Latest / The Wom Healthy / Tumore al seno: cosa può “risvegliare” le cellule anche dopo anni?
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- 0:00Speaker 2: Dopo un tumore al seno, alcune cellule possono essersi già
- 0:03Speaker 2: spostate in altri organi, soprattutto nel midollo osseo. Qui possono
- 0:08Speaker 2: restare vive ma inattive per anni. Non si moltiplicano, non
- 0:13Speaker 2: sono rilevabili dagli esami e vengono controllate dall'ambiente che le circonda.
- 0:18Speaker 2: Se questo equilibrio cambia, però, possono riattivarsi e formare metastasi ossee.
- 0:25Speaker 2: Una ricerca condotta sui topi ha studiato questo fenomeno con
- 0:28Speaker 2: un piccolo osso artificiale creato in laboratorio. Questa struttura riproduce
- 0:33Speaker 2: alcune caratteristiche dell'osso reale e permette di osservare le cellule
- 0:37Speaker 2: tumorali per tempi più lunghi. Le cellule di tumore al
- 0:40Speaker 2: seno sono rimaste per lo più dormienti, con rare divisioni.
- 0:45Speaker 2: Durante un'infiammazione diffusa nell'organismo, le cellule tumorali hanno iniziato a
- 0:49Speaker 2: dividersi più spesso. Negli animali, sono comparse più metastasi anche
- 0:54Speaker 2: nelle ossa naturali. I ricercatori hanno identificato inoltre una proteina,
- 0:59Speaker 2: chiamata HMGB2, che potrebbe favorire il passaggio dalla dormienza alla metastasi.
- 1:06Speaker 2: La proteina è stata trovata anche in metastasi ossee umane,
- 1:10Speaker 2: ma il suo ruolo nelle persone deve ancora essere chiarito.
- 1:14Speaker 2: Lo studio non dimostra che lo stesso meccanismo avvenga nell'essere umano.
- 1:18Speaker 2: Non significa che un'influenza, un'infezione o disturbi digestivi indichino il
- 1:23Speaker 2: ritorno della malattia. L'infiammazione è infatti una risposta necessaria per
- 1:28Speaker 2: difendere l'organismo. Non è noto se farmaci, dieta o altre
- 1:33Speaker 2: abitudini capaci di ridurre l'infiammazione possano prevenire le recidive. Restano
- 1:39Speaker 2: importanti la cura della salute generale, il trattamento delle infezioni
- 1:43Speaker 2: e i controlli programmati con l'oncologo.