Latest / Milly Podcast – Italiano vero • Storie vere / “Traumi silenziosi e legami difficili – Un incontro speciale con la dottoressa Elisa Castellano”
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- 0:00Ci sono ferite che si vedono e ci sono ferite che non si
- 0:04vedono, ma che fanno ugualmente male.
- 0:06A volte ci portiamo dentro un dolore antico che ha il profumo
- 0:09dell'infanzia, la voce di un genitore, il silenzio di un
- 0:13fratello. Lo chiamiamo trauma, ma spesso
- 0:16non sappiamo nemmeno noi dargli un nome.
- 0:18Oggi voglio parlarne con voi in modo semplice ma profondo.
- 0:22Non sono una psicologa, non sono una terapeuta.
- 0:26Ma sono una persona che ascolta, che ama ascoltare, osservare e
- 0:30che sente quando certi legami possono diventare complessi.
- 0:34Per questo ho invitato una voce esperta, una professionista che
- 0:38ammiro molto per il modo in cui comunica, anche sui social, con
- 0:42delicatezza, competenza e grande rispetto.
- 0:46Oggi con me c'è la dottoressa Elisa Castellano, psicologa,
- 0:50psicoterapeuta e fondatrice dello studio Eracle.
- 0:53Scrive di salute mentale e benessere, relazioni per riviste
- 0:57come grazia, Vanity Fair e Vogue Italia.
- 0:59Con lei cercheremo di capire qualcosa in più su quei legami
- 1:02che ci segnano, ma anche su come possiamo piano piano imparare a
- 1:06guarire. Io do un grande grande benvenuto
- 1:10ad Elisa. Grazie di cuore per aver
- 1:12accettato di partecipare al mio podcast per essere qui con noi e
- 1:16per averci dedicato del tuo tempo, che io trovo che sia
- 1:19estremamente prezioso. E ti ascolteremo veramente con
- 1:23grande attenzione. Iniziamo quindi con
- 1:25l'intervista. Elisa, spesso sentiamo parlare
- 1:29di trauma, ma non sempre capiamo bene cosa sia davvero.
- 1:33Molte persone pensano al trauma come qualcosa di grande,
- 1:36evidente, clamoroso, ma a volte può essere qualcosa di sottile
- 1:40continuo, magari vissuto dentro la famiglia senza urla, ma con
- 1:44pesi che si accumulano nel tempo.
- 1:46Ci aiuti a capire meglio che cos'è un trauma.
- 1:49E come può manifestarsi anche in contesti apparentemente normali?
- 1:55Buongiorno a tutti, grazie Milena per avermi voluta nel tuo
- 2:00podcast. Io ne sono onorata.
- 2:02È sempre bello quando posso parlare della della mia materia
- 2:06e di temi così caldi e anche così interessanti, perché poi di
- 2:11fondo riguardano un po' tutti. Per rispondere alla tua domanda,
- 2:16un trauma è un crack. Un momento di rottura.
- 2:20Immaginatevi una crepa per capire se un evento o una
- 2:26situazione, qualcosa nella nostra vita è traumatico.
- 2:30Dobbiamo chiederci se esiste un prima e un dopo quell'evento, se
- 2:35c'è un prima quell'evento. Mi sentivo in questo modo, prima
- 2:40dell'evento vivevo in questo modo e dopo quell'evento è
- 2:45diverso. C'è qualcosa di molto diverso.
- 2:48Allora probabilmente stiamo parlando di un trauma.
- 2:52Dico probabilmente perché poi ci sono sempre delle variabili,
- 2:56delle sfumature. Ma se parliamo di qualcosa di
- 2:58profondamente negativo, che ha avuto un impatto negativo su di
- 3:02noi e sulla nostra vita, allora quello è un trauma.
- 3:06Il trauma è la conseguenza di un evento con una carica emotiva
- 3:12molto negativa. Di solito il trauma minaccia la
- 3:17sicurezza. E l'integrità fisica e
- 3:20psicologica anche della persona. Per rispondere anche a alla
- 3:26domanda sui contesti di normalità.
- 3:30In realtà il trauma può manifestarsi in qualsiasi
- 3:33contesto, quindi può essere il contesto familiare, può essere
- 3:37un contesto scolastico, sportivo, può essere mentre
- 3:40camminiamo per strada. Non dipende.
