Latest / Allora! News Podcast / Crepe d’Italia- Piazza Fontana: La bomba che cambiò l’Italia
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- 0:11Speaker 2: Milano, venerdì 12 dicembre 1969. Sono le 4.37 del pomeriggio. Nella Banca Nazionale dell'Agricoltura,
- 0:23Speaker 2: in Piazza Fontana, il salone è ancora pieno. È giorno
- 0:27Speaker 2: di mercato. Ci sono agricoltori arrivati dalla provincia, impiegati, clienti,
- 0:33Speaker 2: persone che aspettano il proprio turno. Nessuno sta entrato nella storia.
- 0:39Speaker 2: Stanno facendo cose normali, un pagamento, una pratica, una firma,
- 0:44Speaker 2: una conversazione. Poi esplode una bomba. Piazza Fontana non è
- 0:54Speaker 2: soltanto una strage, è una soglia. Prima c'è un'Italia attraversata
- 1:00Speaker 2: da scioperi, studenti, fabbriche, paura del cambiamento. Dopo c'è un
- 1:06Speaker 2: paese che non riesce più a fidarsi delle proprie versioni,
- 1:10Speaker 2: delle indagini rapide, delle parole ufficiali. Questa è la quarta
- 1:15Speaker 2: puntata di Crepe d'Italia, Piazza Pontana, la bomba che cambiò l'Italia.
- 1:21Speaker 2: Dopo Portello da Ginestra, dove la Repubblica nasce sotto il fuoco,
- 1:26Speaker 2: arriviamo al 1969. una Repubblica più moderna, più ricca, più industriale,
- 1:33Speaker 2: ma anche più fragile, perché da questa bomba comincia una
- 1:38Speaker 2: stagione in cui la verità arriverà sempre più tardi. Per
- 1:53Speaker 2: capire Piazza Fontana bisogna guardare all'Italia del 1969. Non è più
- 2:01Speaker 2: il paese contadino del dopoguerra. È un paese di fabbriche, periferie,
- 2:08Speaker 2: migrazione interna, università in fermento, consumi nuovi, televisioni accese nelle case.
- 2:17Speaker 2: Il miracolo economico ha cambiato la forma del paese, ma
- 2:21Speaker 2: non ha risolto i suoi conflitti. Milioni di persone sono
- 2:25Speaker 2: passate dal sud al nord. dai paesi alle catene di montaggio,
- 2:30Speaker 2: dalle campagne ai quartieri operai. La modernità è arrivata, ma
- 2:36Speaker 2: spesso è arrivata come fatica, disciplina, turni, rumore, sfruttamento. Nel 1968
- 2:45Speaker 2: esplodono le proteste studentesche e nel 1969 arriva l'autunno caldo. Scioperi, contratti, assemblee, cortei,
- 2:57Speaker 2: Fabbriche che diventano luoghi politici. Per molti lavoratori e studenti
- 3:02Speaker 2: sembra possibile ridiscutere tutto. I salari, gli orari, le autorità,
- 3:09Speaker 2: la scuola, la famiglia. Per altri, invece, quella stagione è
- 3:13Speaker 2: un incubo. La piazza sembra fuori controllo. Le fabbriche sembrano ingestibili.
- 3:21Speaker 2: La sinistra cresce. Il Partito Comunista è il più grande dell'Occidente.
- 3:26Speaker 2: L'Italia è dentro la Nato, dentro la guerra fredda c'è
- 3:31Speaker 2: un equilibrio internazionale in cui ogni avanzata comunista viene letta
- 3:37Speaker 2: come minaccia strategica. Dentro questo clima l'ordine pubblico diventa una
- 3:43Speaker 2: parola carica di significati. Per alcuni vuol dire semplicemente evitare
- 3:49Speaker 2: violenze e garantire sicurezza, per altri diventa una parola politica.
