Latest / Da Una Sola Parte / Tecnologia e disuguaglianze: la politica lenta in un mondo veloce
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- 0:02Speaker 2: Il potere raccontato da chi sta sempre dalla parte più debole. Politica, diritti, lavoro, pace, felicità.
- 0:12Speaker 2: Io sono Marco Guercio. Questo è Da una sola parte.
- 0:23Speaker 2: Cari miei, il mondo accelera. Ve ne siete accorti, vero? Pensate,
- 0:31Speaker 2: nel 1960 sulla Terra vivevano poco più di 3 miliardi di persone.
- 0:37Speaker 2: Oggi siamo più di 8 miliardi, ma già questo dovrebbe suggerirci
- 0:43Speaker 2: che il mondo nel quale viviamo non è semplicemente una
- 0:47Speaker 2: versione più affollata di quello di 60 anni fa. In questi 60
- 0:52Speaker 2: anni è successo qualcosa di ancora più profondo. è cambiato
- 0:59Speaker 2: il tempo dentro il quale le società si trasformano. Per secoli,
- 1:06Speaker 2: e in buona parte fino al novecento, una grande innovazione
- 1:09Speaker 2: aveva bisogno di anni, spesso di decenni, per cambiare davvero
- 1:14Speaker 2: il modo in cui le persone vivevano, lavoravano e comunicavano.
- 1:19Speaker 2: La stampa, la macchina a vapore, il telegrafo, il telefono,
- 1:23Speaker 2: la radio, l'automobile hanno trasformato il mondo nella società una
- 1:32Speaker 2: persona aveva il tempo di conoscere un'innovazione imparare a usarla
- 1:38Speaker 2: vedere modificarsi intorno ad essa il lavoro e le abitudini
- 1:43Speaker 2: mentre le istituzioni cercavano più o meno bene e quasi
- 1:47Speaker 2: sempre in ritardo di adattarsi poi il ritmo ha cominciato
- 1:53Speaker 2: ad aumentare e Nel 1947 nasce il transistor, nel 1971 arriva il microprocessore,
- 2:03Speaker 2: negli anni 80 il personal computer entra negli uffici e poi
- 2:06Speaker 2: nelle case, nel 1989 Tim Berners- Lee presenta al CERN il progetto
- 2:13Speaker 2: che diventerà il World Wide Web. Negli anni 90 internet comincia
- 2:18Speaker 2: a entrare nella vita quotidiana, nel 98 nasce Google, nel 2004 Facebook,
- 2:24Speaker 2: nel 2005 YouTube, nel 2007 viene presentato l'iPhone, uno degli oggetti che
- 2:29Speaker 2: segnano il passaggio all'epoca dello smartphone contemporaneo, poi arrivano Whatsapp, Instagram,
- 2:34Speaker 2: il cloud, TikTok, l'economia delle piattaforme. Nel novembre del 2022, ChatCPT
- 2:41Speaker 2: viene aperto al pubblico. L'intelligenza artificiale generativa, che naturalmente ha
- 2:46Speaker 2: alle spalle decenni di ricerca, entra improvvisamente nella vita quotidiana
- 2:50Speaker 2: di milioni di persone. A me interessa soprattutto la distanza
- 2:58Speaker 2: fra un cambiamento e quello successivo, perché quella distanza continua
- 3:05Speaker 2: a ridursi. Una persona nata negli anni 70 poteva avere 20 anni
- 3:12Speaker 2: prima di incontrare davvero un personal computer, a 40 poteva trovarsi
- 3:16Speaker 2: con uno smartphone in tasca, a 50 collaborare con un'intelligenza artificiale
- 3:21Speaker 2: capace di scrivere, tradurre, programmare, elaborare immagini e analizzare documenti.
- 3:26Speaker 2: È la stessa persona. Nell'arco di una vita ha attraversato
- 3:30Speaker 2: ambienti tecnologici che in altre epoche avrebbero probabilmente occupato generazioni differenti.
