Latest / Radio Onda Salute / [31] Radio Onda Salute del 14/05/2026
Transcript
- 0:24Speaker 2: Un caloroso benvenuto a tutte le ascoltatrici e tutti gli
- 0:27Speaker 2: ascoltatori di Radio K55. Andrà adesso in onda un'anteprima di
- 0:31Speaker 2: Radio Onda Salute, una nuova radio interamente dedicata ai temi
- 0:35Speaker 2: della medicina e del benessere, seguendo l'approccio One Health. Salute umana,
- 0:39Speaker 2: salute animale e ambiente. Un'unica salute. Per adesso sarà solo
- 0:44Speaker 2: una rubrica di Radio K55, ma presto diventerà un'emittente autonoma.
- 0:49Speaker 2: Nella trasmissione di oggi avrete modo di ascoltare alcuni dei
- 0:52Speaker 2: nostri programmi, come Casus, quell'evento che cambiò tutto, la rievocazione
- 0:57Speaker 2: di un episodio della storia della medicina che ne ha
- 0:59Speaker 2: cambiato per sempre la strada. Health News, una panoramica di
- 1:04Speaker 2: notizie sulla medicina da tutto il mondo. Intervisite, un talk
- 1:08Speaker 2: show di approfondimento con associazioni di medici e di pazienti
- 1:11Speaker 2: per approfondire i temi più attuali. Cure future, il domani
- 1:15Speaker 2: delle terapie che sono già qui, novità sulle più avanzate
- 1:18Speaker 2: terapie già disponibili e su quelle che lo saranno nel
- 1:21Speaker 2: prossimo futuro. E infine... pillole della salute un intermezzo di
- 1:26Speaker 2: aneddoti e curiosità sul mondo della salute buon ascolto
- 1:44Speaker 3: ben trovati su radio onda salute l'argomento dell'intervista di oggi
- 1:48Speaker 3: riguarda il futuro del cibo Oggi produrre proteine, soprattutto quelle animali,
- 1:54Speaker 3: ha un costo ambientale enorme. Acqua, suolo, emissioni. E con
- 2:00Speaker 3: una popolazione mondiale in crescita, la domanda è inevitabile. Come
- 2:04Speaker 3: nutrire tutti senza ristruggere il pianeta? Esistono alternative? Sono sicure?
- 2:11Speaker 3: E soprattutto, siamo pronti a mangiarle? Ne parliamo con l'ingegnere
- 2:15Speaker 3: Antonio Molino, ricercatore del Dipartimento Sostenibilità dell'Enea coinvolto nel progetto
- 2:21Speaker 3: europeo Protein for Impact. Ingegner Molino, benvenuto a Radio Onda Salute.
- 2:27Speaker 3: Ci racconti brevemente di lei e di cosa si occupa
- 2:30Speaker 3: nell'ambito dell'Enea. Buongiorno
- 2:33Speaker 4: buongiorno a tutti. Sono un ingegnere chimico dell'Enea e da
- 2:37Speaker 4: oltre 20 anni mi occupo di valorizzazione delle biomasse, quindi l'estrazione
- 2:42Speaker 4: di sostanze ad otto valori aggiunto, sviluppo di processi e
- 2:45Speaker 4: tecnologie per trasformare scarti organici in risorse concrete, materia ed energia.
- 2:52Speaker 4: Il tutto con un occhio costante alla sostenibilità energetica dell'intero processo.
- 2:57Speaker 4: È chiaro che questo è un lavoro che si muove
- 2:59Speaker 4: tra ambiti molto diversi, ma con un'idea semplice alla base,
- 3:03Speaker 4: capire bene di cosa sono fatti i materiali, quindi le matrici,
- 3:07Speaker 4: e come si comportano, al fine di trovare il modo
- 3:10Speaker 4: migliore per valorizzarlo. Questo a volte significa separarli del tutto,
- 3:14Speaker 4: in parte, altre volte di utilizzarli come risorse per alimentare
- 3:19Speaker 4: nuovi processi. In ogni caso l'obiettivo è sempre lo stesso,
- 3:22Speaker 4: ottenere il massimo risultato con il minimo consumo di energia,
- 3:26Speaker 4: mantenendo un approccio che sia il più sostenibile possibile. Questa
- 3:30Speaker 4: è la visione che mi ha portato a costruire e vincere,
- 3:34Speaker 4: insieme a un consorzio europeo, il progetto Produring for Impact,
- 3:38Speaker 4: un progetto finanziato al 100% da Horizon Europe. di valore
- 3:43Speaker 4: pari a circa 5 milioni di euro nell'ambito della strategia Farm
- 3:46Speaker 4: to Fork che è il piano dell'Unione Europea per un
- 3:50Speaker 4: sistema alimentare più sostenibile
- 3:53Speaker 3: Allora, arriviamo direttamente al problema. Perché oggi si parla tanto
- 3:56Speaker 3: di nuove proteine? Cosa non funziona nel sistema alimentare attuale
- 4:03Speaker 4: Partiamo da un fatto semplice. Il modo in cui oggi
- 4:05Speaker 4: produciamo il cibo, in particolare le proteine animali, purtroppo non
- 4:09Speaker 4: funziona più. Questa non è una questione di opinioni, lo
- 4:13Speaker 4: dicono i numeri. Le filoese tecniche globali sono responsabili per
- 4:18Speaker 4: circa il 15% delle emissioni che è stata prodotta dall'uomo.
- 4:22Speaker 4: Parliamo di circa 7 miliardi di tonnellate di energia carbonica che
- 4:25Speaker 4: ogni anno vengono emesse più del settore dei trasporti. Produrre
- 4:34Speaker 4: un solo chilo di carne bovina richiede circa un metro
- 4:37Speaker 4: cubo di acqua blu, cioè acqua di falde, proveniente da
- 4:42Speaker 4: bacini idrogeologici. Oltre a circa 14 metri cubi di acqua piovana
- 4:48Speaker 4: per coltivare i mangini, è tutta questa acqua che non
- 4:50Speaker 4: riusciamo a regolare facilmente. Nel frattempo il mondo cresce e
- 4:54Speaker 4: dentro il 2050 saremo quasi 10 miliardi di persone. La domanda di
- 4:59Speaker 4: proteine dovrà aumentare di almeno il 50% rispetto a quella odierna.
- 5:04Speaker 4: Con le risorse che abbiamo, con il sistema che abbiamo,
- 5:08Speaker 4: questo non è più possibile. E l'Europa lo sa, ed
- 5:12Speaker 4: è per questo che ha lanciato la strategia Farm to Fork,
- 5:14Speaker 4: un piano compreso con obiettivi precisi, meno pesticidi, più agricoltura
- 5:18Speaker 4: biologica e soprattutto diversificare le fonti proteiche, ridurre la dipendenza
- 5:23Speaker 4: della soia importata, spesso dall'altra parte del mondo, e costruire
- 5:26Speaker 4: delle filiere locali più efficienti. L'Europa importa ogni anno decine
- 5:31Speaker 4: di milioni di tonnellate di soia, che rappresentano la base
- 5:34Speaker 4: proteica dei mangimi con cui alimentiamo i nostri allevamenti. Questa
- 5:38Speaker 4: è una dipendenza strutturale, costruita sul piano ambientale e restituita
- 5:42Speaker 4: su quello geopolitico, come dimostrano le crisi recenti che stiamo vivendo.
- 5:46Speaker 4: La risposta non può essere fare di più con lo
- 5:48Speaker 4: stesso sistema, bisogna cambiare cultura e contestualmente diversificare le fonti proteiche.
- 5:54Speaker 3: Ok, quindi dobbiamo sviluppare delle strategie alternative. Quindi cosa sono
- 5:59Speaker 3: esattamente le proteine alternative? Di cosa parliamo quando diciamo insetti, alghe,
- 6:06Speaker 3: microorganismi di cui si parla tanto oggigiorno? Sono davvero sicure
- 6:12Speaker 3: e nutrizionalmente valide?
- 6:16Speaker 4: Quando parliamo di proteine alternative parliamo di fonti che esistono
- 6:20Speaker 4: in natura da milioni di anni e che in molte
- 6:23Speaker 4: parti del mondo vengono consumate già oggi, ogni giorno. Non
- 6:27Speaker 4: stiamo inventando nulla, stiamo guardando la natura con occhi differenti.
- 6:31Speaker 4: Per quello che riguarda gli insetti, già 2 miliardi di persone
- 6:33Speaker 4: al mondo li mangiano, in Asia, in Africa, in America Latina.
- 6:37Speaker 4: Sono ricchissimi di proteine, arrivano fino al 70% del peso secco.
- 6:41Speaker 4: Contengono amminoacidi essenziali, grassi buoni, vitamine e minerali. E per
- 6:46Speaker 4: produrli servono pochissime risorse. Un chilo di proteine, per esempio,
- 6:49Speaker 4: da grillo richiede fino a 12 volte meno acqua e terra
- 6:53Speaker 4: rispetto a un chilo di proteina bovina. In Europa diverse
- 6:58Speaker 4: specie sono già autorizzate per il consumo umano, valutate ed
- 7:01Speaker 4: approvate dall'EFRA, che è l'autorità europea per la sicurezza alimentare.
- 7:06Speaker 4: Per quanto concerne le alghe e le microalge, le conosciamo tutti,
- 7:09Speaker 4: ma sono solo la punta di un mondo che è
- 7:11Speaker 4: vastissimo e ancora poco esplorato. Alcune specie contengono fino al
- 7:14Speaker 4: 60% di proteine, con profili di amminocidici completi. Crescono in acqua,
- 7:19Speaker 4: non occupano sull'agricolo e in alcuni casi e gli insistemi
- 7:23Speaker 4: integrati all'emissione industriale possono contribuire attivamente alla riduzione dell'emissione di
- 7:27Speaker 4: energia carbonica grazie alla fotosintesi e alla luce solare. Sono
- 7:34Speaker 4: già usate nell'industria alimentare, nel settore nucleoaceo, della cosmese e
- 7:37Speaker 4: dei mancini. I microrganismi, funghi e batteri rappresentano forse il
- 7:42Speaker 4: campo più affascinante. I funghi filamentosi crescono rapidamente su strati
- 7:46Speaker 4: di scarto e producono proteine di alta qualità. e già
- 7:49Speaker 4: oggi esistono prodotti sul mercato costruiti esattamente su questo principio
- 7:53Speaker 4: ci sono poi i batteri idrogenoossidanti che sono capaci di
- 7:57Speaker 4: produrre proteine usando idrogeno e anidride carbonica come unici ingredienti
- 8:02Speaker 4: sembra quasi fantascienza ma funziona è una tecnologia che potrebbe
- 8:05Speaker 4: disaccogliere completamente la produzione proteica dall'agricoltura Nessuna di queste fonti
- 8:11Speaker 4: arriva sul mercato senza passare dall'autorità competente, dall'EFSA. Il lavoro
- 8:15Speaker 4: scientifico serve proprio a questo, costruire le prove, sviluppare i processi,
- 8:18Speaker 4: garantire che sicurezza, qualità e riproducibilità non siano dichiarazioni di intenti,
- 8:23Speaker 4: ma risultati misurabili. La domanda non è se queste proteine
- 8:28Speaker 4: sono sicure, è dimostrare che lo sono, ed è quello
- 8:30Speaker 4: che stiamo facendo nell'ambito di questo progetto.
- 8:33Speaker 3: Ok, quindi parliamo allora proprio di questo progetto che lei
- 8:36Speaker 3: ha citato all'inizio. Di cosa si tratta esattamente e qual
- 8:40Speaker 3: è il suo obiettivo principale?
