Latest / Allora! News Podcast / Crepe d’Italia: Il caso Pinelli
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- 0:04Speaker 1: Ci sono storie che il tempo non cancella. Ci sono
- 0:05Speaker 1: silenzi che aspettano una voce. Ogni crepa nasconde una verità.
- 0:36Speaker 2: Milano
- 0:39Speaker 3: notte tra il 15 e 16 dicembre 1969. Sono passati appena tre giorni
- 0:49Speaker 3: dalla
- 0:50Speaker 4: strage di Piazza Fontana. La città è ancora sotto shock.
- 1:07Speaker 4: Nella questura di Milano viene interrogato Giuseppe Pinelli, ferroviere, anarchico,
- 1:14Speaker 4: marito e padre di due figlie. Pochi minuti prima di
- 1:19Speaker 4: mezzanotte precipita da una finestra del quarto piano. Morirà poco
- 1:25Speaker 4: dopo in ospedale. Da quel momento l'Italia non ha più
- 1:31Speaker 4: soltanto una strage da capire. ha anche una morte avvenuta
- 1:35Speaker 4: dentro le stanze dello Stato. Versioni contraddittorie, sospetti, polemiche, è
- 1:42Speaker 4: una formula destinata al diventare simbolo di quegli anni, malore attivo.
- 1:49Speaker 4: In questa nuova puntata di Crepe d'Italia raccontiamo il caso
- 1:52Speaker 4: di Giuseppe Pinelli, una storia che non riguarda soltanto la
- 1:56Speaker 4: morte di un uomo, ma il momento in cui una
- 1:59Speaker 4: parte del paese cominciò a non fidarsi più delle istituzioni.
- 2:05Speaker 4: Questo è il sesto episodio, Giuseppe Pinelli, una morte nella questura.
- 2:12Speaker 4: Dove
- 2:13Speaker 3: la memoria diventa verità Perché conoscere il passato è l'unico
- 2:31Speaker 3: modo per capire il presente.
- 3:02Speaker 4: Per capire Pinelli bisogna tornare al 12 dicembre 1969, alle quattro e
- 3:10Speaker 4: mezza del pomeriggio, una bomba esplode nella Banca Nazionale dell'Agricoltura
- 3:15Speaker 4: in Piazza Fontana a Milano. Nello stesso giorno ci sono
- 3:20Speaker 4: altri attentati a Roma, l'abbiamo raccontato nelle precedenti puntate, l'Italia
- 3:24Speaker 4: entra in una dimensione nuova, la strage come fatto politico.
- 3:29Speaker 4: Nelle ore successive lo Stato politico ha bisogno di risposte,
- 3:33Speaker 4: i giornali hanno bisogno di nomi, l'opinione pubblica ha bisogno
- 3:38Speaker 4: di un colpevole e in quel clima prende forza una pista,
- 3:43Speaker 4: quella anarchica. La pista anarchica non nasce da nulla, in
- 3:49Speaker 4: Italia nei mesi precedenti ci sono stati attentati, bombe, tensione,
- 3:54Speaker 4: gli anarchici vengono osservati, schedati, fermati, ma osservare un un
- 4:00Speaker 4: ambiente non significa avere una prova e confondere un mondo
- 4:06Speaker 4: politico con una responsabilità penale è uno dei passaggi più
- 4:11Speaker 4: pericolosi che uno Stato possa fare in qualsiasi emergenza. Pinelli
- 4:21Speaker 4: viene invitato in questura la sera stessa della strage, non
- 4:25Speaker 4: è un latitante, non prova a scappare, va a conoscere
- 4:30Speaker 4: gli ambienti della questura, conosce il commissario Luigi Calabrese, è
- 4:36Speaker 4: un molto noto del circolo anarchico Ponte di Solfa, è
- 4:40Speaker 4: un uomo politico, è un uomo che non è sicuramente clandestino.
- 4:46Speaker 4: Nei giorni successivi decine di anarchici vengono fermati e interrogati.
- 4:53Speaker 4: La città trova una domanda ossessiva, chi ha messo la bomba?