- 3:38Speaker 2: E non è soltanto una sensazione. L'Organizzazione Mondiale della Proprietà
- 3:43Speaker 2: Intellettuale ha ricostruito 250 anni di diffusioni delle tecnologie. Il telegrafo
- 3:51Speaker 2: impiegò mediamente quasi 50 anni per arrivare nei diversi paesi. l'automobile
- 3:57Speaker 2: circa 36 anni i cellulari meno di 20 con le tecnologie digitali
- 4:05Speaker 2: questi tempi sono ridotti ancora l'intelligenza artificiale generativa ha trovato
- 4:10Speaker 2: una rete planetaria già pronta attraverso la quale diffondersi questo
- 4:15Speaker 2: significa che una tecnologia può modificare comportamenti di milioni di
- 4:20Speaker 2: persone prima che una legge abbia terminato il proprio iter
- 4:24Speaker 2: parlamentare e qui Comincia il problema politico. La scuola ha
- 4:31Speaker 2: un tempo, il diritto ha un tempo, i partiti hanno
- 4:34Speaker 2: un tempo, i sindacati, la contrattazione collettiva hanno un tempo
- 4:39Speaker 2: e la democrazia stessa ha bisogno di tempo perché discutere, confrontarsi,
- 4:44Speaker 2: mediare e decidere richiede tempo. Ma la tecnologia ne ha
- 4:51Speaker 2: un altro problema. Hartmut Rosa, un sociologo tedesco, ha dedicato
- 4:57Speaker 2: una parte importante del proprio lavoro proprio all'accelerazione sociale, distinguendo
- 5:03Speaker 2: fra accelerazione tecnologica, accelerazione del cambiamento sociale e accelerazione del
- 5:10Speaker 2: ritmo della vita, dicendo che le tre cose, in buona sostanza,
- 5:16Speaker 2: finiscono per alimentarsi reciprocamente E spiegano anche un paradosso che
- 5:22Speaker 2: conosciamo bene. Abbiamo inventato strumenti che dovrebbero farci risparmiare continuamente tempo.
- 5:29Speaker 2: Eppure abbiamo quasi sempre la sensazione di non averne abbastanza.
- 5:35Speaker 2: Una lettera richiedeva giorni, una mail arriva in un secondo.
- 5:41Speaker 2: Ma non utilizziamo il tempo risparmiato per comunicare la stessa
- 5:45Speaker 2: quantità di prima e poi fermarci. moltiplichiamo le comunicazioni lo
- 5:52Speaker 2: spazio liberato viene immediatamente riempito accade nel lavoro nelle relazioni
- 5:58Speaker 2: nelle informazioni e accade anche nella politica un fando avviene
- 6:06Speaker 2: alle 10 del mattino alle 10 e 5 qualcuno pretende già una posizione
- 6:12Speaker 2: alle 10 e 10 quella posizione viene commentata poco dopo può essere
- 6:17Speaker 2: diventata una polemica E nel pomeriggio magari è già vecchia.
- 6:24Speaker 2: Però pensare richiede tempo. Un uomo nato nel 1995 può avere
- 6:34Speaker 2: trascorso l'infanzia senza smartphone, l'adolescenza durante l'esplosione dei social network,
- 6:40Speaker 2: La giovinezza dentro Instagram e l'economia delle piattaforme, essere passata
- 6:45Speaker 2: attraverso la pandemia e trovarsi a 30 anni dentro la rivoluzione
- 6:48Speaker 2: dell'intelligenza artificiale generativa. Anagraficamente appartiene sempre alla stessa generazione, ma
- 6:55Speaker 2: ha attraversato ambienti sociali molto diversi e ciascuno gli ha
- 6:59Speaker 2: insegnato un modo differente di informarsi, di lavorare, di costruire
- 7:04Speaker 2: relazioni e perfino di percepire il confine tra pubblico e privato.
- 7:09Speaker 2: E allora forse, accanto alle generazioni anagrafiche, dovremmo cominciare a
- 7:13Speaker 2: considerare anche qualcosa che potremmo chiamare generazioni culturali o tecnologiche.
