Latest / Allora! News Podcast / Crepe d’Italia: La strategia della tensione
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- 0:03Speaker 1: Ci sono storie che il tempo non cancella. Ci sono
- 0:04Speaker 1: silenzi che aspettano una voce. Ogni crepa nasconde una verità.
- 0:35Speaker 3: Ogni pagina
- 0:36Speaker 4: dimenticata Verità di tornare alla luce
- 0:45Speaker 5: Crepe
- 0:53Speaker 6: d'Italia Dove la memoria diventa verità
- 1:06Speaker 7: Ci sono momenti in cui un paese viene governato anche
- 1:11Speaker 7: con la paura. Dopo Piazza Fontana in Italia la bomba
- 1:16Speaker 7: non è più soltanto cronica, diventa un linguaggio. Colpisce i
- 1:20Speaker 7: cittadini comuni in una banca, in una piazza, su un treno,
- 1:25Speaker 7: in una stazione. E allora la domanda non è più
- 1:28Speaker 7: soltanto chi abbia messo la bomba, ma perché proprio lì.
- 1:33Speaker 7: Perché quel momento e perché subito dopo qualcuno provi a
- 1:38Speaker 7: indirizzare il racconto altrove. La paura arriva prima delle sentenze
- 1:43Speaker 7: e della storia. Dice una cosa semplice, può succedere ovunque.
- 1:49Speaker 7: E quando un paese vive dentro questa sensazione diventa più
- 1:53Speaker 7: disposto ad accettare chi promette ordine e sicurezza. Questa è
- 1:59Speaker 7: la quinta puntata. puntata delle Crepe d'Italia, la strategia dell'attenzione, paura,
- 2:04Speaker 7: depistaggi e potere. Racconteremo il meccanismo, non il mito, le bombe,
- 2:10Speaker 7: i depistaggi riconosciuti, la verità incomplete e le famiglie rimaste
- 2:15Speaker 7: ad aspettare. Crepe d'Italia. Perché
- 2:27Speaker 8: conoscere il passato è l'unico modo per capire il presente.
- 3:01Speaker 7: L'espressione strategia dell'attenzione indica, in modo generale, un insieme di
- 3:07Speaker 7: azioni violente, trame e depistaggi che puntano a creare insicurezza collettiva.
- 3:12Speaker 7: L'obiettivo non è solo uccidere, è produrre un clima, far
- 3:16Speaker 7: sentire il paese sull'ollo del caos. La formula più usata
- 3:22Speaker 7: è questa, destabilizzare per stabilizzare. Sembra un paradosso, ma è
- 3:27Speaker 7: il cuore della questione. Si crea disordine per spingere l'opinione
- 3:31Speaker 7: pubblica a desiderare ordine. Si produce paura per rendere accettabili
- 3:36Speaker 7: misure più dure. Si agita il fantasma della rivoluzione per
- 3:40Speaker 7: bloccare cambiamenti politici e sociali. Però, attenzione, questa puntata deve
- 3:46Speaker 7: essere rigorosa e lo faremo. La strategia dell'attenzione non va
- 3:50Speaker 7: raccontata come se fosse un'unica organizzazione, come un ufficio, un capo,
- 3:56Speaker 7: un calendario, un verbale di riunione. Non funziona così. È
- 4:00Speaker 7: piuttosto una convergenza di interessi, gruppi e pezzi di apparati,
- 4:05Speaker 7: eversione neofascista, settore dei servizi segreti deviani, ambienti anticomunisti, rete internazionale,
- 4:11Speaker 7: logiche della guerra fredda, coperture, silenze, occasioni. In alcuni casi
- 4:16Speaker 7: ci sono condanne definitive, in altri casi ci sono verità
- 4:20Speaker 7: storiche più forti della verità giudiziaria. in altre ancora restano buti, assoluzioni, prescrizioni,
- 4:27Speaker 7: piste interrotte, è proprio questa differenza tra ciò che si
- 4:31Speaker 7: capisce e ciò che si riesce a provare, ha una
- 4:35Speaker 7: delle caratteristiche più dolorose della storia italiana. Quando diciamo strategia dell'attenzione,
- 4:43Speaker 7: quindi non stiamo dicendo sappiamo tutto, stiamo dicendo alcuni fatti,
- 4:48Speaker 7: alcune sentenze e molte ricostruzioni convergono su Un quadro. Un
- 4:55Speaker 7: paese democratico viene attraversato da una violenza che non mira
- 4:59Speaker 7: solo a distruggere le vittime, ma a orientare la politica
- 5:04Speaker 7: attraverso il terrore. Il termine comincia a circolare proprio dopo
- 5:09Speaker 7: Piazza Fontana, anche sulla stampa internazionale. E questa cosa conta. Perché?