- 8:43Speaker 4: Il progetto Protein for Impact è un progetto di ricerca
- 8:46Speaker 4: e innovazione finanziato da Horizon Europe nell'ambito del programma dedicato
- 8:50Speaker 4: a cibo, bioeconomia e risorse naturali, che poi è il
- 8:53Speaker 4: braccio operativo della strategia Farm to Fork. È un progetto
- 8:57Speaker 4: composto da un consorzio di 18 istituzioni da 13 paesi europei. L'obiettivo
- 9:02Speaker 4: è preciso. Portare le proteine alternative come alghe, funghi, batteri, insetti,
- 9:06Speaker 4: scarti dell'acquacoltura, del laboratorio a un mercato reale. Questo significa
- 9:10Speaker 4: valutare sistematicamente il valore nutrizionale, la sicurezza, i benefici per
- 9:14Speaker 4: la salute, l'impatto ambientale e l'accettabilità da parte dei consumatori.
- 9:19Speaker 4: E dimostrare la fattibilità industriale attraverso dei dimostratori su scala operativa.
- 9:24Speaker 4: Perché non basta sapere che funziona il laboratorio, bisogna poi
- 9:28Speaker 4: dimostrare che funziona su una scala reale. con filiere sostenibili.
- 9:32Speaker 4: Questa è la differenza tra una scoperta scientifica e un
- 9:35Speaker 4: cambiamento concreto nella vita reale. Il contributo di Enea si
- 9:38Speaker 4: muove su più fronti. Sulle auge lavoriamo sulla coltivazione di
- 9:41Speaker 4: diverse specie e sullo sviluppo di tecnologie per incrementare il
- 9:44Speaker 4: contenuto proteico della biomassa. Sugli insetti, in particolare il tenebio
- 9:49Speaker 4: e il diaperino, ci occupiamo del crescere delle assiazioni dei
- 9:52Speaker 4: lipidi attraverso la desattizzazione con fluidi supercritici, una tecnologia pulita
- 9:57Speaker 4: e altamente selettiva che consente di concentrare la frazione proteica
- 10:01Speaker 4: senza l'uso di solventi chimici convenzionali e quindi senza solventi
- 10:05Speaker 4: residui nel prodotto alimentare. Lo facciamo non solo in scala laboratoria,
- 10:08Speaker 4: abbiamo impianti piloto- operativi. Competiamo il quadro con la valutazione del
- 10:13Speaker 4: ciclo di vita dei processi per misurarne concretamente quanto queste
- 10:17Speaker 4: filiere siano più sostenibili rispetto a quelle convenzionali, non in
- 10:20Speaker 4: maniera teorica ma attraverso dati concreti.
- 10:24Speaker 3: Ascoltando queste parole, queste descrizioni, viene in mente il concetto
- 10:28Speaker 3: di economia circolare, quello che ci consente di recuperare gli
- 10:34Speaker 3: scarti e quindi di utilizzarli il più possibile. Come funziona
- 10:38Speaker 3: il modello di economia circolare applicato al cibo? Parliamo appunto
- 10:42Speaker 3: dell'idea di trasformare i rifiuti agroalimentari in nuove risorse proteiche. Sì.
- 10:50Speaker 4: L'economia circolare è sempre stata la base dello sviluppo dei
- 10:53Speaker 4: processi sostenibili. Non è un modello nuovo, la novità è
- 10:56Speaker 4: applicarlo correttamente al sistema alimentare, dove la sfida non è
- 11:00Speaker 4: solo riconoscere che uno scarto può diventare una risorsa, ma
- 11:03Speaker 4: costruire i processi e le tecnologie che lo rendono possibile davvero.
- 11:07Speaker 4: Il principio è semplice, in un sistema circolare non esistono risorse,
- 11:10Speaker 4: esistono risorse fuori posto. I sottoprodotti della lavorazione del pesce
- 11:15Speaker 4: diventano superstrato per far crescere insetti o microrganismi. Le acque
- 11:19Speaker 4: di processo ricchi nutrienti alimentano le colture microalgaliche. I residui
- 11:23Speaker 4: di queste produzioni vengono reindirizzati alla produzione di più energie
- 11:26Speaker 4: per l'autosostentamento dei processi. Il sistema si chiude. Ogni input
- 11:31Speaker 4: trova uno sviluppo successivo. non si tratta di utopia è
- 11:34Speaker 4: ingegneria chimica di sistema applicata al cibo è esattamente il
- 11:37Speaker 4: modello che Farm to Fork indica come necessario per rendere
- 11:40Speaker 4: il sistema alimentare europeo più resiliente e meno dipendente dall'estero
- 11:46Speaker 3: ok allora parliamo un po' in prospettiva vedere un po'
- 11:51Speaker 3: questo nuovo modo di approcciarsi al cibo alla produzione e
- 11:55Speaker 3: al consumo di cibo e nel futuro che cosa può
- 12:00Speaker 3: portarci quindi dal punto di vista Ale Quanto possono davvero
- 12:04Speaker 3: incidere queste nuove proteine in termini di riduzione di emissioni,
- 12:09Speaker 3: consumo d'acqua e uso del suolo?
- 12:14Speaker 4: I dati che emergono dalla letteratura scientifica indicano un potenziale
- 12:18Speaker 4: enorme e sono dati concreti, non delle stime ottimistiche. Un
- 12:22Speaker 4: esempio per le emissioni, le larve di tenebrio producono da 6
- 12:26Speaker 4: a 13 volte meno nitrocarbonica per ogni chilo di proteine rispetto
- 12:30Speaker 4: alla carne bovina. Nel caso del suolo, produrre un chilo
- 12:34Speaker 4: di proteina da legume richiede 18 volte meno terra rispetto alla
- 12:37Speaker 4: carne bovina. Per quanto riguarda l'acqua, per grammo di proteina,
- 12:41Speaker 4: la carne bovina richiede dalle 6 alle 20 host più acqua rispetto
- 12:45Speaker 4: alle proteine vegetali. Ma è chiaro che i dati medi
- 12:49Speaker 4: di letteratura non bastano. Una vera sfida è tradurre in
- 12:52Speaker 4: strumenti concreti di supporto alle decisioni e questo è uno
- 12:54Speaker 4: degli obiettivi più ambiziosi del progetto Protein4Impact. Stiamo sviluppando un
- 12:59Speaker 4: framework multiterritorio che integra l'economia e il ciclo di vita
- 13:02Speaker 4: ambientale con le valutazioni economiche di accettabilità sociale. Uno strumento
- 13:08Speaker 4: che permetta ai investitori, ai policy makers, di confrontare le
- 13:11Speaker 4: filiere proteiche di natura ospernativa non su un singolo parametro,
- 13:16Speaker 4: ma su un quadro completo. Quanto costa, quanto impatta, quanto
- 13:19Speaker 4: è accettabile. Quanto è replicabile su scala europea? Perché un'alga
- 13:23Speaker 4: prodotta con energia innomabile in un bioreattore italiano ha un
- 13:26Speaker 4: impatto molto diverso dall'alga prodotta altrove con energia proveniente da carbone.
- 13:33Speaker 4: La sostenibilità va verificata filiera per filiera e non assunta
- 13:36Speaker 4: per principio. L'obiettivo non è solo quello di pubblicare dati scientifici,
- 13:40Speaker 4: ne abbiamo pubblicati già tanti, è costruire strumenti che guidino
- 13:43Speaker 4: decisioni reali di investimento, di politica industriale e di regolamentazione.
- 13:50Speaker 3: Quindi andiamo proprio sul concreto e questo significa appunto affrontare
- 13:55Speaker 3: anche la dimensione culturale di questa cosa, di questa iniziativa,
- 13:59Speaker 3: quindi quanto sarà difficile per le persone accettare questi nuovi
- 14:03Speaker 3: alimenti nella dieta quotidiana?
- 14:06Speaker 4: Assolutamente, la dimensione culturale è tutt'altro che secondaria, il protein
- 14:10Speaker 4: for impact la tratta come una variabile scientifica a tutti
- 14:13Speaker 4: gli effetti, non come un problema di comunicazione. La resistenza
- 14:17Speaker 4: verso quello che è nuovo a Tao è un meccanismo
- 14:19Speaker 4: comprensibile che i ricercatori chiamano neofobia alimentare. Ma è interessante
- 14:24Speaker 4: notare quanto sia selettiva. Chi rifiuta l'idea di mangiare un
- 14:28Speaker 4: insetto non ha mai messo in dubbio i pesci fermentati,
- 14:32Speaker 4: i formaggi erboniati o ammuffiti o le gelatine ottenute da
- 14:36Speaker 4: scarti animali. Il confine tra accettabile e inaccettabile è molto
- 14:39Speaker 4: più culturale che razionale, fa parte di quella parte emotiva
- 14:42Speaker 4: della nostra mente, non di quella riflessiva. Ed è esattamente
- 14:46Speaker 4: per questo che nel progetto con dei test di accettabilità
- 14:49Speaker 4: dei consumatori su scala globale in Europa, in Asia, in Africa,
- 14:53Speaker 4: perché l'accettazione non è uguale ovunque. In molte culture asiatiche
- 14:57Speaker 4: e africane il consumo di insetti è già normale, mentre
- 14:59Speaker 4: in Europa la sfida è ancora aperta. Capire queste differenze
- 15:02Speaker 4: non è un esercizio accademico, è un'informazione strategica per chiunque
- 15:05Speaker 4: voglia investire in queste friere e costruire politiche alimentari efficaci.
- 15:10Speaker 4: Il punto di svolta, almeno per la parte dell'Occidente, è
- 15:13Speaker 4: spesso la forma. Proteine alternative integrate in pasta, burger, barrette
- 15:18Speaker 4: o salsa non richiedono al consumatore di confrontarsi con la fonte,
- 15:22Speaker 4: l'ingrediente è dentro, la texture è familiare, i dati che
- 15:25Speaker 4: stiamo raccogliendo ci diranno con precisione dove, come e a
- 15:28Speaker 4: quali condizioni questo approccio funziona davvero.
- 15:32Speaker 3: Sicuramente è una bella sfida, quindi per il futuro penso
- 15:38Speaker 3: che non ci siano alternative a imboccare una strada del genere,
- 15:42Speaker 3: quindi quello dell'introduzione di nuove proteine alternative che dovrebbero costituire
- 15:49Speaker 3: proprio il futuro del cibo, dell'alimentazione. Secondo lei possono diventare
- 15:54Speaker 3: veramente una soluzione concreta per sfide globali come fame, sostenibilità
- 15:58Speaker 3: e salute?
