Latest / Siamo Fatti di Storia / 3 ottobre 1993 - La morte di Gabriele Moreno Locatelli
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- 0:03Speaker 2: Benvenuti nei podcast di C- Reattiva. Ogni giorno è una pagina
- 0:13Speaker 2: del tempo, un evento, una scelta, un errore, una scoperta,
- 0:17Speaker 2: qualcosa che ha cambiato il mondo. Io sono Michele Battistella
- 0:21Speaker 2: e questo è Siamo Fatti di Storia, il podcast che
- 0:24Speaker 2: racconta cosa è successo proprio oggi. Perché il passato non
- 0:30Speaker 2: è lontano. 3 ottobre 1993. Abbiamo parlato molte volte del
- 0:42Speaker 2: conflitto nei Balcani. Abbiamo raccontato la dissoluzione della Jugoslavia, l'assedio
- 0:47Speaker 2: di Sarajevo, l'atrocità commessa in nome della polizia etnica, ma
- 0:51Speaker 2: oggi raccontiamo qualcosa di diverso. Il giorno in cui la
- 0:53Speaker 2: guerra ha colpito direttamente anche chi veniva da fuori, chi
- 0:56Speaker 2: era lì per portare un messaggio di pace. Il giorno
- 0:59Speaker 2: in cui Gabriele Moreno Locatelli, volontario italiano, E' stato ucciso
- 1:03Speaker 2: mentre attraversava il ponte Vrvania di Sarajevo. Era il primo
- 1:07Speaker 2: straniero a morire in questo conflitto e la sua morte
- 1:09Speaker 2: cambia la percezione della guerra per molti in Europa. Locatelli
- 1:12Speaker 2: non era un soldato, non era nemmeno un giornalista, non
- 1:16Speaker 2: era un diplomatico, era un volontario, un pacifista, uno che
- 1:19Speaker 2: aveva scelto di essere lì per un motivo preciso. La
- 1:22Speaker 2: sua uccisione dimostra quanto la guerra nei Balcani non fosse
- 1:24Speaker 2: solo una questione locale, ma qualcosa che coinvolgeva tutta Europa.
- 1:27Speaker 2: E fa sorgere una domanda. Cosa spinge una persona a
- 1:30Speaker 2: lasciare il proprio paese per rischiare la vita in un
- 1:32Speaker 2: conflitto che non è suo? E perché c'erano militanti stranieri
- 1:35Speaker 2: a Sarajevo? E come la sua morte ha cambiato la
- 1:38Speaker 2: percezione della guerra nei Balcani? E perché questo evento segna
- 1:41Speaker 2: una svolta nel modo in cui il mondo guarda il
- 1:43Speaker 2: conflitto jugoslavo? La guerra nei Balcani e il ruolo dei
- 1:48Speaker 2: volontari stranieri è importante. Nei primi anni 90 l'Europa assiste
- 1:52Speaker 2: a uno dei conflitti più brutali dopo la Seconda Guerra Mondiale.
- 1:56Speaker 2: La Jugoslavia si disintegra, nascono nuove nazioni, ma con esse
- 1:59Speaker 2: anche polizie etniche, assedi e massacri. Sarajevo, la capitale della Bosnia,
- 2:03Speaker 2: diventa il simbolo di questa guerra, una città moderna, multietnica
- 2:06Speaker 2: e improvvisamente trasformata in un inferno. Dal 92 al 96
- 2:09Speaker 2: Sarajevo è sotto assedio delle forze serbo- bosniache. Ma migliaia di
- 2:15Speaker 2: persone vivono senza elettricità. Cuocibo sotto il controllo costante e
- 2:19Speaker 2: sotto il costante fuoco dei cecchini. L'Europa e l'ONU guardano
- 2:23Speaker 2: ma fanno poco e così iniziano ad arrivare i volontari
- 2:25Speaker 2: da altri paesi. Di fronte all'inerzia dei governi molti decidono
- 2:29Speaker 2: di agire da soli. Nascono movimenti pacifisti, volontari internazionali, attivisti
- 2:33Speaker 2: che vogliono rompere l'isolamento della Bosnia. Vanno a Sarajevo per aiutare,
- 2:37Speaker 2: per testimoniare, per dimostrare che la guerra non può essere ignorata. Ecco,
- 2:41Speaker 2: Gabriele Moreno Locatelli è uno di loro. Faceva parte dei
- 2:45Speaker 2: beati costruttori di pace. Un movimento fascista italiano che cercava
- 2:50Speaker 2: di portare aiuti umanitari e solidarietà alla popolazione bosniaca. Credeva
- 2:55Speaker 2: nella non violenza, nella possibilità di un dialogo e per
- 2:57Speaker 2: questo decide di essere a Sarajevo. Mentre i potenti discutevano
- 3:01Speaker 2: c'era chi attraversava ponti sotto i fuochi dei cecchini letteralmente.