- 5:17Speaker 7: Perché si dice che quella violenza non viene percepita soltanto
- 5:20Speaker 7: come cronaca nera italiana, viene letta subito come segnale politico,
- 5:25Speaker 7: qualcosa sta accadendo nel cuore di un paese occidentale, industriale, democratico,
- 5:31Speaker 7: alleato degli Stati Uniti, ma attraverso un conflitto, un conflitto
- 5:37Speaker 7: sociale fortissimo, che troveremo per tutti gli anni 70, ma fino
- 5:44Speaker 7: agli anni 80. Ecco perché la parola tensione è così precisa,
- 5:49Speaker 7: non dice soltanto paura e dice che c'è pressione, dice
- 5:54Speaker 7: una corda tirata fino a quasi aspezzarsi, dice un paese
- 5:59Speaker 7: messo in una condizione permanente di allarme, dove ogni sciopero
- 6:04Speaker 7: può sembrare preludio di rivoluzione, ogni corteo può sembrare anticamere
- 6:11Speaker 7: della guerra civile, ogni attentato può essere usato per chiedere
- 6:16Speaker 7: più controllo. Alla fine degli anni Sessanta, L'Italia non è
- 6:23Speaker 7: più il paese contadino che abbiamo visto a Portella della Ginestra,
- 6:28Speaker 7: è un paese industriale, urbano, giovane, attraversato da fabbriche, università,
- 6:34Speaker 7: migrazioni interne, consumi, televisioni, automobili, sindacati forti. Il miracolo economico
- 6:42Speaker 7: ha cambiato tutto, ma non ha specificato tutto, ha prodotto
- 6:46Speaker 7: ricchezza e anche nuove disuguaglianze, ha portato un milione di
- 6:50Speaker 7: persone dal sud al nord, dalle campagne alle periferie, dai
- 6:54Speaker 7: paesi alle catene di montaggio, ha creato una nuova classe operaia,
- 6:58Speaker 7: più numerosa, più organizzata, più consapevole. Nel 68 esplodono le proteste studentesche,
- 7:05Speaker 7: nel 1969 arriva l'autunno caldo, sopra le assemblee, contratti, picchietti, fabbriche,
- 7:11Speaker 7: che diventano luoghi pubblici, soprattutto fonte di luoghi politici di
- 7:19Speaker 7: quelli radicali. Per molti giovani lavoratori sembra possibile cambiare davvero
- 7:23Speaker 7: i rapporti di forza, per altri invece sembra che il
- 7:26Speaker 7: paese stia scivolando verso l'ingovernabilità. Ovviamente sul fondo in quegli
- 7:32Speaker 7: anni abbiamo la guerra fredda, l'Italia è un paese di frontiere,
- 7:35Speaker 7: membro della Nato, con il più grande partito comunista occidente,
- 7:40Speaker 7: l'abbiamo detto anche nella puntata precedente, una posizione strategica nel Mediterraneo.
- 7:45Speaker 7: Ogni avanzata della sinistra viene letta da alcuni come un
- 7:48Speaker 7: rischio non solo elettorale ma geopolitico. Ma in questo clima
- 7:53Speaker 7: politico e sociale la parola ordine diventa una parola potentissima.
- 7:58Speaker 7: Ordine nelle strade, ordine nelle fabbriche, ordine nelle scuole, ordine
- 8:04Speaker 7: contro la protesta, contro gli sciopri, contro la paura di
- 8:08Speaker 7: una rivoluzione. Ma chi decide che cos'è ordine? e soprattutto
- 8:14Speaker 7: chi trae vantaggio dal disordine. Non dobbiamo dimenticare che in
- 8:19Speaker 7: Europa in quei stessi anni il fantasma del colpo di
- 8:25Speaker 7: Stato non è astratto. In Grecia nel 66 i colonnelli hanno
- 8:32Speaker 7: preso il potere, in Spagna e Portogallo le dittature sono
- 8:35Speaker 7: ancora vive fino a metà degli anni 70. L'Italia democratica vive
- 8:39Speaker 7: accanto al regime autoritario E dentro un sistema internazionale in
- 8:44Speaker 7: cui i servizi segreti, le alleanze militari, l'anticomunismo non sono
- 8:48Speaker 7: dettagli da sfondo così buttati lì. C'è tutto un mondo,
- 8:55Speaker 7: la Russia, l'America, quegli anni sono caldi, sono veramente caldi,
- 9:01Speaker 7: più caldi di quello che sta facendo in questo periodo
- 9:04Speaker 7: in Italia e in Europa. Anche l'Italia esce con ipotesi colpissime, progetti, tentativi, dossier, Piano, Solo,
- 9:12Speaker 7: il Corpo e Borchese, la Rosa dei Venti, nomi che
- 9:16Speaker 7: sembrano quasi letterali, invece appartengono alla storia politica del nostro paese.
