Latest / Radio Onda Salute / [42] Radio Onda Salute del 01/10/2026
Transcript
- 0:23Speaker 2: Un caloroso benvenuto a tutte le ascoltatrici e tutti gli
- 0:26Speaker 2: ascoltatori di Radio K55. Andrà adesso in onda un'anteprima di
- 0:31Speaker 2: Radio Onda Salute, una nuova radio interamente dedicata ai temi
- 0:34Speaker 2: della medicina e del benessere, seguendo l'approccio One Health. Salute umana,
- 0:39Speaker 2: salute animale e ambiente. Un'unica salute. Per adesso sarà solo
- 0:43Speaker 2: una rubrica di Radio K55, ma presto diventerà un'emittente autonoma.
- 0:49Speaker 2: Nella trasmissione di oggi avrete modo di ascoltare alcuni dei
- 0:52Speaker 2: nostri programmi, come Casus, quell'evento che cambiò tutto, la rievocazione
- 0:57Speaker 2: di un episodio della storia della medicina che ne ha
- 0:59Speaker 2: cambiato per sempre la strada. Health News, una panoramica di
- 1:03Speaker 2: notizie sulla medicina da tutto il mondo. Intervisite, un talk
- 1:08Speaker 2: show di approfondimento con associazioni di medici e di pazienti
- 1:11Speaker 2: per approfondire i temi più attuali. Cure future, il domani
- 1:15Speaker 2: delle terapie che sono già qui, novità sulle più avanzate
- 1:18Speaker 2: terapie già disponibili e su quelle che lo saranno nel
- 1:21Speaker 2: prossimo futuro. E infine... pillole della salute un intermezzo di
- 1:25Speaker 2: aneddoti e curiosità sul mondo della salute buon ascolto
- 1:45Speaker 3: l'attualità le notizie più importanti di sanità e salute sotto
- 1:51Speaker 3: la lente il cuscino giusto le mille è una prova
- 2:06Speaker 3: per trovare quello giusto scegliere il cuscino giusto non è
- 2:10Speaker 3: soltanto una questione di comodità altezza rigidità materiale e forma
- 2:16Speaker 3: sono possono influenzare il modo in cui il collo e
- 2:19Speaker 3: la colonna vertebrale rimangono allineati durante il sonno. Per questo
- 2:24Speaker 3: motivo il cuscino che permette a una persona di dormire
- 2:27Speaker 3: profondamente può risultare del tutto inadatto a un'altra. Il dottor
- 2:32Speaker 3: Chris McCarthy, fisioterapista e professore associato presso la Manchester School
- 2:37Speaker 3: of Physiotherapy, conosce bene questo problema. È anche una di
- 2:41Speaker 3: quelle persone che preferiscono non affidarsi al caso quando dormono
- 2:45Speaker 3: fuori casa. Durante i viaggi cerca infatti di adattare il
- 2:49Speaker 3: cuscino dell'hotel alle proprie esigenze. Non si considera particolarmente esigente,
- 2:54Speaker 3: ma sa che un sostegno inadeguato può modificare la posizione
- 2:58Speaker 3: del collo per molte ore e contribuire alla comparsa di rigidità,
- 3:03Speaker 3: tensione o dolore. Secondo McCarthy, il primo elemento da considerare
- 3:08Speaker 3: quando si sceglie un cuscino è la posizione abituale durante
- 3:12Speaker 3: il sonno. Le posizioni principali sono tre. sul fianco, sulla
- 3:17Speaker 3: schiena e a pancia in giù. Quest'ultima, tuttavia, è quella
- 3:21Speaker 3: che il fisioterapista consiglia di evitare. Dormendo a pancia in giù, infatti,
- 3:26Speaker 3: la testa deve rimanere ruotata lateralmente per permettere di respirare.
- 3:31Speaker 3: Il collo resta quindi per un periodo prolungato in una
- 3:34Speaker 3: posizione non neutra e alcuni muscoli, articolazioni e legamenti possono
- 3:39Speaker 3: essere sottoposti a una solicitazione continua. Nel campo della fisioterapia,
- 3:44Speaker 3: cioè la disciplina che utilizza movimento, esercizio e tecniche fisiche
- 3:49Speaker 3: per prevenire e trattare problemi dell'apparato muscolo- scheletrico, mantenere il collo
- 3:54Speaker 3: in una posizione più naturale durante il sonno è generalmente
- 3:58Speaker 3: considerato preferibile. Per chi dorme sulla schiena, l'altezza del cuscino
- 4:03Speaker 3: dovrebbe tenere conto della normale curvatura della parte superiore della
- 4:08Speaker 3: colonna vertebrale. Questa zona della colonna, chiamata tratto toracico, Presenta
- 4:14Speaker 3: naturalmente una curvatura verso l'esterno. Con l'età tale curvatura può
- 4:19Speaker 3: diventare più accentuata in alcune persone. Chi presenta una curvatura
- 4:23Speaker 3: maggiore potrebbe quindi avere bisogno di un cuscino leggermente più spesso,
- 4:28Speaker 3: mentre chi ha una schiena più piatta potrebbe trovarsi meglio
- 4:31Speaker 3: con un sostegno meno alto. L'obiettivo non è sollevare la
- 4:35Speaker 3: testa il più possibile, ma mantenerla in una posizione comoda
- 4:39Speaker 3: e il più possibile allineata con il resto della colonna.
- 4:43Speaker 3: La situazione cambia per chi dorme sul fianco. In questo
- 4:46Speaker 3: caso bisogna considerare soprattutto la larghezza delle spalle. Maggiore la
- 4:51Speaker 3: distanza tra la testa e il materasso quando si è
- 4:53Speaker 3: sdraiati lateralmente, maggiore dovrà essere generalmente lo spessore necessario del cuscino.
- 5:01Speaker 3: Tuttavia c'è un altro elemento fondamentale che spesso viene trascurato,
- 5:04Speaker 3: il materasso. La morbidezza del materasso modifica infatti la distanza
- 5:09Speaker 3: che il cuscino deve compensare. Su un materasso molto rigido
- 5:14Speaker 3: la spalla affonda poco e rimane relativamente distante dal piano
- 5:18Speaker 3: del letto. Di conseguenza una persona con spalle larghe potrebbe
- 5:22Speaker 3: aver bisogno di un cuscino più spesso. Su un materasso morbido, invece,
- 5:27Speaker 3: la spalla affonda maggiormente e la distanza tra testa e
- 5:30Speaker 3: materasso diminuisce. In questo caso può essere sufficiente un cuscino
- 5:35Speaker 3: più sottile. Questo principio è particolarmente importante per chi dorme
- 5:39Speaker 3: sul fianco mentre incide meno per chi dorme sulla schiena,
- 5:43Speaker 3: perché in questa posizione il corpo tende ad affondare nel
- 5:46Speaker 3: materasso in modo diverso. Un metodo semplice per capire se
- 5:50Speaker 3: il proprio cuscino è troppo basso consiste nell'utilizzare un asciugamano.
- 5:55Speaker 3: Basta piegarlo e sistemarlo sotto il cuscino, aumentando o diminuendo
- 5:59Speaker 3: il numero delle pieghe fino a trovare un'altezza più confortevole.
- 6:04Speaker 3: In questo modo è possibile sperimentare diverse misure senza dover
- 6:08Speaker 3: acquistare immediatamente un nuovo cuscino. La stessa tecnica può essere
- 6:13Speaker 3: utilizzata per capire se un piccolo aumento dell'altezza migliora la
- 6:17Speaker 3: posizione del collo. Sul mercato esistono numerosi cuscini definiti ergonomici,
- 6:24Speaker 3: ortopedici o sagomati. Con il termine ergonomico si indica in
- 6:29Speaker 3: generale un prodotto progettato per adattarsi alle caratteristiche del corpo
- 6:34Speaker 3: e favorire una posizione più funzionale. Ortopedico richiama invece l'idea
- 6:38Speaker 3: di un prodotto destinato a sostenere l'apparato muscolo- scheletrico. I cuscini sagomati, infine,
- 6:45Speaker 3: hanno una forma particolare, spesso con zone di diversa altezza
- 6:49Speaker 3: e consistenza. Queste caratteristiche possono essere utili per alcune persone,
- 6:54Speaker 3: ma non significa che esista una forma scientificamente dimostrata come
- 6:58Speaker 3: ideale per tutti. McCarthy sottolinea infatti che le prove sull'efficacia
- 7:03Speaker 3: di questi particolari modelli non sono ancora definitive. Esistono alcune indicazioni,
- 7:10Speaker 3: ma gli studi disponibili non sono abbastanza solidi da permettere
- 7:14Speaker 3: di affermare che un determinato design sia universalmente migliore. Per
- 7:19Speaker 3: chi dorme sul fianco, per esempio, potrebbe essere utile un
- 7:22Speaker 3: cuscino leggermente più alto nella zona che sostiene il collo.
- 7:26Speaker 3: Anche in questo caso, però, è possibile fare una prova
- 7:29Speaker 3: pratica utilizzando un asciugamano arrotolato sotto il cuscino e verificando
- 7:34Speaker 3: se la posizione risulta più naturale e confortevole. Per chi
- 7:39Speaker 3: dorme sulla schiena esistono invece cuscini caratterizzati da una parte
- 7:44Speaker 3: centrale più incavata e da bordi leggermente rialzati. Questa conformazione
- 7:49Speaker 3: può aiutare a mantenere la testa in una posizione stabile
- 7:52Speaker 3: anche se alcune persone possono percepire la sensazione di essere
- 7:56Speaker 3: troppo contenute o avere una certa difficoltà a muoversi liberamente
- 8:00Speaker 3: durante la notte. Anche le caratteristiche fisiche della persona hanno
- 8:05Speaker 3: la loro importanza. Una testa particolarmente grande o pesante può
- 8:10Speaker 3: richiedere un cuscino più spesso e sufficientemente rigido da non
- 8:14Speaker 3: deformarsi eccessivamente sotto il peso. Al contrario, un cuscino troppo
- 8:19Speaker 3: morbido potrebbe perdere rapidamente la propria forma e non offrire
- 8:23Speaker 3: più un sostegno adeguato. Anche il materiale dell'imbottitura può influire
- 8:29Speaker 3: sull'esperienza durante la notte. Piume e piumino, per esempio, sono
- 8:33Speaker 3: materiali morbidi e capaci di favorire la dispersione del calore,
- 8:37Speaker 3: caratteristica che può essere piacevole soprattutto nelle notti calde. Hanno
- 8:42Speaker 3: però anche uno svantaggio, possono spostarsi facilmente durante il sonno.
