Latest / SULLA SCENA DEL CRIMINE / TEORIA DELLA DEVIANZA # 5 - La Scuola di Chicago
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- 0:18Speaker 2: La scuola di Chicago si pone come elaboratrice di una
- 0:20Speaker 2: teoria della devianza all'interno degli studi sulle origini del crimine.
- 0:25Speaker 2: Uno dei problemi più studiati dalla sociologia e dalla psicologia
- 0:28Speaker 2: infatti è proprio quello della devianza e delle sue cause.
- 0:33Speaker 2: Parlare di devianza è molto complesso in quanto chiama in
- 0:36Speaker 2: causa molteplici aspetti che vanno da quelli morali a quelli giuridici.
- 0:41Speaker 2: In primo luogo si può iniziare con il definire la devianza.
- 0:45Speaker 2: Questo concetto corrisponde a ogni tipo di comportamento non moralmente
- 0:49Speaker 2: o giuridicamente accettato dalla società. Ogni teoria che ha affrontato
- 0:54Speaker 2: il tema della devianza sottende la necessità di capire da
- 0:58Speaker 2: cosa essa dipenda. La differenza è che a seconda dell'impostazione
- 1:02Speaker 2: teorica via chi individua la causa nel soggetto e chi nell'ambiente.
- 1:07Speaker 2: La domanda fondamentale quindi è deviare a un comportamento innato
- 1:11Speaker 2: o è appreso? Come prima cosa è bene parlare di
- 1:16Speaker 2: cosa sia la scuola di Chicago, capendo quando è nata,
- 1:19Speaker 2: a opera di chi e su quali concetti si basava.
- 1:22Speaker 2: La nascita ufficiale di questa scuola si stabilisce nell'anno 1914, in
- 1:28Speaker 2: realtà però si deve risalire al 1892 e anno di fondazione
- 1:32Speaker 2: dell'omonima università all'interno della quale poi sorse questo dipartimento di sociologia.
- 1:38Speaker 2: In questo dipartimento, infatti, a cavallo tra la fine del 1800
- 1:42Speaker 2: e gli inizi del 1900, diversi studiosi di sociologia e criminologia
- 1:47Speaker 2: costituirono la Scuola di Chicago. Tra i membri più noti
- 1:51Speaker 2: di questa scuola si rammentano Park, Borges e McKenzie. Uno
- 1:57Speaker 2: dei temi ricorrenti all'interno della Scuola di Chicago riguardava il
- 2:01Speaker 2: modo in cui l'ambiente fisico e sociale potesse far sviluppare
- 2:05Speaker 2: e poi modificare il comportamento umano. I sociologi della scuola
- 2:10Speaker 2: di Chicago, infatti, si concentravano sul suddetto comportamento da una
- 2:14Speaker 2: prospettiva ecologica. L'uomo era considerato una creatura complessa che poteva
- 2:20Speaker 2: adattare il proprio stile di vita in funzione della comunità
- 2:23Speaker 2: in cui viveva, per cui la comunità stessa era interpretata
- 2:27Speaker 2: come l'elemento principale di influenza sul comportamento del singolo. Un
- 2:32Speaker 2: altro caposaldo della scuola di Chicago era la concezione delle
- 2:36Speaker 2: città come dei laboratori naturali. Questo significa che gli autori,
- 2:40Speaker 2: nella loro disamina, si concentravano su due aspetti. Da un
- 2:44Speaker 2: lato raccoglievano dati statistici per desumere i tassi di devianza,
- 2:49Speaker 2: dall'altro analizzavano la storia di vita del singolo nella sua quotidianità.
- 2:55Speaker 2: Da qui gli studiosi formularono la loro teoria. Ogni città
- 2:58Speaker 2: veniva considerata come un insieme di zone concentriche. Le città
- 3:05Speaker 2: venivano suddivise in cinque zone. La prima zona è quella centrale.
- 3:09Speaker 2: Qui abitano pochi residenti e vi sono numerosi uffici e fabbriche.
- 3:13Speaker 2: La seconda zona è quella detta di transizione. Non è
- 3:16Speaker 2: la più ricercata per abitarvi perché molti degli uffici e
- 3:19Speaker 2: delle fabbriche vi si estendono. Iniziano le prime abitazioni, ma
- 3:23Speaker 2: poiché qui il costo della vita sarebbe di conseguenza più basso,
- 3:26Speaker 2: vi si insedierebbero molti immigrati e le persone meno abbienti.
- 3:30Speaker 2: La terza zona è quella residenziale. Tale zona sarebbe molto
- 3:34Speaker 2: appetibile dagli impiegati ovviamente, essendo vicina alla prima, ma non
- 3:38Speaker 2: sarebbe per loro accessibile per via dei costi elevati. La
- 3:42Speaker 2: quarta e la quinta zona sarebbero rispettivamente la parte delle
- 3:45Speaker 2: abitazioni di lusso e i suborghi. Ciò che gli studiosi
- 3:49Speaker 2: della scuola di Chicago notarono era che la delinquenza sembrava
- 3:52Speaker 2: diminuire in modo inversamente proporzionale alla distanza dalla zona centrale.
- 3:57Speaker 2: In pratica, via via che ci si allontanava dalla zona centrale,
- 4:00Speaker 2: gli episodi di delinquenza scendevano L'ipotesi era quindi che la
- 4:04Speaker 2: devianza dipendesse dalla qualità di vita. Il concetto può apparire scontato,
- 4:09Speaker 2: ma gli autori argomentarono queste considerazioni parlando di anomia. Per
- 4:15Speaker 2: anomia gli autori della scuola di Chicago intendevano quanto segue.
