Latest / Vinyl Sound Radio's interviews / Intervista a Johnny Bertolio per la presentazione del suo libro "L'ha scritto lei, ma..."
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- 0:00Speaker 2: Ciao ragazzi di Vagni Sound Radio, bentornati alle nostre interviste.
- 0:03Speaker 2: Mi trovo di nuovo all'Anfiteatro Lavantina di Capoliveri per la
- 0:07Speaker 2: rassegna tenuta dalla libreria Mardi Libri di Portoferraio. Stasera sono
- 0:11Speaker 2: in compagnia di Johnny Bertolio e sono molto contenta perché
- 0:14Speaker 2: io lo seguo da un po', visto il nostro programma
- 0:17Speaker 2: di All Women, e lui ha scritto dei testi, più
- 0:20Speaker 2: di uno. Stasera ne presenti uno. Intanto, ciao Johnny. Ciao, grazie.
- 0:23Speaker 3: Grazie
- 0:23Speaker 2: a chi
- 0:25Speaker 3: ci
- 0:26Speaker 2: vedrà
- 0:26Speaker 3: e
- 0:27Speaker 2: ascolterà. Grazie. Stasera presenti? L'ha scritto lei, ma? Sì. Ok.
- 0:32Speaker 2: Io avevo già visto Controcanone, che è un libro invece
- 0:35Speaker 2: per le scuole, giusto? Sì, esatto. Dedicato alle figure femminili
- 0:39Speaker 2: della letteratura, che però non si studiano a scuola. Sì
- 0:42Speaker 2: Dopo parliamo anche di quello, adesso parlami di quello di stasera,
- 0:45Speaker 2: l'ha scritto Leymah.
- 0:46Speaker 3: Sì, l'ha scritto Leymah, è un titolo che in realtà
- 0:49Speaker 3: è una citazione di una studiosa e scrittrice femminista, Joanna Ross,
- 0:55Speaker 3: che negli anni Ottanta aveva già individuato in maniera anche
- 1:00Speaker 3: polemica e politica, se vogliamo … i criteri con cui
- 1:07Speaker 3: molta critica della letteratura di lingua inglese, quindi americana e nordamericana,
- 1:14Speaker 3: nel senso di Regno Unito, aveva individuato dei luoghi comuni,
- 1:18Speaker 3: delle categorie che, nel caso della scrittura di mano femminile,
- 1:22Speaker 3: di autrice, pesavano con maggiore forza che non nella letteratura d'autore,
- 1:29Speaker 3: che in realtà è la letteratura vera, la letteratura percepita
- 1:32Speaker 3: come universale, che non ha sesso, che non ha mano,
- 1:36Speaker 3: che non è situata. che non è posizionata e aveva
- 1:41Speaker 3: fatto un po' un elenco in maniera ironica di tutta
- 1:45Speaker 3: una serie di categorie che seguivano quel ma quindi ok
- 1:49Speaker 3: già l'ha scritto lei è un successo
- 1:51Speaker 2: quindi
- 1:51Speaker 3: già diciamo dichiarare che l'autorialità di una donna in alcuni
- 1:56Speaker 3: periodi specialmente della storia già è una conquista ma anche
- 1:59Speaker 3: quando c'è questa conquista c'è sempre poi un ma ma
- 2:04Speaker 3: quindi l'ha scritto lei però in realtà l'ha scritto lui
- 2:08Speaker 3: l'ha scritto lei però guardate che robaccia che ha scritto
- 2:12Speaker 3: l'ha scritto lei però non è letteratura l'ha scritto lei
- 2:16Speaker 3: però l'ha fatto solo per un atto di esibizionismo e
- 2:21Speaker 3: questo ha pesato anche nella selezione poi dei testi ritenuti
- 2:25Speaker 3: esemplari e da far studiare a scuola il motivo per
- 2:28Speaker 3: cui ero partito appunto da un'antologia dedicata alle scuole prima
- 2:33Speaker 3: di arrivare poi a questo saggio
- 2:35Speaker 2: e allora vado subito a quella perché? Perché c'è questa
- 2:39Speaker 2: difficoltà nelle scuole ad far accettare anche dai nuovi insegnanti,
- 2:44Speaker 2: ma non solo, anche dirigenti scolastici, testi che abbiano scritto,
- 2:49Speaker 2: oppure già scrivere sui libri di testo degli scolari, guarda
- 2:53Speaker 2: che c'è anche quest'altra scrittrice. Perché c'è questa difficoltà?
