- 5:16Speaker 4: salvare me in qualche modo sono morti, mi ha detto
- 5:21Speaker 4: che comunque non potevo smettere così. Cioè, in qualche modo
- 5:25Speaker 4: ho un impegno
- 5:26Speaker 3: C'era un debito di riconoscenza nei
- 5:28Speaker 4: confronti di queste persone. Sì, nei confronti dell'Africa. Ho qualcosa
- 5:33Speaker 4: di riconoscenza che va al di là del singolo caso.
- 5:37Speaker 4: E allora ho continuato con i miei progetti. Ho detto,
- 5:41Speaker 4: ho un debito da pagare. Vediamo. Sto ancora pagando, non
- 5:45Speaker 4: ho ancora pagato tutto questo medico.
- 5:48Speaker 3: Vabbè, è una storia davvero pazzesca, incredibile, perché chiunque avrebbe
- 5:53Speaker 3: detto no, no, via di qua, torniamo a casa, mettiamoci
- 5:57Speaker 3: al sicuro ed evitiamo problemi. Invece, devo dire che il
- 6:02Speaker 3: dottor Parassoni ha preso proprio il guanto di sfida. E
- 6:07Speaker 3: poi cosa è successo? Dopo questa esperienza in Somalia...
- 6:10Speaker 4: Faccio una premessa ancora. Questa cosa, oltretutto... mi hanno valso
- 6:21Speaker 4: l'epiteto di essere un faccendiere. Perché quando è stato chiesto
- 6:27Speaker 4: al governo italiano, ma come mai ci sono degli italiani
- 6:31Speaker 4: che hanno subito un attentato a Mogadiscio, il governo italiano
- 6:35Speaker 4: è uscito sulla Reuters, un documento Reuters, preso poi anche
- 6:41Speaker 4: la stampa italiana dicendo no è impossibile che ci sono
- 6:44Speaker 4: italiani in questo momento a Mogadiscio perché era appena finita
- 6:48Speaker 4: anche la missione dell'ONU escludiamo la presenza di italiani in
- 6:53Speaker 4: questo momento in quel paese di guerra sono sicuramente dei
- 6:57Speaker 4: faccendieri e per cui
- 7:01Speaker 3: mi
- 7:01Speaker 4: sono passato anche
- 7:02Speaker 3: traficate di armi qualsiasi cosa mi
- 7:05Speaker 4: sono preso anche l'epiteto di faccendiere comunque tornando al discorso
- 7:08Speaker 4: così Sì, dopo questo episodio abbiamo fatto un progetto in
- 7:15Speaker 4: Nigeria per conto dell'ospedale di Bustarsizio e della parrocchia di Krenn.
- 7:19Speaker 4: Abbiamo creato una piccola clinica, era un ambulatorio, chiamiamolo un
- 7:24Speaker 4: pronto soccorso con astanteria,
- 7:26Speaker 2: che poi
- 7:26Speaker 4: abbiamo affidato all'ospedale dell'Arcivescovado locale. E dopo di questo è
- 7:34Speaker 4: nata un'altra richiesta dal Burundi, l'arcivescovo di Gitega, che è
- 7:39Speaker 4: la capitale del Burundi attuale, sapendo che ha avuto queste vicende,
- 7:43Speaker 4: mi ha detto perché non viene da noi in Burundi
- 7:46Speaker 4: e mi sistema un po' questo centro di salute che
- 7:49Speaker 4: è stato abbandonato ormai dopo gli eventi delle guerre in Ruanda,
- 7:55Speaker 4: in Burundi, dei massacri. Io ho detto va bene, vengo lì,
- 7:59Speaker 4: Però dopo io ho altre cose da fare, non posso
- 8:01Speaker 4: permettermi di fare altri progetti in Nigeria e altre cose.
- 8:05Speaker 4: Sono andato, il posto era stupendo, bellissimo, il posto bellissimo.
- 8:10Speaker 4: L'ospedale 400 Salute era costruito dai belgi, era strutturalmente molto bello.
