Latest / Radio Onda Salute / [40] Radio Onda Salute del 17/09/2026
Transcript
- 0:23Speaker 2: Un caloroso benvenuto a tutte le ascoltatrici e tutti gli
- 0:26Speaker 2: ascoltatori di Radio K55. Andrà adesso in onda un'anteprima di
- 0:30Speaker 2: Radio Onda Salute, una nuova radio interamente dedicata ai temi
- 0:34Speaker 2: della medicina e del benessere, seguendo l'approccio One Health. Salute umana,
- 0:39Speaker 2: salute animale e ambiente. Un'unica salute. Per adesso sarà solo
- 0:43Speaker 2: una rubrica di Radio K55, ma presto diventerà un'emittente autonoma.
- 0:49Speaker 2: Nella trasmissione di oggi avrete modo di ascoltare alcuni dei
- 0:52Speaker 2: nostri programmi, come Casus, quell'evento che cambiò tutto, la rievocazione
- 0:57Speaker 2: di un episodio della storia della medicina che ne ha
- 0:59Speaker 2: cambiato per sempre la strada. Health News, una panoramica di
- 1:03Speaker 2: notizie sulla medicina da tutto il mondo. Intervisite, un talk
- 1:07Speaker 2: show di approfondimento con associazioni di medici e di pazienti
- 1:11Speaker 2: per approfondire i temi più attuali. Cure future, il domani
- 1:14Speaker 2: delle terapie che sono già qui, novità sulle più avanzate
- 1:18Speaker 2: terapie già disponibili e su quelle che lo saranno nel
- 1:20Speaker 2: prossimo futuro. E infine... pillole della salute un intermezzo di
- 1:25Speaker 2: aneddoti e curiosità sul mondo della salute buon ascolto
- 1:45Speaker 3: l'attualità le notizie più importanti di sanità e salute sotto
- 1:51Speaker 3: la lente
- 2:06Speaker 2: Incognite di un eccessivo ricorso alla I nella ricerca medica
- 2:09Speaker 2: e il rischio di una affrettata fiducia che i ricercatori
- 2:12Speaker 2: potrebbero riporre nella I stessa. L'integrazione dell'intelligenza artificiale nella ricerca
- 2:19Speaker 2: medico- scientifica sta aprendo possibilità fino a pochi anni fa difficili
- 2:23Speaker 2: da immaginare. I sistemi di IA possono analizzare rapidamente enormi
- 2:27Speaker 2: quantità di informazioni, individuare schemi nei dati genetici, prevedere la
- 2:32Speaker 2: struttura delle proteine, facilitare la ricerca di farmaci e contribuire
- 2:35Speaker 2: allo studio delle malattie. In prospettiva, queste tecnologie potrebbero favorire
- 2:40Speaker 2: diagnosi più precoci, terapie personalizzate e una ricerca più veloce
- 2:44Speaker 2: ed efficiente. Proprio queste capacità rendono però necessario interrogarsi sui
- 2:50Speaker 2: rischi di un uso eccessivo o acritico. L'IA non è
- 2:53Speaker 2: infallibile e soprattutto in medicina un errore può trasformarsi in
- 2:57Speaker 2: una conclusione scientifica sbagliata o persino in un rischio per
- 3:00Speaker 2: la salute. Uno dei principali problemi riguarda l'affidabilità dei risultati.
- 3:05Speaker 2: I modelli generativi, come i Large Language Models, possono produrre
- 3:09Speaker 2: risposte molto plausibili anche quando sono false. Questo fenomeno, chiamato allucinazione,
- 3:15Speaker 2: può portare alla creazione di citazioni bibliografiche inesistenti, risultati mai
- 3:19Speaker 2: ottenuti o relazioni tra fenomeni che non esistono. Per questo,
- 3:23Speaker 2: ogni informazione prodotta dall'IA deve essere verificata. Un altro problema
- 3:28Speaker 2: è quello della scatola nera, tipico soprattutto di alcuni sistemi
- 3:31Speaker 2: di deep learning, cioè algoritmi basati su reti neurali artificiali
- 3:35Speaker 2: capaci di riconoscere schemi complessi nei dati. Questi sistemi possono
- 3:39Speaker 2: fornire previsioni accurate senza rendere chiaro il ragionamento che le
- 3:42Speaker 2: ha prodotte. In medicina, però, non basta sapere che un
- 3:45Speaker 2: paziente è considerato a rischio. È importante comprendere perché. L'IA
- 3:50Speaker 2: può infatti individuare una correlazione, cioè un'associazione tra due fenomeni,
- 3:54Speaker 2: senza dimostrare la casualità, ossia che uno provochi realmente l'altro.
- 3:59Speaker 2: La ricerca deve quindi verificare che le relazioni individuate dall'algoritmo
- 4:02Speaker 2: corrispondano a meccanismi biologici reali. Anche la riproducibilità, principio fondamentale
- 4:08Speaker 2: della scienza, può essere messa in difficoltà. Un risultato è
- 4:12Speaker 2: più credibile quando altri ricercatori possono ripetere un esperimento o
- 4:15Speaker 2: applicare lo stesso metodo ottenendo risultati compatibili. Ciò diventa più
- 4:20Speaker 2: complesso con sistemi proprietari il cui codice e dati di
- 4:23Speaker 2: addestramento non sono completamente accessibili, oppure quando i modelli vengono aggiornati.
- 4:29Speaker 2: È quindi necessario documentare modello, versione, dati e procedure utilizzate.
- 4:33Speaker 2: Un ruolo centrale è svolto dalla qualità dei dati. Il
- 4:36Speaker 2: principio garbage in, garbage out indica che dati incompleti o
- 4:40Speaker 2: distorti possono produrre risultati inaffidabili anche con algoritmi sofisticati. In
- 4:45Speaker 2: medicina ciò può generare bias, cioè distorsioni sistematiche che rendono
- 4:49Speaker 2: un sistema meno accurato per alcuni gruppi della popolazione. L'IA
- 4:53Speaker 2: quindi non elimina automaticamente i pregiudizi presenti nei dati, ma
- 4:57Speaker 2: può persino amplificarli. I rischi riguardano anche il rapporto tra
- 5:00Speaker 2: esseri umani e tecnologia. L'uso eccessivo dell'automazione può provocare de- skilling,
- 5:06Speaker 2: cioè la perdita progressiva di competenze. Se il ricercatore delega
- 5:09Speaker 2: costantemente all'IA l'analisi e l'interpretazione dei dati, può diventare meno
- 5:13Speaker 2: capace di svolgere autonomamente queste attività e di riconoscere gli errori. Inoltre,
- 5:18Speaker 2: l'eccessiva ricerca di una risposta prevista potrebbe ridurre la serendipità,
- 5:22Speaker 2: cioè la capacità di riconoscere il valore di una scoperta
- 5:25Speaker 2: inattesa o di un'anomalia. A questi problemi si aggiungono quelli etici.
- 5:30Speaker 2: Gli strumenti generativi possono facilitare la produzione di articoli scientifici
- 5:34Speaker 2: falsi o manipolati, alimentando il fenomeno dei paper mill, organizzazioni
- 5:38Speaker 2: o attività che producono lavori scientifici non autentici. Questo mette
- 5:42Speaker 2: sotto pressione il peer review, il processo con cui gli
- 5:45Speaker 2: altri esperti valutano una ricerca prima della pubblicazione. Un'altra questione
- 5:50Speaker 2: riguarda la privacy. Cartelle cliniche, immagini diagnostiche e informazioni genetiche
- 5:54Speaker 2: sono dati estremamente sensibili e il loro utilizzo richiede adeguate garanzie,
- 5:58Speaker 2: consenso e protezione. Infine, l'IA sta entrando rapidamente anche nelle
- 6:04Speaker 2: scienze della vita e nella ricerca sui virus e sugli
- 6:06Speaker 2: agenti patogeni. Studiare un virus è fondamentale per comprenderne la diffusione,
- 6:11Speaker 2: sviluppare vaccini e prepararsi a future pandemie. Ma le stesse
- 6:14Speaker 2: conoscenze possono teoricamente essere utilizzate per scopi dannosi. Si parla
- 6:18Speaker 2: in questo caso di dual use, o uso duale. Una
- 6:22Speaker 2: tecnologia può avere finalità benefiche, ma anche essere impiegata in
- 6:26Speaker 2: modo pericoloso. Li ha poi inoltre rendere più accessibili alcune
- 6:29Speaker 2: fasi della ricerca biologica, aumentando le capacità di analisi e progettazione.
- 6:34Speaker 2: Il rischio non deriva necessariamente da una macchina capace autonomamente
- 6:37Speaker 2: di creare un agente pericoloso, ma dalla combinazione tra capacità dell'IA,
- 6:41Speaker 2: conoscenze umane e tecnologie biologiche sempre più avanzate. Per questo
- 6:46Speaker 2: non dovrebbe essere considerata un oracolo, ma uno strumento potente
- 6:49Speaker 2: da sottoporre a verifica e controllo. Il principio del human
- 6:53Speaker 2: in the loop, cioè la presenza dell'essere umano nel processo decisionale,
- 6:57Speaker 2: stabilisce che il ricercatore debba controllare i dati, valutare i risultati,
- 7:01Speaker 2: riconoscere i limiti dell'algoritmo e assumersi la responsabilità delle conclusioni.
- 7:07Speaker 2: L'IA può quindi diventare un prezioso copilota della ricerca, capace
- 7:10Speaker 2: di analizzare enormi quantità di informazioni e suggerire nuove possibilità,
- 7:14Speaker 2: ma non può sostituire il giudizio umano. La vera sfida
- 7:17Speaker 2: non è soltanto costruire sistemi sempre più potenti, ma garantire
- 7:20Speaker 2: che vengano utilizzati in modo competente, critico e responsabile. Il
- 7:25Speaker 2: rischio maggiore, infatti, non è solo che l'IA sbaglie, ma
- 7:28Speaker 2: che produca un errore così convincente e autorevole da far
- 7:31Speaker 2: credere agli esseri umani che sia corretto. A questo proposito,
- 7:35Speaker 2: il prestigioso sito di notizie e testata giornalistica, l'americano Axios,
- 7:40Speaker 2: ha pubblicato un approfondito esame di questi temi su un
- 7:42Speaker 2: articolo pubblicato l'11 settembre, centrando sin dal titolo il punto
- 7:46Speaker 2: focale di questo tema, come l'intelligenza artificiale renda più pericolosa
- 7:50Speaker 2: la ricerca biologica. Il titolo potrebbe sembrare un po' tranchant,
- 7:55Speaker 2: ma da quanto abbiamo espresso fin qui e soprattutto dalle
- 7:57Speaker 2: tesi che l'articolo di Axios esplicita, Effettivamente l'intelligenza artificiale sta
- 8:02Speaker 2: entrando nelle scienze della vita a una velocità molto elevata,
- 8:05Speaker 2: forse troppo elevata. È un argomento di grande attualità, molto
- 8:09Speaker 2: delicato e fonte di giustificata preoccupazione. Per questo abbiamo deciso
- 8:13Speaker 2: di riportare di seguito i principali concetti di questo illuminante
- 8:16Speaker 2: articolo apparso sul media americano, considerata l'importanza dei dati, delle tesi,
- 8:21Speaker 2: delle considerazioni e dei ragionamenti riportati, che riteniamo estremamente qualificati
- 8:25Speaker 2: ed essenziali per un'ottimale comprensione di questa complessa e delicata situazione.
