Latest / AI CONFINI - di Massimo Polidoro / Bambini rapiti! Tra realtà e fantasia
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- 0:00Speaker 2: Un messaggio vocale, una voce agitata. State attenti, c'è qualcuno
- 0:04Speaker 2: che rapisce i bambini. Nel giro di poche ore la
- 0:06Speaker 2: paura si diffonde ovunque. Chat, scuole, quartieri, genitori in allarme,
- 0:11Speaker 2: persone inseguite per strada, sospetti ovunque. Ma cosa sta succedendo davvero?
- 0:16Speaker 2: Siamo di fronte a un pericolo reale o a qualcosa
- 0:20Speaker 2: di molto più inquietante? È quello che cercheremo di capire
- 0:23Speaker 2: oggi insieme a Strane Storie. Benvenuti, sono Massimo Polidoro e
- 0:35Speaker 2: state ascoltando Ai Confini, il mio podcast in cui raccolgo
- 0:39Speaker 2: storie ai confini della scienza, ai confini della storia, ai
- 0:43Speaker 2: confini della realtà. Fenomeni misteriosi, clamorose bufale, gialli del passato,
- 0:49Speaker 2: vicende rimaste senza spiegazione, sono argomenti di cui mi occupo
- 0:54Speaker 2: da tanti anni, nei miei libri, negli articoli, nelle conferenze,
- 0:58Speaker 2: in televisione e da un po' di tempo anche sui social.
- 1:01Speaker 2: Qui troverete l'audio dei tantissimi video che ho realizzato per
- 1:05Speaker 2: il mio canale YouTube. Se desiderate venire dietro le quinte
- 1:09Speaker 2: del mio lavoro e in questo modo sostenere tutti i
- 1:11Speaker 2: progetti che condivido gratuitamente come questo podcast, potete aderire alla
- 1:16Speaker 2: mia pagina Patreon. E ora incominciamo. Buon ascolto! È la
- 1:28Speaker 2: mattina di lunedì 23 febbraio. A Sora, in provincia di Frosinone,
- 1:33Speaker 2: qualcosa comincia a muoversi, quasi impercettibilmente all'inizio, come accade sempre
- 1:38Speaker 2: con le storie che poi diventano grandi. Un messaggio audio
- 1:41Speaker 2: attribuito a una mamma inizia a circolare. Passa da telefono
- 1:45Speaker 2: a telefono, da chat a chat, e nel giro di
- 1:48Speaker 2: poche ore si diffonde come un incendio nell'erba secca. La
- 1:51Speaker 2: voce racconta di un pomeriggio qualunque, trascorso in un fast
- 1:55Speaker 2: food con la figlia e poi di un incontro che
- 1:58Speaker 2: qualunque genitore teme. Due persone che osservano la sua bambina,
- 2:02Speaker 2: troppo lungo, con troppa insistenza, uno sguardo che inquieta. La
- 2:05Speaker 2: donna si allontana, stringe la figlia, accelera il passo. I due,
- 2:09Speaker 2: un uomo e una donna, si dirigono verso un'auto e spariscono.
- 2:12Speaker 2: Nel messaggio ci sono dettagli. Il tipo di vettura, l'aspetto
- 2:16Speaker 2: dei sospetti. Elementi concreti, apparentemente verificabili. E questo basta. Nel
- 2:21Speaker 2: giro di poche ore migliaia di persone ascoltano quell'audio. La
- 2:25Speaker 2: paura prende forma, si diffonde, si organizza. In città e
- 2:29Speaker 2: nei dintorni comincia una vera e propria caccia. Occhi che osservano, segnalazioni, sospetti.
- 2:36Speaker 2: Poi improvvisamente il primo incrinarsi di questa storia. Una coppia
- 2:40Speaker 2: del tutto comune si riconosce nella descrizione che sta circolando
- 2:43Speaker 2: ovunque e si fa avanti. Non hanno niente a che
- 2:47Speaker 2: fare con rapimenti o aggressioni, anzi valutano azioni legali per
- 2:50Speaker 2: difendersi da quella valanga di accuse. È solo un episodio.