- 4:58Speaker 4: Ma questa domanda, se formulata male, ne produce un'altra ancora
- 5:04Speaker 4: più grave. Chi possiamo far sembrare colpevole? Il clima è
- 5:11Speaker 4: quello di una caccia. Non ancora una caccia alla verità,
- 5:16Speaker 4: ma una caccia a un'immagine riconoscibile del nemico. L'anarchico nella
- 5:22Speaker 4: cultura politica italiana in quel momento è perfetto per questo
- 5:26Speaker 4: ruolo marginale radicale, facilmente insolabile, abbastanza lontano dalla maggioranza da
- 5:33Speaker 4: poter essere trasformato in un mostro senza troppe resistenze. Eppure,
- 5:40Speaker 4: mentre la pista anarchica occupa giornale e dichiarazioni pubbliche, la
- 5:44Speaker 4: storia vera di Piazza Fontana sta andando altrove. Andrà verso
- 5:50Speaker 4: l'inversione nera, verso dei pistaggi, apparati deviati, ambienti che nulla
- 5:56Speaker 4: a che fare con Pinelli. Ma nel dicembre 1969 questa verità
- 6:02Speaker 4: è ancora lontana e Pinelli si trova nel punto sbagliato
- 6:07Speaker 4: della storia, innocente ma dentro la narrazione utile. Giuseppe Pinelli
- 6:16Speaker 4: non è un nome estratto, nasce a Milano nel 1928, lavora
- 6:20Speaker 4: nelle ferrovie, è il caposquadro. È un anarchico, ma non
- 6:24Speaker 4: nel senso caricaturale con cui spesso l'Italia nell'epoca racconta gli anarchici.
- 6:31Speaker 4: Non è il bombarolo, non è il fanatico, non è
- 6:35Speaker 4: l'uomo del caos, per intenderci. Pinelli è a partire da
- 6:38Speaker 4: un anarchicismo sociale, operaio, libertario. Frequenta il circolo ponte della Ghisolfa,
- 6:48Speaker 4: partecipa a iniziative, incontri, discussioni, è conosciuto anche da cattolici, studenti,
- 6:53Speaker 4: persone lontane dal mondo politico. A casa sua passano amici, compagni,
- 6:58Speaker 4: giovani che hanno bisogno di aiuto. Licia, sua moglie, è
- 7:02Speaker 4: parte di quella vita aperta. Questo non significa santificarlo, vadate bene,
- 7:08Speaker 4: significa restituirgli complessività. Pinelli era un militante, aveva idee radicali,
- 7:16Speaker 4: Contestava lo Stato, la polizia, il capitalismo e l'autorità. Ma
- 7:20Speaker 4: contestare lo Stato non significa mettere bombe. E questa distinzione,
- 7:25Speaker 4: che dovrebbe essere ovvia in una democrazia, nei giorni dopo
- 7:29Speaker 4: Piazza Fontana viene travolta. Quando uno Stato fa paura cerca
- 7:35Speaker 4: categorie rapide. Anarchico diventa sospetto. Militante diventa possibile terrorista. Frequentare
- 7:44Speaker 4: un circolo diventa quasi una prova e invece la giustizia
- 7:48Speaker 4: dovrebbe farlo opposto, rallentare, distinguere, verificare. Raccontare Pinelli come persona
- 7:56Speaker 4: è importante perché la strategia dell'attenzione non cancella soltanto vite,
- 8:01Speaker 4: cancella identità, trasforma le persone in etichette. E quando una
- 8:06Speaker 4: persona diventa etichetta è più facile usarla come capo espiratorio.
- 8:14Speaker 4: Nella memoria di chi lo conosceva, Pinelli era una persona mite, curiosa, generosa,
- 8:20Speaker 4: uno che discuteva, certo, uno che non aveva pure l'idea,
- 8:24Speaker 4: ma anche un uomo di famiglia, un lavoratore, una presenza affidabile.
- 8:30Speaker 4: Queste immagini non servono a rendere innocuo politicamente, servono a
- 8:34Speaker 4: ricordare che un militante non smette di essere un cittadino.
- 8:40Speaker 4: La sua storia familiare diventerà parte essenziale del caso. Licia
- 8:46Speaker 4: Pinelli non è solo la vedua di un uomo morto
- 8:49Speaker 4: in questura, diventa una voce pubblica, una donna che chiede
- 8:53Speaker 4: verità senza lasciare che la memoria del marito venga schiacciata
- 8:57Speaker 4: dalla versione ufficiale. In un paese che spesso dimentica le
- 9:02Speaker 4: famiglie delle vittime, Licia diventa una custode della dignità. Pinelli
- 9:11Speaker 4: Resta in questura per tre giorni, viene interrogato a lungo,
- 9:14Speaker 4: secondo le ricostruzioni viene trattenuto oltre il limite di 48 ore
- 9:20Speaker 4: senza convale della magistratura. Questo è un punto giuridico decisivo,
- 9:25Speaker 4: non è solo un'irregolarità formale. E' il confine tra il
- 9:29Speaker 4: potere dello Stato e la libertà di una persona. Quando
- 9:33Speaker 4: un cittadino viene trattenuto, lo Stato deve rispettare le regole precise.
