Latest / SULLA SCENA DEL CRIMINE / TEORIA DELLA DEVIANZA #3 - Philip Zimbardo e l'effetto Lucifero
Transcript
- 0:20Speaker 2: Malvaggi si nasce o si diventa? Questa è una delle
- 0:24Speaker 2: domande che da sempre tormenta gli studiosi di psicologia e criminologia.
- 0:30Speaker 2: Durante il processo di Norimberga, Gli ufficiali nazisti condannati per
- 0:34Speaker 2: atroci crimini di guerra hanno giustificato le loro bestialità affermando«
- 0:39Speaker 2: Mi è stato imposto di farlo, ho solo eseguito gli ordini,
- 0:44Speaker 2: non mi facevo domande, obbedivo e basta». Ma davvero basta
- 0:48Speaker 2: questo a comprendere come persone normali si siano trasformate in mostri?
- 0:54Speaker 2: Basta questo a spiegare come sia possibile diventare degli aguzzini
- 0:57Speaker 2: sadici e spietati? E tu, cosa faresti? Cosa faresti se
- 1:03Speaker 2: ti dessero una divisa, ti rendessero anonimo e con pieni poteri?
- 1:08Speaker 2: Se nessuno potesse sapere cosa stai facendo e se tutti
- 1:11Speaker 2: facessero come te, resteresti buono o diventeresti anche tu spietato?
- 1:19Speaker 2: Questa è la domanda che si è posto Philip Zimbardo,
- 1:22Speaker 2: uno psicologo americano, nel 1971 e Zimbardo ha ideato uno degli
- 1:27Speaker 2: esperimenti più noti e terribili che si conoscano nella storia
- 1:30Speaker 2: della psicologia e delle teorie della devianza. Questo non tanto
- 1:34Speaker 2: per l'esperimento in sé, quanto per le reazioni che ha
- 1:37Speaker 2: provocato nei soggetti che si sono prestati alla ricerca. Zimbardo
- 1:42Speaker 2: e i suoi collaboratori sono gli autori dell'esperimento carcerario di Stanford,
- 1:46Speaker 2: da cui è stato tratto il noto film The Experiment.
- 1:50Speaker 2: Nei sotterranei dell'Università di Palo Alto, venne ricostruito nei minimi
- 1:54Speaker 2: dettagli un carcere, con lo scopo di indagare quale sarebbe
- 1:58Speaker 2: stato il comportamento degli individui a seconda di cosa gli
- 2:01Speaker 2: si sarebbe detto di fare. In 75 risposero all'annuncio e 24 furono
- 2:08Speaker 2: gli studenti universitari scelti. Si prestarono volontariamente, loro malgrado, e
- 2:14Speaker 2: senza immaginare cosa sarebbe accaduto. Furono selezionati solo i maschi,
- 2:19Speaker 2: tutti di ceto sociale medio, tutti equilibrati dal punto di
- 2:22Speaker 2: vista psicologico e senza alcun tratto che predisponesse alla devianza. Insomma,
- 2:28Speaker 2: i classici bravi ragazzi. A dodici di loro venne detto
- 2:32Speaker 2: che avrebbero fatto parte del gruppo dei detenuti, gli altri
- 2:36Speaker 2: dodici furono assegnati a quello delle guardie carcerarie. I detenuti
- 2:40Speaker 2: furono spogliati e venne fatta indossare loro una divisa con
- 2:44Speaker 2: una matricola stampata sul petto e sulla schiena, Avevano un
- 2:47Speaker 2: berretto e portavano delle catene vere alle caviglie. L'ordine per
- 2:51Speaker 2: loro era che avrebbero dovuto fare tutto quello che le
- 2:54Speaker 2: guardie avessero deciso. Anche le guardie carcerarie vennero depersonalizzate o,
- 3:00Speaker 2: come disse Philip Zimbardo, deindividuate. Uniformi militari tutti uguali, un
- 3:06Speaker 2: manganello e delle manette in dotazione, un fischietto e occhiali
- 3:11Speaker 2: da sole riflettenti che impedivano loro di guardarsi negli occhi
- 3:14Speaker 2: e di mostrare uno sguardo umano ai carcerati. Per loro
- 3:18Speaker 2: il comando era, fate tutto quello che ritenete necessario per
- 3:21Speaker 2: mantenere l'ordine. Nessuno sarebbe intervenuto fino alla fine dell'esperimento. Quando
- 3:26Speaker 2: le celle si chiusero, i 24 ragazzi rimasero da soli. All'interno
- 3:32Speaker 2: dei due gruppi ogni soggetto aveva perso la propria identità
- 3:35Speaker 2: soggettiva se ne era creato un'altra al suo posto ed
- 3:39Speaker 2: era quella del gruppo stesso, identificato dall'abbigliamento e dal ruolo.
- 3:44Speaker 2: O si era un carcerato o si era una guardia.