- 2:58Speaker 3: Allora, diciamo innanzitutto che ci sono tante realtà oggi che
- 3:03Speaker 3: vanno in una direzione più aperta, più plurale e che
- 3:08Speaker 3: non tiene più conto di tutti quegli stereotipi e luoghi
- 3:12Speaker 3: comuni che ci sono stati infassati. Però lo zoccolo duro
- 3:17Speaker 3: di chi si forma e di chi forma gli insegnanti,
- 3:20Speaker 3: quindi anche all'università, e chi definisce le linee guida e
- 3:25Speaker 3: le indicazioni nazionali che hanno sostituito i vecchi programmi ottocenteschi,
- 3:30Speaker 3: purtroppo quando arriva alla storiografia letteraria, cioè a quella grande
- 3:37Speaker 3: sequenza di monumenti di scrittori da Dante a oggi, i
- 3:41Speaker 3: nomi che emergono come nonna, sostituibili imprescindibili sono i soliti
- 3:48Speaker 3: noti e sono dovuti a una visione della letteratura a
- 3:52Speaker 3: tardo ottocentesca che voleva formare i nuovi italiani e le
- 3:58Speaker 3: nuove italiane alla luce di quei valori politici e patriottici
- 4:02Speaker 3: su cui era stata costruita la nazione dopo l'unificazione quindi
- 4:06Speaker 3: c'era una visione politica molto più politica che non estetica
- 4:10Speaker 3: o letteraria nella scelta per esempio di un Machiavelli o
- 4:15Speaker 3: di un Galileo che non sono scrittori diciamo propriamente letterari
- 4:20Speaker 3: perché Machiavelli è un teorico politico Galileo uno scienziato che
- 4:24Speaker 3: però per la loro storia anche personale perseguitati dalla chiesa
- 4:28Speaker 3: anticlericali laici sostenevano sostanzialmente una separazione tra quello che era
- 4:36Speaker 3: l'ambito di studio della politica o della scienza e la fede,
- 4:40Speaker 3: incarnavano benissimo quei valori, quegli ideali laici dell'inizio del Regno
- 4:45Speaker 3: d'Italia che stavano a cuore delle classi recenti e quindi
- 4:48Speaker 3: anche per questi motivi, ripeto, non propriamente letterari, vengono messi
- 4:52Speaker 3: sul piedistallo anche delle statue, delle piazze, quanti licei ancora
- 4:58Speaker 3: oggi abbiamo frequentato dedicati a Machiavelli e Galileo proprio per questa...
- 5:03Speaker 3: questa eredità storica e anche un po' politica che ci
- 5:07Speaker 3: portiamo tuttora dietro.
- 5:08Speaker 2: Quindi non è un caso, è proprio una progettualità, è
- 5:11Speaker 2: una cosa voluta.
- 5:12Speaker 3: Sì, sì, è una cosa voluta che chiaramente fa il
- 5:14Speaker 3: faio con la visione del femminile come qualcosa di passivo,
- 5:19Speaker 3: di domestico, di silenzioso. Proporre, in alcuni casi forse per
- 5:24Speaker 3: qualcuno ancora oggi, ma sicuramente alla fine dell'Ottocento, delle donne
- 5:28Speaker 3: che prendono parola che vengono pubblicate, che pretendono di essere ascoltate,
- 5:32Speaker 3: che magari incarnano anche biograficamente dei modelli che non sono
- 5:37Speaker 3: quelli che si volevano dare alle studentesse, faceva sì che
- 5:43Speaker 3: venissero considerate delle poco di buono, delle ribelli, perché poi
- 5:48Speaker 3: in molti casi queste scrittrici erano divorziate, avevano avuto delle
- 5:52Speaker 3: storie personali di grande ribellione appunto di grande superamento di
- 5:59Speaker 3: quella che era la morale corrente e che quindi non
- 6:02Speaker 3: potevano essere considerate esemplari nella scuola come non lo erano
- 6:06Speaker 3: nella vita
- 6:08Speaker 2: quindi è un lavoro però lungo questo quello di riscoprire
- 6:11Speaker 2: delle autrici e non ci sono penso delle autrici solo
- 6:14Speaker 2: dell'ottocento ma anche molto prima
- 6:16Speaker 3: Sì, adesso lo sforzo chiaramente non è semplicemente quello di
- 6:20Speaker 3: prendere una manciata, un po' a caso,
- 6:23Speaker 2: di
- 6:23Speaker 3: autrici un po' umaniste, un po' del Rinascimento, un po'
- 6:27Speaker 3: del Seicento fino ad arrivare al Novecento, che
- 6:30Speaker 2: già
- 6:31Speaker 3: sarebbe un grande traguardo, e buttarle lì nel mezzo per
- 6:36Speaker 3: dire che adesso siamo diventati progressisti. In realtà bisognerebbe anche
- 6:41Speaker 3: un po' ripensare il modo in cui insegniamo questa benedetta
- 6:45Speaker 3: storia letteraria perché penso che alla fine come materia un
- 6:49Speaker 3: conto è la letteratura con la L maiuscola e poi
- 6:52Speaker 3: c'è la letteratura fatta a scuola che è importante per
- 6:55Speaker 3: carità però la letteratura declinata a scuola magari assume anche...