- 3:05Speaker 2: E il 3 ottobre avviene l'omicidio sul ponte. Locatelli e
- 3:09Speaker 2: un gruppo di volontari decidono di fare qualcosa di simbolico,
- 3:11Speaker 2: attraversare il ponte Vrbani. che divide la città e che
- 3:15Speaker 2: era controllato dai cecchini serbo- bosniaci, lo fanno a piedi, lentamente,
- 3:19Speaker 2: portando una bandiera della pace. Non sono armati, non sono militari,
- 3:22Speaker 2: sono lì solo per dimostrare che il dialogo è possibile.
- 3:26Speaker 2: Ma sarevo ancora sotto assedio. I cecchini sparano su chiunque attraversi,
- 3:30Speaker 2: mentre il gruppo cammina, i primi colpi riecheggiano. Locatelli viene
- 3:33Speaker 2: colpito alla testa da un proiettile sparato da un cecchino,
- 3:36Speaker 2: muore sul colpo. La notizia della sua morte fa il
- 3:39Speaker 2: giro del mondo. Fino a quel momento la guerra era
- 3:40Speaker 2: qualcosa di lontano per molti italiani ed europei, ma l'uccisione
- 3:44Speaker 2: di un volontario pacifista cambia la narrazione. Sarajevo non è
- 3:47Speaker 2: più solo una città in guerra, è un posto dove
- 3:49Speaker 2: muoiono anche quelli che vanno per aiutare. La sua morte
- 3:52Speaker 2: spinge molti a chiedere un intervento internazionale più deciso, diventa
- 3:55Speaker 2: il simbolo di una guerra che non risparmia nessuno, nemmeno
- 3:57Speaker 2: chi porta un messaggio di pace. E come tutte le guerre,
- 4:00Speaker 2: anche questa continua, nonostante le proteste. quando anche chi porta
- 4:04Speaker 2: una bandiera della pace viene ucciso, capisce che la guerra
- 4:07Speaker 2: non fa alcuna distinzione. E allora, qual è l'eredità di
- 4:12Speaker 2: Locatelli e della sua scelta? Cosa ci ha lasciato la
- 4:14Speaker 2: morte di Gabriele Moreno Locatelli? Cosa ci insegna la sua storia?
- 4:18Speaker 2: Dimostra che l'inerzia politica non impedisce alle persone di agire,
- 4:21Speaker 2: mostra che il pacifismo non è solo una parola, ma
- 4:23Speaker 2: una scelta che può costare una vita, e ci ricorda
- 4:26Speaker 2: che Sarebo non era solo un conflitto locale, ma una
- 4:29Speaker 2: ferita aperta in Europa. E oggi, a distanze di decenni,
- 4:33Speaker 2: la sua storia continua a parlare. Oggi la guerra nei
- 4:35Speaker 2: Balcani è finita, ma Sarajevo porta ancora cicatrici di quegli anni.
- 4:39Speaker 2: Locatelli è ricordato come un simbolo di resistenza non violenta,
- 4:42Speaker 2: una delle poche voci che ha cercato di costruire ponti
- 4:44Speaker 2: invece di distruggerli. E forse la sua morte ci ricorda
- 4:48Speaker 2: che la guerra non è mai solo una questione militare,
- 4:51Speaker 2: ma sempre una questione umana. Alcuni distruggono i ponti con
- 4:54Speaker 2: le bombe, altri provano ad attraversarli con una bandiera della pace,
- 4:57Speaker 2: ma spesso la storia ascolta i primi. E allora impariamo
- 5:01Speaker 2: che le guerre non sono mai solo locali. Il conflitto
- 5:03Speaker 2: negli Balcani riguardava anche l'Europa e anche a chi era
- 5:07Speaker 2: al di fuori. E il pacifismo non è una scelta facile.
- 5:10Speaker 2: Essere contro la guerra non significa solo fare discorsi, ma
- 5:12Speaker 2: a volte rischiare la vita. E la storia non ricorda
- 5:15Speaker 2: solo chi fa la guerra, ma anche chi prova a fermarla.
- 5:18Speaker 2: Locatelli è morto, ma il suo gesto è ancora oggi
- 5:20Speaker 2: un simbolo. E allora, quante altre storie di pace abbiamo
- 5:23Speaker 2: ignorato mentre guardavamo solo alla guerra? Noi intanto ci sentiamo
- 5:27Speaker 2: domani per un altro episodio di Siamo Fatti di Storie.
- 5:30Speaker 2: siamo fatti di storia un podcast scritto diretto narrato da
- 5:35Speaker 2: me che sono Michele Battistella prodotto da Cireattiva e lo
- 5:38Speaker 2: potete trovare su tutte le principali piattaforme quindi mettete un
- 5:41Speaker 2: segui mettete un campanellino di modo che a ogni nuovo
- 5:44Speaker 2: episodio vi trovate già la notifica pronta a presto