- 8:18Speaker 4: Ho detto benissimo, facciamo così, lo gestisco io. E ho
- 8:21Speaker 4: cominciato a gestirlo.
- 8:23Speaker 3: Ed è nata questa relazione strettissima con... Con il Burundi,
- 8:27Speaker 3: con questo paese molto bello, come ce lo raccontavi prima,
- 8:33Speaker 3: magari poco conosciuto, ma in realtà bello. E poi piccolino. Piccolino, esatto,
- 8:37Speaker 3: il Burundi è molto piccolo. E quindi dal 2004, dal 2006 in
- 8:44Speaker 3: Burundi nasce questo ospedale che oggi è una realtà affermata.
- 8:49Speaker 4: Sì, abbiamo preso questo piccolo centro di salute che è
- 8:53Speaker 4: una specie di grosso ambulatorio e piano piano nel corso
- 8:56Speaker 4: di questi anni è diventato un vero piccolo ma un
- 8:59Speaker 4: vero ospedale. Blocco operatorio, reparti di medicina, reparti di ginecologia, pediatria,
- 9:06Speaker 4: ambulatori vari. servizio di analisi cioè è un vero piccolo
- 9:11Speaker 4: gioiellino piccolo ci mancherebbe altro ma è un piccolo gioiellino
- 9:17Speaker 4: che abbiamo creato e a fianco di questo ambulatorio di
- 9:20Speaker 4: questa piccola clinica abbiamo creato anche una una una una farm,
- 9:27Speaker 4: una fattoria con delle coltivazioni, allevamento. Abbiamo creato tutto un
- 9:33Speaker 4: piccolo ecosistema locale di cui siamo soddisfatti. Per essere piccoli
- 9:40Speaker 4: così siamo abbastanza soddisfatti.
- 9:43Speaker 3: Quante persone impiega questo ecosistema?
- 9:45Speaker 4: Abbiamo attualmente circa 30 persone. sono tre medici e circa 30 persone
- 9:54Speaker 4: tra infermieri e personale diciamo amministrativo è aperto sette giorni
- 10:00Speaker 4: su sette e 24 ore su 24 perché purtroppo le donne hanno
- 10:05Speaker 4: il vizio di partorire spesso di notte ecco e allora
- 10:09Speaker 4: ci è toccato tenerlo aperto anche di notte certo siamo
- 10:14Speaker 4: tutto sommato va bene così insomma siamo contenti
- 10:18Speaker 3: Un progetto, diciamo, a misura del luogo in cui è
- 10:21Speaker 3: stato realizzato e soprattutto che si può gestire anche a distanza,
- 10:28Speaker 2: nel
- 10:28Speaker 3: senso che comunque non siete all'interno dei grandi flussi della
- 10:33Speaker 3: cooperazione internazionale. Da questo punto di vista siete completamente autonomi.
- 10:37Speaker 4: Sì, siamo perfettamente autonomi. Io ho tutto personale locale, non
- 10:42Speaker 4: ho personale straniero, tutto personale per l'idea è Che noi
- 10:45Speaker 4: dobbiamo collaborare, non creare. Dobbiamo collaborare. Per cui la collaborazione
- 10:50Speaker 4: vuol dire che ci siamo noi e ci sono loro. Allora,
- 10:53Speaker 4: noi facciamo un pochino i registi. Ecco, siamo
- 10:58Speaker 2: un po'
- 10:58Speaker 4: i registi. Però chi lavora e chi ha decisioni comuni
- 11:04Speaker 4: sono tutti gente del posto. Per cui... Noi lavoriamo con
- 11:08Speaker 4: loro e secondo me è una buona collaborazione, anche perché
- 11:13Speaker 4: dobbiamo non imparare ma anche loro crescere, per cui entrambi
- 11:18Speaker 4: fa bene
- 11:20Speaker 3: Avete anche avviato una scuola per apicoltori, giusto? Un nuovo progetto?