- 3:54Speaker 2: Riportare indietro il paese, fermare le mobilizzazioni, isolare la sinistra,
- 4:01Speaker 2: convincere l'opinione pubblica che la democrazia è troppo debole per
- 4:06Speaker 2: reggere il conflitto. C'è poi un elemento. L'Italia è una
- 4:14Speaker 2: democrazia giovane, ma attraversata da vecchie continuità. negli apparati, nelle
- 4:21Speaker 2: forze dell'ordine, nei servizi, nella burocrazia, nella cultura politica. Non
- 4:26Speaker 2: tutto ciò che apparteneva al passato è sparito nel 1946. La
- 4:33Speaker 2: Repubblica è una nuova delle istituzioni, ma molte mentalità sono
- 4:39Speaker 2: più lenti da cambiare. Questo non significa immaginare un unico
- 4:44Speaker 2: grande burattinaio, significa capire il terreno, cui stiamo parlando. Piazza
- 4:51Speaker 2: Fontana matura in un paese dove gruppi estremisti, settori ambigui
- 4:56Speaker 2: degli apparati, paura internazionale e conflitti sociali si sfiorano, è
- 5:01Speaker 2: tutto uno, e quando questi elementi si sfiorano la democrazia
- 5:06Speaker 2: diventa più esposta. Piazza Fontana arriva qui, in un paese
- 5:12Speaker 2: tirato come una corda, una bomba non cade nel vuoto,
- 5:17Speaker 2: cade dentro una tensione già costruita, dentro una paura già disponibile.
- 5:24Speaker 2: E proprio per questo può diventare messaggio politico. La Banca
- 5:30Speaker 2: Nazionale dell'Agricoltura non è un bersaglio casuale. Il venerdì pomeriggio,
- 5:36Speaker 2: in Piazza Fontana, ci sono soprattutto persone legate al mondo agricolo.
- 5:41Speaker 2: Arrivano dalla provincia, portano documenti, soldi, pratiche. Sono cittadini comuni.
- 5:47Speaker 2: spesso lontano dal linguaggio dei grandi scontri politici. Questo rende
- 5:53Speaker 2: la strage ancora più terribile. La bomba non colpisce un
- 5:58Speaker 2: edificio vuoto, non colpisce un simbolo astratto, non colpisce un
- 6:02Speaker 2: apparato militare, colpisce persone che non hanno scelto di essere
- 6:07Speaker 2: su un campo di battaglia. Alle 16.37 l'Ordigno esplode nella grande
- 6:15Speaker 2: sala militare. al centro della banca. La potenza distrugge lo
- 6:20Speaker 2: spazio ordinario della banca stessa. La stanza si riempie di fuma, urla, colpi, sangue, macerie.
- 6:28Speaker 2: I primi soccorrettori si trovano davanti a una scena che
- 6:31Speaker 2: molti paragoneranno a un bombardamento. L'immagine è decisiva. L'Italia del boom,
- 6:39Speaker 2: delle banche, del lavoro, delle pratiche quotidiane, viene attraversata da
- 6:43Speaker 2: una violenza che sembra appartenere a un'altra epoca. come se
- 6:48Speaker 2: la guerra, finita 24 anni prima, fosse rientrata dalla porta principale
- 6:54Speaker 2: della vita civile nel nostro paese. E qui bisogna fermarsi
- 7:01Speaker 2: un attimo sulle vittime. Nei grandi casi italiani, spesso ricordiamo
- 7:06Speaker 2: il nome del luogo più dei nomi delle persone, Piazza Pontana, Bologna, Ustica, Capaci,
- 7:13Speaker 2: il luogo diventa una parola unica, È un titolo, un simbolo,
- 7:20Speaker 2: ma dentro quel titolo si sono vinte crescisse famiglie, lavori, paesi, abitudini,
- 7:27Speaker 2: telefonate mancate, ritorni a casa che non arriveranno. La strage
- 7:33Speaker 2: funziona anche così, trasforma persone concrete in simboli, ma noi
- 7:41Speaker 2: dobbiamo fare un movimento contrario. Dobbiamo ricordarci che prima del
- 7:47Speaker 2: simbolo ci sono i corpi e prima della storia nazionale
- 7:51Speaker 2: ci sono le storie private spezzate. Piazza Fontana diventa subito
- 7:57Speaker 2: un nome, non solo il luogo, un nome che da
- 8:01Speaker 2: quel momento significherà strage, sospetto, depistaggio, inizio della strage dell'Italia,
- 8:10Speaker 2: di tutta l'Italia. Infatti è stata poi ribatteggiata strategie dell'attenzione.