- 7:20Speaker 2: Il tempo biologico dell'essere umano è ovviamente rimasto sostanzialmente lo stesso,
- 7:26Speaker 2: ma il tempo tecnologico si è contratto enormemente. Questa accelerazione
- 7:31Speaker 2: apre possibilità immense, ma apre anche una distanza tra chi
- 7:37Speaker 2: è riesce a entrarci e chi rimane fuori abbiamo parlato
- 7:45Speaker 2: per anni di digital divide pensando soprattutto alla disponibilità materiale
- 7:54Speaker 2: di una connessione internet era un problema reale e continua
- 7:58Speaker 2: a esserlo Oggi però due persone possono possedere entrambe uno smartphone,
- 8:04Speaker 2: avere entrambe internet e vivere ugualmente in due mondi digitali
- 8:08Speaker 2: completamente differenti. Una può utilizzare l'intelligenza artificiale per studiare, lavorare meglio,
- 8:14Speaker 2: imparare una lingua, programmare, creare un'impresa, cercare informazioni, organizzare il
- 8:19Speaker 2: proprio lavoro. L'altra può usarla solo per farsi scrivere un messaggio.
- 8:25Speaker 2: Una sa verificare una fonte, l'altra può non riuscire più
- 8:28Speaker 2: a distinguere una fotografia vera da una generata artificialmente. Una
- 8:33Speaker 2: comprende almeno in parte che cosa faccia un algoritmo, l'altra
- 8:37Speaker 2: passa ore dentro un flusso di contenuti scelto da un
- 8:39Speaker 2: algoritmo senza essere consapevole di quella selezione. Questa è disuguaglianza.
- 8:48Speaker 2: e credo che diventerà una delle disuguaglianze decisive nei prossimi anni.
- 8:53Speaker 2: La chiamiamo disuguaglianza digitale, ma forse la definizione comincia già
- 8:56Speaker 2: a stare stretta, perché non riguarda soltanto l'accesso alla tecnologia,
- 9:01Speaker 2: riguarda la capacità di usarla senza esserne usati, riguarda la
- 9:06Speaker 2: possibilità di comprendere ciò che accade e di partecipare davvero
- 9:10Speaker 2: a una società che trasferisce una quantità crescente di lavoro, conoscenza,
- 9:15Speaker 2: servizi e relazioni dentro sistemi digitali. Pensiamo a cosa significhi
- 9:22Speaker 2: oggi cercare lavoro. Curriculum digitali, piattaforme, algoritmi di selezione, profilazione,
- 9:28Speaker 2: colloqui a distanza, strumenti di intelligenza artificiale. chi possiede competenze
- 9:33Speaker 2: digitali adeguate parte con un vantaggio chi non le possiede
- 9:37Speaker 2: rischia di essere escluso non semplicemente da una tecnologia ma
- 9:42Speaker 2: da un pezzo della società pensiamo alla scuola per anni
- 9:47Speaker 2: abbiamo discusso della differenza fra un ragazzo che nasce in
- 9:50Speaker 2: una famiglia culturalmente forte e un ragazzo che nasce in
- 9:53Speaker 2: una famiglia che non possiede gli stessi strumenti quella differenza
- 9:57Speaker 2: adesso rischia di moltiplicarsi Un ragazzo che sa utilizzare bene
- 10:02Speaker 2: un'intelligenza artificiale, sa formulare domande, verificare risposte, controllare fonti, confrontare
- 10:09Speaker 2: dati e può avere accanto una specie di tutor disponibile 24
- 10:13Speaker 2: ore su 24. E un altro può utilizzare lo stesso strumento
- 10:18Speaker 2: per copiare un compito senza aver capito nulla. La tecnologia
- 10:24Speaker 2: è identica, il risultato può essere opposto. Il problema politico
- 10:30Speaker 2: allora riguarda soprattutto la distribuzione delle capacità necessarie per utilizzare
- 10:35Speaker 2: la tecnologia. Ed è qui che torniamo alla sinistra. Per
- 10:41Speaker 2: due secoli la sinistra ha combattuto contro disuguaglianze diverse tra loro,
- 10:45Speaker 2: ma legate da un'idea molto precisa. Impedire che la libertà
- 10:50Speaker 2: di una persona dipendesse dal patrimonio, dalla famiglia e dalla
- 10:55Speaker 2: classe sociale nella quale era nata. Il salario, il voto,
- 11:01Speaker 2: la scuola pubblica, la sanità, le pensioni, la riduzione dell'orario
- 11:05Speaker 2: di lavoro, l'accesso alla cultura appartenevano in forme diverse alla
- 11:09Speaker 2: stessa storia. E oggi quella storia deve entrare anche dentro
- 11:16Speaker 2: la tecnologia e deve farlo rapidamente perché qui incontriamo una
- 11:20Speaker 2: differenza importante rispetto alle precedenti rivoluzioni tecnologiche. Il tempo a
- 11:26Speaker 2: disposizione è molto più corto Un contratto collettivo può durare anni,
- 11:32Speaker 2: di solito quattro. Una riforma scolastica impiega anni per produrre effetti.
