Latest / Modalità Umana / EP.04 | Le cose che non dovresti mai scrivere dentro ChatGPT
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- Tristan Maz: Apri ChatGPT, hai una mail di lavoro da sistemare. Il testo è un po' freddo, un po' confuso, magari scritto di fretta. Allora fai una cosa normalissima. Copi tutto, incolli nella chat e scrivi. Riscrivila in modo più professionale. ottimo hai appena risparmiato 10 minuti solo che dentro quella mail c'erano nome e cognome di un cliente un numero di pratica un importo un riferimento a un problema personale magari anche un allegato e tu senza pensarci troppo hai spostato quelle informazioni fuori dal luogo in cui si trovavano Non hai mandato un'email a uno sconosciuto. Non hai caricato un file su un sito dal nome inquietante tipo rubamiidati.com. Hai solo usato un assistente AI. E proprio per questo ti è sembrato innocuo. Ma quando incogliamo qualcosa dentro un chatbot? Stiamo davvero solo facendo una domanda? O stiamo consegnando un pezzo di realtà a un servizio digitale? Questo è modalità umana e io sono Tristan Maff. E oggi parliamo di una cosa molto semplice, molto pratica e molto sottovalutata. Che cosa non dovresti mai scrivere dentro cià GPT? Facciamo subito una precisazione. Nel titolo uso Chaggpt perché è lo strumento più conosciuto. E' quello che molte persone nominano anche quando in realtà stanno parlando più in generale di intelligenza artificiale generativa. Un po' come quando diciamo cerco su Google, anche se magari esistono altri motori di ricerca. Ma il discorso di questa puntata non vale solo per Chaggpt. vale anche per Claude, Gemini, Copilot, Perplexity, DeepSeek, Mistral, Croc e per qualunque strumento basato su modelli linguistici dove scrivi prompt, carichi file, incoli documenti, fai domande, chiedi riassunti o generi testi. Ogni servizio ha le sue regole, le sue impostazioni, la sua privacy policy, il suo piano business, le sue garanzie, i suoi limiti e proprio per questo la regola non può essere. Questo chatbot è buono, questo è cattivo. La regola deve essere più semplice. Prima di scrivere qualcosa dentro un LLM, chiediti se quella informazione può davvero uscire dal tuo controllo. E sì, parleremo anche di DeepSec con una battuta doverosa, perché quando uno strumento dichiarna la propria privacy policy che può raccogliere input, file, cronologia chat e conservare i dati personali in Cina, forse prima di incollarli dentro il piano industriale dell'azienda conviene fare almeno un respiro. Non perché appena prima in via parte un uomo col capotto lungo da Pechino. Il problema è più banale e proprio per questo più serio. Quel piano industriale non doveva finirci dentro comunque. Il punto non è fare geopolitica da bar. Il punto è capire che tutti questi strumenti, americani, europei, cinesi o marziani, non sono diari segreti, non sono confessionali, non sono automaticamente ambienti aziendari sicuri, sono servizi digitali potentissimi e più sono utili, più dobbiamo imparare a usarli con confini chiari. perché cià GPT sembra più privato di quanto sia. C'è un motivo per cui dentro questi strumenti scriviamo cose che forse non scriveremmo altrove. La chat sembra intima. Tu scrivi, lui rispondi, ti dà del tu, ti aiuta, ti correggia, ti fa domande. A volte sembra persino capirti meglio di certe riunioni del lunedì mattina che va detto. Non sempre è un traguardo difficilissimo. Questa forma conversazionale abbassa le difese. Non sembra di usare una piattaforma, sembra di parlare con qualcuno, magari con un amico. E ancora di più, sembra di parlare con uno strumento personale, un blocnote intelligente, un assistente fidato, una stanza privata. Ma tecnicamente non è una stanza privata, senso comune del termine. È un servizio online con account server, impostazioni, cronologia, memorie, attive, file caricati, possibili revisioni per sicurezza o supporto, fornitori, policy. Differenza tra piano gratuito, piano personale, piano business, enterprise o strumenti approvati dall'azienda. OpenAI, per esempio, permette di disattivare l'uso delle conversazioni per migliorare i modelli. Permette di usare chat temporanei. spiega che le chat temporanee non vengono salvate nella cronologia, non creano memoria e non vengono usate per adestrare i modelli, ma