Latest / Radio screenWEEK / Dio Ride: Giovanni Veronesi | Andiamo al Cinema 50
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- 0:00Speaker 2: ragazzi sono imprevedibili dovrebbero considerarli di più nella società cioè
- 0:05Speaker 2: i ragazzi di 14 15 16 anni esprimono dei concetti
- 0:09Speaker 2: liberissimi e si accorgono di cose che invece gli adulti
- 0:13Speaker 2: trascurano in modo clamoroso loro sono veramente proiettati nel futuro
- 0:21Speaker 3: bentornati a andiamo al cinema oggi siamo qui con giovanni
- 0:24Speaker 3: veronesi per parlare di dio rito Intanto partiamo dai complimenti.
- 0:40Speaker 3: Era da tanto che il cinema italiano non faceva un
- 0:42Speaker 3: film di così ampio respiro e così ambizioso. Si ricorda
- 0:46Speaker 3: un certo tipo di cinema che abbiamo purtroppo smesso di
- 0:48Speaker 3: fare e che invece tu sei tornato a fare.
- 0:51Speaker 2: E questa è un'affermazione. È un'affermazione mia, mi prendo le responsabilità.
- 0:55Speaker 2: E quindi io posso essere d'accordo. È vero che io
- 0:58Speaker 2: sono cresciuto e nato con quel tipo di cinema là,
- 1:01Speaker 2: la vera commedia italiana, La Grande Guerra, Il Sorpasso. la
- 1:06Speaker 2: vita difficile, c'eravamo tanti amati, per cui è chiaro che
- 1:11Speaker 2: la mia ambizione, il mio bersaglio più ambito era proprio
- 1:14Speaker 2: quella di cercare di fare una commedia che avesse dentro
- 1:21Speaker 2: tutti i generi possibili, perché Monicelli una volta mi disse
- 1:25Speaker 2: che la commedia è come la vita, giri un angolo
- 1:28Speaker 2: e trovi qualcosa che ti fa ridere, giri l'angolo successivo
- 1:30Speaker 2: e trovi qualcosa che ti emoziona, poi qualcosa che ti
- 1:33Speaker 2: fa piangere, Insomma la commedia comprende un po' tutto e
- 1:36Speaker 2: quindi raccontare la vita non è semplice. Loro c'erano riusciti
- 1:40Speaker 2: in modo clamoroso, ad esempio La Grande Guerra è un
- 1:43Speaker 2: film dove c'è un finale che forse è uno tra
- 1:46Speaker 2: i più bei finali del cinema dove fa morire i comici,
- 1:52Speaker 2: li fa fucilare ed è una cosa meravigliosa.
- 1:54Speaker 3: Beh anche Il Sorpasso è uno dei finali
- 1:56Speaker 2: più amari del
- 1:57Speaker 3: cinema italiano su un film che peraltro è largamente divertente
- 2:01Speaker 3: io ho pensato anche al cinema di Magni guardando il film,
- 2:03Speaker 3: è sbagliato? anche al cinema di Magni certo
- 2:07Speaker 2: è che in realtà in questo film io mi sono
- 2:10Speaker 2: nascosto nell'epoca per dire delle cose di oggi, attuali quindi
- 2:18Speaker 2: la mia ricostruzione storica è una ricostruzione storica meticolosa perché
- 2:22Speaker 2: io ho voluto dargli un contesto molto credibile però in
- 2:25Speaker 2: realtà ci sono dei dialoghi che potresti prenderli e metterli
- 2:28Speaker 2: in un film moderno ad esempio quando il cardinale parla
- 2:32Speaker 2: di dipendenza, che non cambierebbe niente.
- 2:36Speaker 3: Senti, di solito io parto dalla scrittura, con te ancor
- 2:41Speaker 3: di più, perché prima che regista nasci sceneggiatore, attore. Com'è
- 2:45Speaker 3: nato il film? Com'è nata la scrittura? Come mai così
- 2:47Speaker 3: tanti nomi qua in sceneggiatura, oltre al tuo? Sì, è
- 2:50Speaker 3: la prima volta che scrivo con così
- 2:52Speaker 2: tanta gente, però avevo bisogno di un sostegno, sia dal
- 2:54Speaker 2: punto di vista, per contestualizzare bene, l'epoca e quindi lì
- 2:59Speaker 2: mi sono serviti sia Jean- Jacques Landat che è un sacerdote
- 3:02Speaker 2: esorcista tra l'altro e questo Paolo Portone che è un antropologo,
- 3:07Speaker 2: professore di antropologia ed esperto di caccia alle streghe in
- 3:11Speaker 2: realtà lui sa tutto sulla caccia alle streghe e poi
- 3:15Speaker 2: Baldoni Bernardini e De Orsola che sono degli sceneggiatori che
- 3:19Speaker 2: mi porto dietro che però mi hanno fatto molto da
- 3:23Speaker 2: sponda mi hanno fatto molto mi hanno, diciamo, protetto, perché
- 3:29Speaker 2: io sono uno che parte per la tangente, soprattutto nel
- 3:32Speaker 2: scrivere le parabole, io mi mettevo in piedi, cominciavo a parlare, dicevo,
- 3:36Speaker 2: loro prendevano appunto, e poi da lì abbiamo fatto una
- 3:38Speaker 2: scrematura giusta su tutto quello che poteva essere detto, vedendo
- 3:43Speaker 2: il Vangelo da un punto di vista completamente laico, completamente
- 3:47Speaker 2: diverso
- 3:50Speaker 3: quindi hai lavorato come se fossi un avrate in umbo
- 3:52Speaker 3: l'americano o sei rimasto più attaccato comunque al metodo europeo
- 3:55Speaker 3: italiano
- 3:56Speaker 2: ma guarda io lavoro sempre così lavoro sempre con 3-4
- 4:01Speaker 2: sceneggiatori ora in questo caso siamo 5 o 6 addirittura
- 4:05Speaker 2: però a me piace proprio innanzitutto avere un piccolo pubblico
- 4:10Speaker 2: per sentire subito le reazioni abituato a fare dei film
- 4:12Speaker 2: comici è molto importante che i tuoi collaboratori ridano E
- 4:19Speaker 2: poi mi piace proprio lo scambio, mi piace il litigio,
- 4:22Speaker 2: mi piace la discussione, mi piacciono gli insulti tra di
- 4:26Speaker 2: noi mentre comunque lavoriamo insieme. Io li porto sempre a
- 4:30Speaker 2: casa mia al mare dove ci possiamo scannare e non
- 4:33Speaker 2: ci sente nessuno perché siamo in mezzo a una pineta,
- 4:35Speaker 2: quindi ci possono essere degli omicidi e delle urla e
- 4:39Speaker 2: nessuno se ne accorgerebbe. E quindi stiamo lì un mese,
- 4:41Speaker 2: due mesi, tre mesi, tutti insieme, mangiamo insieme, lavoriamo insieme,
- 4:48Speaker 2: viviamo insieme, che secondo me è fondamentale per scrivere un film.