- 11:26Speaker 4: Qualche anno fa, allora, così. parlando del visto che l'ospedale
- 11:32Speaker 4: comunque si stava avviando ad essere ormai un ospedale decisamente
- 11:36Speaker 4: in buone condizioni autonomo abbiamo pensato anche alla seconda fase
- 11:41Speaker 4: cioè perché il lavoro è importante ma anche scusa la
- 11:44Speaker 4: salute è importante ma anche il lavoro per cui abbiamo
- 11:48Speaker 4: deciso con un amico che è esperto in queste cose
- 11:52Speaker 4: di mettere in piedi una scuola di apicultura perché in
- 11:58Speaker 4: un paese dove Non c'è praticamente nulla, è inutile importare
- 12:02Speaker 4: cose strane. L'apicoltura fa parte della tradizione africana, però usano
- 12:09Speaker 4: delle arnie rudimentali, producono un miele non di ottima qualità.
- 12:15Speaker 4: Noi abbiamo introdotto delle arnie particolari, molto facili da usare,
- 12:19Speaker 4: e abbiamo aumentato la qualità della produzione. Per cui abbiamo
- 12:24Speaker 4: creato una vera e propria scuola, di apicoltura sempre gestita
- 12:28Speaker 4: da loro ecco dove si insegna ai ragazzi a usare
- 12:33Speaker 4: queste arnie nuove e dal punto di vista dell'obiettivo di
- 12:38Speaker 4: lavoro c'è perché c'è una richiesta notevole di ragazzi che
- 12:43Speaker 4: non hanno nessun blocco lavorativo siamo in mezzo alle montagne
- 12:48Speaker 4: ci
- 12:48Speaker 3: sono
- 12:48Speaker 4: altre alternative e da questa scuola si sta sviluppando ancora
- 12:53Speaker 4: altre cose Ma
- 12:55Speaker 3: qual è l'idea di fondo che guida ACIS? Perché c'è
- 13:00Speaker 3: una filosofia ben precisa che guida te e le persone
- 13:05Speaker 3: che ti aiutano.
- 13:06Speaker 4: Allora, la filosofia iniziale era benissimo. Andiamo giù. Io ho
- 13:16Speaker 4: un mio debito da pagare. Gli altri miei amici non
- 13:20Speaker 4: hanno questo debito, però l'obiettivo è migliorare le condizioni di
- 13:28Speaker 4: quel paese, di quel popolo, della sanità e altre cose.
- 13:31Speaker 4: Questa è stata la filosofia iniziale. Ultimamente la filosofia è
- 13:37Speaker 4: un po' cambiata, nel senso che ci siamo resi conto
- 13:42Speaker 4: che noi come associazione che lavoriamo sul territorio africano non
- 13:47Speaker 4: siamo esenti da collaborare a questa, diciamo, non dico lotta,
- 13:53Speaker 4: ma questa cerca di contenere il fenomeno dell'immigrazione. Dalla televisione,
- 13:59Speaker 4: da tutte queste cose, siamo subissati da queste notizie, no?
- 14:04Speaker 4: Di questi migranti, tutte le notizie negative. Allora, l'idea è, benissimo,
- 14:10Speaker 4: noi come associazione che lavora sul territorio, siamo il primo fronte,
- 14:15Speaker 4: Siamo noi che dobbiamo in qualche modo dare una mano
- 14:19Speaker 4: a contenere il problema, migliorando le condizioni di vita, il lavoro,
- 14:25Speaker 4: la salute, cercando di creare delle situazioni per cui i
- 14:29Speaker 4: ragazzi magari decidono, non dico tutti chiaramente, decidono di non partire,
- 14:35Speaker 4: di non partire, questa è la verità.
