Latest / AI PodLab / Chernobyl: Quando l'Atomo Sfuggì di Mano
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- 0:17Speaker 2: Questo è AI PodLab, dove l'intelligenza artificiale racconta scienza e
- 0:21Speaker 2: tecnologia in pochi minuti di idee e futuro.
- 0:49Speaker 3: È notte. In una sala di controllo l'aria è calma.
- 0:53Speaker 3: Nessun allarme, nessun segnale di pericolo. Un tecnico allunga la
- 0:57Speaker 3: mano verso un pulsante, quello che dovrebbe spegnere tutto e
- 1:00Speaker 3: riportare la quiete. Lo preme. E in pochi secondi, un
- 1:04Speaker 3: reattore nucleare grande, quanto una piccola città, si trasforma nella
- 1:08Speaker 3: più grave catastrofe atomica della storia. Nessuno, in quella stanza,
- 1:13Speaker 3: ha capito cosa sta per succedere. Benvenuti alla puntata 45
- 1:21Speaker 3: di AI PodLab. Oggi cambia qualcosa. Con questa puntata inauguro
- 1:27Speaker 3: una nuova serie. Si chiama L'attimo decisivo. L'idea è semplice.
- 1:32Speaker 3: Voglio raccontarti un evento vero, un momento in cui tutto
- 1:35Speaker 3: è cambiato nel giro di pochi istanti, come se fosse
- 1:37Speaker 3: una storia. Perché dietro le grandi svolte della scienza e
- 1:40Speaker 3: della tecnologia, quasi sempre, c'è un attimo, un errore, una scelta,
- 1:45Speaker 3: una scoperta. E poi, come facciamo sempre qui, andremo a
- 1:48Speaker 3: capire insieme la scienza che si nasconde dietro il racconto.
- 1:52Speaker 3: Cambia l'atmosfera, cambiano la musica e il ritmo, ma la
- 1:56Speaker 3: promessa resta la stessa. E la prima storia che voglio
- 1:59Speaker 3: raccontarti è quella di una notte di primavera del secolo scorso,
- 2:02Speaker 3: in una centrale nucleare, il cui nome è diventato sinonimo
- 2:06Speaker 3: di disastro, Chernobyl. Torniamo a quella notte. Siamo in Ucraina,
- 2:10Speaker 3: allora parte dell'Unione Sovietica, quasi 40 anni fa, tra il
- 2:14Speaker 3: 25 e il 26 aprile. Nella centrale di Chernobyl, il
- 2:18Speaker 3: reattore numero 4 è destinato a una fermata programmata, la
- 2:22Speaker 3: normale manutenzione. Ma prima di spegnerlo, i tecnici vogliono cogliere
- 2:26Speaker 3: l'occasione per un test di sicurezza. Ironia della sorte. Vogliono
- 2:30Speaker 3: verificare una cosa. Se la centrale perdesse all'improvviso l'elettricità, le turbine,
- 2:36Speaker 3: continuando a girare per inerzia, riuscirebbero a produrre ancora abbastanza
- 2:40Speaker 3: corrente da tenere in funzione le pompe di raffreddamento? per
- 2:43Speaker 3: quei secondi che servono ai generatori di emergenza per subentrare?
- 2:47Speaker 3: È una domanda sensata, persino utile. Il problema non sarà
- 2:51Speaker 3: il test in sé, ma il modo in cui verrà condotto.
- 2:53Speaker 3: Perché quel test va eseguito a potenza ridotta. E allora,
- 2:57Speaker 3: prima ancora di cominciarlo, gli operatori devono portare il reattore
- 3:00Speaker 3: a un regime più basso. E qui è importante intendersi.
