Latest / Milly Podcast – Italiano vero • Storie vere / La caduta dell’osservatore nella pratica della debolezza – Intervista a Caterina Notte
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- 0:00Ci sono libri che non si limitano a raccontare un
- 0:02percorso artistico, ma che ne diventano essi stessi
- 0:06esperienza. La caduta dell'osservatore nella
- 0:09pratica della debolezza di Caterina notte è uno di questi
- 0:12libri. È presente nelle biblioteche di
- 0:15importanti musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum
- 0:18of Art di New York, il Cust House di Zurigo o di Berlino,
- 0:24nella borderline Library di Oxford, il castello di rivoli di
- 0:27Torino o il Maxì di Roma. In queste pagine non troviamo
- 0:31soltanto fotografie o riflessioni, ma un viaggio
- 0:35profondo nella fragilità, nel sacrificio, nella resistenza.
- 0:39Il corpo femminile avvolto da garze, reso fragile, pure
- 0:43fortissimo, diventa un luogo di trasformazione, un territorio
- 0:47dove la debolezza non è +1 mancanza, ma una forza
- 0:50generatrice. Caterina notte ci invita a
- 0:53guardare diversamente. A riscrivere l'osservazione, a
- 0:57non accettare passivamente ciò che ci viene imposto, a
- 1:00liberarci dal peso dello sguardo altrui per ritrovare il nostro.
- 1:04E allora oggi, insieme a lei entriamo in questo spazio
- 1:08sospeso dove l'arte incontra la vita e la fragilità si fa
- 1:11resistenza. Io do un grande benvenuto a
- 1:14Caterina, che è qui nuovamente con noi per questo altro
- 1:18podcast. Grazie di cuore Caterina.
- 1:21Iniziamo il nostro la nostra intervista con la prima domanda,
- 1:26Caterina, nei tuoi lavori il corpo femminile appare spesso
- 1:30avvolto, costretto, ma anche in grado di rigenerarsi.
- 1:34Le garze che usi diventano simbolo della vulnerabilità e
- 1:37allo stesso tempo di rinascita. In che modo questa scelta
- 1:41estetica e simbolica nasce? Dalla tua esperienza personale e
- 1:44dal rapporto con le donne che hanno partecipato al tuo
- 1:48progetto Predator. Buongiorno Milly, grazie a te
- 1:52per avermi invitato in questo tuo bellissimo podcast e per
- 1:56avermi dato questa occasione speciale di condividere la mia
- 2:00ricerca prima di tutto con te e poi con il tuo pubblico.
- 2:03Grazie ancora. Certamente le gaze fanno parte
- 2:07della mia storia, tutta la mia ricerca, tutta la mia storia ha
- 2:11a che fare continuamente con dei limiti.
- 2:15E queste gaze rappresentano un po' in un certo senso dei limiti
- 2:20che possono però essere superati.
- 2:22Quindi sono dei limiti che ci costringono, che tagliano il
- 2:27nostro corpo ma nello stesso tempo lo uniscono.
- 2:30È un po' quello che succede oggi nella nostra società.
- 2:34Siamo. Solamente divisi in tante
- 2:37piccole parti. Non siamo più empatici, non
- 2:40siamo più Uniti tra di noi. Ecco, le gazze dividono e
- 2:45tagliano il nostro corpo. Ma per unirlo, perché dobbiamo
- 2:50tornare all'unità, quella che noi siamo stati ed è solo
- 2:55tramite questo ritorno verso l'unità che possiamo recuperare
- 3:01un po' della libertà che abbiamo perso.
- 3:04È necessario, ed è anzi urgente, che l'individuo torni ad essere
- 3:10l'unico fautore delle proprie scelte in questo mondo così iper
- 3:15controllato, bisogna tornare all'unità prima con se stessi e
- 3:20poi con gli altri, in modo che la Comunità in cui viviamo, la
- 3:24società in cui viviamo e poi il mondo sia più unito, più
- 3:28integro. Non ci deve essere più
- 3:30separazione, non ci devono essere compromessi.
- 3:34Bisogna assolutamente ritornare ad essere collegati tra di noi.
- 3:41Bisogna tornare ad essere parte di un sistema più unito, sia a
- 3:48livello sociale sia a livello individuale.
- 3:50Chiaramente la guerra non è solo fuori, è anche dentro dentro di
- 3:55noi. Anzi, la guerra.
- 3:58Ogni guerra inizia prima di tutto dentro di noi.
- 4:01È questo il problema. E allora dobbiamo risolvere
- 4:04prima il problema che riguarda noi.
- 4:07La mia guerra è nata in Molise, dove avevo assorbito negli anni,
- 4:15durante la mia infanzia, questo spirito di sacrificio che le
- 4:19donne si portavano addosso come un fardello.
- 4:23E questo spirito di sacrificio non mi era mai del tutto chiaro.