dice anche che possono essere conservate fino a 30 giorni per controlli legati ad avusi. E nella FAC, sull'uso dei dati per i servizi consumer c'è una frase molto chiara, non inserire informazioni sensibili che non vorresti fossero revisionate o usate. Quindi la questione non è, Ciao GPT mi spia? Domanda comodo ma troppo semplice. La domanda corretta è, sto usando questo strumento con impostazioni dati e con testo adeguati a quello che gli sto consegnando? Perché c'è una differenza enorme tra chiedere, dammi 10 idee per una cena veloce e incollare una mail di un cliente, un contratto, un referto medico. una busta paga, una conversazione privata, un documento ambientale, una lista di utenti, una strategia commerciale. Stesso gesto, copia, incolla, invio, ma conseguenze completamente diverse. Non è solo un problema di training. Spesso quando si parla di privacy e AI, la domanda è useranno i miei dati per addestrare il modello? È una domanda importante, ma non è l'unica. Anche se disattivi l'uso dei dati per il training, devi comunque ragionare su altri aspetti. Dove finiscono temporaneamente con i dati? Chi può accedervi in casi specifici? Quanto vengono conservati? Che piano stai usando? Hai caricato file? Hai collegato strumenti esterni? Hai attivato memoria? Stai usando un GPT personalizzato? C'è un'estensione di terze parti? Stai lavorando con dati tuoi o dati di altre persone? Il training è solo una parte della storia. Il rischio può nascere anche da Error umano, account compromesso, condivisione involontaria, strumenti collegati, azioni di terza parte, output copiati altrove, file rimasti nella cronologia, policy aziendali violate o semplicemente dal fatto che hai messo informazioni dove non dovevano stare. è un po' come lasciare i documenti riservati sul tavolino di un bar. Magari nessuno li legge, magari il barista è una persona splendida, magari il tavolino è pure GDPR compliant. Ma la domanda resta. Perché li hai portati lì? Le 7 cose da non scrivere dentro CHUD GPT Entriamo nella parte più pratica. 7 categorie di informazioni che dovremmo evitare di scrivere dentro CHUD GPT e più in generale dentro qualunque LLM non adeguatamente configurato, autorizzato e approvato per quel tipo di dato. 1. Password OTP, Chiavi API e Credenziali Prima categoria Password, Codici OTP, Codici di recupero, Chiavi API, Token, Seed phrase di Wallet Crypto, Credenziali aziendali, Link di accesso riservati, Codici temporanei ricevuti di SMS o App di autenticazione. Qui la regola è semplicissima. Se una string serve ad accedere a qualcosa, non deve finire dentro una chat AI. Non scrivere. Questa è la mia chiave API. Mi aiuti a capire perché non funziona. Non scrivere. Ecco il codice che ho ricevuto. Cosa devo fare? Non scrivere. Queste sono le dodici parole del wallet. Puoi controllare se sono corrette. No. No con affetto, no con energia, no con un piccolo campanello d'allarme che suona il sottofondo. Le credenziali non vanno condivise con un chatbot, nemmeno se pensi che sia più intelligente di te. Soprattutto se pensi che sia più intelligente di te. Se hai bisogno di aiuto tecnico, puoi descrivere il problema senza incollare la chiave vera. Puoi scrivere, ho una chiave API che inizia con un certo formato, ricevo questo errore. Che controlli posso fare? Puoi usare Play Shoulder. Puoi sostituire il valore reale con API underscore key underscore esempio. La macchina non ha bisogno della chiave vera per spiegarti il principio. 2. DATI PERSONALI COMPLETI Seconda categoria DATI PERSONALI COMPLETI NOME, Cognome, Codice Fiscale, Indirizzo, Telefono, E-mail, Documento di Identità, Targa, Data di Nasciuta, Numero di Pratica, Data di Minori, Data di Clienti, Colleghi, Pazienti, Studenti e Fornitori. A volte non serve identificare una persona per ottenere una buona risposta. Se devi riscrivere una mail, puoi togliere il nome. Se devi analizzare la situazione, puoi generalizzare. Se devi chiedere un consiglio sulla struttura di un documento, non serve allegare il documento con tutti i dati reali. Invece di scrivere Mario Rossi in arte il giorno tale residenti in via tale ha questo problema, puoi scrivere un cliente ha questo problema oppure una persona ha questa esigenza oppure un dipendente ha segnalato questa situazione. La regola è se il problema si può spiegare senza identificare una persona togli l'identità. Attenzione però, anonymizzare non significa solo togliere nome e cognome. Se lasci azienda, ruolo unico, città piccola, data precisa, reparto, evento riconosciubile, dettagli familiari, magari hai tolto il nome ma la persona è ancora identificabile. Il responsabile amministrativo dell'unica azienda di quel paese che martedì ha avuto quel problema non è proprio ononimo. È una caccia al tesoro. E non di quelle simpatiche. 