- 8:47Speaker 3: Se una persona cambia spesso posizione, l'imbottitura può accumularsi in
- 8:51Speaker 3: una determinata zona e modificare la forma del cuscino. Un
- 8:55Speaker 3: cuscino che inizialmente era uniforme può così trasformarsi in una
- 8:59Speaker 3: sorta di cuneo, alterando l'inclinazione della testa e del collo.
- 9:04Speaker 3: Le imbottiture in fibra cava e microfibra, cioè materiali sintetici,
- 9:09Speaker 3: costituiti da fibre molto sottili e progettati per creare una
- 9:13Speaker 3: struttura soffice ma relativamente stabile, tendono invece a conservare meglio
- 9:18Speaker 3: la forma. Possono però trattenere più calore rispetto ad alcuni
- 9:22Speaker 3: materiali naturali. Esistono inoltre cuscini realizzati con materiali più rigidi
- 9:28Speaker 3: nella parte inferiore, studiati per impedire che il sostegno si
- 9:32Speaker 3: deformi durante la notte. Il dottor McCarthy utilizza personalmente un
- 9:37Speaker 3: cuscino in schiuma dotato di piccoli fori tubolari che favoriscono
- 9:41Speaker 3: la ventilazione. L'ho acquistato diversi anni fa e, dormendo prevalentemente
- 9:46Speaker 3: sul fianco, ne regola ulteriormente l'altezza mettendo sotto di esso
- 9:50Speaker 3: un asciugamano piegato. Il suo esempio mostra però soprattutto un
- 9:55Speaker 3: principio generale, Anche un cuscino tecnicamente ben progettato può avere
- 10:00Speaker 3: bisogno di essere adattato alle caratteristiche della persona e del letto.
- 10:05Speaker 3: Non esiste quindi una misura universale capace di funzionare per tutti.
- 10:09Speaker 3: Il cuscino ideale deve tenere conto della posizione in cui
- 10:12Speaker 3: si dorme, della larghezza delle spalle, della conformazione della colonna
- 10:17Speaker 3: vertebrale e della consistenza del materasso, del peso della testa
- 10:21Speaker 3: e delle preferenze individuali riguardo a morbidezza e rigidità. Per questo,
- 10:27Speaker 3: quando possibile, può essere utile scegliere prodotti che consentano un
- 10:30Speaker 3: periodo di prova. Dormire per diverse notti con un cuscino
- 10:34Speaker 3: permette infatti di capire meglio se il sostegno rimane confortevole
- 10:38Speaker 3: nel tempo invece di basarsi soltanto sulla sensazione dei primi minuti.
- 10:44Speaker 3: In definitiva, più che cercare il cuscino perfetto in assoluto,
- 10:48Speaker 3: conviene cercare quello che si adatta meglio al proprio corpo
- 10:51Speaker 3: e alle proprie abitudini. Un buon cuscino non dovrebbe costringere
- 10:54Speaker 3: il collo in una posizione innaturale, né essere scelto semplicemente
- 10:59Speaker 3: perché è pubblicizzato come ergonomico o ortopedico. La soluzione più
- 11:04Speaker 3: efficace può essere molto semplice. Osservare come si dorme, considerare
- 11:08Speaker 3: il materasso, sperimentare diverse altezze e verificare quale configurazione permette
- 11:14Speaker 3: di mantenere una posizione stabile e confortevole per tutta la notte.
- 11:52Speaker 5: E' solo questo il mio bagno, e non c'è più niente.
- 12:18Speaker 3: professore di marketing alimentare alla Cornell University e dalla ricercatrice
- 12:23Speaker 3: Pei Zhu, che hanno analizzato quasi 150.000 nuovi prodotti alimentari
- 12:28Speaker 3: e bevande lanciati negli Stati Uniti nell'arco di 10 anni.
- 12:33Speaker 3: La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Food, ha esaminato
- 12:38Speaker 3: il rapporto tra le indicazioni nutrizionali riportate sulle confezioni e
- 12:42Speaker 3: la reale composizione degli alimenti. circa la metà dei prodotti
- 12:47Speaker 3: analizzati presentava almeno un'indicazione relativa alla salute o al contenuto
- 12:52Speaker 3: di uno specifico nutriente. Allo stesso tempo, però, circa due
- 12:56Speaker 3: terzi dell'intero campione risultavano avere un profilo nutrizionale meno favorevole
- 13:02Speaker 3: secondo il sistema di valutazione utilizzato dai ricercatori. Il risultato
- 13:06Speaker 3: mette in evidenza un problema semplice ma importante. Migliorare un
- 13:10Speaker 3: singolo aspetto della composizione di un alimento non significa necessariamente
- 13:15Speaker 3: renderlo più sano nel suo insieme. Per svolgere l'analisi, i
- 13:20Speaker 3: ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti da Mintel, società specializzata
- 13:25Speaker 3: nelle ricerche di mercato, sui prodotti alimentari e sulle bevande
- 13:29Speaker 3: di nuova introduzione negli Stati Uniti. La loro qualità nutrizionale
- 13:33Speaker 3: è stata valutata attraverso un modello sviluppato dalla Food Standards
- 13:38Speaker 3: Agency britannica, l'agenzia pubblica del Regno Unito che si occupa
- 13:42Speaker 3: di sicurezza e di alimentazione. Questo sistema considera contemporaneamente diversi elementi,
- 13:50Speaker 3: invece di concentrarsi su una sola caratteristica. Nel calcolo vengono
- 13:54Speaker 3: penalizzate quantità elevate di zuccheri, sodio, grassi saturi ed energia,
- 14:00Speaker 3: mentre vengono considerate favorevolmente fibre, proteine e la presenza di
- 14:05Speaker 3: frutta e verdura. I grassi saturi sono quelli che, se
- 14:09Speaker 3: consumati in quantità eccessive, possono contribuire ad aumentare il rischio cardiovascolare.
- 14:15Speaker 3: Il sodio è il principale componente del sale e un
- 14:18Speaker 3: suo consumo elevato è associato all'aumento della pressione sanguigna. Le fibre, invece,
- 14:24Speaker 3: favoriscono il normale funzionamento dell'intestino e contribuiscono alla sazietà. Valutare
- 14:30Speaker 3: tutti questi elementi insieme permette quindi di ottenere un'immagine più
- 14:34Speaker 3: completa del valore nutrizionale di un prodotto. Un esempio chiarisce
- 14:39Speaker 3: il problema. Un alimento definito a basso contenuto di grassi
- 14:44Speaker 3: potrebbe effettivamente contenere meno grassi rispetto alla versione tradizionale, ma
- 14:49Speaker 3: allo stesso tempo può avere più zuccheri o più sodio.
- 14:53Speaker 3: È proprio un episodio di questo tipo ad aver attirato
- 14:56Speaker 3: l'attenzione di Pei Zhu, Osservando al supermercato una crema di
- 15:00Speaker 3: formaggio con un ridotto contenuto di grassi, la ricercatrice aveva
- 15:04Speaker 3: notato che il prodotto conteneva più zuccheri totali e più
- 15:07Speaker 3: sodio rispetto alla versione originale. Da questa osservazione è nata
- 15:12Speaker 3: la domanda centrale dello studio. I prodotti che riportano indicazioni
- 15:16Speaker 3: salutistiche sono davvero più sani di quelli che non le riportano?
- 15:21Speaker 3: I risultati suggeriscono che non è possibile rispondere semplicemente guardando
- 15:25Speaker 3: una singola dicitura. Alcuni prodotti con un contenuto ridotto di sodio,
- 15:30Speaker 3: per esempio, possono contenere più zuccheri, mentre alcuni alimenti dichiarati
- 15:36Speaker 3: privi di grassi trans possono presentare quantità maggiori di grassi
- 15:40Speaker 3: saturi e sodio. I grassi trans sono una particolare tipologia
- 15:45Speaker 3: di grassi insaturi che, soprattutto se presenti in quantità elevate,
- 15:49Speaker 3: è stata associata a effetti negativi sulla salute cardiovascolare. Questo
- 15:55Speaker 3: non significa che tutte le riformulazioni siano peggiorative. Ridurre un
- 15:59Speaker 3: nutriente potenzialmente sfavorevole può essere un cambiamento positivo, ma da
- 16:04Speaker 3: solo non consente di stabilire se l'intero alimento sia nutrizionalmente migliore.
- 16:10Speaker 3: Le discrepanze più evidenti tra le indicazioni presenti sulla confessione
- 16:14Speaker 3: e la valutazione complessiva sono state osservate soprattutto nelle bevande.
