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- 0:00Speaker 2: Dentro un etcafé di Amsterdam, birra, bitterballen e tavoli sul canale.
- 0:05Speaker 2: Tra le forme più tipiche dell'ospitalità olandese ci sono gli etcafé,
- 0:09Speaker 2: locali informali sospesi tra bar di quartiere e cucina. Ad
- 0:13Speaker 2: Amsterdam ne ho frequentati diversi, ma Tigastuis è quello in
- 0:17Speaker 2: cui sono tornata più volte, attirata soprattutto dalla terrazza sulla Grimburgwal,
- 0:21Speaker 2: uno dei canali più intimi del centro. Che cos'è un etcafé?
- 0:25Speaker 2: La traduzione letterale è semplice, caffè in cui si mangia.
- 0:29Speaker 2: Nella pratica, l'etcafé è un locale informale che unisce l'atmosfera
- 0:33Speaker 2: di un bar di quartiere a una proposta gastronomica più strutturata.
- 0:37Speaker 2: Ci si può entrare per una birra, ordinare uno snack,
- 0:41Speaker 2: fermarsi per pranzo oppure proseguire fino a cena. I piatti
- 0:45Speaker 2: sono generalmente semplici al palato. Le porzioni generose e il
- 0:49Speaker 2: servizio pensato per coprire momenti differenti della giornata senza imporre
- 0:53Speaker 2: al cliente una scelta rigida tra bere e mangiare. Nel
- 0:56Speaker 2: caso di T. Gastuis, attivo dal 1977 e chiamato così in
- 1:01Speaker 2: riferimento all'Obinnen Gastuis, un grande complesso storico nel centro di
- 1:06Speaker 2: Amsterdam che è stato trasformato da antico ospedale in una
- 1:09Speaker 2: delle sedi principali dell'università, la formula comprende pranzo, cena e borrel.
- 1:15Speaker 2: Il momento olandese dedicato alla convivialità, alle bevande e ai
- 1:19Speaker 2: piccoli piatti da condividere. Il locale. Barcare la soglia significa
- 1:23Speaker 2: entrare nell'atmosfera di un tradizionale brewing café, letteralmente caffè marrone,
- 1:28Speaker 2: definizione legata ai legni scuri e agli interni segnati dal tempo.
- 1:33Speaker 2: Il locale si sviluppa su tre piani e la sala
- 1:35Speaker 2: affacciata sulla strada è dominata da un bancone lungo e stretto.
- 1:39Speaker 2: Alle pareti si alternano carta da parati floreale e da mascata,
- 1:43Speaker 2: lavagne scritte a mano, vecchie immagini, lampade differenti e decorazioni
- 1:48Speaker 2: accumulate nel corso degli anni. Il risultato è uno spazio vissuto,
- 1:52Speaker 2: irregolare e immediatamente riconoscibile, lontano dall'estetica perfettina di molti locali contemporanei.
- 1:59Speaker 2: Il vero plus resta però la terrazza. I tavoli guardano
- 2:03Speaker 2: direttamente il Grimburgwall, un piccolo canale nel centro di Amsterdam
- 2:07Speaker 2: dove le barche passano a poca distanza dai clienti. Una
- 2:10Speaker 2: vista particolarmente suggestiva. Bitterballen, borre le piatti da condividere. La
- 2:16Speaker 2: parte più identitaria del menù è quella dedicata al borre
- 2:19Speaker 2: e agli snack. Tra le proposte compaiono le classiche bitterballen,
- 2:24Speaker 2: servite in porzioni da 6 con senape. Sono piccole crocchette sferiche,
- 2:29Speaker 2: caratterizzate da una panatura croccante e da un ripieno morbido
- 2:32Speaker 2: di ragù di carne, verdure o formaggio. Io le ho
- 2:36Speaker 2: mangiate da sola, ma sono ideali per la condivisione. Poste
- 2:39Speaker 2: al centro del tavolo, Si accompagnano alla birra e permettono
- 2:43Speaker 2: di prolungare la permanenza senza trasformare necessariamente la sosta in
- 2:47Speaker 2: una cena. Il menù comprende anche bastoncini di formaggio fresco
- 2:51Speaker 2: o stagionato, chicken bites, assortimenti di fritti e un tagliere
- 2:55Speaker 2: con formaggio, salame, sottaceti e senape. Tra le specialità locali
- 3:00Speaker 2: non manca l'Amsterdam's Yossenwurst, un insaccato di carne bovina dalla
- 3:04Speaker 2: consistenza morbida, proposto con senape e sottaceti. Un menù pensato
- 3:09Speaker 2: per tutti i palati. La carta non segue una rigorosa
- 3:12Speaker 2: linea gastronomica. Accosta comfort food locale, classici da pub e
- 3:17Speaker 2: piatti internazionali con l'obiettivo di soddisfare gruppi eterogenei. A pranzo
- 3:22Speaker 2: si trovano sandwich, toast, suppe, crocchette, hamburger e piatti veloci.