- 4:52Speaker 2: Oggi si fa tutto online, uno scrive una scena, l'altro
- 4:55Speaker 2: scrive un'altra. Io posso morire, anzi voglio morire se il
- 4:58Speaker 2: mio
- 4:58Speaker 3: destino è quello. Senti, il gusto per lo storico ti
- 5:02Speaker 3: è venuto qui in Moschettieri o ce l'hai sempre avuto?
- 5:05Speaker 3: Ho sempre avuto un
- 5:05Speaker 2: pallino per il Seicento, per via di Manzoni, per via
- 5:09Speaker 2: di quel racconto bellissimo della peste. E poi perché il
- 5:13Speaker 2: Seicento è un secolo sfigatissimo, perché sta tra il Rinascimento
- 5:17Speaker 2: e l'Illuminismo. Quindi tra due secoli che sono talmente innovatori...
- 5:22Speaker 2: Lo
- 5:22Speaker 3: oscurano un
- 5:23Speaker 2: po'. Eh, lo oscurano, sì. E quindi io sono andato
- 5:25Speaker 2: a pigliare quello sfigato, perché mi piaceva l'idea di raccontare
- 5:28Speaker 2: proprio un secolo... così tormentato anche dagli avvenimenti della peste
- 5:36Speaker 2: e soprattutto a metà del Seicento dove iniziavano i prodromi
- 5:40Speaker 2: di quello che sarebbe stato l'illuminismo quindi era plausibile che
- 5:44Speaker 2: certe persone cominciassero a pensarla in un modo diverso e
- 5:47Speaker 2: cominciassero ad allontanarsi da quella teocrazia che c'era
- 5:52Speaker 3: con la religione al potere. Senti, nonostante la storia abbia
- 5:55Speaker 3: dei personaggi storici, però il protagonista è inventato, giusto e costruito.
- 5:58Speaker 3: Il frate è totalmente inventato
- 6:00Speaker 2: il cardinale invece, il cardinale Maculani, è realmente esistito, era
- 6:05Speaker 2: realmente in odore di papato, perché era quello che aveva
- 6:09Speaker 2: fatto abbiurare Galileo Galilei, era riuscito a convincerlo con il
- 6:13Speaker 2: famoso racconto che lo portò davanti alla sala delle torture.
- 6:19Speaker 2: Lui aveva 80 anni, Galilei era una star. Era veramente
- 6:22Speaker 2: come se fosse Mick Jagger, capito? E lo portò davanti
- 6:25Speaker 2: alla sala di tutto e gli disse, scusa, ma te
- 6:27Speaker 2: ha 80 anni. Ti va di fare la fune che
- 6:30Speaker 2: ti tiriamo su per le braccia? E Galilei, da uomo intelligente,
- 6:35Speaker 2: gli disse, dove devo firmare? Quindi lo
- 6:36Speaker 3: minacciò alla
- 6:37Speaker 2: fine. Sì, gli fece soltanto vedere qual era probabilmente il
- 6:41Speaker 2: suo futuro. E poi lui disse la famosa frase, tanto
- 6:44Speaker 2: la verità prima o poi verrà a galla. E questo
- 6:46Speaker 2: Maculani era un uomo avanti perché poi diventò amico di
- 6:50Speaker 2: galilei si fece regalare un canocchiale guardava le stelle quindi
- 6:54Speaker 2: la chiesa del tempo uno così un prete scienziato non
- 6:58Speaker 2: lo poteva mettere come infatti al posto suo fu fatto
- 7:01Speaker 2: papa il cardinale
- 7:03Speaker 3: chigi e lui fu silurato si proviene a fare ristrutturazioni
- 7:08Speaker 3: in giro per l'italia l'accuratezza storica quant'era importante quanto è
- 7:13Speaker 3: diventato un dogma da eseguire o quanto magari te ne
- 7:15Speaker 3: sei avvergato Era totalmente il
- 7:17Speaker 2: mio dogma. Io volevo fare un film super credibile, ricco
- 7:21Speaker 2: di povertà, perché all'epoca quei paesi della Toscana, i piedi
- 7:26Speaker 2: della Miata, nel Volterrano, erano veramente poveri, e totalmente realistico.
- 7:32Speaker 2: Cioè volevo fare un film dove nessuno mi potesse dire
- 7:35Speaker 2: di aver sbagliato qualcosa della lingua o di aver sbagliato
- 7:38Speaker 2: qualcosa della rappresentazione storica. Quindi mi sono messo in mano...