- 14:38Speaker 3: E tra l'altro c'è una storia che ci puoi raccontare
- 14:41Speaker 3: che ha funzionato in questo senso. Sì,
- 14:44Speaker 4: questa ha funzionato. Due anni fa, durante un sopralluogo circa,
- 14:50Speaker 4: ho avuto una riunione con i ragazzi della scuola, della
- 14:55Speaker 4: cooperativa del miele, e la cosa che mi ha colpito
- 14:59Speaker 4: è stato un ragazzo del nostro orfanotrofio, che ormai è
- 15:02Speaker 4: diventato grandicello, e mi dice dottore vede io ormai sono
- 15:06Speaker 4: un orfanello non c'ho qui nessuno sai che non c'ho
- 15:08Speaker 4: nessuno qua che futuro ho in questo paese nessuno non
- 15:12Speaker 4: c'ho lavoro non c'ho niente A questo punto dico, beh,
- 15:15Speaker 4: rischiamo il tutto per tutto e me ne vado in Europa, no?
- 15:18Speaker 4: Poi per caso ho conosciuto la scuola, mi sono iscritto
- 15:22Speaker 4: alla scuola, ho fatto la scuola. Beh, adesso io sono
- 15:25Speaker 4: in una cooperativa legata alla scuola, ho le mie arnie,
- 15:28Speaker 4: produco il mio miele, guadagno decisamente benino. Per adesso non parto.
- 15:34Speaker 4: Questo è stato il primo. Questo
- 15:36Speaker 3: è proprio un perfetto esempio proprio di quello che bisogna fare.
- 15:39Speaker 3: Ecco
- 15:39Speaker 4: l'altro esempio è stato i familiari sempre di una... di
- 15:43Speaker 4: una famiglia delle colline ma ha detto dottore lo ringraziamo
- 15:46Speaker 4: anche noi perché nostro figlio primogenito Non ha nessun futuro qua.
- 15:51Speaker 4: Non ha nessun futuro qua. Non ha niente da fare.
- 15:54Speaker 4: Anche lui ha deciso di andarsene. Tanto per rischiare, rischiamo,
- 15:57Speaker 4: questo è un interesse. La situazione è talmente grave che rischiamo.
- 16:02Speaker 4: Poi anche lui ha conosciuto la scuola, è entrato nella
- 16:04Speaker 4: scuola e come l'altro ragazzo si è creato la sua cooperativa,
- 16:08Speaker 4: è entrato, guadagna benissimo. Anzi, adesso addirittura ha messo via
- 16:13Speaker 4: i soldi per sposarsi. Questo vuol dire che probabilmente... non
- 16:17Speaker 4: partirà più. Ecco, questi sono due esempi che se tu
- 16:21Speaker 4: dai le possibilità a un ragazzo, a una persona, di
- 16:25Speaker 4: vivere la sua vita, non c'è motivo che venga in Europa. Chiaro,
- 16:30Speaker 4: non tutti, io non
- 16:31Speaker 3: parlo generalizzato
- 16:33Speaker 4: però ci sono dei motivi per cui uno preferisce stare
- 16:37Speaker 4: a casa sua.
- 16:38Speaker 3: Chiarissimo. Allora, ci fermiamo un attimo per ascoltare una canzone
- 16:42Speaker 3: e poi torniamo a chiacchierare con il dottore. Dopo questo
- 16:58Speaker 3: bel pezzo di Robbie Williams, Something Beautiful, continuiamo a parlare
- 17:01Speaker 3: di qualcosa di bello e qualcosa di bello è l'associazione
- 17:05Speaker 3: che stiamo raccontando oggi che si chiama ACIS, che è
- 17:07Speaker 3: l'associazione cooperazione socio... sanitaria internazionale fondata dal dottor Luigi Parassoni
- 17:14Speaker 3: che è qui con noi e ci sta raccontando come
- 17:16Speaker 3: ha portato avanti questo progetto che sta un po' al
- 17:19Speaker 3: di fuori dei grandi circuiti della cooperazione internazionale ma ne
- 17:24Speaker 3: prende anche per esempio delle cose positive per esempio voi
- 17:29Speaker 3: fate i Mumu che cosa sono i Mumu? e perché
- 17:32Speaker 3: c'entra la cooperazione internazionale quella grossa?