- 3:04Speaker 3: Questo abbassamento non è il test, è soltanto la condizione
- 3:07Speaker 3: di partenza per poterlo fare. Ma è proprio in questa
- 3:09Speaker 3: fase preliminare che qualcosa va storto. La potenza non scende dolcemente, crolla,
- 3:15Speaker 3: quasi fino a spegnere la reazione. Per risollevarla, gli operatori
- 3:18Speaker 3: estraggono quasi tutte le barre di controllo, quelle che frenano
- 3:22Speaker 3: la fissione. È come togliere, uno dopo l'altro, quasi tutti
- 3:25Speaker 3: i freni. Riescono a far risalire la potenza? Sì, ma
- 3:29Speaker 3: solo fino a un livello basso e instabile, lontano da
- 3:31Speaker 3: quello previsto per la prova. Sarebbe il momento di fermarsi,
- 3:35Speaker 3: di rimandare tutto. Invece, decidono di andare avanti. Il reattore,
- 3:39Speaker 3: in quello stato, è fragilissimo e loro non lo sanno. All' 1. 23
- 3:44Speaker 3: finalmente comincia il test vero e proprio. Gli operatori simulano
- 3:49Speaker 3: un'improvvisa interruzione di corrente e lasciano che le turbine inizino
- 3:53Speaker 3: a rallentare, con il reattore ancora in quella condizione precaria.
- 3:57Speaker 3: Ed è adesso che succede l'imprevedibile. La potenza non resta bassa,
- 4:02Speaker 3: comincia a salire da sola, piano poi sempre più in fretta.
- 4:06Speaker 3: Non sono gli operatori a spingerla su, è il reattore
- 4:08Speaker 3: che sta sfuggendo al controllo. Un operatore preme il pulsante
- 4:12Speaker 3: di arresto d'emergenza, quello che dovrebbe inserire di colpo tutte
- 4:16Speaker 3: le barre e spegnere ogni cosa. Ma quel pulsante, per
- 4:19Speaker 3: un difetto di progettazione che tra poco capiremo, invece di
- 4:23Speaker 3: spegnere il reattore, per una frazione di secondo lo accende
- 4:26Speaker 3: ancora di più. La reazione diventa incontrollabile. In pochi istanti
- 4:30Speaker 3: la potenza schizza livelli enormi, il calore spacca i condotti,
- 4:34Speaker 3: l'acqua diventa vapore in un lampo e la pressione fa
- 4:37Speaker 3: il resto. Due esplosioni, a pochi secondi l'una dall'altra. Non
- 4:42Speaker 3: un'esplosione nucleare, attenzione a questo, ma un'esplosione di vapore e gas.
- 4:47Speaker 3: Basta comunque a scoperchiare il reattore, a scagliare in aria
- 4:50Speaker 3: il suo pesante coperchio d'acciaio e cemento e a mettere
- 4:53Speaker 3: a nudo il cuore radioattivo della centrale, sotto il cielo aperto.
- 4:57Speaker 3: E poi il fuoco. La grafite all'interno del reattore prende
- 5:01Speaker 3: fuoco e brucia per giorni, spingendo verso l'alto una colonna
- 5:04Speaker 3: di fumo e particelle radioattive. I primi ad arrivare sono
- 5:08Speaker 3: i pompieri. Salgono, domano le fiamme, senza sapere davvero a
- 5:12Speaker 3: cosa si stanno esponendo. Molti di loro riceveranno dosi di
- 5:15Speaker 3: radiazioni letali quella notte stessa. A pochi chilometri c'è Pripyat,
- 5:20Speaker 3: una città giovane, costruita per chi lavora alla centrale. Quasi 50.000
- 5:24Speaker 3: persone che dormono. L'evacuazione non arriva subito, arriva più di
- 5:28Speaker 3: un giorno dopo. Agli abitanti viene detto di prendere con
- 5:31Speaker 3: sé poche cose, torneranno presto, non torneranno mai più. Intanto,
- 5:35Speaker 3: spinta dal vento, una nube radioattiva ha già cominciato a
- 5:38Speaker 3: viaggiare sopra l'Europa. E qui, dentro il primo dramma, se
- 5:42Speaker 3: ne consuma un secondo. Perché mentre quella nube viaggia, le
- 5:46Speaker 3: autorità sovietiche scelgono il silenzio. Siamo in piena guerra fredda
- 5:50Speaker 3: e ammettere una catastrofe simile è... per Mosca, impensabile. Nessun
- 5:55Speaker 3: annuncio pubblico, nessuna parola al resto del mondo e alla
- 5:58Speaker 3: popolazione la reale gravità di ciò che è accaduto viene taciuta.
- 6:02Speaker 3: Per più di due giorni ufficialmente non è successo niente.