- 16:19Speaker 3: Espressioni come a basso contenuto di sodio, senza zucchero o
- 16:23Speaker 3: a basso contenuto di grassi saturi possono infatti mettere in
- 16:26Speaker 3: primo piano una caratteristica specifica senza fornire un quadro completo
- 16:31Speaker 3: della composizione del prodotto. Lo stesso principio vale per parole
- 16:35Speaker 3: come naturale, biologico, non OGM e integrale. Queste espressioni descrivono
- 16:41Speaker 3: caratteristiche diverse di un alimento, ma non indicano automaticamente quanto
- 16:45Speaker 3: contenga di zucchero, sodio, grassi o altri nutrienti. La loro
- 16:50Speaker 3: presenza può tuttavia contribuire a creare nel consumatore un'impressione complessivamente positiva.
- 16:57Speaker 3: I ricercatori collegano questo fenomeno al cosiddetto effetto alone, cioè
- 17:02Speaker 3: la tendenza a estendere il giudizio positivo associato a una
- 17:05Speaker 3: caratteristica di un prodotto anche ad aspetti che non sono
- 17:08Speaker 3: stati effettivamente valutati. Lo studio si inserisce così nel più
- 17:12Speaker 3: ampio dibattito sull'etichettatura nutrizionale. Negli Stati Uniti la Food and
- 17:18Speaker 3: Drug Administration, generalmente indicata con l'acronimo FDA, cioè l'Agenzia federale
- 17:24Speaker 3: che regolamenta alimenti e farmaci, ha aggiornato i criteri per
- 17:27Speaker 3: poter utilizzare l'indicazione healthy, cioè sano, e ha proposto strumenti
- 17:32Speaker 3: informativi da collocare sulla parte anteriore delle confezioni per rendere
- 17:37Speaker 3: più immediata la lettura di alcune caratteristiche nutrizionali. Altri paesi,
- 17:42Speaker 3: tra cui il Cile e il Messico, hanno introdotto avvertenze
- 17:46Speaker 3: frontali per segnalare, ad esempio, quantità elevate di zuccheri, sale
- 17:51Speaker 3: o grassi. L'obiettivo di questi sistemi è spostare l'attenzione dalle
- 17:56Speaker 3: singole dichiarazioni a una valutazione più ampia dell'alimento. La ricerca
- 18:01Speaker 3: della Cornell University fornisce elementi utili per comprendere perché questo
- 18:06Speaker 3: approccio possa essere rilevante, ma non dimostra che un determinato
- 18:11Speaker 3: tipo di etichetta porti le persone a modificare i propri
- 18:14Speaker 3: acquisti o produca direttamente benefici sulla salute. Il messaggio principale
- 18:20Speaker 3: riguarda quindi il modo in cui leggere le confezioni. Una
- 18:23Speaker 3: singola scritta non dovrebbe essere considerata una fotografia completa del
- 18:28Speaker 3: valore nutrizionale di un alimento. Per avere un quadro più
- 18:32Speaker 3: affidabile è necessario confrontare le diverse informazioni riportate sull'etichetta e
- 18:37Speaker 3: osservare la tabella nutrizionale nel suo insieme, prestando attenzione soprattutto
- 18:42Speaker 3: a zuccheri, sodio, grassi saturi, fibre, proteine ed energia. Solo
- 18:48Speaker 3: mettendo in relazione questi elementi è possibile andare oltre l'immagine
- 18:52Speaker 3: suggerita dalla confessione e valutare con maggiore consapevolezza ciò che
- 18:56Speaker 3: si sta acquistando.
- 19:17Speaker 2: Nexus, il punto di giunzione tra l'avanguardia della ricerca e
- 19:21Speaker 2: la realtà di ogni giorno. Un microfono aperto su una
- 19:24Speaker 2: collisione costante di idee, la lente su quell'errore che diventa scoperta,
- 19:29Speaker 2: il rumore del futuro che bussa alla porta.
- 19:45Speaker 4: Salve, Walter. Non mi sorprende vederti qui. C'è qualcosa in
- 19:53Speaker 4: quella piscina di cui un mio amico ha proprio bisogno. Anzi,
- 19:56Speaker 4: ad essere sincero, ne abbiamo bisogno tutti. Non ci importa
- 19:59Speaker 4: chi siete, che fate, da dove venite, cosa volete. Vogliamo
- 20:02Speaker 4: solo fare il bagno.
- 20:11Speaker 5: I vostri extraterrestri faranno un'apparizione sorpresa.
- 20:14Speaker 4: Hey Kill, vieni, entra. Ciao Pillsbury, com'è andata oggi in mare?
- 20:23Speaker 4: Pillsbury ti piacerà, è un tipo simpatico. D'accordo, cominciamo da qui.
- 20:36Speaker 5: questa era una scena tratta da Cocoon l'energia dell'universo un
- 20:40Speaker 5: film capolavoro del 1985 che se non ricordo male vinse
- 20:45Speaker 5: due o tre Oscar adesso non ricordo bene ma insomma
- 20:49Speaker 5: spopolò un film in cui si parla di tre signori
- 20:53Speaker 5: attempati e delle loro mogli che scoprono l'energia dei vent'anni
- 20:58Speaker 5: immergendosi nell'acqua di una piscina miracolosa in quest'acqua erano contenuti
- 21:04Speaker 5: bozzoli in cui erano nascosti degli alieni, pensate un po'.
- 21:10Speaker 5: Un ringiovanimento a cui ovviamente loro non vorranno più rinunciare
- 21:15Speaker 5: e quindi accadranno un sacco di cose. Se non l'avete
- 21:19Speaker 5: visto vi consiglio di vederla, è un film molto molto
- 21:22Speaker 5: tenero che alla fine riporta l'eterno desiderio di voler vivere
- 21:28Speaker 5: per sempre. Chissà se in futuro saranno ancora i marziani
- 21:33Speaker 5: come in Cocoon a salvarci dalla malattia e dalla morte,
- 21:36Speaker 5: non lo sappiamo. Ma intanto qui sulla Terra non si
- 21:40Speaker 5: rimane certo a guardare e già da un po' la
- 21:44Speaker 5: ricerca pensa a come vivere più a lungo e soprattutto
- 21:50Speaker 5: a come vivere meglio per arrivare alla terza età in
- 21:53Speaker 5: buona salute. Io sono Elsa Toppi e oggi a Nexus
- 21:58Speaker 5: ne parleremo con il dottor Roberto Volpe, medico e ricercatore
- 22:02Speaker 5: del CNR. Buongiorno e benvenuto!
- 22:05Speaker 6: Buongiorno e grazie dell'invito, molto credito
- 22:09Speaker 5: Allora, dottor Volpe, posso dirlo? Oggi di longevità ne parlano tutti,
- 22:15Speaker 5: ma lei è stato uno dei primi a farlo, insomma,
- 22:18Speaker 5: già più di dieci anni fa.
- 22:22Speaker 6: sì, era un argomento già allora interessante adesso è diventato
- 22:27Speaker 6: molto interessante con l'invecchiamento della popolazione è fondamentale raggiungere una
- 22:37Speaker 6: longevità e una buona salute quindi benissimo che se ne
- 22:40Speaker 6: parli sempre di più
- 22:41Speaker 5: è chiaro se lo ricorda Cocoon, il film che abbiamo
- 22:44Speaker 5: fatto sentire come introduzione all'intervista?
- 22:50Speaker 6: Una volta che ho sentito la vostra introduzione sì, chiaramente
- 22:54Speaker 6: l'avevo rimosso, però sì
- 22:57Speaker 5: Allora, siamo bene lontani da quei traguardi, da quegli effetti miracolosi,
- 23:05Speaker 5: però prima di chiederle come stiamo messi a scoperte scientifiche,
- 23:11Speaker 5: Le chiedo di fotografarci lo stato dell'arte, cioè com'è la
- 23:17Speaker 5: situazione in Italia e se non è troppo difficile magari
- 23:22Speaker 5: anche fare una panoramica mondiale per quello che riguarda l'aspettativa
- 23:27Speaker 5: di vita e lo stato di salute di chi arriva
- 23:33Speaker 5: alla terza età.
- 23:36Speaker 6: Diciamo che una cosa molto interessante, se noi consideriamo l'aspettativa
- 23:41Speaker 6: di vita alla nascita nel 1970, era 69 per gli
- 23:46Speaker 6: uomini e 75 per le donne. Adesso siamo arrivati, noi
- 23:51Speaker 6: intorno agli 81, 81,5 le donne, 86,5 le donne italiane.
- 23:52Speaker 6: Quindi c'è stato un grosso miglioramento. Scato di salute sempre? No,
- 24:05Speaker 6: se noi andiamo a vedere quant'è la vera salute, fino
- 24:11Speaker 6: a quando non abbiamo problemi, i dati europei dell'Eurostat ci
- 24:16Speaker 6: dicono che gli uomini rimangono in salute fino a 69
- 24:21Speaker 6: anni e le donne fino a 70. E' interessante anche
- 24:24Speaker 6: vedere che questa differenza di questi 4 anni, 4 anni
- 24:27Speaker 6: e mezzo tra uomini e donne... si accorcia tantissimo, è
- 24:32Speaker 6: un anno di differenza di buona salute, quindi le donne
- 24:37Speaker 6: vivono più a lungo però non sempre in buona salute.
- 24:41Speaker 5: Certo, questo è un po' un problema. Perché le donne
- 24:44Speaker 5: sono più longeve e poi in quale parte dell'Italia si
- 24:49Speaker 5: vive di più?