- 7:45Speaker 2: Sia scenografi, costumisti, direttore della fotografia e soprattutto le due
- 7:50Speaker 2: persone che ci hanno dato il contesto nella sceneggiatura di
- 7:53Speaker 2: modo da essere sicuro che anche la formula dell'esorcismo fosse
- 7:57Speaker 2: quella vera. Perché sono cambiate anche quelle, quindi abbiamo fatto
- 8:01Speaker 2: una ricostruzione. Eppure per protagonista poi hai preso un romano. Beh,
- 8:06Speaker 2: è un romano molto atipico, diciamo. Lui è un cittadino
- 8:10Speaker 2: del mondo, proprio, perché parla l'inglese, parla l'americano, parla
- 8:13Speaker 3: l'americano del sud. Ha detto che è insopportabile quando fa
- 8:16Speaker 3: le interviste e mette in oscura tutti gli attori accanto
- 8:19Speaker 3: a lui, perché lo intervista il messicano, il giornalista messicano
- 8:23Speaker 3: risponde in messicano, lo intervista quello francese e risponde in
- 8:28Speaker 3: francese
- 8:29Speaker 2: Certo, certo. Parliamo di Favino, ovviamente. Parliamo di Pierfrancesco, detto Picchio. Picchio. No,
- 8:35Speaker 2: è uno con cui ogni regista dovrebbe fare l'esperienza di lavorare,
- 8:38Speaker 2: perché ti fa lavorare sempre al tuo massimo. Non puoi
- 8:42Speaker 2: cedere un attimo, perché lui è sempre al massimo e
- 8:45Speaker 2: quindi è come una Ferrari, la devi saper guidare, altrimenti
- 8:49Speaker 2: non si muove. Ed è molto aggressivo in missione nel personaggio,
- 8:58Speaker 2: è uno che il personaggio lo conquista proprio, lo vuole suo.
- 9:03Speaker 2: non transige, non gli deve scappare neanche una virgola, è millimetrico,
- 9:08Speaker 2: è veramente uno che riesce a trasformare il suo talento
- 9:15Speaker 2: a servizio del personaggio che fa. Mentre l'altro, Silvio Orlando,
- 9:20Speaker 2: ad esempio, invece è come se fosse un Aaron Royce,
- 9:22Speaker 2: una macchina di grande lusso dove tu entri, stai comodo,
- 9:26Speaker 2: e lui piano piano in punta di piedi entra nel personaggio,
- 9:30Speaker 2: si veste, comincia a camminare, è tutto un altro modo
- 9:35Speaker 2: di guidare insomma quando hai alle mani uno come Silvio
- 9:37Speaker 2: Orlando e quindi puoi immaginarti io quanto sono dovuto essere
- 9:42Speaker 3: psicologo a passare da una roulotte all'altra.
- 9:45Speaker 2: E
- 9:45Speaker 3: infatti è quello che ti volevo chiedere, quanto è importante
- 9:48Speaker 3: per un regista riuscire a capire la psicologia delle persone
- 9:51Speaker 3: che magari fanno un approccio completamente al mestiere
- 9:54Speaker 2: diverso? Sì, come questi due attori ad esempio, hanno un
- 9:57Speaker 2: approccio al mestiere completamente diverso e il regista come io
- 10:01Speaker 2: sostengo che sono i bravi attori che hanno bisogno del
- 10:03Speaker 2: regista quelli cani mezze tacche sono mezze tacche non riesce
- 10:11Speaker 2: anzi puoi maledire il giorno in cui l'hai scelto una
- 10:13Speaker 2: mezza tacca che arriva sul set e dice ma l'ho
- 10:15Speaker 2: scelto io questo mi è capitato tante volte a me
- 10:20Speaker 2: E invece loro, che sono di un livello altissimo, bisogna
- 10:25Speaker 2: psicologicamente capire come dirgli le cose, in che modo fargli
- 10:29Speaker 2: arrivare a quello che vuoi te. C'è una scena nel film,
- 10:34Speaker 2: una delle ultime scene, in cui Favino va di fronte
- 10:37Speaker 2: all'Inquisizione e parla con questa voce spezzata proprio dal fatto
- 10:42Speaker 2: che ha urlato talmente tanto che forse le corde vocali
- 10:47Speaker 2: sono partite, quindi c'è questa voce strozzata, molto difficile da
- 10:51Speaker 2: mantenere per un monologo lungo. E lì quel giorno abbiamo litigato,
- 10:55Speaker 2: abbiamo litigato perché lui mi ha detto« Ah, ma tu
- 10:57Speaker 2: non me lo dovevi dire adesso, me lo dovevi dire
- 10:58Speaker 2: prima che volevi una voce così, adesso me la sgrano tutta,
- 11:02Speaker 2: come si fa adesso?» Perché era una scena molto importante
- 11:04Speaker 2: del film. Abbiamo litigato davanti a 300 comparse e poi
- 11:08Speaker 2: però la cosa bella del fatto che siamo amici... è
- 11:13Speaker 2: che lui se n'è andato come dire adesso devo ricominciare
- 11:18Speaker 2: da zero perché il monologo lo devo fare con un'altra
- 11:20Speaker 2: voce allora io sono andato da lui gli ho detto
- 11:24Speaker 2: proviamo a farne una vediamo che succede poi dopo decidiamo
- 11:29Speaker 2: e lui ha fatto questo monologo è il primo Chuck
- 11:32Speaker 2: non gli ho mai staccato la macchina addosso e è
- 11:35Speaker 2: andato nel film quando ho detto stop lui un po'
- 11:39Speaker 2: contrariato è andato verso la sua sedia io sono andato
- 11:43Speaker 2: a lui mi sono chinato e gli ho detto guarda
- 11:47Speaker 2: che se quando litighiamo poi te la fai così litighiamo
- 11:51Speaker 2: tutti i giorni perché è venuta straordinaria ma no ma
- 11:55Speaker 2: facciamo un'altra sì sì ne facciamo quante ne vuoi però
- 11:58Speaker 2: questa è imbattibile e infatti è andata nel film
- 12:01Speaker 3: senti eppure il film sembra costruito e pensato per Favino
- 12:06Speaker 3: mi sembra che sapevi esattamente che avresti avuto
- 12:08Speaker 2: il suo tempo sì quel personaggio lì era già deciso
- 12:10Speaker 2: che fosse lui perché quando glielo ho raccontato mi ha detto, beh,
- 12:14Speaker 2: questo è un personaggio irrifiutabile, o qualsiasi attore vorrebbe fare
- 12:18Speaker 2: un personaggio così puro, così divertente, così vero, che ha
- 12:26Speaker 2: fede in se stesso, in quello che dice, in quello
- 12:28Speaker 2: che fa, e quindi mi ha detto di sì subito,
- 12:32Speaker 2: poi naturalmente abbiamo lavorato al soggetto, alla sceneggiatura, ma lui
- 12:36Speaker 2: è sempre stato accanto a noi.