- 4:29E ed è lì che ho iniziato a voler riflettere sul ruolo della
- 4:34donna, sulla sulla sua posizione all'interno della.
- 4:37Famiglia all'interno della Comunità.
- 4:39Da quel momento ho voluto distanziare bene, quando ho
- 4:43capito questa cosa ho voluto distanziare bene, ma per
- 4:47tornarci poi dopo con la mia arte U prendendo.
- 4:52Quello che potevo prendere dalla mia storia è trasformarla e
- 4:57darle una nuova direzione, una nuova validità, riscrivendola
- 5:01completamente. E l'idea delle garze nasce
- 5:05proprio da questa storia, in Molise, in questo mondo rurale
- 5:10dove le le donne del Molise, le mie nonne, le mamme, le signore
- 5:17di una certa età, andavano nei campi, coprivano le loro, le
- 5:21loro. Gambe o i loro polpacci con
- 5:24queste lunghe garze bianche e che io trovavo così affascinante
- 5:30questo gesto così affascinante. Oppure, sempre in Molise, per
- 5:35esempio, i bambini appena nati, io stessa anche a me è successo.
- 5:41I bambini appena nati, dicevo, venivano avvolti in queste
- 5:45lunghe, sempre lunghe garze bianche, quasi a volerli
- 5:49proteggere dai. Movimenti e a voler donare loro
- 5:54una corretta posizione della schiena una corretta struttura
- 6:00della schiena, quindi diciamo che questo elemento delle garze
- 6:04ricorre sempre o da sempre nella mia storia, per cui la cosa più
- 6:10naturale per me è stata quella di utilizzare questi simboli,
- 6:16utilizzare questi strumenti per parlare ancora e parlare anche
- 6:21di altro. Non solo della mia storia.
- 6:25Nel Libro parli di riscrivere l'osservazione, un concetto che
- 6:29sembra andare oltre l'arte per toccare la vita di ciascuno di
- 6:33noi, cosa significa per te liberarsi dallo sguardo
- 6:36dell'altro e diventare osservatori di se stessi e
- 6:39quindi del mondo? Secondo me il problema che
- 6:46riguarda tutti noi in questo processo di perdita di libertà.
- 6:51Nasce proprio dall'osservazione il fatto che noi osserviamo e
- 6:58che veniamo osservati e per questo ci osserviamo di nuovo
- 7:02perché sappiamo che saremo nuovamente osservati, è un ciclo
- 7:07di osservazione da cui è. È quasi impossibile uscire, ma è
- 7:14importante provare a farlo, soprattutto per la donna, per la
- 7:17bambina, perché la donna da sempre è il soggetto più più
- 7:21complesso e più costretto in questo ciclo di osservazione e
- 7:26sicuramente tra l'uomo e la donna sicuramente la donna è
- 7:30quella che subisce maggiormente l'effetto di questo ciclo di
- 7:35osservazione. Per cui secondo me la soluzione.
- 7:39Non è è proprio nel far cadere l'osservazione e far cadere
- 7:44l'osservatore. Quindi capovolgere.
- 7:48Questa è la base, diciamo, è la filosofia di Predator,
- 7:52capovolgere il nostro equilibrio continuamente.
- 7:56Da preda, quindi da preda, da soggetto osservato e diventare
- 8:01noi stessi o noi stesse osservatrici, è importante
- 8:06riuscire a tagliare l'osservazione, a farla cadere.
- 8:10Anche nella fisica quantistica l'osservazione ha un ha un ruolo
- 8:15fondamentale. Il fatto che e delle
- 8:18piccolissime particelle cambino la loro forma in base
- 8:23all'osservazione, come se sapessero di essere osservate, e
- 8:27quindi modificano la loro forma da punto a onda.
- 8:31Ecco, questa cosa è magnifica, è stupefacente.
- 8:35Quindi possiamo farlo anche noi, nella vita di tutti i giorni,
- 8:39nel nostro mondo classico, il mondo in cui viviamo, perché no?
- 8:44Possiamo provare sicuramente a capovolgere, dove necessario,
- 8:49naturalmente il nostro ruolo da osservata posso.
- 8:55In qualsiasi momento compiere una scelta che sia trasformativa
- 9:01e diventare osservatrice, quindi gestire la mia osservazione, non
- 9:07essere più sotto il controllo di un soggetto che mi osserva.
- 9:11La fragilità nei tuoi testi, nelle tue opere, non è mai un
- 9:14limite, ma una possibilità. Come immagini che questa pratica
- 9:18della debolezza possa trasformare non solo l'arte.
- 9:22Ma anche la vita quotidiana delle donne che hanno
- 9:24partecipato ai tuoi progetti e in più in generale di chi guarda
- 9:29le tue opere. La fragilità, la debolezza fa
- 9:33parte del nostro essere umani, la nostra angoscia nasce dal
- 9:40nostro tentativo di avvicinarci sempre più all'infinito.