- 2:54Speaker 2: Uno fra centinaia. Però è sufficiente per capire che cosa
- 2:58Speaker 2: sta accadendo. Perché quello che si è messo in moto
- 3:00Speaker 2: a Sora non è un caso isolato, ma parte di
- 3:04Speaker 2: qualcosa di molto più grande. Un'ondata di paura che nel
- 3:07Speaker 2: giro di poche settimane attraversa tutta l'Italia. Ma come si
- 3:11Speaker 2: arriva a questo punto? Quali meccanismi entrano in gioco quando
- 3:14Speaker 2: una società intera comincia a vedere pericoli ovunque? La risposta
- 3:19Speaker 2: in realtà affonda molto più indietro nel tempo di quanto
- 3:22Speaker 2: potremmo pensare. È una paura antichissima, inscritta nella nostra natura antica.
- 3:27Speaker 2: di mammiferi, cioè quella di vedere i nostri piccoli portati via,
- 3:31Speaker 2: sottratti al gruppo, consegnati a un altro, indistinto, minaccioso. Una
- 3:36Speaker 2: paura che da sempre trova forme diverse per esprimersi, adattandosi
- 3:41Speaker 2: alle epoche, ai contesti, alle credenze. A Lione, nel 1768, si
- 3:46Speaker 2: raccontava che dei bambini venissero rapiti e dissanguati in un
- 3:50Speaker 2: ospedale per permettere a un sovrano come Luigi XV di
- 3:54Speaker 2: curarsi con dei bagni di sangue. Una storia che oggi
- 3:58Speaker 2: ci appare assurda, quasi incomprensibile, figlia di un'epoca lontana. Eppure
- 4:03Speaker 2: meccanismi simili non sono mai scomparsi. Nell'autunno del 2018 in alcune
- 4:09Speaker 2: regioni del sud Italia riemerge una voce che era già
- 4:12Speaker 2: circolata negli anni 90. furgoni sospetti che rapiscono bambini per sottrarre
- 4:18Speaker 2: loro gli organi in cliniche clandestine. Ecco, anche allora la
- 4:22Speaker 2: paura si diffonde, ma resta circoscritta. Si esaurisce in tempi
- 4:26Speaker 2: relativamente brevi. Questa volta no. Questa volta accade qualcosa di diverso,
- 4:31Speaker 2: di più esteso, più rapido. più difficile da contenere. Un'intera nazione,
- 4:36Speaker 2: da nord a sud, attraversata da un'ondata di timore persistente,
- 4:41Speaker 2: alimentata dal passaparola, dai social, da messaggi vocali che sembrano
- 4:45Speaker 2: arrivare sempre da qualcuno di fiducia. Ecco questo è il
- 4:48Speaker 2: punto in cui noi ci troviamo, il grande panico da
- 4:51Speaker 2: rapimenti di bambini dell'anno di grazia 2026. Bentrovati naviganti del mistero
- 5:05Speaker 2: e dell'insolito, io sono Massimo Polidoro, vi do il bentornato
- 5:08Speaker 2: a Strane Storie, la serie che ogni venerdì ci porta
- 5:11Speaker 2: a esplorare enigmi, credenze, ai confini del reale, sempre con
- 5:15Speaker 2: gli strumenti della scienza e della razionalità. Vi segnalo anche
- 5:19Speaker 2: la mia rubrica settimanale su Rai 1, ogni sabato mattina alle 10,
- 5:23Speaker 2: si chiama Il mondo con occhi diversi e proviamo a
- 5:26Speaker 2: guardare con gli occhi della scienza fenomeni che diamo per scontati.
- 5:30Speaker 2: Poi vi segnalo il mio nuovissimo libro, I fantasmi di Sherlock,
- 5:33Speaker 2: otto casi inediti in cui Sherlock Holmes si trova a
- 5:36Speaker 2: indagare tra fantasmi, medium e criminali di ogni tipo. E
- 5:40Speaker 2: naturalmente vi ricordo anche Il mistero delle origini dell'uomo, un
- 5:44Speaker 2: viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando.