- 24:52Speaker 6: Allora, parto dalla seconda. Nel centro Italia Marche, Umbria, Toscana
- 25:00Speaker 6: superano la media nazionale. La media nazionale è di 83
- 25:04Speaker 6: anni e mezzo, arrivano intorno ai 86. Mentre la media
- 25:09Speaker 6: nazionale è uomini e donne. la Campania e anche altre
- 25:13Speaker 6: regioni del sud stanno intorno all'82 i dati dell'Istat ci
- 25:18Speaker 6: dicono la Campania 81,9 quindi e il sud perché? Perché
- 25:27Speaker 6: non è soltanto un discorso di alimentazione quindi
- 25:30Speaker 5: magari
- 25:31Speaker 6: di dieta sana
- 25:32Speaker 5: ma anche di
- 25:34Speaker 6: sistema sanitario il sistema sanitario fa tanto insomma anche il
- 25:38Speaker 6: livello socio- economico perché sappiamo che Un livello socio- economico e anche
- 25:44Speaker 6: educazionale più basso è, peggio è dal punto di vista
- 25:49Speaker 6: delle malattie, per tanti motivi chiaramente. Perché
- 25:54Speaker 5: però le donne sono più longeve
- 25:57Speaker 6: Le donne stanno... al di là del fatto che a
- 26:02Speaker 6: livello cardiovascolare per esempio partono meglio cioè partono con la
- 26:07Speaker 6: protezione degli estrogeni almeno fino alla menopausa ecco perché la
- 26:10Speaker 6: menopausa prematura cioè non a 55 anni ma a 40
- 26:13Speaker 6: anni diventa un fattore di rischio cardiovascolare perché le espone
- 26:17Speaker 6: di più a tutta una serie di problematiche legate alla
- 26:21Speaker 6: carenza di estrogeni Poi le donne stanno anche più attente
- 26:29Speaker 6: alla salute, si preoccupano di più, si preoccupano della salute
- 26:32Speaker 6: di tutti, nella famiglia sono i garanti della salute, però
- 26:37Speaker 6: sono un po' più attente, meno facilmente si lasciano andare
- 26:43Speaker 6: a abusi alimentari, ad alcol … fumano di meno anche
- 26:48Speaker 6: se è aumentata la percentuale negli anni la percentuale di
- 26:52Speaker 6: donne che fumano e adesso tra i ragazzi e i
- 26:55Speaker 6: ragazzi praticamente non c'è differenza nella prevalenza del fumo e
- 27:01Speaker 6: meno incidenti sul lavoro
- 27:04Speaker 5: sono un pochino
- 27:09Speaker 6: più virtuose è vero anche
- 27:13Speaker 5: Vogliamo ripetere dottor Volpe quali sono i fattori di rischio?
- 27:19Speaker 6: I fattori di rischio noi li conosciamo, diciamo chiaramente il fumo, l'obesità,
- 27:24Speaker 6: l'ipertensione arteriosa, l'ipercolesterolemia, il diabete, però attenzione, il primo fattore
- 27:30Speaker 6: di rischio è il fattore di rischio alimentare, una dieta
- 27:35Speaker 6: non sana. E per come è possibile questo? Perché se
- 27:39Speaker 6: noi ci pensiamo al di là dell'ipercolesterolemia genetica, quella familiare
- 27:42Speaker 6: che uno ci nasce, è Diabete, colesterolo, pressione arteriosa, obesità
- 27:48Speaker 6: sono tutte in relazione a una dieta non corretta, quindi
- 27:54Speaker 6: una dieta troppo ricca in grassi, in zuccheri, in sale,
- 27:58Speaker 6: in calorie, quindi ecco perché il fattore di rischio cardiovascolare
- 28:02Speaker 6: è elevato. Numero uno è quello dietetico, qualcosa che sempre,
- 28:07Speaker 6: anche quando uno dimostra questa diapositiva che nasce dalla Global
- 28:12Speaker 6: Burden Disease e quindi un'unione internazionale e molti rimangono così
- 28:18Speaker 6: meravigliati perché uno non ci pensa e invece è così.
- 28:24Speaker 5: Quanto incide invece l'aspetto, oltre la forchetta diciamo così, quanto
- 28:30Speaker 5: incide l'aspetto sociale e psicologico?
- 28:34Speaker 6: Grazie della domanda perché questo è interessante, cioè l'impatto dell'ottimismo,
- 28:41Speaker 6: della socializzazione versus invece la depressione o la solitudine. Essere
- 28:47Speaker 6: ottimisti è un vantaggio perché dal punto di vista migliora
- 28:52Speaker 6: il metabolismo, si riduce lo stress ossidativo, si riduce l'infiammazione,
- 28:58Speaker 6: si modula la reattività dei nostri vasi. E non è
- 29:02Speaker 6: soltanto un dire, perché ci sono degli studi interessanti, neanche recenti,
- 29:07Speaker 6: se vogliamo magari faccio riferimento a uno uscito nel 2019,
- 29:12Speaker 6: ebbene essere ottimisti riduceva, metanalisi, quindi tanti studi su oltre 200.000 persone,
- 29:23Speaker 6: riduceva il rischio di eventi cardiovascolari del 35%. e la
- 29:28Speaker 6: mortalità per tutte le cause del 14%. Quindi
- 29:32Speaker 5: il pensiero positivo è
- 29:34Speaker 6: potente. Ma anche come
- 29:36Speaker 5: dicevamo il
- 29:36Speaker 6: fatto della solitudine, solitudine perché uno può anche vivere da
- 29:40Speaker 6: solo però è brutto quando uno si sente solo molte
- 29:44Speaker 6: donne vedove vivono da sole però la socializzazione che vuol
- 29:50Speaker 6: dire centro sociale famiglia giocare a carte, andare a
- 29:55Speaker 5: ballare il famoso burraghino fra
- 30:00Speaker 6: amiche salva esatto, è fondamentale anche questo è uno studio
- 30:06Speaker 6: danese posso citare anche qui oltre 10.000 persone che avevano
- 30:11Speaker 6: avuto l'infarto cioè quelle che si sentivano maschi e femmini
- 30:17Speaker 6: si sentivano soli, ebbene avevano più probabilità di avere un
- 30:23Speaker 6: altro infarto e di morire per infarto. Era due o
- 30:28Speaker 6: tre volte di più rispetto a quelle persone che invece
- 30:33Speaker 6: non si sentivano soli. è fondamentale anche
- 30:38Speaker 5: l'aspetto psicologico certo assolutamente siamo animali sociali dottore su alcune
- 30:45Speaker 5: cose non possiamo farci nulla tipo la predisposizione genetica o
- 30:50Speaker 5: l'età su altre però possiamo fare qualcosa noi in prima
- 30:56Speaker 5: persona vogliamo passare in rassegna cosa possiamo fare noi
- 31:04Speaker 6: Allora intanto diciamo una cosa, anche quando c'è una predisposizione genetica,
- 31:12Speaker 6: con lo stile di vita possiamo migliorare la situazione, possiamo
- 31:18Speaker 6: avere meno infarti, meno tumori, quindi questo è un altro studio,
- 31:24Speaker 6: oltre 50.000 persone statunitense e svedese che dimostravano questo, quindi
- 31:29Speaker 6: è l'epigenetica, un'altra scienza favolosa.
- 31:32Speaker 3: Assolutamente.
- 31:34Speaker 6: noi col nostro organismo possiamo interagire, con le nostre azioni
- 31:40Speaker 6: possiamo interagire sul nostro DNA, è bellissimo questo, quindi stimolare
- 31:46Speaker 6: l'espressione di quei geni positivi, quei geni che migliorano il metabolismo,
- 31:53Speaker 6: lo stato ormonale, l'immunità, quindi possiamo fare tanto da questo
- 31:58Speaker 6: punto di vista, dopo è chiaro che possiamo fare tanto
- 32:02Speaker 6: anche con la prevenzione, partecipando agli screening che ci vengono
- 32:09Speaker 6: offerti per la mammografia, per il PSA, per il sangue occulto.
- 32:16Speaker 6: Abbiamo a disposizione nuovi farmaci, basti pensare ai nuovi farmaci
- 32:22Speaker 6: per quanto riguarda il diabete che Noi eravamo rimasti alla metformina,
- 32:28Speaker 6: una farmacia degli anni 60, in cui i nuovi farmaci
- 32:32Speaker 6: per il BAD non erano migliori, si diceva non inferiori
- 32:36Speaker 6: alla metformina. Adesso con i nuovi farmaci, tra virgolette, in cretina,
- 32:40Speaker 6: oppure gli agonisti della GPLP, che vuol dire quelle punturine
- 32:44Speaker 6: che si fanno e di cui si fa anche un
- 32:48Speaker 6: abuso perché viene
- 32:48Speaker 5: utilizzata per … Ultimamente vanno un po' troppo.
- 32:52Speaker 6: per diminuire il peso ma hanno migliorato il controllo del
- 32:56Speaker 6: diabete se noi controlliamo il diabete è chiaro che viviamo
- 33:00Speaker 6: di più e viviamo meglio e poi possiamo fare molto
- 33:04Speaker 6: dovremmo fare molto anche a livello politico nel senso non
- 33:08Speaker 6: so non si riesce a fare un altro dei miei
- 33:11Speaker 6: cavalli di battaglia le vending machine non si riesce a
- 33:15Speaker 6: regolamentare a livello politico le macchinette distributrici di alimenti che
- 33:20Speaker 6: sono presenti nelle nostre scuole, nei posti pubblici, non si riesce.
- 33:26Speaker 6: Oppure l'etichettatura degli alimenti, c'è ancora molto contrasto a livello europeo,
- 33:32Speaker 6: per esempio per adottare un'etichettatura che possa aiutare le persone
- 33:39Speaker 6: che vanno a mangiare che vanno a comprare per mangiare
- 33:43Speaker 6: gli alimenti più sani. Si sta facendo qualcosa per esempio
- 33:49Speaker 6: per i buoni, per le persone che fanno attività fisica,
- 33:53Speaker 6: perché l'attività fisica è un investimento enorme per la nostra
- 33:57Speaker 6: salute fisica e mentale.
- 33:59Speaker 5: Ha sodato cosa può fare ognuno di noi nel proprio piccolo,
- 34:06Speaker 5: nel suo piccolo. Cosa sta facendo la scienza, la ricerca?
