Latest / SULLA SCENA DEL CRIMINE / TEORIA DELLA DEVIANZA # 6 - Emile Durkheim e il comportamento criminale
Transcript
- 0:14Speaker 2: Interno delle teorie della devianza, un posto importante è riservato
- 0:18Speaker 2: alla teoria della devianza di Emile Durkheim e alla sua
- 0:21Speaker 2: analisi del comportamento criminale di matrice sociologica. Il sociologo francese,
- 0:26Speaker 2: contemporaneo dei colleghi della scuola di Chicago, si interrogò anche
- 0:30Speaker 2: egli sulla genesi della devianza. La considerazione da cui partì
- 0:34Speaker 2: riguarda la natura intrinseca dell'uomo. Egli la riteneva intimamente distruttiva.
- 0:41Speaker 2: Da ciò derivava l'assunto per il quale l'ordine sociale andasse
- 0:44Speaker 2: imposto e mantenuto in maniera attiva, non essendo quindi naturale.
- 0:48Speaker 2: Il punto di vista dell'autore era chiaramente improntato alla visione
- 0:52Speaker 2: sociologica della collettività e riguardava il modo in cui la
- 0:55Speaker 2: stessa svolge il suo influsso sull'essere umano. La domanda era
- 0:59Speaker 2: come si mantiene l'ordine sociale. Se si parte dall'assunto per
- 1:04Speaker 2: il quale la natura dell'uomo sia intrinsecamente distruttiva, allora la
- 1:08Speaker 2: deduzione è duplice. Da una parte l'ordine sociale non è
- 1:12Speaker 2: un processo naturale, dall'altra deve esistere un fattore esterno che
- 1:16Speaker 2: lo mantiene. La sfida per il sociologo era capire cosa fosse,
- 1:21Speaker 2: soprattutto in un momento come quello della rivoluzione industriale, che
- 1:25Speaker 2: aveva apparentemente spezzato i legami tra gli individui su cui
- 1:28Speaker 2: si basava la società precedente. Durkheim non si interessava della
- 1:33Speaker 2: psiche in quanto tale, non essendo uno psicologo, ma studiava
- 1:36Speaker 2: il modo in cui la società influenza la psiche. A
- 1:40Speaker 2: tenere saldi i rapporti tra i cittadini non sarebbe stata
- 1:43Speaker 2: quindi l'esistenza di legami individuali, ma di quelli che chiamava
- 1:47Speaker 2: fatti sociali. Per fatti sociali Durkheim intendeva una sorta di
- 1:53Speaker 2: impalcatura fatta di norme e tradizioni che modellano l'individuo. Scriveva
- 1:59Speaker 2: i fatti sociali intesi come realtà che non appartengono alla
- 2:03Speaker 2: coscienza individuale, che la oltrepassano, che non possono essere influenzati
- 2:08Speaker 2: tanto dall'individuo quanto da quella stessa realtà che è la
- 2:12Speaker 2: società come dimensione a sé. Quindi per capire cosa tiene
- 2:17Speaker 2: insieme gli individui e permette un ordine sociale, si deve
- 2:21Speaker 2: analizzare la forma stessa dell'organizzazione sociale in cui quegli individui
- 2:26Speaker 2: sono nati e cresciuti. Durkheim era convinto, da sociologo, che
- 2:33Speaker 2: per comprendere la devianza e il comportamento criminale dell'essere umano
- 2:37Speaker 2: si dovesse analizzare la società e il modo in cui
- 2:40Speaker 2: questa influisce sui suoi membri. Allo stesso tempo affermava che
- 2:44Speaker 2: la società stessa non fosse solo un insieme di coloro
- 2:47Speaker 2: che la costituiscono, ma assumesse una forma specifica fatta di
- 2:52Speaker 2: norme condivise, di valori e di dettami etici. Sono queste
- 2:56Speaker 2: norme a dare un'impronta ai cittadini. La conseguenza è quindi
- 3:01Speaker 2: che la devianza nasce e si sviluppa all'interno della propria
- 3:04Speaker 2: società di riferimento. Un aspetto da considerare quando si discute
- 3:10Speaker 2: una teoria, e questo è vero sempre, è il contesto
- 3:13Speaker 2: in cui nasce. Non solo Durkheim ha un punto di
- 3:16Speaker 2: vista da sociologo, ma opera durante la rivoluzione industriale. Al
- 3:21Speaker 2: pari dei teorici della scuola di Chicago, quindi, riteneva questa
- 3:24Speaker 2: rivoluzione una delle cause principali dell'allora disgregazione sociale. In effetti
- 3:31Speaker 2: la società stava cambiando profondamente e quelli che prima erano
- 3:34Speaker 2: dei centri rurali, omogeni dal punto di vista sociale e culturale,
- 3:39Speaker 2: si andavano trasformando in agglomerati eterogenei. Questo comportava la mancanza
- 3:45Speaker 2: di un substrato comune e la proliferazione di comportamenti devianti
- 3:50Speaker 2: a causa dell'assenza di norme condivise. Secondo il sociologo Emile Durkheim,
- 3:56Speaker 2: All'interno della sua teoria della devianza c'era spazio per la
- 3:59Speaker 2: soluzione del comportamento criminale. A suo dire infatti la coesione
- 4:04Speaker 2: della comunità si poteva ancora recuperare e questo perché era
- 4:08Speaker 2: cambiata ma non persa per sempre. Chiamava quindi in causa
- 4:12Speaker 2: la cosiddetta solidarietà organica composta da tre dimensioni. L'autonomia, cioè
- 4:18Speaker 2: la scelta autodeterminata del cittadino di volersi integrare nella propria
- 4:23Speaker 2: comunità rispettando le sue regole. disciplina, quindi il comportamento attivo
- 4:29Speaker 2: messo in atto per rispettare le regole suddette, attaccamento, cioè
- 4:34Speaker 2: il senso di appartenenza alla comunità e alle sue figure
- 4:37Speaker 2: di riferimento. Il punto di passaggio, secondo Durkheim, che può
- 4:43Speaker 2: portare l'uomo a delinquere è l'anomia. Si tratta della mancanza
- 4:47Speaker 2: di norme determinata a sua volta dal venir meno dell'attaccamento.