- 3:44Ecco, da. La quotidianità che può essere
- 3:49appunto normale. Una famiglia normale, tra
- 3:53virgolette, ecco perché è sempre un termine un po'
- 3:57interpretabile. Ecco, il normale però, un trauma
- 4:03può essere un incidente stradale.
- 4:05Una punizione umiliante di una maestra può essere un'esclusione
- 4:12del gruppo di pari dal gioco? Molte cose sono potenzialmente
- 4:19traumatiche, è anche potenzialmente traumatica, ad
- 4:25esempio, una modalità di accudimento genitoriale che è
- 4:30disfunzionale, quindi qualcosa che in realtà non avviene solo
- 4:33una volta, ma tante volte nel tempo.
- 4:37Ecco, quello poi può diventare qualcosa su cui psicoterapia si
- 4:42lavora proprio perché con tanti episodi.
- 4:47Piccoli ma che si insinuano tra le pieghe poi della mente, può
- 4:54diventare qualcosa di potenzialmente devastante anche
- 4:58per la personalità di di quell'individuo.
- 5:01Continuiamo con l'intervista, una persona del mio pubblico ha
- 5:04condiviso una domanda molto sentita, ci chiede come possiamo
- 5:09comportarci quando, da adulti, ci troviamo in conflitti
- 5:12dolorosi con i nostri genitori o con altri familiari?
- 5:16È più giusto mettere dei confini sani, quei paletti che
- 5:19proteggono il nostro benessere, o provare ancora a ricucire il
- 5:22rapporto, anche a costo di soffrire?
- 5:24E soprattutto, come facciamo a capire quando stiamo cercando la
- 5:28pace e quando invece siamo solo mantenendo una facciata ipocrita
- 5:32questa? È una domanda davvero molto
- 5:35interessante. Io ci tengo sempre a
- 5:40sottolineare che. Qualsiasi cosa ci faccia male
- 5:45può essere maneggiata, può essere gestita.
- 5:50Noi non siamo costretti da adulti a fare niente.
- 5:56Certo, ci sono ad esempio dei legami familiari con cui
- 6:00potrebbero esserci dei vincoli, soprattutto emotivi.
- 6:03In più però anche quelli vanno gestiti sicuramente i confini,
- 6:10come ben detto quelli sani. Sono quelli che ci fanno anche
- 6:15definire chi siamo noi e chi sono gli altri, quindi è una
- 6:19distanza che aiuta in realtà poi a sentirsi anche paradossalmente
- 6:25più vicini, perché è molto più funzionale mettere dei confini.
- 6:35Piuttosto che stare vicini per forza con obbligo ma poi sentire
- 6:41di stare davvero molto male EE quindi questo questo può aiutare
- 6:47moltissimo il confine sano. Ecco, provare a ricucire il
- 6:53rapporto, anche a costo di soffrire, è una scelta davvero
- 6:56molto personale. Intanto dipende di chi stiamo
- 6:59parlando, quindi chi c'è dall'altra parte se c'è la
- 7:03mamma? Io potrei fare dei tentativi
- 7:06perché magari starle vicino mi fa stare meno male piuttosto che
- 7:12starle lontano. Però è anche vero che quanto è
- 7:17alta quella sofferenza, poi se le devo stare vicino credo che
- 7:20valga sempre la pena poi mettere sul piatto della bilancia.
- 7:24Cosa mi fa stare meglio e cosa mi fa stare peggio?
- 7:27E su quello poi fare una scelta. Ci sono delle distanze
- 7:32necessarie. Ci sono poi dei momenti di vita
- 7:38in cui dobbiamo obbligatoriamente, anche per
- 7:41legge, ecco, fare delle cose per i nostri familiari, le persone
- 7:47che ci stanno. Accanto.
- 7:50Ma questo non significa che dobbiamo stare vicini o per
- 7:53forza anche a livello emotivo. È una scelta e dipende
- 7:57tantissimo dalle situazioni. L'altra tua domanda invece, cioè
- 8:04come facciamo a capire quando stiamo cercando la pace, quando
- 8:08invece stiamo solo mantenendo una facciata ipocrita?