- 9:37Speaker 4: Quelle regole esistono. e soprattutto nei momenti di paura, servono
- 9:43Speaker 4: a impedire che l'emergenza diventi arbitro. Nel caso Pinelli quel
- 9:48Speaker 4: confine si assottiglia fino a quasi sparire. Nel frattempo l'attenzione
- 9:54Speaker 4: pubblica si concentra su Pietro Valpreda, l'anarchico che viene indicato
- 9:59Speaker 4: come il mostro della strage. Il teorema anarchico prende forma.
- 10:04Speaker 4: Pinelli finisce dentro quel clima, dentro quel racconto, anche i
- 10:07Speaker 4: suoi alibi, per il pomeriggio 12 dicembre viene discusso, contestato, manipolato
- 10:13Speaker 4: nel racconto pubblico. Bisogna immaginare una stanchezza, ore di attesa, interrogatorio,
- 10:20Speaker 4: domande ripetute, una città che fuori chiede colpevoli, un uomo
- 10:25Speaker 4: che sa di non aver messo bombe, ma si trova
- 10:27Speaker 4: dentro una macchina più grande di lui. Non possiamo ricostruire
- 10:33Speaker 4: ogni minuto con certezza assoluta, ma possiamo dire una cosa,
- 10:38Speaker 4: Quando Pinelli cade dalla finestra non è un uomo limbo
- 10:42Speaker 4: in una situazione normale, è un fermato trattenuto in questura,
- 10:47Speaker 4: dentro un'indagine che si sta già prendendo una direzione sbagliata.
- 10:55Speaker 4: Qui la parola fermo diventa quasi più importante della parola interrogatorio,
- 11:00Speaker 4: perché il fermo significa che lo Stato ha sospeso, anche
- 11:04Speaker 4: se temporaneamente, la libertà di una persona. E quando sospende
- 11:09Speaker 4: la libertà deve essere ancora più controllato, ancora più preciso,
- 11:14Speaker 4: ancora più trasparente, non meno. La stanchezza di quei giorni
- 11:20Speaker 4: non è un dettaglio umano laterale, è parte della vicenda.
- 11:25Speaker 4: Un uomo interrogato per ore senza riposo, normale dentro una
- 11:29Speaker 4: pressione psicologica enorme, può essere logorato anche senza violenza fisica.
- 11:35Speaker 4: Le garanzie servono proprio a impedire che la pressione diventa
- 11:39Speaker 4: un metodo. La notte tra il 15 e il 16 dicembre Pinelli
- 11:47Speaker 4: si trova in una stanza dal questore di Milano. Quella
- 11:50Speaker 4: stanza verrà ricordata per sempre. Una finestra, un quarto piano,
- 11:56Speaker 4: alcune persone presenti, versioni che non combaciano, parole che cambiano.
- 12:01Speaker 4: Secondo le ricostruzione giudiziaria del commissario Luigi Calabresi non si
- 12:08Speaker 4: trova nella stanza al momento della caduta questo punto è
- 12:12Speaker 4: importante perché per gli anni il nome Calabresi verrà legato
- 12:15Speaker 4: direttamente alla morte di Pinelli nell'immaginario di una parte del
- 12:19Speaker 4: paese ma la ricostruzione giudiziaria distingue la responsabilità morale o
- 12:25Speaker 4: politica attribuita nel dibattito pubblico della presenza materiale al momento
- 12:31Speaker 4: della caduta Pinelli Precipita poco prima di mezzanotte. La caduta
- 12:38Speaker 4: viene percepita anche dai giornalisti presenti in questura. Viene portato
- 12:43Speaker 4: all'ospedale dei fratelli. Muore poco dopo. Da quel momento il
- 12:49Speaker 4: problema non è solo accaduto. È il racconto della caduta.
- 12:54Speaker 4: Perché nelle ore immediatamente successive la versione ufficiale parla di suicidio.