- 34:08Speaker 6: Ecco, molto da questo punto di vista appunto i nuovi farmaci,
- 34:15Speaker 6: ma anche l'intelligenza artificiale ci sta aiutando, perché per migliorare
- 34:19Speaker 6: la diagnosi, adesso c'è chi si occupa di radiologia, con
- 34:26Speaker 6: l'intelligenza artificiale chi è riuscita a mettere tempo Tutte le
- 34:32Speaker 6: immagini di una radiografia oppure di un'attacca di una risonanza
- 34:38Speaker 6: magnetica bene si riesce a ottenere una diagnosi più precisa.
- 34:45Speaker 6: Per non pensare anche, non so, alla tecnologia che può aiutarci.
- 34:50Speaker 6: Noi come parlavamo dieci anni fa magari di Alexia, ma
- 34:55Speaker 6: adesso ci sono le app sui telefoni o i device,
- 34:59Speaker 6: gli strumenti per misurare la pressione arteriosa, per misurare la
- 35:03Speaker 6: glicemia al polso. Quindi sono tante per avere un elettrocardiogramma, chiaramente...
- 35:12Speaker 6: poche derivazioni però per darci un'idea del nostro ritmo cardiaco
- 35:17Speaker 6: ebbene tutte queste cose non possono che aiutarci a migliorare
- 35:22Speaker 6: il nostro stato di salute
- 35:24Speaker 5: a quanto pare non serve dottore farsi nella piscina di
- 35:29Speaker 5: Cocoon per restare in forma ci arriveremo forse basta seguire
- 35:35Speaker 5: i giusti consigli medici, scientifici ecc comprendere e come vivere
- 35:42Speaker 5: non solo più a lungo ma meglio è una delle
- 35:45Speaker 5: sfide più affascinanti del nostro tempo come ricordava lei allora
- 35:50Speaker 5: grazie a tutti voi per averci
- 35:52Speaker 6: Elsa l'ultima cosa
- 35:55Speaker 5: ma
- 35:55Speaker 6: queste linee guida sono di Ippocrate il padre della medicina
- 35:59Speaker 6: che sono 2500 anni fa che lui individuava nell'attività fisica
- 36:03Speaker 6: nella sana alimentazione il modo per stare sano
- 36:07Speaker 5: quindi poco mi vuole dire poco è cambiato ne parliamo
- 36:10Speaker 5: Sì
- 36:12Speaker 6: abbiamo detto che è migliorata molto la farmacologia, l'intelligenza artificiale
- 36:17Speaker 6: si sta aiutando, però
- 36:19Speaker 5: lo
- 36:19Speaker 6: stile di vita lo sappiamo da 2500 anni. È
- 36:24Speaker 5: chiaro, è chiaro. grazie a tutti voi per averci seguito
- 36:28Speaker 5: per l'attenzione che
- 36:30Speaker 3: ci
- 36:30Speaker 5: dedicate ogni volta ringrazio il nostro ospite per averci guidato
- 36:33Speaker 5: attraverso i segreti e le ultime frontiere della longevità grazie
- 36:37Speaker 5: ancora a Roberto Volpe ricercatore e medico del CNR grazie
- 36:41Speaker 5: ancora Roberto grazie a voi
- 36:42Speaker 6: per la divulgazione
- 37:00Speaker 2: l'indissolubile legame fra l'ambiente e la specie umana
- 37:16Speaker 3: salute umana e salute animale in quattro case italiane su
- 37:20Speaker 3: dieci stasera c'è un cane o un gatto che aspetta
- 37:24Speaker 3: qualcuno 4 su 10. Un animale che ha un nome,
- 37:29Speaker 3: un posto dove dorme, un veterinario di fiducia. Per molti,
- 37:33Speaker 3: a tutti gli effetti, un componente della famiglia. Ora provate
- 37:37Speaker 3: a chiedere a quelle stesse persone che cosa significa One Health.
- 37:42Speaker 3: 3 su 4 vi risponderanno che non hanno mai sentito
- 37:45Speaker 3: questa espressione. E 1 su 100 dirà di sapere davvero
- 37:49Speaker 3: di che si tratta. 1 su 100. Sono i numeri
- 37:52Speaker 3: di un sondaggio realizzato dall'Istituto Utrend per l'Associazione delle Imprese
- 37:57Speaker 3: della Salute Animale, presentato a Roma dall'analista Giovanni Forti, nel
- 38:02Speaker 3: corso di un convegno dedicato proprio al rapporto tra la
- 38:05Speaker 3: salute delle persone e quella degli animali. E il primo
- 38:09Speaker 3: dato che emerge riguarda una figura professionale di cui si
- 38:12Speaker 3: parla poco, il medico veterinario. Gli italiani si fidano di lui,
- 38:18Speaker 3: non un po', molto. Quasi 9 su 10 gli riconoscono
- 38:21Speaker 3: la capacità di tutelare la salute degli animali. 8 su
- 38:25Speaker 3: 10 si fidero dei suoi consigli. Ma il dato più
- 38:28Speaker 3: interessante è un altro. 3 italiani su 4 gli attribuiscono
- 38:32Speaker 3: un ruolo importante anche nella tutela della salute pubblica, cioè
- 38:37Speaker 3: della salute di tutti noi, non solo di quella del gatto.
- 38:41Speaker 3: E fra chi ha un animale il rapporto è ancora
- 38:43Speaker 3: più solido. La maggioranza ha un veterinario di riferimento, uno
- 38:47Speaker 3: a cui torna sempre. Quando deve scegliere, guarda prima di
- 38:50Speaker 3: tutto la competenza. Il prezzo viene molto dopo. E quasi
- 38:55Speaker 3: 8 proprietari su 10 portano il proprio animale a visite
- 38:58Speaker 3: periodiche anche quando sta benissimo. Tenete a mente questo dettaglio
- 39:03Speaker 3: perché dice molto. Il veterinario non è più solo quello
- 39:07Speaker 3: a cui si corre quando l'animale sta male. È diventato
- 39:10Speaker 3: quello a cui si va perché non stia male. Prevenzione,
- 39:14Speaker 3: esattamente come dovremmo fare noi con noi stessi. E allora
- 39:18Speaker 3: torniamo alla domanda di prima. Che cos'è questa One Health?
- 39:23Speaker 3: Tradotta letteralmente vuol dire una sola salute ed è un
- 39:26Speaker 3: modo di guardare le cose, la salute delle persone, quella
- 39:29Speaker 3: degli animali. e quella dell'ambiente non sono tre capitoli separati,
- 39:34Speaker 3: sono lo stesso capitolo. Detta così può suonare come una
- 39:38Speaker 3: bella frase, ma diventa molto concreta appena si fanno degli esempi.
- 39:42Speaker 3: L'antibiotico resistenza, i batteri che imparano a resistere agli antibiotici
- 39:47Speaker 3: rendendo difficili da curare infezioni che, fino a ieri, si
- 39:51Speaker 3: risolvevano in una settimana. Gli antibiotici, però, non li usiamo
- 39:55Speaker 3: solo noi. Si usano anche negli allevamenti. Stesso problema, due fronti.
- 40:01Speaker 3: La sicurezza di quello che mangiamo, che comincia molto prima
- 40:04Speaker 3: del supermercato. E le zoonosi, le malattie che dagli animali
- 40:09Speaker 3: arrivano all'uomo. Non serve andare lontano per trovare esempi di
- 40:12Speaker 3: quanto questo possa pesare sulla vita di tutti. Ecco, sono
- 40:17Speaker 3: terreni in cui la salute umana e quell'animale si incontrano
- 40:21Speaker 3: davvero e non si possono affrontare separatamente per il semplice
- 40:25Speaker 3: motivo che non sono separate. Ma qui arriva la parte
- 40:29Speaker 3: più curiosa del sondaggio. Quando il concetto di One Health
- 40:32Speaker 3: viene spiegato agli intervistati, molti lo riconoscono. Non lo conoscevano
- 40:37Speaker 3: per nome, ma l'idea, in qualche modo, ce l'avevano già.
- 40:41Speaker 3: La prova più bella arriva da un'altra domanda. Hanno chiesto
- 40:45Speaker 3: agli italiani quali fattori contano di più per la loro
- 40:48Speaker 3: salute personale. Al primo posto è finita la condizione dell'ambiente,
- 40:53Speaker 3: al secondo la salute delle altre persone e al terzo posto,
- 40:57Speaker 3: indicata da quasi un italiano su tre, la salute degli animali. Ambiente, persone, animali.
- 41:03Speaker 3: Ai primi tre posti. Che è, parola per parola, la
- 41:07Speaker 3: definizione di One Health. Solo che nessuno glielo aveva detto.
- 41:11Speaker 3: Fra i laureati la consapevolezza è più alta. E questo
- 41:14Speaker 3: ci dice dove c'è ancora da lavorare, non sui concetti
- 41:17Speaker 3: che sono intuitivi, ma sul farli arrivare a tutti. Un'ultima
- 41:22Speaker 3: cosa riguarda il futuro. Fra gli italiani che oggi non
- 41:26Speaker 3: hanno un animale, quasi la metà dice che ne vorrebbe
- 41:29Speaker 3: avere uno. E fra i più giovani, sotto i 35 anni,
- 41:33Speaker 3: la percentuale sale oltre la metà. Che cosa li ferma?
- 41:37Speaker 3: Non il disinteresse. Li ferma una casa troppo piccola, indicata
- 41:41Speaker 3: da 4 su 10. poi i costi del mantenimento, poi
- 41:45Speaker 3: la mancanza di tempo, le assenze, gli orari. Ostacoli pratici, insomma.