- 12:38Speaker 3: Ma... L'idea di questo personaggio, di questo frate che è
- 12:42Speaker 3: convinto che Dio rida, nonostante nelle sacre scritture non c'è
- 12:45Speaker 3: scritto da nessuna parte, lui l'ha visto ridere. Da dove
- 12:48Speaker 3: ti è venuta? Come l'hai costruito
- 12:50Speaker 2: Perché volevo inventarmi un personaggio che avesse un linguaggio diverso
- 12:55Speaker 2: dall'epoca in cui viveva, un linguaggio proiettato nel futuro, dove
- 13:00Speaker 2: anche certe cose che sembravano inviolabili, come i dogmi della Chiesa,
- 13:04Speaker 2: le condizioni divine, il latino come lingua, potessero essere smorzate
- 13:10Speaker 2: dal fatto che ridere e far ridere insieme a Dio,
- 13:14Speaker 2: che era la cosa più intoccabile del mondo, avvicinava le
- 13:18Speaker 2: persone al potere in un modo completamente diverso, non glielo
- 13:22Speaker 2: facevano odiare, mentre il popolo odiava il potere perché veniva
- 13:26Speaker 2: riempito di punizioni. Quindi avevo voglia di raccontare proprio un personaggio,
- 13:32Speaker 2: quello che manca oggi, un linguaggio nuovo, sentir parlare in
- 13:36Speaker 2: un modo diverso, con diversi range di parole, vocabolario stantio,
- 13:44Speaker 2: mentre invece quando senti parlare qualcuno con un vocabolario diverso,
- 13:49Speaker 2: subito ti metti lì ad ascoltare. Oggi mancano queste persone,
- 13:54Speaker 2: anche se lui è un analfabeta, anche se lui è
- 13:56Speaker 2: uno che non sa bene niente della vita fuori da
- 14:01Speaker 2: quel convento, però parla un linguaggio nuovo, proiettato nel futuro,
- 14:04Speaker 2: perché
- 14:05Speaker 3: di lì a poco
- 14:06Speaker 2: le cose cambieranno.
- 14:07Speaker 3: E poi c'è una riflessione sulla comicità che a me
- 14:10Speaker 3: mi tocca particolarmente pensando al tuo lavoro, perché tu hai
- 14:12Speaker 3: lavorato con dei comici straordinari, da Nodi, Pieraccioni, Verdone. Quanto
- 14:18Speaker 3: è importante la comicità pura di questi personaggi? Io per
- 14:20Speaker 3: esempio in alcuni dialoghi del tuo frate ho sentito anche
- 14:24Speaker 3: riecheggiare alcune cose di Benigni, magari mi sbaglio, però mi
- 14:27Speaker 3: ha dato un po' quell'impressione. Mi sembra che la comicità
- 14:30Speaker 3: sia un centro veramente nodale del tuo lavoro. Sì, è
- 14:33Speaker 3: la
- 14:33Speaker 2: mia materia, io sono laureato in comicità, è chiaro l'ho
- 14:37Speaker 2: fatta per così tanti anni con questi comici che avevano
- 14:42Speaker 2: dei tempi propri perché il vero comico è inimitabile il
- 14:47Speaker 2: vero comico è quello che ha un tempo comico suo
- 14:51Speaker 2: e basta che non copia altri o che non cerca
- 14:55Speaker 2: di far ridere col talento col talento non si fa
- 15:00Speaker 2: ridere si fa ridere con il tempo comico che potrebbe
- 15:03Speaker 2: essere anche una cosa che ha una persona che non
- 15:06Speaker 2: sa recitare. Nella vita si incontrano persone molto divertenti che
- 15:10Speaker 2: hanno dei tempi comici anche involontari certe volte. Ecco, il
- 15:14Speaker 2: comico vero deve sapere, essere consapevole che quei tempi lui
- 15:18Speaker 2: li deve replicare, li deve riprodurre ogni volta che fa
- 15:23Speaker 2: una scena. E quindi il loro talento è al servizio
- 15:26Speaker 2: del tempo comico. È una cosa molto sottile, magari la
- 15:30Speaker 2: gente non lo sa, ma insomma... ci sono dei tempi,
- 15:34Speaker 2: dei controtempi in cui si può agire per far ridere
- 15:38Speaker 2: una persona, basta uno sguardo, un doppio sguardo, per cui
- 15:41Speaker 2: la gente guarda e si mette a ridere perché sembra
- 15:45Speaker 2: che quella persona abbia un'ingenuità che però è comunque costruita,
- 15:50Speaker 2: il comico lo sa benissimo. Per esempio
- 15:51Speaker 3: secondo me, nell'ambito, l'abbiamo citato, per me uno dei più grandi,
- 15:55Speaker 3: nonostante sia stato dimenticato, noti che era quasi imbattibile. Controtempo,
- 15:59Speaker 3: quando ti arrivava la battuta rispetto alla messa in scena.