- 9:21Speaker 7: Non tutti sanno e sono la stessa cosa che non
- 9:27Speaker 7: vanno schiacciati in un'unica teoria di complottismo che in quegli
- 9:34Speaker 7: anni si evincevano, ma Quegli anni indicano, e tutto questo
- 9:41Speaker 7: indica un clima, una parte dell'establishment immagine che la democrazia
- 9:46Speaker 7: possa essere corretta dall'alto, se il voto o la piazza
- 9:50Speaker 7: vanno nella direzione sbagliata. La strategia dell'attenzione vive dentro questa
- 9:55Speaker 7: possibilità mentale, prima ancora che operativa. È un'idea, se il
- 10:00Speaker 7: popolo fa paura, bisogna far paura al popolo. Se la
- 10:04Speaker 7: sinistra cresce, bisogna mostrare che la sinistra porta caos. Se
- 10:08Speaker 7: la società chiede diritti, bisogna spingere una parte dell'opinione pubblica
- 10:12Speaker 7: a chiedere disciplina. Il meccanismo della strategia dell'attenzione si può
- 10:20Speaker 7: raccontare in tre passaggi. Primo, la violenza indiscriminata. Una bomba
- 10:26Speaker 7: in un luogo pubblico. Un messaggio civile. Nessun avvertimento, nessuna
- 10:31Speaker 7: scelta individuale della vittima. Il messaggio deve essere collettivo. Secondo,
- 10:37Speaker 7: La pista falsa. Dopo la bomba qualcuno prova a indirizzare
- 10:42Speaker 7: lo sguardo dell'opinione pubblica verso un colpevole utile. Per anni
- 10:46Speaker 7: in particolare, dopo Piazza Fontana, la pista anarchica diventa il
- 10:50Speaker 7: racconto immediato. Abbiamo visto la puntata precedente, Pietro Valprete viene
- 10:56Speaker 7: presentato come il mostro, Giuseppe Pinelli muore precipitando da una
- 11:00Speaker 7: finestra da quest'ora di Milano durante gli interrogatori. La storia
- 11:05Speaker 7: giudiziaria dimostrerà che quella direzione era completamente sbagliata. Terzo, l'emergenza.
- 11:13Speaker 7: Una società spaventata chiede risposte e una politica spaventata o
- 11:18Speaker 7: interessata a usare la paura può trasformare l'insicurezza in consenso
- 11:22Speaker 7: per soluzioni autoritarie, per leggi speciali, per un clima di
- 11:26Speaker 7: sospetto generalizzato. La democrazia resta in piedi ma respira male.
- 11:33Speaker 7: Questo Non significa che ogni scelta dello Stato in quegli
- 11:37Speaker 7: anni sia parte di un piano occulto, ma date bene,
- 11:41Speaker 7: sarebbe una semplificazione. Significa però che dentro lo Stato esistono
- 11:47Speaker 7: pezzi che non lavorano sempre per la verità. Esistono apparati
- 11:52Speaker 7: che depistano, nascondono, proteggono fonti, perdono carte, spostano responsabilità. E
- 11:58Speaker 7: quando lo Stato non riesce a distinguere se stesso dai
- 12:01Speaker 7: suoi settori infedeli, la fiducia è pubblica. si spezza. La
- 12:07Speaker 7: bomba è uccita una volta, il depistaggio uccide la verità
- 12:11Speaker 7: per anni. Ed è questa la seconda violenza. Le famiglie
- 12:15Speaker 7: delle vittime non devono solo piangere, devono inseguire documenti, processi, contraddizioni, segreti, assoluzioni,
- 12:23Speaker 7: devono combattere contro il tempo e contro la stanchezza. Pensiamo
- 12:28Speaker 7: a come funziona una prima visione dei fatti. Arriva quando
- 12:32Speaker 7: tutti hanno bisogno di una risposta. arrivano in titoli dei giornali,
- 12:36Speaker 7: nelle parole delle autorità, nelle giornali, nelle conversazioni al bar,
- 12:40Speaker 7: anche se poi quella visione e quella versione cade, non
- 12:46Speaker 7: scompare davvero, resta come sentimento, qualcuno continua a crederci, qualcuno dirà,
- 12:54Speaker 7: però all'inizio avevano detto così, e intanto la verità perde velocità.