- 8:31Speaker 2: I modelli più avanzati di AI possono assistere i ricercatori
- 8:33Speaker 2: nell'analisi di enormi quantità di dati biologici, nello studio dell'evoluzione
- 8:37Speaker 2: di determinati agenti patogeni e nell'analisi o progettazione di sequenze genetiche.
- 8:43Speaker 2: In termini semplici, ciò significa che alcune attività che in
- 8:45Speaker 2: passato richiedevano competenze altamente specialistiche, molto tempo e l'accesso a
- 8:50Speaker 2: strutture di ricerca avanzate possono essere accelerate attraverso strumenti informatici.
- 8:55Speaker 2: È proprio questo abbassamento delle barriere d'ingresso a suscitare preoccupazione.
- 9:00Speaker 2: Il rischio non consiste necessariamente nella comparsa di una macchina
- 9:03Speaker 2: capace autonomamente di creare un'arma biologica, ma nella possibilità che
- 9:07Speaker 2: l'IA renda più accessibile alcune fasi complesse della ricerca a
- 9:10Speaker 2: persone o ad organizzazioni che possiedono competenze limitate. Il tema
- 9:15Speaker 2: è particolarmente sensibile quando si parla di virus. Un modello
- 9:19Speaker 2: addestrato su grandi quantità di dati biologici potrebbe, almeno in
- 9:22Speaker 2: linea teorica, individuare relazioni tra caratteristiche genetiche e proprietà biologiche
- 9:26Speaker 2: di un agente patogeno. Può inoltre contribuire all'analisi di sequenze
- 9:31Speaker 2: di DNA ed RNA, molecole che contengono e trasmettono le
- 9:34Speaker 2: informazioni genetiche degli organismi. Se le capacità informatiche vengono combinate
- 9:39Speaker 2: con tecnologie e sintesi genetiche e con strumenti di laboratorio
- 9:42Speaker 2: sempre più accessibili, il confine tra progettazione digitale e sperimentazione
- 9:46Speaker 2: biologica reale può diventare più sottile. Per questo la valutazione
- 9:51Speaker 2: dei rischi non può fermarsi al funzionamento del singolo modello,
- 9:54Speaker 2: ma deve considerare l'intera catena tecnologica e il modo in
- 9:57Speaker 2: cui diversi strumenti possono essere combinate. È anche per questo
- 10:01Speaker 2: che alcuni ricercatori hanno espresso preoccupazione per la possibilità che
- 10:05Speaker 2: sistemi di IA vengano utilizzati per progettare o modificare organismi.
- 10:10Speaker 2: In uno scenario di questo tipo l'intelligenza artificiale non sarebbe
- 10:13Speaker 2: necessariamente il creatore autonomo del virus. ma uno strumento capace
- 10:16Speaker 2: di accelerare il lavoro umano elaborando dati, formulando ipotesi e
- 10:20Speaker 2: suggerendo possibili soluzioni. Il rischio potrebbe quindi derivare soprattutto dalla
- 10:25Speaker 2: combinazione tra capacità umane e capacità artificiali. E questa prospettiva
- 10:29Speaker 2: diventa ancora più importante con lo sviluppo di sistemi IA
- 10:32Speaker 2: specificatamente progettati per le scienze della vita. Alcuni di questi
- 10:36Speaker 2: strumenti vengono sviluppati e messi a disposizione in tempi molto rapidi,
- 10:40Speaker 2: mentre le procedure di valutazione della sicurezza, gli standard e
- 10:43Speaker 2: le regole possono procedere più lentamente. Si crea così una
- 10:47Speaker 2: sorta di squilibrio tra velocità di innovazione e capacità delle
- 10:50Speaker 2: istituzioni di comprendere e controllarne tempestivamente le conseguenze. Un esempio
- 10:55Speaker 2: utile per comprendere l'evoluzione di queste tecnologie è AlphaFold, sviluppato
- 10:59Speaker 2: da Google DeepMind. Il sistema è stato progettato per prevedere
- 11:03Speaker 2: la struttura tridimensionale delle proteine a partire dalla loro sequenza.
- 11:07Speaker 2: Si tratta di uno strumento estremamente potente, ma relativamente circoscritto,
- 11:11Speaker 2: riceve un problema specifico e produce una previsione. Gli agenti
- 11:14Speaker 2: IA rappresentano invece un possibile passo ulteriore. Un agente è
- 11:18Speaker 2: un sistema capace non soltanto di rispondere a una richiesta,
- 11:21Speaker 2: ma anche di pianificare una serie di azioni, utilizzare strumenti,
- 11:25Speaker 2: raccogliere informazioni, modificare la propria strategia in base ai risultati
- 11:28Speaker 2: ottenuti e portare avanti un compito con un livello crescente
- 11:31Speaker 2: di autonomia. Il passaggio da un modello che risponde a
- 11:34Speaker 2: un agente che agisce introduce quindi una variabile nuova, la
- 11:38Speaker 2: difficoltà di prevedere e controllare tutte le operazioni che il
- 11:41Speaker 2: sistema potrebbe compiere per raggiungere un determinato obiettivo. Un'intelligenza artificiale
- 11:46Speaker 2: molto potente ma strettamente controllata può essere sottoposta a verifiche
- 11:49Speaker 2: e limitazioni relativamente definite. Un sistema altrettanto potente, ma dotato
- 11:54Speaker 2: di maggiore autonomia, potrebbe invece essere in grado di pianificare
- 11:57Speaker 2: e svolgere autonomamente una sequenza di operazioni, rendendo più complesso
- 12:01Speaker 2: prevederne tutte le conseguenze. Le due preoccupazioni, quella biologica e
- 12:06Speaker 2: quella relativa all'autonomia dell'IA, finiscono così per intrecciarsi. Quanto più
- 12:10Speaker 2: un sistema è capace di comprendere un obiettivo, elaborare strategie
- 12:14Speaker 2: ed utilizzare strumenti per raggiungerlo, tanto più diventa importante stabilire
- 12:18Speaker 2: quali limiti debbano essere imposti e quali controlli debbano essere
- 12:21Speaker 2: mantenuti dagli esseri umani. Questo non significa rinunciare ai vantaggi
- 12:25Speaker 2: dell'intelligenza artificiale, ma sviluppare contemporaneamente strumenti di valutazione, sistemi di sicurezza,
- 12:31Speaker 2: regole trasparenti e competenze adeguate. Per questo l'IA non dovrebbe
- 12:35Speaker 2: essere considerata un oracolo capace di produrre autonomamente la verità,
- 12:39Speaker 2: ma uno strumento estremamente potente che deve essere sottoposto a controllo,
- 12:43Speaker 2: verifica e interpretazione umana. È questo il significato del principio
- 12:47Speaker 2: del human in the loop, letteralmente essere umano nel circuito.
- 12:51Speaker 2: Nelle decisioni scientifiche più importanti deve rimanere presente un controllo
- 12:54Speaker 2: umano effettivo. Il ricercatore deve poter verificare i dati, mettere
- 12:59Speaker 2: in discussione il risultato prodotto dall'algoritmo, comprenderne i limiti, confrontarlo
- 13:03Speaker 2: con le conoscenze disponibili e assumersi la responsabilità delle conclusioni finali.
- 13:08Speaker 2: In questa prospettiva, l'intelligenza artificiale può diventare un vero e
- 13:11Speaker 2: proprio copilota della ricerca, capace di esplorare quantità di informazioni
- 13:15Speaker 2: impossibili da analizzare manualmente e di suggerire percorsi che un
- 13:18Speaker 2: essere umano da solo potrebbe non riuscire a individuare. Ma
- 13:21Speaker 2: un copilota non è un comandante. La responsabilità di stabilire
- 13:25Speaker 2: se un risultato sia scientificamente valido, biologicamente plausibile ed eticamente
- 13:29Speaker 2: accettabile deve rimanere nelle mani dei ricercatori. La vera sfida
- 13:33Speaker 2: dei prossimi anni, quindi, conclude l'articolo pubblicato da Axios. non
- 13:37Speaker 2: sarà semplicemente costruire sistemi di intelligenza artificiale sempre più potenti
- 13:41Speaker 2: e autonomi. Sarà costruire una comunità scientifica sufficientemente competente, critica
- 13:46Speaker 2: e responsabile da sapere utilizzare queste tecnologie senza confondere la
- 13:50Speaker 2: capacità di una macchina di trovare una risposta con la
- 13:53Speaker 2: capacità di comprendere la verità. Perché nella medicina e nelle
- 13:56Speaker 2: scienze della vita il rischio più grande non è soltanto
- 13:59Speaker 2: che l'IA possa sbagliare, ma che possa produrre un errore
- 14:03Speaker 2: con tale velocità, precisione apparente e autorevolezza a convincere gli
- 14:07Speaker 2: esseri umani che sia corretto.
- 14:27Speaker 3: Casus, quell'evento che cambiò tutto. La rubrica che vi racconterà
- 14:32Speaker 3: gli eventi e le scoperte che hanno cambiato il futuro
- 14:35Speaker 3: della ricerca
- 14:58Speaker 6: Bentornate e bentornati a Kasos. Oggi vi parlerò di James
- 15:02Speaker 6: Lovelock e del momento in cui uno scienziato Posso suggerire
- 15:07Speaker 6: che la Terra, in un certo senso, si comporta come
- 15:10Speaker 6: un organismo vivente. Ci sono idee che nascono da un esperimento,
- 15:18Speaker 6: altre da una lunga serie di osservazioni, e poi ci
- 15:21Speaker 6: sono idee che nascono da una domanda apparentemente semplice, ma
- 15:25Speaker 6: capace di cambiare completamente il modo di guardare il mondo.
- 15:30Speaker 6: La domanda che accompagnò gran parte della vita di James
- 15:32Speaker 6: Lovelock era questa. Perché la Terra è così diversa dagli
- 15:36Speaker 6: altri pianeti? A prima vista potrebbe sembrare una domanda astronomica,
- 15:42Speaker 6: in realtà è una domanda che riguarda la vita, il clima,
- 15:45Speaker 6: gli oceani, l'atmosfera e persino noi stessi. Perché la temperatura
- 15:51Speaker 6: terrestre rimane entro limiti compatibili con la vita da miliardi
- 15:54Speaker 6: di
- 15:54Speaker 4: anni
- 15:55Speaker 6: Perché l'atmosfera contiene quantità di ossigeno che, secondo molte leggi
- 16:00Speaker 6: della chimica, non dovrebbero essere così stabili? Perché il pianeta
- 16:05Speaker 6: continua a mantenere condizioni favorevoli nonostante enormi cambiamenti geologici, vulcani,
- 16:11Speaker 6: impatti meteorici e variazioni dell'attività solare? Quando Lovelock iniziò a
- 16:18Speaker 6: riflettere su questi problemi, la visione dominante era piuttosto chiara.
- 16:22Speaker 6: La Terra era considerata semplicemente il palcoscenico della vita. Le rocce,
- 16:27Speaker 6: gli oceani e l'atmosfera costituivano l'ambiente. Gli organismi viventi erano
- 16:32Speaker 6: gli attori che lo abitavano. Esisteva una distinzione netta tra
- 16:37Speaker 6: il pianeta e la vita che lo popolava. Ma Lovelock
- 16:41Speaker 6: cominciò lentamente a sospettare che quella separazione fosse artificiale. Nato
- 16:47Speaker 6: nel 1919 in Inghilterra, James Lovelock possedeva una caratteristica rara.