- 11:36Speaker 2: Una legge può richiedere mesi tra discussione, approvazione e attuazione.
- 11:41Speaker 2: Una tecnologia può cambiare profondamente in sei mesi. Lo abbiamo
- 11:45Speaker 2: già visto con i social network. Prima sono entrati nella
- 11:48Speaker 2: vita di miliardi di persone. Poi abbiamo cominciato a chiederci
- 11:52Speaker 2: quali effetti avessero sulla democrazia, sulla informazione e sulla formazione
- 11:56Speaker 2: dell'opinione pubblica. È accaduto con le piattaforme. Prima hanno trasformato
- 12:01Speaker 2: alcuni settori del lavoro, poi abbiamo cominciato a discutere di
- 12:04Speaker 2: come tutelare chi lavora attraverso di esse. Sta accadendo con
- 12:08Speaker 2: l'intelligenza artificiale. Prima entra nel lavoro, nella scuola, nei servizi,
- 12:12Speaker 2: nelle informazioni e poi cerchiamo di capire quali regole darle.
- 12:17Speaker 2: Una democrazia non può funzionare alla velocità di un algoritmo
- 12:20Speaker 2: e sarebbe inquietante se provasse a farlo. Deve però essere
- 12:24Speaker 2: consapevole dello scardo Perché altrimenti il potere viene esercitato prima
- 12:33Speaker 2: che la politica abbia avuto il tempo di capire dove
- 12:35Speaker 2: si sia spostato. E il potere si sta spostando. Chi
- 12:41Speaker 2: possiede i dati ha potere. Chi controlla infrastrutture digitali utilizzate
- 12:46Speaker 2: da milioni di persone ha potere. Chi sviluppa i modelli
- 12:51Speaker 2: di intelligenza artificiale più avanzati ha potere. Chi dispone della
- 12:55Speaker 2: capacità computazionale necessaria per addestrarli? Ha potere. E qui una
- 13:01Speaker 2: vecchia domanda della sinistra rimane perfettamente contemporanea. Chi possiede tutto questo?
- 13:06Speaker 2: Chi decide come utilizzarlo? Come vengono distribuiti i benefici che produce?
- 13:11Speaker 2: Non dobbiamo inventare tutto da capo. Dobbiamo applicare le nostre
- 13:15Speaker 2: domande a un mondo diverso. Marx, se fosse vivo oggi,
- 13:20Speaker 2: probabilmente studierebbe Amazon, Google, OpenAI... Invidia, i sistemi logistici, le piattaforme,
- 13:27Speaker 2: i brevetti, i dati, il cloud, cercherebbe di capire dove
- 13:32Speaker 2: si concentra oggi il capitale e attraverso quali meccanismi si
- 13:35Speaker 2: concentra il potere. Gramsci probabilmente studierebbe TikTok, non per fare
- 13:40Speaker 2: ballenti naturalmente, ma perché vorrebbe capire come si costruisce oggi
- 13:44Speaker 2: il senso comune. Leggemonia passa anche da ciò che vediamo
- 13:49Speaker 2: e da ciò che non vediamo, dalla sequenza nella quale
- 13:53Speaker 2: ci vengono presentate le cose, dalla capacità degli algoritmi di
- 13:58Speaker 2: conoscere qualcosa delle nostre paure, delle nostre abitudini e dei
- 14:03Speaker 2: nostri desideri. Essere fedeli a quei pensatori, almeno per come
- 14:08Speaker 2: la vedo io, significa fare quello che facevano loro, cioè
- 14:12Speaker 2: studiare il proprio tempo. e il nostro tempo accelera. Questa
- 14:18Speaker 2: accelerazione produce vincitori e perdenti prima ancora che la politica
- 14:23Speaker 2: abbia cominciato a discuterne. Chi possiede capitale, competenze, istruzioni e
- 14:29Speaker 2: tempo può utilizzare l'innovazione come moltiplicatore. Chi parte più indietro
- 14:36Speaker 2: rischia di vedere aumentare ulteriormente la distanza. Ed è a
- 14:41Speaker 2: questo punto che incontriamo una contraddizione sulla quale vale la
- 14:45Speaker 2: pena soffermarsi un attimo. Ma com'è possibile che alla più
- 14:50Speaker 2: verdiginosa generazione tecnologica mai conosciuta dall'umanità corrisponda in una parte
- 14:57Speaker 2: consistente del mondo la crescita di destre radicali, autoritarie e
- 15:03Speaker 2: qualche volta apertamente neofasciste? Come possiamo avere l'intelligenza artificiale in
- 15:08Speaker 2: tasca e contemporaneamente riscoprire nazionalismi, razzismi, ossessioni identitarie, nostalgie di
- 15:14Speaker 2: società gerarchiche che pensavamo appartenessero al passato? Probabilmente perché abbiamo
- 15:20Speaker 2: confuso troppo a lungo il progresso tecnologico con il progresso umano.