- 41:50Speaker 3: Il desiderio c'è. E allora il quadro che questo sondaggio
- 41:53Speaker 3: ci consegna è abbastanza chiaro. Gli italiani vivono con gli animali,
- 41:57Speaker 3: li considerano parte della propria vita e si fidano profondamente
- 42:01Speaker 3: di chi li cura. Quella fiducia è un capitale. La
- 42:05Speaker 3: sfida è trasformarla in consapevolezza, far capire che prendersi cura
- 42:09Speaker 3: della salute di un animale non è un gesto di
- 42:11Speaker 3: affetto e nient'altro, è un modo, indiretto ma reale, di
- 42:16Speaker 3: prendersi cura anche della salute delle persone e dell'ambiente in
- 42:19Speaker 3: cui vivono. Perché la One Health non è un concetto
- 42:23Speaker 3: per addetti ai lavori, è molto più semplice di come suona.
- 42:27Speaker 3: Siamo tutti dentro lo stesso sistema, noi, loro e il
- 42:31Speaker 3: posto in cui stiamo. L'attualità, le notizie più importanti di
- 42:51Speaker 3: sanità e salute sotto la lente. Come è diversa la
- 43:06Speaker 3: risposta del corpo femminile ai fattori di rischio cardiovascolare? Oggi,
- 43:12Speaker 3: in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, la Società Italiana
- 43:15Speaker 3: di Cardiologia ha mette in evidenza i risultati di uno
- 43:18Speaker 3: studio che ha coinvolto 2613 pazienti affetti da quelle malattie
- 43:24Speaker 3: cardiovascolari che continuano a rappresentare una delle principali cause di morte,
- 43:30Speaker 3: ma sussistono in merito delle differenze tra uomini e donne
- 43:34Speaker 3: che non riguardano soltanto il rischio di sviluppare queste patologie,
- 43:38Speaker 3: ma anche il modo in cui l'organismo risponde alle terapie
- 43:41Speaker 3: utilizzate per controllare i principali fattori di rischio, tra cui
- 43:45Speaker 3: il colesterolo. Sono stati eseguiti esami su pazienti di oltre
- 43:50Speaker 3: 30 centri italiani e trattati con anticorpi monoclonali, farmaci utilizzati
- 43:56Speaker 3: per ridurre in modo significativo i livelli di colesterolo nel sangue.
- 44:01Speaker 3: La proteina PCSK9, che contribuisce a regolare la quantità di
- 44:05Speaker 3: recettori presenti sulle cellule del fegato, è in grado di
- 44:09Speaker 3: rimuovere il colesterolo LDL, quello cosiddetto cattivo dal sangue. Bloccando
- 44:16Speaker 3: questa proteina, gli anticorpi monoclonali favoriscono la rimozione del cosiddetto
- 44:21Speaker 3: colesterolo cattivo e ne riducono la concentrazione nel sangue. Delle
- 44:26Speaker 3: persone coinvolte nello studio, 806 erano donne. Il colesterolo LDL,
- 44:32Speaker 3: acronimo di lipoproteine a bassa densità, è una delle principali
- 44:37Speaker 3: forme di colesterolo circolante nel sangue. Quando è presente in
- 44:41Speaker 3: quantità elevate, può depositarsi nelle pareti delle arterie e contribuire
- 44:45Speaker 3: alla formazione delle placche aterosclerotiche aumentando nel tempo il rischio
- 44:50Speaker 3: di malattie cardiovascolari, tra cui infarto e ictus. Per questo
- 44:55Speaker 3: motivo le linee guida stabiliscono, in base al profilo di
- 44:58Speaker 3: rischio di ciascun paziente, specifici valori obiettivo di LDL da
- 45:03Speaker 3: raggiungere attraverso lo stile di vita e, quando necessario, mediante
- 45:08Speaker 3: terapie farmacologiche. L'analisi dei risultati mostra però una differenza significativa
- 45:13Speaker 3: tra uomini e donne le pazienti presentavano mediamente una situazione
- 45:18Speaker 3: di partenza più sfavorevole. Avevano un'età media più elevata, livelli
- 45:23Speaker 3: di colesterolo LDL più alti e una maggiore frequenza di
- 45:27Speaker 3: intolleranza alle statine, i farmaci più comunemente utilizzati per ridurre
- 45:31Speaker 3: il colesterolo. Nonostante ciò, il dato più interessante riguarda la
- 45:36Speaker 3: risposta al trattamento. Nel corso del tempo, infatti, nelle donne
- 45:40Speaker 3: la riduzione del colesterolo LDL è risultata inferiore rispetto a
- 45:44Speaker 3: quella osservata negli uomini. La conseguenza è stata una diversa
- 45:48Speaker 3: percentuale di pazienti capaci di raggiungere i valori raccomandati dalle
- 45:53Speaker 3: linee guida, il 51,7% delle donne contro il 64,6% degli uomini.
- 46:01Speaker 3: In altre parole, anche quando vengono trattate con farmaci specifici
- 46:04Speaker 3: e seguono la terapia, le donne sembrano avere maggiori difficoltà
- 46:08Speaker 3: a raggiungere il livello di colesterolo e LDL considerato adeguato
- 46:13Speaker 3: in relazione al loro rischio cardiovascolare. Questo risultato è particolarmente
- 46:18Speaker 3: rilevante perché la differenza non sembra essere spiegata da una
- 46:22Speaker 3: minore aderenza alle cure. Al contrario, nel registro, l'aderenza al
- 46:27Speaker 3: trattamento delle donne è risultata addirittura più frequente rispetto a
- 46:30Speaker 3: quelle degli uomini. L'aderenza significa la capacità del paziente di
- 46:34Speaker 3: seguire correttamente la terapia prescritta, rispettando dosi e modalità di assunzione.
- 46:40Speaker 3: Il fatto che le donne seguono la terapia con maggiore regolarità,
- 46:43Speaker 3: ma raggiungano meno frequentemente il valore obiettivo di LDL, suggerisce
- 46:48Speaker 3: quindi che possono entrare in gioco altri fattori. Secondo gli autori,
- 46:53Speaker 3: tra le possibili spiegazioni vi sono caratteristiche biologiche e cliniche
- 46:57Speaker 3: ancora non completamente comprese. un elemento particolarmente importante rappresentato dalla
- 47:03Speaker 3: menopausa e dalla successiva transizione menopausale, periodo nel quale cambiano
- 47:08Speaker 3: i livelli degli ormoni sessuali e possono modificarsi sia il
- 47:12Speaker 3: metabolismo dei grassi che la distribuzione del tessuto adiposo. Questi
- 47:17Speaker 3: cambiamenti possono influenzare il profilo lipidico, favorendo in alcune donne
- 47:21Speaker 3: un aumento del colesterolo LDL e modificando il rischio cardiovascolare.
- 47:27Speaker 3: Il dato emerso dal test mostra non significa che uomini
- 47:30Speaker 3: e donne debbano necessariamente ricevere terapie completamente diverse. Le raccomandazioni
- 47:35Speaker 3: terapeutiche sono infatti basate sul rischio cardiovascolare individuale e non prevedono,
- 47:41Speaker 3: in linea generale, trattamenti differenti semplicemente in funzione del sesso.
- 47:46Speaker 3: Indica piuttosto la necessità di prestare maggiore attenzione alle caratteristiche
- 47:50Speaker 3: specifiche delle pazienti, verificando nel tempo non soltanto che la
- 47:54Speaker 3: terapia venga assunta correttamente, ma soprattutto che produca il risultato atteso.
- 48:00Speaker 3: Comprendere meglio il ruolo della menopausa, dei cambiamenti metabolici e
- 48:04Speaker 3: degli altri fattori biologici e clinici potrebbe quindi contribuire a
- 48:08Speaker 3: rendere più efficace la prevenzione cardiovascolare nelle donne. L'obiettivo della
- 48:14Speaker 3: medicina in genere è proprio quello di considerare le differenze
- 48:17Speaker 3: biologiche tra uomini e donne quando queste possono influenzare l'insorgenza
- 48:21Speaker 3: delle malattie, la loro evoluzione e e la risposta alle cure,
- 48:26Speaker 3: così da garantire a ogni paziente un controllo più adeguato
- 48:29Speaker 3: dei propri fattori di rischio. Eventi Congresso europeo sul diabete
- 48:48Speaker 3: Cambia la definizione di cura Per decenni, curare il diabete
- 48:54Speaker 3: ha voluto dire una cosa sola, tenere bassa la glicemia.
- 48:59Speaker 3: Il valore dello zucchero nel sangue era l'obiettivo e il
- 49:02Speaker 3: metro con cui si giudicava se una terapia stava funzionando. Ecco,
- 49:07Speaker 3: quella definizione sta cambiando. E sta cambiando in questi giorni
- 49:11Speaker 3: a Milano. Al Centro Congressi di Milano è in corso
- 49:14Speaker 3: il 62° congresso annuale dell'Associazione Europea per lo studio del diabete.
- 49:21Speaker 3: È cominciato lunedì, si chiude domani e ha portato in
- 49:24Speaker 3: città migliaia di specialisti da tutto il mondo. Fra le
- 49:28Speaker 3: centinaia di appuntamenti in programma, uno contava più degli altri.
- 49:32Speaker 3: La presentazione del nuovo documento di consenso, firmato insieme dall'Associazione
- 49:37Speaker 3: Europea e da quella americana per il diabete. Un documento
- 49:41Speaker 3: di consenso in medicina è il punto in cui la
- 49:43Speaker 3: comunità scientifica si mette d'accordo e dice da qui in
- 49:47Speaker 3: avanti si fa così. E dice questo, il successo di
- 49:51Speaker 3: una cura non si misura più soltanto sulla glicemia, conta
- 49:55Speaker 3: anche quanto quella terapia riduce il rischio di complicanze e
- 49:59Speaker 3: quanto riesce a proteggere gli organi che il diabete aggredisce
- 50:02Speaker 3: nel tempo, in particolare due, il cuore e i reni.