- 13:00Speaker 4: Si dice che Pinelli si sarebbe buttato perché il suo
- 13:03Speaker 4: alibi era collato perché si sarebbe sentito nella strage, perché
- 13:07Speaker 4: la pista anarchica sarebbe stata confermata. Ma questa versione è falsa.
- 13:14Speaker 4: Pinelli non era colpevole della strage. Il suo alibi non
- 13:18Speaker 4: crolla in quel momento. E quella notte comincia una delle
- 13:21Speaker 4: più grandi fratture tra cittadini e istituzioni della storia repubblicana.
- 13:29Speaker 4: La parola suicidio in quelle ore non è neutra. Se
- 13:33Speaker 4: Pinelli si è suicidato, allora forse aveva qualcosa da nascondere.
- 13:38Speaker 4: Se aveva qualcosa da nascondere, allora forse la pista anarchica
- 13:42Speaker 4: era giusta. Se la pista anarchica era giusta, allora lo
- 13:46Speaker 4: Stato aveva già trovato il colpevole. In pochi passaggi una
- 13:50Speaker 4: morte diventa conferma di un racconto, ma quando quel racconto
- 13:55Speaker 4: comincia a non reggere, l'effetto è devastante. Perché non crolla
- 14:00Speaker 4: solo una versione investigativa, crolla l'idea che lo Stato stia
- 14:05Speaker 4: parlando con prudenza, crolla l'idea che davanti a una cadavere
- 14:11Speaker 4: le autorità cercano prima di tutto il rispetto. La prima
- 14:17Speaker 4: versione dice suicidio, quasi subito il metodo contraddizione, le parole cambiano,
- 14:23Speaker 4: i dettagli non tornano, le persone presenti raccontano in modo
- 14:28Speaker 4: non sempre coincidente la versione, La finestra diventa un luogo
- 14:33Speaker 4: simbolico perché non è solo il punto da cui cade
- 14:37Speaker 4: un corpo, è il punto da cui precipita la fiducia.
- 14:42Speaker 4: La conferenza stampa della questura nella notte pesa come un
- 14:47Speaker 4: macigno perché non si limita a comunicare una morte, suggerisce
- 14:52Speaker 4: una colpa e quando un uomo muore e subito dopo
- 14:56Speaker 4: viene presentato come colpevole, la sua famiglia deve affrontare due lutti,
- 15:01Speaker 4: la morte e è la diffamazione. Lisa Pinelli, la moglie,
- 15:08Speaker 4: non accetta quella versione. Gli anarchici non accettano questa versione.
- 15:15Speaker 4: Una parte della sinistra non l'accetta. Nascono contro inchieste, manifesti, libri, spettacoli, canzoni.
- 15:24Speaker 4: Il caso Pinelli diventa un punto di mobilitazione politica e culturale.
- 15:30Speaker 4: Ma attenzione, La mobilitazione non nasce solo dall'ideologia, nasce da
- 15:36Speaker 4: un fatto semplice. Un uomo innocente rispetto a Piazza Fontana
- 15:42Speaker 4: è entrato vivo in questura ed è uscito morto da
- 15:45Speaker 4: una finestra. A questo lo Stato deve spiegazione limpida. Quando
- 15:52Speaker 4: la spiegazione non arriva o arriva contraddittorio, il voto si
- 15:57Speaker 4: riempie di sospetti e soluzioni. La morte di Pinelli diventa
- 16:05Speaker 4: così una specie di seconda piazza fontana, non per il
- 16:09Speaker 4: numero delle vittime, ma per il significato. La bomba aveva
- 16:13Speaker 4: colpito i cittadini, la morte in questura colpisce la credibilità
- 16:18Speaker 4: dello Stato nel momento in cui dovrebbe cercare la verità.
- 16:24Speaker 4: In quegli anni il caso entra anche nella cultura. Dario
- 16:28Speaker 4: Fo scrive morte accidentale di un anarchico. un'opera che usa
- 16:32Speaker 4: il teatro per trasformare l'assurdo in un'accusa politica. Le canzoni,
- 16:38Speaker 4: i manifesti, le assemblee, i volantini fanno di Pinelli un
- 16:43Speaker 4: nome conosciuto anche da chi non aveva mai frequentato un
- 16:46Speaker 4: circolo anarchico. Questo passaggio è decisivo. Pinelli omette di essere
- 16:53Speaker 4: soltanto un caso giudiziario e diventa un simbolo. E i
- 16:57Speaker 4: simboli nella storia italiana sono potenti ma anche pericolosi Possono
- 17:03Speaker 4: tenere viva la memoria, ma possono anche semplificare. Per questo
- 17:08Speaker 4: noi dobbiamo fare entrambe le cose, riconoscere la forza simbolica
- 17:12Speaker 4: di Pinelli e non perdere la precisione dei punti. Nel 1975,
- 17:21Speaker 4: il giudice istruttore Gerardo D'Ambroso chiude l'inchiesta sulla morte di Pinelli.