- 6:05Speaker 3: Ma la radioattività non conosce confini e nessuna cortina di
- 6:08Speaker 3: ferro può fermarla. A smascherare tutto non sarà Mosca, sarà
- 6:12Speaker 3: la Svezia. In una centrale nucleare svedese, quella di Forsmark,
- 6:16Speaker 3: a più di mille chilometri di distanza, i rilevatori di
- 6:20Speaker 3: radiazioni cominciano a suonare. All'inizio i tecnici temono una perdita
- 6:24Speaker 3: nel loro stesso impianto. Controllano. E con sollievo scoprono che
- 6:28Speaker 3: la loro centrale è perfettamente a posto. Ma allora quella contaminazione,
- 6:34Speaker 3: sui vestiti, sulle scarpe dei lavoratori, da dove arriva? Ricostruendo
- 6:38Speaker 3: la direzione dei venti, la pista porta a un unico punto.
- 6:42Speaker 3: l'Unione Sovietica. È solo a quel punto, messa alle strette,
- 6:46Speaker 3: che Mosca è costretta ad ammettere la verità. C'è stato
- 6:49Speaker 3: un incidente a Chernobyl. Il mondo scopre il più grave
- 6:52Speaker 3: disastro nucleare della storia così, quasi per caso, grazie a
- 6:56Speaker 3: un allarme che suona a mille chilometri di distanza. E
- 6:59Speaker 3: la nube nei giorni seguenti attraversa gran parte d'Europa. Le
- 7:03Speaker 3: correnti d'aria trasportano le particelle radioattive fino alla Scandinavia e
- 7:08Speaker 3: poi verso il centro e il sud del continente. Dove piove,
- 7:12Speaker 3: la pioggia le trascina a terra. Ed ecco il paradosso.
- 7:16Speaker 3: Certe zone lontanissime dal reattore, soprattutto in montagna, ricevono più
- 7:19Speaker 3: ricaduta di aree molto più vicine, semplicemente perché proprio lì,
- 7:23Speaker 3: in quei giorni, cadde la pioggia. Livelli molto più bassi,
- 7:26Speaker 3: per fortuna, ma misurabili in quasi tutta Europa. Un promemoria
- 7:30Speaker 3: silenzioso e inquietante. Un errore commesso in un solo luogo,
- 7:33Speaker 3: quella notte, era diventato un problema di tutti. Ora fermiamoci
- 7:37Speaker 3: un attimo e capiamo la scienza. Cosa è successo davvero
- 7:40Speaker 3: là dentro? Un reattore nucleare, in fondo, è un modo
- 7:43Speaker 3: elegantissimo per far bollire dell'acqua. Al centro c'è l'uranio. I
- 7:47Speaker 3: suoi atomi sono instabili. Se un neutrone colpisce il nucleo
- 7:50Speaker 3: di un atomo di uranio, questo si spezza. È la fissione.
- 7:54Speaker 3: Spezzandosi libera energia sotto forma di calore e libera altri neutroni,
- 7:59Speaker 3: che vanno a colpire altri atomi, che si spezzano a
- 8:01Speaker 3: loro volta. È una reazione a catena. Quel calore scalda l'acqua.
- 8:06Speaker 3: L'acqua diventa vapore. Il vapore muove le turbine. Le turbine
- 8:10Speaker 3: producono elettricità. Il trucco sta nel tenere la reazione sotto controllo,
- 8:14Speaker 3: né troppo lenta né troppo veloce. Per farlo si usano
- 8:17Speaker 3: le barre di controllo, fatte di materiali che assorbono i neutroni.
- 8:21Speaker 3: Le abbassi nel nocciolo e la reazione rallenta. Le sollevi
- 8:25Speaker 3: e accelera. Semplice. Ma il reattore di Chernobyl aveva un
- 8:29Speaker 3: problema di progettazione, un difetto che gli stessi operatori non
- 8:32Speaker 3: conoscevano fino in fondo. Era un modello sovietico, raffreddato ad
- 8:36Speaker 3: acqua e moderato a grafite. E aveva una caratteristica pericolosa.
- 8:41Speaker 3: In certe condizioni, se l'acqua di raffreddamento si trasformava in vapore,
- 8:45Speaker 3: la reazione, invece di calmarsi, accelerava. Più vapore, più potenza.