- 16:03Speaker 3: Inutile era
- 16:03Speaker 2: veramente un maestro in questo, aveva un modo di guardare
- 16:09Speaker 2: e riguardare le cose che faceva veramente ridere. Lui se
- 16:15Speaker 2: passava su un palcoscenico, mi ricordo con i Giancattivi facevano
- 16:20Speaker 2: questa scena dove lui passava, guardava il pubblico, lo riguardava
- 16:25Speaker 2: e andava via, il pubblico rideva. C'era quel doppio sguardo
- 16:29Speaker 2: che faceva molto ridere. È un modo di lavorare completamente
- 16:35Speaker 2: diverso perché il comico è al centro dell'inquadratura, il comico
- 16:38Speaker 2: è al centro della storia, si fa tutto in funzione
- 16:41Speaker 2: del comico. Quindi io sono sempre stato al servizio della comicità.
- 16:49Speaker 2: Poi però quando facevo i miei film cercavo anche di
- 16:52Speaker 2: raccontare altre cose fino a che A un certo punto
- 16:56Speaker 2: mi è arrivata la pensione, cosa insospettabile, perché ho pensato
- 17:02Speaker 2: ma come si permettono di mandare la pensione? Io sono
- 17:05Speaker 2: ancora giovane, ma perché mi andano la pensione? Io non
- 17:08Speaker 2: la voglio la pensione, perché la pensione è come dire, vabbè,
- 17:10Speaker 2: hai detto quello che dovevi dire, adesso metti da una parte,
- 17:13Speaker 2: noi ti manteniamo fino alla morte, quindi già quell'assegno rappresenta
- 17:17Speaker 2: la morte. E anche il giorno in cui morirò, se
- 17:19Speaker 2: muoio i primi giorni del mese, muoio con l'assegno della pensione.
- 17:24Speaker 2: E ho detto, no, io non la voglio la pensione,
- 17:27Speaker 2: non la voglio, la volevo rifiutare. Poi ho guardato la cifra,
- 17:30Speaker 2: ho lavorato per tanti anni, però da lì ho capito
- 17:37Speaker 2: che ero libero, a quel punto lì ero libero di
- 17:41Speaker 2: poter fare quello che volevo. E quindi ho cominciato a
- 17:44Speaker 2: pensare a questo film, ho fatto questo film in totale libertà,
- 17:47Speaker 2: totale sincerità, devo ringraziare produttori, soprattutto Fabrizio Donvito di Indiana,
- 17:53Speaker 2: che mi ha seguito incoscientemente in un film così anomalo,
- 17:58Speaker 2: così diverso dal cinema italiano. Di solito il cinema italiano
- 18:01Speaker 2: racconta le cose della quotidianità, anche le marginazioni, ma andare
- 18:07Speaker 2: a finire nel Seicento, andare a finire a raccontare un
- 18:10Speaker 2: film che parla di Dio, ma è fatto da un laico,
- 18:13Speaker 2: fatto da un non credente in realtà, quindi era molto
- 18:18Speaker 2: complicata come cosa però finalmente ho fatto un film sincero
- 18:22Speaker 2: avevo mentito in un modo clamoroso fino ad oggi cioè
- 18:25Speaker 2: in tutti gli altri film ho detto delle bugie clamorose
- 18:28Speaker 2: che intendi? beh sì dai su tutti quei personaggi che
- 18:32Speaker 2: le storie finiscono sempre bene ma quando mai? ma non
- 18:35Speaker 2: esiste nella vita è tutta una menzogna la gente poi
- 18:38Speaker 2: va lì e si rasserena perché comunque ti faccio pensare
- 18:43Speaker 2: che ci può essere anche Un finale positivo nelle cose.
- 18:46Speaker 2: Forse perché
- 18:47Speaker 3: poi di qualche mezzogno ogni tanto c'è un bisogno.
- 18:49Speaker 2: Sì, però attenzione perché sono bugie. La maggior parte delle
- 18:54Speaker 2: volte le persone sono cariche di problemi, certe volte non
- 18:57Speaker 2: riescono nemmeno a risolvere, la loro vita diventa una vita difficile,
- 19:02Speaker 2: problemi d'amore soprattutto, le storie d'amore sono storie che quasi
- 19:07Speaker 2: hanno sempre una fine, come se se ci fosse una
- 19:10Speaker 2: specie di tagliola quando ti innamori che già ti fa
- 19:13Speaker 2: capire che quando finirà che detto
- 19:15Speaker 3: da chi ha fatto tre manuali
- 19:17Speaker 2: d'amore dove non davo risposte ponevo solo domande per cui
- 19:23Speaker 2: mentivo mentivo clavurosamente perché non funziona così ci mettevo parte
- 19:29Speaker 2: della mia verità e parte di menzogne che potevano piacere
- 19:34Speaker 2: al pubblico mi ero commissionato da solo dei film che
- 19:38Speaker 2: potessero piacere al pubblico, mettendoci dentro quei meccanismi per cui
- 19:40Speaker 2: il pubblico magari riusciva a starci. In questo no. Ti
- 19:42Speaker 2: faccio una domanda scomoda però perché me l'hai diretta.