- 13:00Speaker 7: Per questo i primi giorni dopo un assaggio sono decisivi,
- 13:02Speaker 7: non solo per raccogliere prova, le prove fondamentali, ma per
- 13:07Speaker 7: formare un immaginario pubblico che controlla le prime ore e
- 13:11Speaker 7: controlla una parte del racconto. E negli anni della strategia dell'attenzione,
- 13:16Speaker 7: troppe prime ore sembrano muoversi nella direzione sbagliata. E ancora,
- 13:25Speaker 7: una bomba uccide una volta, il depistaggio uccide la verità
- 13:31Speaker 7: per anni. Ricordate questa frase. La strategia dell'attenzione si lega
- 13:37Speaker 7: soprattutto nell'eversione di estrema destra. Gruppi come Ordine Nuovo e
- 13:42Speaker 7: Avanguardia Nazionale appartengono a un mondo politico che non accetta
- 13:46Speaker 7: la Repubblica antifascista o la accetta solo come campo da sabotare.
- 13:52Speaker 7: Il loro anticomunismo non è un semplice opinione, è una guerra.
- 13:57Speaker 7: Ma la destra eversiva da sola non basta a spiegare
- 14:00Speaker 7: la profondità del problema. Un gruppo clandestino può mettere una bomba,
- 14:05Speaker 7: può rivendicare e non rivendicare, può progettare attentati, ma per durare,
- 14:10Speaker 7: per sottrarsi alle indagini, per spostare le piste, ha bisogno
- 14:14Speaker 7: di contatti, protezioni, ambiguità. Ed è qui che entrano le
- 14:19Speaker 7: zone grigie. Zona grigia significa rapporti non sempre limiti tra
- 14:24Speaker 7: militanti neofascisti, informatori, uffici riservati, uomini nei servizi, ambienti militari,
- 14:30Speaker 7: pezzi di massoneria. Rete anticomuniste, non è necessario immaginare tutti
- 14:35Speaker 7: d'accordo su tutto, basta una catena di omissione, basta una
- 14:40Speaker 7: informazione non smessa, basta una fonte protetta, basta un documento
- 14:46Speaker 7: fatto sparire. La logica è quella dell'anticomunismo come giustificazione assoluta,
- 14:57Speaker 7: Se il comunismo è il male più grande, allora tutto
- 15:00Speaker 7: ciò che lo blocca può apparire a qualcuno come un
- 15:03Speaker 7: male minore. Anche una manipolazione, anche un depistaggio, anche il
- 15:08Speaker 7: rapporto con chi usa la violenza. Questa è la malattia
- 15:12Speaker 7: profonda della guerra fredda italiana. L'idea che la democrazia possa
- 15:17Speaker 7: essere di pesa, indebolita. Perché quello poi è il gioco.
- 15:23Speaker 7: Per difenderla bisogna indebolirla. che lo Stato possa salvarsi mantenendo
- 15:30Speaker 7: che il popolo debba essere spaventato per non portare pagina
- 15:38Speaker 7: in un modo sbagliato. E questo è il punto centrale.
- 15:44Speaker 7: Quando la democrazia comincia a pensare questo, è già entrata
- 15:48Speaker 7: in una zona pericolosa. Qui entra anche la parola infiltrazione.
- 15:54Speaker 7: Non sempre si tratta di ordini diretti, Si tratta di
- 15:57Speaker 7: uomini che stanno contemporaneamente in più mondi. Militanti politici, informatori, confidenti,
- 16:07Speaker 7: contatti nei servizi intermediari, figure capaci di attraversare ambiti diversi
- 16:13Speaker 7: e rendere tutto ciò molto più confuso. In una democrazia
- 16:17Speaker 7: sana la confusione viene sciolta dalle istituzioni. In una democrazia
- 16:23Speaker 7: ferita la confusione diventa una protezione. Poi ci sono le
- 16:28Speaker 7: strutture parallele, reali o ipotizzate, che attraverso una storia italiana,
- 16:32Speaker 7: redi clandestini, gruppi di autodifesa, apparati riservati, logge, alcune saranno
- 16:38Speaker 7: oggetti di inchieste specifiche nelle puntate successive come la P2
- 16:44Speaker 7: e la Gladio. Per ora ci basta capire il punto.