- 3:47Speaker 2: L'esperimento doveva durare ben 14 giorni, ma ne bastarono 6 per capire
- 3:52Speaker 2: che qualcosa di terribile stava accadendo lì dentro, qualcosa che
- 3:55Speaker 2: iniziava a tirar fuori dai insospettabili ragazzi di buone famiglia
- 3:59Speaker 2: e tendenzialmente pacifici, sadismo e violenza. Dopo appena due giorni
- 4:04Speaker 2: le guardie cominciarono a pretendere dai detenuti comportamenti insopportabili. I
- 4:09Speaker 2: carcerati dovevano pulire i bagni senza guanti o ancora tenere
- 4:13Speaker 2: in cella secchi pieni dei loro bisogni. Erano costretti a
- 4:17Speaker 2: cantare tutto il giorno canzoni oscene o recitare litanie ininterrottamente.
- 4:22Speaker 2: Così i carcerati tentarono di creare un legame tra loro
- 4:25Speaker 2: per resistere alle guardie, legame che le guardie recisero con
- 4:29Speaker 2: vessazioni psicologiche e fisiche. I detenuti si strapparono così la
- 4:33Speaker 2: divisa barricandosi nelle celle e misero in atto un tentativo
- 4:37Speaker 2: di evasione a malapena contenuto dallo stesso Zimbardo che diede
- 4:40Speaker 2: poi il via libera. L'esperimento poteva continuare. Passarono altri tre giorni.
- 4:46Speaker 2: i carcerati cominciarono a mostrare segni di scompenso psicofisico. Non
- 4:50Speaker 2: c'era più traccia di violenza o reazioni in loro, non
- 4:53Speaker 2: facevano più gruppo e iniziavano ad avere distacco e crisi
- 4:57Speaker 2: di fuga dalla realtà, apatia, disturbi emotivi gravi, manifestazioni somatiche, dissociazione.
- 5:04Speaker 2: Alcuni di loro cominciarono a eseguire gli ordini senza protestare,
- 5:08Speaker 2: nella speranza di non subire più vessazioni. La speranza però
- 5:12Speaker 2: aveva lasciato il finto carcere di Stanford e che era
- 5:15Speaker 2: diventato molto più vero di quello che Zimbardo pensava. Le
- 5:18Speaker 2: guardie dal canto loro si mostravano sempre più violente e sadiche.
- 5:23Speaker 2: Solo a quel punto Zimbardo dovette dire basta. Ma cos'era accaduto?
- 5:27Speaker 2: Com'era stato possibile che in soli due giorni i studenti
- 5:30Speaker 2: in modello si fossero trasformati in sadici senza pietà e
- 5:34Speaker 2: senza alcun tipo di rimorso? Perché ritenevano di poter fare
- 5:38Speaker 2: tutto quello che volevano senza comprendere il disvalore morale di
- 5:42Speaker 2: quello che stavano facendo? Perché i carcerati, ben sapendo che
- 5:46Speaker 2: il tutto sarebbe finito dopo appena due settimane e consapevoli
- 5:49Speaker 2: che si trattava solo di finzione, si scompensavano realmente fino
- 5:53Speaker 2: a distaccarsi dalla realtà o ad avere manifestazioni somatiche? Davvero
- 5:58Speaker 2: quel set finto per loro era diventata l'unica realtà dalla
- 6:01Speaker 2: quale credevano di non poter più uscire? La risposta fu sì.
- 6:07Speaker 2: L'esperimento fece discutere molto. e Zimbardo si interrogò profondamente sui
- 6:12Speaker 2: risultati di una ricerca che era andata oltre ogni limite previsto,
- 6:16Speaker 2: diede un nome a ciò che aveva creato quella situazione,
- 6:19Speaker 2: effetto lucifero, comprese che la finzione che aveva così meticolosamente
- 6:23Speaker 2: creato aveva realmente portato i soggetti a vivere quella ricostruzione
- 6:28Speaker 2: come reale. Capì che sentirsi parte di un'istituzione, quale che fosse, esercito, governo,
- 6:35Speaker 2: carcere in quel caso, doveva avere l'effetto di portare i
- 6:38Speaker 2: partecipanti a identificarsi con le norme, le regole e comportamenti
- 6:43Speaker 2: che si instaurano in quelle istituzioni. In carcere l'unica regola
- 6:48Speaker 2: è reprimere, contenere, punire, sottomettere e i soggetti che erano
- 6:53Speaker 2: stati assegnati a quell'istituzione, seppure finta, così si comportavano, reprimevano, contenevano, punivano, sottomettevano.