- 19:51Speaker 3: è anche attinente al film quindi la verità possiamo dirla
- 19:55Speaker 3: solo quando alla fine non abbiamo più un bisogno di
- 19:58Speaker 3: sopravvivenza ma quella o è accertata o è sicura
- 20:01Speaker 2: la verità per quanto mi riguarda è arrivata solo con
- 20:04Speaker 2: la pensione
- 20:05Speaker 3: quindi
- 20:06Speaker 2: con la
- 20:06Speaker 3: sicurezza
- 20:07Speaker 2: con la sicurezza che la società ha detto che tu
- 20:11Speaker 2: hai già fatto quello che dovevi fare non tanto la
- 20:13Speaker 2: sicurezza economica perché potrei vivere anche senza la pensione il
- 20:18Speaker 2: problema è proprio la mentalità con cui a un certo
- 20:20Speaker 2: punto decidono basta, tu non ci servi più però siccome
- 20:25Speaker 2: ci sei servito hai reso un grande servizio alla società
- 20:29Speaker 2: noi ti diamo questo vitalizio e quindi è proprio il
- 20:34Speaker 2: concetto che mi ha dato fastidio a me E da
- 20:36Speaker 2: lì ho detto va bene, allora non mento più, sono sincero,
- 20:39Speaker 2: faccio un film totalmente sincero, è il primo film che
- 20:42Speaker 2: faccio dopo la morte di Francesco Nuti, che era mio
- 20:45Speaker 2: fratello praticamente, e quindi l'ho dedicato a lui, ce l'avevo
- 20:50Speaker 2: in tasca tutte le mattine, anzi sulle spalle, me lo
- 20:53Speaker 2: sentivo proprio come Enea porta sulle spalle il padre a Chise.
- 21:00Speaker 3: Senti, parliamo del resto del cast, perché a fronte di
- 21:02Speaker 3: due mostri sagri, letteralmente due mostri sagri del cinema italiano,
- 21:06Speaker 3: poi hai emesso dei volti giovani. Penso per esempio a
- 21:08Speaker 3: Francesco Ghecchi, che è uno degli autori giovani massimo.
- 21:13Speaker 2: Come
- 21:13Speaker 3: l'hai
- 21:14Speaker 2: scelti? Francesco Ghecchi l'ho visto in un cortometraggio. ero presidente
- 21:23Speaker 2: di Giuliana di questo festival di contometraggi questo ragazzetto mi
- 21:28Speaker 2: è rimasto impresso poi l'ho conosciuto perché è venuto ospite
- 21:31Speaker 2: in questo festival siamo diventati amici e ho pensato che
- 21:34Speaker 2: quel francesco è matto
- 21:35Speaker 3: Francesco è matto
- 21:38Speaker 2: giustamente è giustamente matto però con un grandissimo talento ha
- 21:45Speaker 2: un talento veramente si può fare tutto un attore veramente
- 21:50Speaker 2: polietico e c'ha solo 24 anni per cui insomma è
- 21:54Speaker 2: uno del vero del futuro come almanoce anche almanoce è
- 21:58Speaker 2: una di quelle attrici giovani giovani che ha un grande
- 22:02Speaker 2: futuro perché perché c'è un primo piano che lascia intendere
- 22:08Speaker 2: tutto è un primo piano interiorizzato sempre da questo sguardo
- 22:13Speaker 2: con questo sguardo che c'ha sempre qualcosa di scuro dentro
- 22:17Speaker 2: qualcosa di malinconico portatore di emozione soltanto il suo sguardo
- 22:22Speaker 2: quindi è una che avrà un grande futuro poi Maurizio
- 22:26Speaker 2: Lombardi ormai lui è già abbastanza affermato per cui insomma
- 22:30Speaker 2: lo porto dietro già dall'altro film anche lui è un
- 22:32Speaker 2: attore super poliedrico l'ho truccato tutto gli ho devastato la
- 22:36Speaker 2: faccia è
- 22:36Speaker 3: meraviglioso peraltro
- 22:38Speaker 2: quindi insomma credo che il cast sia molto azzeccato e
- 22:46Speaker 2: poi la ciliegina sulla torta le ciliegine sulla torta sono
- 22:51Speaker 2: due uno è Carlo Cecchi che è un maestro di
- 22:55Speaker 2: linguaggio si è inventato proprio un modo di recitare mi
- 22:57Speaker 2: piaceva l'idea proprio di avere degli attori che avevano un
- 23:01Speaker 2: linguaggio diverso come quello di Frate Leopoldo, del protagonista e
- 23:05Speaker 2: l'altro è Paolo Rossi che viene da quel teatro, da
- 23:10Speaker 2: quell'arte di Dario Fo che tanto per me è stata
- 23:14Speaker 2: ispirazione per questo film, il Grammloh quel teatro circense, quella
- 23:18Speaker 2: guittaggine che viene dagli zanni dell'epoca, da Arlecchino, insomma, se
- 23:24Speaker 2: guardi il costume di Pierfrancesco, ci sono diverse toppe, tutte
- 23:29Speaker 2: colorate diverse, che richiamano un po' a quella povertà di Arlecchino.
- 23:34Speaker 3: Senti, invece, a proposito dell'aspetto visivo, la fotografia è ricercatissima
- 23:38Speaker 3: e secondo me è tanto figlia di Rubens, cioè proprio
- 23:41Speaker 3: di quell'approccio lì
- 23:43Speaker 2: Dovresti parlare con Maurizio Calvesi, che è il fotografo del film.