- 16:47Speaker 7: La Repubblica Ufficiale convive, in quegli anni, con una castellazione
- 16:54Speaker 7: di poteri non asparenti. E questa costellazione, la verità, si
- 16:59Speaker 7: perde facilmente. Piazza Fontana, 12 dicembre 1969, una bomba esplode nella Banca Nazionale,
- 17:06Speaker 7: abbiamo parlato nella precedente puntata. All'inizio abbiamo detto che le
- 17:16Speaker 7: accuse guardavano verso gli anarchici, poi la storia si spostava altrove,
- 17:19Speaker 7: verso le versioni nera e dei pistaggi. Piazza della Loggia, Brescia,
- 0:00Speaker 7: 28 maggio 1974, una bomba colpisce una manifestazione antifascista, 8 morti, oltre 100 feriti,
- 17:32Speaker 7: qui il bersaglio è specificamente politico e popolare, persone riunite
- 17:36Speaker 7: in piazza contro il fascismo e la violenza, e anche
- 17:40Speaker 7: qui la giustizia arriverà tardi, dopo decenni. Italicus, notte tra
- 17:46Speaker 7: il 3 e il 4 agosto del 1974, una bomba esplode su un treno, 12 morti,
- 17:51Speaker 7: il treno è lungo, è un luogo perfetto per il terrore,
- 17:55Speaker 7: chiunque può salirci, chiunque può trovarsi nel vagone sbagliato, la
- 17:58Speaker 7: violenza non chiede identità, chiede solo presenza. Bologna, pochi giorni
- 18:05Speaker 7: fa abbiamo festeggiato Bologna, la strage del 2 agosto 1980, la bomba
- 18:11Speaker 7: alla stazione, uccide 85 persone e finisce oltre 200, è forse la
- 18:17Speaker 7: strage più grave della storia repubblicana, per molti segna la
- 18:21Speaker 7: fine convenzionale della strategia dell'attenzione. Anche i suoi effetti continueranno
- 18:27Speaker 7: a vivere nei processi, nelle memorie, nelle carte desecretate, nelle domande,
- 18:33Speaker 7: e vive ancora oggi. Questi nomi non sono uguali tra loro.
- 18:38Speaker 7: Ogni strage ha una sua storia, il suo processo, i
- 18:42Speaker 7: suoi imputati, i suoi depistaggi, le sue sentenze, ma insieme
- 18:47Speaker 7: disegnano una geografia della paura, banche, piazze, treni, stazioni, cioè
- 18:53Speaker 7: i luoghi della vita civile. La strategia è anche questa,
- 18:58Speaker 7: trasformare la normalità in bersaglio. C'è un'altra cosa che unisce
- 19:04Speaker 7: questi luoghi, sono spazi di fiducia. In banca di fide,
- 19:08Speaker 7: che è la giornata straordinaria, in piazza di fide, nel
- 19:12Speaker 7: diritto di riunirti, sul treno di fide del viaggio, in
- 19:16Speaker 7: stazione di fide del passaggio dell'attesa, dell'incontro, La bomba rompe
- 19:22Speaker 7: proprio questa fiducia elementare. Non colpisce soltanto chi muore o
- 19:27Speaker 7: resta ferito, colpisce il patto invisibile per cui una società
- 19:34Speaker 7: si muove senza pensare continuamente alla morte. Ecco perché le
- 19:39Speaker 7: stragi hanno un effetto più grande del numero delle vittime,
- 19:43Speaker 7: per quanto terribile sia già quel numero. La vittima potenziale
- 19:48Speaker 7: diventa chiunque, E se chiunque può essere vittima, allora chiunque
- 19:53Speaker 7: può essere governato dalla paura. In questa serie abbiamo già
- 19:59Speaker 7: incontrato una parola, zona d'ombra. Ma nella strategia dell'attenzione la
- 20:06Speaker 7: zona d'ombra non è solo la mancanza di luce, a
- 20:09Speaker 7: volte è la luce che punta al posto sbagliato. Depistare
- 20:17Speaker 7: significa costruire una direzione falsa, Significa far perdere tempo, significa
- 20:23Speaker 7: consumare energie investigative, mediatiche. E questo è il loro bersaglio.