- 17:37Speaker 4: Perché il problema è nato alcuni anni fa, durante un sopralluogo,
- 17:43Speaker 4: e mi sono accorto che i bambini, i piccoli bambini,
- 17:46Speaker 4: i bambini iscritti nel programma della malnutrizione infantile seguivano benissimo
- 17:53Speaker 4: tutti gli aspetti burocratici, peso, i vari controlli, queste cose,
- 17:59Speaker 4: poi alla fine non ci si dava niente da mangiare.
- 18:02Speaker 4: E io chiedevo al mio personale, ma scusate, Questi bambini
- 18:05Speaker 4: vengono ricontrollati, sono sottopesi, denutriti e tutto, e poi i
- 18:12Speaker 4: prodotti per la malnutrizione, quei famosi prodotti Unicef, dove sono?
- 18:20Speaker 4: Purtroppo i prodotti Unicef non li abbiamo, nel senso che
- 18:25Speaker 4: non che l'Unicef non li consegna, ci mancherebbe altro. L'Unicef
- 18:28Speaker 4: li consegna regolarmente, mi hanno spiegato, al governo poi purtroppo
- 18:36Speaker 4: una volta consegnati finiscono buona parte al mercato nero nel
- 18:43Speaker 4: nostro spedaletto in mezzo alle montagne molto spesso non li
- 18:46Speaker 4: abbiamo per cui i bambini vengono li misuriamo come da
- 18:50Speaker 4: protocollo ma non abbiamo niente da dare allora io ho
- 18:54Speaker 4: pensato ma scusate non riusciamo noi in qualche modo a
- 18:58Speaker 4: essere autonomi pur considerati i prodotti unici al top, cerchiamo
- 19:05Speaker 4: di trovare un'alternativa in caso di incertità. E allora, grazie
- 19:10Speaker 4: anche alla collaborazione con l'Istituto di Scienza degli Alimenti di Milano,
- 19:16Speaker 4: abbiamo elaborato un prodotto che io chiamo MUMU, cioè Muffin,
- 19:22Speaker 4: il prodotto, Murai, che è la sede della mia clinica,
- 19:27Speaker 4: si chiama MUMU. Ed è un prodotto che ha caratteristiche
- 19:30Speaker 4: nutrizionali molto simili, non dico superiori, ci mancherebbe altro, molto
- 19:36Speaker 4: simili ai prodotti unici. Quello che viene visto viene in televisione,
- 19:40Speaker 2: quella
- 19:40Speaker 4: bustina rossa. Perfetto. Il vantaggio che viene, il primo che
- 19:45Speaker 4: viene prodotto, gli ingredienti sono tutti prodotti
- 19:48Speaker 3: locali
- 19:49Speaker 4: del mio ospedale. Il mio ospedale produce direttamente tutti i prodotti, tutti.
- 19:55Speaker 4: E l'altro vantaggio è che possiamo anche intervenire su quel
- 20:01Speaker 4: tipo di malnutrizioni che non rientrano nei protocolli unici. I
- 20:06Speaker 4: protocolli unici, come spiegavano, sono la malnutrizione infantile da 1 a 5
- 20:10Speaker 4: anni severa. Noi abbiamo parecchi bambini oltre i 5 anni di
- 20:16Speaker 4: malnutrizione severa e tantissimi bambini di malnutrizione moderata. In questo
- 20:22Speaker 4: caso abbiamo comunque un'arma in più. Non è che vogliamo...