- 15:26Speaker 2: Le due cose non hanno mai avuto lo stesso passo.
- 15:29Speaker 2: Quando il cambiamento diventa rapidissimo, alcune persone riescono a trasformarlo
- 15:34Speaker 2: in opportunità. altre possono viverlo come perdita di controllo un
- 15:40Speaker 2: lavoro che potrebbe scomparire competenze faticosamente costruite che improvvisamente vengono
- 15:46Speaker 2: meno modelli familiari e sociali che cambiano linguaggi nei quali
- 15:50Speaker 2: non ci si riconosce una quantità ingestibile di informazioni dentro
- 15:55Speaker 2: la quale diventa difficile persino capire che cosa sia vero
- 16:00Speaker 2: lo spaesamento quando non trova strumenti per essere compreso può
- 16:06Speaker 2: diventare paura e chi ha paura cerca qualcosa che renda
- 16:11Speaker 2: nuovamente leggibile il mondo le destre radicali questo spazio lo
- 16:17Speaker 2: hanno capito molto bene quando tutto sembra non avere più
- 16:20Speaker 2: confini offrono confini quando la realtà diventa difficile da spiegare
- 16:25Speaker 2: offrono spiegazioni semplici Quando le cause di un problema sono
- 16:31Speaker 2: distribuite lungo catene economiche, tecnologiche e sociali complicatissime, offrono un
- 16:39Speaker 2: colpevole riconoscibile. L'immigrato, l'elite, l'Europa, il diverso, il cosiddetto woke,
- 16:47Speaker 2: qualcuno al quale attribuire un nome, un volto e una
- 16:50Speaker 2: responsabilità che processi molto più complessi non possiedono. I social
- 16:56Speaker 2: hanno aggiunto a questo meccanismo una potenza che prima non
- 16:59Speaker 2: esisteva nelle stesse dimensioni. Paura, rabbia e indignazione funzionano molto
- 17:05Speaker 2: bene dentro sistemi il cui interesse economico consiste nel trattenere
- 17:10Speaker 2: la nostra attenzione. Un messaggio capace di indignarci, impaurirci o
- 17:16Speaker 2: farci sentire minacciati ha buone probabilità di ottenere una reazione,
- 17:21Speaker 2: essere condiviso, commendato, produrre altro tempo trascorso sulla piattaforma. E
- 17:28Speaker 2: allora il paradosso diventa meno misterioso. Possiamo utilizzare tecnologie del
- 17:34Speaker 2: futuro continuando a ragionare attraverso categorie culturali antichissime. Una trasformazione
- 17:40Speaker 2: troppo rapida può persino alimentare il desiderio di tornare indietro.
- 17:45Speaker 2: La modernità tecnica da sola non emancipa nessuno. Può consegnare
- 17:51Speaker 2: strumenti modernissimi a una società impaurita, diseguale, priva degli strumenti
- 17:56Speaker 2: culturali necessari per comprendere ciò che le sta accadendo. Ed
- 18:02Speaker 2: ecco un'altra dimensione della disuguaglianza digitale che forse abbiamo sottovalutato.