- 8:19Speaker 2: Un nome che aprirà una stadione di processi lunghissimi e
- 8:24Speaker 2: di verità mai pienamente consegnate alla giustizia. Piazza Fontana non
- 8:31Speaker 2: è un episodio isolato. Quel 12 dicembre 1969, in un arco di
- 8:37Speaker 2: tempo brevissimo, vengono collegati cinque ordigni tra Milano e Roma.
- 8:44Speaker 2: Quattro esplodono. Uno viene trovato inesploso a Milano, nella sede
- 8:49Speaker 2: della Banca Commerciale Italiana in Piazza della Scala, e viene
- 8:54Speaker 2: fatto brillare dagli artificieri. A Roma esplodono ordigni nella Banca
- 9:01Speaker 2: Nazionale del Lavoro, all'Altare della Patria e nell'area del Museo
- 9:05Speaker 2: del Risorgimento. I feriti sono diversi, ma solo Milano, solo
- 9:11Speaker 2: Piazza Fontana produce la strage. Questo è un dato fondamentale.
- 9:18Speaker 2: Non siamo davanti a una singola azione improvvisata. Siamo davanti
- 9:23Speaker 2: a una sequenza, a una regia organizzativa, a una giornata
- 9:28Speaker 2: costruita per colpire più luoghi simbolici nello stesso momento. Il
- 9:34Speaker 2: fatto che una bomba inesplosa venga distrutta subito è un
- 9:39Speaker 2: dettaglio pesantissimo. Quello ordigno avrebbe potuto fornire elementi investigativi importanti,
- 9:48Speaker 2: invece scompare. Non è ancora un depistaggio provato in sé,
- 9:56Speaker 2: ma diventa una delle prime occasioni perdute di una storia
- 10:00Speaker 2: che non avrà fine. In un'indagine normale ogni frammento conta,
- 10:07Speaker 2: il contenitore, l'esplosivo, il modo in cui l'ordigno è stato montato,
- 10:13Speaker 2: tutto può parlare, tutto può collegare a un fatto o
- 10:16Speaker 2: a un ambiente, un ambiente a una persona, una persona
- 10:21Speaker 2: a una rete. Far brillare l'ordigno significa perdere una parte
- 10:26Speaker 2: di quel linguaggio e questo è uno dei motivi per
- 10:31Speaker 2: cui Piazza Fontana diventa subito una storia non solo di terrorismo,
- 10:37Speaker 2: ma di metodo investigativo, di errori, di scelte affrettate, di
- 10:43Speaker 2: domande che restano aperte. Perché quando una prova scompare, scompare
- 10:49Speaker 2: anche una possibile strada verso la verità. La domanda allora
- 10:55Speaker 2: diventa quasi spontanea. Se gli attentati erano cinque, qual era
- 11:04Speaker 2: il messaggio? Colpire banche? monumenti nazionali, luoghi civili, non una
- 11:12Speaker 2: persona precisa, non un nemico dichiarato, ma lo spazio pubblico italiano,
- 11:18Speaker 2: cioè la normalità, la vita stessa di un paese. Subito
- 11:24Speaker 2: dopo la strage, l'indagine guarda verso gli anarchici, vengono fermate
- 11:30Speaker 2: decine di persone. A Milano e a Roma gli ambienti
- 11:34Speaker 2: anarchici vengono setacciati, la parola anarchico in quelle ore diventa
- 11:42Speaker 2: quasi sinonimo di sospetto. Il nome che finisce al centro
- 11:48Speaker 2: della scena è Pietro Valpreta. Ballerino anarchico, militante del circolo 22
- 11:55Speaker 2: marcio di Roma, viene indicato come possibile esecutore materiale. I
- 12:01Speaker 2: giornali lo trasformano rapidamente nel molto della strada, per una
- 12:05Speaker 2: parte dell'opinione pubblica, il mostro è stato trovato e qui
- 12:12Speaker 2: queste storie del genere il mostro in prima pagina ne
- 12:16Speaker 2: vedremo delle tante ancora fino ad oggi ancora fino ad
- 12:21Speaker 2: oggi per arrivare anche per l'attualità attuale in questo periodo
- 12:28Speaker 2: a Garlasco per intenderci questo è un messaggio importante perché