- 16:01Speaker 4: Sì, in effetti il cibo non è solo nutrimento, è identità,
- 16:05Speaker 4: è memoria, è convivialità è uno dei modi più profondi
- 16:08Speaker 4: con cui le culture si esprimono e si tramandano qualsiasi
- 16:11Speaker 4: risposta alle sfide globali della sostenibilità alimentare deve partire da
- 16:14Speaker 4: questo rispetto altrimenti rischia di essere qualcosa di tecnicamente corretto
- 16:21Speaker 4: ma culturalmente fraalimentare le proteine alternative Non sono il futuro
- 16:25Speaker 4: che cangiare il passato, sono un'opportunità per ampliare il sistema,
- 16:28Speaker 4: di renderlo più resiliente, più giusto, più capace di nutrire
- 16:32Speaker 4: molte più persone di quelle attualmente sul pianeta, senza distruggere
- 16:36Speaker 4: lo stesso. Non si tratta quindi di smettere di mangiare
- 16:40Speaker 4: quello che amiamo, si tratta di aggiungere con intelligenza, con scienza,
- 16:43Speaker 4: con rispetto per ciò che il cibo rappresenta nelle diverse
- 16:46Speaker 4: culture del mondo. Protein4Impact lavora esattamente in questa direzione, non
- 16:50Speaker 4: per imporre un nuovo modello, ma per costruire le conoscenze,
- 16:53Speaker 4: gli strumenti e le tecnologie che rendano possibile una transizione
- 16:57Speaker 4: che sia sostenibile anche sul piano umano. Perché una soluzione
- 17:01Speaker 4: che funziona solo in laboratorio, solo perché già è convinto,
- 17:05Speaker 4: probabilmente non è ancora una soluzione. In termini di soluzioni
- 17:10Speaker 4: concrete alle sfide globali come fame, sostenibilità e salute, le
- 17:13Speaker 4: proteine alternative non sono ancora alla risposta, però rappresentano la
- 17:17Speaker 4: giusta direzione. Il sistema alimentare globale produce già calorie per 10
- 17:22Speaker 4: miliardi di persone, eppure in molti posti del mondo ci
- 17:28Speaker 4: sono persone che muoiono per la fame. Il problema non
- 17:31Speaker 4: è quanto produciamo, è come abbiamo costruito il sistema. La
- 17:35Speaker 4: sua logica è una logica lineare. Prendi dalla natura, trasforma, consuma, scarpa.
- 17:40Speaker 4: L'economia circolare ha corretto parzialmente questa logica. Tutti i cicli
- 17:44Speaker 4: per recuperare i nutrienti, minimizza gli sprechi. Un ingegnere direbbe
- 17:49Speaker 4: che questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Un
- 17:53Speaker 4: sistema può essere perfettamente circolare, ma rimanere fermo. La natura
- 17:58Speaker 4: non gira intorno a qualcosa, la natura compie delle spirali.
- 18:02Speaker 4: Esiste una proprietà dei sistemi viventi che si chiama sintropia,
- 18:04Speaker 4: che descrive questa tendenza verso la complessità crescente, verso la
- 18:07Speaker 4: vita che genera un'altra vita. Si tratta di realizzare il
- 18:10Speaker 4: sistema alimentare con la direzione dell'universo. La differenza tra economia
- 18:15Speaker 4: circolare ed economia sintropica è proprio questa. La prima chiede
- 18:19Speaker 4: se i cicli si chiudono, la seconda chiede se il sistema,
- 18:21Speaker 4: mentre ci nutre, rende il mondo più vivo di come
- 18:24Speaker 4: lo si è trovato. Questo credo che sia la strada
- 18:27Speaker 4: da percorrere per il sistema alimentare del futuro
- 18:32Speaker 3: Insomma, di fronte a questa prospettiva, sicuramente la sfida non
- 18:37Speaker 3: è soltanto scientifica, ma soprattutto culturale. Quindi imparare a guardare
- 18:42Speaker 3: il cibo in modo diverso, non come qualcosa da consumare,
- 18:47Speaker 3: come parte appunto di un sistema molto più grande che
- 18:50Speaker 3: riguarda un po' tutti. Quindi ringraziamo l'ingegnere Antonio Molino per
- 18:56Speaker 3: averci illustrato il futuro dell'alimentazione e ai nostri ascoltatori per
- 19:00Speaker 3: averci seguito. Buon proseguimento e ascolto su Radio Onda Salute.
- 19:27Speaker 8: Casus, quell'evento che cambiò tutto, la rubrica che vi racconterà
- 19:32Speaker 8: gli eventi e le scoperte che hanno cambiato il futuro
- 19:35Speaker 8: della ricerca medica.
- 19:54Speaker 7: Bentornate e bentornati a Casus, oggi vi parlerò di Giacomo
- 19:58Speaker 7: Rizzolatti e del momento in cui il cervello smise di
- 20:01Speaker 7: essere soltanto un organo che osserva il mondo e si
- 20:04Speaker 7: rivelò invece come qualcosa che partecipa continuamente alle azioni e
- 20:08Speaker 7: alle emozioni degli altri. Per molto tempo abbiamo pensato la
- 20:14Speaker 7: mente umana come a una realtà profondamente individuale, quasi chiusa
- 20:18Speaker 7: dentro il cranio, separata dagli altri esseri umani da una
- 20:21Speaker 7: distanza impossibile da colmare completamente. Si potevano osservare i comportamenti,
- 20:28Speaker 7: intuire le emozioni, interpretare i gesti, ma il funzionamento profondo
- 20:32Speaker 7: della comprensione reciproca restava misterioso. Come facciamo a capire immediatamente
- 20:39Speaker 7: l'intenzione dietro un movimento? Perché un sorriso ci rassicura prima
- 20:44Speaker 7: ancora che venga pronunciata una parola? E soprattutto, perché il dolore,
- 20:49Speaker 7: la paura o la gioia degli altri riescono a produrre
- 20:52Speaker 7: qualcosa anche dentro di noi? Negli anni 90, in un laboratorio
- 20:58Speaker 7: dell'Università di Parma, Giacomo Rizzolatti e il suo gruppo di
- 21:02Speaker 7: ricerca stavano studiando il sistema motorio delle scimmie. L'obiettivo iniziale
- 21:07Speaker 7: non era affatto rivoluzionare la comprensione dell'empatia o delle relazioni umane.
- 21:11Speaker 7: I ricercatori volevano semplicemente capire come il cervello organizza i movimenti,
- 21:16Speaker 7: come trasforma un'intenzione in un gesto concreto. Per farlo registravano
- 21:21Speaker 7: l'attività di singoli neuroni nella corteccia motoria delle scimmie, mentre
- 21:25Speaker 7: gli animali compievano azioni semplici, come afferrare un oggetto. Il
- 21:30Speaker 7: lavoro era lungo, preciso, quasi monotono. Ogni neurone sembrava attivarsi
- 21:35Speaker 7: in relazione a un movimento specifico. Prendere, toccare, spostare. Il
- 21:42Speaker 7: cervello appariva come una macchina organizzata per controllare il corpo,
- 21:46Speaker 7: ma a un certo punto accadde qualcosa che nessuno si aspettava.
- 21:52Speaker 7: Uno dei ricercatori prese un oggetto davanti alla scimmia senza
- 21:55Speaker 7: che l'animale si muovesse, eppure alcuni neuroni si attivarono lo stesso.
- 22:00Speaker 7: Non era la scimmia a compiere il gesto, era qualcuno
- 22:03Speaker 7: davanti a lei, eppure il suo cervello reagiva come se
- 22:06Speaker 7: stesse partecipando all'azione. All'inizio sembrava un'anomalia, forse un errore di registrazione,
- 22:14Speaker 7: ma gli esperimenti si ripeterono e il fenomeno divenne sempre
- 22:17Speaker 7: più chiaro. Esistevano neuroni che si attivavano sia quando l'animale
- 22:21Speaker 7: eseguiva un'azione, sia quando osservava qualcun altro compierla. Quei neuroni
- 22:26Speaker 7: non distinguevano completamente tra fare e veder fare. Il cervello,
- 22:31Speaker 7: in un certo senso, simulava internamente l'azione osservata. Nascevano così
- 22:37Speaker 7: i neuroni specchio, una delle scoperte neuroscientifiche più celebri discusse
- 22:41Speaker 7: degli ultimi decenni. Il loro significato andava ben oltre la
- 22:45Speaker 7: semplice motricità. Se il cervello attiva gli stessi circuiti quando
- 22:50Speaker 7: agiamo e quando osserviamo un altro agire, allora comprendere gli
- 22:54Speaker 7: altri non significa soltanto interpretarli razionalmente, ma risuonare con loro
- 22:58Speaker 7: a livello biologico. Questa intuizione cambiava profondamente il modo di
- 23:03Speaker 7: pensare le relazioni umane. L'empatia non appariva più solo come
- 23:08Speaker 7: un fenomeno morale o psicologico, ma come qualcosa di radicato
- 23:11Speaker 7: nel corpo, nella struttura stessa del cervello. Guardare qualcuno soffrire, ridere,
- 23:18Speaker 7: afferrare un oggetto o esprimere un'emozione produceva nel nostro sistema
- 23:23Speaker 7: nervoso una risposta interna, una simulazione che rende possibile la
- 23:27Speaker 7: comprensione immediata. Le implicazioni della scoperta furono enormi. I neuroni
- 23:34Speaker 7: specchio vennero collegati allo sviluppo del linguaggio, all'apprendimento per imitazione,
- 23:38Speaker 7: alla capacità dei bambini di comprendere le intenzioni degli adulti,
- 23:42Speaker 7: persino alla nascita della cultura umana. Gran parte di ciò
- 23:47Speaker 7: che impariamo non deriva da istruzioni esplicite, ma dall'osservazione degli altri.
- 23:52Speaker 7: Un bambino guarda, imita, ripete, e il suo cervello costruisce
- 23:56Speaker 7: competenze attraverso questa risonanza continua con il mondo sociale. Anche
- 24:02Speaker 7: il rapporto con l'arte, il teatro e la musica iniziò
- 24:05Speaker 7: a essere osservato in modo diverso. Perché ci emozioniamo guardando
- 24:09Speaker 7: qualcuno correre, cadere, abbracciare, soffrire sullo schermo? Perché il corpo
- 24:15Speaker 7: reagisce a un gesto visto in scena? La teoria dei
- 24:19Speaker 7: neuroni specchio suggeriva che l'osservazione non è mai completamente passiva.
- 24:24Speaker 7: Partecipiamo interiormente a ciò che vediamo. Naturalmente, come accade per
- 24:29Speaker 7: tutte le grandi scoperte, anche quella dei neuroni specchio venne
- 24:32Speaker 7: accolta con entusiasmo, ma anche con cautela. Alcuni ricercatori ritenevano
- 24:37Speaker 7: che le interpretazioni fossero troppo ampie, che non si potesse
- 24:40Speaker 7: spiegare ogni aspetto della socialità umana attraverso questi circuiti neuronali.
- 24:46Speaker 7: E in effetti il cervello è immensamente più complesso di
- 24:48Speaker 7: qualunque singolo meccanismo, ma al di là delle semplificazioni successive,
- 24:53Speaker 7: il punto centrale restava potentissimo. Il cervello umano non è
- 24:58Speaker 7: progettato per essere isolato. Rizzolatti aveva mostrato qualcosa di profondo
- 25:05Speaker 7: e quasi filosofico. Comprendere gli altri non è un processo
- 25:09Speaker 7: distante e freddo, ma una forma di partecipazione incarnata. L'essere
- 25:14Speaker 7: umano non osserva semplicemente il mondo sociale, lo attraversa continuamente
- 25:18Speaker 7: con il proprio corpo o le proprie simulazioni interne con
- 25:22Speaker 7: una rete di risposte automatiche che rendono possibile la relazione.
- 25:27Speaker 7: Questa scoperta ha avuto conseguenze anche nella comprensione di alcune
- 25:30Speaker 7: condizioni neurologiche e psicologiche. Alcuni studiosi ad esempio hanno ipotizzato
- 25:35Speaker 7: un coinvolgimento del sistema specchio nei disturbi dello spettro autistico.
- 25:40Speaker 7: Altri hanno cercato collegamenti con la riabilitazione motoria, con l'apprendimento
- 25:44Speaker 7: e con la terapia. Certo, non tutte queste ipotesi si
- 25:49Speaker 7: sono confermate allo stesso modo, ma una cosa era ormai chiara.