- 8:13Beh. Qui l'unico modo di di
- 8:18rispondere a questa domanda è farsi altre domande, connettersi
- 8:25profondamente con se stessi. Essere autentici poi ci porta ad
- 8:31arrivare AA capire che cosa vogliamo davvero per noi, per
- 8:35stare bene. Sicuramente non parlerei di
- 8:41facciata ipocrita, nel senso che anche se stiamo accanto a una
- 8:44persona. Per convenienza comunque abbiamo
- 8:49un motivo per farlo, ecco quindi comunque traiamo dei vantaggi da
- 8:53quella situazione. Elisa ora l'ultima domanda, da
- 9:00Psicoterapeuta ma anche da essere umano, c'è un messaggio
- 9:04che vorresti lasciare a chi ci sta ascoltando e si sente
- 9:07stanco, deluso, in lotta con la propria storia personale?
- 9:12Cosa possiamo fare ogni giorno per prenderci cura della parte
- 9:16nostra ferita dentro di noi, anche se non abbiamo ancora
- 9:20trovato tutte le risposte? Questa è una domanda che mi fa
- 9:27sentire molto responsabile nel dare una risposta.
- 9:32Non ho risposte universale ovviamente però.
- 9:39Mi parli di lotta con la propria storia personale?
- 9:42Ecco, Io credo che sia questa. Poi la sofferenza più più grande
- 9:50forse è qua che possiamo un attimo svoltare il punto di
- 9:54vista. Credo che non non nessuno di noi
- 9:57debba fare una lotta con la propria storia, perché significa
- 10:01entrare anche in lotta con noi stessi.
- 10:03Allora forse conviene vedere. La nostra storia personale,
- 10:07magari anche fatta di traumi o di microtraumi come qualcosa che
- 10:12che c'è, che esiste, che è esistito, che potrebbe avermi
- 10:18fatto davvero molto male. Ma noi non siamo quella roba lì,
- 10:22noi siamo tanto altro, quello è quello che ci è successo EE poi
- 10:28ci siamo noi. Che abbiamo le nostre risorse,
- 10:32che abbiamo i nostri limiti, che abbiamo cose che ci piacciono
- 10:36molto e cose che ci piacciono meno.
- 10:38Possiamo sperimentarci, possiamo evolvere.
- 10:41Se qualcosa non ci piace, possiamo farci aiutare dalla
- 10:45nostra rete, possiamo fare in modo di diventare quello che
- 10:51vogliamo essere. E questa è anche la risposta
- 10:56alla alla alla tua seconda domanda per prenderci cura della
- 10:59parte ferita. Dobbiamo conoscerla, dobbiamo
- 11:04avvicinarci, dobbiamo cercare di chiederle come possiamo
- 11:11aiutarla, dobbiamo essere noi il genitore di noi stessi, pensando
- 11:17che da adulti siamo noi ad avere la responsabilità di farlo e
- 11:20nessun altro. Possiamo avere una storia
- 11:22bruttissima alle spalle, ma da adulti siamo noi gli unici
- 11:25responsabili di noi stessi. E questa è una grande vittoria
- 11:31perché significa che è da noi e da nessun altro che dipende
- 11:35dalla nostra felicità. Grazie.
- 11:39Ringrazio ancora di cuore Elisa per averci dedicato questo tempo
- 11:42prezioso e per averci fornito delle risposte a delle domande
- 11:46che credo che possano riguardare ognuno di noi.
- 11:51E in conclusione, i traumi non sempre urlano, a volte sono
- 11:55silenzi che durano da anni, a volte si travestono da
- 11:58normalità, da così è sempre stato, ma ascoltarsi è già un
- 12:03primo passo, mettere dei Confidi non è egoismo chiedere aiuto,
- 12:08non è debolezza, lasciare andare certi legami non significa
- 12:12odiare, ma scegliere di amare se stessi.
- 12:14Per la prima volta ringrazio nuovamente con tutto il cuore la
- 12:18dottoressa Elisa Castellano per la sua chiarezza.
- 12:21La sua delicatezza, il suo modo umano e diretto di parlare di
- 12:24cose complesse. E ringrazio anche te che stai
- 12:28ascoltando, che forse ti sei rivisto in queste parole, che
- 12:32forse proprio ora hai voglia di cambiare qualcosa anche solo
- 12:36dentro di te.