- 6:59Speaker 3: delle declinazioni che non hanno più bisogno di essere così
- 7:03Speaker 3: politicamente orientate come lo erano alla fine dell'Ottocento. Abbiamo davanti
- 7:10Speaker 3: classi con sensibilità diverse, con interessi diversi, con valori diversi,
- 7:16Speaker 3: a volte anche contrastanti e far vedere che la letteratura
- 7:19Speaker 3: è stata un po' più mossa, un po'
- 7:21Speaker 2: più plurale
- 7:22Speaker 3: di quella solita sequenza di capolavori intoccabili penso sia... utile
- 7:27Speaker 3: anche per poi stimolare questi ragazzi e queste ragazze a leggere,
- 7:32Speaker 3: a comprare i libri.
- 7:33Speaker 2: A identificarsi anche perché magari le donne, le scrittrici donne
- 7:38Speaker 2: hanno portato dei ruoli anche femminili che gli scrittori uomini
- 7:42Speaker 2: non hanno portato, quindi rivedere anche nella letteratura passata, ma
- 7:46Speaker 2: magari non troppo passata, delle eroine o dei personaggi femminili
- 7:51Speaker 2: utili anche alla crescita delle donne e degli uomini di
- 7:54Speaker 2: adesso
- 7:54Speaker 3: infatti sì sì infatti quello è una cosa che si
- 7:57Speaker 3: fa già nelle scuole medie perché c'è più scelta e
- 8:02Speaker 3: si procede non cronologicamente ma per nuclei tematici quindi alle
- 8:07Speaker 3: scuole medie sì la letteratura è un pochino più mossa
- 8:11Speaker 3: un po' più dinamica quando però si arriva al triennio
- 8:13Speaker 3: della scuola superiore e che si inizia a fare la
- 8:16Speaker 3: storia della letteratura, lì, sì, lì, finora abbiamo scherzato, adesso
- 8:22Speaker 2: facciamo in
- 8:22Speaker 3: serie,
- 8:23Speaker 2: e arriva
- 8:24Speaker 3: la spinta dei monumenti. Sì, via le donne e anche
- 8:27Speaker 3: via i vivi. Vero? Il grande dramma è che se
- 8:33Speaker 3: uno mediamente oggi chiede non solo chi ha vinto il
- 8:36Speaker 3: premio strega, per dirne una, ma conosci la persona che
- 8:40Speaker 3: ha vinto il premio strega, ahimè, si hanno delle risposte
- 8:43Speaker 3: sconfortanti perché le ore di letteratura fatte a scuola, anziché
- 8:49Speaker 3: anche aiutare un po', a diventare lettori e lettrici molto
- 8:54Speaker 3: spesso ci si arrocca in questa benedetta storia della letteratura
- 8:58Speaker 3: fatta a spizzichi e bocconi perché poi si fa un
- 9:00Speaker 3: chilo di Dante un etto di Petrare un grammo di
- 9:04Speaker 3: Machiavelli e l'esperienza della letteratura integrale di un'opera magari scritta
- 9:10Speaker 3: in un italiano un pochino più accessibile ce l'hai ma
- 9:13Speaker 3: parallela a quello che è quello che si fa su
- 9:18Speaker 3: cui si viene interrogati e su cui si fanno le verifiche.
