Latest / La Verità - Dimmi la Verità / Dimmi La Verità - Elisa Garfagna: «La violenza giovanile è un sistema per guadagnare reputazione»
Transcript
- 0:00Speaker 2: Buonasera agli ascoltatori di Dimmi la Verità. Chiudiamo questa settimana
- 0:05Speaker 2: trattando un tema veramente molto molto importante di grande attualità,
- 0:10Speaker 2: ovvero la violenza tra i giovanissimi. Ne parliamo con un'esperta
- 0:15Speaker 2: del settore, la dottoressa Elisa Garfagna. Buonasera Elisa. Buonasera, grazie.
- 0:24Speaker 2: Grazie anche a tutti coloro che ci ascoltano. Un tema
- 0:26Speaker 2: veramente sentitissimo. Qui siamo di fronte a un fenomeno che
- 0:28Speaker 2: definire preoccupante è poco, soltanto negli ultimi giorni notizie di
- 0:34Speaker 2: cronaca veramente sconvolgenti. Ce le vuole un attimo ricordare?
- 0:38Speaker 3: Sì, ci sono tre fatti che sono successi in tempi
- 0:43Speaker 3: recenti che sembrano scollegati l'uno con l'altro, ma in realtà
- 0:47Speaker 3: poi andremo a vedere... In questa chiacchierata come si collegano?
- 0:52Speaker 3: Intanto ha treviso un gruppo di giovanissimi individuato dalle forze
- 0:56Speaker 3: dell'ordine tramite il monitoraggio della rete, fabbricava artigianalmente bombe Molotov,
- 1:02Speaker 3: cose veramente assurde. A Roma il fatto di cronaca che
- 1:06Speaker 3: sicuramente i nostri ascoltatori conosceranno, cioè dell'Istituto Scolastico di Roma
- 1:10Speaker 3: dove un ragazzino di appena 13 anni ha aggredito con
- 1:14Speaker 3: un coltello la propria docente e poi infine la mezza terme,
- 1:17Speaker 3: qua si inserisce anche il discorso dell'emulazione, Un 14enne ha
- 1:21Speaker 3: pianificato su un gruppo Telegram l'aggressione alla professoressa bloccato poi
- 1:26Speaker 3: dai carabinieri grazie alla segnalazione dei suoi compagni che hanno
- 1:30Speaker 3: notato dei comportamenti diciamo anomali. Ecco questi fatti se noi
- 1:36Speaker 3: li analizziamo in modo separato... Possono sembrare diversi. In realtà
- 1:42Speaker 3: c'è una drammatica chiarezza, un quadro sistemico. A Treviso abbiamo
- 1:47Speaker 3: la costruzione di ordigni condivisi in rete. A Roma l'atto
- 1:53Speaker 3: di impulso e l'aggressione consumata a scuola sempre poi condivisa online.
- 1:59Speaker 3: e alla mezza terme la pianificazione dell'aggressione annunciata sempre in rete.
- 2:04Speaker 3: Quindi diciamo che non siamo di fronte a casi isolati
- 2:08Speaker 3: o alla solita devianza giovanile, che comunque in tutti gli anni,
- 2:11Speaker 3: anche prima dei social, possiamo dire che ci fosse, ma
- 2:14Speaker 3: il filo conduttore è la digitalizzazione della violenza e quindi
- 2:18Speaker 3: le piattaforme social e le chat di messaggistica sono diventate
- 2:23Speaker 3: un luogo dove non solo l'atto violento viene poi ideato, appreso,
- 2:30Speaker 3: ma anche annunciato, in modo che ci sia una sorta
- 2:33Speaker 3: di pubblico, di palcoscenico.
- 2:36Speaker 2: Prima di affrontare questo tema, che è sicuramente l'attualità, una
- 2:39Speaker 2: piccola considerazione mi ha molto colpito. Sono tutti episodi pianificati,
- 2:45Speaker 2: non c'è la reazione istintiva, come possiamo dire, naturalmente sempre rarissima,
- 2:51Speaker 2: cioè il classico tu guardi male la mia ragazza e
- 2:57Speaker 2: io ti colpisco. No, qui siamo di fronte a una
- 3:03Speaker 2: cosa organizzata, pianificata
- 3:09Speaker 3: Perché viene pianificata? Perché la violenza diventa una performance, cioè
- 3:13Speaker 3: la violenza giovanile oggi ha quasi sempre bisogno di un
- 3:17Speaker 3: pubblico che si tratti di mostrare... la fabbricazione di un
- 3:20Speaker 3: molotov o di annunciare l'aggressione a un docente, il gesto
- 3:24Speaker 3: è concepito fin dall'inizio per essere un contenuto performativo, quindi
- 3:30Speaker 3: la violenza diventa una sorta di moneta sociale di scambio
- 3:35Speaker 3: per guadagnare reputazione, validazione e visibilità all'interno di un gruppo,
- 3:42Speaker 3: che sia esso online, magari poi anche un gruppo sociale
- 3:45Speaker 3: che può essere i compagni di scuola, ecco.