- 5:48Speaker 2: Entrambi sono editi da Feltrinelli. Ma ora torniamo alla storia
- 5:52Speaker 2: di oggi, la grande paura dei rapimenti di bambini che
- 5:56Speaker 2: ha travolto l'intero paese nelle scorse settimane. Ci stiamo provando,
- 6:06Speaker 2: ma anche per noi è difficile valutare con precisione la
- 6:09Speaker 2: dimensione di quello che è accaduto da poco. Tra febbraio
- 6:12Speaker 2: e marzo, probabilmente in molte centinaia di occasioni, gruppi di
- 6:16Speaker 2: persone in quasi ogni parte d'Italia si sono davvero spaventati
- 6:21Speaker 2: per una serie lunghissima di voci su presunti rapimenti di bambini,
- 6:25Speaker 2: riusciti o evitati per un soffio, rapimenti per scopi imprecisati, oppure,
- 6:30Speaker 2: in certi casi, per un presunto e tecnicamente impossibile traffico
- 6:35Speaker 2: di organi sottratti di soppiatto da equip di criminali o
- 6:39Speaker 2: ancora portati a termine per altri fini turpi come quelli
- 6:43Speaker 2: della pedofilia. Sembra davvero una pandemia perché questa volta, al
- 6:47Speaker 2: contrario di altre occasioni, queste voci hanno investito in pratica
- 6:52Speaker 2: l'intero paese. Ci mancano soltanto dei casi dalla Sardegna, dalla
- 6:56Speaker 2: Val d'Aosta e c'è poco forse anche dal nord est,
- 6:59Speaker 2: ma è probabile che sia così soltanto perché alcune informazioni
- 7:02Speaker 2: ci sfuggono. I primi segnali isolati di quanto stava per
- 7:05Speaker 2: accadere si manifestano in Veneto, il 21 gennaio. Quel giorno, a
- 7:09Speaker 2: Selvazzano dentro, in provincia di Padova, una nonna vigile che
- 7:13Speaker 2: svolge il suo compito volontario davanti a una scuola dà l'allarme.
- 7:17Speaker 2: C'è un uomo che non mi piace. Dice di aspettare
- 7:19Speaker 2: un bambino di cui però non sa il nome. Ha
- 7:22Speaker 2: un furgone grigio. In apparenza la cosa finisce lì. Su
- 7:25Speaker 2: un bambino viene molestato, sembra un episodio destinato a essere dimenticato.
- 7:30Speaker 2: Ma le cose stanno per prendere tutt'altra direzione. A scatenare
- 7:33Speaker 2: l'epidemia di voci sono probabilmente due episodi di grande risalto
- 7:38Speaker 2: sui giornali. Il primo, reale, avviene a Bergamo. Uno straniero
- 7:42Speaker 2: senza fissa dimora, probabilmente affetto da problemi psichiatrici, tenta di
- 7:47Speaker 2: portare via una bambina di 18 mesi in un supermercato, provocandole
- 7:51Speaker 2: anche una frattura. Il secondo episodio invece è a Roma.
- 7:55Speaker 2: Una donna si presenta in una scuola chiedendo di due bambini,
- 7:58Speaker 2: ma i bambini non la riconoscono e lei non ha
- 8:00Speaker 2: alcuna delega per ritirarli. A distanza di giorni la polizia
- 8:03Speaker 2: scopre che si è trattato di un equivoco. La donna
- 8:06Speaker 2: è una babysitter filippina al suo primo giorno di lavoro
- 8:10Speaker 2: e semplicemente ha sbagliato a scuola. Nessun rapimento quindi. Però
- 8:13Speaker 2: da quel momento, a partire da questi due casi reali
- 8:18Speaker 2: o quasi, si innesca una paura alimentata da voci, messaggi audio, equivoci.
- 8:23Speaker 2: È un crescendo impressionante nel Veneto, in Toscana, nel Lazio
- 8:28Speaker 2: e poi al sud, soprattutto in Campania e in Sicilia,
- 8:31Speaker 2: in Piemonte, dappertutto o quasi, sembrano essere nazioni delle bande
- 8:35Speaker 2: di rapitori. Il culmine di questo vero e proprio panico
- 8:39Speaker 2: si verifica nel centro- sud tra il 24 e il 26 febbraio. Poi
- 8:43Speaker 2: inizia una lentissima discesa, ma probabilmente, mentre vi sto parlando,
- 8:48Speaker 2: questo colossale evento sociologico non sia ancora spento del tutto.
- 8:53Speaker 2: In queste settimane centinaia di migliaia di italiani si sono
- 8:56Speaker 2: raccontati quelle storie, scambiandosi impressioni, ipotesi, contribuendo ad alimentare a
- 9:02Speaker 2: lungo un clima d'emergenza. E lo hanno fatto agendo dal basso,
- 9:06Speaker 2: senza che nessuna fonte autorevole, giornali, figure di riferimento, autorità pubbliche, politici...