- 17:26Speaker 4: Esclude il suicidio, esclude l'omicidio. non trovando prove sufficienti, e
- 17:32Speaker 4: indica come ipotesi verosimile un malore che avrebbe portato Pinelli
- 17:36Speaker 4: a cadere dalla finestra. Nel linguaggio pubblico questa spiegazione diventerà
- 17:42Speaker 4: il malore attivo, una formula destinata a essere ricordato più
- 17:47Speaker 4: come simbolo di incredulità che come soluzione. Per molti non
- 17:53Speaker 4: chiude il caso, anzi lo rende ancora più doloroso. Dal
- 17:57Speaker 4: punto di vista giudiziario quella decisione assorbe gli indagati, dal
- 18:01Speaker 4: punto di vista storico e civile lascia aperta una domanda.
- 18:05Speaker 4: Come può un uomo trattenuto illegalmente, sottoposto a interrogatori, innocente
- 18:11Speaker 4: rispetto alla strage, morire in questura senza che nessuno importi
- 18:16Speaker 4: una responsabilità concreta? Questa è la differenza, ancora una volta,
- 18:23Speaker 4: tra verità processuale e verità pubblica. La verità processuale ha
- 18:28Speaker 4: bisogno di prove e quando le prove non bastano assolve.
- 18:33Speaker 4: La verità pubblica chiede anche senso, responsabilità e trasparenza. Nel
- 18:39Speaker 4: caso di Pinelli queste due dimensioni non si incontrano mai davvero.
- 18:45Speaker 4: Il risultato è una ferita che attraversa decenni. Per gli
- 18:49Speaker 4: anarchici Pinelli è un compagno ucciso dallo Stato. Per molti
- 18:54Speaker 4: cittadini è un innocente morto in una stanza dove avrebbe
- 18:58Speaker 4: dovuto trovarsi. Lì, non doveva. Per l'istituzione diventa un caso d'altiviale.
- 19:07Speaker 4: Per la memoria italiana resta una finestra aperta. La formula
- 19:14Speaker 4: del valore attivo resta nella lingua comune proprio per questo,
- 19:16Speaker 4: perché sembra una risposta tecnica, mi viene percepita come... una
- 19:21Speaker 4: non risposta come se la complessività mediatica e giudiziaria non
- 19:26Speaker 4: riuscisse a coprire il vuoto politico e morale. Il punto
- 19:30Speaker 4: non è soltanto stabilire se qualcuno abbia spinto Pinelli, il
- 19:34Speaker 4: punto è capire perché Pinelli si trovasse lì, in quelle incondizioni,
- 19:39Speaker 4: dopo quei giorni, dentro quella narrazione. Una democrazia può anche
- 19:44Speaker 4: non riuscire a provare un omicidio, ma devono riuscire a
- 19:48Speaker 4: riconoscere le proprie responsabilità istituzionali. Nel caso Pinelli questa assunzione
- 19:54Speaker 4: piena non arriva mai e quando la responsabilità non viene nominata,
- 19:59Speaker 4: la memoria la nomina al posto dello Stato. Non si
- 20:04Speaker 4: può raccontare Pinelli senza raccontare Luigi Calabresi, commissario di polizia
- 20:11Speaker 4: a volto dell'indagine sulla pista anarchica. Calabresi diventa presto per
- 20:16Speaker 4: una parte della sinistra ex parlamentare, irresponsabile, morale, nella morte
- 20:22Speaker 4: di Pinelli. La campagna contro di lui è durissima, giornali, manifesta,
- 20:28Speaker 4: scuse pubbliche. Il suo nome viene esposto come simbolo della repressione.
- 20:34Speaker 4: Nel 1972 Calabrese viene assassinato sotto casa a Milano. Molti anni dopo,
- 20:41Speaker 4: in sede giudiziale, l'omicidio verrà attribuito a esponenti Di lotta continua.