- 16:52Speaker 6: Era uno scienziato capace di muoversi liberamente tra discipline diverse.
- 16:57Speaker 6: Studiava chimica, biologia, climatologia, fisica e geologia senza sentirsi obbligato
- 17:03Speaker 6: a rispettare i confini accademici. Questa libertà intellettuale gli permise
- 17:08Speaker 6: di vedere connessioni che altri fatigavano a riconoscere. Negli anni
- 17:12Speaker 6: 60 collaborò anche con la NASA e stava cercando metodi
- 17:16Speaker 6: per individuare la vita su altri pianeti. Una delle domande
- 17:19Speaker 6: fondamentali era come riconoscere la presenza di organismi viventi a
- 17:24Speaker 6: grande distanza. Lovelock propose un approccio originale. Invece di cercare
- 17:29Speaker 6: direttamente organismi o fossili, suggerì di osservare l'atmosfera. Una biosfera
- 17:35Speaker 6: attiva modifica profondamente la composizione chimica dell'aria. Se un pianeta
- 17:40Speaker 6: ospita la vita, la sua atmosfera dovrebbe apparire chimicamente squilibrata.
- 17:46Speaker 6: Quando osserviamo Marte, ad esempio, vediamo un'atmosfera relativamente stabile e
- 17:50Speaker 6: prevedibile dal punto di vista chimico. Quando osserviamo la Terra, invece,
- 17:55Speaker 6: troviamo qualcosa di molto strano. Ossigeno, azoto, vapore acqueo, anidride
- 18:01Speaker 6: carbonica e numerosi altri gas convivono in una situazione che,
- 18:04Speaker 6: dal punto di vista puramente chimico, dovrebbe essere instabile. In
- 18:09Speaker 6: altre parole, l'atmosfera terrestre appare continuamente lontana dall'equilibrio. La spiegazione
- 18:15Speaker 6: era semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo. La vita stessa
- 18:19Speaker 6: mantiene questa condizione. Gli oceani, il suolo e l'atmosfera non
- 18:24Speaker 6: agiscono come sistemi separati, interagiscono continuamente influenzandosi a vicenda. L'ossigeno
- 18:31Speaker 6: che respiriamo è prodotto dagli organismi viventi. La composizione chimica
- 18:35Speaker 6: degli oceani è modellata dall'attività biologica. Persino alcuni processi climatici
- 18:40Speaker 6: dipendono dall'azione di innumerevoli forme di vita. Da queste osservazioni
- 18:45Speaker 6: nasce l'ipotesi Gaia. Il nome venne suggerito dallo scrittore William Golding,
- 18:50Speaker 6: autore del romanzo Il Signore delle Mosche. Gaia era la
- 18:54Speaker 6: dea greca della Terra. Lovelock adottò quel termine non perché
- 18:58Speaker 6: pensasse che il pianeta fosse letteralmente vivo come un animale,
- 19:02Speaker 6: ma perché aveva bisogno di una parola capace di esprimere
- 19:05Speaker 6: un'intuizione nuova. L'idea era che la biosfera, l'atmosfera, gli oceani
- 19:11Speaker 6: e la crosta terrestre costituissero un sistema integrato capace di autoregolarsi.
- 19:16Speaker 6: Non un organismo nel senso tradizionale, ma qualcosa che possiede
- 19:20Speaker 6: una sorprendente capacità di mantenere condizioni favorevoli alla vita. Pensiamo
- 19:26Speaker 6: alla temperatura terrestre. Nel corso di miliardi di anni la
- 19:30Speaker 6: luminosità del Sole è aumentata considerevolmente. Se la Terra fosse
- 19:34Speaker 6: stata un semplice corpo passivo, il clima avrebbe dovuto subire
- 19:37Speaker 6: variazioni molto più estreme. Eppure il pianeta è riuscito a
- 19:41Speaker 6: mantenere temperature compatibili con la presenza di acqua liquida e
- 19:44Speaker 6: di organismi complessi. Lovelock iniziò a vedere ovunque esempi di autenticità.
- 19:51Speaker 6: Le foreste influenzano il clima, gli oceani regolano la concentrazione
- 19:55Speaker 6: di anidride carbonica, i microorganismi partecipano ai cicli chimici globali.
- 20:01Speaker 6: Ogni componente contribuisce direttamente o indirettamente alla stabilità dell'insieme. La
- 20:09Speaker 6: reazione della comunità scientifica fu inizialmente molto critica. Molti consideravano
- 20:14Speaker 6: l'ipotesi Gaia troppo vicina alla filosofia o addirittura al misticismo.
- 20:18Speaker 6: L'idea di una Terra che si autoregola sembrava evocare immagini
- 20:21Speaker 6: di un pianeta cosciente o intenzionale, concetti che la scienza
- 20:25Speaker 6: tendeva a evitare. Lovelock dovette spiegare più volte che non
- 20:30Speaker 6: stava attribuendo una volontà alla Terra. Non esisteva alcuna mente
- 20:33Speaker 6: planetaria che prendeva decisioni. L'autoregolazione... emergeva spontaneamente dall'interazione di miliardi
- 20:39Speaker 6: di organismi e processi fisici con il passare degli anni
- 20:45Speaker 6: molte intuizioni contenute nell'ipotesi Gaia trovarono conferme nei nuovi studi
- 20:49Speaker 6: su sistemi complessi sull'ecologia globale e sulle interazioni tra biosfera
- 20:54Speaker 6: e clima oggi gli scienziati non accettano necessariamente tutte le
- 20:59Speaker 6: formulazioni originarie di Lovelock ma riconoscono ampiamente che la vita
- 21:04Speaker 6: e il pianeta formano un sistema profondamente interconnesso La sua
- 21:08Speaker 6: visione ha influenzato la climatologia, l'ecologia, la biologia evolutiva e
- 21:12Speaker 6: perfino il modo in cui pensiamo ai cambiamenti climatici. Perché
- 21:17Speaker 6: se il pianeta è un sistema integrato, allora ogni alterazione
- 21:20Speaker 6: significativa può propagarsi attraverso reti di relazioni molto più ampie
- 21:25Speaker 6: di quanto immaginiamo. Il gesto che cambiò tutto in questa
- 21:28Speaker 6: storia è stato guardare la Terra dall'esterno, quasi come farebbe
- 21:33Speaker 6: un visitatore proveniente da un altro pianeta. e accorgersi che
- 21:36Speaker 6: ciò che sembrava uno sfondo era in realtà un protagonista.
- 21:41Speaker 6: Lovelock comprese che la vita non si limita ad abitare
- 21:44Speaker 6: la Terra, la modifica, la plasma, la trasforma continuamente. E
- 21:50Speaker 6: forse è proprio questa la lezione più affascinante della sua scoperta.
- 21:54Speaker 6: Noi siamo abituati a pensare agli organismi come entità separate dall'ambiente,
- 21:59Speaker 6: ma la realtà è molto più intrecciata. Ogni nostro respiro
- 22:04Speaker 6: dipende da processi biologici iniziati miliardi di anni fa. La
- 22:07Speaker 6: Terra non è soltanto il luogo in cui viviamo, è
- 22:10Speaker 6: il risultato di una collaborazione immensa e antichissima tra materia
- 22:14Speaker 6: e vita. Una collaborazione così vasta che, a volte, può
- 22:21Speaker 6: sembrare quella di un unico grande organismo. Grazie per avermi
- 22:29Speaker 6: seguito e buon proseguimento di ascolto con Radio Onda Salute.
- 22:48Speaker 3: Cure future, il domani delle terapie che è già qui.
- 22:53Speaker 3: Approfondimenti sulle novità scientifiche nel campo medico. Brain Computer Interface
- 23:10Speaker 3: contro varie tipologie di paralisi Nel 2026 le Brain Computer Interface,
- 23:17Speaker 3: cioè le interfacce cervello- computer, hanno raggiunto risultati particolarmente significativi nel
- 23:23Speaker 3: campo delle paralisi motorie, avvicinando alla pratica clinica una tecnologia
- 23:29Speaker 3: studiata da decenni. La BCI è un sistema che permette
- 23:33Speaker 3: di creare un collegamento diretto tra l'attività del cervello e
- 23:37Speaker 3: un dispositivo esterno, come un computer, un cursore o un
- 23:42Speaker 3: arto robotico. Il principio è fondamentale per comprendere il suo
- 23:46Speaker 3: impiego nelle persone paralizzate. Anche quando una lesione neurologica impedisce
- 23:51Speaker 3: ai muscoli di eseguire un movimento, il cervello può continuare
- 23:55Speaker 3: a produrre l'attività neurale associata all'intenzione di compierlo. La BCI
- 24:01Speaker 3: cerca quindi di intercettare questa intenzione prima che il comando
- 24:05Speaker 3: raggiunga i muscoli e di trasformarla direttamente in un'azione eseguita
- 24:09Speaker 3: da una macchina. Il passaggio decisivo è svolto dall'intelligenza artificiale,
- 24:15Speaker 3: che funziona come un sistema di traduzione tra attività cerebrale
- 24:19Speaker 3: e dispositivo. I segnali prodotti dai neuroni, infatti, non corrispondono
- 24:24Speaker 3: a comandi semplici e immediatamente leggibili. Sono complessi, variabili e
- 24:29Speaker 3: e contengono anche una componente di rumore, cioè informazioni non
- 24:33Speaker 3: utili alla decodifica del movimento. Gli algoritmi di AI analizzano
- 24:38Speaker 3: questi segnali e imparano a riconoscere gli schemi che corrispondono
- 24:42Speaker 3: alle intenzioni motorie della singola persona. Attraverso il deep learning,
- 24:47Speaker 3: una tecnica di intelligenza artificiale basata su reti neurali artificiali
- 24:52Speaker 3: capaci di apprendere dai dati, Il sistema può quindi associare
- 24:56Speaker 3: una determinata configurazione dell'attività cerebrale all'intenzione di muovere, per esempio,
- 25:02Speaker 3: una mano, un braccio o un cursore. La I non
- 25:06Speaker 3: legge il pensiero in senso letterale. Identifica sulla base dei
- 25:11Speaker 3: dati acquisiti quale intenzione motoria è più probabilmente associata a
- 25:16Speaker 3: quel particolare segnale neurale. Questa capacità di decodifica neurale è
- 25:22Speaker 3: alla base delle moderne neuroprotesi motorie, dispositivi progettati per sostituire
- 25:28Speaker 3: o assistere una funzione motoria perduta. In una persona con paralisi,
- 25:33Speaker 3: per esempio, il sistema può rilevare l'attività della corteccia cerebrale
- 25:38Speaker 3: associata al tentativo di muovere un arto e trasformarla in
- 25:41Speaker 3: un comando per un braccio robotico o per un'interfaccia digitale.