- 25:53Speaker 7: il confine tra individuo e relazione era molto più sottile
- 25:57Speaker 7: di quanto si pensasse il gesto che cambiò tutto in
- 26:01Speaker 7: questa storia è stato accorgersi che il cervello si attiva
- 26:04Speaker 7: anche quando non siamo noi a compiere l'azione un dettaglio
- 26:08Speaker 7: apparentemente piccolo quasi accidentale che però spalanca una nuova visione
- 26:12Speaker 7: dell'essere umano perché se comprendere significa almeno in parte risuonare
- 26:18Speaker 7: con l'altro allora la relazione non è qualcosa che si
- 26:21Speaker 7: aggiunge alla nostra natura è qualcosa che la costituisce e
- 26:27Speaker 7: forse è proprio questa la lezione più affascinante della scoperta
- 26:31Speaker 7: di Giacomo Rizzolatti che non siamo menti isolate che cercano
- 26:35Speaker 7: di interpretarsi dall'esterno ma organismi costruiti per entrare in sintonia
- 26:40Speaker 7: per imitare per sentire per riconoscersi nei gesti degli altri
- 26:45Speaker 7: e che nel profondo del cervello esiste una traccia biologica
- 26:50Speaker 7: della nostra capacità di condividere il mondo Grazie per avermi
- 26:56Speaker 7: seguito e buon proseguimento di ascolto con Radio Onda Salute.
- 27:21Speaker 8: Cure future, il domani delle terapie che è già qui.
- 27:26Speaker 8: Approfondimenti sulle novità scientifiche nel campo medico
- 27:34Speaker 2: Bentornate e bentornati a Cure Future Oggi parliamo del miracolo
- 27:38Speaker 2: della luce La storia della fotobiomodulazione, oggi considerata una delle
- 27:43Speaker 2: frontiere più affascinanti della medicina rigenerativa, nasce da un'intuzione tanto
- 27:48Speaker 2: semplice quanto rivoluzionaria. La luce, oltre a illuminare o permettere
- 27:52Speaker 2: di vedere, può interagire con il corpo umano in modo profondo,
- 27:55Speaker 2: influenzando direttamente i processi biologici delle cellule. Quello che oggi
- 28:00Speaker 2: appare come uno sviluppo sofisticato della medicina del futuro è
- 28:03Speaker 2: in realtà il risultato di oltre mezzo secolo di ricerca,
- 28:06Speaker 2: osservazione e progressiva comprensione scientifica. Tutto comincia negli anni 60, quando
- 28:12Speaker 2: il laser viene sviluppato come nuova tecnologia fisica. Inizialmente il
- 28:16Speaker 2: suo utilizzo in medicina era soprattutto chirurgico, tagliare, cauterizzare, distruggere tessuti.
- 28:22Speaker 2: La luce era vista come uno strumento potente, ma aggressivo.
- 28:26Speaker 2: La svolta avvenne nel 1967, grazie al medico ungherese Endre Mester,
- 28:32Speaker 2: che durante alcuni esperimenti sui topi osservò qualcosa di inatteso.
- 28:36Speaker 2: Un laser a bassa potenza, invece di danneggiare, sembrava favorire
- 28:40Speaker 2: la ricrescita dei peli e accelerare la guarigione delle ferite.
- 28:44Speaker 2: Era la prima dimostrazione che la luce, se utilizzata con
- 28:47Speaker 2: intensità controllata, poteva stimolare la vita cellulare invece di distruggerla.
- 28:52Speaker 2: Da quel momento si aprì una nuova prospettiva. Non più
- 28:55Speaker 2: solo luce come bisturi, ma luce come terapia. Nei decenni successivi,
- 28:59Speaker 2: medici e ricercatori iniziarono a sperimentare l'uso di luce rossa
- 29:03Speaker 2: e infrarossa a bassa intensità per trattare ulcere, dolori muscolari,
- 29:07Speaker 2: infiammazioni e problemi di cicatrizzazione. Tuttavia, mancava ancora una spiegazione
- 29:12Speaker 2: biologica precisa. Si osservavano i risultati promettenti, ma non era
- 29:16Speaker 2: chiaro perché funzionasse. Questa fase più neristica fu importante, ma
- 29:20Speaker 2: anche segnata da scetticismo, perché la medicina moderna richiede prove,
- 29:24Speaker 2: meccanismi verificabili e protocolli standardizzati. La vera rivoluzione arrivò quando
- 29:29Speaker 2: la ricerca scoprì il bersaglio principale della fotobiomodulazione, i mitocondri,
- 29:35Speaker 2: minuscole strutture presenti nelle cellule spesso definite centrali energetiche del corpo.
- 29:40Speaker 2: I mitocondri producono ATP, adenosina trifosfato, la molecola che fornisce
- 29:45Speaker 2: energia a tutte le attività cellulari. Si comprese che alcune
- 29:49Speaker 2: lunghezze d'onda della luce, in particolare nel rosso e nel
- 29:51Speaker 2: vicino infrarosso, vengono assorbite da un enzima chiamato cicotromo C- ossidasi.
- 29:57Speaker 2: presente proprio nei mitocondri. In termini semplici, la luce può
- 30:00Speaker 2: accendere il metabolismo cellulare, aumentando la produzione di energia, riducendo
- 30:04Speaker 2: lo stress ossidativo e favorendo la riparazione dei tessuti. Questo
- 30:08Speaker 2: significa che la luce correttamente dosata può aiutare cellule stanche,
- 30:12Speaker 2: infiammate o danneggiate a lavorare meglio. È un concetto straordinario.
- 30:16Speaker 2: Non introdurre una sostanza esterna, ma utilizzare energia luminosa per
- 30:20Speaker 2: stimolare i meccanismi naturali di guarigione del corpo. Con il tempo,
- 30:24Speaker 2: la fotobiomodulazione è passata da curiosità sperimentale a vera disciplina clinica.
- 30:29Speaker 2: Oggi viene impiegata nella medicina riabilitativa per ridurre il dolore
- 30:32Speaker 2: muscolare e articolare, favorire la guarigione di ferite croniche, accelerare
- 30:37Speaker 2: il recupero sportivo e ridurre l'infiammazione. In oncologia è utilizzata,
- 30:41Speaker 2: ad esempio, per alleviare la mucosite orale nei pazienti sottoposti
- 30:45Speaker 2: a chemioterapia. In neurologia si studiano applicazioni innovative come la
- 30:49Speaker 2: fotobiomodulazione transcranica. in cui la luce attraversa il cranio per
- 30:53Speaker 2: stimolare aree cerebrali, con possibili effetti su Alzheimer, Parkinson, depressione
- 30:58Speaker 2: e decadimento cognitivo. Parallelamente, l'evoluzione tecnologica ha avuto un ruolo decisivo.
- 31:04Speaker 2: I primi laser erano costosi, ingombranti e difficili da gestire.
- 31:08Speaker 2: L'introduzione dei LED medicali ad alta precisione ha reso queste
- 31:11Speaker 2: terapie più accessibili, sicure e diffuse. perché i LED possono
- 31:15Speaker 2: emettere lunghezze d'onda specifiche senza produrre calore dannoso, consentendo trattamenti
- 31:20Speaker 2: su superfici più ampie e rendendo la terapia luminosa più
- 31:23Speaker 2: semplice da integrare in ospedali, cliniche e ricerca. Non bisogna
- 31:27Speaker 2: però immaginare la luce come una cura magica. Uno dei
- 31:30Speaker 2: motivi per cui sono serviti decenni prima di arrivare a
- 31:32Speaker 2: una vera credibilità clinica è che la luce deve essere
- 31:35Speaker 2: dosata con estrema precisione. Troppo poca può non produrre effetti,
- 31:39Speaker 2: troppa può ridurli o persino interferire con il beneficio. Questa risposta,
- 31:44Speaker 2: chiamata Bifasic Dose Response, rende fondamentale la personalizzazione dei trattamenti.
- 31:49Speaker 2: Ed è proprio qui che emerge la filosofia più moderna
- 31:51Speaker 2: della medicina fotonica, usare la luce non come intervento invasivo,
- 31:55Speaker 2: ma come linguaggio biologico di precisione. Ogni lunghezza d'onda può
- 31:59Speaker 2: avere un effetto diverso. La luce rossa è infrarossa per rigenerare,
- 32:02Speaker 2: quella blu per disinfettare e trattare infezioni superficiali, altre frequenze
- 32:06Speaker 2: per attivare farmaci o tecnologie avanzate come la terapia fotodinamica.
- 32:11Speaker 2: In meno di 60 anni, siamo passati dall'idea che la luce
- 32:14Speaker 2: servisse semplicemente a osservare il corpo alla consapevolezza che possa
- 32:17Speaker 2: diventare una forma di medicina. Oggi la luce viene studiata
- 32:21Speaker 2: non solo per curare ferite o ridurre dolore, ma per
- 32:24Speaker 2: migliorare terapie oncologiche, sostenere il cervello, regolare il sonno ospedaliero
- 32:28Speaker 2: e persino interagire con sistemi biologici complessi. La luce nella
- 32:32Speaker 2: ricerca medica del XXI secolo non è più semplice energia elettromagnetica.
- 32:37Speaker 2: È un linguaggio terapeutico. dalla rigenerazione cellulare alla distruzione tumorale selettiva,
- 32:42Speaker 2: dalla sincronizzazione circadiana alla neuromodulazione. La medicina fotonica evolve verso
- 32:47Speaker 2: un modello in cui precisione, non- invasività e personalizzazione convergono. Il
- 32:52Speaker 2: futuro non sarà probabilmente farmaci o luce, ma una medicina
- 32:56Speaker 2: integrata in cui fotonica, nanotecnologie, biologia molecolare e intelligenza artificiale
- 33:00Speaker 2: cooperano per costruire terapie sempre più adattive. E in questa
- 33:04Speaker 2: prospettiva la luce non rappresenta soltanto una tecnologia, diventa una
- 33:08Speaker 2: filosofia clinica, fondata sull'idea che guarire significhi sempre più spesso modulare,
- 33:12Speaker 2: orientare e potenziare i processi biologici naturali. In questa prospettiva
- 33:17Speaker 2: la luce non rappresenta soltanto una tecnologia, diventa una filosofia clinica,
- 33:21Speaker 2: fondata sull'idea che guarire significhi sempre più spesso modulare, orientare
- 33:25Speaker 2: e potenziare i processi biologici naturali, anziché semplicemente combatterli. Tra
- 33:30Speaker 2: le prospettive più rivoluzionarie vi è l'optogenetica, una tecnica che
- 33:33Speaker 2: combina genetica e luce per controllare cellule specifiche, soprattutto neuroni.
- 33:38Speaker 2: Sebbene oggi sia prevalentemente sperimentale, rappresenta forse la più avanzata
- 33:45Speaker 2: incarnazione della filosofia fotomedica. Usare la luce non solo per curare,
- 33:49Speaker 2: ma per programmare funzioni biologiche complesse. La suggestione è potente,
- 33:54Speaker 2: ma sempre più supportata dalla scienza. La luce, elemento simbolico
- 33:58Speaker 2: per eccellenza di vita e conoscenza, sta diventando anche uno
- 34:01Speaker 2: strumento concreto di guarigione. In un'epoca in cui la medicina
- 34:05Speaker 2: cerca terapie sempre più mirate, non invasive e personalizzate, la
- 34:09Speaker 2: luce rappresenta una delle espressioni più eleganti di questo cambiamento.
- 34:13Speaker 2: Non combattere il corpo, ma aiutarlo a ritrovare la propria
- 34:16Speaker 2: capacità di rigenerarsi. pillole della salute, una serie di approfondimenti
- 34:40Speaker 2: sul nostro corpo, sulla medicina e sull'ambiente che ci circonda.
