Latest / HORECA AUDIO NEWS - Le pillole quotidiane / 10.724 - Dentro il Pairing. Al Cambio, Bologna il racconto di Piero Pompili
Transcript
- 0:00Speaker 2: Dentro il pairing. Al cambio, Bologna. Il racconto di Piero Pompili.
- 0:05Speaker 2: Per la ventiduesima tappa di Dentro il pairing, la rubrica
- 0:08Speaker 2: di Oreca News dedicata all'evoluzione degli abbinamenti nell'alta ristorazione, arriviamo
- 0:13Speaker 2: da Al cambio, storico indirizzo della ristorazione bolognese. Qui la
- 0:18Speaker 2: cucina della tradizione emiliana continua a definire l'identità del ristorante
- 0:22Speaker 2: e orienta anche il modo in cui viene costruito il pairing.
- 0:26Speaker 2: Con il maître Piero Pompili. figura di riferimento dell'ospitalità italiana,
- 0:30Speaker 2: abbiamo approfondito il rapporto tra cucina, vino e sala per
- 0:34Speaker 2: capire come nasce un percorso di abbinamento in un ristorante
- 0:38Speaker 2: che ha scelto di costruire la propria identità sulla coerenza
- 0:41Speaker 2: tra proposta gastronomica e territorio. La cucina guida gli abbinamenti.
- 0:46Speaker 2: Per Pompili il punto di riferimento per il pairing sono
- 0:48Speaker 2: i piatti. L'abbinamento per noi nasce obbligatoriamente dalla cucina. Quella
- 0:53Speaker 2: che proponiamo al cambio è tipicamente bolognese e le persone
- 0:57Speaker 2: vengono da noi per scoprire i nostri sapori e le
- 0:59Speaker 2: nostre tradizioni. Di conseguenza vogliono conoscere anche i vini del territorio,
- 1:04Speaker 2: che poi sono anche i vini migliori per la tipologia
- 1:07Speaker 2: di cucina che proponiamo. Per questo la carta valorizza alcune
- 1:10Speaker 2: delle principali espressioni enologiche dell'Emilia-Romagna. Lambruschi, Sangiovesi e Pignoletti Passiti
- 1:17Speaker 2: accompagnano una mortadella, una tagliatella al ragù, una cotoletta alla
- 1:21Speaker 2: bolognese o un latte in piedi. L'abbinamento non ricerca l'effetto sorpresa,
- 1:26Speaker 2: ma mantiene una coerenza con la cucina e con il
- 1:29Speaker 2: contesto gastronomico in cui nasce. Una scelta precisa, il vino.
- 1:33Speaker 2: Negli ultimi anni molti ristoranti hanno ampiato il concetto di pairing,
- 1:38Speaker 2: affiancando al vino cocktail, fermentazioni, sake e proposte analcoliche. Al
- 1:43Speaker 2: cambio la scelta è diversa. Siamo rimasti uno dei pochi
- 1:47Speaker 2: ristoranti che hanno deciso di proporre solo vino, perché resta
- 1:50Speaker 2: il miglior abbinamento per una cucina della tradizione come la nostra.
- 1:54Speaker 2: Tutto il resto sarebbe una forzatura che anche il nostro
- 1:57Speaker 2: cliente non apprezzerebbe. La scelta riflette l'identità gastronomica del ristorante
- 2:02Speaker 2: e il tipo di esperienza che intende offrire ai propri ospiti.
- 2:06Speaker 2: Il vino come racconto del territorio. La ricerca non si
- 2:09Speaker 2: esaurisce nella scelta dell'etichetta. Ci siamo fatti ambasciatori di un
- 2:13Speaker 2: territorio che non è più soltanto cucina, ma anche vigna.
- 2:17Speaker 2: Siamo diventati riconoscibili partendo dalle storie dei piatti e abbiamo
- 2:21Speaker 2: applicato lo stesso principio ai vini. Il racconto si sposta
- 2:25Speaker 2: così dalla bottiglia alle persone, ai vigneti e ai percorsi
- 2:28Speaker 2: produttivi che ne definiscono l'identità. Negli ultimi anni, osserva Pompili.
- 2:34Speaker 2: La qualità della viticoltura emiliano- romagnola è cresciuta sensibilmente e il
- 2:38Speaker 2: lavoro della sala consiste anche nel restituire questa evoluzione attraverso produttori.