- 18:08Speaker 2: Non conta soltanto chi possiede la tecnologia. Conta chi possiede
- 18:12Speaker 2: gli strumenti culturali per non avere paura del mondo che
- 18:15Speaker 2: quella tecnologia sta producendo. Ecco che in questo senso la
- 18:21Speaker 2: questione diventa politica fino in fondo. Perché se la capacità
- 18:26Speaker 2: tecnica di trasformare il mondo cresce più rapidamente della capacità
- 18:31Speaker 2: sociale di comprenderlo e governarlo, il progresso può produrre reazione
- 18:38Speaker 2: anziché emancipazione. Ed è difficile non vedere quanto questo riguardi
- 18:43Speaker 2: direttamente la sinistra. Spiegare alle persone che non dovrebbero avere
- 18:48Speaker 2: paura del cambiamento è inutile. Se una persona teme di
- 18:52Speaker 2: perdere il proprio lavoro perché un algoritmo può sboccerne una parte,
- 18:56Speaker 2: quella paura è reale. Se una persona sente di non
- 19:01Speaker 2: possedere più gli strumenti per capire il mondo dei propri figli,
- 19:05Speaker 2: quello spaesamento è reale. La risposta progressista non può consistere
- 19:14Speaker 2: nel considerare culturalmente arretrato chi prova quella paura. Deve fare
- 19:20Speaker 2: qualcosa di molto più difficile, permettergli di attraversare il cambiamento
- 19:25Speaker 2: senza esserne travolto. Torniamo quindi all'intelligenza artificiale. Le persone con
- 19:33Speaker 2: istruzione migliore, più tempo, più risorse, un lavoro altamente qualificato,
- 19:39Speaker 2: e possono utilizzarla per aumentare ulteriormente le proprie capacità il
- 19:45Speaker 2: lavoratore con minore formazione può essere quello in cui il
- 19:47Speaker 2: lavoro viene automatizzato questa divaricazione non appartiene necessariamente alla tecnologia
- 19:54Speaker 2: dipende dalle scelte che compiamo intorno alla tecnologia uguaglianza oggi
- 20:01Speaker 2: significa quindi anche garantire a tutti la possibilità di utilizzare
- 20:05Speaker 2: gli strumenti del proprio tempo Significa una scuola pubblica capace
- 20:10Speaker 2: di insegnare davvero il digitale, formazione continua per chi lavora,
- 20:14Speaker 2: accesso alla tecnologia, controllo democratico dei dati e degli algoritmi
- 20:19Speaker 2: quando incidono sui diritti. Significa anche affrontare una questione antichissima
- 20:24Speaker 2: attraverso strumenti nuovissimi. Se una tecnologia permette di fare in
- 20:29Speaker 2: quattro ore il lavoro che prima ne richiedeva otto, che
- 20:32Speaker 2: cosa facciamo delle quattro ore liberate? diventano interamente profitto? diminuiscono
- 20:39Speaker 2: i lavoratori? oppure diminuisce l'orario di lavoro? questa domanda è
- 20:45Speaker 2: già molto attuale è una domanda profondamente politica perché modernizzarsi
- 20:51Speaker 2: non significa accettare qualsiasi innovazione come se fosse un fenomeno
- 20:55Speaker 2: naturale sul quale non possiamo intervenire la tecnologia viene sviluppata
- 21:02Speaker 2: dentro una società Quella società può decidere almeno in parte
- 21:06Speaker 2: come distribuire i vantaggi e i costi che l'innovazione produce.
- 21:11Speaker 2: Il problema è riuscire a farlo prima che le disuguaglianze
- 21:14Speaker 2: diventino strutturali. Cinque anni oggi sono un tempo enorme. Cinque
- 21:20Speaker 2: anni fa l'intelligenza artificiale generativa non faceva parte della vita
- 21:23Speaker 2: quotidiana di milioni di persone. Fra cinque anni probabilmente utilizzeremo
- 21:27Speaker 2: strumenti che oggi non siamo neppure capaci di descrivere con precisione.