- 9:12Speaker 2: che lo suggerisse, quasi esclusivamente attraverso i canali a cui
- 9:15Speaker 2: siamo più abituati, i servizi di messaggeria istantanea e il
- 9:19Speaker 2: primo fra tutti, naturalmente, il più diffuso, Whatsapp. Sappiamo tutti
- 9:29Speaker 2: quale sia la forza del passaparola. Per raccontare voci, indiscrezioni, pettegolezzi,
- 9:35Speaker 2: l'umanità non ha aspettato i settimanali o la stampa locale.
- 9:39Speaker 2: Da sempre basta che le cose passino di bocca in bocca.
- 9:42Speaker 2: Con il panico dei rapimenti però abbiamo potuto osservare dal vivo,
- 9:46Speaker 2: ora per ora, qualcosa di molto interessante. I media tradizionali
- 9:50Speaker 2: sono stati colti di sorpresa a da una tempesta di
- 9:54Speaker 2: messaggi su WhatsApp, da vocali registrati da persone spaventate, da
- 9:59Speaker 2: una miriade di commenti nelle bacheche di migliaia di utenti Facebook.
- 10:03Speaker 2: Tutti da una parte all'altra del paese a raccontare la
- 10:06Speaker 2: paura del momento, soprattutto nelle chat scolastiche, in quelle del
- 10:11Speaker 2: piccolo borgo o tra colleghi di lavoro. Rapiscono i bambini,
- 10:14Speaker 2: l'ultimo l'hanno preso un'ora fa proprio qui in paese da
- 10:17Speaker 2: alla scuola elementare. Soprattutto gli audio, con quel pathos che
- 10:21Speaker 2: naturalmente si sente nella voce, quasi come se fossero delle
- 10:24Speaker 2: cronache in diretta dal luogo di un delitto, devono avere
- 10:28Speaker 2: colpito un gran numero di persone. Proviamo ad ascoltarne qualche
- 10:32Speaker 2: esempio significativo.
- 10:34Speaker 3: Buongiorno, allora volevo soltanto dirvi questa comunicazione senza allarmismo però
- 10:42Speaker 3: ovviamente fate attenzione, molta attenzione. perché purtroppo stanno girando quattro
- 10:46Speaker 3: uomini di colore che stanno cercando e purtroppo prendono i bimbi.
- 10:52Speaker 3: Quindi fate estrema attenzione, io l'ho comunicato anche alle maestre
- 10:56Speaker 3: e quindi niente, tutti quanti occhi aperti, ok? Grazie. Se
- 11:01Speaker 3: riuscite fate passare, cioè passate la voce in tutti i gruppi.
- 11:05Speaker 2: I messaggi in genere con voci di donna sono secchi, sintetici,
- 11:09Speaker 2: ma soprattutto trasmettono l'idea di qualcosa che sta accadendo proprio
- 11:13Speaker 2: in quei minuti. Un allarme a cui far fronte subito,
- 11:16Speaker 2: senza riflettere troppo. Bisogna fare presto. Una dinamica peculiare dunque.
- 11:21Speaker 2: Messaggi ai quali inizialmente hanno accesso gruppi ristretti, genitori, abitanti
- 11:27Speaker 2: di un quartiere, colleghi, ma che poi finiscono all'esterno, salvati,
- 11:32Speaker 2: rilanciati sui social che tutti o quasi utilizziamo, specialmente Facebook,
- 11:36Speaker 2: quella sorta di elenco telefonico dell'umanità in cui quasi tutti
- 11:40Speaker 2: hanno un account. Ed ecco il punto, un fenomeno di
- 11:43Speaker 2: questa portata che può avere anche conseguenze gravi Non ha
- 11:47Speaker 2: bisogno dei media tradizionali, siti dei giornali, istituzioni, comunicati stampa
- 11:52Speaker 2: e nemmeno dei video di qualche influencer. Una constatazione che
- 11:55Speaker 2: ci porta dritti a un altro punto importante. A questo caos,
- 11:59Speaker 2: come hanno reagito le autorità? Quali linee hanno seguito? Fin
- 12:08Speaker 2: dai primi episodi abbiamo visto il tentativo da parte delle
- 12:11Speaker 2: autorità di arginare le voci. Sindaci, politici, portavoci di polizia
- 12:16Speaker 2: e carabinieri, scuole finite al centro delle fake news. Molti
- 12:20Speaker 2: sono intervenuti in prima persona per smentire i messaggi virali.