- 4:52Speaker 2: Starebbe proprio lì il rischio di nascita e diffusione della devianza.
- 4:56Speaker 2: Secondo Durkheim però non era possibile, o quantomeno era molto difficile,
- 5:01Speaker 2: ripristinare l'ordine in una società deviante. Il motivo è che
- 5:05Speaker 2: se la società è costituita da soggetti deboli, il comportamento
- 5:09Speaker 2: criminale attecchisce più facilmente. Se la mancanza di solidarietà organica
- 5:16Speaker 2: è alla base del comportamento criminale, per Emil Durkheim la
- 5:20Speaker 2: soluzione può essere rinvenuta nell'applicazione della solidarietà meccanica. si tratta
- 5:26Speaker 2: di un tipo di solidarietà che va costruita in modo
- 5:29Speaker 2: attivo senza la quale la società industriale non può resistere
- 5:34Speaker 2: necessaria era quindi la coesione che permettesse ai membri della
- 5:37Speaker 2: comunità di ritrovarsi spesso per rinnovare l'attaccamento questo era il
- 5:42Speaker 2: modo per contrastare la disgregazione che la società industriale aveva
- 5:46Speaker 2: generato si doveva creare un gruppo che stabilisse ciò che
- 5:51Speaker 2: era giusto e cosa non fosse accettato punendo chi non
- 5:54Speaker 2: si adeguava Come viene considerato a questo punto il reato?
- 5:59Speaker 2: Secondo Durkheim, prima di tutto, il reato è un fatto sociale,
- 6:03Speaker 2: ma normale. Il motivo è che una società senza reati
- 6:07Speaker 2: non è concepibile, essendo la stessa composta da soggetti che
- 6:10Speaker 2: per loro natura sono portati a delinquere. In secondo luogo, però,
- 6:15Speaker 2: il reato assumeva un valore sociale positivo. Il motivo è
- 6:19Speaker 2: è che chi delinque viene punito permettendo alla società di
- 6:23Speaker 2: interrogarsi ed evolvere introducendo valori aggiornati. La devianza nata in
- 6:29Speaker 2: seno alla società ne è anche una regolatrice morale. Secondo
- 6:33Speaker 2: Durkheim esisteva però un reato più immorale degli altri e
- 6:37Speaker 2: per lui era l'omicidio. Il motivo è che, a suo dire,
- 6:41Speaker 2: questo reato o meglio le conseguenze che determinava erano in
- 6:44Speaker 2: conflitto con l'evoluzione della morale collettiva. In passato, diceva, il
- 6:49Speaker 2: sentimento collettivo più forte riguardava il gruppo, inteso come famiglia
- 6:54Speaker 2: o collettività. Nel presente, invece, questo sentimento collettivo si era
- 6:58Speaker 2: spostato sull'uomo, sul soggetto, sull'individuo. Scriveva ancora Durkheim Il motivo
- 7:05Speaker 2: per cui l'omicidio è oggi proibito è il fatto che
- 7:08Speaker 2: la persona umana è l'oggetto di un rispetto religioso che
- 7:11Speaker 2: un tempo era rivolto a tutt'altro. Così, a seconda del
- 7:15Speaker 2: tasso di omicidi registrato in una certa comunità, si poteva
- 7:19Speaker 2: dedurre il grado di diffusione del rispetto per l'uomo. Studiando
- 7:24Speaker 2: la devianza, Durkheim voleva sottolineare come questo fenomeno fosse importante
- 7:29Speaker 2: non tanto o non solo per se stesso, ma soprattutto
- 7:33Speaker 2: per quello che rappresenta. Consente infatti di sottolineare i cosiddetti
- 7:38Speaker 2: rituali collettivi del processo e per infliggere la punizione al deviante.
- 7:43Speaker 2: Per evidenziare ciò che è morale serve l'immorale, infatti. È
- 7:47Speaker 2: solo quando l'individuo trasgredisce una norma che quella norma può
- 7:51Speaker 2: essere compresa. Per ribadire quali siano i confini di una
- 7:54Speaker 2: società è necessario che quei confini vengano oltrepassati. Ma non solo.
- 8:00Speaker 2: È la punizione penale che ha la vera funzione simbolica.
- 8:04Speaker 2: Serve a ribadire la giustezza dei modelli di moralità assunti
- 8:08Speaker 2: dalla società. Chi devia viene indicato come colui che viola
- 8:12Speaker 2: la moralità e serve quindi in senso simbolico. La società
- 8:16Speaker 2: ha bisogno del cattivo per ricordare a tutti, o forse
- 8:20Speaker 2: per rassicurare se stessa di quanto sia buona. Il limite
- 8:24Speaker 2: però viene superato quando il cattivo non è tale, ma
- 8:27Speaker 2: diventa un capro espiatorio che semplicemente contesta le norme se
- 8:32Speaker 2: le ritiene sbagliate. Grazie