- 50:07Speaker 3: Può sembrare una sfumatura tecnica, non lo è. Significa che
- 50:11Speaker 3: due farmaci che abbassano la glicemia allo stesso modo non
- 50:15Speaker 3: sono più considerati equivalenti. Se uno dei due protegge anche
- 50:19Speaker 3: il cuore, è un farmaco migliore. E la scelta cambia
- 50:23Speaker 3: di conseguenza. Nella stessa direzione va la posizione della professoressa
- 50:28Speaker 3: Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia, che ha
- 50:33Speaker 3: riassunto la diabetologia di oggi in tre parole. Anticipare, intervenire presto,
- 50:39Speaker 3: prima che il danno diventi irreversibile. Personalizzare, scegliere la terapia
- 50:45Speaker 3: guardando la singola persona, la sua vita, il suo rischio. Democratizzare,
- 50:51Speaker 3: fare in modo che le innovazioni arrivino davvero a tutte
- 50:54Speaker 3: le persone che ne hanno bisogno. Teniamo da parte l'ultima
- 50:57Speaker 3: perché ci torniamo. Di innovazione a Milano se ne è
- 51:01Speaker 3: vista molta, nuovi farmaci per il diabete e per l'obesità,
- 51:05Speaker 3: sensori sempre più sofisticati e per la prima volta uno
- 51:09Speaker 3: spazio interamente dedicato all'intelligenza artificiale applicata alla lettura della glicemia.
- 51:15Speaker 3: Ma il capitolo che più di tutti somiglia a una
- 51:17Speaker 3: speranza riguarda il diabete di tipo 1, Qui il sistema immunitario,
- 51:22Speaker 3: per errore, distrugge le cellule del pancreas che producono insulina.
- 51:27Speaker 3: Una volta perse, non tornano. La terapia cellulare prova a
- 51:31Speaker 3: fare esattamente questo, rimetterle, sostituire le cellule distrutte con cellule nuove,
- 51:37Speaker 3: capaci di produrre di nuovo insulina. E a Milano sono
- 51:41Speaker 3: stati presentati dati aggiornati su questa strada, con una cautela
- 51:45Speaker 3: che va detta senza attenuazioni. Siamo nel campo sperimentale. Pochi pazienti,
- 51:51Speaker 3: osservati per periodi ancora brevi, prima di parlare di una
- 51:55Speaker 3: terapia disponibili serviranno tempo e conferme. Torniamo allora a quella
- 52:00Speaker 3: terza parola, democratizzare. Perché il quadro che esce da Milano
- 52:05Speaker 3: è quello di una disciplina che si trasforma in fretta.
- 52:08Speaker 3: E la domanda vera, quella che resta quando il congresso
- 52:11Speaker 3: chiude i battenti, non è se la ricerca sia capace
- 52:14Speaker 3: di innovare. Quello lo sta dimostrando. È un'altra domanda. Che
- 52:18Speaker 3: cosa serve perché queste innovazioni arrivino a tutti quelli che
- 52:22Speaker 3: ne hanno bisogno e non diventino l'ennesima cosa disponibile solo
- 52:26Speaker 3: per alcuni? Perché un'innovazione che non raggiunge il paziente, per
- 52:30Speaker 3: quel paziente non è ancora una cura. Sanità pubblica e
- 52:47Speaker 3: cittadini Assistenza domiciliare. Cosa succede quando finiscono i soldi? L'Italia
- 52:54Speaker 3: è il paese più anziano d'Europa. Non fra i più anziani.
- 52:58Speaker 3: Il più anziano. Un italiano su quattro ha superato i
- 53:02Speaker 3: 65 anni e siamo davanti a Germania, Francia e Spagna.
- 53:06Speaker 3: C'è poi un altro numero e questo pesa ancora di più.
- 53:10Speaker 3: Fra le persone che hanno passato i 75 anni, quasi
- 53:13Speaker 3: una su due convive con almeno tre malattie croniche. oppure
- 53:17Speaker 3: ha difficoltà serie nello svolgere le normali attività di ogni giorno, alzarsi, lavarsi,
- 53:23Speaker 3: uscire di casa. Per queste persone andare in ospedale non
- 53:27Speaker 3: è un gesto semplice, a volte non è nemmeno possibile.
- 53:31Speaker 3: E allora la logica si capovolge. Se il paziente non
- 53:34Speaker 3: può andare dalla cura, è la cura che deve andare
- 53:36Speaker 3: dal paziente. Si chiama assistenza domiciliare integrata. Sono visite, terapie, medicazioni, controlli,
- 53:45Speaker 3: portati direttamente a casa delle persone che, per età o
- 53:48Speaker 3: per condizioni di salute, non riescono a raggiungere un ambulatorio.
- 53:53Speaker 3: Negli ultimi anni questo servizio è cresciuto molto. E il
- 53:56Speaker 3: motivo ha un nome che abbiamo sentito mille volte, il
- 53:59Speaker 3: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR. I numeri
- 54:04Speaker 3: sono questi. Nel 2019 le persone over 65 seguite a
- 54:07Speaker 3: casa erano meno di 5 su 100. Nel 2025 sono
- 54:14Speaker 3: diventate più di 11, più che raddoppiate. Dietro ci sono
- 54:19Speaker 3: circa 3 miliardi di euro destinati all'assistenza domiciliare, più un
- 54:23Speaker 3: miliardo e mezzo per la telemedicina, quella che permette di
- 54:27Speaker 3: seguire un paziente a distanza senza spostarlo. Sembra una bella storia,
- 54:32Speaker 3: e in parte lo è, ma ci sono tre però,
- 54:34Speaker 3: e bisogna dirli tutti. Il primo però riguarda la qualità.
- 54:40Speaker 3: perché una cosa è essere presi in carico dal servizio sanitario,
- 54:44Speaker 3: un'altra è essere seguiti davvero. I dati del 2023 dicono
- 54:48Speaker 3: che quasi il 60% dei casi di over 65 si
- 54:53Speaker 3: concentra su interventi minimi o addirittura episodici. E qui va
- 54:57Speaker 3: spiegato che cosa significa episodico, perché nel linguaggio tecnico si
- 55:02Speaker 3: nasconde una cosa molto concreta. Sono i casi in cui
- 55:05Speaker 3: la prima visita dell'operatore sanitario è anche l'ultima. Uno passa
- 55:09Speaker 3: e non torna più. Sempre nello stesso anno le ore
- 55:13Speaker 3: medie di assistenza per ogni caso sono scese, dalle 18
- 55:17Speaker 3: dell'anno precedente a 15. 15 ore e stiamo parlando di
- 55:22Speaker 3: persone che spesso hanno tre patologie croniche addosso. Il problema, insomma,
- 55:27Speaker 3: non è più quante persone raggiungiamo, è che cosa gli
- 55:30Speaker 3: portiamo quando arriviamo. Il secondo però riguarda la geografia ed
- 55:36Speaker 3: è il dato che personalmente mi ha colpito di più.
- 55:39Speaker 3: prendiamo l'assistenza domiciliare più complessa, quella per i casi gravi,
- 55:44Speaker 3: dove serve continuità e competenza. La media nazionale nel 2023
- 55:49Speaker 3: era di circa 3 persone assistite ogni 1000 abitanti. Ma
- 55:53Speaker 3: dentro quella media c'è tutto il contrario di tutto. In
- 55:56Speaker 3: Molise si arriva a più di 7 persone ogni 1000,
- 55:59Speaker 3: in Basilicata a quasi 6, nella provincia autonoma di Bolzano
- 56:03Speaker 3: si scende a poco più di una e in Calabria
- 56:06Speaker 3: a 0,38. Fate il conto, Fra il Molise e la
- 56:10Speaker 3: Calabria c'è una differenza di quasi 19 volte. Stesso paese,
- 56:14Speaker 3: stesso servizio sanitario nazionale, stessi diritti sulla carta. E non
- 56:20Speaker 3: è una questione di nord contro sud, notate. Il Molise
- 56:23Speaker 3: e la Basilicata stanno in testa, Bolzano sta in fondo.
- 56:27Speaker 3: È una questione di come ogni regione ha scelto di
- 56:30Speaker 3: organizzarsi e di quanto un cittadino fragile può contare sul
- 56:34Speaker 3: posto in cui è nato. Il terzo però è più urgente,
- 56:39Speaker 3: perché ha una data. I soldi del PNRR finiscono e
- 56:43Speaker 3: dal 2027 quei servizi, se si vogliono mantenere, dovranno essere
- 56:48Speaker 3: pagati con le risorse ordinarie del Servizio Sanitario Nazionale. Quanto?
- 56:53Speaker 3: La ragioneria generale dello Stato ha stimato poco più di
- 56:57Speaker 3: 1 miliardo e 300 milioni di euro ogni anno. Le
- 57:01Speaker 3: regioni il problema l'hanno già segnalato in Parlamento. Dopo il
- 57:04Speaker 3: 2026 dicono garantire quella copertura sarà difficile. Ed è esattamente
- 57:09Speaker 3: su questo punto che è intervenuto Tonino Aceti, presidente di Salutequità,
- 57:15Speaker 3: un laboratorio che analizza le politiche sanitarie italiane guardandole da
- 57:19Speaker 3: un punto di vista preciso, quello dell'equità. Il messaggio di
- 57:23Speaker 3: Aceti è diretto e sta nel titolo Nessun arretramento. serve
- 57:27Speaker 3: trovare in fretta risorse stabili altrimenti tutto ciò che è
- 57:31Speaker 3: stato costruito in questi anni rischia di essere ridimensionato e
- 57:36Speaker 3: non parliamo solo dell'assistenza a casa parliamo delle case della
- 57:39Speaker 3: comunità degli ospedali di comunità della telemedicina tutta quella sanità
- 57:44Speaker 3: che negli ultimi anni ha provato ad avvicinarsi alle persone
- 57:47Speaker 3: invece di aspettarle il punto alla fine è concettuale prima
- 57:53Speaker 3: che contabile Finché l'assistenza domiciliare viene trattata come un servizio
- 57:57Speaker 3: in più, una cosa buona che si fa quando ci
- 58:00Speaker 3: sono i fondi europei, resterà fragile per definizione. In un
- 58:04Speaker 3: paese che invecchia più di tutti gli altri in Europa
- 58:07Speaker 3: e dove le malattie croniche crescono, curare le persone a
- 58:11Speaker 3: casa non è un'aggiunta gentile al sistema sanitario, è il
- 58:15Speaker 3: sistema sanitario. I prossimi mesi diranno se questa differenza l'abbiamo capita.