- 7:03Speaker 2: Un altro aspetto importante che venne fuori da questo esperimento
- 7:06Speaker 2: è fu quello che Kant definiva eteronomia. Si definisce eteronomia
- 7:11Speaker 2: la condizione per la quale un individuo si comporta non
- 7:15Speaker 2: secondo la sua morale o la sua etica, ma in
- 7:17Speaker 2: base a quello che gli viene detto di fare. L'individuo
- 7:20Speaker 2: non sceglie più tra ciò che è bene e ciò
- 7:22Speaker 2: che è male, ma acquisisce le norme e le regole
- 7:25Speaker 2: dal di fuori. Così può giustificare ogni sua azione, perché
- 7:28Speaker 2: non è lui che ha deciso, si è solo attenuto
- 7:31Speaker 2: a quello che gli altri hanno stabilito per lui. nessun
- 7:34Speaker 2: senso di colpa nessuna responsabilità nessuna vergogna proprio quello che
- 7:38Speaker 2: affermavano i nazisti mi è stato detto di farlo ho
- 7:42Speaker 2: solo eseguito gli ordini l'esperimento di philip zimbardo e l'effetto
- 7:46Speaker 2: lucifero fecero affiorare nei soggetti della finzione proprio il comportamento
- 7:51Speaker 2: eteronomico cioè la perdita della consapevolezza di quello che è
- 7:54Speaker 2: bene e di quello che è male le guardie non
- 7:57Speaker 2: si comportavano più secondo quello che credevano ma secondo quello
- 8:00Speaker 2: che l'istituzione cui appartenevano si aspettava da loro Non erano
- 8:04Speaker 2: sadici per indole, ma perché erano diventati guardie. Non c'era
- 8:08Speaker 2: più la responsabilità personale. Philip Zimbardo e l'effetto Lucifero chiarirono
- 8:15Speaker 2: come la deindividuazione fosse stata la chiave. Si era persa
- 8:19Speaker 2: l'identità personale, con quelle divise tutte uguali, lo sguardo nascosto
- 8:23Speaker 2: dagli occhiali scuri e le armi in dotazione. Non c'era
- 8:26Speaker 2: più la persona, c'era il gruppo. Così era stato possibile
- 8:30Speaker 2: annullare il senso di colpa e la consapevolezza delle conseguenze
- 8:34Speaker 2: delle proprie azioni sadiche. Gli impulsi potevano essere sfogati, non
- 8:38Speaker 2: c'era paura, non c'era vergogna, mentre l'aggressività cresceva grazie alla
- 8:42Speaker 2: sensazione di sentirsi parte di una comunità, anche se deviata.
- 8:47Speaker 2: L'individuo ha un solo scopo così, quello del suo gruppo,
- 8:50Speaker 2: quello del branco. Nel suo libro« Psicologia delle folle» del 1895
- 8:53Speaker 2: diceva Gustave Le Bon identificava il gruppo come un protagonista
- 8:59Speaker 2: potenzialmente pericoloso per la società. Ogni folla, anche quella che
- 9:04Speaker 2: in origine scende in piazza per manifestare in maniera pacifica,
- 9:07Speaker 2: reca con sé un'identità. Non è l'insieme delle singole identità
- 9:11Speaker 2: di chi appartiene a quel gruppo, ma è qualcosa di nuovo,
- 9:14Speaker 2: qualcosa che prende sopravvento e che annulla l'autonomia in favore dell'eteronomia.
- 9:19Speaker 2: Diceva Le Bon, le folle sono separate da differenze irriducibili,
- 9:25Speaker 2: E queste differenze non sono modificabili. Non le si può
- 9:28Speaker 2: annullare con l'educazione né con l'istruzione, ma solo tenerle a bada.
- 9:33Speaker 2: Quando però la natura impulsiva delle folle viene fuori, l'individuo
- 9:37Speaker 2: smette di avere una propria idea, una propria morale e
- 9:40Speaker 2: si lascia condurre ovunque. L'esperimento di Philip Zimbardo e l'effetto
- 9:45Speaker 2: Lucifero hanno lasciato molte domande e molti dubbi negli studiosi
- 9:49Speaker 2: che sono venuti dopo di lui. Chiunque in gruppo diventerebbe malvagio?
- 9:54Speaker 2: È impossibile mantenere la propria umanità. Alla prima occasione ciascuno
- 9:59Speaker 2: di noi sarebbe in grado di trasformarsi in un mostro.
- 10:03Speaker 2: La risposta in questo caso è no. Personalità debole, con
- 10:07Speaker 2: scarsa autostima e bassa intelligenza, influenzabile, suggestionabile e disinformato, che
- 10:14Speaker 2: tende a delegare idee e decisioni e non è abituato
- 10:17Speaker 2: alla critica. Questo sarebbe il profilo dell'uomo che perde la
- 10:20Speaker 2: propria identità in un gruppo. In lui si alimenterebbe un
- 10:24Speaker 2: senso di potenza, indotto, che annulla la responsabilità personale. Sarebbe
- 10:30Speaker 2: poi affetto da una sorta di contagio mentale che lo
- 10:32Speaker 2: porta a scomparire nel gruppo. Non tutti gli uomini sono
- 10:36Speaker 2: così però, altrimenti non si spiegherebbe la presenza di coloro
- 10:40Speaker 2: che alzano la testa e dicono no, poiché in fondo
- 10:44Speaker 2: a fare di noi ciò che siamo non è la
- 10:46Speaker 2: nostra natura, ma la scelta quotidiana di seguirla oppure no.