- 23:46Speaker 2: Il direttore della fotografia dei film, che è un grande
- 23:48Speaker 2: direttore della fotografia. Siamo partiti proprio da quei pittori lì
- 23:55Speaker 2: e poi anche le ambientazioni gli sono venute in aiuto.
- 24:00Speaker 2: Perché quando inquadri un posto così suggestivo... Tu il
- 24:04Speaker 3: territorio già lo conoscevi bene.
- 24:06Speaker 2: No. era una Toscana che non conoscevo è stata una
- 24:10Speaker 2: scoperta pure per te perché i vostri sono bellissimi è
- 24:13Speaker 2: stata una scoperta anche per me tutto il Volterrano, la
- 24:16Speaker 2: valle di Cecina quella parte lì della Toscana io non
- 24:19Speaker 2: la conoscevo c'ero stato a Volterra ma non avevo girato
- 24:23Speaker 2: i dintorni di Volterra c'è un paesino che si chiama
- 24:25Speaker 2: Pomarance che sembra uscito da Walt Disney intorno al quale
- 24:31Speaker 2: ci sono dei posti clamorosi un canyon alto 100 metri
- 24:34Speaker 2: che sembra una spaccatura del terreno i fiumi incastonati fra
- 24:38Speaker 2: le rocce, le fumarole di Lardarello, insomma ci sono un
- 24:43Speaker 2: sacco di posti veramente molto duri, anche molto aspri rispetto
- 24:48Speaker 2: alla Toscana, collinare del Chianti o della Val d'Orcia. Quindi
- 24:53Speaker 2: è stata una bella scoperta anche per me e soprattutto
- 24:56Speaker 2: dal punto di vista fotografico, erano molto ispiratori come posti.
- 25:01Speaker 3: Sì, poi una cosa che io rifaccio sempre al cinema
- 25:03Speaker 3: italiano è che sfruttiamo pochissimo un territorio incredibile, nel senso
- 25:06Speaker 3: al di là di quei 4-5 posti che prendiamo sempre,
- 25:09Speaker 3: l'Italia è piena di posti meravigliosi che gli americani pagherebbero
- 25:13Speaker 2: tantissimo. È un set a cielo aperto l'Italia, se vai
- 25:17Speaker 2: 100 km in giù o 100 km in su trovi
- 25:20Speaker 2: tutto quello che vuoi, la neve, le montagne, le grotte,
- 25:22Speaker 2: i fiumi, i laghi, il mare, te pensa che dall'Adriatico
- 25:27Speaker 2: al Tirreno una volta feci questa cosa in un film
- 25:31Speaker 2: che era Viola bacia tutti, andai a riprendere l'alba sull'Adriatico
- 25:35Speaker 2: dove il sole nasce proprio dal mare, poi facemmo tutto
- 25:39Speaker 2: il viaggio per andare in Versilia e lo vedemmo tramontare
- 25:42Speaker 2: sul mare, era lo stesso sole ed era passata una
- 25:46Speaker 2: giornata e avevamo visto proprio fin dall'inizio e poi la
- 25:50Speaker 2: fine e questa è una cosa che puoi fare in
- 25:53Speaker 2: un paese particolare come l'Italia
- 25:55Speaker 3: verissimo, senti, ultima nota e poi te la lascio andare
- 25:57Speaker 3: se non è un riaprimento il commento musicale che nel
- 26:00Speaker 3: film ha un'importanza assoluta come è stato lavorato?
- 26:05Speaker 2: guarda la verità è questa io ho lavorato, scritto ho pensato,
- 26:10Speaker 2: ho girato con una musica di Daniela Pes che fa
- 26:14Speaker 2: una musica elettronica però molto ancestrale ha una voce che
- 26:18Speaker 2: viene da un altro pianeta È proprio un artista che
- 26:22Speaker 2: andava bene per me perché mi dava quella sorta di
- 26:24Speaker 2: scuro però epico. Poi quando sono arrivato al montaggio ho
- 26:34Speaker 2: capito che quella musica non andava bene per il mio film.
- 26:38Speaker 2: Cioè era una musica che mi andava bene per l'ispirazione
- 26:42Speaker 2: ma non poi sulle immagini
- 26:44Speaker 3: Per la scrittura.
- 26:45Speaker 2: Sì. E lì ho scoperto anche questo che L'ispirazione non
- 26:50Speaker 2: è uguale al risultato. L'ispirazione può essere anche molto diversa,
- 26:54Speaker 2: provenire anche da un posto dentro di te più nascosto,
- 26:57Speaker 2: ma il risultato è più concreto. Sei molto più tu
- 27:01Speaker 2: il risultato. Anche se sei sceso a dei compromessi, perché
- 27:05Speaker 2: ogni volta si fa un film e si scende a
- 27:07Speaker 2: dei compromessi, però quello è il vero risultato di te.
- 27:10Speaker 2: La tua ispirazione può anche navigare in un mare troppo lontano.
- 27:17Speaker 2: e allora sono andato dal mio amico Paolo Bonvino con
- 27:19Speaker 2: il film già montato gli ho detto guarda io avrei
- 27:23Speaker 2: bisogno di te perché ho capito che le musiche di
- 27:25Speaker 2: questo film le devi fare te e lui mi ha
- 27:28Speaker 2: detto non posso purtroppo non posso sono impegnato gli ho
- 27:31Speaker 2: detto guarda il film ha visto il film ha telefonato
- 27:34Speaker 2: e ha detto io sono impegnato però lo faccio e
- 27:37Speaker 2: da lì è cominciato un percorso un viaggio con lui
- 27:39Speaker 2: bellissimo perché lavorare con Paolo io avevo già lavorato È
- 27:45Speaker 2: come lavorare con te musicista, capito? È come se tu
- 27:50Speaker 2: fossi un grande musicista e lavorare con lui è una
- 27:53Speaker 2: specie di specchio della tua verità. Tu dici cose e
- 27:56Speaker 2: lui le trasforma in musica. Tu esprimi concetti e lui
- 28:00Speaker 2: ci mette delle note. E quindi è veramente un'esperienza bella
- 28:04Speaker 2: con lui. Però l'ispirazione è diversa dal risultato.