- 20:26Speaker 4: sostituire prodotti unici perché sono eccezionali
- 20:29Speaker 3: no però avete preso spunto
- 20:32Speaker 4: abbiamo creato un'alternativa di cui andiamo abbastanza fieri bisogna essere
- 20:39Speaker 4: autonomi
- 20:40Speaker 3: assolutamente sì non manca mai di ripeterlo però per finanziare
- 20:45Speaker 3: tutto questo ci vuole anche la capacità di legare con
- 20:51Speaker 3: le persone del nostro territorio, della zona di Gallarate, di
- 20:54Speaker 3: tenerle vicine e dire diamo una mano. Come fai a
- 20:59Speaker 3: finanziare tutto
- 21:00Speaker 4: Noi abbiamo due modi. Il primo è quello di tenere
- 21:06Speaker 4: legati i nostri... qui ci dà una mano, ecco, con
- 21:11Speaker 4: una newsletter. Abbiamo una newsletter mensile che viene inviata tramite
- 21:17Speaker 4: email dove raccontiamo giorno per giorno, cioè mese per mese,
- 21:23Speaker 4: tutto quello che stiamo realizzando. Ma non solamente l'aspetto, diciamo, descrittivo,
- 21:30Speaker 4: ma anche l'aspetto emotivo, cioè il coinvolgimento emotivo che abbiamo
- 21:35Speaker 4: nel realizzare queste cose. E questo è importante perché, secondo me,
- 21:40Speaker 4: chi ci dà un aiuto così se vuole può partecipare,
- 21:46Speaker 4: vivere dell'associazione ed è un modo per legarsi informare regolarmente
- 21:51Speaker 4: l'altro modo che abbiamo è quello di cambiare la figura
- 21:56Speaker 4: del finanziatore il donatore è quello che dà dei soldi
- 22:02Speaker 4: ma poi in parte si disinteressa perché ha centomila altre
- 22:05Speaker 4: cose da fare noi abbiamo creato la figura del buon
- 22:09Speaker 4: azionista cioè mutuando la cosa dalle società quelle di
- 22:16Speaker 3: società
- 22:16Speaker 4: per azioni dove abbiamo chi ci dà l'aiuto non è
- 22:21Speaker 4: che ci dà solo l'aiuto in qualche modo compra un'azione
- 22:25Speaker 4: costa un'azione sono 10 euro al mese in un anno sono 120
- 22:30Speaker 4: euro e costa un'azione per cui noi calcoliamo tutto quello
- 22:35Speaker 4: che ci viene dato uno ci dà 240 euro in un
- 22:37Speaker 4: anno Tanti ci danno 10 euro al mese, 20 euro al mese, benissimo,
- 22:43Speaker 4: hanno diritto a due buone azioni, chi ce le dà
- 22:46Speaker 4: di più? Facciamo l'assemblea dei buoni azionisti a settembre, dove
- 22:50Speaker 4: invitiamo tutti i buoni azionisti e li rendicontiamo come le
- 22:56Speaker 4: altre cose. Sì,
- 22:57Speaker 3: esatto, come l'assemblea degli azionisti. Sì,
- 22:59Speaker 4: classica, rendicontiamo quello che abbiamo fatto, aspetto economico, operativo, quello
- 23:05Speaker 4: che faremo, sentiamo l'opinione. L'importante è che uno non dia
- 23:10Speaker 4: i soldi e basta. Deve dare i soldi, ma deve
- 23:13Speaker 4: in qualche modo... sapere di essere partecipe di quel progetto
- 23:17Speaker 4: questo è il segreto e trucco basta questo non è
- 23:21Speaker 4: molto ma
- 23:22Speaker 3: no assolutamente direi comunque originale qual è se c'è un
- 23:29Speaker 3: momento emozionante che ci vuoi raccontare di tutti questi anni
- 23:33Speaker 3: di attività nella tua associazione
- 23:36Speaker 4: l'evento più emozionante è quello che ho raccontato prima di
- 23:39Speaker 4: quando sono uscito da quella situazione in Mogadiscio
- 23:42Speaker 3: e beh
- 23:43Speaker 4: che mi ha coinvolto emotivamente in tante cose. Ma no,
- 23:48Speaker 4: non c'è un momento emozionante in particolare. Secondo me tutte
- 23:53Speaker 4: le volte che vado in ospedale e vedo i bambini,
- 23:56Speaker 4: vedo le persone che hanno bisogno di queste cose qua,
- 24:01Speaker 4: è un fatto emozionante. Anche perché ti rendi conto che
- 24:04Speaker 4: tante patologie che da noi sono banalissime, no?