- 21:33Speaker 2: Questo impone di cambiare anche il modo in cui pensiamo
- 21:36Speaker 2: la politica. Abbiamo bisogno di una capacità pubblica di osservare
- 21:40Speaker 2: il cambiamento, di comprenderlo, di anticiparne per quanto possibile gli
- 21:45Speaker 2: effetti e correggerne le conseguenze. Abbiamo bisogno di una scuola
- 21:51Speaker 2: capace di aggiornarsi più rapidamente, di sindacati che discutano di salario, sì, certo,
- 21:57Speaker 2: ma anche di algoritmi, produttività, automazione e diritto alla formazione.
- 22:03Speaker 2: Abbiamo bisogno di un settore pubblico che non compri semplicemente
- 22:07Speaker 2: tecnologia dai privati, ma possieda le competenze necessarie per comprenderla
- 22:13Speaker 2: e governarla. E abbiamo bisogno di una sinistra che smetta
- 22:16Speaker 2: di considerare l'innovazione un argomento per ingegneri. Parlare di tecnologia
- 22:21Speaker 2: oggi significa parlare di potere, di lavoro, di libertà, di uguaglianza.
- 22:26Speaker 2: Se lasciamo questo terreno agli altri, la società digitale verrà
- 22:30Speaker 2: costruita secondo gli interessi di chi possiede già gli strumenti
- 22:34Speaker 2: per dominarla. Ogni grande trasformazione apre possibilità. Quelle possibilità però
- 22:41Speaker 2: non vengono distribuite spontaneamente. Qualcuno decide come distribuirle. A volte
- 22:49Speaker 2: decide il mercato, altre volte interviene lo Stato. Molto spesso
- 22:53Speaker 2: decide il rapporto di forza fra interessi diversi. La politica
- 22:58Speaker 2: serve anche a impedire che il futuro venga deciso soltanto
- 23:03Speaker 2: da chi arriva per primo e dispone di più denaro.
- 23:07Speaker 2: La battaglia dei prossimi anni sarà anche questa. Fare in
- 23:12Speaker 2: modo che l'intelligenza artificiale, la digitalizzazione e ciò che arriverà dopo...
- 23:17Speaker 2: non diventino l'ennesimo acceleratore delle distanze sociali. Perché le possibilità
- 23:23Speaker 2: sono enormi. Potremo lavorare meno, curarci meglio, imparare più velocemente,
- 23:29Speaker 2: eliminare una quantità enorme di lavori ripetitivi, avere accesso a
- 23:33Speaker 2: una quantità di conoscenza che nessuna generazione precedente ha mai avuto.
- 23:38Speaker 2: Potremo però... costruire anche una società nella quale una parte
- 23:43Speaker 2: molto piccola della popolazione possiede gli strumenti, i dati, il
- 23:47Speaker 2: capitale e le competenze necessarie per governare tutto questo, mentre
- 23:52Speaker 2: tutti gli altri utilizzano tecnologie che non comprendono e subiscono
- 23:57Speaker 2: decisioni prese da sistemi che non controllano. Tra queste possibilità
- 24:04Speaker 2: c'è uno spazio enorme e questo spazio è lo spazio
- 24:08Speaker 2: della politica. Ed è per questo che penso che la
- 24:12Speaker 2: sinistra non abbia affatto perso la propria funzione storica. Ha
- 24:16Speaker 2: davanti uno dei terreni più grandi che abbia mai incontrato.
- 24:20Speaker 2: Deve riconoscerlo e deve farlo in fretta, perché il mondo
- 24:24Speaker 2: continuerà ad accelerare anche mentre noi discutiamo di come governarlo.
- 24:30Speaker 2: Se l'uguaglianza arriva sempre dopo l'innovazione, rischia di arrivare quando
- 24:35Speaker 2: l'innovazione ha già costruito un'altra società. Forse, allora, il compito
- 24:41Speaker 2: può essere detto in maniera molto semplice. Fare in modo
- 24:46Speaker 2: che nessuno in questo contesto debba correre da solo. Il
- 24:55Speaker 2: potere raccontato da chi sta sempre dalla parte più debole. Politica, diritti, lavoro, pace, felicità.
- 25:05Speaker 2: Io sono Marco Guercio, questo è da una sola parte.