- 3:52Speaker 2: Non c'è la percezione del rischio. Questi ragazzi non hanno
- 4:00Speaker 2: proprio il concetto della punizione che arriverà poi una volta
- 4:05Speaker 2: consumato l'evento.
- 4:07Speaker 3: Non ce l'hanno perché come tu sai io sono mamma
- 4:10Speaker 3: di due bambini quindi lo vivo sulla mia pelle, il
- 4:14Speaker 3: gaming quindi i videogiochi anche molto violenti sono entrati nelle
- 4:19Speaker 3: case di tutti, tutti i nostri figli giocano più o
- 4:22Speaker 3: meno ai videogiochi. I linguaggi dei social e dei videogiochi
- 4:27Speaker 3: sovrappongono nella mente del ragazzo, che ricordiamo il cervello di
- 4:31Speaker 3: un ragazzo si sviluppa pienamente, quindi riesce a comprendere il
- 4:35Speaker 3: piano della realtà col piano della fantasia molto avanti, quindi
- 4:39Speaker 3: 18 anni, 20 anni. In quell'età, quindi 13-14 anni, i
- 4:44Speaker 3: due piani ancora si sovrappongono, quindi a 13-14 anni la
- 4:48Speaker 3: percezione delle conseguenze umane e poi penali, è fortemente alterata
- 4:54Speaker 3: dallo schermo, perché la pianificazione di un'aggressione su una chat
- 4:58Speaker 3: viene quasi vissuta come un livello di un gioco o
- 5:01Speaker 3: una challenge, come la chiamano su TikTok. Quindi genera una
- 5:05Speaker 3: sorta di, come possiamo dire, anestesia che azzera anche l'empatia
- 5:10Speaker 3: verso il gesto stesso che vanno a fare e verso
- 5:13Speaker 3: poi la vittima, che in questo caso erano i docenti
- 5:16Speaker 3: di scuola
- 5:18Speaker 2: Ecco, però io torno... torno sull'argomento nel senso che neanche
- 5:24Speaker 2: la famiglia per esempio avverte i ragazzi sui rischi perché
- 5:33Speaker 2: poi da 14, 15, 16 anni la punibilità c'è
- 5:39Speaker 3: Guarda, secondo me il discorso sulla genitorialità è abbastanza complicato
- 5:44Speaker 3: e anche delicato, nel senso che c'è di base una
- 5:47Speaker 3: forte analfabetizzazione digitale anche dei genitori e quindi a volte
- 5:52Speaker 3: non si rendono conto che controllare il figlio è necessario
- 5:56Speaker 3: in questa epoca, quindi guardare che cosa scrive, a che
- 5:59Speaker 3: cosa è iscritto, se è iscritto a Telegram, se è
- 6:01Speaker 3: iscritto a Discord, tutte piattaforme criptate. che però danno accesso
- 6:07Speaker 3: a mondi che non sono decisamente adeguati per un quattordicenne.
- 6:11Speaker 3: E poi c'è anche, secondo me è venuto anche un
- 6:15Speaker 3: po' meno il ruolo del genitore che dice no, che
- 6:18Speaker 3: dice io per esempio mi sono informata sul caso di Roma.
- 6:21Speaker 3: E questo ragazzo di 13 anni stava nottata intera e
- 6:24Speaker 3: chiuso in camera davanti al computer. I miei figli a
- 6:29Speaker 3: casa mia non sarebbe possibile una cosa del genere. Quindi
- 6:32Speaker 3: magari anche i genitori che sono impegnati nel lavoro tutto
- 6:36Speaker 3: il tempo non hanno le competenze necessarie per capire che
- 6:40Speaker 3: certi fenomeni possono essere arginati. Ecco, diciamo che questo mix
- 6:44Speaker 3: tra seguire poco i figli e non avere le competenze
- 6:48Speaker 3: digitali crea un mix esplosivo. Elisa
- 6:53Speaker 2: ma si parla in tanti paesi, in alcuni è già
- 6:55Speaker 2: stato applicato, del divieto dei social sotto una certa età.
- 7:00Speaker 2: Secondo te questo può essere un modo per arginare il
- 7:04Speaker 2: problema o comunque viviamo in una società nella quale io
- 7:08Speaker 2: poi il telefonino me lo faccio prestare da un amico?
- 7:11Speaker 3: Ma guarda, secondo me per fare vera prevenzione non si
- 7:16Speaker 3: deve demonizzare la tecnologia, ma bisogna passare da una passività
- 7:22Speaker 3: di fruizione a una consapevolezza critica. Come lo facciamo questo?
