Latest / Festival Nazionale Economia Civile / La Quinta Libertà come spazio dei saperi: il ruolo delle Università nell’Europa della conoscenza
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- 0:18Speaker 2: Abbiamo deciso di aprire i lavori di questo festival parlando
- 0:22Speaker 2: di università parlando in particolare di un lavoro che nel
- 0:28Speaker 2: 2024 mise a punto Enrico Letta dove scrisse che in
- 0:33Speaker 2: sostanza il mercato unico europeo aveva un buco cioè merci, servizi,
- 0:40Speaker 2: capitali e persone circolano la conoscenza no o meglio con
- 0:46Speaker 2: moltissima difficoltà da qui la proposta di una quinta libertà
- 0:51Speaker 2: che riguarda appunto proprio come far circolare ricerca, dati, competenze
- 0:56Speaker 2: e saperi noi questa mattina parleremo di questo parleremo di
- 1:02Speaker 2: quello che sta scrivendo adesso la commissione a proposito dell'ERACT
- 1:07Speaker 2: e chiederò a voi naturalmente su questo anche di che
- 1:10Speaker 2: cosa c'è bisogno lo ricordavo in apertura questa mattina al
- 1:16Speaker 2: tavolo abbiamo due grandissimi atenei molto diversi tra di loro
- 1:20Speaker 2: per storia e per geografia e poi l'unica università al
- 1:26Speaker 2: mondo nata da un trattato tra stati europei Faremo due
- 1:30Speaker 2: giri questa mattina, quindi io chiedo agli ospiti di aiutarmi
- 1:34Speaker 2: con i tempi. E a proposito di quel QR code,
- 1:38Speaker 2: questa è la domanda che vi rivolgo, e cioè se
- 1:41Speaker 2: poteste rimuovere una sola barriera entro il 2030, quale sceglieresti?
- 1:49Speaker 2: Perché la domanda è rivolta naturalmente a ciascuno di voi.
- 1:53Speaker 2: Potete rispondere utilizzando quel canale. Allora, rettrice Petrucci, intanto grazie
- 2:01Speaker 2: per averci ospitato questa mattina, siamo molto contenti. Quello è
- 2:03Speaker 2: il suo microfono. Allora, Firenze è probabilmente il luogo d'Europa
- 2:09Speaker 2: con la maggiore densità di istituzioni internazionali della conoscenza per
- 2:12Speaker 2: metro quadrato. Il suo Ateneo, l'Istituto Universitario Europeo, decine di
- 2:17Speaker 2: programmi stranieri. Se c'è un posto dove la quinta libertà
- 2:21Speaker 2: di cui scriveva Enrico Letta dovrebbe già esistere è questo,
- 2:25Speaker 2: è Firenze. Allora le chiedo, che cosa impedisce oggi materialmente
- 2:29Speaker 2: a una studentessa, a un ricercatore di muoversi? Riconoscimento di titoli, alloggi, contratti,
- 2:37Speaker 2: welfare studentesco? Qual è oggi l'ostacolo vero?