- 20:29Speaker 7: Significa anche creare all'opinione pubblica un'immagine prima che i fatti
- 20:33Speaker 7: sono chiari. E una volta che quell'immagine entra nella testa
- 20:37Speaker 7: delle persone, toglierla è completamente difficile. E questo è il
- 20:43Speaker 7: loro gioco. Il caso Piazza Fontana e della pista anarchica
- 20:48Speaker 7: è esemplare. Nel giorno dopo l'assaggio l'opinione pubblica viene spinta
- 20:53Speaker 7: a cercare il colpevole in un'area politica precisa. E questo
- 20:57Speaker 7: è il depistaggio, è una forma di potere perché decide
- 21:00Speaker 7: il tempo della verità. Una verità che arriva dopo 30 anni
- 21:04Speaker 7: non ha lo stesso peso di una verità che arriva subito.
- 21:08Speaker 7: Arriva quando molti testimoni sono morti, quando le carte sono incomplete,
- 21:12Speaker 7: quando le famiglie hanno già vissuto una vita intera dentro l'attesa.
- 21:16Speaker 7: Per questo La strategia dell'attenzione non è solo una storia criminale,
- 21:21Speaker 7: è storia della fiducia, di quanta fiducia uno Stato perde
- 21:26Speaker 7: quando alcune sue parti mentono, di quanta fatica serve per
- 21:31Speaker 7: ricostruire una memoria pubblica quando la prima versione dei fatti
- 21:36Speaker 7: era falsa. Nelle famiglie delle vittime questa fatica ha un
- 21:40Speaker 7: nome concreto, anniversario, odienze, rivie, archivi, avvocati, giornali, viaggi, speranza
- 21:46Speaker 7: e delusione. La giustizia arriva tardi e non è mai
- 21:50Speaker 7: solo una notizia. È un'intera esistenza sospesa. Per questo le
- 21:56Speaker 7: associazioni familiari diventano custodi della memoria pubblica, civile e morale.
- 22:02Speaker 7: Perché spesso sono loro a impedire che la stanchezza venga.
- 22:07Speaker 7: E qui torno a una domanda scomoda, molto scomoda. Io
- 22:11Speaker 7: spesso me la faccio, in sincerità veramente. Perché in Italia
- 22:18Speaker 7: la verità su alcune strage ha avuto bisogno di cittadini
- 22:21Speaker 7: ostinati per restare viva? Uno Stato maturo dovrebbe cercare la
- 22:26Speaker 7: verità prima delle famiglie, non dopo. Dovrebbe proteggerle dal dolore
- 22:30Speaker 7: aggiuntivo del sospetto. Quando accade il contrario, la fregna diventa istituzionale.
- 22:39Speaker 7: A questo punto potremmo cadere in una tentazione, raccontare... La
- 22:44Speaker 7: strategia dell'attenzione è come un grande romanzo unico, un cattivo unico,
- 22:50Speaker 7: un piano unico, un disegno perfetto. Sarebbe narrativamente comodo, ma
- 22:56Speaker 7: storicamente sbagliato. La realtà è più difficile. Ci sono responsabilità
- 23:02Speaker 7: accertate e responsabilità solo ipotizzate. Ci sono condanni a soluzioni,
- 23:08Speaker 7: ci sono i servizi deviati, ma non è un intero
- 23:11Speaker 7: Stato riducibile ai suoi imparati infedeli. Ci sono politici che capiscono,
- 23:16Speaker 7: politici che non capiscono, politici che usano il clima, politici
- 23:21Speaker 7: che lo supiscono. Ci sono giornalisti che inseguono la verità
- 23:26Speaker 7: e giornalisti che amplificano la versione comoda del potere di turno.