- 25:46Speaker 3: Le bici più avanzate utilizzano anche sistemi intracorticali, segnali bioelettrici
- 25:52Speaker 3: registrati direttamente all'interno della corteccia cerebrale tramite microelettrodi che penetrano
- 25:59Speaker 3: nel tessuto nervoso. La corteccia cerebrale è la regione esterna
- 26:03Speaker 3: del cervello coinvolta, tra le altre funzioni, nella pianificazione e
- 26:07Speaker 3: nel controllo dei movimenti. Questa modalità consente di ottenere segnali
- 26:12Speaker 3: più dettagliati anche se richiede un intervento chirurgico e presenta
- 26:16Speaker 3: quindi problematiche di sicurezza e di durata dell'impianto. Uno dei
- 26:21Speaker 3: progressi più importanti riguarda la velocità e la calibrazione. La
- 26:26Speaker 3: calibrazione è il processo attraverso il quale l'algoritmo impara a
- 26:29Speaker 3: collegare i segnali cerebrali di una determinata persona alle sue
- 26:33Speaker 3: intenzioni motorie. Poiché ogni cervello presenta caratteristiche differenti, e i
- 26:38Speaker 3: segnali possono cambiare nel tempo, una BCI deve essere personalizzata
- 26:44Speaker 3: e capace di adattarsi. Ridurre il tempo necessario per questa
- 26:48Speaker 3: fase significa rendere il dispositivo più pratico e più vicino
- 26:52Speaker 3: a un possibile utilizzo quotidiano. I risultati più recenti mostrano
- 26:56Speaker 3: sistemi capaci di trasformare l'attività cerebrale in comandi con velocità
- 27:01Speaker 3: e precisione sempre maggiori. fino a raggiungere prestazioni che si
- 27:06Speaker 3: avvicinano in alcuni compiti a quelle della comunicazione naturale. Il
- 27:11Speaker 3: risultato più importante, tuttavia, non è semplicemente la possibilità di
- 27:15Speaker 3: controllare una macchina con il cervello, ma la possibilità di
- 27:18Speaker 3: restituire autonomia a persone che hanno perso il controllo volontario
- 27:23Speaker 3: dei propri movimenti. La BCI può infatti aggirare il percorso
- 27:27Speaker 3: motorio danneggiato. Invece di seguire la sequenza naturale cervello, nervi, muscoli, movimento,
- 27:34Speaker 3: l'informazione può essere indirizzata lungo un percorso artificiale, cervello, BCI,
- 27:39Speaker 3: intelligenza artificiale, dispositivo. In questo schema il cervello rimane la
- 27:44Speaker 3: fonte dell'intenzione, la BCI acquisisce il segnale, la AI lo
- 27:49Speaker 3: interpreta e il dispositivo esegue l'azione. È proprio questa integrazione
- 27:54Speaker 3: tra neuroscienze, ingegneria e intelligenza artificiale a rappresentare la principale
- 27:59Speaker 3: svolta delle BCI nel trattamento delle paralisi. Le neuroscienze permettono
- 28:04Speaker 3: di comprendere come il cervello genera e organizza i comandi motori.
- 28:09Speaker 3: Gli impianti e i sensori consentono di registrare l'attività neuronale.
- 28:14Speaker 3: L'IA rende possibile trasformare segnali complessi e variabili in comandi
- 28:19Speaker 3: utilizzabili in tempo reale. Il traguardo non è quindi quello
- 28:23Speaker 3: ancora fantascientifico di leggere la mente, ma quello molto più
- 28:27Speaker 3: concreto di creare un nuovo canale di comunicazione tra cervello
- 28:31Speaker 3: e tecnologia. Per le persone con paralisi grave, questo canale
- 28:35Speaker 3: potrebbe significare recuperare la capacità di interagire con l'ambiente, comunicare,
- 28:40Speaker 3: controllare dispositivi e, progressivamente, riacquistare una parte dell'autonomia perduta.
- 29:03Speaker 2: La salute vi è mangiando, la rubrica che si occupa
- 29:06Speaker 2: del connubio tra l'alimentazione, il benessere e di tutti gli
- 29:10Speaker 2: altri fattori a loro connessi. Cibi ultraprocessati. Come riconoscerli e
- 29:29Speaker 2: perché limitarli? Negli ultimi anni si parla sempre più spesso
- 29:33Speaker 2: di alimenti ultraprocessati, cioè prodotti alimentari che hanno subito numerose
- 29:37Speaker 2: e complesse trasformazioni industriali e che in molti casi sono
- 29:41Speaker 2: formulati non tanto per rispondere a un'esigenza nutrizionale fondamentale, quanto
- 29:46Speaker 2: per essere particolarmente appetibili, pratici, durevoli e facilmente consumabili. La
- 29:52Speaker 2: loro diffusione è strettamente legata alla trasformazione del nostro sistema
- 29:56Speaker 2: alimentare L'industria produce oggi una quantità enorme di alimenti destinati
- 30:00Speaker 2: ad essere trasportati per lunghe tratte, conservati a lungo anche
- 30:03Speaker 2: perché esposti per giorni o settimane sugli scaffali delle grandi
- 30:06Speaker 2: distribuzioni e soprattutto consumati rapidamente, con una preparazione minima o
- 30:11Speaker 2: addirittura nulla. In un'intervista, l'epidemiologo dottor Franco Berrino, sempre estremamente
- 30:17Speaker 2: critico con l'industria alimentare, evidenzia come la produzione progetta i
- 30:21Speaker 2: cibi combinando perfettamente grassi, sale e zuccheri per raggiungere il
- 30:25Speaker 2: cosiddetto« bliss point». punto di beatitudine e afferma che i
- 30:29Speaker 2: nostri bambini vengono drogati dallo zucchero fin da piccoli, spiegando
- 30:33Speaker 2: inoltre che questi prodotti attivano i circuiti cerebrali della ricompensa
- 30:37Speaker 2: in modo simile alla cocaina o al tabacco. Per comprendere
- 30:40Speaker 2: il fenomeno è necessario chiarire innanzitutto che cosa si intenda
- 30:44Speaker 2: per ultraprocessato. Non esiste infatti una semplice regola universale secondo
- 30:49Speaker 2: cui un alimento con più di 5 ingredienti sarebbe automaticamente ultraprocessato.
- 30:54Speaker 2: La classificazione più utilizzata nella ricerca scientifica, denominata NOVA, considera
- 30:58Speaker 2: soprattutto la natura e l'estensione dei processi industriali e il
- 31:02Speaker 2: ruolo degli ingredienti e degli additivi utilizzati nella formulazione del prodotto.
- 31:07Speaker 2: Un alimento ultraprocessato è generalmente una formulazione industriale composta da
- 31:11Speaker 2: numerosi ingredienti, spesso ottenuti attraverso processi di raffinazione e trasformazione,
- 31:16Speaker 2: e da sostanze che difficilmente vengono impiegate nella normale cucina domestica.
- 31:21Speaker 2: Tra gli ingredienti che possono far pensare ad una formulazione
- 31:23Speaker 2: fortemente industriale troviamo elementi dai nomi non sempre comprensibili, come
- 31:28Speaker 2: per esempio gli sciroppi di glucosio fruttosio, maltodestrine, proteine idrolizzate,
- 31:33Speaker 2: oli modificati, aromi emulsionanti, addensanti, edulcoranti e altri additivi. Queste
- 31:39Speaker 2: sono sostanze aggiunte intenzionalmente per svolgere una specifica funzione tecnologica,
- 31:43Speaker 2: possono servire a conservare il prodotto più a lungo, migliorarne
- 31:47Speaker 2: la consistenza, mantenerne stabile l'emulsione, modificarne il colore, intensificare il
- 31:51Speaker 2: sapore o sostituire parzialmente lo zucchero. Gli emulsionanti, ad esempio,
- 31:55Speaker 2: aiutano a mantenere unite sostanze che normalmente tenderebbero a separarsi,
- 31:59Speaker 2: come acqua e grassi. Gli addensanti modificano invece la consistenza,
- 32:03Speaker 2: rendendo il prodotto più denso o cremoso. Gli edulcoranti sono
- 32:06Speaker 2: sostanze utilizzate per conferire un sapore dolce, con o senza
- 32:10Speaker 2: apporto significativo di calorie. A questo proposito, il dottor Chris
- 32:14Speaker 2: Van Tulleken Medico ricercatore britannico sostiene che non dovremmo nemmeno
- 32:18Speaker 2: chiamarlo cibo, bensì una sostanza commestibile prodotta industrialmente progettata per
- 32:23Speaker 2: il massimo profilo delle multinazionali e non per la nutrizione.
- 32:28Speaker 2: E inoltre evidenzia come la consistenza ultramorbida e la rapidità
- 32:31Speaker 2: di assorbimento di questi prodotti impediscono al corpo di inviare
- 32:35Speaker 2: i normali segnali ormonali di sazietà al cervello, spingendo a
- 32:38Speaker 2: mangiare di più e più velocemente. La presenza di un additivo, tuttavia,
- 32:43Speaker 2: non significa automaticamente che un alimento sia dannoso. Gli additivi
- 32:46Speaker 2: autorizzati vengono sottoposti a valutazione di sicurezza e possono avere
- 32:50Speaker 2: funzioni tecnologiche legittime. Il problema nutrizionale degli alimenti ultraprocessati riguarda
- 32:55Speaker 2: soprattutto l'insieme della loro formulazione e il modo in cui
- 32:58Speaker 2: questi prodotti vengono inseriti nell'alimentazione quotidiana, non la semplice presenza
- 33:02Speaker 2: di una singola sostanza. Un'altra caratteristica tipica dell'ultraprocessazione è la
- 33:08Speaker 2: ricombinazione industriale. Le materie prime possono essere separate nelle loro componenti,
- 33:13Speaker 2: raffinate e successivamente ricomposte insieme ad altre sostanze per ottenere
- 33:17Speaker 2: un prodotto con determinate caratteristiche. Lunga conservabilità, consistenza uniforme, praticità,
- 33:22Speaker 2: aspetto gradevole e soprattutto elevata appetibilità. In questo contesto si
- 33:27Speaker 2: parla spesso di alimenti iperpalatabili, cioè prodotti progettati o formulati
- 33:31Speaker 2: in modo da combinare sapientemente grassi, zuccheri, sale e aromi,
- 33:35Speaker 2: stimolando fortemente il desiderio di mangiarli e rendendo più facile
- 33:39Speaker 2: consumare quantità elevate. È importante però non confondere tutti gli
- 33:43Speaker 2: alimenti trasformati con quelli ultraprocessati. La trasformazione degli alimenti esiste
- 33:48Speaker 2: da secoli ed è spesso utile. Cuocere, pastorizzare, congelare, essiccare,
- 33:52Speaker 2: fermentare o conservare un alimento non lo rende automaticamente ultraprocessato.
- 33:57Speaker 2: Anche un semplice pane preparato con farina, acqua, lievito e
- 34:01Speaker 2: sale è un alimento trasformato, ma non necessariamente ultraprocessato. La
- 34:06Speaker 2: distinzione riguarda soprattutto quanto è stato modificato l'alimento, quali ingredienti
- 34:10Speaker 2: sono stati utilizzati e quale funzioni svolgono all'interno della formulazione finale.