- 2:42Speaker 3: Grazie, buongiorno, buongiorno a tutti e a tutti, benvenuti nella
- 2:45Speaker 3: nostra Aula Magna, ci fa molto piacere ospitarvi nuovamente qua
- 2:51Speaker 3: all'Università di Firenze. Ringrazio quindi tutta l'organizzazione del Festival e
- 2:58Speaker 3: tutti quanti l'hanno, diciamo, contribuito affinché potesse effettivamente realizzarsi. Posso
- 3:04Speaker 3: cominciare con una piccola polemica? innanzitutto non è vero che
- 3:09Speaker 3: siamo così diversi perché dirò una cosa che forse non
- 3:14Speaker 3: tutti sanno ma le nostre università sono state fondate nello
- 3:17Speaker 3: stesso anno da un decreto del 1923 per avviarlo dopo
- 3:24Speaker 3: nel 1924 quindi in realtà c'è un filo rosso che
- 3:27Speaker 3: ci unisce da questa anche se di storia effettivamente è
- 3:33Speaker 3: estremamente differente quindi è vero Poi il resto diverso, lo
- 3:38Speaker 3: dirà il mio collega. Allora, cosa impedisce la libera circolazione
- 3:43Speaker 3: della conoscenza? Innanzitutto mi piace che sia stato ricordato che
- 3:47Speaker 3: qui a Firenze effettivamente la dimensione internazionale della conoscenza è
- 3:53Speaker 3: un po' una parte dell'identità stessa di Firenze, come giustamente
- 3:58Speaker 3: lei l'ha presentata. e direi che la cosa principale almeno
- 4:05Speaker 3: dal mio modo di vedere che bisogna sempre tenere in
- 4:08Speaker 3: considerazione è che la conoscenza circola quando esce dai luoghi
- 4:13Speaker 3: in cui è stata prodotta e diventa quindi accessibile a
- 4:18Speaker 3: tutti è accessibile al dibattito pubblico e viene messa quindi
- 4:21Speaker 3: alla prova con i problemi reali quelli della comunità e
- 4:26Speaker 3: quindi credo che da questo punto di vista rientri perfettamente
- 4:29Speaker 3: nel festival di oggi nel festival che si svolge oggi
- 4:33Speaker 3: e nei prossimi giorni quindi sostanzialmente è uno scambio è
- 4:38Speaker 3: uno scambio che diciamo così offre all'università la possibilità di
- 4:46Speaker 3: avere questo scambio con la società e con i cittadini
- 4:52Speaker 3: e con le cittadine e quindi secondo me questo è
- 4:55Speaker 3: un aspetto fondamentale essenziale della quinta libertà Perché ovviamente se
- 5:01Speaker 3: la conoscenza circola solo fra gli specialisti oppure anche solo
- 5:06Speaker 3: fra le istituzioni forte, beh, allora non diventa davvero un
- 5:09Speaker 3: bene comune quale invece è, ed è un bene comune europeo,
- 5:14Speaker 3: come è stato detto. Sottolineato appunto nel questo rapporto di
- 5:19Speaker 3: Enrico Letta che però appunto prendeva le sue fondamenta già
- 5:23Speaker 3: da uno spirito europeo riguardo alla conoscenza perché la conoscenza
- 5:28Speaker 3: è sempre stata al centro del progetto europeo. E quindi
- 5:33Speaker 3: da questo punto di vista, come dire, è stata un
- 5:35Speaker 3: po' una rivisitazione quella di Enrico Letta. Ma arriviamo al
- 5:42Speaker 3: punto che mi ha chiesto, dice quali sono gli ostacoli? Beh,
- 5:45Speaker 3: gli ostacoli ci sono, non bisogna... nascondersi il primo che
- 5:50Speaker 3: mi piace ricordare è un po' diciamo così parte del
- 5:56Speaker 3: mio lavoro quotidiano ovvero sia il cosiddetto riconoscimento dei titoli
- 6:00Speaker 3: ancora attualmente non esiste un riconoscimento dei titoli in tutta
- 6:06Speaker 3: l'Unione Europea quindi ci si sta lavorando siamo già arrivati
- 6:09Speaker 3: a come dire a produrre anche dei documenti e delle
- 6:18Speaker 3: riunioni importanti ma ancora non ci sono però abbiamo costruito
- 6:23Speaker 3: una cosa secondo me estremamente importante che sono le alleanze