- 12:37Speaker 2: poi il giornalismo avrà un ruolo fondamentale su questo e
- 12:41Speaker 2: forse lo è ancora. La verità pubblica si può formare
- 12:53Speaker 2: prima della verità giudiziaria? Basta un nome, una fotografia, un
- 12:57Speaker 2: titolo forte, una conferenza stampa e una persona praticamente diventa
- 13:03Speaker 2: colpevole nell'immaginario collettivo. anche e soprattutto quando le prove non
- 13:10Speaker 2: hanno ancora letto il peso dell'accusa. Valpreda viene accusato come
- 13:16Speaker 2: un personaggio perfetto per questa narrazione, marginale, politico, anarchico, diverso,
- 13:22Speaker 2: facilmente trasformabile in minaccia. In una società spaventata, il colpevole
- 13:28Speaker 2: ideale non è sempre il colpevole vero, e spesso è
- 13:31Speaker 2: colui che l'opinione pubblica è già pronta. a temere. Ma
- 13:39Speaker 2: la storia andrà in un'altra direzione. Valpreda passerà anni dentro
- 13:45Speaker 2: un'accusa enorme, dentro un'immagine pubblica devastante, prima che la sua
- 13:50Speaker 2: estraneità alla strage venga riconosciuta. La pista anarchica si rivela falsa.
- 13:58Speaker 2: E poi c'è Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico milanese, frequentatore del
- 14:06Speaker 2: circolo ponte della Ghisolfa. Viene fermato e interrogato in questura.
- 14:13Speaker 2: Tre giorni dopo la bomba, nella notte tra il 15 e
- 14:17Speaker 2: il 16 dicembre, precipita da una finestra della questura di Milano.
- 14:22Speaker 2: La sua morte aprirà un'altra ferita. Qui il punto essenziale.
- 14:33Speaker 2: Pinelli non muore in un contesto neutro, muore dentro la
- 14:37Speaker 2: pressione di quelle ore, dentro interrogatori, sospetti, versioni contraddittorie, parole
- 14:45Speaker 2: che cambiano. La sua morte diventa immediatamente parte della storia
- 14:51Speaker 2: di Piazza Fontana, anche quando formalmente sembra un'altra vicenda. Per
- 14:57Speaker 2: molte persone, soprattutto a Milano, Il caso Pinella insegna la
- 15:01Speaker 2: frattura definitiva con la versione ufficiale. La domanda non è
- 15:07Speaker 2: più soltanto chi ha messo la bomba, diventa anche perché
- 15:14Speaker 2: si è voluto guardare così rapidamente dall'altra parte, perché alcuni
- 15:18Speaker 2: sospetti sono diventati certezze pubbliche prima di essere prove. Piazza
- 15:24Speaker 2: Fontana quindi non produce solo vittime nella banda, produce anche
- 15:31Speaker 2: vittime nella narrazione. Persone normali, lavoratori, trasformati in colpevoli prima
- 15:40Speaker 2: delle prove, ambienti politici usati come bersaglio, famiglie consueto a
- 15:45Speaker 2: dipendere non solo dalla vita dei propri cari, ma dalla
- 15:49Speaker 2: loro memoria. La falsa pista anarchica è una delle chiavi
- 15:54Speaker 2: della strada, perché se una bomba serve a creare paura,
- 15:58Speaker 2: la pista serve a orientarlo la paura da sola è
- 16:04Speaker 2: caotica il depistaggio le dà una direzione con il passare
- 16:11Speaker 2: del tempo la pista anarchica perde forza emergono nomi, ambienti,
- 16:17Speaker 2: collegamenti che portano altrove verso l'eversione di estrema destra verso
- 16:24Speaker 2: ordine nuovo verso il Veneto verso figure come Franco Freda
- 16:28Speaker 2: e Giovanni Ventura Non basta dire erano fascisti, bisogna capire
- 16:36Speaker 2: il meccanismo. La destra eversiva non cerca solo di colpire
- 16:40Speaker 2: un avversario politico, cerca di produrre uno shock, uno shock
- 16:47Speaker 2: capace di far chiedere ordine, sicurezza, repressione, magari una svolta autoritaria.