- 20:48Speaker 4: Qui il racconto deve essere netto. Denunciare la legione oscura
- 20:52Speaker 4: della morte Pinelli non significa giustificare l'omicidio calabrese. Una democrazia
- 20:58Speaker 4: non si ripara con un altro delitto. La violenza politica,
- 21:03Speaker 4: anche quando nasce dentro un crimine di indignazione, produce un'altra
- 21:07Speaker 4: giustizia e altra opacità. Ma allo stesso tempo l'assassino del
- 21:12Speaker 4: calabrese non può cancellare la domanda originaria. Perché Pinelli muore?
- 21:17Speaker 4: Perché viene trattenuto oltre i limiti? Perché viene presentato come
- 21:23Speaker 4: suicidio e colpevole? Perché lo Stato non riesce a dare
- 21:27Speaker 4: la verità convincente? Il caso Pinelli- Calabrese diventa così una delle
- 21:34Speaker 4: fratture morali degli anni 70. Due morti, due famiglie, due memorie,
- 21:40Speaker 4: spesso contrapposte. E' in mezzo un paese che non riesce
- 21:43Speaker 4: più a separare giustizia, vendetta, verità e propaganda. Questo nodo
- 21:51Speaker 4: resta difficile ancora oggi, perché ogni volta che si parla
- 21:56Speaker 4: di Pinelli qualcuno teme che si stia cancellando Calabresi e
- 22:01Speaker 4: ogni volta che si parla di Calabresi qualcuno teme che
- 22:04Speaker 4: si stia cancellando Pinelli, ma una memoria adulta non dovrebbe
- 22:10Speaker 4: scegliere una vittima contro l'altra dovrebbe riuscire a dire due
- 22:14Speaker 4: cose insieme Pinelli non doveva morire in quest'ora Calabresi non
- 22:19Speaker 4: doveva essere assassinato sotto casa dire entrambe le cose non
- 22:23Speaker 4: significa mettere tutto sullo stesso piano significa uscire dalla logica
- 22:28Speaker 4: tribale degli anni 70 dove il dolore dell'altro veniva spesso percepito
- 22:33Speaker 4: come una minaccia al proprio Crepe d'Italia deve provare a
- 22:38Speaker 4: fare proprio questo tenere insieme le fratture senza usarle come armi.
- 22:45Speaker 4: Perché il caso Pinelli resta così importante? Perché non riguarda
- 22:49Speaker 4: soltanto una morte misteriosa, riguarda il rapporto tra cittadino e
- 22:55Speaker 4: Stato nel momento più facile, quando il cittadino è accusato,
- 22:59Speaker 4: trattenuto e interrogato. La democrazia Il potere dello Stato non
- 23:05Speaker 4: si misura quando tutto è facile, si misura quando c'è
- 23:09Speaker 4: una bomba, quando l'opinione pubblica chiede colpevoli, quando i giornali urlano,
- 23:14Speaker 4: quando la paura spinge verso scorciatoio. È proprio allora che
- 23:18Speaker 4: le garanzie diventano indispensabili. Certo, Pinelli era anarchico e proprio
- 23:25Speaker 4: per questo doveva essere protetto dalla legge, perché la legge
- 23:29Speaker 4: non sempre protegge solo chi piace alla maggioranza. Serve a
- 23:33Speaker 4: proteggere anche chi contesta, chi disturba, chi viene guardato con sospetto.
- 23:38Speaker 4: La morte di Pinelli mostra un cortocircuito. Pezzi di indagine
- 23:45Speaker 4: che dovrebbero cercare la verità su Piazza Fontana finiscono per
- 23:48Speaker 4: alimentare una pista falsa. L'uomo che dovrebbe essere ascoltato come
- 23:54Speaker 4: testimonio o sospetto secondo le regole precise viene attenuto oltre
- 23:59Speaker 4: i limiti. La morte che dovrebbe essere spiegata con trasparenza
- 24:04Speaker 4: viene avvolta da versioni contraddittorie. Ecco perché Pinelli è una crepa.