- 8:50Speaker 3: Più potenza, più vapore. un circolo che si autoalimenta. E
- 8:54Speaker 3: poi c'era il difetto delle barre di emergenza. La loro
- 8:57Speaker 3: punta era rivestita di grafite, un materiale che, al contrario
- 9:01Speaker 3: di quello che serviva, tende a favorire la reazione. Così,
- 9:05Speaker 3: quando gli operatori premettero il pulsante per spegnere tutto, per
- 9:08Speaker 3: un istante, prima di frenare, le barre diedero una spinta
- 9:12Speaker 3: in più. Fu la scintilla finale su un reattore già
- 9:15Speaker 3: in bilico sull'orlo del baratro. C'è un ultimo elemento, decisivo
- 9:19Speaker 3: e I reattori occidentali sono racchiusi dentro una gigantesca struttura
- 9:23Speaker 3: di contenimento, una cupola di cemento armato pensata proprio per
- 9:27Speaker 3: trattenere tutto in caso di incidente. Il reattore di Chernobyl,
- 9:30Speaker 3: quella barriera, non ce l'aveva. Per questo, quando esplose, il
- 9:34Speaker 3: materiale radioattivo finì direttamente nell'aria. E cosa fu rilasciato? Non
- 9:39Speaker 3: solo fumo. Isotopi radioattivi, cioè versioni instabili di elementi comuni,
- 9:45Speaker 3: che emettono radiazioni mentre lentamente si trasformano. Tre nomi soprattutto.
- 9:49Speaker 3: Lo iodio- 131, che il corpo scambia per iodio normale e
- 9:53Speaker 3: accumula nella tiroide. Pericoloso, ma dalla vita breve si dimezza
- 9:57Speaker 3: in circa 8 giorni. E poi il cesio 137 e
- 10:01Speaker 3: lo stronzio 90, molto più insidiosi. Impiegano circa 30 anni
- 10:06Speaker 3: a dimezzarsi e sono loro la ragione per cui certe
- 10:09Speaker 3: zone restano contaminate ancora oggi. Perché radioattività significa proprio questo,
- 10:14Speaker 3: particelle ed energia così intense, da poter danneggiare le cellule
- 10:19Speaker 3: del nostro corpo dall'interno. In dosi enormi e immediate, come
- 10:23Speaker 3: quelle assorbite dai pompieri, sono letali in poco tempo. In
- 10:26Speaker 3: dosi più basse ma prolungate, aumentano nel tempo il rischio
- 10:30Speaker 3: di malattie come i tumori. Cosa è rimasto dopo? Attorno
- 10:33Speaker 3: alla centrale è stata tracciata una zona di esclusione. Un
- 10:37Speaker 3: cerchio di 30 chilometri di raggio, un'area di oltre 2000
- 10:40Speaker 3: chilometri quadrati, dalla quale la popolazione è stata allontanata. In
- 10:44Speaker 3: gran parte è disabitata ancora oggi. Sul piano umano dobbiamo
- 10:48Speaker 3: essere precisi e distinguere i dati certi dalle stime. Nell'immediato
- 10:53Speaker 3: poche persone morirono a causa dell'esplosione. Nei mesi successivi, secondo
- 10:57Speaker 3: gli organismi internazionali, 134 tra operatori e soccorritori svilupparono la
- 11:02Speaker 3: sindrome acuta da radiazioni e 28 di loro non sopravvissero.
- 11:06Speaker 3: Negli anni, tra chi all'epoca era bambino, si registrarono migliaia
- 11:09Speaker 3: di casi di tumore alla tiroide, legati allo iodio radioattivo
- 11:12Speaker 3: finito nel latte e negli alimenti. Nella grande maggioranza, per fortuna, curabili.
- 11:18Speaker 3: Sulle conseguenze a lungo termine, invece, le stime dei diversi
- 11:22Speaker 3: enti scientifici non coincidono e restano oggetto di studio e
- 11:26Speaker 3: di dibattito. È giusto dirlo con onestà, senza minimizzare e
- 11:29Speaker 3: senza esagerare. Ma forse la conseguenza più grande fu un'altra.