- 16:56Speaker 2: Ecco il cuore della strategia dell'attenzione. Destabilizzare per stabilizzare. Creare
- 17:04Speaker 2: caos per spingere una parte del paese a desiderare una
- 17:08Speaker 2: mano più dura. Fa sembrare la società ingovernabile per giustificare
- 17:14Speaker 2: una risposta d'ordine. La forza di questa logica sta nel
- 17:19Speaker 2: suo attravestimento. La violenza di estrema destra non deve apparire
- 17:25Speaker 2: subito come violenza di estrema destra. deve presentarsi come caos generico,
- 17:30Speaker 2: come minaccia rossa, come prova che il paese sta precipitando.
- 17:36Speaker 2: Il messaggio politico passa proprio attraverso la confusione. Per questo
- 17:43Speaker 2: le piste false non sono dettagli secondari, sono parte dell'attentato.
- 17:50Speaker 2: La bomba distrugge il luogo fisico, la pista falsa prova
- 17:55Speaker 2: a distruggere il luogo politico della verità. Se la società
- 17:59Speaker 2: crede alla versione sbagliata, allora l'attentato continua a produrre effetti
- 18:06Speaker 2: anche dopo l'esplosione. Nel caso Piazza Fontana la matrice neofascista
- 18:13Speaker 2: diventerà nel tempo una verità storica molto forte. La Corte
- 18:17Speaker 2: di Cassazione nel 2005 parlerà di un gruppo eversivo legato a
- 18:22Speaker 2: Ordine Nuovo e indicherà Freda e Ventura come figure centrali.
- 18:27Speaker 2: anche se ormai non più perseguibili per quella vicenda, perché
- 18:31Speaker 2: già assolti, definitivamente. Queste sono le tragedie giudiziali italiane, una
- 18:37Speaker 2: ferita storica che arriva quando la giustizia penale non può
- 18:42Speaker 2: più colpire. Una sentenza che illumina, ma non punisce. Una
- 18:48Speaker 2: Repubblica che sembra dire abbiamo capito troppo tardi. E poi
- 18:54Speaker 2: adesso le domande sugli apparati, sui settori deviati, sulle coperture,
- 18:59Speaker 2: sui servizi, sul segreto di Stato. Non sempre ci sono
- 19:04Speaker 2: prove definitive per trasformare ogni sospetto in condanna, ma il
- 19:08Speaker 2: quadro complessivo ci dice che l'assaggio non può essere letto
- 19:12Speaker 2: come gesto isolato di pochi fanatici. Ed è qui che
- 19:19Speaker 2: il cuore di Crepe d'Italia deve restare fondamentale e questo
- 19:24Speaker 2: è il nostro obiettivo. non confondere il sospetto con la prova,
- 19:29Speaker 2: ma neppure confondere l'assenza di una condanna piena con l'assenza
- 19:33Speaker 2: di un problema. La storia italiana spesso vive in questa
- 19:40Speaker 2: zona grigia e lo vedremo con tutte le storie che racconteremo,
- 19:45Speaker 2: l'abbiamo raccontato anche prima, nella prima puntata con la banca romana,
- 19:49Speaker 2: con il portello della Ginestra, le zone grigie, una zona
- 19:54Speaker 2: in cui i fatti indicano la direzione, ma le responsabilità
- 19:58Speaker 2: penali non arriveranno fino al punto finale. La vicenda giudiziale
- 20:05Speaker 2: di Piazza Fontana è lunghissima. Cambiano sedi processuali, diputati, piste, sentenze.