- 12:24Speaker 2: Potremmo fare un lungo elenco di smentite pubbliche. L'Istituto Comprensivo
- 12:28Speaker 2: di Mazzara del Vallo, la direzione di un centro commerciale,
- 12:31Speaker 2: il sindaco di Surbu, il count ufficiale del comune di
- 12:34Speaker 2: Vicopisano in Toscana, la sindaca di Narzole nel Cuneese, fino
- 12:38Speaker 2: al comune di Cassino, che addirittura sporto denuncia contro i gnoti.
- 12:41Speaker 2: Bisogna registrare anche un episodio in controtendenza. Nel comune di Garda,
- 12:46Speaker 2: il Beronese, una bufera politica che il 9 marzo ha portato
- 12:50Speaker 2: alle dimissioni di un'assessora aveva diffuso un vocale che raccontava
- 12:55Speaker 2: il tentato rapimento di un bambino in un comune vicino, Bardolino,
- 12:59Speaker 2: da parte di presunti commercianti d'organi. In realtà si trattava
- 13:04Speaker 2: di un malinteso, i presunti trafficanti erano semplicemente due operai
- 13:08Speaker 2: che stavano rincasando. L'assessora poi ha riconosciuto l'errore e ha
- 13:11Speaker 2: dichiarato È stato un errore nato dalla paura che ho
- 13:14Speaker 2: provato come madre di due figli. Mi sono lasciata guidare
- 13:18Speaker 2: da un timore che si è poi rivelato infondato, senza
- 13:20Speaker 2: valutare bene le conseguenze della diffusione di quel messaggio, che
- 13:25Speaker 2: è in fondo quello che è accaduto a un gran
- 13:27Speaker 2: numero di genitori in questi giorni. Anche perché le voci,
- 13:30Speaker 2: nonostante tutte le smentite, continuano a circolare. Il meccanismo delle
- 13:34Speaker 2: condivisioni è quello della palla di neve che rotola, rotola
- 13:38Speaker 2: e si ingrossa sempre di più. Questo è un guaio,
- 13:41Speaker 2: perché questo meccanismo non è così innocuo come potrebbe sembrare
- 13:45Speaker 2: a prima vista. Posso già immaginarlo, forse qualcuno starà pensando,
- 13:54Speaker 2: eh va bene, ma in fondo se qualcuno manda un
- 13:56Speaker 2: messaggio per dire di stare attenti, ma che male fa?
- 13:59Speaker 2: Nel dubbio meglio condividere, no? Better safe than sorry, dicono
- 14:02Speaker 2: gli anglofoni, meglio prevenire che curare. E invece no. Queste
- 14:07Speaker 2: cose possono davvero produrre effetti spiacevoli. Tanto vanno a stuzzicare
- 14:11Speaker 2: quella nostra parte di pancia, quella che per istinto tende
- 14:15Speaker 2: già a vedere negli altri un pericolo, una minaccia. Ancora
- 14:18Speaker 2: di più poi se l'altro è qualcuno diverso da noi,
- 14:20Speaker 2: uno straniero, un senza tetto, una persona magari di etnia rom.
- 14:24Speaker 2: Questo non è mai un bene per la salute del
- 14:26Speaker 2: nostro pensiero. E poi c'è un secondo effetto ancora più concreto.
- 14:30Speaker 2: Questi appelli possono indurre qualcuno a comportamenti minacciosi, addirittura violenti,
- 14:35Speaker 2: nei confronti di persone innocenti E la realtà è che
- 14:39Speaker 2: proprio in questa occasione è già successo. A Palermo, il 20 febbraio,
- 14:44Speaker 2: una donna che non c'entrava nulla è stata accusata di
- 14:46Speaker 2: voler rapire bambini, inseguita per strada, insultata. È dovuta intervenire
- 14:51Speaker 2: una pattuglia dei carabinieri per metterla in salvo. E non
- 14:55Speaker 2: è finita lì. Il momento in cui i carabinieri la
- 14:58Speaker 2: portano via viene ripreso da uno spettatore diffuso in rete, ma,
- 15:02Speaker 2: ed è qui il problema, accompagnato da un'interpretazione completamente opposta
- 15:07Speaker 2: alla realtà. Nei messaggi si dice che la donna è
- 15:09Speaker 2: stata arrestata perché è una trafficante d'organi. Un altro episodio.