3. Dati sensibili o particolari. Terza categoria. Dati sensibili o più correttamente dati particolari. Salute, religione, opinione politiche, orientamento sessuale, dati biometrici, disabilità, informazioni giudiziarie, situazioni familiari delicate, appartenenza sindacale, fragilità personali. Qui serve molta attenzione perché spesso usiamo i chatbots proprio quando abbiamo bisogno di capire qualcosa di delicato. Un refferto medico, una lettera dell'avvocato, un problema con il lavoro, una situazione familiare, una decisione economica, un disagio personale. Chiedere una spiegazione generale può essere utile, ma non devi necessariamente incollare tutto il documento reale. Puoi togliere i dati identificativi, puoi riassumere, puoi chiedere. Mi spieghi in generale cosa significa questo termine? Oppure, quali domande potrei fare a un medico? Oppure, quali aspetti dovrei chiarire con un professionista? e qui va detto una cosa importante. Per salute, diritto, finanza e sicurezza un chatbot può aiutare a capire meglio le parole. Non dovrebbe sostituire un professionista nelle decisioni individuali. Può aiutarti a preparare domande, a riordinare informazioni, a capire un linguaggio complicato, ma non deve diventare il medico, l'avvocato, il consulente finanziario o il responsabile della sicurezza della tua vita. 4. Documenti aziendali riservati Quarta categoria. Documenti aziendali riservati. Contratti, offerte, strategie, roadmap, budget, verbali interni, dati clienti, report non pubblici, codice proprietario, documenti e HR, valutazioni dei dipendenti, piani commerciali, documenti legali. Qui il punto non è solo privacy, è anche confidenzialità, proprietà intellettuale, segreto industriale, policy aziendali e responsabilità professionale. Magari hai un documento lungo e vuoi farlo riassumere. Comprensibile. Magari devi preparare una presentazione. Comprensibile. Magari il documento è scritto in un'azienda alese spinto, quella lingua misteriosa in cui nessuno fa qualcosa ma tutti abbilletano sinergia trasversale. Comprensibilissimo. Però prima di caricare un documento aziendale in un LLM devi sapere. L'azienda lo consente? Questo strumento è approvato? È un account personale o aziendale? Il piano business prevede protezioni specifiche? I dati vengono usati per training? Dove vengono conservati? Chi può accedere? Esistono istruzioni interne? Non basta dire, ma mi serviva per lavorare meglio. Anche inviare una mail a un indirizzo sbagliato può nascere dal desiderio di lavorare meglio. Il problema è dove finiscono le informazioni. Se lavori in azienda, la regola è semplice. Usa strumenti approvati e rispetta la policy. Se la policy non esiste, non significa libertà totale. Significa che forse è il momento di chiederla. 5 Informazioni finanziarie o bancarie Quinta categoria Informazioni finanziarie o bancarie Iban, Estrati conto, Buste paga, Debiti, Mutui, Investimenti, Documenti fiscali, Wallet crypto, Movimenti di conto, Piani finanziari e personali completi Qui bisogna distinguere. Chiedere una spiegazione generale va benissimo. Per esempio, che differenza c'è tra tasso fisso e variabile? Che cos'è un ETF? Come funziona un'etrazione fiscale? Quali domande dovrei fare al consulente? Ma non serve incollare tutta la tua vita finanziaria per ottenere un ragionamento utile. Non devi scrivere ecco il mio IBAN. il saldo del conto, la busta paga, il mutuo, i debiti, il portafoglio cripto e il codice fiscale. Dimmi cosa fare. A quel punto non stai chiedendo un'informazione, stai facendo un trasloco digitale della tua identità economica. E vale anche per le criptovalute. Seed phrase, chiave private, recovery phrase e accesse ai wallet non vanno mai scritti dentro un chatbot. Mai! neanche solo per controllare, neanche solo per sicurezza, neanche solo perché tanto puoi cancello la chat. Se qualcuno ti chiede di incollare da qualche parte, quella non è assistenza. E' probabilmente l'inizio di una brutta giornata. 