- 20:12Speaker 2: Si passa da Milano a Roma, poi a Casanzaro, poi
- 20:15Speaker 2: ancora altri snodi. Anni e anni di udienze, rinvii, assoluzioni,
- 20:20Speaker 2: condanne poi cancellate e nuove istruttorie. Per le famiglie delle vittime...
- 20:27Speaker 2: Tutto questo significa vivere dentro un tempo sospeso. Ogni processo
- 20:32Speaker 2: sembra poter aprire una porta. Ogni assoluzione sembra richiuderla. Ogni
- 20:39Speaker 2: nuova rivelazione riaccende la speranza e insieme alla stanchezza. Il
- 20:45Speaker 2: processo in una democrazia dovrebbe essere il luogo in cui
- 20:51Speaker 2: il trauma collettivo incontra la prova. dovrebbe mettere ordine, separare
- 20:58Speaker 2: il vero dal falso, dare nomi e responsabilità. Ma quando
- 21:04Speaker 2: un processo dura decenni, quando cambia sede, quando attraverso generazioni
- 21:11Speaker 2: rischia di diventare esso stesso parte del trauma. Chi ascolta
- 21:17Speaker 2: oggi può avere la tentazione di chiedere ma com'è possibile?
- 21:22Speaker 2: Com'è possibile che una strage così importante non abbia prodotto
- 21:26Speaker 2: condanne definitive degli esecutori? La risposta è una sola. Ci
- 21:32Speaker 2: sono errori iniziali, piste sbagliate, prove perdute, depistaggi, tempi processuali,
- 21:41Speaker 2: assoluzioni irrevocabili, limiti nel diritto penale. C'è il fatto che
- 21:49Speaker 2: la giustizia arriva sempre dentro il tempo, non fuori dal tempo.
- 21:56Speaker 2: Nel 2005 la Cassazione chiude l'ultima gramma di fase processuale senza
- 22:01Speaker 2: consegnare una condanna definitiva per gli imputati a loro giudizio. Eppure,
- 22:07Speaker 2: nello stesso quadro riconosce la matrice versiva di destra della
- 22:11Speaker 2: strage e il ruolo del gruppo padovano di ordine nuovo
- 22:15Speaker 2: legato a Fred e a Ventura, ormai, come abbiamo già detto,
- 22:20Speaker 2: non più processabili per quella strage. Questa distinzione è dolorosa
- 22:25Speaker 2: ma necessaria. Dal punto di vista storico, Piazza Fontana ha
- 22:30Speaker 2: una direzione chiara. Dal punto di vista giudiziario, nessuno paga
- 22:36Speaker 2: fino in fondo come responsabile della strage. La giustizia non
- 22:42Speaker 2: coincide con la conoscenza. La conoscenza non basta a riparare.
- 22:49Speaker 2: Per le famiglie, però, questa decisione non è un esercizio accademico,
- 22:55Speaker 2: è una ferita concreta. Significa sapere abbastanza per non credere
- 23:00Speaker 2: più alla prima versione, ma non abbastanza da vedere una
- 23:04Speaker 2: piena giustizia. Significa sentire che la verità è vicina, quasi toccabile,
- 23:09Speaker 2: e allo stesso tempo irraggiungibile sul piano della pena. Ecco
- 23:13Speaker 2: perché Piazza Fontana resta una ferita. Non perché non si
- 23:18Speaker 2: sappia nulla, si sa molto, ma perché ciò che si
- 23:22Speaker 2: sa non ha prodotto una piena responsabilità giudiziaria. E quando
- 23:28Speaker 2: uno strato conosce senza punire, o punisce senza arrivare al centro,
- 23:33Speaker 2: la memoria resta inquieta. Piazza Fontana viene spesso chiamata la
- 23:39Speaker 2: madre di tutte le stragi, non perché sia la più
- 23:42Speaker 2: sanguinosa della storia repubblicana. Bologna nel 1980 avrà un numero di
- 23:47Speaker 2: vittime molto più alto. Piazza Fontana viene prima, apre una stagione.