- 58:47Speaker 3: Health News, una rassegna delle più importanti notizie, sia in
- 58:51Speaker 3: campo medico che sulla salute, dai giornali e dalle agenzie
- 58:56Speaker 3: di tutto il mondo. Cominciamo dalla Repubblica Democratica del Congo,
- 59:15Speaker 3: dove l'epidemia di ebola non si sta fermando. L'ultimo bollettino
- 59:19Speaker 3: dell'Organizzazione Mondiale della Sanità parla di quasi 7.900 casi confermati
- 59:24Speaker 3: e di oltre 3.700 morti. Fate il rapporto tra i
- 59:29Speaker 3: due numeri e avrete il dato che conta davvero. Quasi
- 59:32Speaker 3: una persona su due fra quelli che si ammalano non sopravvive.
- 59:37Speaker 3: Ma il segnale più preoccupante non è il totale, è
- 59:39Speaker 3: la direzione. Le zone sanitarie colpite sono salite a 63,
- 59:44Speaker 3: distribuite su 7 province, e nelle ultime tre settimane quasi
- 59:48Speaker 3: tutte hanno registrato almeno un nuovo caso. Con andamenti diversi,
- 59:53Speaker 3: in certe aree la trasmissione rallenta, in altre riparte. È
- 59:57Speaker 3: un'epidemia che si muove in un territorio segnato da conflitti,
- 1:00:01Speaker 3: spostamenti di popolazione e servizi sanitari difficili da raggiungere. C'è
- 1:00:06Speaker 3: poi un problema specifico e va spiegato. Questa epidemia è
- 1:00:10Speaker 3: causata da un ceppo del virus chiamato Bundibuglio, che è
- 1:00:15Speaker 3: diverso da quello delle grandi epidemie dell'Africa occidentale. E il
- 1:00:19Speaker 3: vaccino che abbiamo, Hervebo, è autorizzato contro quell'altro ceppo. Contro
- 1:00:24Speaker 3: il Bundibuglio la sua efficacia non è dimostrata. Viene utilizzato,
- 1:00:29Speaker 3: ma all'interno di protocolli di ricerca, per capire se offra
- 1:00:32Speaker 3: una qualche protezione indiretta. Stesso discorso per i trattamenti, sono sperimentali,
- 1:00:38Speaker 3: non sono cure validate. Restano quindi gli strumenti di sempre,
- 1:00:43Speaker 3: diagnosi rapida, isolamento, assistenza precoce e il lavoro paziente di
- 1:00:48Speaker 3: rintracciare chi è entrato in contatto con un malato. L'Organizzazione
- 1:00:52Speaker 3: Mondiale della Sanità valuta il rischio molto alto all'interno del Paese,
- 1:00:57Speaker 3: elevato per gli stati confinanti, basso a livello globale. Seconda notizia,
- 1:01:04Speaker 3: una mappa del cervello umano come non ne erano mai
- 1:01:06Speaker 3: state fatte. Un consorzio internazionale ha analizzato oltre 6 milioni
- 1:01:12Speaker 3: di cellule cerebrali prelevate da quasi 1500 donatori. Un arco
- 1:01:17Speaker 3: di vita impressionante, dall'infanzia fino a 108 anni. La zona
- 1:01:22Speaker 3: studiata è la corteccia prefrontale, quella che governa la pianificazione, l'autocontrollo,
- 1:01:29Speaker 3: la regolazione delle emozioni, le decisioni. Che cosa si è visto?
- 1:01:35Speaker 3: Tre fasi. Durante l'infanzia e l'adolescenza il cervello si riorganizza profondamente. Poi,
- 1:01:41Speaker 3: intorno ai 24 anni, la sua composizione cellulare si stabilizza.
- 1:01:45Speaker 3: E attenzione, stabilizzarsi non vuol dire fermarsi. Cambia quello che
- 1:01:50Speaker 3: le cellule fanno, cambia il modo in cui si coordinano
- 1:01:53Speaker 3: tra loro. Poi, dopo i 60 anni, comincia una nuova
- 1:01:57Speaker 3: fase di trasformazione. Riguarda soprattutto le cellule di sostegno e
- 1:02:01Speaker 3: quelle immunitarie del cervello e si accompagna a un fenomeno
- 1:02:05Speaker 3: che molti conoscono per esperienza diretta. I ritmi biologici delle
- 1:02:09Speaker 3: 24 ore, sonno, veglia, appetito, perdono progressivamente sincronia. Ma il
- 1:02:15Speaker 3: risultato più intrigante è un altro. Confrontando i cervelli di
- 1:02:19Speaker 3: persone malate, i ricercatori hanno trovato alcuni individui che avevano
- 1:02:23Speaker 3: le lesioni tipiche dell'Alzheimer, eppure avevano mantenuto le proprie capacità
- 1:02:28Speaker 3: mentali molto più a lungo. Perché? Qualcosa nelle loro cellule
- 1:02:33Speaker 3: sembra averli protetti. Capire che cosa sia è una delle
- 1:02:36Speaker 3: domande più importanti che la ricerca sulle demenze si sta ponendo.
- 1:02:42Speaker 3: Un avvertimento però è d'obbligo. Non è un test diagnostico
- 1:02:45Speaker 3: e non è una terapia, è una mappa che serve
- 1:02:48Speaker 3: a rendere più mirate le ricerche future. Terza notizia, e
- 1:02:54Speaker 3: qui si cambia completamente registro. Una batteria che si ingoia.
- 1:02:59Speaker 3: L'hanno realizzata al Massachusetts Institute of Technology. È una batteria
- 1:03:04Speaker 3: fatta di materiali che il corpo può degradare, rivestita di
- 1:03:08Speaker 3: cera d'api. Una volta ingerita produce energia per qualche giorno
- 1:03:13Speaker 3: e poi si dissolve. Nei test condotti sui maiali, ha
- 1:03:17Speaker 3: alimentato per circa tre giorni una capsula capace di stimolare
- 1:03:21Speaker 3: elettricamente lo stomaco. L'idea dietro è semplice e potenzialmente importante.
- 1:03:27Speaker 3: Costruire dispositivi medici che funzionino solo per il tempo necessario
- 1:03:32Speaker 3: e che non debbano essere rimossi con un intervento. Gli
- 1:03:35Speaker 3: impieghi immaginati riguardano per esempio i disturbi in cui lo
- 1:03:39Speaker 3: stomaco si svuota troppo lentamente, ma anche sensori temporanei o
- 1:03:43Speaker 3: sistemi per rilasciare farmaci in modo controllato. Siamo però molto
- 1:03:48Speaker 3: lontani dalla corsia d'ospedale. La parte elettronica nel prototipo non
- 1:03:52Speaker 3: è ancora completamente riassorbibile e bisognerà dimostrare che il dispositivo
- 1:03:57Speaker 3: si attivi nel punto giusto e si dissolvano i tempi previsti,
- 1:04:00Speaker 3: dentro un ambiente, lo stomaco, che cambia in continuazione. I
- 1:04:05Speaker 3: ricercatori parlano di primi test sull'uomo fra circa due anni.
- 1:04:11Speaker 3: Quarta e ultima notizia, un inalatore che spegne un gene.
- 1:04:16Speaker 3: Riguarda l'asma e la broncopneumopatia cronica ostrittiva, la BPCO. L'idea
- 1:04:23Speaker 3: è ambiziosa. Invece di attenuare l'infiammazione, impedire alle cellule dei
- 1:04:28Speaker 3: polmoni di produrre una delle molecole che la alimentano. Si
- 1:04:31Speaker 3: spegne l'istruzione a monte, per così dire, invece di rincorrere l'effetto.
- 1:04:37Speaker 3: Il farmaco si inala, così da concentrarsi nei polmoni senza
- 1:04:40Speaker 3: interessare tutto l'organismo. E il primo test sull'uomo, condotto su
- 1:04:45Speaker 3: una settantina di persone, fra volontari sani e pazienti asmatici,
- 1:04:49Speaker 3: ha dato un risultato tecnicamente notevole. Il bersaglio molecolare si
- 1:04:54Speaker 3: è ridotto di circa il 90% nei polmoni e l'effetto
- 1:04:58Speaker 3: è durato settimane. Qui però serve la massima onestà perché
- 1:05:02Speaker 3: il confine è sottile. Questo studio dimostra che il farmaco
- 1:05:05Speaker 3: colpisce il bersaglio, non dimostra ancora che i pazienti respirino meglio.
- 1:05:10Speaker 3: che abbiano meno crisi o meno riaccutizzazioni. Sono due cose
- 1:05:14Speaker 3: diverse e la seconda va provata con studi più ampi
- 1:05:18Speaker 3: su pazienti più gravi. Quattro notizie, un'epidemia che non arretra,
- 1:05:23Speaker 3: una mappa che apre domande nuove e due tecnologie che
- 1:05:26Speaker 3: promettono molto e devono ancora dimostrare tutto. Alla prossima!