- 35:06Speaker 5: Benvenute e benvenuti a Le pillole della salute. Oggi parleremo
- 35:11Speaker 5: del tatto, del senso più antico e più esteso del
- 35:15Speaker 5: nostro corpo, di quella continua relazione fisica con il mondo
- 35:19Speaker 5: che ci accompagna fin dalla nascita e che, spesso, senza
- 35:24Speaker 5: che ce ne accorgiamo, influenza profondamente il nostro sistema nervoso,
- 35:29Speaker 5: le emozioni e la percezione di noi stessi. Quando pensiamo
- 35:33Speaker 5: ai sensi, tendiamo a dare più importanza alla vista o all'udito.
- 35:37Speaker 5: Viviamo in una cultura fatta soprattutto di immagini e suoni
- 35:41Speaker 5: e il tatto sembra quasi un senso secondario, più semplice,
- 35:45Speaker 5: più immediato. Ma dal punto di vista biologico, il tatto
- 35:49Speaker 5: è uno dei sistemi più fondamentali della vita. È il
- 35:53Speaker 5: primo senso che si sviluppa nel grembo materno e uno
- 35:56Speaker 5: degli ultimi a scomparire. Prima ancora di vedere o ascoltare,
- 36:01Speaker 5: il nostro corpo sente il contatto. La pelle è l'organo
- 36:06Speaker 5: più esteso del corpo umano. Non è soltanto un rivestimento
- 36:10Speaker 5: o una barriera protettiva. È una superficie viva, densamente popolata
- 36:15Speaker 5: di recettori nervosi che raccolgono informazioni continue sul mondo esterno. Temperatura, pressione, vibrazione, dolore, consistenza, movimento.
- 36:26Speaker 5: Ogni centimetro della pelle invia costantemente segnali al cervello. Questi
- 36:32Speaker 5: segnali non sono tutti uguali. Esistono recettori specializzati per diversi
- 36:37Speaker 5: tipi di stimolo. Alcuni rispondono al calore, altri al freddo,
- 36:42Speaker 5: altri ancora alla pressione leggera o alle vibrazioni profonde. Il
- 36:46Speaker 5: corpo possiede una vera e propria mappa sensoriale del contatto
- 36:51Speaker 5: e il cervello interpreta queste informazioni in tempo reale, costruendo
- 36:56Speaker 5: una percezione continua dell'ambiente. Ma il tatto non serve soltanto
- 37:01Speaker 5: a riconoscere gli oggetti, Serve soprattutto a regolare il corpo.
- 37:06Speaker 5: Il contatto fisico modifica il sistema nervoso, influenza il battito cardiaco,
- 37:11Speaker 5: la respirazione, i livelli di stress. Un tocco delicato può
- 37:15Speaker 5: rallentare il cuore, ridurre la tensione muscolare, diminuire la produzione
- 37:19Speaker 5: di cortisolo. Non è suggestione psicologica, è fisiologia. Esistono fibre
- 37:25Speaker 5: nervose specializzate che rispondono in particolare al contatto lento e gentile,
- 37:31Speaker 5: come una carezza. Queste fibre non servono principalmente a identificare
- 37:35Speaker 5: un oggetto, ma a trasmettere una sensazione di sicurezza e
- 37:39Speaker 5: di connessione. Quando vengono attivate, il cervello risponde producendo sostanze
- 37:44Speaker 5: legate al benessere e alla regolazione emotiva. Il tatto, in
- 37:48Speaker 5: questo senso, è anche un linguaggio biologico. Nei primi anni
- 37:53Speaker 5: di vita, il contatto fisico è fondamentale per lo sviluppo
- 37:56Speaker 5: del sistema nervoso. I neonati non hanno bisogno soltanto di
- 38:00Speaker 5: nutrimento e protezione. Hanno bisogno di essere tenuti, cullati, toccati.
- 38:06Speaker 5: Il contatto regola il loro battito, il sonno, la temperatura corporea.
- 38:11Speaker 5: Attraverso il tatto, il sistema nervoso impara gradualmente a riconoscere
- 38:15Speaker 5: la sicurezza. Anche nell'età adulta il tatto continua ad avere
- 38:19Speaker 5: un ruolo centrale, anche se spesso lo sottovalutiamo. Una stretta
- 38:24Speaker 5: di mano, un abbraccio, il contatto con superfici naturali, la
- 38:27Speaker 5: pressione dei piedi sul terreno. Tutti questi stimoli contribuiscono a
- 38:31Speaker 5: mantenere il cervello orientato e regolato. Il corpo non vive
- 38:36Speaker 5: separato dal mondo. Ha bisogno di sentire continuamente il confine
- 38:39Speaker 5: tra sé e ciò che lo circonda. Il tatto è
- 38:44Speaker 5: strettamente legato anche alla propriocezione, cioè alla percezione del corpo
- 38:49Speaker 5: nello spazio. Attraverso il contatto con il pavimento, con gli oggetti,
- 38:53Speaker 5: con l'aria stessa, Il sistema nervoso raccoglie informazioni sulla posizione
- 38:58Speaker 5: del corpo e sul movimento. Camminare, mantenere l'equilibrio, regolare la
- 39:04Speaker 5: forza dei muscoli dipende anche dal tatto. Persino il dolore
- 39:09Speaker 5: nasce da questo sistema. Alcuni recettori della pelle sono specializzati
- 39:14Speaker 5: nel rilevare stimoli potenzialmente dannosi. Quando vengono attivati inviano segnali
- 39:20Speaker 5: che il cervello interpreta come dolore. Anche qui il tatto
- 39:24Speaker 5: non è soltanto percezione, è protezione. È un sistema che
- 39:28Speaker 5: aiuta il corpo a evitare danni e a reagire rapidamente.
- 39:33Speaker 5: La sensibilità tattile però non è distribuita in modo uniforme.
- 39:37Speaker 5: Alcune parti del corpo, come le mani e le labbra,
- 39:40Speaker 5: hanno una concentrazione molto alta di recettori e occupano grandi
- 39:44Speaker 5: aree nella corteccia cerebrale. Questo permette una percezione estremamente fine.
- 39:51Speaker 5: Altre aree sono meno sensibili. Il cervello dedica più spazio
- 39:54Speaker 5: alle regioni che richiedono maggiore precisione. Anche le emozioni influenzano
- 39:59Speaker 5: il modo in cui percepiamo il tatto. Quando siamo rilassati,
- 40:03Speaker 5: il contatto può essere percepito come piacevole e rassicurante. Quando
- 40:08Speaker 5: siamo in tensione o in allerta, lo stesso stimolo può
- 40:11Speaker 5: essere interpretato diversamente. La percezione tattile non dipende solo dalla pelle,
- 40:16Speaker 5: ma anche dallo stato del sistema nervoso. Nella vita moderna
- 40:21Speaker 5: però il contatto fisico tende spesso a ridursi. Passiamo molte
- 40:25Speaker 5: ore davanti agli schermi, in ambienti artificiali, lontani da stimoli
- 40:29Speaker 5: tattili variati. Tocchiamo superficie lisce e uniformi, ci muoviamo meno,
- 40:34Speaker 5: viviamo più spesso attraverso immagini che attraverso il corpo. Eppure
- 40:38Speaker 5: il sistema nervoso continua ad avere bisogno di esperienza fisica diretta.
- 40:43Speaker 5: Il tato ci ricorda che il corpo non è separato
- 40:46Speaker 5: dalla mente. Ogni contatto modifica il sistema nervoso. Ogni pressione
- 40:51Speaker 5: sulla pelle genera una risposta interna. Siamo organismi costruiti per
- 40:56Speaker 5: entrare in relazione con il mondo attraverso il corpo. In
- 41:00Speaker 5: fondo il tatto è il senso della presenza. È il
- 41:03Speaker 5: modo più diretto con cui il mondo entra in contatto
- 41:06Speaker 5: con noi e con cui noi entriamo in contatto con
- 41:09Speaker 5: il mondo. Prima ancora delle parole, prima ancora dei pensieri,
- 41:14Speaker 5: esiste il contatto. Questa era la nostra riflessione di oggi,
- 41:19Speaker 5: dedicata al tatto come sistema di percezione, regolazione e relazione.
- 41:24Speaker 5: Perché a volte il corpo non ha bisogno di spiegazioni,
- 41:27Speaker 5: ha bisogno semplicemente di sentire. Grazie per avermi seguito e
- 41:33Speaker 5: buon proseguimento di ascolto con Radio Onda Salute.
- 41:49Speaker 8: L'attualità, le notizie più importanti di sanità e salute sotto
- 41:55Speaker 8: la lente. Antavirus peggiorano le condizioni di una passeggera francese
- 42:11Speaker 8: della MV Ondius, positivo un cittadino USA. Per l'Italia al
- 42:17Speaker 8: momento non c'è alcun allarme legato al focolaio di antavirus
- 42:21Speaker 8: scoppiato a bordo della nave da crociera MV Ondius. Il
- 42:26Speaker 8: Ministero della Salute ha rassicurato che nel nostro paese non
- 42:29Speaker 8: esistono casi accertati di contagio. I quattro passeggeri monitorati dopo
- 42:34Speaker 8: essere rientrati con un volo KLM, due italiani e due stranieri,
- 42:39Speaker 8: di cui uno residente in Italia e uno turista, stanno
- 42:42Speaker 8: tutti bene e non hanno sviluppato sintomi. Le autorità sanitarie italiane,
- 42:48Speaker 8: in coordinamento con Regioni, Organizzazione Mondiale della Sanità ed ECDC,
- 42:54Speaker 8: mantengono alta la sorveglianza, ma escludono qualsiasi scenario pandemico. Secondo
- 42:59Speaker 8: il Ministero, il rischio per la popolazione italiana resta molto
- 43:02Speaker 8: basso e non vi sono altre persone in isolamento preventivo.
- 43:07Speaker 8: Il lungo periodo di incubazione impone prudenza e monitoraggio. ma
- 43:12Speaker 8: gli esperti sottolineano che il virus richiede contatti ravvicinati e
- 43:16Speaker 8: prolungati per trasmettersi, riducendo fortemente il rischio di diffusione su
- 43:21Speaker 8: larga scala. Anche il direttore della Scuola di Specializzazione in
- 43:25Speaker 8: Igiene e Medicina Preventiva dell'Università degli Studi di Milano, la Statale,
- 43:31Speaker 8: Il professor Fabrizio Pregliasco ha tenuto a precisare che« è
- 43:35Speaker 8: importante chiarire subito un punto fondamentale. Non siamo di fronte
- 43:40Speaker 8: allo stato attuale delle conoscenze a una nuova pandemia imminente
- 43:44Speaker 8: o a un'emergenza sanitaria globale paragonabile a quella vissuta con
- 43:49Speaker 8: il Covid- 19». Gli antavirus non rappresentano una novità per la
- 43:54Speaker 8: comunità scientifica. Si tratta di agenti virali trasmessi dai eruditori,
- 43:59Speaker 8: la cui capacità di diffusione tra esseri umani rimane, storicamente,
- 44:04Speaker 8: un'eccezione circoscritta a condizioni specifiche. L'origine dell'emergenza sanitaria risale alla
- 44:10Speaker 8: spedizione della nave polare MV Ondius, operata da Oceanwide Expeditions,
- 44:17Speaker 8: con 151 persone a bordo provenienti da 23 paesi. Durante il viaggio
- 44:23Speaker 8: si è sviluppato un focolaio causato dal virus delle Ande,
- 44:26Speaker 8: l'unico ceppo di antivirus noto per poter passare da persona
- 44:30Speaker 8: a persona. Il contagio sarebbe emerso inizialmente dopo l'infezione di
- 44:36Speaker 8: un passeggero, poi deceduto. Il 25 aprile si era imbarcata sul
- 44:40Speaker 8: volo Sant'Elena a Johannesburg la moglie già contagiosa, innescando i
- 44:45Speaker 8: primi tracciamenti internazionali. Da quel primo caso il virus ha
- 44:49Speaker 8: coinvolto altri passeggeri attraverso contatti stretti avvenuti sulla nave e
- 44:54Speaker 8: durante i successivi voli di evacuazione. La propagazione ha portato
- 44:59Speaker 8: all'identificazione di numerosi contatti in diversi paesi. In Francia le
- 45:04Speaker 8: autorità hanno individuato 22 casi di contatto stretto o indiretto. Otto
- 45:09Speaker 8: persone sono state isolate dopo il volo Sant'Elena-Johannesburg, mentre altre 14
- 45:15Speaker 8: sono state rintracciate sul collegamento Johannesburg- Amsterdam. Negli Stati Uniti, tra
- 45:22Speaker 8: i 17 cittadini rimpatriati, un passeggero è risultato leggermente positivo e
- 45:27Speaker 8: un altro presenta sintomi lievi. Nel frattempo, la nave è
- 45:31Speaker 8: stata evacuata progressivamente a Tenerife, nel porto di Granadiglia de Abona,
- 45:37Speaker 8: con voli speciali organizzati per riportare i passeggeri nei rispettivi paesi.