- 23:56Speaker 2: Nel 12 dicembre del 69 l'Italia non guarda più le bombe nello
- 24:00Speaker 2: stesso modo, non vede più la violenza politica come somma
- 24:04Speaker 2: di episodi separati. Comincia a intuire una struttura, bombe, piste false,
- 24:10Speaker 2: servizi deviati, segreti, apparati dello Stato poco chiari, eversione nera,
- 24:20Speaker 2: parola pubblica. Piazza Fontana cambia anche il rapporto con l'informazione.
- 24:27Speaker 2: Una parte della stampa accetta troppo presso la pista anarchica,
- 24:31Speaker 2: un'altra parte, col tempo, costruisce contro inchieste, dubbi, ricostruzioni alternative.
- 24:38Speaker 2: Nasce una stagione in cui il giornalismo non è solo
- 24:45Speaker 2: racconto degli eventi, ma terreno di lotta sulla verità. Cambia
- 24:51Speaker 2: il rapporto con lo Stato. Per molti cittadini, soprattutto a sinistra,
- 24:56Speaker 2: Piazza Fontana è il momento in cui la fiducia nelle
- 24:59Speaker 2: istituzioni si inclina profondamente. Non perché ogni istituzione sia complice,
- 25:08Speaker 2: ma perché alcuni impecci dello Stato appaiono incapaci e non
- 25:11Speaker 2: disposti a cercare subito la verità. Da qui nasce la
- 25:18Speaker 2: parola che tornerà spesso nella storia italiana e che l'abbiamo
- 25:21Speaker 2: già detto forse già dieci volte in questo podcast, depistaggio,
- 25:26Speaker 2: non come semplice errore, non come confusione iniziale, ma come
- 25:32Speaker 2: deviazione attiva dello sguardo. Il depistaggio è una violenza seconda,
- 25:38Speaker 2: arriva dopo la violenza materiale e prova a colpire la
- 25:42Speaker 2: possibilità stessa di capire. E quando... Una comunità non riesce
- 25:48Speaker 2: a capire, resta bloccata. Non sa chi piangere oltre alle vittime.
- 25:54Speaker 2: Non sa contro chi dirige la propria richiesta di giustizia.
- 25:58Speaker 2: Non sa se fidarsi di chi dovrebbe proteggerla. Piazza Fontana, quindi,
- 26:05Speaker 2: non apre solo gli anni delle bombe. Apre gli anni
- 26:10Speaker 2: del sospetto. E cambia la memoria pubblica. Da quel momento
- 26:16Speaker 2: ogni storia successiva verrà letta anche attraverso Piazza Fontana, Piazza
- 26:21Speaker 2: della Loggia, Italicus, Polonia. Ogni volta tornerà la domanda nata
- 26:26Speaker 2: a Milano. Chi ha messo quella bomba? Chi ha depistato?
- 26:31Speaker 2: Chi sapeva? Chi ha protetto? Questo è il motivo per
- 26:37Speaker 2: cui Piazza Fontana non appartiene solo al 1969, appartiene a tutta
- 26:43Speaker 2: la Repubblica successiva. E ogni volta che in Italia parliamo
- 26:48Speaker 2: di verità negate, apparati opachi, segreti, processi infiniti, siamo ancora
- 26:54Speaker 2: camminando dentro dall'ombra aperta di quel pomeriggio a Milano. Piazza
- 27:02Speaker 2: Fontana è una strage, ma è anche una lezione sulla verità.
