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- Lo scheletro che aveva perso il sederino Favole dell'Unicorno Avete mai provato a ballare senza sederino? Probabilmente no. E sapete perché? Perché quasi tutti hanno la fortuna di svegliarsi ogni mattina con il proprio sederino esattamente dove lo avevano lasciato la sera precedente. Ma a Zuccaluna, la mattina del ventinove ottobre, successe qualcosa di assolutamente incredibile: Osvaldo Scricchioloni, lo scheletro più vanitoso del Cimitero dei Sospiri, si svegliò, si alzò dal letto e... IL SUO SEDERINO ERA SCOMPARSO! A essere precisi, Osvaldo non aveva perso soltanto il sederino, perché gli scheletri non possiedono sederoni morbidi come quelli degli esseri umani. Aveva perso tutto il bacino, il pezzo di ossa che teneva insieme la parte superiore del corpo e le gambe. Il risultato era piuttosto impressionante: ogni volta che cercava di camminare, le gambe andavano da una parte e il resto dello scheletro dall’altra. Se provava a girarsi, il busto rimaneva fermo mentre i piedi continuavano tranquillamente nella direzione precedente. E quando tentò di sedersi sul bordo del letto, naturalmente, precipitò direttamente dentro il materasso. Una tragedia! Soprattutto perché quella sera, nella grande piazza di Zuccaluna, si sarebbe svolto il Ballo delle Ossa Scatenate, la competizione di danza più importante dell’anno, alla quale Osvaldo si preparava da mesi. Aveva comprato un papillon viola, lucidato ogni singolo osso e imparato una coreografia che comprendeva tre piroette, due salti mortali e un movimento di bacino così spettacolare da essere soprannominato il Frullatore Scheletrico. Senza il proprio sederino, però, non avrebbe potuto fare neppure mezzo passo. Disperato, cominciò a cercare dappertutto, trascinando il busto sul pavimento mentre le gambe lo seguivano con evidente confusione. Controllò sotto il letto, dentro l’armadio, nella vasca da bagno e persino nel frigorifero, dove trovò soltanto una vecchia costola che aveva dimenticato durante la preparazione della cena di Natale. Dopo quasi un’ora di ricerche inutili, Osvaldo capì che aveva bisogno di aiuto e decise di chiamare Amelia, la bambina che pochi giorni prima lo aveva aiutato a risolvere il mistero della testa scomparsa di Zombaldo. Amelia arrivò al Cimitero dei Sospiri proprio mentre Osvaldo stava cercando disperatamente di infilarsi i pantaloni senza avere niente a cui agganciarli. Quando lo vide, rimase immobile per qualche secondo, poi gli chiese se fosse sicuro di non aver semplicemente dimenticato il bacino da qualche parte. Osvaldo rispose che naturalmente era sicurissimo e che un investigatore del suo livello non avrebbe mai commesso un errore tanto sciocco. Proprio mentre pronunciava queste parole, però, si accorse di aver infilato una tibia al posto di un braccio e dovette fermarsi per sistemarla. Amelia decise di iniziare l’indagine controllando la camera da letto. Esaminò il pavimento, osservò attentamente l’armadio e trovò qualcosa di molto interessante: una piccola impronta rotonda, una piuma viola e un biglietto sul quale qualcuno aveva scritto una sola parola... OSSA. Osvaldo spalancò le orbite e dichiarò immediatamente che si trattava dell’opera di un terribile ladro professionista, probabilmente appartenente a un’organizzazione criminale specializzata nel commercio illegale di ossa. Amelia gli fece notare che forse stava esagerando e che sarebbe stato meglio cercare altri indizi prima di accusare qualcuno. Ma Osvaldo ormai era convinto di trovarsi davanti al caso più importante della propria carriera e insistette per visitare immediatamente il Mercato delle Cose Perdute, un luogo misterioso situato ai margini di Zuccaluna, dove finivano tutti gli oggetti smarriti dalle creature del villaggio. Il mercato era un posto assolutamente incredibile. C’erano bancarelle che vendevano calzini spaiati, ombrelli dimenticati, dentiere di vampiri, cappelli da strega, scope senza proprietario e persino una montagna di calderoni rotti. Alcuni commercianti erano fantasmi, altri erano folletti e un vecchio troll vendeva esclusivamente bottoni perché sosteneva che, prima o poi, tutti avrebbero avuto bisogno di un bottone. Osvaldo e Amelia si avvicinarono alla bancarella di un misterioso collezionista di ossa chiamato Tiburzio, uno scheletro minuscolo che portava occhiali rotondi e custodiva centinaia di ossa perfettamente ordinate sopra scaffali di legno. Tiburzio dichiarò di non sapere assolutamente niente del bacino scomparso, ma Amelia notò immediatamente che dietro di