- 11:33Speaker 3: Il mondo cambiò idea sulla sicurezza nucleare. I reattori di
- 11:37Speaker 3: quel tipo furono modificati o spenti. Nacque una nuova cultura
- 11:40Speaker 3: della sicurezza, fatta di trasparenza e di controlli, dove ammettere
- 11:45Speaker 3: un rischio non è una debolezza, ma la prima forma
- 11:47Speaker 3: di difesa. L'attimo decisivo, a Chernobyl, non ci insegnò soltanto
- 11:52Speaker 3: la fisica dell'atomo. Ci insegnò il prezzo del silenzio. Cernobil
- 12:06Speaker 3: non è l'unico incidente nucleare classificato al massimo grado di gravità,
- 12:10Speaker 3: il livello 7 della scala internazionale. C'è un altro nome
- 12:13Speaker 3: che forse ricordi, Fukushima, in Giappone, 25 anni più tardi.
- 12:17Speaker 3: Ma i due eventi, pur avendo lo stesso voto, furono
- 12:20Speaker 3: molto diversi. A Cernobil un reattore esplose e la grafite
- 12:24Speaker 3: bruciò all'aperto per giorni. A Fukushima, invece, fu uno tsunami
- 12:28Speaker 3: a togliere il raffreddamento ai reattori, che però rimasero in
- 12:32Speaker 3: gran parte contenuti. E il dato che colpisce è questo.
- 12:36Speaker 3: Chernobyl rilasciò nell'ambiente circa 10 volte più materiale radioattivo di Fukushima. Inoltre,
- 12:42Speaker 3: mentre a Chernobyl ci furono vittime dirette per esposizione acuta
- 12:45Speaker 3: alle radiazioni, a Fukushima non se ne registrarono. La differenza?
- 12:50Speaker 3: Il contenimento e una reazione molto più rapida nell'evacuare e
- 12:53Speaker 3: nel proteggere la popolazione. La stessa lezione, imparata due volte.
- 13:00Speaker 3: Prima di
- 13:00Speaker 4: salutarti, c'è Federica che vuole farmi una domanda. Sofia, ma
- 13:05Speaker 4: allora oggi potrebbe succedere di nuovo? Dobbiamo avere paura delle
- 13:09Speaker 4: centrali nucleari?
- 13:11Speaker 3: È la domanda giusta, Federica, e la risposta onesta è questa.
- 13:15Speaker 3: Un incidente come quello di Cernobil, con quel preciso meccanismo,
- 13:18Speaker 3: oggi è considerato estremamente improbabile. Quel reattore aveva due difetti
- 13:23Speaker 3: che le centrali moderne non hanno. Quella pericolosa tendenza ad
- 13:26Speaker 3: accelerare da solo in certe condizioni e soprattutto l'assenza di
- 13:31Speaker 3: una struttura di contenimento. Oggi i reattori sono progettati per
- 13:35Speaker 3: spegnersi da soli quando qualcosa va storto e sono racchiusi
- 13:38Speaker 3: in gusci di cemento armato. Questo non significa rischio zero,
- 13:42Speaker 3: perché il rischio zero non esiste in nessuna tecnologia. Significa
- 13:46Speaker 3: che abbiamo imparato, a carissimo prezzo, a costruire margini di
- 13:49Speaker 3: sicurezza molto più ampi. La paura da sola non aiuta,
- 13:54Speaker 3: la conoscenza sì. E così si chiude il primo capitolo
- 13:57Speaker 3: di L'attimo decisivo. La serie tornerà. con altre storie e
- 14:01Speaker 3: altri istanti che hanno cambiato tutto. Ma la prossima settimana
- 14:05Speaker 3: torniamo alla nostra tecnologia di ogni giorno, con una curiosità
- 14:08Speaker 3: che forse non ti aspetti. Oggi abbiamo parlato di particelle
- 14:12Speaker 3: sfuggite al controllo, dentro un reattore. La prossima volta ti
- 14:16Speaker 3: parlerò di particelle guidate con precisione assoluta, dentro un televisore.
- 14:20Speaker 3: Perché i vecchi televisori a tubo catodico funzionavano sparando un
- 14:24Speaker 3: fascio di elettroni contro lo schermo, Come siamo passati da
- 14:27Speaker 3: quei mobili enormi e pesantissimi agli schermi sottili come un
- 14:31Speaker 3: foglio che abbiamo oggi? Te lo racconto giovedì prossimo. Io
- 14:34Speaker 3: sono Sofia e questo era AI PodLab. A giovedì. Iscriviti
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