- 27:09Speaker 2: La bomba esplode in pochi secondi, la verità invece impiega decenni.
- 27:13Speaker 2: arriva a pezzi tra carte, processi, testimonianze, dei pistaggi, gli archivi,
- 27:20Speaker 2: arriva quando in molti protagonisti sono morti, quando le famiglie
- 27:23Speaker 2: hanno già vissuto una vita intera nell'attesa. Eppure Piazza Fontana
- 27:30Speaker 2: non è solo una storia di sconfitta, perché la memoria
- 27:33Speaker 2: ha resistito, le famiglie delle vittime hanno continuato a chiedere giustizia, storici, giornalisti, magistrati,
- 27:40Speaker 2: cittadini hanno continuato a riaprire le Quelle domande. E se
- 27:46Speaker 2: oggi possiamo dire che la pista anarchica era falsa e
- 27:49Speaker 2: che la matrice versiva di destra è storicamente riconosciuta è
- 27:53Speaker 2: perché qualcuno non ha accettato la prima versione. In questa
- 27:58Speaker 2: serie stiamo seguendo le crepe. Piazza Fontana è una delle
- 28:02Speaker 2: più profonde. Non mostra soltanto il male di chi mette
- 28:05Speaker 2: una bomba. Mostra anche il male di chi sposta lo sguardo,
- 28:10Speaker 2: di chi protegge, di chi tace. di chi lascia che
- 28:13Speaker 2: una verità arrivi troppo tardi. Ma mostra anche un'altra cosa,
- 28:19Speaker 2: la resistenza civile della memoria, la capacità di lasciarsi appellire
- 28:24Speaker 2: una domanda, di non accettare che il tempo cancelli tutto,
- 28:29Speaker 2: di capire che una democrazia non si misura solo da
- 28:33Speaker 2: quanto velocemente vota pagina, ma da quanto coraggio ha nel
- 28:38Speaker 2: rileggere le pagine più sporche. Nella prossima puntata allargheremo il
- 28:45Speaker 2: quadro della strategia dell'attenzione. Non una singola bomba, un metodo, paura,
- 28:52Speaker 2: depistaggi e potere. Il tentativo di governare una democrazia attraverso
- 28:57Speaker 2: il terrore. Io sono Emanuele Esposito e questo è Le
- 29:02Speaker 2: Crepe d'Italia. Come abbiamo detto sin dalla prima puntata, stiamo
- 29:09Speaker 2: cercando di portare Alla vostra attenzione, a chi ci ascolta,
- 29:16Speaker 2: le crepe, noi lo sappiamo, tagliano di queste stragi, ma
- 29:24Speaker 2: lo stiamo facendo con un occhio diverso, ma soprattutto vogliamo
- 29:28Speaker 2: lasciare la testimonianza per tutti i giovani italiani, soprattutto quelli
- 29:33Speaker 2: del mondo. Ogni puntata segue una ferita della nostra storia
- 29:39Speaker 2: per capire non solo che cosa è successo ma che
- 29:43Speaker 2: cosa rivela del paese che siamo diventati. La prossima puntata
- 29:49Speaker 2: continueremo con la strategia dell'attenzione. Io vi ringrazio perché ci
- 29:55Speaker 2: state seguendo in tanti. Grazie ancora. Dalla redazione di allora
- 30:01Speaker 2: da Emanuele Esposito questa puntata, questa Quarta puntata finisce qui.
- 30:08Speaker 2: Noi ci risentiamo domani con lo speciale La Domenica di
- 30:12Speaker 2: Allora dedicato a Marcinelle, un'altra pagina buia della nostra Italia. Grazie.
- 30:31Speaker 3: Grazie per l'ascolto. Potete ascoltare su tutte le piattaforme online
- 30:35Speaker 3: oppure su alloranews. com o sui nostri social. Questo podcast è
- 30:40Speaker 3: stato curato dalla redazione di Allora.