- 34:15Speaker 2: Tra gli alimenti che più frequentemente rientrano nella categoria degli
- 34:18Speaker 2: ultraprocessati troviamo le bevande gassate e zuccherate, Molte bevande energetiche,
- 34:23Speaker 2: merendine confezionate, numerosi biscotti industriali, snack dolci e salati, patatine
- 34:28Speaker 2: in busta, alcuni cereali da colazione zuccherati, piatti pronti, alcune
- 34:33Speaker 2: pizza surgelate, zuppe istantanee, nuggets, wustel e altri prodotti di
- 34:37Speaker 2: carne ricostruita o fortemente trasformata, oltre a numerose salse e
- 34:41Speaker 2: condimenti industriali. Anche alcuni prodotti presentati come particolarmente salutari possono
- 34:46Speaker 2: rientrare in questa categoria. È il caso per esempio di
- 34:49Speaker 2: alcune barrette, dessert vegetali, prodotti sostitutivi della carne o yogurt
- 34:53Speaker 2: molto elaborati e ricchi di zuccheri, aromi e additivi. Ed
- 34:57Speaker 2: è proprio qui che compare il fenomeno dei falsi sani.
- 35:00Speaker 2: Un prodotto può essere presentato attraverso parole come naturale, integrale, fitness, proteico, vegano,
- 35:06Speaker 2: senza zuccheri aggiunti e avere comunque una formulazione altamente industriale.
- 35:10Speaker 2: La confezione e la comunicazione pubblicitaria quindi non sono sufficienti
- 35:14Speaker 2: per stabilire se un alimento sia realmente una buona scelta.
- 35:18Speaker 2: è molto più utile imparare a leggere la lista degli
- 35:20Speaker 2: ingredienti e la tabella nutrizionale. La lista degli ingredienti deve
- 35:23Speaker 2: essere letta tenendo presente una regola importante. Gli ingredienti sono
- 35:27Speaker 2: generalmente elencati in ordine decrescente di quantità, quindi i primi
- 35:31Speaker 2: elementi della lista sono quelli presenti in maggiore quantità. Una
- 35:34Speaker 2: lista molto lunga può essere un campanello d'allarme, ma non
- 35:37Speaker 2: costituisce da sola una prova di ultraprocessazione. È invece particolarmente
- 35:41Speaker 2: significativo trovare numerosi ingredienti destinati a modificare sapore, consistenza, colore
- 35:46Speaker 2: o conservabilità. insieme a sostanze che difficilmente utilizzeremmo nella cucina
- 35:51Speaker 2: di casa. Un modo semplice per orientarsi consiste nel chiedersi
- 35:55Speaker 2: questo alimento assomiglia ancora nella sua composizione e nella sua
- 35:58Speaker 2: struttura a qualcosa che potrei preparare utilizzando ingredienti comuni in
- 36:02Speaker 2: una cucina domestica? Se la risposta è no e se
- 36:05Speaker 2: il prodotto è composto da numerosi ingredienti e sostanze funzionali
- 36:09Speaker 2: utilizzate soprattutto dall'industria alimentare è probabile che ci troviamo di
- 36:12Speaker 2: fronte a un alimento ultra processato. Anche questo però deve
- 36:16Speaker 2: essere considerato come un criterio orientativo e non una regola assoluta.
- 36:21Speaker 2: Perché dunque si raccomanda di limitarne il consumo? Numerosi studi
- 36:25Speaker 2: osservazionali hanno rilevato un'associazione tra un elevato consumo di alimenti
- 36:29Speaker 2: ultraprocessati e una maggiore probabilità di andare incontro ad obesità,
- 36:33Speaker 2: diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altri disturbi metabolici,
- 36:37Speaker 2: cioè alterazioni del modo in cui l'organismo gestisce l'energia, gli zuccheri,
- 36:41Speaker 2: i grassi e la pressione sanguigna. Sono state inoltre osservate
- 36:45Speaker 2: associazioni con altri problemi di salute, compresi alcuni tumori. Tuttavia,
- 36:50Speaker 2: è importante interpretare correttamente questi risultati. Nella maggior parte dei casi,
- 36:54Speaker 2: gli studi epidemiologici mostrano un'associazione, non dimostrano automaticamente che l'alimento
- 36:58Speaker 2: ultraprocessato sia la causa diretta della malattia. Chi consuma molti
- 37:03Speaker 2: prodotti ultraprocessati, infatti, può avere contemporaneamente altri comportamenti o condizioni
- 37:07Speaker 2: che influenzano la salute. E in merito il dottor Marco Bianchi,
- 37:11Speaker 2: da sempre impegnato nella prevenzione oncologica e nella sana alimentazione,
- 37:15Speaker 2: segnala che l'abuso quotidiano di cibi pronti, salse industriali e
- 37:18Speaker 2: snack preconfezionati è strettamente correlato all'aumento di disturbi come la
- 37:22Speaker 2: sindrome del colon irritabile. E inoltre invita i consumatori a
- 37:26Speaker 2: fare una scelta di consapevolezza. Se un prodotto contiene più
- 37:30Speaker 2: di 5 o 6 ingredienti e molti di questi hanno
- 37:32Speaker 2: nomi impronunciabili o chimici, non andrebbe inserito nel carrello della spesa.
- 37:37Speaker 2: Molti di questi prodotti possiedono un'elevata densità energetica, cioè forniscono
- 37:41Speaker 2: molte calorie in rapporto al loro peso, mentre possono contenere
- 37:45Speaker 2: relativamente poche fibre e quantità inferiori di alcuni nutrienti presenti
- 37:49Speaker 2: negli alimenti vegetali poco trasformati. Inoltre, la loro elevata appetibilità,
- 37:54Speaker 2: la consistenza facilmente masticabile e la praticità possono favorire un
- 37:57Speaker 2: consumo rapido e abbondante. In altre parole, il problema non
- 38:01Speaker 2: è semplicemente che l'industria aggiunge sostanze chimiche perché anche l'acqua
- 38:05Speaker 2: è una sostanza chimica e non tutto ciò che è
- 38:07Speaker 2: industriale è nocivo. Il punto è il profilo complessivo dell'alimento
- 38:11Speaker 2: e il posto che occupa nella dieta. La strategia più efficace, quindi,
- 38:15Speaker 2: non consiste nel cercare ossessivamente il prodotto perfetto, ma nel
- 38:19Speaker 2: riportare al centro dell'alimentazione gli alimenti semplici e poco trasformati, verdura, frutta, legumi,
- 38:25Speaker 2: cereali integrali, frutta secca, pesce, uova, carne nelle quantità appropriate
- 38:30Speaker 2: e altri alimenti preparati con ingredienti riconoscibili. Gli alimenti ultraprocessati
- 38:35Speaker 2: possono occasionalmente far parte dell'alimentazione senza trasformarsi automaticamente in un pericolo.
- 38:40Speaker 2: Ciò che conta soprattutto è la frequenza e la quantità
- 38:43Speaker 2: con cui vengono consumati e quanto sostituiscono gli alimenti più nutrienti.
- 38:48Speaker 2: Infine c'è un consiglio apparentemente banale ma interessante. Evitare quando
- 38:52Speaker 2: possibile di fare la spesa a stomaco vuoto. La fama
- 38:55Speaker 2: intensa può infatti aumentare la propensione a scegliere alimenti immediatamente disponibili,
- 39:00Speaker 2: molto appetibili e pronti al consumo e rendendo più difficile
- 39:03Speaker 2: attenersi alle proprie intenzioni. Fare la spesa dopo aver mangiato,
- 39:06Speaker 2: avere una lista e concentrarsi soprattutto sui reparti degli alimenti
- 39:10Speaker 2: freschi possono quindi essere piccoli accorgimenti comportamentali utili. In definitiva,
- 39:15Speaker 2: riconoscere gli alimenti ultra processati non significa demonizzare l'industria alimentare
- 39:20Speaker 2: né classificare come cattivo ogni prodotto confezionato. Significa piuttosto imparare
- 39:24Speaker 2: a distinguere tra conservazione e ultraprocessazione, leggere gli ingredienti con
- 39:28Speaker 2: maggiore consapevolezza e comprendere come la formulazione industriale possa influenzare appetibilità,
- 39:34Speaker 2: praticità e consumo. L'obiettivo non è eliminare completamente questi prodotti
- 39:38Speaker 2: dalla nostra vita, ma evitare che diventino la base della
- 39:41Speaker 2: nostra alimentazione. Più la dieta quotidiana è costruita attorno ad
- 39:45Speaker 2: alimenti semplici, vari e riconoscibili, e maggiore è la possibilità
- 39:49Speaker 2: di ottenere un'alimentazione equilibrata senza dover trasformare ogni etichetta in
- 39:53Speaker 2: un problema da risolvere. pillole della salute una serie di
- 40:19Speaker 2: approfondimenti sul nostro corpo sulla medicina e sull'ambiente che ci
- 40:24Speaker 2: circonda
- 40:46Speaker 4: Benvenute e benvenuti a Le pillole della salute Oggi parleremo
- 40:51Speaker 4: della fame di zucchero di quella voglia improvvisa che può
- 40:55Speaker 4: comparire nel corso della giornata di quel desiderio quasi irresistibile
- 40:59Speaker 4: di qualcosa di dolce e di come questo fenomeno non
- 41:03Speaker 4: sia semplicemente una questione di golosità ma il risultato di
- 41:06Speaker 4: meccanismi biologici antichi che hanno accompagnato l'evoluzione della nostra specie
- 41:12Speaker 4: Quasi tutti noi abbiamo vissuto questa esperienza Dopo pranzo compare
- 41:17Speaker 4: il desiderio di un dolce. Nel pomeriggio sentiamo il bisogno
- 41:22Speaker 4: di un biscotto, di una caramella o di una bevanda zuccherata.
- 41:26Speaker 4: A volte non abbiamo realmente fame, eppure sentiamo una forte
- 41:30Speaker 4: attrazione verso i sapori dolci. Per comprendere questo fenomeno bisogna
- 41:36Speaker 4: fare un passo indietro e osservare il modo in cui
- 41:39Speaker 4: il cervello e il corpo si sono evoluti. Per gran
- 41:42Speaker 4: parte della storia umana il cibo non era sempre disponibile.
- 41:46Speaker 4: I nostri antenati vivevano in ambienti in cui trovare energia
- 41:50Speaker 4: rappresentava una sfida quotidiana. In questo contesto, gli alimenti ricchi
- 41:55Speaker 4: di zuccheri avevano un valore enorme. Frutti maturi, miele e
- 42:00Speaker 4: altri alimenti dolci fornivano energia immediatamente utilizzabile e aumentavano le
- 42:05Speaker 4: probabilità di sopravvivenza. Il cervello ha quindi sviluppato una particolare
- 42:11Speaker 4: sensibilità verso il gusto dolce. Quando percepiamo uno zucchero, Il
- 42:16Speaker 4: sistema nervoso interpreta quel segnale come un'opportunità energetica preziosa. È
- 42:21Speaker 4: un meccanismo che per milioni di anni ha rappresentato un
- 42:24Speaker 4: vantaggio evolutivo. Oggi però viviamo in un ambiente completamente diverso.
- 42:30Speaker 4: Gli zuccheri non sono più una risorsa rara, sono ovunque.