- 24:08Speaker 3: ti
- 24:09Speaker 4: rendi conto che lì purtroppo sono patologie gravi sono patologie
- 24:14Speaker 4: che molto spesso portano alla morte il soggetto e quello
- 24:18Speaker 4: che ti dà tristezza è che tu sai benissimo che
- 24:22Speaker 4: questa patologia che qui sarebbe curata benissimo la no porta
- 24:27Speaker 4: alla morte ma tu non ci puoi fare niente sei
- 24:29Speaker 4: lì e guardi sei impotente di fronte a queste cose
- 24:34Speaker 4: per cui non c'è un episodio singolo secondo me È
- 24:37Speaker 4: un continuo episodio che ti emoziona. Questa è la cosa
- 24:42Speaker 4: che mi colpisce.
- 24:44Speaker 3: Ok, allora chiudiamo con l'ultima nostra domanda classica, quella che
- 24:47Speaker 3: facciamo sempre un po' a tutti. Qual è il sogno
- 24:50Speaker 3: impossibile di Acis e del dottore?
- 24:53Speaker 4: Allora, sogni impossibili io non penso di averne. Nel senso
- 24:59Speaker 4: che la filosofia che noi abbiamo, come dicevo, noi non
- 25:05Speaker 4: pensiamo mai... Anche il mio personale giù in Africa non pensa,
- 25:10Speaker 4: lo sanno benissimo che io vivo anno per anno perché
- 25:15Speaker 4: non ho oltretutto grossi finanziamenti e tutto. Allora il mio
- 25:19Speaker 4: problema è non dare illusione a nessuno. Loro sanno che
- 25:23Speaker 4: quest'anno faccio questo progetto e mi impegno a farlo. L'anno
- 25:27Speaker 4: prossimo loro lo sanno, magari non ci sarò più. E
- 25:32Speaker 4: loro non si illudono che l'anno prossimo magari non ci
- 25:35Speaker 4: sarò più.
- 25:36Speaker 3: E
- 25:36Speaker 4: così facendo sono ormai 20 anni che sono in quell'ospedale. Di
- 25:41Speaker 4: anno in anno io passo gli anni. Per cui non
- 25:49Speaker 4: ho un grande sogno. Il mio sogno è quello di
- 25:53Speaker 4: fare ogni anno qualche piccolo passo. No? la sanità, adesso
- 25:59Speaker 4: abbiamo il problema del lavoro, creare questa grossa scuola che
- 26:04Speaker 4: sto costruendo, una grossa scuola dove riunisco tutte le varie
- 26:09Speaker 4: attività che abbiamo, la produzione dei mumu, l'apicultura, tutto verrà
- 26:14Speaker 4: riunito in questa grossa struttura che stiamo realizzando, che dovremmo
- 26:18Speaker 4: realizzare entro quest'anno. Poi il futuro, l'anno prossimo, sarà quello
- 26:23Speaker 4: che Dio vorrà.
- 26:25Speaker 3: Allora, chiudiamo questa bellissima intervista dicendo dove vi possiamo trovare
- 26:32Speaker 3: ACIS ha una pagina facebook quindi magari vi si può
- 26:35Speaker 3: scrivere lì oppure c'è qualcos'altro
- 26:44Speaker 4: no abbiamo la pagina facebook abbiamo un indirizzo email però
- 26:51Speaker 4: non me lo ricordo
- 26:52Speaker 3: oh porca miseria l'indirizzo email va bene facciamo così, nell'articolo
- 26:57Speaker 3: che andremo a pubblicare domani metteremo tutti i riferimenti compreso
- 27:01Speaker 2: l'indirizzo
- 27:01Speaker 3: email così se volete ricevere la newsletter formicola la formicola
- 27:09Speaker 3: basta scrivere la mail e verrete inseriti va bene
- 27:13Speaker 3: grazie per aver partecipato a questa intervista
- 27:15Speaker 4: grazie