- 7:27Speaker 3: Dobbiamo dotare i giovani, le scuole e anche i genitori
- 7:31Speaker 3: di strumenti per decodificare questi algoritmi che manipolano e rendono
- 7:36Speaker 3: i ragazzi stessi i primi presidi di sicurezza e di
- 7:41Speaker 3: senso di responsabilità perché se il ragazzo capisce che se
- 7:44Speaker 3: va in una determinata chat può essere intrappolato in una
- 7:48Speaker 3: vortice di violenza di cose che non vanno bene il
- 7:53Speaker 3: ragazzo essendo stato istruito può fermarsi può dire no questa
- 7:57Speaker 3: cosa è sbagliata E lo possono fare sia i docenti
- 8:01Speaker 3: che servono risorse, diciamo, secondo me, più che vietare l'utilizzo.
- 8:06Speaker 3: Perché vietare l'utilizzo poi che cosa crea nella mente dei giovani?
- 8:09Speaker 3: Se tu vieti una cosa, poi quella cosa diventa ancora
- 8:11Speaker 3: più sexy, più attrattiva
- 8:13Speaker 3: E quindi cosa si fa? Si creano, questi ragazzi, si
- 8:16Speaker 3: creano dei social alternativi che però... questi social alternativi non
- 8:22Speaker 3: dispongono delle tecnologie per poterli controllare, quindi diventano doppiamente rischiosi.
- 8:29Speaker 2: Io sono assolutamente convinto
- 8:31Speaker 3: che sia così. Teniamoci i social che abbiamo, ma istruiamo
- 8:35Speaker 3: i giovani, ma anche i genitori, anche per esempio mi
- 8:40Speaker 3: viene in mente il coach di calcio, anche lui deve
- 8:43Speaker 3: notare se il ragazzo magari si isola, se il ragazzo
- 8:46Speaker 3: sta troppo al telefono, se parla di cose strane. Tutti
- 8:51Speaker 3: noi genitori adulti abbiamo la responsabilità di monitorare i nostri ragazzi.
- 8:57Speaker 2: Invece la prima risposta che danno i governi, che è
- 9:02Speaker 2: una risposta quasi istintiva, è abbassare continuamente la soglia di punibilità.
- 9:08Speaker 2: Secondo te ha senso?
- 9:09Speaker 3: No, no, perché noi possiamo anche colpire un bambino di
- 9:13Speaker 3: nove anni, ma la soglia si abbasserà sempre di più
- 9:17Speaker 3: e noi rimarremo sempre indietro. Poi adesso figurati con l'intelligenza artificiale,
- 9:21Speaker 3: creare un social da zero, senza filtri, senza etica, è facilissimo.
- 9:27Speaker 3: Vedi per esempio X, X ha un grande problema per
- 9:30Speaker 3: esempio di etica, perché puoi pubblicare là qualunque. Ecco, quindi
- 9:34Speaker 3: se noi non vogliamo che si replichi questo modello, e
- 9:37Speaker 3: non dobbiamo punirli, dobbiamo spiegare loro perché entrare in certi
- 9:43Speaker 3: circuiti online, anche penso il deep web, il dark web,
- 9:46Speaker 3: è pericoloso.
- 9:48Speaker 2: Semplicemente educate, che poi voglio dire, è la soluzione, no?
- 9:53Speaker 2: Perché poi sembra sempre dire una banalità, ma la cultura, l'educazione,
- 9:57Speaker 2: la conoscenza di un fenomeno chiaramente è il miglior antidoto
- 10:02Speaker 2: poi per le deviazioni ma
- 10:04Speaker 3: devono pensarci gli adulti io ho un'idea un po' platonica
- 10:07Speaker 3: della società Platone diceva che tutti noi siamo genitori e
- 10:11Speaker 3: tutti i figli sono tutti figli nostri quindi l'adulto sia
- 10:15Speaker 3: esso genitore catechista, coach di calcio, sportivo, insegnante, dobbiamo impersonificare
- 10:23Speaker 3: l'adulto e l'adulto deve dare delle regole e deve dare
- 10:27Speaker 3: dei no per il bene dei ragazzi, non aver paura
- 10:30Speaker 3: di passare dalla parte del cattivo, no? Perché è semplice
- 10:33Speaker 3: fare l'amicone, però bisogna dare delle regole, anche su internet.
- 10:38Speaker 2: Benissimo, io ringrazio davvero di cuore Elisa Caffagna, ricordiamo comunicatrice, espertissima,
- 10:45Speaker 2: di queste tematiche per essere stata con noi e anche
- 10:48Speaker 2: per la estrema chiarezza dell'esposizione. Grazie Elisa. Grazie, grazie a voi.
- 10:53Speaker 2: E agli amici di Dimmi la Verità, tuo appuntamento a
- 10:56Speaker 2: lunedì prossimo.