Latest / Allora! News Podcast / La Domenica di Allora! Il prezzo della guerra
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- 0:11Speaker 2: Buongiorno Australia, buongiorno Italia, buongiorno a chi ci ascolta da
- 0:16Speaker 2: ogni parte del mondo C'è già il sole sopra Sydney,
- 0:23Speaker 2: Roma ancora si sveglierà C'è un italiano con il caffè
- 0:30Speaker 2: che da Melbourne chiama Napoli. C'è chi vive a Buenos Aires,
- 0:38Speaker 2: chi lavora a Montreal. Chi da Londra pensa a casa
- 0:44Speaker 2: e una foto manda giù. C'è una radio nella cucina,
- 0:51Speaker 2: una partita che inizierà. Una mamma che prepara il pranzo,
- 0:59Speaker 2: come tanti anni fa. Siamo partiti da mille strade, ma
- 1:07Speaker 2: una voce ci unirà. E la domenica di allora, dall'Australia
- 1:16Speaker 2: all'Italia
- 1:16Speaker 3: Ci sono numeri che raccontano una guerra. 300, 103, 53 numeri.
- 1:23Speaker 3: Ma dietro ognuno c'era un bambino. un nome, una famiglia,
- 1:28Speaker 3: una vita che non continuerà. Questa è la domenica dell'ora,
- 1:33Speaker 3: oggi raccontiamo il prezzo della guerra attraverso chi le guerre
- 1:38Speaker 3: non le decide, non le dichiara e spesso non riesce
- 1:43Speaker 3: nemmeno a comprenderle, i bambini. Dal 19 agosto 2025 al
- 1:47Speaker 3: 19 agosto 2026 Gaza è e Yemen hanno continuato a
- 1:55Speaker 3: divorare infanzia. Due guerre diverse. Una stessa domanda. Quanto vale
- 2:02Speaker 3: la vita di un bambino? Quanto comincia una guerra?
- 2:17Speaker 2: un accento un po' australiano e quel ciao che non
- 2:21Speaker 2: cambia mai. È la domenica di allora, dall'Australia all'Italia, una
- 2:30Speaker 2: storia attraversa il mare e arriva fino a casa tua. Sport, notizie, gente, memoria,
- 2:46Speaker 2: l'Italia nel mondo è sempre qua. Australia, Italia, italiani nel mondo,
- 2:53Speaker 2: mille città, una comunità. La domenica di allora, dovunque siamo,
- 3:01Speaker 2: ci sentiamo un po' più vicini.
- 3:13Speaker 3: La domenica d'allora, 23 agosto 2026, il prezzo della guerra. Gaza, Yemen,
- 3:22Speaker 3: 12 mesi, rubate ai bambini. Non voglio assolutamente, prima di iniziare,
- 3:31Speaker 3: far passare un messaggio furbiante. i numeri sono numeri ma
- 3:38Speaker 3: basta solo una vittima basta un solo bambino ma come
- 3:41Speaker 3: le mamme come i genitori qui ci sono corpi di
- 3:49Speaker 3: persone innocenti che non hanno nulla a che vedere di
- 3:54Speaker 3: questo mondo che andremo a raccontare forse è la più
- 4:01Speaker 3: importante di tutta la puntata e voglio precisare voglio fare
- 4:06Speaker 3: Una precisazione prima di iniziale, non esiste un unico dato
- 4:11Speaker 3: ufficiale definitivo e perfettamente verificato che ci dica quanti bambini
- 4:19Speaker 3: sono morti esattamente in questi 12 mesi che abbiamo voluto
- 4:25Speaker 3: prendere il dato, 19 agosto 2025, 19 agosto 2020. nel 2026.
- 4:30Speaker 3: Le statistiche cambiano, i coppi vengono identificati anche i mesi dopo.