6. Informazioni su altre persone Sesta categoria. Questa è una delle più importanti, perché quando usiamo chat GPT non rischiamo di condividere solo dati nostri, spesso condividiamo dati di altre persone. Una mail di un collega, una chat privata, un problema medico di un familiare, la situazione economica di un cliente, le difficoltà scolastiche di un figlio. un conflitto con un dipendente, una valutazione interna, un messaggio ricevuto da un amico. La domanda cambia, non è più, sono disposto a condividere questa cosa, ma ho il diritto di condividere questa cosa? Quando incolli i dati di qualcun altro dentro un LLM, non stai decidendo solo della tua privacy, stai decidendo anche della sua. E il fatto che lo strumento sia utile non cancella questa responsabilità. Se vuoi chiedere aiuto per rispondere a una persona, puoi farlo togliendo i dettagli identificativi. Puoi scrivere. Una collega mi ha scritto questo tipo di messaggio. Come posso rispondere in modo professionale? Non serve di incollare nome, cognome, azienda, ruolo, numero di telefono e tutto il romanzo epistolare. Sette. Materiale che non vorresti ritrovare fuori contesto. Settima categoria. Tutto ciò che non vorresti vedere fuori contesto. Sfoghi emotivi, accuse, lamentele sui colleghi. Bosse legali, strategie delicate, testi non pubblici, idee creative non protette, informazioni riputazionalmente rischiose. Attenzione, non sto dicendo che queste cose finiranno sicuramente fuori. Non è questo il punto. Il punto è che un chatbot non dovrebbe diventare il luogo dove buttiamo dentro qualsiasi pensiero grezzo solo perché risponde con gentilezza. Una cosa è chiedere aiutami a trasformare questo messaggio arrabbiato in una risposta professionale. Un'altra è incollare una conversazione privata pieni di nuovi accuse e dettagli personali. Puoi usare l'AI per calmare, strutturare, riformulare. Ma puoi farlo anche scrivendo una versione depurata. Per esempio, ho ricevuto un messaggio aggressivo da un collega. Voglio rispondere in modo fermo ma professionale. Ecco il contesto generale. Non serve consegnare tutta la scena del crimine emotiva. Anche perché l'AI può aiutarti a scrivere meglio, non necessariamente a dimenticare quello che hai scritto. La parte scomoda. Ed eccoci alla parte scomoda. Il problema più grande non è solo che cià GPT o un altro LLM possa conservare qualcosa. Il problema è che la forma della conversazione ci porta a dire più di quanto diremmo in un modulo. se uno sito ti chiedesse inserisci qui dati sanitari, informazioni economiche, documenti aziendali, problemi personali, nomi di colleghi e conversazioni private. Fosse ti fermeresti, almeno un secondo. Ma se una chat ti dice come posso aiutarti? Tu inizia a raccontare, aggiungi dettagli, puoi altri dettagli, puoi alleghi il FAI, puoi incolli la mail, puoi dice ti do un po' di contesto. Ed è lì che spesso inizia il disastro, con la frase ti do un po' di contesto. Il contesto è prezioso, ma non tutto il contesto deve essere personale, identificabile o riservato. Una ricerca del 2025 sulle aspettative di privacy attorno ai chatbots basati su LLM ha mostrato una cosa interessante. Molte persone considerano le conversazioni con questi strumenti sensibili o molto sensibili, ma allo stesso tempo discutono comunque temi di salute, finanza e vita personale. In pratica sappiamo che sono conversazioni delicate, ma la comodità, la velocità e la sensazione di dialogo ci portano a scrivere lo stesso. è la contraddizione perfetta della vita digitale. Diciamo, ci tengo alla privacy. Poi incogliamo dentro un chatbot una mail con 6 dati personali e chiediamo, me la rendi più elegante? Non perché siamo stupidi, perché gli strumenti sono progettati per essere fluidi, utili, immediati e quando qualcosa funziona bene, abbassiamo le difese. La tecnologia non ci deve necessariamente ingannare. A volte le basta essere comoda. Cosa cambia davvero? Che cosa cambia davvero con questi strumenti? La prima cosa è che il confine tra lavoro personale, lavoro aziendale e vita privata diventa più sottile. Usiamo