- 3:28Speaker 2: Tra le preparazioni figurano il chicken satay con salsa di arachidi, attiar,
- 3:33Speaker 2: crackers di gambero e cipolle fritte, il burger di manzo
- 3:36Speaker 2: con formaggio stagionato, bacon e salsa al whisky. Il chicken
- 3:40Speaker 2: burger è una versione vegetariana con Beyond Meat. La proposta
- 3:45Speaker 2: serale mantiene la stessa impostazione. Ecco quindi bistecca, costine, salmone
- 3:50Speaker 2: al forno, satai di pollo, hamburger, insalate e alternative vegetariane.
- 3:56Speaker 2: Molti piatti principali vengono serviti con patatine fritte e insalata.
- 4:00Speaker 2: È una cucina priva di particolari ambizioni autoriali, ma coerente
- 4:04Speaker 2: con il format. Birre e cocktail. La sezione beverage riflette
- 4:09Speaker 2: una modalità di consumo popolare e informale. La selezione di
- 4:12Speaker 2: birre comprende referenze alla spina, bottiglie e lattine, con marchi
- 4:17Speaker 2: molto diffusi accanto a produzioni belge e olandesi. Sono disponibili
- 4:22Speaker 2: diversi formati e anche in picce, particolarmente adatta ai gruppi.
- 4:26Speaker 2: La Drinklist propone calti internazionali come Espresso Martini, Negroni, Paloma,
- 4:32Speaker 2: Cuba Libre, Moscow Mio, Spritz e Gin Tonic. Insomma, miscele semplici.
- 4:38Speaker 2: L'aspetto più interessante è però l'impiego di alcuni distillati tradizionali
- 4:42Speaker 2: olandesi all'interno di cocktail classici. L'Amsterdam Mule sostituisce la vodka
- 4:48Speaker 2: con il John G. Genever. IOW Dutch Spritz utilizza il
- 4:51Speaker 2: Bessen Genever, un tradizionale liquore olandese a base di ginepro
- 4:55Speaker 2: e frutti di bosco, in particolare Ribes Nero, al posto
- 4:59Speaker 2: di Aperol o Campari. Il Mocum Libre rilegge invece il
- 5:03Speaker 2: Cuba Libre attraverso il Vieux, un tipico distillato di cereali
- 5:07Speaker 2: a base di malto ed erbe, famoso per essere l'alternativa
- 5:10Speaker 2: tradizionale dei paesi bassi al brandy e al cognac francesi.
- 5:14Speaker 2: Cosa può insegnare il modello et café? Il format di
- 5:18Speaker 2: Tigastuis offre alcuni spunti utili anche per il mercato italiano.
- 5:22Speaker 2: Superare la separazione tra bar e cucina Molti locali italiani
- 5:26Speaker 2: dividono rigidamente aperitivo, ristorazione e dopo cena. Il modello etcafé
- 5:31Speaker 2: suggerisce invece uno spazio capace di accompagnare il cliente durante
- 5:35Speaker 2: momenti differenti, senza costringerlo a decidere fin dall'inizio se vuole
- 5:40Speaker 2: soltanto bere o consumare un pasto completo. Costruire un vero
- 5:44Speaker 2: menù di condivisione. Non un unico tagliere standardizzato, ma una
- 5:48Speaker 2: sezione articolata di piccoli piatti con quantità, prezzi e abbinamenti chiari. crocchette, polpette,
- 5:55Speaker 2: verdure fritte, formaggi, sottaceti e preparazioni regionali in formato snack.
- 6:01Speaker 2: Lo bere Bowen funzionano perché possiedono un formato codificato, una
- 6:05Speaker 2: salsa precisa e un abbinamento immediato con la birra. Territorializzare
- 6:09Speaker 2: i cocktail classici. Il principio utilizzato con Genever, Besse in
- 6:14Speaker 2: Genever e via può essere applicato anche in Italia. Liquori,
- 6:18Speaker 2: amari e distillati del territorio possono entrare nei drink riconoscibili
- 6:22Speaker 2: come mule, spritz, eyeball prendendo il posto di ingredienti stranieri
- 6:26Speaker 2: per portare il territorio nel bicchiere. Accogliere gruppi con esigenze diverse.
- 6:31Speaker 2: Uno dei principali vantaggi dell'etcafé è la capacità di rispondere
- 6:35Speaker 2: a una esigenza frequente. Dove può sedersi un gruppo in
- 6:38Speaker 2: cui una persona vuole cenare? Un'altra ordinare soltanto uno snack
- 6:42Speaker 2: e un'altra bere una birra? Qui!