- 4:36Speaker 3: Alcuni morti finiscono nei conteggi delle vittime, nei bombardamenti, così
- 4:43Speaker 3: in generale, non c'è un modo specifico a volte di
- 4:47Speaker 3: specificare quanti uomini, quanti donne e quanti bambini. I altri
- 4:52Speaker 3: vengono registrati come conseguenze alla fame, pensate un po' dalla malnutrizione,
- 4:58Speaker 3: dalle infezioni, dal collasso del sistema sanitario, allora dobbiamo resistere
- 5:03Speaker 3: alla tentazione più facile, quella di cercare a tutti i
- 5:06Speaker 3: costi un numero perfetto, perché nella guerra il numero perfetto
- 5:10Speaker 3: spesso non esiste, esiste invece un minimo documentato e quel
- 5:15Speaker 3: minimo è già terribile, Il 6 agosto 2026, questo mese qui,
- 5:22Speaker 3: l'unice fa riferito che almeno 300 bambini erano stati uccisi
- 5:28Speaker 3: a Gaza nei 300 giorni nascosti dall'annuncio del cessato del
- 5:33Speaker 3: fuoco nell'ottobre 2025. 300 bambini, 300 giorni, un bambino al giorno.
- 5:42Speaker 3: Fermiamoci su questa frase, un bambino al giorno. Non stiamo
- 5:48Speaker 3: parlando della fase più violenta dell'offensiva, stiamo parlando delle settimane
- 5:55Speaker 3: immediatamente successive al 7 ottobre 2023. Stiamo parlando di quello
- 6:02Speaker 3: che avrebbe dovuto essere il tempo della tregua. E quei
- 6:07Speaker 3: 300 bambini non coprono neppure tutto il periodo che stiamo analizzando.
- 6:12Speaker 3: Restano fuori le settimane 19 agosto e 9 ottobre 2025.
- 6:17Speaker 3: settimane durante le quali i combattimenti erano ancora intensi. Alla
- 6:24Speaker 3: fine di giugno 2026, secondo l'Unicef, il bilancio complessivo dell'inizio
- 6:29Speaker 3: della guerra aveva raggiunto almeno 21.700 bambini uccisi e 45.000 feriti.
- 6:32Speaker 3: Provate a un momento a dimenticare il numero. 21.700. Provate
- 6:49Speaker 3: invece a immaginare 21.700 fotografie, 21.700 nomi pronunciati uno dopo l'altro, 21.700 famiglie.
- 7:00Speaker 3: E allora forse il numero comincia ad avere un significato.
- 7:05Speaker 3: Magari le bombe raccontano soltanto una parte della storia, Nel
- 7:11Speaker 3: 2025 la crisi alimentare raggiunge uno dei suoi momenti più drammatici.
- 7:17Speaker 3: Il 22 agosto le agenzie delle Nazioni Unite annunciano che
- 7:21Speaker 3: la calessia era stata confermata a Gaza City. Oltre mezzo
- 7:27Speaker 3: milione di persone si trovavano in condizione di fame catastrofica.
- 7:34Speaker 3: Il 5 settembre l'Organizzazione Mondiale della Sanità registrava 361 morti
- 7:40Speaker 3: legati alla malnutrizione. Tra loro c'erano 130 bambini. Solo poche
- 7:50Speaker 3: settimane prima erano stati segnalati 112 bambini morti per cause
- 7:56Speaker 3: legate alla fame. In pochissimo tempo il numero era nuovamente cresciuto.
- 8:03Speaker 3: poi aiuta a aumentarne, con il cessato del cuoco la
- 8:06Speaker 3: situazione migliorò, ma nel corso del 2025 circa 94.000 bambini
- 8:12Speaker 3: tra 6 mesi e 5 anni hanno stato ammessi a
- 8:16Speaker 3: programmi per il trattamento della malnutrizione acuta. Cioè, riuscite a
- 8:21Speaker 3: capire o non riuscite a capire? Quanto danno stiamo facendo?
- 8:30Speaker 3: Quanto male stiamo facendo? E a che prezzo? Perché la
- 8:41Speaker 3: cosa muore davvero un bambino? Perché cosa muore? Di fame?
- 8:48Speaker 3: Di un'infezione? Di una diarrea? Di una polmonite? Oppure della
- 8:53Speaker 3: guerra che ha distrutto la casa, interrotto l'acqua, svoltato l'ospedale
- 8:57Speaker 3: e impedito Cipo di arrivare? stiamo ammazzando una generazione di bambini.
- 9:10Speaker 3: Lo Yemen, una guerra più lontana nelle nostre televisioni, più vecchia,
- 9:15Speaker 3: forse per questo è diventata quasi invisibile, non significa che
- 9:19Speaker 3: sia finita, significa soltanto che ci siamo abituati. Secondo i
- 9:23Speaker 3: dati realizzati dalla Save the Children, attraverso il progetto Impact Project,
- 9:33Speaker 3: Nel 2025 almeno 103 bambini sono stati uccisi negli oglieme,
- 9:39Speaker 3: altri 246 sono rimasti periti, un anno prima i bambini
- 9:42Speaker 3: morti erano stati 44. In 12 mesi il numero era
- 9:47Speaker 3: quindi più di raddoppiato. Possiamo continuare a portare i numeri,
- 9:57Speaker 3: possiamo continuare a fare un elenco di numeri ma non
- 10:01Speaker 3: è questo quello che voglio. Non è questo quello che voglio.