- 15:13Speaker 2: Il 24 febbraio a Foggia un uomo di origine straniera viene
- 15:17Speaker 2: accusato di voler rapire una donna col suo bambino. Qualcuno
- 15:20Speaker 2: si insospettisce perché lo vede sostare da un po' davanti
- 15:24Speaker 2: a una pizzeria. In realtà quell'uomo lavora per una ditta
- 15:27Speaker 2: che trasporta bombole di gas. Sta semplicemente aspettando i colleghi
- 15:31Speaker 2: per andare via con loro. Ma nel frattempo le sue foto,
- 15:34Speaker 2: nel giro di poche ore... Sono già finite sui social
- 15:38Speaker 2: e di episodi come questi in queste settimane ce ne
- 15:40Speaker 2: sono stati altri, senza contare supermercati, locali commerciali additati come
- 15:46Speaker 2: poco sicuri, magari evitati dai clienti con un conseguente calo
- 15:50Speaker 2: degli affari. Davvero, dovremmo fare di tutto per resistere all'impulso
- 15:54Speaker 2: di condividere subito storie di questo tipo. Perché possiamo provocare
- 15:58Speaker 2: conseguenze molto concrete a persone come noi che non c'entrano nulla.
- 16:03Speaker 2: Ma un attimo, ecco che un tarlo si insinua anche
- 16:06Speaker 2: in me. E se a guardare meglio non fossero poi
- 16:09Speaker 2: tutti così innocenti? È un aspetto estremamente delicato di questo
- 16:18Speaker 2: panico collettivo, un ambito da affrontare con prudenza e attenzione,
- 16:22Speaker 2: ma sul quale è necessario soffermarsi se vogliamo capire che
- 16:25Speaker 2: cosa è successo e che cosa sta ancora succedendo. Abbiamo
- 16:28Speaker 2: visto il punto centrale. Siamo di fronte a una colossale
- 16:32Speaker 2: ondata di paure per la sicurezza dei bambini, suscitata da
- 16:36Speaker 2: voci e racconti diffusi attraverso i servizi di messaggistica. da
- 16:40Speaker 2: WhatsApp a Messenger. Queste storie, nella sostanza, sono prive di fondamento.
- 16:45Speaker 2: Nessun bambino è stato rapito, nessun piccolo è sfuggito per
- 16:48Speaker 2: un soffio a un rapimento. Eppure c'è un problema, qualcosa
- 16:53Speaker 2: che rende tutto più complesso e purtroppo più difficile da
- 16:56Speaker 2: chiarire del tutto. Man mano che dai primi di marzo
- 16:58Speaker 2: le vicerie cominciavano a perdere forza, ecco comparire una piccola
- 17:03Speaker 2: serie di notizie collegate a queste voci. Notizie sempre relative
- 17:08Speaker 2: a presunti rapimenti di bambini, ma questa volta in un
- 17:11Speaker 2: certo senso vere, spiego meglio. In alcune occasioni, pochissime sia chiaro,
- 17:16Speaker 2: e su cui stanno indagando le forze dell'ordine, sembrerebbe che
- 17:20Speaker 2: alcune persone abbiano effettivamente provato ad avvicinare dei bambini, forse
- 17:26Speaker 2: cercando di afferrarli, di prenderli in braccio o di sottrarli
- 17:29Speaker 2: alle madri. Ecco, Detta così potrebbe sembrare che anche qui
- 17:32Speaker 2: ci siano dei fatti capaci di giustificare questo diluvio di
- 17:36Speaker 2: voci che ha cominciato a circolare dalla metà di febbraio. Invece,
- 17:39Speaker 2: ancora una volta, è necessario mantenere sangue freddo a tenersi
- 17:43Speaker 2: ai fatti. Questi episodi in cui forse qualcosa è accaduto
- 17:47Speaker 2: davvero si sono verificati in luoghi pubblici, spesso affollati per strada,
- 17:52Speaker 2: nei negozi, nei centri commerciali. tanto da far intervenire subito
- 17:56Speaker 2: altre persone, dei passanti, sorveglianti, le forze dell'ordine. Tra le
- 18:00Speaker 2: urla delle madri, le richieste di aiuto, nessuno di questi
- 18:03Speaker 2: tentativi di avvicinamento è mai andato a segno. Le indagini
- 18:06Speaker 2: devono naturalmente fare il loro corso ed è inopportuno dare
- 18:10Speaker 2: giudizi netti sui singoli episodi. Cinque o sei quelli più documentati,
- 18:14Speaker 2: non di più. Tuttavia, da quello che sappiamo, è possibile
- 18:17Speaker 2: ipotizzare che queste azioni siano legate a situazioni di disagio
- 18:22Speaker 2: personale e che vadano quindi inquadrate in un'ottica molto diversa
- 18:26Speaker 2: da quella evocata dalle voci. Non delle bande organizzate, non
- 18:30Speaker 2: delle reti di trafficanti, tantomeno scenari fantasiosi come il traffico
- 18:34Speaker 2: di organi. Insomma, comportamenti gravi, riprovevoli, certo, ma forse in
- 18:39Speaker 2: alcuni casi comportamenti che sono anche un effetto paradossale, inquietante,
- 18:44Speaker 2: di questo clima di panico che si è diffuso per settimane.