- 9:20Speaker 2: Tra l'altro mi viene in mente che a proposito di maturità,
- 9:24Speaker 2: l'esame di quest'anno, tanti speravano che venisse dato al tema
- 9:28Speaker 2: una scrittrice italiana o stranina, ma una scrittrice, una donna,
- 9:34Speaker 2: e invece no.
- 9:35Speaker 3: Non è uscito, si parlavano di grazie a te. Sì,
- 9:38Speaker 3: alla maturità non è mai uscita nell'analisi del testo, che
- 9:41Speaker 3: adesso si chiama tipologia A, Una scrittrice del novecento, fino
- 9:46Speaker 3: a ottocento, novecento che dovrebbe essere quella, insomma, nell'elenco delle
- 9:52Speaker 3: autrici da fare l'ultimo anno, nella sessione di giugno, è
- 9:56Speaker 3: uscita nelle sessioni di luglio e di settembre, che sono quelle, diciamo,
- 10:00Speaker 3: per chi si è rotto una gamba
- 10:02Speaker 2: giugno e deve
- 10:02Speaker 3: recuperare quindi sono già usciti alcune autrici nelle sessioni cosette
- 10:06Speaker 3: suppletive straordinarie ma in quella di giugno che poi quella
- 10:09Speaker 3: di cui tutti parlano e che sarebbe un po l'incoronazione
- 10:12Speaker 3: finalmente almeno che poi magari apre la strada tante altre
- 10:17Speaker 3: e cioè sono uscite opere minori di autori ma non
- 10:19Speaker 3: opere maggiori di autrici una cosa tremenda
- 10:28Speaker 2: ti chiedo un'ultima cosa esiste allora un modo di scrivere
- 10:32Speaker 2: al femminile oppure è un modo di scrivere e basta
- 10:35Speaker 2: cioè che cambia da autore a autore ma non è
- 10:38Speaker 2: questo sapore al femminile questo modo di
- 10:41Speaker 3: Sì, questa è una domanda su cui anche le studiose
- 10:44Speaker 3: femministe hanno posizioni diverse, cioè c'è chi ha valorizzato il
- 10:50Speaker 3: femminile nel senso per sottrarlo a quella sottomissione, a quella
- 10:56Speaker 3: inferiorizzazione a cui alcuni pensatori maschilisti lo avevano ridotto e
- 11:03Speaker 3: quindi ok, siamo diverse, però lo decidiamo noi come e
- 11:06Speaker 3: come definirci in questa diversità. E lo troviamo per esempio
- 11:10Speaker 3: nelle prime grandi autrici femministe del Novecento come Sibilla Leramo,
- 11:14Speaker 3: come Amalia Buglielminetti per esempio che costruiscono delle personaggi, cioè
- 11:20Speaker 3: dei personaggi femminili che fanno proprio della loro femminilità un
- 11:24Speaker 3: modo per posizionarsi in maniera anche da rivendicare questa diversità
- 11:29Speaker 3: e anche in modo combattivo se vogliamo. oggi penso che
- 11:35Speaker 3: siamo in una fase diversa in cui dovremmo studiare l'autore
- 11:40Speaker 3: e l'autrice più che come soltanto riducendolo al genere anche
- 11:46Speaker 3: a tutto quell'insieme di contesto storico, geografico e anche di
- 11:51Speaker 3: classe che poi influenza anche lo stile se vogliamo tutto
- 11:58Speaker 3: si tiene non esiste un autore puro che scrive che
- 12:02Speaker 3: scrive distilla la quintessenza lì fuori di un contesto storico
- 12:07Speaker 3: cioè tutti gli autori anche gli uomini hanno avuto un
- 12:10Speaker 3: contesto solo che non si dice scrivono in maniera maschile
- 12:14Speaker 3: perché siamo abituati al fatto che ci vengono propinati come
- 12:18Speaker 3: gli autori la letteratura non non gli viene fatta questa
- 12:21Speaker 3: discriminazione questa domanda insomma diciamo che si può lavorare sul
- 12:28Speaker 3: collocamento sul posizionamento quindi Io sono uomo, però oltre ad
- 12:32Speaker 3: essere uomo ho portato di tanti altri fattori che poi
- 12:36Speaker 3: inevitabilmente mi porta a scrivere. Certamente nelle opere delle autrici
- 12:40Speaker 3: trovi una... descrizione o narrazione di eventi che hanno interessato