- 45:43Speaker 8: Il bilancio finora è di tre vittime, una coppia olandese
- 45:46Speaker 8: e una cittadina tedesca, e una decina di persone ancora
- 45:49Speaker 8: sotto osservazione. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato tutti i
- 45:54Speaker 8: passeggeri e l'equipaggio come contatti ad alto rischio, raccomandando una
- 45:59Speaker 8: sorveglianza sanitaria attiva per 42 giorni. Nonostante la gravità dei decessi,
- 46:05Speaker 8: le autorità internazionali, inclusi le Nazioni Unite, continuano a definire
- 46:09Speaker 8: basso il rischio per la salute pubblica globale, insistendo però
- 46:13Speaker 8: sulla necessità di interventi rapidi, isolamento tempestivo e e tracciamento
- 46:18Speaker 8: rigoroso per interrompere eventuali catene di trasmissione. Già più di
- 46:23Speaker 8: un anno fa, nell'inverno 2025, l'antavirus fu al centro dell'attenzione mondiale
- 46:29Speaker 8: dopo il caso che aveva coinvolto Jean Ackman, 95 anni, e
- 46:34Speaker 8: la moglie Betsy Arakawa, 65 anni, la quale è ormai certo
- 46:38Speaker 8: che è deceduta l'11 febbraio del 2025 per sindrome polmonare da antavirus.
- 46:45Speaker 8: Il marito morì alcuni giorni dopo per insufficienza cardiaca aggravata
- 46:50Speaker 8: da Alzheimer avanzato, ma analisi ambientali hanno rilevato escrementi, nidi
- 46:55Speaker 8: e tracce di topi in garage, depandance e capannoni. Secondo
- 47:00Speaker 8: gli esperti sanitari, proprio quell'ambiente avrebbe favorito la diffusione del
- 47:04Speaker 8: virus nella coppia, che viveva completamente isolata. Health News, una
- 47:35Speaker 8: rassegna delle più importanti notizie, sia in campo medico che
- 47:39Speaker 8: sulla salute, dai giornali e dalle agenzie di tutto il mondo.
- 47:58Speaker 2: Bentornate e bentornati a World Health News, notizie dalla stampa internazionale.
- 48:05Speaker 2: Troppo sonno, troppo poco, tra le cause dell'invecchiamento accelerato. Secondo
- 48:09Speaker 2: il Center of Disease Control and Prevention, più di un
- 48:12Speaker 2: adulto su tre dorme meno delle sette ore di sonno
- 48:14Speaker 2: raccomandate ogni notte. Un dato preoccupante, che riguarda sempre più
- 48:18Speaker 2: spesso anche i giovani, complici l'uso serale di smartphone, tablet
- 48:22Speaker 2: e ritmi di vita sregolati. Non si tratta solo di
- 48:25Speaker 2: stanchezza o difficoltà di concentrazione. Dormire troppo poco, ma anche troppo,
- 48:29Speaker 2: potrebbe essere collegato a un invecchiamento più rapido del corpo.
- 48:33Speaker 2: A lanciare l'allarme è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica
- 48:37Speaker 2: Nature dai ricercatori della Columbia University, che ha analizzato i
- 48:40Speaker 2: dati di circa mezzo milione di persone raccolti nella UK Biobank,
- 48:44Speaker 2: uno dei più grandi database sanitari al mondo. Gli scienziati
- 48:49Speaker 2: hanno utilizzato speciali orologi biologici, strumenti basati sull'intelligenza artificiale che
- 48:53Speaker 2: stimano l'età biologica degli organi, come cervello, cuore, polmoni o fegato.
- 48:58Speaker 2: In pratica questi strumenti cercano di capire se un organo
- 49:01Speaker 2: sta invecchiando più velocemente o più lentamente rispetto all'età della persona.
- 49:06Speaker 2: Per farlo sono stati presi in considerazione diversi indicatori del corpo,
- 49:09Speaker 2: come proteine presenti nel sangue, molecole legate al metabolismo, immagini
- 49:13Speaker 2: mediche degli organi. Il risultato è stato chiaro. Le persone
- 49:17Speaker 2: che dormono meno di 6 ore per notte, ma anche quelle
- 49:20Speaker 2: che superano regolarmente le 8 ore, mostrano segni di invecchiamento biologico
- 49:23Speaker 2: più rapido. Al contrario, la fascia associata a un invecchiamento
- 49:27Speaker 2: più lento sembra essere compresa tra circa 6 ore e mezza
- 49:30Speaker 2: e quasi 8 ore di sonno. Questo non significa che dormire
- 49:34Speaker 2: troppo poco o troppo a lungo sia automaticamente la causa
- 49:36Speaker 2: diretta dell'invecchiamento accelerato. Piuttosto, potrebbe essere un segnale di uno
- 49:40Speaker 2: stato di salute generale meno equilibrato. Gli esperti ricordano inoltre
- 49:44Speaker 2: che il sonno perso durante la settimana non si recupera
- 49:47Speaker 2: davvero dormendo molte ore nel weekend. La privazione cronica di
- 49:51Speaker 2: sonno può continuare ad avere effetti negativi su organismo, sistema
- 49:54Speaker 2: immunitario e funzioni cerebrali. Un ruolo importante lo gioca anche
- 49:58Speaker 2: l'esposizione serale agli schermi. La luce blu di smartphone e
- 50:01Speaker 2: tablet può interferire con la produzione di melatonina, l'ormone che
- 50:05Speaker 2: aiuta il corpo a capire quando è il momento di dormire.
- 50:08Speaker 2: In sintesi, il sonno non è solo riposo, ma una
- 50:10Speaker 2: vera forma di prevenzione. Dormire in modo regolare e nelle
- 50:13Speaker 2: giuste quantità può contribuire a proteggere cervello, cuore e salute
- 50:17Speaker 2: generale nel lungo periodo. Proteggiamo i telomeri con una dieta
- 50:23Speaker 2: ricca di polifenoli. Uno studio presentato al Congresso europeo sull'obesità,
- 50:27Speaker 2: uno dei principali appuntamenti scientifici internazionali dedicate alla ricerca su obesità,
- 50:31Speaker 2: metabolismo e prevenzione delle malattie croniche, suggerisce che una dieta
- 50:35Speaker 2: ricca di polifenoli potrebbe contribuire a un invecchiamento biologico più sano,
- 50:39Speaker 2: agendo direttamente sui telomeri del DNA. I telomeri sono strutture
- 50:44Speaker 2: poste all'estremità dei cromosomi, spesso paragonate ai cappucci di plastica
- 50:48Speaker 2: che proteggono i lacci delle scarpe. Il loro compito è
- 50:51Speaker 2: preservare l'integrità del materiale genetico durante la divisione cellulare. Con
- 50:55Speaker 2: il passare del tempo, però, i telomeri tendono naturalmente ad accorciarsi.
- 50:59Speaker 2: Quando diventano troppo corti, le cellule perdono progressivamente la capacità
- 51:03Speaker 2: di replicarsi correttamente. Entrano più facilmente in uno stato di
- 51:07Speaker 2: invecchiamento o morte cellulare e aumentano il rischio di sviluppare
- 51:10Speaker 2: malattie croniche legate all'età, come patologie cardiovascolari, diabete o alcuni
- 51:15Speaker 2: disturbi neurodegenerativi. Per questo motivo i telomeri corti sono considerati
- 51:20Speaker 2: un importante indicatore di invecchiamento biologico non sano. Una dieta
- 51:23Speaker 2: ricca di polifenoli può rappresentare un alleato prezioso per la
- 51:27Speaker 2: salute e per un invecchiamento più equilibrato. I polifenoli sono
- 51:31Speaker 2: composti naturali presenti in numerosi alimenti di origine vegetale e
- 51:34Speaker 2: svolgono un'importante funzione antiossidante e antinfiammatoria. Aiutano cioè a contrastare
- 51:39Speaker 2: lo stress ossidativo e i processi infiammatori che nel tempo
- 51:42Speaker 2: possono favorire l'invecchiamento cellulare e aumentare il rischio di molte
- 51:45Speaker 2: malattie croniche. Inserire regolarmente questi composti nell'alimentazione quotidiana significa offrire
- 51:51Speaker 2: all'organismo una protezione aggiuntiva contro i danni provocati dai radicali liberi,
- 51:56Speaker 2: molecole instabili che possono compromettere cellule DNA. Diversi studi suggeriscono
- 52:01Speaker 2: infatti che un elevato consumo di polifenoli possa contribuire a
- 52:05Speaker 2: proteggere i propri telomeri, le strutture che salvaguardano il patrimonio genetico,
- 52:09Speaker 2: sostenendo così un invecchiamento biologico più sano. Le principali fonti
- 52:13Speaker 2: alimentari di polifenoli sono frutta e verdura, soprattutto quelle dai
- 52:16Speaker 2: colori più intensi come mirtilli, fragole, melograno, uva nera, ciliegie,
- 52:20Speaker 2: spinaci e cavoli. Anche cacao amaro, tè verde e caffè,
- 52:24Speaker 2: olio extravergine d'oliva, frutta secca, legumi e spezie ne sono
- 52:28Speaker 2: particolarmente ricchi. Il principio fondamentale è puntare su una dieta varia,
- 52:33Speaker 2: abbondare di alimenti vegetali freschi e poco trasformati, come viene
- 52:36Speaker 2: nel modello della dieta mediterranea. L'importanza dei polifenoli non riguarda
- 52:42Speaker 2: un singolo alimento miracoloso, ma l'equilibrio complessivo delle scelte alimentari.