- 23:32Speaker 7: Il punto non è trasformare tutto in complotto, il punto
- 23:35Speaker 7: è riconoscere che una democrazia può essere ferita anche dall'interno,
- 23:40Speaker 7: non solo da chi attacca frontalmente, Può essere preso dal segreto, dall'omissione,
- 23:46Speaker 7: dalla ragione di Stato, usato come scudo, dalla paura del
- 23:49Speaker 7: cambiamento trasformato in un'autorizzazione, a mentire. La strategia dell'attenzione è
- 23:55Speaker 7: una parola pesante proprio perché tiene insieme due livelli. Il
- 23:59Speaker 7: livello delle bombe, cioè la violenza visibile, e il livello
- 24:03Speaker 7: delle coperture, cioè la violenza invisibile. Senza il primo non
- 24:07Speaker 7: ci sarebbero le morti, senza il secondo non ci sarebbe
- 24:11Speaker 7: il mistero italiano. E allora... La domanda non è soltanto
- 24:16Speaker 7: chi ha fatto esplodere, la domanda è chi ha permesso
- 24:19Speaker 7: che la verità esplodesse così lentamente. La risposta non è
- 24:24Speaker 7: una sola, e a volte è un nome, a volte
- 24:28Speaker 7: un ufficio, a volte una cultura politica, a volte la
- 24:31Speaker 7: paura di aprire un armadio e scoprire che dentro c'è
- 24:34Speaker 7: solo il nemico, ma anche qualcuno che indossava la divisa
- 24:38Speaker 7: dello Stato. E questa è forse la cosa più difficile
- 24:42Speaker 7: da accettare. non per odio verso lo stadio, ma per
- 24:46Speaker 7: amore della democrazia, perché una democrazia non si salva negando
- 24:50Speaker 7: le proprie ombre, si salva guardandole. La strategia dell'attenzione ci
- 25:00Speaker 7: insegna una cosa semplice e terribile, la paura non è
- 25:04Speaker 7: mai neutra, la paura produce politica, produce richieste, silenzi, obbedienze, sospetti,
- 25:12Speaker 7: chi riesce a orientare la paura può orientare anche la democrazia.
- 25:19Speaker 7: Negli anni 70 l'Italia non diventa una dittatura, le istituzioni reggono,
- 25:23Speaker 7: il Parlamento continua a funzionare, i giornali continuano ad uscire,
- 25:28Speaker 7: i cittadini continuano a votare, ma questo non significa che
- 25:32Speaker 7: la democrazia sia stata al sicuro, significa che ha resistito
- 25:36Speaker 7: mentre pezzi del paese provavano a deformare. Le stragi non
- 25:41Speaker 7: hanno ottenuto tutto ciò che volevano, ma hanno lasciato un'eredità pesante.
- 25:47Speaker 7: Il sospetto, la sfiducia, l'idea che dietro ogni verità ufficiale
- 25:52Speaker 7: possa esserci una seconda storia. E quando queste idee diventano male,
- 25:59Speaker 7: una comunità politica paga un prezzo enorme. Il paradosso e
- 26:07Speaker 7: che chi usa il segreto per difendere lo Stato finisce
- 26:10Speaker 7: spesso per indebolirlo più dei suoi nemici. Perché lo Stato
- 26:14Speaker 7: democratico vive di credibilità, vive della possibilità che un cittadino,
- 26:19Speaker 7: anche arrabbiato, anche critico, possa pensare che le istituzioni possono sbagliare,
- 26:27Speaker 7: ma non mi stanno deliberamente ingannando. Questa fiducia cede, ogni
- 26:32Speaker 7: fatto pubblico diventa terreno di sospetto. Per questo raccontare la
- 26:37Speaker 7: strategia dell'attenzione non serve solo guardare il passato, serve a
- 26:41Speaker 7: capire il presente. Ogni volta che qualcuno usa la paura
- 26:45Speaker 7: per chiedere meno diritto, meno controlli, meno asparenza, quella storia
- 26:52Speaker 7: torna a bussare. Ogni volta che un segreto viene difeso
- 26:55Speaker 7: più dalle vittime, quella storia torna. Nella prossima puntata resteremo
- 27:00Speaker 7: dentro le prime ore di Piazza Fontana. Non guarderemo la bomba.