- 42:34Speaker 4: Eppure il cervello continua a reagire secondo logiche costruite in
- 42:37Speaker 4: un mondo in cui l'energia era difficile da ottenere. Quando
- 42:42Speaker 4: mangiamo qualcosa di dolce, i ricettori presenti sulla lingua inviano
- 42:46Speaker 4: immediatamente segnali al cervello Ancora prima che lo zucchero venga
- 42:50Speaker 4: assorbito nel sangue alcune aree cerebrali coinvolte nella ricompensa iniziano
- 42:55Speaker 4: ad attivarsi Il cervello interpreta il sapore dolce come un
- 42:59Speaker 4: evento positivo Uno dei protagonisti di questo processo è la
- 43:05Speaker 4: dopamina un neurotrasmettitore spesso associato al piacere ma che in
- 43:10Speaker 4: realtà è più corretto considerare come una molecola della motivazione
- 43:14Speaker 4: e dell'apprendimento Quando consumiamo un alimento dolce, il sistema dopaminergico
- 43:20Speaker 4: si attiva e rafforza il comportamento che ha portato a
- 43:23Speaker 4: quella ricompensa. Questo significa che il cervello impara rapidamente a
- 43:28Speaker 4: cercare nuovamente ciò che gli ha fornito energia e piacere.
- 43:33Speaker 4: Non è un difetto del sistema, è esattamente ciò che
- 43:36Speaker 4: il cervello è stato progettato per fare. La cosa interessante
- 43:40Speaker 4: è che la fame di zucchero non dipende soltanto dal gusto.
- 43:44Speaker 4: è influenzata anche dallo stato energetico del corpo. Il cervello,
- 43:48Speaker 4: pur rappresentando soltanto una piccola parte del peso corporeo, consuma
- 43:52Speaker 4: una quantità enorme di energia. In condizioni normali, utilizza principalmente glucosio,
- 43:59Speaker 4: uno zucchero semplice che circola nel sangue. Quando i livelli
- 44:03Speaker 4: energetici diminuiscono, il corpo può diventare più sensibile agli alimenti
- 44:07Speaker 4: che promettono energia rapidamente disponibile. Questo spiega perché la voglia
- 44:12Speaker 4: di dolce può aumentare nei momenti di stanchezza, dopo uno
- 44:16Speaker 4: sforzo intenso o quando abbiamo dormito poco. Anche il sonno
- 44:20Speaker 4: gioca un ruolo fondamentale. Numerosi studi hanno mostrato che una
- 44:25Speaker 4: riduzione del sonno modifica il funzionamento degli ormoni che regolano
- 44:29Speaker 4: fame e sazietà. Dopo una notte insufficiente, il cervello tende
- 44:33Speaker 4: a ricercare più facilmente alimenti ricchi di energia, soprattutto quelli
- 44:38Speaker 4: contenenti zuccheri e grassi. In un certo senso Il corpo
- 44:43Speaker 4: interpreta la mancanza di sonno come una condizione che richiede
- 44:46Speaker 4: risorse aggiuntive e la ricerca di cibi energetici rappresenta una
- 44:50Speaker 4: risposta adattativa. Anche lo stress può influenzare la fame di zucchero.
- 44:56Speaker 4: Quando siamo sottoposti a una situazione stressante, il corpo attiva
- 45:00Speaker 4: sistemi biologici che richiedono energia supplementare. Alcune persone sperimentano una
- 45:06Speaker 4: riduzione dell'appetito, ma molte altre sviluppano una maggiore attrazione verso
- 45:10Speaker 4: alimenti particolarmente calorici e gratificanti. Ancora una volta, il cervello
- 45:16Speaker 4: non sta commettendo un errore. Sta seguendo strategie che per
- 45:20Speaker 4: gran parte della storia evolutiva sono state utili alla sopravvivenza.
- 45:26Speaker 4: Esiste poi un fenomeno particolarmente interessante chiamato apprendimento associativo. Il
- 45:33Speaker 4: cervello tende a collegare il consumo di zuccheri a determinati
- 45:37Speaker 4: contesti emotivi o ambientali. Se abitualmente mangiamo qualcosa di dolce
- 45:43Speaker 4: durante una pausa piacevole o in compagnia di persone care,
- 45:47Speaker 4: il cervello può iniziare ad associare il sapore dolce a
- 45:50Speaker 4: sensazioni di benessere e sicurezza. Con il tempo non cerchiamo
- 45:55Speaker 4: più soltanto lo zucchero, cerchiamo l'esperienza associata allo zucchero. Questo
- 46:01Speaker 4: spiega perché a volte il desiderio di dolce compare anche
- 46:04Speaker 4: quando il corpo non ha un reale bisogno energetico. Il
- 46:07Speaker 4: nostro cervello sta inseguendo una memoria emotiva, un bisogno di familiarità.
- 46:13Speaker 4: Un altro aspetto affascinante riguarda il microbioma intestinale. Negli ultimi
- 46:18Speaker 4: anni la ricerca ha iniziato a mostrare come miliardi di
- 46:22Speaker 4: microorganismi che vivono nel nostro intestino possano influenzare il comportamento alimentare.
- 46:28Speaker 4: Sebbene molti aspetti siano ancora oggetto di studio, sembra che
- 46:32Speaker 4: il dialogo tra intestino e cervello sia molto più intenso
- 46:35Speaker 4: di quanto si pensasse in passato. L'intestino non è soltanto
- 46:40Speaker 4: un organo digestivo, è una vera centrale di comunicazione biologica
- 46:45Speaker 4: che invia continuamente segnali al sistema nervoso. La fame di zucchero, quindi,
- 46:51Speaker 4: non nasce da una singola causa, ma è un fenomeno
- 46:54Speaker 4: complesso che racconta molto della nostra storia evolutiva. Questo non
- 46:59Speaker 4: significa che lo zucchero sia un nemico. Dal punto di
- 47:02Speaker 4: vista biologico, il glucosio rappresenta una fonte fondamentale di energia.
- 47:08Speaker 4: Il problema nasce quando un sistema progettato per un ambiente
- 47:11Speaker 4: di scarsità si trova immerso in un ambiente di abbondanza continua.
- 47:16Speaker 4: Il cervello continua a fare ciò che ha sempre fatto,
- 47:19Speaker 4: cercare energia disponibile. Siamo noi a vivere in un mondo
- 47:24Speaker 4: che offre questa energia in quantità molto superiori rispetto a
- 47:28Speaker 4: quelle che la nostra fisiologia aveva imparato a gestire. Comprendere
- 47:32Speaker 4: la fame di zucchero significa quindi guardarla con curiosità anziché
- 47:37Speaker 4: con giudizio. Significa riconoscere che dietro una semplice voglia di
- 47:41Speaker 4: dolce esiste una storia biologica lunga milioni di anni. Una
- 47:46Speaker 4: storia fatta di sopravvivenza, adattamento e ricerca di energia. In fondo,
- 47:52Speaker 4: Ogni volta che desideriamo qualcosa di dolce, stiamo osservando all'opera
- 47:57Speaker 4: uno dei programmi più antichi della nostra evoluzione. Un programma
- 48:01Speaker 4: che ha aiutato i nostri antenati a sopravvivere e che
- 48:04Speaker 4: continua ancora oggi a influenzare il nostro comportamento. Questa era
- 48:10Speaker 4: la nostra riflessione di oggi, dedicata alla fame di zucchero
- 48:14Speaker 4: e ai meccanismi biologici che la rendono una delle esperienze
- 48:17Speaker 4: più comuni e più affascinanti della vita quotidiana. perché anche
- 48:22Speaker 4: dietro un semplice desiderio di dolce si nasconde una straordinaria
- 48:26Speaker 4: storia di evoluzione e di adattamento. Grazie per avermi seguito
- 48:32Speaker 4: e buon proseguimento di ascolto con Radio Onda Salute.
- 48:49Speaker 3: Le notizie più importanti di sanità e salute sotto la
- 48:54Speaker 3: lente
- 49:07Speaker 2: Il nuovo approccio delle ultime terapie per la patologia più
- 49:10Speaker 2: diffusa in Italia l'ipertensione arteriosa L'ipertensione arteriosa è una delle
- 49:16Speaker 2: malattie croniche più diffuse in Italia Secondo i dati più
- 49:19Speaker 2: recenti dell'Istat, nell'aprile del 2026 interessa quasi una persona su cinque.
- 49:25Speaker 2: È un problema comune in tutto il mondo e rappresenta
- 49:27Speaker 2: uno dei principali fattori di rischio per infarto, ictus, insufficienza
- 49:31Speaker 2: cardiaca e malattie renali. La sua pericolosità dipende anche dal
- 49:35Speaker 2: fatto che può non provocare sintomi per molti anni e,
- 49:38Speaker 2: continuando però a danneggiare lentamente cuore, cervello, reni e arterie.
- 49:44Speaker 2: Nonostante siano disponibili da tempo numerosi farmaci efficaci, controllare la
- 49:48Speaker 2: pressione non è sempre facile. Alcune persone dimenticano di assumere
- 49:52Speaker 2: regolarmente le medicine, altre rispondono poco alle terapie, mentre in
- 49:56Speaker 2: alcuni casi la presenza contemporanea di diabete, malattie renali o
- 49:59Speaker 2: problemi cardiaci rende più difficile raggiungere valori soddisfacenti. Per questo
- 50:04Speaker 2: la ricerca sta cercando nuove soluzioni, non necessariamente destinate a
- 50:08Speaker 2: sostituire i farmaci tradizionali, ma da utilizzare insieme ad essi
- 50:12Speaker 2: quando non sono sufficienti. Una delle direzioni più interessanti riguarda
- 50:17Speaker 2: medicinali capaci di agire per periodi molto più lunghi rispetto
- 50:20Speaker 2: alle normali compresse quotidiane. È il caso dello Zilebesiran, una
- 50:25Speaker 2: terapia ancora in fase di studio basata sulla tecnologia dell'RNA.
- 50:30Speaker 2: Il suo obiettivo è ridurre la produzione di angiotensionogeno. una
- 50:33Speaker 2: sostanza che partecipa al sistema biologico responsabile dell'aumento della pressione.
- 50:38Speaker 2: Invece di intervenire quando questo meccanismo è già attivo, il
- 50:42Speaker 2: farmaco cerca quindi di ridurne l'attività alla fonte. La caratteristica
- 50:46Speaker 2: più innovativa dello Zilebesiran è la durata dell'effetto. Somministrato con
- 50:51Speaker 2: un'iniezione sotto la pelle, può mantenere la propria azione per
- 50:54Speaker 2: diversi mesi, almeno 6 secondo i dati finora disponibili. Questo
- 50:58Speaker 2: potrebbe essere importante. perché una delle difficoltà delle terapie tradizionali
- 51:02Speaker 2: è proprio la necessità di assumere una compressa ogni giorno.
- 51:05Speaker 2: Dimenticare una dose occasionalmente può sembrare un problema minimo, ma
- 51:09Speaker 2: se accade spesso può compromettere il controllo della pressione. Gli
- 51:14Speaker 2: studi hanno prodotto risultati incoraggianti, con riduzioni significative della pressione
- 51:18Speaker 2: in alcuni pazienti e un effetto mantenuto per mesi. I
- 51:21Speaker 2: risultati tuttavia non sono stati uguali in tutti i gruppi
- 51:24Speaker 2: e sono necessari ulteriori studi per capire quale sarà il
- 51:27Speaker 2: ruolo definitivo del farmaco. Inoltre, proprio perché la sua azione
- 51:31Speaker 2: prolungata e eventuali problemi come un abbassamento eccessivo della pressione,
- 51:35Speaker 2: alterazioni della funzione renale o un aumento del potassio nel
- 51:38Speaker 2: sangue richiederebbero particolare attenzione. Un'altra importante area di ricerca riguarda l'aldosterone,
- 51:44Speaker 2: un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che spinge i reni
- 51:47Speaker 2: a trattenere sale e acqua, contribuendo così all'aumento della pressione.