- 2:43Speaker 2: Vecchie vigne recuperate, affinamenti e storie che spesso il cliente
- 2:47Speaker 2: non conosce. Cerchiamo di fare la differenza con belle storie
- 2:51Speaker 2: di vino che sappiano di resilienza, sia sul territorio sia
- 2:54Speaker 2: in vigna. Sono racconti che affascinano molto più del tecnicismo.
- 2:59Speaker 2: Prima il racconto, poi la tecnica. Per Pompili il vino
- 3:02Speaker 2: non deve trasformarsi in una lezione. Il compito della sala
- 3:06Speaker 2: è capire chi si ha davanti e accompagnarlo nella scoperta
- 3:09Speaker 2: senza sovraccaricarlo di informazioni. Spetta a noi fare due chiacchiere
- 3:13Speaker 2: con il cliente per capire cosa possiamo fargli conoscere, ma
- 3:17Speaker 2: senza cadere troppo nel tecnicismo del vino, perché in fondo
- 3:20Speaker 2: al ristorante non si va per assistere a una lezione,
- 3:23Speaker 2: ma per passare due ore piacevoli. Per questo il racconto
- 3:27Speaker 2: diventa il ponte tra il calice e il cliente. L'emozione
- 3:30Speaker 2: passa dalle persone. Nel corso dell'intervista il riferimento arriva anche
- 3:35Speaker 2: a Natuoste, il libro nel quale Pompili riflette sul lavoro
- 3:38Speaker 2: di sala e sul ruolo dell'emozione nell'esperienza dell'ospite. Lo stesso
- 3:42Speaker 2: tema ritorna quando il dialogo si sposta sul pairing. Con
- 3:46Speaker 2: la cucina è più facile giocare sull'emozione, perché tutti abbiamo
- 3:50Speaker 2: un ricordo legato a un piatto della mamma o della nonna.
- 3:53Speaker 2: Con il vino è diverso. Non tutti bevono e non
- 3:56Speaker 2: tutti lo fanno con consapevolezza. Il racconto diventa così uno
- 4:00Speaker 2: strumento per avvicinare il cliente al vino attraverso le persone
- 4:03Speaker 2: e i territori. Ho notato che le storie delle persone
- 4:06Speaker 2: e dei territori aiutano gli ospiti a entrare nell'esperienza. Funziona
- 4:11Speaker 2: soprattutto con i giovani, che magari non sono attratti dal
- 4:14Speaker 2: tecnicismo del vino, ma attraverso quei racconti scoprono un territorio
- 4:18Speaker 2: in modo diverso. Il futuro passa dalla sala. Nell'ultima parte
- 4:23Speaker 2: della conversazione lo sguardo si allarga al ruolo del maître
- 4:26Speaker 2: e del sommelier. I profili specialistici tendono sempre più a
- 4:30Speaker 2: sovrapporsi e chi guida la sala è chiamato a possedere
- 4:33Speaker 2: competenze trasversali, conoscenza del territorio, capacità relazionale, cultura generale e
- 4:39Speaker 2: sensibilità nell'interpretare gli ospiti. Ma è soprattutto un'altra figura a
- 4:44Speaker 2: tornare al centro della riflessione di Pompili. Mi auguro che
- 4:48Speaker 2: in futuro ci sia un grande oste in ogni città d'Italia.
- 4:51Speaker 2: Il destino della ristorazione e del turismo di una città
- 4:54Speaker 2: passa proprio attraverso questa figura. L'oste descritto da Pompili non
- 4:58Speaker 2: coincide con una qualifica professionale, ma con un modo di
- 5:02Speaker 2: interpretare il lavoro di sala. È il padrone di casa
- 5:05Speaker 2: che conosce la cucina, il vino, il territorio e le
- 5:08Speaker 2: persone che lo rendono riconoscibile, mettendo queste conoscenze al servizio
- 5:13Speaker 2: della relazione con l'ospite. In questa visione il pairing rappresenta
- 5:17Speaker 2: soltanto una parte del suo lavoro. Il compito più ampio
- 5:21Speaker 2: consiste nel costruire un'esperienza coerente, nella quale cucina, sala e
- 5:25Speaker 2: vino parlino lo stesso linguaggio.