- 10:10Speaker 3: Ogni morte, ogni bambino, uno solo, è una sconfitta per
- 10:16Speaker 3: la civiltà. Grazie a Yemen stabiliamo che Non sono la
- 10:25Speaker 3: stessa guerra. E qui non faremo l'errore di sovrapporle. Lì,
- 10:35Speaker 3: a Gaza, abbiamo assistito a una concentrazione impressionante di vittime
- 10:40Speaker 3: civili in uno spazio piccolissimo accompagnato dalla distruzione delle infrastrutture
- 10:45Speaker 3: e dalla gravissima crisi alimentare. Non voglio qui fare un
- 10:51Speaker 3: discorso di chi ha ragione e chi ha torto. Me
- 10:54Speaker 3: ne guardo bene, almeno non in questo programma. Israele, come sappiamo,
- 11:02Speaker 3: sono stili di condurre le proprie operazioni contro Hamas a
- 11:05Speaker 3: causa dell'organizzazione per la sede operale all'interno delle aree civili
- 11:09Speaker 3: che sono terroristi. Nessuno, per l'amor di Dio, sta dicendo
- 11:20Speaker 3: che in quella fascia di territorio mondiale, c'è un problema enorme.
- 11:34Speaker 3: Noi Yemen lì invece è completamente un altro tipo di guerra,
- 11:38Speaker 3: una guerra che va oltre un decennio, è una guerra stratificata,
- 11:48Speaker 3: ma al di là del tipo di guerra, al di
- 11:52Speaker 3: là di delle responsabilità storiche differenti al di là delle
- 11:57Speaker 3: responsabilità di chi sta sostenendo queste guerre ogni bambino che
- 12:06Speaker 3: muore è una sconfitta per la civiltà quante volte sentiamo
- 12:16Speaker 3: nei grandi network ma anche tra i grandi politici ci
- 12:21Speaker 3: sono parole come danni collaterali, obiettivi militari, escalesce, rappresaglia, deterrenza, offensiva, difesa, strategia,
- 12:30Speaker 3: sono le parole degli adulti. Poi ci sono le parole
- 12:34Speaker 3: dei bambini, mamma, papà, acqua, pane, casa, scuola, paura. E
- 12:42Speaker 3: forse è proprio questo il punto. Le guerre ci vengono
- 12:46Speaker 3: raccontate attraverso mappe, generali, presidenti, confini, missili, ma il loro
- 12:51Speaker 3: vero prezzo spesso si vede altrove, in una cameretta che
- 12:55Speaker 3: resta vuota, in un banco di scuola che nessuno occuperà più,
- 12:59Speaker 3: in cinque bambini iemininti che raccolgono ferro e trovano una bomba,
- 13:04Speaker 3: in un bambino di casa che sopravviva ai bombardamenti ma
- 13:08Speaker 3: ha fame. E allora 300, 103, 53, fra un mese
- 13:13Speaker 3: saranno 103, 250, altri numeri, forse più grandi, forse più piccoli,
- 13:30Speaker 3: lo speriamo, ma ogni volta che li leggeremo dovremmo ricordare
- 13:36Speaker 3: una cosa, non stiamo contando unità statistiche, stiamo contando vite,
- 13:42Speaker 3: e soprattutto, e soprattutto, stiamo contando soltanto quelli che siamo
- 13:48Speaker 3: riusciti a vedere quelli che siamo riusciti a registrare quelli
- 13:52Speaker 3: in cui qualcuno ha pronunciato il nome le altre vite
- 14:00Speaker 3: riescono a scomparire due volte prima dalla vita poi dalla
- 14:04Speaker 3: memoria possiamo discutere le ragioni delle guerre possiamo discutere le
- 14:10Speaker 3: responsabilità possiamo discutere la storia ma davanti a un bambino
- 14:14Speaker 3: morto dovrebbe esistere almeno una certezza. Nessuna vittoria può restituire
- 14:23Speaker 3: la vita di un bambino. E per questo ho voluto
- 14:34Speaker 3: questo spazio di questa domenica per far capire che ognuno
- 14:44Speaker 3: di noi può fare la sua parte ognuno di noi