- 28:09Speaker 3: Questo è un concetto interessante. senti mentivo prima che era
- 28:12Speaker 3: l'ultima domanda in realtà c'erano altre due il secondo è
- 28:15Speaker 3: il montaggio come ha funzionato il lavoro sul montaggio perché
- 28:18Speaker 3: anche sul montaggio mi sembra che hai preso delle scelte
- 28:21Speaker 3: precise dove per esempio non ci mostri un certo tipo
- 28:25Speaker 3: di violenza ma ci mostri invece un attimo bello mi
- 28:28Speaker 3: sembra che siano tutte scelte intenzionali beh guarda sai all'epoca
- 28:33Speaker 2: le torture erano una cosa all'ordine del giorno quindi e
- 28:37Speaker 2: quella tortura lì È una tortura che veniva frequentata spesso
- 28:41Speaker 2: perché si chiama la fune. Ti tirano su con le
- 28:44Speaker 2: mani legate dietro la schiena affinché le spalle non si slogano, entrano,
- 28:48Speaker 2: escono dal loro posto, poi ti ritirano giù, te le
- 28:52Speaker 2: rimettono a posto, quindi un dolore infinito. Poi ti lasciano
- 28:56Speaker 2: una settimana a curarti e poi la settimana dopo ricominciano
- 28:59Speaker 2: dal caso. quindi farle vedere mi interessava però quel giusto
- 29:05Speaker 2: che si facesse capire quante conseguenze stava pagando
- 29:10Speaker 3: non c'è un'insistenza la Mel Gibson su Braveheart
- 29:13Speaker 2: no non mi interessava essere né splatter né insistere in
- 29:18Speaker 2: quella cosa lì la faccio vedere in modo anche abbastanza
- 29:23Speaker 2: irruento però la cosa che mi interessava molto era la
- 29:27Speaker 2: conseguenza di tutto questo che cosa capita a una persona
- 29:30Speaker 2: che Subisce quell'onta, quella cosa indegna come una punizione corporale.
- 29:40Speaker 2: perché la Chiesa era una teocrazia, aveva il potere su tutto,
- 29:44Speaker 2: sulle anime e soprattutto sui corpi
- 29:49Speaker 3: Ultima, prima mi raccontavi che hai fatto vedere il film
- 29:51Speaker 3: ai ragazzi, siccome il film parla tanto ai ragazzi, il
- 29:54Speaker 3: personaggio di Favino... predica a bambini, spesso ai ragazzini, che ridono,
- 29:59Speaker 3: e c'è anche una parte importante nell'azione tra lui e
- 30:02Speaker 3: un ragazzino nello specifico. Com'è stato farlo vedere ai ragazzi
- 30:05Speaker 3: e che risposta è
- 30:06Speaker 2: una? È un'esperienza, perché i ragazzi sono imprevedibili, dovrebbero considerarli
- 30:11Speaker 2: di più nella società. Cioè i ragazzi di 14, 15,
- 30:15Speaker 2: 16 anni esprimono dei concetti liberissimi e si accorgono di
- 30:19Speaker 2: cose che invece gli adulti trascurano in modo clamoroso Loro
- 30:24Speaker 2: sono veramente proiettati nel futuro. Una bambina di 11 anni
- 30:28Speaker 2: si è alzata, è venuta da me e mi ha
- 30:30Speaker 2: detto ma perché a un certo punto il frate leva
- 30:38Speaker 2: una mosca dalla faccia dell'altro frate? Ma l'avete voluta voi
- 30:43Speaker 2: la mosca o era casuale? E lì gli ho risposto
- 30:47Speaker 2: guarda io sono un regista abbastanza d'esperienza però ancora non
- 30:51Speaker 2: riesco a dirigere le mosche. Quello era casuale come cosa,
- 30:55Speaker 2: però l'aveva notata, aveva notato una piccola cosa che nella
- 31:00Speaker 2: storia non ha nessun senso. Però per dirti come lo
- 31:04Speaker 2: sguardo di una persona può essere traslato anche di 30
- 31:09Speaker 2: gradi rispetto a quello che gli vuoi far vedere te,
- 31:12Speaker 2: questa è una cosa fondamentale che fanno i ragazzi e
- 31:15Speaker 2: che non fanno più gli adulti. La realtà non va
- 31:17Speaker 2: guardata con gli occhi di quelli che te la vogliono
- 31:19Speaker 2: far vedere in quel modo. La realtà va guardata con
- 31:22Speaker 2: i propri occhi, quindi sposti l'ottica di 30 gradi e
- 31:25Speaker 2: guardi la realtà a modo tuo.
- 31:27Speaker 3: Ti sghimbo per molti versi. Grazie, è stata una conversazione interessantissima.
- 31:34Speaker 3: Che fai adesso che sei libero? Qual è il prossimo film?
- 31:37Speaker 3: Adesso vado a cavallo.
- 31:39Speaker 2: C'ho dei cavalli in Maremma, vado lì, mi butto nei boschi,
- 31:44Speaker 2: mangio alla macchia come il bandito Giuliano. Che è un
- 31:48Speaker 2: gran personaggio
- 31:49Speaker 3: su cui confiderà. Sì, forse. Grazie mille. Grazie a te.
- 31:53Speaker 3: Andate nel cinema a vedere Dioride. Ciao ciao, grazie mille.