- 4:19Speaker 2: In alcune zone della città laddove vi sono pochi o
- 4:22Speaker 2: nulli legami sociali non ci si conosce. Questo fa sì
- 4:26Speaker 2: che l'aiuto reciproco in caso di bisogno venga a mancare.
- 4:29Speaker 2: Si determina quindi una vera e propria disgregazione sociale, che
- 4:33Speaker 2: apparentemente si lega all'aumento della devianza. Così nelle zone in
- 4:37Speaker 2: cui vi è il maggior anonimato, quindi le prime due,
- 4:40Speaker 2: il rischio a devianza è più elevato, poiché qui per
- 4:43Speaker 2: la presenza di molte culture vige un conflitto culturale, la
- 4:47Speaker 2: devianza si trasmetterebbe nelle generazioni. Ecco quindi che la disgregazione
- 4:53Speaker 2: sociale diventa il fattore chiave nello sviluppo della devianza. Al
- 4:57Speaker 2: contrario quindi, un fattore protettivo importante risulta essere il legame sociale, Così,
- 5:03Speaker 2: se la comunità di riferimento è coesa e condivide gli
- 5:06Speaker 2: stessi valori, è meno probabile che la devianza vi si sviluppi.
- 5:10Speaker 2: Quando invece una zona si caratterizza per mescolanza etnica, status sociale,
- 5:15Speaker 2: economico e culturale basso e presenza di lavoratori che la
- 5:19Speaker 2: sera vanno via in una zona dormitorio, è più probabile
- 5:23Speaker 2: che in questa zona si sviluppi la criminalità. Un concetto
- 5:27Speaker 2: che viene attribuito alla scuola di Chicago è quello di
- 5:30Speaker 2: sottocultura deviante. Appare come questo concetto sia emerso per la
- 5:34Speaker 2: prima volta nel lavoro di Thomas che ha ridefinito il
- 5:37Speaker 2: problema della devianza e della criminalità passando da una causa
- 5:41Speaker 2: imputata a un difetto psicologico e fisiologico, si pensi a
- 5:45Speaker 2: Cesare Lombroso, a un difetto causato da una disorganizzazione normativa.
- 5:50Speaker 2: Da sempre le sottoculture sono studiate dagli accademici in quanto
- 5:54Speaker 2: popolazioni distinte e non necessariamente pericolose. Tuttavia quando si oppongono
- 5:59Speaker 2: alla cultura dominante e e assumono forme di contrasto al
- 6:03Speaker 2: di fuori delle norme, vengono chiamate in causa dalla sociologia
- 6:06Speaker 2: e dalla criminologia per comprenderne il comportamento deviante. Quanto può
- 6:12Speaker 2: essere considerata attuale la teoria della devianza proposta dalla scuola
- 6:15Speaker 2: di Chicago? In effetti ancora oggi, se impiegata assieme ad
- 6:19Speaker 2: altre teorie, si rivela molto utile per studiare il fenomeno deviante.
- 6:23Speaker 2: I teorici della scuola furono infatti i primi a usare,
- 6:27Speaker 2: accanto ai metodi statistici di raccolta dei dati sul tasso
- 6:30Speaker 2: di devianza nelle città, anche i cosiddetti metodi etnografici. Si
- 6:35Speaker 2: tratta dell'osservazione diretta finalizzata a ricostruire le storie individuali, quelli
- 6:40Speaker 2: che si chiamano i casi studi. I teorici di Chicago, infatti,
- 6:44Speaker 2: fornirono delle descrizioni accurate di molti fenomeni, dalle bande giovanili
- 6:49Speaker 2: al vagabondaggio fino alla criminalità organizzata. A loro dire, ciò
- 6:54Speaker 2: che appare confermato oggi La devianza non sarebbe solo, o
- 6:57Speaker 2: comunque lo sarebbe all'inizio, un fenomeno patologico semplice, ma crescerebbe
- 7:02Speaker 2: di pari passo con la crescita urbana. Questa crescita porterebbe
- 7:06Speaker 2: alla creazione delle sottoculture che convivono all'interno della società con
- 7:11Speaker 2: probabili conflitti interni. Secondo la scuola di Chicago, quindi, la
- 7:16Speaker 2: delinquenza e la devianza sarebbero state in qualche modo connaturate
- 7:20Speaker 2: alla società e al suo sviluppo. Le zone di transizione
- 7:25Speaker 2: di cui parlavano, in cui regnavano precarietà e marginalità, erano
- 7:30Speaker 2: del resto quelle in cui a livello statistico si registravano degrado, criminalità, suicidi, divorzi,
- 7:37Speaker 2: malattie mentali, prostituzione, vagabondaggio. Così da un lato la crescita
- 7:43Speaker 2: urbana creava zone di delinquenza in cui la devianza trovava
- 7:46Speaker 2: terreno fertile e dall'altro le norme devianti venivano trasmesse da
- 7:51Speaker 2: una generazione all'altra mantenendo quelle zone deviate. Urbanizzazione, industrializzazione e
- 7:58Speaker 2: immigrazione erano i fenomeni chiave che determinavano la devianza, trasmessa
- 8:03Speaker 2: poi attraverso l'assenza di regole, appunto l'anomia. La disorganizzazione sociale
- 8:09Speaker 2: tipica delle grandi città causava una mescolanza di culture con
- 8:13Speaker 2: valori e norme diversi in cui i rapporti sociali si
- 8:17Speaker 2: fanno sempre più deboli fino a scomparire del tutto. Grazie
- 8:29Speaker 2: a tutti.