- 18:47Speaker 2: Potrà sembrare contraddittorio, ma potremmo trovarci di fronte a un
- 18:51Speaker 2: vero e proprio circolo vizioso, cioè le leggende, i miti,
- 18:55Speaker 2: le paure sulla sottrazione dei bambini esistono da sempre. Oggi
- 18:59Speaker 2: si presentano spesso in forme irreali, come quelle sul traffico
- 19:02Speaker 2: di organi. Su questa base, che è già presente, esplosa
- 19:06Speaker 2: la grande paura dei rapimenti che ha attraversato l'Italia da
- 19:09Speaker 2: sud a nord e, nella scia di questo panico, alcuni
- 19:12Speaker 2: comportamenti imitativi, episodi reali ma ambigui, probabilmente legati a situazioni
- 19:18Speaker 2: personali delicate. e l'attenzione altissima dei media locali hanno finito
- 19:23Speaker 2: per rafforzare l'impressione che quelle voci fossero fondate e che
- 19:27Speaker 2: esistano davvero bande di criminali capaci di colpire ovunque. Mentre
- 19:32Speaker 2: registriamo questa puntata di Strane Storie io e i miei
- 19:35Speaker 2: collaboratori continuiamo a monitorare con attenzione i flussi informativi. Il
- 19:40Speaker 2: picco di questa ondata è alle nostre spalle ma l'eco
- 19:42Speaker 2: del panico è ancora lunga e fatica a spegnersi e
- 19:47Speaker 2: allora viene spontanea una domanda Domanda non facile. Con tutto
- 19:51Speaker 2: quello che è accaduto, come potrebbe evolversi questa vicenda nel
- 19:55Speaker 2: futuro prossimo? Questa pandemia di paure ingiustificate, nata in larghissima
- 20:05Speaker 2: parte dal basso, cioè dai social, dai gruppi Whatsapp, dagli scambi,
- 20:10Speaker 2: dai commenti su Facebook, dai messaggi vocali dei singoli, ha
- 20:13Speaker 2: avuto davvero una portata senza precedenti. Un clamore tale da
- 20:18Speaker 2: rendere difficile pensare che queste idee possano svanire come se
- 20:22Speaker 2: nulla fosse accaduto. L'avevamo accennato. In passato ci sono state
- 20:27Speaker 2: ondate simili, per esempio nel 2018, ma niente di paragonabile a
- 20:31Speaker 2: quello che abbiamo visto nei primi mesi del 2026. È sempre
- 20:36Speaker 2: rischioso fare previsioni, soprattutto quando si ha a che fare
- 20:39Speaker 2: con fenomeni sociali effimeri, imprevedibili, quasi carsici. Eppure sulla base
- 20:45Speaker 2: di quello che sappiamo e di ciò che possiamo osservare,
- 20:49Speaker 2: è probabile che questi scoppi siano destinati a ripresentarsi. Qualcosa
- 20:53Speaker 2: di simile tornerà. È impossibile dire dove, impossibile dire quando.
- 20:58Speaker 2: Ma in dubbio tornerà e con esso torneranno le stesse voci,
- 21:02Speaker 2: gli stessi allarmi, gli stessi appelli a condividere per sicurezza.