- 14:49Speaker 3: può fare la sua parte può gridare allo scandalo e
- 14:52Speaker 3: io lo so che ognuno di noi anche del piccolo
- 14:55Speaker 3: ci pensa ma dobbiamo cercare attraverso i social attraverso quando
- 15:04Speaker 3: andiamo a votare attraverso quando incontriamo anche il politico di
- 15:09Speaker 3: quartiere di far portare la nostra voce E non stare
- 15:19Speaker 3: sempre lì a giustificare, perché di fronte alla morte dei
- 15:23Speaker 3: bambini non c'è nessuna giustificazione. Perché nessuna giustificazione o vittoria
- 15:35Speaker 3: che sia può restituire la vita a quei bambini. E
- 15:41Speaker 3: con questo spazio di questi dieci minuti spero di aver
- 15:45Speaker 3: colto l'essenza di tutto questo. e vi voglio lasciare con
- 15:49Speaker 3: una canzone il mestiere della guerra che ho scritto pensando
- 15:55Speaker 3: proprio a quei bambini questa è la domenica di allora
- 15:59Speaker 3: di 23 agosto 2026 abbiamo voluto fare solo un piccolo
- 16:12Speaker 3: spazio perché potremmo parlare per ore ma rischiamo solo di
- 16:18Speaker 3: fa un elenco di numeri e quei bambini non sono
- 16:27Speaker 2: numeri ho visto uomini con la cravatta decidere il prezzo
- 16:43Speaker 2: di un'alba con le mani pulite d'inchiostro firmavano il sangue
- 16:50Speaker 2: degli altri fuori un bambino rincorreva il vento con le
- 16:56Speaker 2: tasche piene di sassi non sapeva che il cielo quel
- 17:01Speaker 2: giorno aveva imparato a cadere dicono sempre che serve una
- 17:09Speaker 2: guerra che è l'ultima che porterà pace Lo ripetono con
- 17:15Speaker 2: voce tranquilla come chi legge il tempo sul mare Ma
- 17:20Speaker 2: la pace non nasce dal piombo né da una bandiera
- 17:25Speaker 2: più grande La pace è una madre che aspetta senza
- 17:30Speaker 2: dover contare le pare Dimmi che colpa aveva quel bambino
- 17:40Speaker 2: quale peccato portava nel
- 17:44Speaker 4: nome
- 17:46Speaker 2: aveva soltanto una palla di stracci e avete lasciato una
- 17:52Speaker 2: bomba e mentre la terra imparava il silenzio tuo figlio
- 17:58Speaker 2: rideva davanti a uno schermo l'altro invece non avrà un
- 18:04Speaker 2: secondo tempo non avrà un secondo tempo ci avete insegnato
- 18:14Speaker 2: l'inno e le frontiere ma il valore di un abbraccio
- 18:20Speaker 2: ci avete parlato di gloria e nascosto il mestiere della
- 18:24Speaker 2: guerra perché la guerra è un affare elegante ha uffici,
- 18:29Speaker 2: consigli e bilanci non sporca le mani di chi la
- 18:33Speaker 2: comanda ma quelle di chi non ha scelta Il mercante
- 18:39Speaker 2: non sente le sirene, conta dividendi. Il generale guarda una mappa,
- 18:47Speaker 2: la madre guarda una fotografia. Un giorno il tempo busserà piano,
- 18:55Speaker 2: senza divise né tribunali. Ti metterà davanti agli occhi quel
- 19:01Speaker 2: volto che non hai voluto vedere. E allora scoprirai che
- 19:08Speaker 2: la coscienza pesa più del ferro quando l'ultimo cannone tacerà
- 19:17Speaker 2: qualcuno parlerà di vittoria ma se sotto una croce senza
- 19:23Speaker 2: nome riposa un bambino non chiamatela pace chiamatela con il
- 19:35Speaker 2: suo vero nome la sconfitta dell'uomo.
- 19:43Speaker 4: grazie per
- 20:26Speaker 4: l'ascolto potete ascoltare su tutte le piattaforme online oppure su
- 20:30Speaker 4: allora news. com o sui nostri social questo podcast è stato
- 20:35Speaker 4: curato dalla redazione di allora