- 9:46E questo questo nostro desiderio quasi impossibile o
- 9:52apparentemente impossibile, che crea la nostra angoscia e crea
- 9:56quindi la nostra fragilità. Ma la nostra fragilità è creata
- 10:00anche, come dicevo prima, dall'osservazione, è creata
- 10:04anche dal fatto. Però, come diceva Heidegger.
- 10:08Che siamo gettati in questo mondo, in questo mondo in cui
- 10:11vige il controllo su di noi, quindi il fatto di essere
- 10:15perennemente osservati, perennemente controllati.
- 10:19Questo taglia le ali della nostra libertà.
- 10:22La libertà, come diceva Hannah Arendt, con cui siamo nati
- 10:27proprio nel nell'atto di nascita è contenuta tutta la nostra
- 10:33libertà. La nascita è il più grande atto
- 10:37di libertà che possiamo. Ricevere.
- 10:39Purtroppo questa libertà ci viene tolta piano piano proprio
- 10:43per il fatto che siamo gettati in questo mondo fatto di
- 10:48osservazione e in questo ciclo di osservazione noi siamo sia
- 10:53oggetto ma siamo anche soggetto, quindi è importante capovolgere
- 10:58sempre i nostri ruoli e compiere le scelte trasformative.
- 11:04E allora? Praticare la debolezza per me
- 11:07vuol dire riflettere su questo dolore latente, su questa
- 11:13debolezza che nasce dal dolore di aver perso la nostra libertà.
- 11:18E mettere in pratica questa debolezza vuol dire appunto
- 11:22esserne consapevoli, in modo tale che questa debolezza possa
- 11:27trasformarsi immediatamente in potenza, capovolgersi ancora una
- 11:32volta in potenza. Nel momento in cui sei
- 11:36consapevole della tua debolezza, chiaramente non sei più debole,
- 11:40sei già a un livello superiore, hai già fatto una scelta di
- 11:44nuovo trasformativa, una scelta da cui non è più.
- 11:48È possibile tornare indietro? Non è più possibile tornare al
- 11:52vecchio sé. E allora tutte le donne, tutte
- 11:55le bambine che partecipano al mio progetto compiono in un
- 12:00certo senso questa scelta, questa scelta trasformativa nel
- 12:04momento in cui loro indossano le mie garze.
- 12:09Hanno già preso parte a questo processo che poi potrà
- 12:15proseguire nel loro, nel loro mondo.
- 12:18Senza di me, chiaramente, potrebbe anche non proseguire.
- 12:22Chiaramente però le bambine e le donne, le ragazze che hanno
- 12:27partecipato al progetto Predator, hanno fatto uno
- 12:30scatto. In +1 scatto in avanti, si sono
- 12:33messe nella traccia che io sto disegnando.
- 12:39Anche per loro. L'importante è capire che siamo
- 12:43continuamente chiamati a fare delle scelte in questa vita, ma
- 12:48c'è sempre una scelta madre da cui dipendono e discendono tutte
- 12:53le altre scelte. Ma questa scelta madre è l'unica
- 12:57che ci può portare di nuovo alla riprogettazione del nostro
- 13:02essere liberi. Ed è questa la scelta che
- 13:05dobbiamo. Compiere e lo possiamo fare
- 13:08soltanto grazie alla nostra debolezza, soltanto se
- 13:12realizziamo che ci portiamo continuamente dentro questo
- 13:17dolore che nasce dall'inizio del nostro venire in questo mondo,
- 13:23dal controllo che subiamo ogni giorno.
- 13:26Soltanto rendendoci conto di questo dolore che ci portiamo
- 13:30dentro, dicevo, possiamo accorgerci della nostra
- 13:35fragilità, della. La nostra debolezza ed è lì che
- 13:38si compie il passaggio alla scelta trasformativa e da qui
- 13:42possiamo provare a recuperare la nostra libertà.
- 13:47Ringrazio di cuore Caterina per essere stata qui con noi.
- 13:50E infine le sue parole ci hanno accompagnato in un territorio
- 13:53dove fragilità e forza non sono opposti, ma parti di uno stesso
- 13:57respiro, abbiamo imparato che la debolezza può diventare
- 14:01resistenza. Che lo sguardo può essere
- 14:03riscritto, che il corpo non appartiene mai ma è e che può
- 14:08sempre reinventarsi. Forse la vera forza dell'arte è
- 14:12proprio questa, non offrire risposte definitive, ma aprire
- 14:16ferite e crepe attraverso le quali la luce può entrare.
- 14:20Grazie a Caterina per aver condiviso con noi la sua
- 14:22visione. e a chi ci ascolta l'invito a portare con sé questa
- 14:26domanda. Quanto siamo disposti a
- 14:30lasciarci osservare e allo stesso tempo a osservare noi
- 14:34stessi con occhi nuovi, perché, come ci ricorda questo Libro, è
- 14:39proprio nella caduta dell'osservatore che può nascere
- 14:42una nuova libertà.