- 52:46Speaker 2: Consumare ogni giorno una buona quantità di frutta, verdura, cereali integrali,
- 52:50Speaker 2: legumi e bevande come tè o caffè in quantità moderate
- 52:53Speaker 2: può favorire non solo la longevità cellulare, ma anche la
- 52:56Speaker 2: prevenzione di disturbi cardiovascolari, metabolici e neurodegenerativi. In questo senso
- 53:02Speaker 2: la dieta non è soltanto una fonte di energia. a
- 53:04Speaker 2: uno strumento concreto di prevenzione. Scegliere cibi ricchi di polifenoli
- 53:08Speaker 2: significa investire sulla salute futura, sostenendo il benessere dell'organismo fin
- 53:12Speaker 2: dalle prime fasi della vita. La ricerca, condotta dall'Università di
- 53:16Speaker 2: Navarra su 1.709 adulti, ha analizzato la lunghezza dei telomeri in
- 53:20Speaker 2: campioni raccolti nel 2008 e nel 2015, mettendoli in relazione con l'assunzione
- 53:25Speaker 2: di polifenoli, composti naturali presenti in molti alimenti vegetali noti
- 53:29Speaker 2: per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. I risultati mostrano
- 53:33Speaker 2: che i partecipanti con il consumo più elevato di polifenoli
- 53:36Speaker 2: avevano un rischio inferiore del 52% di presentare telomeri corti
- 53:39Speaker 2: rispetto a coloro con l'assunzione più bassa. L'associazione è risultata
- 53:44Speaker 2: particolarmente evidente nei soggetti sotto i 64 anni, suggerendo che la
- 53:47Speaker 2: dieta potrebbe influenzare maggiormente i processi di invecchiamento nelle fasi
- 53:51Speaker 2: più precoci della vita. Tra i dati più interessanti emerge
- 53:55Speaker 2: anche un consumo moderato di caffè. fino a una tazza
- 53:57Speaker 2: al giorno è stato associato ad un rischio ridotto del 26%,
- 54:00Speaker 2: mentre chi consuma più frutta mostrava un rischio inferiore del 29%.
- 54:05Speaker 2: Secondo i ricercatori, questi risultati rafforzano l'ipotesi che un'alimentazione ricca
- 54:09Speaker 2: di polifenoli possa aiutare a proteggere il DNA dall'usura cellulare
- 54:13Speaker 2: e favorire una maggiore longevità in salute. Tuttavia, trattandosi di
- 54:17Speaker 2: uno studio osservazionale, gli autori sottolineano la necessità di ulteriori
- 54:20Speaker 2: ricerche per confermare un rapporto diretto di causa- effetto. Stress, cortisolo
- 54:27Speaker 2: e poche pause. Perché il troppo lavoro fa ingrassare. Una
- 54:31Speaker 2: vasta ricerca internazionale guidata dalla dottoressa Pradipa Korale Gedara e
- 54:35Speaker 2: presentata all'European Congress of Obesity di Istanbul ha acceso i
- 54:39Speaker 2: riflettori su un aspetto spesso trascurato nella lotta contro l'obesità,
- 54:44Speaker 2: il tempo dedicato al lavoro. Lo studio, condotto dall'Ateneo australiano
- 54:47Speaker 2: insieme a un team di ricercatori specializzati in salute pubblica
- 54:50Speaker 2: e analisi socio- economica, ha esaminato oltre 30 anni di dati, provenienti
- 54:55Speaker 2: da 33 paesi dell'OCSE, incrociando ore lavorative annuali, tasse di obesità, alimentazione,
- 55:01Speaker 2: urbanizzazione e reddito. I risultati hanno mostrato una correlazione significativa
- 55:06Speaker 2: tra carichi di lavoro più lunghi e maggiore prevalenza dell'obesità.
- 55:09Speaker 2: Paesi come Stati Uniti, Messico e Colombia, dove si lavora
- 55:12Speaker 2: mediamente di più, registrando infatti livelli di obesità più elevati
- 55:15Speaker 2: rispetto a molte nazioni del nord Europa, nonostante queste ultime
- 55:19Speaker 2: abbiano consumi medi di grassi spesso superiori. Secondo ricercatori dell'Università
- 55:24Speaker 2: del Queensland, una riduzione dell'1% delle ore lavorative annuali potrebbe
- 55:28Speaker 2: essere associata a un calo dello 0,16% dell'obesità nella popolazione generale.
- 55:33Speaker 2: Il dato suggerisce che il problema non dipenda solo da
- 55:35Speaker 2: cosa si mangia, ma anche da quanto tempo resta per
- 55:38Speaker 2: prendersi cura di sé. La ricerca evidenzia infatti come giornate
- 55:41Speaker 2: lavorative troppo lunghe riducano il tempo disponibile per l'attività fisica,
- 55:46Speaker 2: favoriscano sedentarietà e pasti poco salutari, oltre a un aumento
- 55:49Speaker 2: dello stress cronico. Proprio lo stress, attraverso l'innanzamento del cortisolo,
- 55:54Speaker 2: contribuisce all'accumulo di grasso corporeo, specialmente addominale, creando il circolo
- 55:58Speaker 2: vizioso che può compromettere salute metabolica e benessere generale. La
- 56:02Speaker 2: dottoressa Corale Gedara sottolinea che una vita più equilibrata consente
- 56:06Speaker 2: alle persone di mangiare meglio, muoversi di più e ridurre
- 56:09Speaker 2: il peso psicofisico legato al lavoro. Sebbene gli autori precisino
- 56:14Speaker 2: che non si possa ancora parlare di rapporto diretto di causa- effetto,
- 56:17Speaker 2: lo studio dell'Università del Queensland rafforza l'idea che le politiche
- 56:20Speaker 2: sul lavoro possano diventare uno strumento di prevenzione sanitaria. Non
- 56:24Speaker 2: a caso nel Regno Unito il dibattito sulla settimana lavorativa
- 56:27Speaker 2: di quattro giorni è tornato centrale. Secondo i sostenitori, ridurre
- 56:31Speaker 2: l'orario senza tagliare i salari potrebbe offrire a milioni di
- 56:34Speaker 2: persone più tempo per attività salutari, contrastando obesità e malattie correlate.
- 56:38Speaker 2: In sostanza, la ricerca presentata a Istanbul amplia il concetto
- 56:42Speaker 2: di prevenzione, mostrando che la salute pubblica non passa solo
- 56:44Speaker 2: da dieta ed esercizio, ma anche da modelli sociali e
- 56:47Speaker 2: lavorativi capaci di restituire equilibrio tra produttività e qualità della vita.
- 56:52Speaker 2: World Health News tornerà dopo un breve intermezzo musicale. Rieccoci
- 57:01Speaker 2: a World Health News. Si possono influenzare le preferenze alimentari
- 57:06Speaker 2: dei futuri bambini sin dal grembo materno? Uno studio internazionale
- 57:10Speaker 2: guidato dall'Università di Durham nel Regno Unito ha approfondito in
- 57:13Speaker 2: modo innovativo una domanda che interessa da tempo psicologi nello sviluppo,
- 57:17Speaker 2: nutrizionisti e genitori. i sapori sperimentati nel grembo materno possono
- 57:21Speaker 2: influenzare le preferenze alimentari future dei bambini. La ricerca, condotta
- 57:25Speaker 2: da un team di studiosi del Regno Unito, della Francia
- 57:27Speaker 2: e dei Paesi Bassi, suggerisce che l'esperienza sensoriale pre- natale potrebbe
- 57:31Speaker 2: avere un ruolo molto più importante di quanto si pensasse
- 57:34Speaker 2: nella formazione dei gusti alimentari, soprattutto per quanto riguarda l'accettazione
- 57:38Speaker 2: di verdure spesso considerate difficili, come il cavolo riccio. Il
- 57:42Speaker 2: punto di partenza dello studio è il fatto che il feto,
- 57:45Speaker 2: soprattutto nelle ultime settimane di gravidanza, non vive in un
- 57:48Speaker 2: ambiente sensorialmente neutro. Attraverso il liquido amniotico infatti può entrare
- 57:52Speaker 2: in contatto con molecole aromatiche e gustative provenienti dalla dieta
- 57:55Speaker 2: della madre. Ciò significa che quando una donna incinta consuma
- 57:58Speaker 2: alimenti con sapori caratteristici come carote, cavolo, aglio, anisce o spezie,
- 58:03Speaker 2: alcune componenti chimiche di questi alimenti possono raggiungere il liquido
- 58:06Speaker 2: amniotico che il feto ingerisce e inala continuamente. Questo processo
- 58:11Speaker 2: rappresenta una delle prime forme di apprendimento sensoriale umano, una
- 58:15Speaker 2: sorta di educazione al gusto, che avviene ancora prima della nascita.
- 58:19Speaker 2: Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno coinvolto un gruppo
- 58:21Speaker 2: di donne in gravidanza, suddividendole in due gruppi principali. A
- 58:25Speaker 2: uno sono state somministrate capsule contenenti polvere di carota, all'altro
- 58:29Speaker 2: capsule con polvere di cavolo riccio. L'uso delle capsule ha
- 58:33Speaker 2: consentito di controllare in modo preciso l'esposizione ai sapori, evitando
- 58:36Speaker 2: variabili legate alla preparazione o ad altri elementi della dieta. Successivamente,
- 58:41Speaker 2: a 32-36 settimane di gestazione, i feti sono stati osservati
- 58:44Speaker 2: tramite ecografie 4D per analizzare le loro espressioni facciali in
- 58:48Speaker 2: risposta ai diversi sapori. I ricercatori hanno classificato le reazioni
- 58:52Speaker 2: osservando movimenti facciali associati ad espressioni positive o negative. Già
- 58:57Speaker 2: in questa fase prenatale erano emerse differenze significative. I feti
- 59:00Speaker 2: esposti alle carote mostravano reazioni più favorevoli rispetto a quelle
- 59:04Speaker 2: esposte al cavolo riccio. probabilmente perché il gusto dolce della
- 59:07Speaker 2: carota risulta naturalmente più gradito rispetto al sapore più amaro
- 59:10Speaker 2: e intenso del cavolo. L'aspetto più innovativo dello studio, tuttavia,
- 59:13Speaker 2: è stato il follow- up a lungo termine. I bambini sono
- 59:16Speaker 2: stati osservati poco dopo la nascita, circa tre settimane di vita,
- 59:20Speaker 2: e poi nuovamente a tre anni. In quest'ultima fase, a
- 59:23Speaker 2: ciascun bambino sono stati presentati odori di carota o cavolo
- 59:25Speaker 2: riccio attraverso tamponi di cotone umidi posti sotto il naso,
- 59:29Speaker 2: mentre le loro reazioni venivano filmate e analizzate. I risultati
- 59:33Speaker 2: hanno mostrato una sorprendente continuità. I bambini esposti prima della
- 59:36Speaker 2: nascita alla carota reagivano in modo più positivo all'odore della
- 59:39Speaker 2: carota e più negativamente al cavolo riccio. Viceversa, quelli esposti
- 59:42Speaker 2: al cavolo riccio mostravano una maggiore familiarità e accettazione verso quest'ultimo.