lui era appesa una piuma viola identica a quella trovata nella camera di Osvaldo. Quando Amelia gli chiese spiegazioni, Tiburzio diventò improvvisamente nervoso. Cominciò a sistemare le ossa sugli scaffali, fece cadere tre femori e cercò di cambiare argomento offrendo loro una clavicola in omaggio. Osvaldo, naturalmente, interpretò quel comportamento come una confessione e si lanciò immediatamente verso il piccolo commerciante, dimenticando però di non avere il bacino. Il risultato fu una scena completamente assurda: il busto di Osvaldo cadde sopra una montagna di teschi, le gambe continuarono a correre per qualche metro e Amelia dovette rincorrerle mentre Tiburzio cercava disperatamente di impedire che tutta la propria bancarella crollasse. Quando finalmente riuscirono a rimettere insieme Osvaldo, Amelia riprese l’interrogatorio con maggiore calma e scoprì che Tiburzio non era affatto un ladro. Le piume viola appartenevano a un gruppo di pipistrelli che lavoravano come corrieri notturni e che consegnavano pacchi in tutto il villaggio. Proprio quella mattina uno dei pipistrelli aveva portato una misteriosa scatola proveniente dal Cimitero dei Sospiri e Tiburzio aveva ricevuto l’incarico di custodirla fino all’arrivo del proprietario. Amelia gli chiese di mostrarla e il piccolo scheletro estrasse da sotto il bancone un enorme pacco avvolto in carta arancione. Sopra c’era scritto PER IL GRANDE BALLO DELLE OSSA SCATENATE. Osvaldo cominciò immediatamente a tremare dall’emozione e dichiarò che finalmente avevano trovato il suo sederino. Amelia aprì lentamente il pacco e, dopo aver rimosso diversi strati di carta, scoprì qualcosa di completamente inaspettato: dentro c’era una gigantesca coppa dorata a forma di bacino! Era il premio destinato al vincitore della gara di ballo, preparato appositamente per quella sera. Osvaldo rimase così deluso che la mandibola gli cadde direttamente dentro la scatola. Tiburzio spiegò che i pipistrelli avevano probabilmente perso una piuma durante il ritiro del pacco e che il biglietto con la parola OSSA apparteneva semplicemente alla lista delle consegne. Il mistero sembrava quindi tornato al punto di partenza. Amelia, però, aveva notato un particolare: qualcuno aveva scritto sul retro del biglietto una piccola indicazione che non avevano visto prima. C’erano tre parole... MAGAZZINO DELLA MUSICA. Amelia e Osvaldo raggiunsero immediatamente il Magazzino della Musica, un vecchio edificio situato dietro il teatro di Zuccaluna, dove venivano conservati strumenti musicali, scenografie e decorazioni utilizzate durante le grandi feste del villaggio. Quando entrarono, trovarono una quantità impressionante di oggetti: trombe gigantesche, tamburi parlanti, violini che suonavano da soli e persino un pianoforte che continuava a lamentarsi perché nessuno lo accordava da oltre cinquant’anni. Al centro del magazzino, circondato da casse e stoffe colorate, c’era un piccolo folletto con un cappello verde che stava cercando disperatamente di montare una struttura misteriosa. Si chiamava Spillo ed era il responsabile delle scenografie del Ballo delle Ossa Scatenate. Quando vide Amelia e Osvaldo, cominciò immediatamente a fare domande sul motivo della loro visita, ma la bambina lo interruppe mostrando il biglietto. Spillo impallidì e cercò di nascondere qualcosa dietro una tenda. Osvaldo gridò che finalmente avevano trovato il colpevole e tentò di raggiungerlo, ma proprio in quel momento le sue gambe decisero di muoversi in una direzione completamente diversa, trascinandolo contro un’enorme grancassa. Il rumore fu così potente che tutti gli strumenti musicali del magazzino cominciarono a suonare contemporaneamente. Il pianoforte partì con una marcia trionfale, le trombe iniziarono a strombazzare e un tamburo rotolò attraverso la stanza inseguito da Amelia, che cercava disperatamente di riportare un po’ di ordine. Quando finalmente riuscirono a fermare quella confusione, Spillo confessò tutto. La sera precedente aveva ricevuto l’incarico di preparare uno scheletro meccanico gigantesco per lo spettacolo di apertura del ballo, ma gli mancava un pezzo fondamentale: il bacino. Aveva quindi chiesto a un pipistrello corriere di recuperare un bacino di ricambio dal deposito del cimitero, senza sapere che il deposito si trovava proprio accanto alla camera da letto di Osvaldo. Il pipistrello, che era molto miope e non aveva portato gli occhiali, aveva confuso la porta del deposito con quella della camera dello scheletro e aveva prelevato il primo bacino che aveva trovato. IL BACINO DI