lo stesso strumento per scrivere un post, preparare una mail, capire una bolletta, analizzare un contratto, fare brainstorming, studiare, organizzare un viaggio, ragionare su un problema personale. Il rischio è trattare tutti questi contenuti allo stesso modo. Ma non sono uguali. Una ricetta per la cena è un ammerico unidato di un cliente, non hanno nello stesso livello di rischio. Un'idea per un titolo e una votazione a ICHAR su un dipendente non sono la stessa cosa. Un test da migliorare a un documento legale non richiede la stessa attenzione. La seconda cosa che cambia è che la privacy non riguarda più solo dove pubblico, riguarda anche dove elaboro. Una volta ci preoccupavamo soprattutto di ciò che mettevamo online pubblicamente. Post, foto, commenti, video. Oggi dobbiamo preoccuparci anche di ciò che incogliamo in strumenti privati solo in apparenza, perché anche se non è pubblico, può essere comunque trattato, conservato, processato e trasferito secondo regole che dobbiamo conoscere. La terza cosa che cambia è che dobbiamo imparare una nuova competenza. Scrivere prompt utili senza regalare dati inutili. È una competenza sottovalutata. Non basta saper chiedere bene, bisogna saper chiedere con il minimo dato necessario. In altre parole, il prompt migliore non è quello che contiene tutto, è quello che contiene solo ciò che serve. Modalità umana, la regola dei 10 secondi. Arriviamo alla parte pratica. Prima di prendere un invio, prenditi 10 secondi. Non 10 minuti. Non un corso di cybersecurity. 10 secondi. E fatti queste 7 domande. Prima domanda. C'è una password, un codice, una chiave, un token o una credenziale? Se sì, fermati. Non inviare. Sostituisci con un esempio fittizio. Seconda domanda. C'è un dato che identifica una persona? Nome, cognome, indirizzo, telefono, email, codice fiscale, documento, numero pratica. Sì, sì, chiediti se è davvero necessario. Spesso non lo è. Terza domanda. Sto parlando di salute, soldi, diritto minori, lavoro o sicurezza? Se sì, riduci dettagli e usa il chatbot per capire, non per decidere il posto tuo. Quarta domanda. Sto incollando qualcosa che appartiene a un'azienda? Se sì, prima controlla policy, strumento approvato e tipo di account. Account personale e documento aziendale riservato non sono una coppia felice. Quinta domanda. Sto condividendo dati di qualcun altro? Se sì, Fermati un secondo in più. La comodità tua non deve diventare rischio privacy di un'altra persona. Sesta domanda. Posso spiegare il problema con meno dettagli? Quasi sempre sì. Togli i nomi, cambia importi, generalizza ruoli, elimina date precise, sostituisci aziende reali con esempi, usa categoria. Settima domanda. Sarai tranquillo se questa frase uscisse dal mio controllo? Se la risposta è no, non inviarla così. Riscrivila, anonymizzala, riducila o non inserirla. Questa è la regola dei 10 secondi. Non blocca l'uso dell'AI, lo rende più intelligente. Come usare Ciao GPT senza buttare dentro tutto. Vediamo qualche esempio pratico. Invece di incollare una mail reale di un cliente, puoi scrivere. Devo rispondere a un cliente arrabbiato per un ritardo. Voglio un tono professionale, fermo e non difensivo. Preparami una struttura. Invece di caricare un contratto completo, puoi scrivere. Sto leggendo un contratto. Quali clause dovrei far controllare con più attenzione da un professionista? Invece di incollare un referto medico con nome e dati, puoi scrivere. Mi spieghi in termini generali che cosa significa questo termine medico e quali domande potrei fare al medico? Invece di inserire una busta paga completa, puoi scrivere. Quali sono le voci principali di una busta paga italiana e come si leggono in generale? Invece di incollare una chat privata, puoi scrivere. Ho ricevuto un messaggio aggressivo, voglio rispondere senza alimentare il conflitto. Dammi tre opzioni di tono. Invece di caricare un documento aziendale, puoi scrivere. Devo trasformare un documento tecnico in una presentazione managgeriale. Quale struttura potrei usare? Vedi la differenza? Non stai rinunciando all'aiuto, stai togliendo ciò che non serve. Questa è la vera abilità. Non usare Minulay. Ai usarla meglio. Controlla le impostazioni. Altro punto pratico. Controlla le impostazioni dello strumento che usi. In ChartGPT, per