- 24:10Speaker 4: Non perché ci dia tutte le risposte, ma perché mostra
- 24:15Speaker 4: dove la Repubblica si inclina, dal punto in cui le
- 24:18Speaker 4: ragioni di Stato, le emergenze, la paura valgono più della
- 24:24Speaker 4: dignità di una persona. Il caso Pinelli ci obbliga. anche
- 24:30Speaker 4: a parlare di linguaggio. Le parole in cui uno Stato
- 24:34Speaker 4: racconta una morte non sono semplici parole, sono atti. Dire suicidio,
- 24:39Speaker 4: dire malone, dire sospetto, dire innocente, dire anarchico, ogni parola
- 24:46Speaker 4: sposta il peso morale della vicenda. E nel caso Pinelli
- 24:52Speaker 4: le parole arrivano prima della verità. Questa è una lezione
- 24:56Speaker 4: che va oltre il 1969. Ogni emergenza produce parole rapide. Ogni potere,
- 25:03Speaker 4: quando sotto pressione, cerca formule che lo proteggono. Ma il
- 25:08Speaker 4: compito di una democrazia non è proteggere se stesse dalla vergogna,
- 25:13Speaker 4: è proteggere i cittadini dall'arbitro, anche quando quei cittadini sono scomodi.
- 25:20Speaker 4: Ci sono finestre che nella storia di un paese non
- 25:24Speaker 4: si chiudono più. La finestra della questione di Milano è
- 25:29Speaker 4: una di queste. Da lì non cade soltanto Giuseppe Pinelli,
- 25:35Speaker 4: cade una versione semplice della Repubblica, cade l'idea che davanti
- 25:40Speaker 4: a una strage lo Stato cerchi sempre la verità con
- 25:43Speaker 4: mani pulite. Cade la fiducia ingenua nelle prime versioni ufficiali. Eppure,
- 25:49Speaker 4: se raccontiamo questa storia non è per dire che ogni
- 25:52Speaker 4: istituzione è menzogna, sarebbe troppo facile e troppo povero. La
- 25:58Speaker 4: raccontiamo perché le istituzioni democratiche hanno bisogno di verità per
- 26:01Speaker 4: restare vive. Hanno bisogno di essere criticate quando sbagliano. Hanno
- 26:06Speaker 4: bisogno di ammettere le proprie ombre per non diventare ostaccio
- 26:10Speaker 4: di esse. Ma da quella finestra nasce anche una memoria ostinata.
- 26:15Speaker 4: La memoria di Alicia Pinelli, delle figlie, degli amici, dei compagni,
- 26:20Speaker 4: di chi per decenni ha continuato a chiedere non vendetta,
- 26:23Speaker 4: ma verità. Una memoria che non permette al caso di
- 26:28Speaker 4: diventare polvere d'archivio nella prossima puntata ci sposteremo a Brescia 28
- 26:37Speaker 4: maggio 1974 una manifestazione antifascista una piazza piena una bomba nascosta
- 26:45Speaker 4: piazza della loggia la strage in pieno giorno io sono
- 26:51Speaker 4: Emanuele Esposito e questo è Crepe d'Italia se questa puntata
- 26:57Speaker 4: ti ha aiutato a guardare la storia con occhi diversi, condividila, seguici.
- 27:03Speaker 4: Le crepe non sono il segno di ciò che si rompe,
- 27:06Speaker 4: sono anche il punto in cui possiamo finalmente vedere dentro.
- 27:11Speaker 4: Ogni puntata segue una ferita nella nostra storia per capire
- 27:16Speaker 4: non solo qual è il successo, ma cosa rivela le
- 27:20Speaker 4: paese che siamo diventati. Il podcast ti interessa tanto e
- 27:26Speaker 4: condividi questo episodio, lascia un commento, aiutaci a far crescere
- 27:32Speaker 4: questa storia, arrivare a chi vuole capire l'Italia senza accontentarsi
- 27:40Speaker 4: delle versioni facili. Questo progetto l'ho voluto fortemente perché arrivasse
- 27:50Speaker 4: anche nelle scuole, c'è una formula un po' così, Però
- 27:55Speaker 4: queste storie vanno raccontate, queste storie vanno discusse nelle aule scolastiche,
- 28:02Speaker 4: scuole medie, università. Per capire l'Italia di oggi bisogna capire
- 28:08Speaker 4: le crepe d'Italia. Bene, anche questa puntata finisce qui. Io
- 28:14Speaker 4: vi ringrazio e noi ci risentiamo sabato prossimo per una
- 28:18Speaker 4: nuova puntata di Crepe d'Italia.
- 28:22Speaker 5: Grazie per l'ascolto. Potete ascoltare su tutte le piattaforme online
- 28:26Speaker 5: oppure su alloranews. com o sui nostri social. Questo podcast è
- 28:31Speaker 5: stato curato dalla redazione di Allora.