- 59:47Speaker 2: Questo suggerisce che l'esposizione prenatale non produce solo una reazione momentanea,
- 59:51Speaker 2: ma può contribuire alla formazione di memorie sensoriali durature che
- 59:55Speaker 2: persistono per anni. Secondo Nadia Reisland, psicologa dell'Università di Durham
- 59:59Speaker 2: e autrice principale dello studio, questi risultati indicano che l'ultima
- 1:00:03Speaker 2: fase della gravidanza potrebbe essere particolarmente importante per la costruzione
- 1:00:07Speaker 2: di ricordi e di sapori odori, capace di influenzare il
- 1:00:09Speaker 2: comportamento alimentare successivo. In pratica, il cervello fetale potrebbe registrare
- 1:00:14Speaker 2: alcune caratteristiche sensoriali dell'ambiente materno e considerarle familiari dopo la nascita,
- 1:00:19Speaker 2: riducendo la naturale diffidenza verso sapori nuovi o complessi. Questo
- 1:00:23Speaker 2: fenomeno si collega a un principio biologico fondamentale. Gli esseri
- 1:00:26Speaker 2: umani tendono a preferire ciò che è familiare. Se un
- 1:00:29Speaker 2: sapore viene percepito ripetutamente nel grembo materno, il neonato potrebbe
- 1:00:32Speaker 2: considerarlo meno estraneo durante lo svezzamento. Tale scoperta è particolarmente
- 1:00:38Speaker 2: rilevante perché molti bambini mostrano una naturale resistenza verso verdure
- 1:00:42Speaker 2: dal gusto amaro, come broccoli, cavoli o spinaci. Se l'esposizione
- 1:00:47Speaker 2: prenatale può ridurre questa neofobia alimentare, la gravidanza potrebbe rappresentare
- 1:00:51Speaker 2: una finestra preziosa per promuovere abitudini alimentari più sane. Naturalmente
- 1:00:55Speaker 2: i ricercatori sottolineano che lo studio presenta limiti importanti. Il
- 1:00:59Speaker 2: campione osservato, soprattutto nella fase dei bambini di tre anni,
- 1:01:02Speaker 2: era relativamente piccolo e quindi i risultati devono essere interpretati
- 1:01:05Speaker 2: con cautela. Inoltre, le preferenze alimentari non dipendono solo dall'esposizione prenatale.
- 1:01:10Speaker 2: Fattori genetici, abitudini familiari, disponibilità degli alimenti, culture e ripetizione
- 1:01:15Speaker 2: dell'esposizione durante l'infanzia giocano tutti un ruolo cruciale. Tuttavia, lo
- 1:01:19Speaker 2: studio rafforza l'idea che lo sviluppo del gusto inizi molto
- 1:01:22Speaker 2: prima del primo cucchiaino. In conclusione, la ricerca dell'Università di
- 1:01:26Speaker 2: Durham apre prospettive significative sulla relazione tra alimentazione materna e
- 1:01:31Speaker 2: sviluppo sensoriale fetale. I sapori sperimentati nel grembo non determinano
- 1:01:35Speaker 2: in modo assoluto ciò che un bambino amerà o rifiuterà,
- 1:01:38Speaker 2: ma possono contribuire a costruire una base di familiarità che
- 1:01:41Speaker 2: rende alcuni alimenti più accettabili nel tempo. Per i futuri
- 1:01:44Speaker 2: genitori questo significa che una dieta varia e ricca di
- 1:01:47Speaker 2: verdure durante la gravidanza potrebbe non solo favorire la salute materna,
- 1:01:51Speaker 2: ma anche rappresentare un primo passo verso l'educazione alimentare del bambino,
- 1:01:54Speaker 2: influenzandone potenzialmente le preferenze ben oltre la nascita. Allarme tedesco
- 1:02:01Speaker 2: per l'afta epizootica dopo l'epidemia del 1991. Dopo 35 anni senza casi,
- 1:02:07Speaker 2: la Germania si trova di nuovo ad affrontare l'incubo dell'afta epizootica,
- 1:02:11Speaker 2: una malattia animale altamente contagiosa che, pur non rappresentando un
- 1:02:14Speaker 2: pericolo diretto per l'uomo, può avere conseguenze devastanti sul piano economico,
- 1:02:18Speaker 2: sociale e sanitario. Il focolaio, scoperto alle porte di Berlino
- 1:02:22Speaker 2: nel Brandeburgo, ha immediatamente fatto scattare misure drastiche. Stop di 72
- 1:02:27Speaker 2: ore al trasporto di bovini, suini, ovini, capre e altri
- 1:02:30Speaker 2: animali sensibili. Abbattimento dell'intera mandria colpita e chiusura preventiva degli
- 1:02:34Speaker 2: zoo berlinesi. L'emergenza non riguarda solo la salute animale, ma
- 1:02:39Speaker 2: investe l'intero tessuto produttivo e sociale. Il blocco della movimentazione
- 1:02:43Speaker 2: del bestiale paralizza allevamenti, mercati, trasporti e filiere alimentari. con
- 1:02:47Speaker 2: pesanti ripercussioni economiche per agricoltori, commercianti e consumatori. A questo
- 1:02:53Speaker 2: si aggiunge il costo psicologico per gli allevatori costretti a
- 1:02:55Speaker 2: vedere abbattuti interi capi di bestiame per contenere il virus,
- 1:02:59Speaker 2: spesso senza sapere con certezza come il contagio si è iniziato.
- 1:03:03Speaker 2: Il precedente storico pesa come un monito. L'ultimo focolaio in
- 1:03:07Speaker 2: Germania risaliva al 1988, ma soprattutto resta nella memoria collettiva europea
- 1:03:11Speaker 2: la devastante epidemia del Regno Unito del 2001, quando furono abbattuti
- 1:03:15Speaker 2: circa 6 milioni di animali, con danni economici per miliardi di
- 1:03:19Speaker 2: euro e comunità rurali profondamente segnate. Intere aree agricole vennero isolate,
- 1:03:24Speaker 2: il turismo rurale collassò e migliaia di famiglie subirono perdite irreparabili.
- 1:03:29Speaker 2: Rispetto a 35 anni fa, oggi la risposta sanitaria è più
- 1:03:32Speaker 2: rapida e coordinata, ma il contesto economico globalizzato rende potenzialmente
- 1:03:36Speaker 2: ancora più ampie le conseguenze. Restrizioni commerciali internazionali, aumento dei prezzi,
- 1:03:41Speaker 2: danni dell'export e nuove pressioni sugli allevamenti europei. Anche un
- 1:03:45Speaker 2: singolo focolaio può quindi trasformarsi in una crisi che supera
- 1:03:48Speaker 2: il perimetro veterinario, colpendo occupazione, sicurezza alimentare e fiducia dei
- 1:03:52Speaker 2: sistemi di controllo. L'afta epizootica dimostra così come una malattia
- 1:03:57Speaker 2: animale possa diventare un problema sociale di vasta portata. Non
- 1:04:00Speaker 2: solo un'emergenza sanitaria da contenere, ma una minaccia concreta alla
- 1:04:04Speaker 2: stabilità economica delle campagne e alla tenuta di interi settori produttivi.
- 1:04:09Speaker 2: Dopo oltre tre decenni, la Germania riscopre dunque una vulnerabilità
- 1:04:13Speaker 2: che sembrava appartenere al passato, ma che oggi, in un'Europa interconnessa,
- 1:04:17Speaker 2: può avere effetti persino più complessi e costosi.
- 1:04:29Speaker 9: benvenuti alla rubrica eventi oggi ci occuperemo dell'allarme del sotto
- 1:04:36Speaker 9: organico del punto soccorso lanciato alla sacure di roma per
- 1:04:42Speaker 9: il quale mancano 6.000 specialisti si è conclusa nello scorso weekend
- 1:04:48Speaker 9: a roma la settima edizione di sacure il meeting dell'associazione
- 1:04:53Speaker 9: anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica che riunisce circa 400 specialisti,
- 1:05:03Speaker 9: dove si è svolto un confronto non solo sugli aspetti clinici,
- 1:05:07Speaker 9: ma anche sulle sfide organizzative, gestionali e professionali che caratterizzano
- 1:05:13Speaker 9: oggi il lavoro quotidiano nella sanità pubblica. In un sistema
- 1:05:18Speaker 9: sempre più sotto pressione, soprattutto nell'area dell'emergenza-urgenza, vedi pronto soccorso,
- 1:05:25Speaker 9: Il congresso pone al centro temi come organizzazione del lavoro
- 1:05:30Speaker 9: di squadra, comunicazione, innovazione tecnologica e management sanitario, considerati strumenti
- 1:05:38Speaker 9: essenziali per ridurre errori, ottimizzare le risorse e migliorare la
- 1:05:43Speaker 9: qualità delle cure mantenendo il paziente al centro. Tra le
- 1:05:48Speaker 9: principali criticità evidenziate dal Presidente nazionale della ROI EMAC Alessandro
- 1:05:55Speaker 9: Vergallo emerge la crescente difficoltà del pronto soccorso degli ospedali
- 1:05:59Speaker 9: pubblici ad attrarre medici secondo Vergallo servirebbero circa 11.000 professionisti ma
- 1:06:08Speaker 9: i posti realmente coperti da specialisti in medicina d'emergenza e
- 1:06:12Speaker 9: urgenza sono appena 5.000 i turni mancanti vengono spesso garantiti da
- 1:06:18Speaker 9: medici di altri reparti o tramite liberi professionisti esterni. Il problema, sottolinea,
- 1:06:26Speaker 9: non riguarda soltanto la carenza di specialisti, ma soprattutto la
- 1:06:30Speaker 9: scarsa disponibilità ad accettare incarichi nel pubblico, spesso percepiti come
- 1:06:36Speaker 9: meno competitivi rispetto al settore privato. Anche nell'anestesia e nella
- 1:06:42Speaker 9: reanimazione almeno il 5-6% del fabbisogno viene coperto attraverso rapporti privati.
- 1:06:50Speaker 9: un fenomeno in costante crescita che, secondo la ROI EMAC,
- 1:06:55Speaker 9: impone un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro e una
- 1:06:59Speaker 9: rinnovata capacità del servizio pubblico di essere attrattivo. Un segnale
- 1:07:05Speaker 9: incoraggiante arriva però dall'aumento dei giovani medici in formazione inseriti
- 1:07:10Speaker 9: negli ospedali grazie al decreto Calabria, il provvedimento che consente
- 1:07:15Speaker 9: agli specializzanti di lavorare durante il percorso di specializzazione. Nell'ultimo anno,
- 1:07:22Speaker 9: il numero di medici in formazione in anestesia o medicina d'urgenza,
- 1:07:28Speaker 9: assunti con questa formula, è cresciuto del 200%. Negli ultimi
- 1:07:34Speaker 9: anni sono stati banditi circa 1700 posti nelle scuole di specializzazione
- 1:07:40Speaker 9: in anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore e circa 600
- 1:07:47Speaker 9: in medicina d'emergenza urgenza, con il 70% di questi giovani
- 1:07:52Speaker 9: già inserito nel sistema ospedaliero. Per Vergallo questa è una
- 1:07:58Speaker 9: strada che va resa strutturale, abbassando l'età d'ingresso del lavoro
- 1:08:04Speaker 9: senza compromettere la qualità formativa, così da favorire un modello
- 1:08:09Speaker 9: integrato tra formazione e attività clinica. Il meeting affrontava inoltre
- 1:08:16Speaker 9: questioni cruciali come il sovraffollamento del pronto soccorso, la necessità
- 1:08:22Speaker 9: di rafforzare il sistema territoriale attraverso le case di comunità,
- 1:08:27Speaker 9: il potenziamento delle competenze dei medici d'emergenza e la riorganizzazione
- 1:08:33Speaker 9: delle sale operatorie e delle terapie intensive, e in più
- 1:08:38Speaker 9: la gestione delle liste chirurgiche e il contributo della sanità digitale.
- 1:08:44Speaker 9: Dall'emergenza territoriale, con ambulanze ed elisoccorso, fino ai temi del
- 1:08:50Speaker 9: fine vita e dei trapianti, SACURE si propone come uno
- 1:08:54Speaker 9: spazio di confronto concreto sulle profonde trasformazioni della sanità italiana,
- 1:09:01Speaker 9: Grazie per averci seguito.
- 1:09:27Speaker 2: Se questi temi ti sono interessati risintonizzati giovedì prossimo per
- 1:09:31Speaker 2: un altro appuntamento con Radio Onda Salute.