esempio, puoi gestire controlli legati all'uso delle conversazioni per migliorare i modelli. Puoi usare chat temporanee, puoi controllare la memoria, puoi cancellare conversazioni, puoi esportare i tuoi dati. ma non limitarti a ciò a GPT. Se usi altri strumenti, controlla anche lì, Cloud, Gemini, Copilot, Perplexity, DeepSeek, qualunque app AI che ti chiede di caricare il file o collegare account. Leggi almeno le informazioni principali, che dati raccolgono, dove li conservano, li usano per migliorare il servizio, puoi disattivare il training, puoi cancellare la cronologia. Sono previste protezioni business? Ci sono integrazioni con terze parti? Non devi diventare un giurista, ma devi salpere almeno se stai usando un blocco note personale, uno strumento consumer o un ambiente aziendale approvato. Perché non sono la stessa cosa. GPT personalizzati, plugin, estensioni e app terze. C'è poi un punto che spesso viene ignorato. Il rischio non riguarda solo il chatbot principale. Aumenta quando usiamo GPT personalizzati, plugin, estensioni, app collegati e servizi di terze parti. Magari tu pensi di essere ancora dentro CiaoGPT, ma stai usando un strumento creato da qualcun altro. Magari quell'app chiama uno servizio esterno. Magari raccoglie dati. Magari ha una sua privacy policy. Magari chiede permessi. Magari accede a file, email, calendario o documenti. Qui bisogna fare attenzione perché ogni integrazione aggiunge una porta e ogni porta va controllata. Prima di usare uno strumento terzo con dati delicati, chiediti chi lo ha creato, quali permessi chiede, dove finiscono i dati, è davvero necessario collegarlo, posso ottenere lo stesso risultato senza caricare informazioni sensibili? La comodità delle integrazioni è enorme, ma anche il rischio cresce, soprattutto quando passiamo da rispondimi a una domanda a leggi i miei file, controlli il calendario, accedi alla mail, organizza tutto tu. ne abbiamo parlato nella puntata sugli agenti AI. Più uno strumento agisce e accede, più servono limiti. e controllo. Vale davvero? Facciamo un piccolo overdetto. Ciao GPT, vale davvero? Sì, moltissimo. E lo stesso vale per gli altri LLM quando sono usati bene. Possono aiutare a scrivere, studiare, riassumere, capire, organizzare. Preparare domande, generare idee, risparmiare tempo, migliorare testi. Rendere più accessibili argomenti complessi. Il punto non è smettere di usarli. Il punto è smettere di usarli come un contenitore indistinto che deve buttare dentro tutto. più uno strumento è utile, più tende a entrare in ogni parte della nostra vita e proprio per questo dobbiamo costruire confini non per paura, per lucidità Il verdetto di modalità umana è questo. Chubb GPT e gli altri LM sono strumenti straordinari, ma non sono diari segreti. Non sono ambienti sicuri per qualunque informazione. Non sono automaticamente compatibili con ogni dato personale, aziendale o sensibile. Usali, ma non regalare dati inutili sono perché è comodo. Conclusione. Quindi cosa non dovresti scrivere dentro cià GPT? Password, codici, chiavi, dati personali completi, dati sensibili, documenti aziendali riservati, informazioni finanziarie, dati di altre persone e tutto ciò che non vorresti vedere fuori contesto. Ma soprattutto non dovresti scrivere più del necessario. Questa è la regola più importante. L'AI non ha bisogno di sapere tutto per aiutarti. spesso ha bisogno solo di capire il problema. E tu puoi descrivere il problema senza consegnare identità, segreti, documenti e dettagli inutili. La domanda che voglio lasciarti è questa. Qual è il tipo di informazione che secondo te le persone incollano più spesso dentro il charge GPT con troppa leggerezza? Dati di lavoro? Documenti? Email? Informazioni personali? Sfogli privati? Scrivono nei commenti su YouTube. o sui social di modalità umana. E se questa puntata ti è stata utile, segui modalità umana sulla piattaforma da cui ci stai ascoltando. Attiva le notifiche su Spotify, Apple Podcast o YouTube. E se puoi, lascia una recensione. Aiuta il podcast a raggiungere altre persone che stanno cercando di usare la tecnologia senza perdere il controllo. Ci trovi anche su TikTok. dove continueremo la conversazione con clip, domande e casi pratici. Nel dubbio, prima di incollare, attiva la modalità umana.