- 51:52Speaker 2: Da tempo esistono farmaci che bloccano l'azione, come lo spironolattone,
- 51:56Speaker 2: spesso molto efficace nelle persone con ipertensione difficile da controllare.
- 52:01Speaker 2: Il suo utilizzo può però essere limitato dall'aumento del potassio
- 52:04Speaker 2: nel sangue, un problema particolarmente importante nei pazienti con malattie renali.
- 52:09Speaker 2: La ricerca sta quindi cercando di intervenire in modo più preciso,
- 52:13Speaker 2: impedendo direttamente la produzione dell'aldosterone. È questo l'obiettivo di farmaci
- 52:17Speaker 2: come Bax Drostat e Lorundrostat, che hanno mostrato risultati interessanti
- 52:21Speaker 2: soprattutto nelle persone la cui pressione rimane elevata nonostante le
- 52:25Speaker 2: terapie tradizionali. Anche queste molecole devono però essere studiate più
- 52:29Speaker 2: a lungo, soprattutto per valutarne sicurezza ed efficacia nei pazienti
- 52:33Speaker 2: con problemi renali o livelli di potassio già elevati. Sempre
- 52:38Speaker 2: nell'ambito della protezione di cuore e reni si inserisce finerenone,
- 52:42Speaker 2: già utilizzato soprattutto in alcune persone con diabete e malattia
- 52:45Speaker 2: renale cronica. Il suo effetto sulla pressione non è particolarmente forte,
- 52:50Speaker 2: ma il suo interesse sta soprattutto nella capacità di contrastare
- 52:53Speaker 2: alcuni meccanismi che favoriscono il danno degli organi. È un
- 52:56Speaker 2: esempio di come la terapia moderna dell'ipertensione non punti soltanto
- 53:00Speaker 2: ad abbassare il numero indicato dal misuratore, ma anche a
- 53:03Speaker 2: prevenire le conseguenze della malattia nel lungo periodo. Un'altra strategia
- 53:08Speaker 2: riguarda l'endotelina, una sostanza che tende a restringere i vasi sanguigni.
- 53:12Speaker 2: Quando i vasi si restringono, il sangue incontra una maggiore
- 53:15Speaker 2: resistenza e la pressione aumenta. Bloccare l'azione dell'endotelina significa quindi
- 53:19Speaker 2: cercare di mantenere i vasi più rilassati. Tra i farmaci
- 53:23Speaker 2: che seguono questa strada c'è aprocitentan, studiato soprattutto nell'ipertensione resistente,
- 53:28Speaker 2: cioè quella che rimane elevata nonostante l'utilizzo di più farmaci.
- 53:32Speaker 2: Gli studi hanno mostrato una riduzione della pressione mantenuta nel tempo,
- 53:36Speaker 2: ma il trattamento può provocare ritenzione di liquidi e gonfiore,
- 53:39Speaker 2: effetti che richiedono particolare cautela soprattutto nelle persone con problemi cardiaci.
- 53:45Speaker 2: La ricerca sta inoltre cercando di sfruttare meglio un altro
- 53:48Speaker 2: meccanismo naturale con cui l'organismo regola la pressione. Quando il
- 53:51Speaker 2: cuore e i vasi sono sottoposti a una pressione elevata
- 53:54Speaker 2: o nell'organismo c'è troppo liquido, vengono prodotte sostanze che favoriscono
- 53:58Speaker 2: l'eliminazione di sale e acqua attraverso i reni e aiutano
- 54:01Speaker 2: i vasi a rilassarsi. Un farmaco già conosciuto che sfrutta
- 54:05Speaker 2: anche questo sistema è il Sacubitril Valsartan, utilizzato soprattutto nello
- 54:10Speaker 2: scompenso cardiaco, cioè quando il cuore non riesce a pompare
- 54:13Speaker 2: il sangue in modo adeguato. Il farmaco aumenta la disponibilità
- 54:17Speaker 2: di sostanze naturali che favoriscono la dilatazione dei vasi e
- 54:20Speaker 2: l'eliminazione di sale ed acqua, mentre contemporaneamente blocca un altro
- 54:24Speaker 2: meccanismo che tende ad aumentare la pressione. L'interesse verso queste
- 54:28Speaker 2: strategie nasce anche dalla possibilità di ottenere benefici che vanno
- 54:31Speaker 2: oltre la semplice riduzione della pressione. Alcuni studi hanno infatti
- 54:36Speaker 2: suggerito effetti favorevoli sulla struttura e sul funzionamento del cuore,
- 54:40Speaker 2: che può modificarsi quando è sottoposto per anni a una
- 54:42Speaker 2: pressione elevata. Sono allo studio anche molecole capaci di imitare
- 54:45Speaker 2: direttamente le sostanze naturali prodotte dall'organismo, anche se per ora
- 54:49Speaker 2: la loro durata d'azione è spesso troppo breve per renderle
- 54:52Speaker 2: una soluzione pratica nel trattamento a lungo termine. Nel complesso, quindi,
- 54:57Speaker 2: la ricerca sull'ipertensione sta cambiando prospettiva. L'obiettivo non è più
- 55:01Speaker 2: soltanto trovare farmaci capaci di abbassare la pressione, ma sviluppare
- 55:05Speaker 2: terapie che agiscano sui meccanismi diversi, possono essere combinate tra
- 55:09Speaker 2: loro e contribuiscono anche a proteggere cuore, reni e vasi sanguigni.
- 55:13Speaker 2: Un aspetto particolarmente importante potrebbe essere la durata del trattamento.
- 55:17Speaker 2: Una terapia capace di funzionare per settimane o mesi, come
- 55:20Speaker 2: nel caso delle nuove terapie di RNA, potrebbe ridurre il
- 55:24Speaker 2: problema delle dosi dimenticate e rendere più semplice mantenere la
- 55:27Speaker 2: pressione sotto controllo. Questo non significa che i farmaci tradizionali
- 55:31Speaker 2: siano destinati a scomparire. Continueranno probabilmente a rappresentare la base
- 55:35Speaker 2: della terapia per moltissime persone. Le nuove molecole potrebbero però
- 55:39Speaker 2: offrire strumenti preziosi soprattutto nei casi più difficili. La direzione
- 55:44Speaker 2: verso cui si muove la ricerca è dunque quella di
- 55:46Speaker 2: una terapia sempre più personalizzata. Non esiste infatti un'unica forma
- 55:50Speaker 2: di ipertensione. Persone diverse possono avere meccanismi diversi alla base
- 55:54Speaker 2: dello stesso problema. Il futuro potrebbe quindi consistere nel capire
- 55:57Speaker 2: quale meccanismo prevale nel singolo paziente e scegliere di conseguenza
- 56:01Speaker 2: il trattamento più adatto. L'obiettivo finale rimane molto concreto. Non
- 56:07Speaker 2: limitarsi ad abbassare il valore della pressione misurata sul braccio.
- 56:10Speaker 2: ma impedire che una pressione troppo alta, spesso senza sintomi
- 56:13Speaker 2: per anni, provochi danni permanenti. La vera sfida sarà quindi
- 56:16Speaker 2: proteggere nel tempo cuore, cervello, reni e arterie, rendendo il
- 56:20Speaker 2: controllo dell'ipertensione più efficace, semplice e personalizzato.
- 56:49Speaker 3: Health News, una rassegna delle più importanti notizie, sia in
- 56:53Speaker 3: campo medico che sulla salute, dai giornali e dalle agenzie
- 56:57Speaker 3: di tutto il mondo. Allarme miopia tra i giovani. In
- 57:15Speaker 3: Italia già oltre due milioni di casi. La miopia è
- 57:20Speaker 3: sempre più diffusa tra bambini e ragazzi e rappresenta una
- 57:23Speaker 3: sfida crescente per la salute visiva. Secondo le stime internazionali,
- 57:28Speaker 3: entro il 2050 potrebbe riguardare circa una persona su due
- 57:33Speaker 3: nel mondo. Anche in Italia il fenomeno è significativo. Rapportando
- 57:37Speaker 3: le attuali stime di prevalenza alla popolazione tra i 5
- 57:41Speaker 3: e i 19 anni, si possono stimare oltre 2 milioni
- 57:44Speaker 3: di giovani miopi. Nonostante questa diffusione, la salute degli occhi
- 57:49Speaker 3: non sembra essere ancora considerata una priorità da molte famiglie.
- 57:54Speaker 3: Lo conferma una ricerca condotta da Astra Ricerche per OIA
- 57:58Speaker 3: su oltre mille genitori italiani. L' 80 % degli intervistati considera
- 58:03Speaker 3: la visita oculistica tra i quattro controlli più importanti durante
- 58:07Speaker 3: la crescita, mentre il 66,1% riconosce il valore della diagnosi precoce.
- 58:13Speaker 3: Nella pratica però, Solo il 43,9% dei bambini ha effettuato
- 58:19Speaker 3: una prima visita entro i 4 anni. Quasi un genitore
- 58:22Speaker 3: su 4, invece, ha aspettato oltre i 7 anni o
- 58:26Speaker 3: non ha mai fatto controllare la vista del figlio. E
- 58:29Speaker 3: se circa 3 genitori su 4 ritengono utile un controllo
- 58:33Speaker 3: almeno una volta all'anno, meno di 6 su 10 dichiarano
- 58:36Speaker 3: di averlo effettuato nell'ultimo anno. La miopia non dipende da
- 58:41Speaker 3: una sola causa, ma da una combinazione di fattori genetici
- 58:45Speaker 3: e ambientali. Tra questi rientrano le abitudini visive quotidiane. Gli
- 58:50Speaker 3: schermi vengono considerati dall' 80, 5 % dei genitori un possibile fattore
- 58:56Speaker 3: di rischio, mentre solo il 51% indica la scarsa permanenza all'aperto.
- 59:02Speaker 3: L'attività all'aria aperta, invece, è considerata dalla ricerca scientifica un
- 59:06Speaker 3: elemento importante nella prevenzione della comparsa, e della progressione della miopia. Eppure,
- 59:12Speaker 3: soltanto il 23% dei minori trascorre almeno due ore al
- 59:17Speaker 3: giorno all'aperto. Secondo gli specialisti, non sono soltanto smartphone, tablet
- 59:22Speaker 3: e computer a richiedere attenzione. Anche leggere o per periodi prolungati,
- 59:31Speaker 3: può affaticare il sistema visivo. Per questo è consigliabile alternare
- 59:35Speaker 3: l'attività da vicino con pause regolari e tempo trascorso all'aperto.
- 59:41Speaker 3: La prevenzione è importante anche perché la miopia può evolvere
- 59:45Speaker 3: durante la crescita. Per progressione miopica si intende infatti l'aumento
- 59:50Speaker 3: nel tempo del difetto visivo, legato soprattutto all'allungamento del bulbo oculare.
- 59:56Speaker 3: La ricerca mostra però una conoscenza ancora limitata del fenomeno.