- 12:47Speaker 3: le donne italiane nella storia molto più verosimile molto più
- 12:52Speaker 3: accurata e molto meno stereotipata che magari non negli autori
- 12:57Speaker 3: per esempio il discorso sulla violenza di genere in molti
- 13:00Speaker 3: autori è presa come un fatto che non è una
- 13:04Speaker 3: vera violenza perché fa parte della relazione e mentre autrici
- 13:08Speaker 3: già nel medioevo si erano accorti che costringere ragazze a
- 13:11Speaker 3: sposare un uomo che loro non desideravano non è che
- 13:14Speaker 2: fosse
- 13:15Speaker 3: proprio una cosa normale quindi senti anche un po' più
- 13:20Speaker 3: di originalità se vogliamo di alternativa sì anche al fatto
- 13:27Speaker 3: che appunto la letteratura è stata molto più diversificata e
- 13:31Speaker 3: plurale colorata se vogliamo che non quell'unica di nomi e
- 13:37Speaker 3: di opere ci fanno intendere
- 13:40Speaker 2: Un'ultimissima domanda, hai qualcuna che ti ha stupito di più,
- 13:44Speaker 2: che hai scoperto o che hai approfondito di più e
- 13:50Speaker 2: ti è piaciuto anche darle più spazio, più aria, perché
- 13:53Speaker 2: con questi tuoi testi tu dai modo alle persone, anche
- 13:56Speaker 2: non gli studenti, di conoscere delle autrici che magari non
- 14:00Speaker 2: sappiamo neanche che esistono.
- 14:02Speaker 3: Sì, questo filone delle ribelli che oggi un po' è
- 14:04Speaker 3: diventato così anche un po' commerciale, in realtà tante autrici
- 14:09Speaker 3: per affermarsi come scrittrici hanno avuto a combattere contro tanti
- 14:13Speaker 3: pregiudizi e anche condizionamenti reali, cioè di... L'inquisizione, quando c'era l'inquisizione,
- 14:21Speaker 3: la famiglia, un'educazione che di fatto non era garantita, mariti
- 14:26Speaker 3: che non compravano l'inchiostro e la carta per scrivere, perché
- 14:30Speaker 3: poi scrivere significa chiare con delle condizioni materiali e non
- 14:34Speaker 3: solo fare delle elucubrazioni teoriche, quindi diciamo che... Questi ribelli
- 14:40Speaker 3: come Veronica Franco, per esempio, che era una cortigiana veneziana
- 14:43Speaker 3: del Cinquecento, che ha scritto sia poesie sia lettere, in
- 14:48Speaker 3: cui tra l'altro parla delle donne come un soggetto collettivo
- 14:52Speaker 3: che dovrebbe ribellarsi come può. come possono alle sevizie anche
- 14:58Speaker 3: fisiche degli uomini è per esempio un'autrice molto interessante e
- 15:05Speaker 3: che ci permette anche di parlare di violenza a scuola
- 15:09Speaker 3: in maniera distaccata e allo stesso tempo coinvolgente perché attraverso
- 15:14Speaker 3: la letteratura uno riesce anche ad avvicinare certi argomenti non
- 15:18Speaker 3: in maniera spigolosa se vogliamo, ma attraverso anche l'esperienza che
- 15:24Speaker 3: aveva vissuto 500 anni fa praticamente e che ci racconta
- 15:29Speaker 3: di un'escalation di violenza che sembra quella della piramide che
- 15:33Speaker 3: oggi porta poi ai femminicidi.
- 15:35Speaker 2: Quindi anche molto moderna lei, nonostante fosse del Cinquecento.
- 15:39Speaker 3: Forse proprio per questo ruolo di cortigiana si sentiva libera
- 15:42Speaker 3: di poter anche come scrittrice dire tutto quello che doveva
- 15:46Speaker 3: dire senza contenamenti.
- 15:48Speaker 2: Che meraviglia. Allora, non vedo l'ora di scoprire queste nuove
- 15:51Speaker 2: e adesso ti lascio alla tua presentazione. Grazie infinite e
- 15:55Speaker 2: buon lavoro.
- 15:55Speaker 3: Grazie a te, grazie a
- 15:56Speaker 2: voi. E continua, ti prego. Io sono
- 15:58Speaker 3: qua.
- 15:59Speaker 2: Grazie. Grazie, grazie mille