- 21:06Speaker 2: Ovviamente lungi da me con queste considerazioni l'idea di sminuire
- 21:12Speaker 2: delle questioni tragiche come le vere sottrazioni di minori, le
- 21:15Speaker 2: vere sparizioni di bambini che purtroppo esistono. e meritano tutta
- 21:19Speaker 2: la nostra attenzione. Ma qui siamo di fronte a qualcosa
- 21:22Speaker 2: di diverso, che va tenuto anche ben distinto. Cioè l'idea
- 21:26Speaker 2: di una rete invisibile e onnipresente di criminali che si
- 21:30Speaker 2: muovono ovunque, città, paesi, scuole, centri commerciali, parchi, eccetera, pronti
- 21:35Speaker 2: a colpire in ogni momento. Questa è la paura più profonda,
- 21:39Speaker 2: la più radicale, quella che tocca qualcosa di antico dentro
- 21:43Speaker 2: di noi. L'idea che i nostri figli possano scomparire all'improvviso
- 21:48Speaker 2: senza difese, senza spiegazioni. Ed è proprio per questo che
- 21:52Speaker 2: è così potente. Ma proprio per questo forse è anche
- 21:55Speaker 2: una paura che noi dobbiamo imparare a riconoscere, a fermare,
- 22:00Speaker 2: a interrogare, Perché contrastarla non è solo compito delle autorità
- 22:05Speaker 2: che fanno giustamente il loro lavoro, ma è anche nostro,
- 22:08Speaker 2: di tutti noi, di chi prova a mantenere il sangue freddo,
- 22:11Speaker 2: a cercare le prove, a distinguere tra ciò che è
- 22:13Speaker 2: vero e ciò che sembra vero. È un compito difficile,
- 22:17Speaker 2: a volte ingrato, perché significa andare controcorrente, proprio quando tutto
- 22:22Speaker 2: intorno spinge nella direzione opposta. Eppure è anche un compito necessario,
- 22:28Speaker 2: perché ogni volta che condividiamo senza verificare, ogni volta che
- 22:33Speaker 2: lasciamo che la paura prenda il sopravvento, noi contribuiamo, magari
- 22:38Speaker 2: senza volerlo, a rendere il mondo un po' più confuso,
- 22:41Speaker 2: un po' più ingiusto, un po' più pericoloso per qualcuno.
- 22:45Speaker 2: E allora forse la lezione più importante che possiamo portarci
- 22:48Speaker 2: via da questa storia è proprio questa. La curiosità e
- 22:52Speaker 2: la prudenza non sono in contrasto. Noi possiamo essere attenti, vigili,
- 22:57Speaker 2: persino preoccupati, ma senza rinunciare a un pensiero critico. Anzi,
- 23:02Speaker 2: proprio nei momenti in cui abbiamo più paura che ne
- 23:06Speaker 2: abbiamo più bisogno. Come mi diceva tante volte Piero Angela,
- 23:11Speaker 2: e credo che in una storia come questa valga più
- 23:13Speaker 2: che mai, Bisogna imparare a ragionare anche quando è difficile farlo.
- 23:19Speaker 2: Questa forse è la vera sfida, cioè non smettere di
- 23:22Speaker 2: pensare proprio quando sarebbe più facile lasciarsi trascinare. Io vi
- 23:39Speaker 2: ringrazio per essere stati con me, ringrazio tutti i naviganti
- 23:42Speaker 2: che ci aiutano a realizzare strane storie, come unendosi alla
- 23:46Speaker 2: nostra comunità. Sbarcate anche voi sulla mia isola del mistero,
- 23:49Speaker 2: la mia pagina Patreon. Col vostro sostegno ci aiuterete in
- 23:53Speaker 2: maniera concreta a proseguire con questi video, con tutti i
- 23:57Speaker 2: contenuti che condivido gratuitamente. Inoltre avrete accesso a centinaia di
- 24:02Speaker 2: contenuti esclusivi. Parteciperete alla chat su Telegram, riservate ai naviganti,
- 24:07Speaker 2: dove ci sono anch'io. Potreste vedere il vostro nome nei
- 24:09Speaker 2: titoli di coda di Strane Storie. E poi vi ricordo
- 24:12Speaker 2: il mio nuovo libro, I Fantasmi di Sherlock. E vi
- 24:15Speaker 2: ricordo anche Il Mistero delle Origini dell'Uomo, entrambi editi da Feltrinelli. Ecco,
- 24:20Speaker 2: per ora noi ci fermiamo qui. A presto! Se ripenso
- 24:24Speaker 2: al cugino Alvaro rimango ancora abasito. Altro cugino, guarda, non
- 24:29Speaker 2: oso chiedergli come mai. Ma me lo chieda, ci mancherebbe.
- 24:33Speaker 2: E va bene. Cosa faceva suo cugino Alvaro? Ebbè, con
- 24:36Speaker 2: la sua chitarra riusciva a far piangere chiunque. Ah, però...
- 24:40Speaker 2: E pensi che a volte non doveva nemmeno rompergliela sulla testa, eh?