- 27:06Speaker 7: ma una finestra, una stanza della questura di Milano, un
- 27:10Speaker 7: uomo che si chiama Giuseppe Pinelli e una morte che
- 27:16Speaker 7: dividerà l'Italia. Io sono Emanuele Sposo e queste erano le
- 27:20Speaker 7: crepe d'Italia, questo lungo percorso che stiamo facendo dentro le crepe,
- 27:29Speaker 7: dentro le cose più ignobili che l'Italia poteva avere, le stragi,
- 27:39Speaker 7: i semplici segreti, le noci, la P2, quell'apparato fuori dall'apparato,
- 27:47Speaker 7: quel secondo stato, se vogliamo dire così. Se questa puntata
- 27:52Speaker 7: vi è piaciuta e vi ha aiutato a guardare la
- 27:55Speaker 7: storia con gli occhi diversi, seguiteci, condividetene. Le crepe non
- 28:01Speaker 7: sono solo il segno di ciò che si rompe, sono
- 28:04Speaker 7: anche il punto. da cui possiamo finalmente vedere dentro noi
- 28:11Speaker 7: portiamo avanti queste ferite queste ferite che fanno parte della
- 28:16Speaker 7: nostra storia per capire non solo cosa è successo ma
- 28:21Speaker 7: che cosa rivela nel paese che siamo diventati bene, io
- 28:26Speaker 7: vi ringrazio e vi lascio con la nuova sigla che
- 28:30Speaker 7: abbiamo voluto portare in questo podcast abbiamo scritta dedicando a
- 28:41Speaker 7: tanti uomini, a quelli che hanno difeso lo Stato, a
- 28:47Speaker 7: quelli che sono morti per difendere lo Stato, ai tanti
- 28:52Speaker 7: che sono morti per difendere la democrazia, ai tanti che
- 28:56Speaker 7: sono morti per difendere la nostra libertà, perché se c'è
- 29:01Speaker 7: un uomo in giro per il mondo come me che
- 29:05Speaker 7: può parlare che può dire le sue opinioni basta uno
- 29:08Speaker 7: solo per parlare esprimere le proprie opinioni beh questo dobbiamo
- 29:17Speaker 7: solo ringraziare a chi è morto per tutto questo bene
- 29:24Speaker 7: è proprio tutto da Emanuele Esposito io vi ringrazio noi
- 29:27Speaker 7: domani andremo in onda con il podcast la domenica di
- 29:33Speaker 7: allora abbiamo voluto dedicare a Marcinelle, oggi compie, questa strage
- 29:40Speaker 7: compie 70 anni, l'abbiamo voluto dedicare tutta a Marcinelle domani, la
- 29:45Speaker 7: domenica di allora, potevamo andare in onda oggi, ma abbiamo
- 29:49Speaker 7: preferito fare una puntata lunga, seria, come stiamo facendo con
- 29:57Speaker 7: le crepe, ma anche con la domenica di allora ma
- 30:01Speaker 7: anche il nostro giornale online e quello che va in
- 30:04Speaker 7: edicola il nostro tabloid quello che stiamo facendo in tutti
- 30:08Speaker 7: questi servizi che stiamo mettendo in onda e scritto lo
- 30:17Speaker 7: stiamo facendo per le generazioni future perché la memoria è
- 30:21Speaker 7: importante e io veramente spero dal profondo del mio cuore
- 30:26Speaker 7: al di là di schieramenti politica, al di là di
- 30:29Speaker 7: tutto che ognuno cosa pensa, delle proprie opinioni personali, qualsiasi cosa, sport, cultura,
- 30:35Speaker 7: indipendentemente da tutto ciò, quello che stiamo facendo, stiamo facendo
- 30:39Speaker 7: un percorso, abbiamo voluto fare un percorso di cultura, perché
- 30:44Speaker 7: anche questo è cultura, e allora è nato anche con
- 30:48Speaker 7: questo spirito, e continueremo a farlo. Grazie per averci ascoltato,
- 30:52Speaker 7: vi lascio con questa... Bellissima sigla, speriamo che vi piaccia.
- 30:59Speaker 7: A domani con la domenica di allora e io vi
- 31:01Speaker 7: auguro un buon sabato e a tutti i familiari di
- 31:05Speaker 7: tutto il mondo che in queste ore stanno soffrendo perché
- 31:11Speaker 7: guerre per qualsiasi motivo. Noi vi siamo sempre vicini e
- 31:17Speaker 7: noi saremo sempre qui a raccontare le vostre voci, le
- 31:21Speaker 7: vostre facce, i vostri momenti tristi della vita. Grazie. Ci
- 31:29Speaker 7: sono storie che il tempo non cancella Ci sono silenzi
- 31:32Speaker 7: che aspettano una voce
- 31:54Speaker 3: Ogni crepa nasconde una verità Ogni
- 32:02Speaker 4: pagina dimenticata Verità di tornare alla luce Crepe
- 32:11Speaker 5: d'Italia
- 32:16Speaker 6: Dove la memoria
- 32:33Speaker 10: Perché conoscere il passato è l'unico modo per capire il presente.
- 32:40Speaker 5: Che per
- 32:52Speaker 11: l'Italia ci sono storie. che il tempo non cancella
- 33:06Speaker 2: ci sono silenzi che aspettano una voce
- 33:14Speaker 11: ogni crepa nasconde una verità ogni pagina dimenticata merita di
- 33:25Speaker 11: tornare alla luce
- 33:34Speaker 8: Crepe d'Italia dove la memoria diventa verità Crepe d'Italia perché
- 33:54Speaker 8: conoscere il passato è l'unico modo per capire il presente