OSVALDO! Spillo indicò allora la struttura nascosta dietro la tenda e Amelia la sollevò lentamente. Davanti a loro comparve uno scheletro meccanico alto quasi quattro metri, ricoperto di luci colorate, con un enorme papillon arancione e un paio di scarpe da ballo scintillanti. Al centro della struttura, perfettamente incastrato tra il busto e le gambe, c’era proprio il sederino scomparso di Osvaldo. Osvaldo era talmente felice di aver ritrovato il proprio bacino che cercò immediatamente di abbracciarlo, dimenticando però che si trovava ancora montato dentro lo scheletro meccanico. Quando lo afferrò, attivò accidentalmente una leva e l’enorme struttura cominciò a muoversi. Prima alzò un braccio, poi l’altro, quindi iniziò a scuotere le gambe seguendo il ritmo di una musica che nessuno riusciva a fermare. Spillo gridò che il meccanismo era fuori controllo e Amelia cercò disperatamente di individuare l’interruttore, ma ormai era troppo tardi. Lo scheletro meccanico uscì dal magazzino sfondando una porta, attraversò la piazza e si diresse direttamente verso il luogo in cui stavano allestendo il grande palco del Ballo delle Ossa Scatenate. Osvaldo, che si era aggrappato al proprio bacino senza volerlo lasciare, venne trascinato insieme alla struttura e si ritrovò improvvisamente a ballare a diversi metri da terra. Gli abitanti del villaggio, vedendo arrivare quello spettacolo incredibile, cominciarono ad applaudire convinti che facesse parte dei festeggiamenti. Il sindaco dichiarò immediatamente aperto il ballo, Guglielmone cominciò a distribuire caramelle e persino Prudenzia Patapuff, la strega che pochi giorni prima aveva trasformato mezzo villaggio in patate, si precipitò nella piazza per assistere allo spettacolo. Amelia riuscì finalmente a raggiungere il palco e chiese aiuto a Spillo per fermare il meccanismo. Il folletto individuò l’interruttore principale nascosto dietro la schiena dello scheletro gigante e lo azionò proprio mentre Osvaldo stava compiendo una piroetta spettacolare. La musica si fermò improvvisamente, lo scheletro meccanico rimase immobile e Osvaldo, ancora aggrappato al proprio bacino, si ritrovò sospeso sopra il pubblico in una posizione tanto ridicola che tutti scoppiarono a ridere. Amelia salì rapidamente su una scala, recuperò il bacino e lo rimise finalmente al suo posto. Osvaldo fece qualche passo per verificare che tutto funzionasse correttamente, poi si guardò intorno e sorrise. Il suo sederino era tornato esattamente dove doveva essere... giusto in tempo per partecipare alla gara! Quella sera il Ballo delle Ossa Scatenate fu il più divertente che Zuccaluna avesse mai visto. Osvaldo, finalmente completo, si esibì davanti a tutto il villaggio con la propria coreografia speciale, eseguendo tre piroette, due salti mortali e naturalmente il famosissimo Frullatore Scheletrico, un movimento di bacino talmente veloce che il suo papillon viola cominciò a girare come un’elica. Amelia venne invitata sul palco per ricevere una medaglia come investigatrice onoraria, mentre Spillo e il pipistrello miope furono incaricati di controllare attentamente tutte le scenografie prima delle feste successive. Il primo premio della competizione venne assegnato proprio a Osvaldo, che ricevette l’enorme coppa dorata a forma di bacino ritrovata al Mercato delle Cose Perdute. Lo scheletro era felicissimo e trascorse tutta la serata mostrando il premio a chiunque incontrasse, raccontando nei minimi dettagli la propria incredibile avventura. Tuttavia, proprio quando la festa stava per finire, successe qualcosa di assolutamente imprevedibile. Osvaldo decise di eseguire un’ultima piroetta per salutare il pubblico, ma girò così velocemente che una delle proprie rotule si staccò e cominciò a rotolare attraverso la piazza. Amelia la vide passare accanto ai propri piedi, si mise una mano sulla fronte e chiese se davvero dovessero ricominciare tutto da capo. Osvaldo scoppiò a ridere, raccolse la rotula e dichiarò che da quel giorno avrebbe controllato attentamente ogni singolo osso prima di uscire di casa. Naturalmente, quella promessa durò soltanto fino alla mattina successiva, quando si svegliò e scoprì di aver dimenticato entrambe le mani dentro la coppa del vincitore. E così, se un giorno doveste partecipare a una festa nel villaggio di Zuccaluna e incontraste uno scheletro che balla in modo incredibile, ricordatevi di controllare sempre che abbia il sederino al proprio posto. Perché con Osvaldo Scricchioloni non si può mai sapere quale pezzo potrebbe decidere di andarsene proprio sul più bello!