- 1:00:00Speaker 3: Il 38,9% dei genitori ritiene erroneamente che la miopia possa
- 1:00:06Speaker 3: migliorare spontaneamente e il 29,8% non sa rispondere. Solo il 47,1%
- 1:00:12Speaker 3: sa inoltre che una miopia elevata può aumentare in età
- 1:00:18Speaker 3: adulta il rischio di alcune patologie oculari, tra cui la
- 1:00:22Speaker 3: maculopatia miopica, distacco della retina e glaucoma. Per questo oggi
- 1:00:28Speaker 3: l'obiettivo non è soltanto correggere la miopia con gli occhiali, ma,
- 1:00:32Speaker 3: quando indicato dallo specialista, cercare di rallentarne la progressione. Tra
- 1:00:37Speaker 3: le strategie disponibili ci sono specifiche lenti per la gestione
- 1:00:41Speaker 3: della miopia, che permettono di correggere la visione e contemporaneamente
- 1:00:46Speaker 3: intervenire sul controllo dell'evoluzione del difetto. Si tratta di una
- 1:00:50Speaker 3: soluzione non invasiva, facilmente integrabile nella quotidianità del bambino. Una
- 1:00:56Speaker 3: maggiore consapevolezza da parte delle famiglie, controlli regolari e una
- 1:01:00Speaker 3: valutazione personalizzata del rischio possono quindi contribuire a seguire l'evoluzione
- 1:01:05Speaker 3: della vista durante gli anni della crescita. La gestione della
- 1:01:10Speaker 3: miopia diventa così un percorso che coinvolge genitori, pediatri e
- 1:01:14Speaker 3: professionisti della visione, con l'obiettivo di proteggere nel tempo la
- 1:01:19Speaker 3: salute oculare dei più giovani. perché la caffeina fa sentire
- 1:01:26Speaker 3: bene alcune persone mentre altre quasi non la notano. Per
- 1:01:31Speaker 3: alcune persone il caffè sembra avere un effetto quasi immediato,
- 1:01:34Speaker 3: aumenta la concentrazione, riduce la sensazione di stanchezza e rende
- 1:01:39Speaker 3: più vigili. Per altre invece anche una tazza bevuta nel
- 1:01:43Speaker 3: tardo pomeriggio non sembra impedire di addormentarsi. Questa differenza dipende
- 1:01:49Speaker 3: da diversi fattori, tra cui la genetica, le abitudini personali,
- 1:01:53Speaker 3: alcuni farmaci e il modo in cui il nostro organismo
- 1:01:56Speaker 3: elimina la caffeina. La caffeina è la sostanza psicoattiva più
- 1:02:01Speaker 3: consumata al mondo, cioè una sostanza capace di modificare temporaneamente
- 1:02:05Speaker 3: l'attività del cervello. È presente non solo nel caffè, ma
- 1:02:10Speaker 3: anche nel tè, nelle bevande energetiche a base di cola,
- 1:02:14Speaker 3: nel cioccolato e in alcuni integratori. Il suo effetto principale
- 1:02:19Speaker 3: consiste nel ridurre la percezione della stanchezza. La caffeina, infatti,
- 1:02:24Speaker 3: non fornisce realmente nuova energia all'organismo, agisce soprattutto bloccando l'azione
- 1:02:29Speaker 3: della adenosina, una sostanza che si accumula nel cervello durante
- 1:02:34Speaker 3: la giornata e che contribuisce a provocare sonnolenza. Dopo essere
- 1:02:39Speaker 3: stata ingerita, la caffeina viene rapidamente assorbita nel sangue e
- 1:02:43Speaker 3: raggiunge il cervello, Successivamente viene trasformata, soprattutto dal fegato, attraverso
- 1:02:49Speaker 3: un processo chiamato metabolismo, cioè la serie di reazioni in
- 1:02:54Speaker 3: cui l'organismo modifica una sostanza per poterla eliminare. Un enzima,
- 1:02:59Speaker 3: una proteina che facilita queste reazioni chimiche, svolge un ruolo fondamentale,
- 1:03:05Speaker 3: il CYP1A2. La velocità con cui questo enzima lavora varia
- 1:03:11Speaker 3: notevolmente da persona a persona. In alcuni individui la caffeina
- 1:03:15Speaker 3: viene eliminata relativamente in fretta, mentre in altri può rimanere
- 1:03:19Speaker 3: nell'organismo per molte ore. A influenzare questo processo è anche
- 1:03:24Speaker 3: il patrimonio genetico. Alcune varianti del gene coinvolto nella produzione
- 1:03:28Speaker 3: del CYP1A2 possono infatti rendere più o meno rapido il
- 1:03:34Speaker 3: metabolismo della caffeina. Anche altri fattori possono modificarne la permanenza
- 1:03:39Speaker 3: nel corpo. Il fumo, per esempio, sembra accelerarne la degradazione,
- 1:03:44Speaker 3: mentre alcuni farmaci, tra cui determinati antibiotici e contraccettivi orali,
- 1:03:49Speaker 3: possono rallentarla. Durante la gravidanza, inoltre, i cambiamenti ormonali possono
- 1:03:55Speaker 3: ridurre la velocità con cui la caffeina viene metabolizzata. Un
- 1:04:00Speaker 3: altro elemento importante è la tolleranza. Chi assume caffeina regolarmente
- 1:04:05Speaker 3: può diventare meno sensibile ai suoi effetti perché il cervello
- 1:04:09Speaker 3: si adatta alla sua presenza. Al contrario, dopo alcune settimane
- 1:04:13Speaker 3: senza caffeina, questo adattamento può diminuire e una nuova tazza
- 1:04:17Speaker 3: di caffè può provocare effetti più intensi, come agitazione o nervosismo.
- 1:04:23Speaker 3: Per questo motivo non esiste un orario valido per tutti,
- 1:04:26Speaker 3: oltre il quale il caffè impedisce necessariamente di dormire. Tuttavia,
- 1:04:31Speaker 3: poiché la caffeina può restare nell'organismo per diverse ore, limitarne
- 1:04:35Speaker 3: il consumo nel pomeriggio e alla sera, può aiutare a
- 1:04:38Speaker 3: proteggere la qualità del sonno. Un consumo moderato, invece, non
- 1:04:43Speaker 3: è necessariamente negativo. Numerosi studi hanno osservato associazioni tra il
- 1:04:48Speaker 3: consumo abituale di caffè e alcuni effetti favorevoli sulla salute.
- 1:04:53Speaker 3: Questi risultati però non dimostrano che sia il caffè da
- 1:04:56Speaker 3: solo a provocare tali benefici. La risposta alla caffeina, insomma,
- 1:05:01Speaker 3: è il risultato dell'interazione tra genetica, organismo, abitudini e stile
- 1:05:06Speaker 3: di vita. Non solo le azioni militari, i crolli di edifici,
- 1:05:14Speaker 3: ma sono le malattie il pericolo più grave per i
- 1:05:17Speaker 3: bambini della striscia di Gaza. A Gaza, anche dopo il
- 1:05:21Speaker 3: cessato il fuoco, l'emergenza umanitaria continua a colpire soprattutto i
- 1:05:25Speaker 3: più piccoli. Secondo i dati diffusi dall'UNICEF, dalla programmazione della
- 1:05:31Speaker 3: tregua nell'ottobre 2025, almeno 300 bambini hanno perso la vita
- 1:05:36Speaker 3: nella striscia, una media di circa un minore al giorno.
- 1:05:40Speaker 3: Un cessato di fuoco che comporta la morte di un
- 1:05:42Speaker 3: bambino in media ogni singolo giorno delude anzitutto i bambini.
- 1:05:47Speaker 3: Ha denunciato Edward Begbeder, direttore regionale dell'UNICEF per il Medio
- 1:05:53Speaker 3: Oriente e Nord Africa. La popolazione vive in gran parte
- 1:05:57Speaker 3: concentrata in una porzione molto limitata della striscia, tra edifici distrutti,
- 1:06:02Speaker 3: macerie e rifiuti. In questo contesto i bambini sono particolarmente
- 1:06:07Speaker 3: esposti alla fame. alla malnutrizione, alle malattie e alla mancanza
- 1:06:12Speaker 3: di acqua sicura. Il cardinale Pier Battista Pizzaballa, patriarca di
- 1:06:16Speaker 3: Gerusalemme e dei Latini, ha raccontato una situazione quotidiana segnata
- 1:06:22Speaker 3: anche dalla presenza di numerosi topi che mordono soprattutto i bambini,
- 1:06:26Speaker 3: costretti a vivere e giocare vicino alle fogne invece di
- 1:06:29Speaker 3: frequentare regolarmente la scuola. Uno dei problemi più gravi e
- 1:06:34Speaker 3: la malnutrizione acuta, cioè la condizione nella quale l'organismo non
- 1:06:38Speaker 3: riceve energia e nutrienti sufficienti per garantire una crescita e
- 1:06:42Speaker 3: uno sviluppo normali. Nei casi più severi, documentati anche negli
- 1:06:47Speaker 3: ospedali della striscia, la privazione prolungata di cibo ha contribuito
- 1:06:51Speaker 3: alla morte di neonati e bambini. Altrettanto critica è la
- 1:06:55Speaker 3: situazione dell'acqua. Oltre il 95% delle famiglie non dispone di
- 1:07:00Speaker 3: quantità sufficienti di acqua potabile. L'uso di acqua contaminata e
- 1:07:05Speaker 3: le precarie condizioni igieniche favoriscono le infezioni intestinali, tra cui
- 1:07:10Speaker 3: la diarrea acquosa acuta, particolarmente pericolosa per i bambini sotto
- 1:07:15Speaker 3: i 5 anni, perché può provocare rapidamente disidratazione. A questo
- 1:07:20Speaker 3: si aggiunge il rischio di epidemie, cioè la diffusione rapida
- 1:07:23Speaker 3: di malattie all'interno di una popolazione. Il sovraffollamento, la scarsità
- 1:07:29Speaker 3: di servizi igienici e il deterioramento del sistema sanitario aumentano
- 1:07:34Speaker 3: la possibilità di trasmissioni di infezioni come meningite ed epatite.
- 1:07:39Speaker 3: Durante i mesi più freddi sono stati inoltre segnalati decessi
- 1:07:43Speaker 3: di neonati per ipotermia, un abbassamento della temperatura corporea che
- 1:07:47Speaker 3: può diventare letale soprattutto in assenza di riparo, isolamento e
- 1:07:52Speaker 3: riscaldamento adeguati. L'emergenza infine non riguarda soltanto il presente. Le
- 1:07:58Speaker 3: nuove stime dell'Integrated Food Security Phase Classification il sistema internazionale
- 1:08:04Speaker 3: che valuta la gravità delle crisi alimentari, indicano che oltre 74.000
- 1:08:09Speaker 3: bambini sotto i 5 anni nella striscia rischiano di soffrire
- 1:08:14Speaker 3: di malnutrizione acuta entro aprile 2027. Dietro questi numeri ci
- 1:08:20Speaker 3: sono infanzie sospese, cure sanitarie insufficienti, scuole interrotte e bisogni
- 1:08:25Speaker 3: essenziali ancora lontani dall'essere garantiti.
- 1:08:40Speaker 2: Grazie per averci seguito. Se questi temi ti sono interessati,
- 1:08:44Speaker 2: risintonizzati giovedì prossimo per un altro appuntamento con Radio Onda Salute.