- 6:27Speaker 3: europee Le alleanze delle università europee esistono e queste alleanze
- 6:32Speaker 3: universitarie in qualche maniera adesso stanno spingendo affinché effettivamente ci
- 6:38Speaker 3: possa essere questa possibilità. Sarebbe bellissimo che ogni cittadino, ogni
- 6:45Speaker 3: cittadina dell'Europa avesse un titolo che può spendere dove vuole,
- 6:52Speaker 3: nel paese che vuole, con lo stesso riconoscimento. per esempio
- 6:58Speaker 3: l'Università di Firenze all'interno di un'alleanza europea che si chiama
- 7:02Speaker 3: UNIWELL e comporta 12 università ma insomma adesso non sto
- 7:08Speaker 3: a elencarle ma è importante perché ci ha dato proprio
- 7:12Speaker 3: quella spinta quel pensiero, quell'esperienza che mostra che anche le
- 7:17Speaker 3: università europee diciamo così stanno spesso procedendo più rapidamente degli
- 7:23Speaker 3: ordinamenti nelle quali operano quindi è una spinta dal basso
- 7:28Speaker 3: questa di voler essere di voler unificare i titoli il
- 7:32Speaker 3: secondo ostacolo che mi stava appunto chiedendo secondo me sono
- 7:36Speaker 3: le condizioni materiali sarà una banalità ma è vero nel
- 7:40Speaker 3: senso che ci può essere mobilità solo se tutti quanti
- 7:44Speaker 3: hanno la possibilità di muoversi quindi non che ci siano
- 7:48Speaker 3: delle differenze materiali appunto quindi di censo di reddito che
- 7:55Speaker 3: possano diciamo in qualche maniera rallentare oppure non consentire uno
- 8:01Speaker 3: spostamento e non c'è dubbio che lo sappiamo insomma è
- 8:04Speaker 3: la materia di tutti i giorni quando quando apriamo I
- 8:08Speaker 3: giornali del fatto che le nostre città, specie le città
- 8:12Speaker 3: per esempio come Firenze, diventano molto difficili da vivere per
- 8:16Speaker 3: gli studenti proprio per questo problema dell'avere un alloggio o
- 8:22Speaker 3: comunque una vita magari che non si riesce a sostenere.
- 8:29Speaker 3: bene quindi diciamo l'alloggio il cosiddetto anche benvivere mi piace
- 8:33Speaker 3: ricordare questa parola perché penso sia cara anche a qualcuno
- 8:38Speaker 3: che è qui in sala il benvivere studentesco i servizi
- 8:41Speaker 3: per le famiglie la continuità previdenziale non sono elementi secondari
- 8:45Speaker 3: sono elementi fondamentali E poi infine, per arrivare, per sintetizzare,
- 8:52Speaker 3: se no appunto parlo solo io, la quinta libertà ha
- 8:57Speaker 3: un altro ostacolo importante, ovvero sia la coesione, cioè la
- 9:01Speaker 3: conoscenza non circola in uno spazio neutrale, cioè occorre... che
- 9:09Speaker 3: tutti gli Atenei, tutti i territori, quindi ci vuole una
- 9:14Speaker 3: coesione da questo punto di vista, le infrastrutture insomma siano
- 9:17Speaker 3: capace effettivamente di incontrarsi, magari qualcuno ha più difficoltà, altri meno.
- 9:24Speaker 3: Quindi se non governiamo uno squilibrio che esiste fra Atenei
- 9:29Speaker 3: e territori, probabilmente questa quinta libertà non ce la possiamo permettere. Grazie.
- 9:38Speaker 2: Si può applaudire? Si può applaudire, assolutamente? Assolutamente sì. Allora,
- 9:44Speaker 2: Rettore Bellotti, tanto uno dei giurati in apertura, ha dato
- 9:48Speaker 2: voti altissimi tra l'altro stamattina, tra il 10 e il
- 9:51Speaker 2: 9
- 9:52Speaker 2: Tra l'8 e il 10. Tra l'8 e il 10, bene, perfetto.
- 9:55Speaker 2: Si sente il microfono? Sì. Arriva la voce forte e chiara, benissimo. Rettore,
- 9:59Speaker 2: lei è un fisico che lavora su dati e intelligenza
- 10:04Speaker 2: artificiale e la Quinta Libertà non è fatta solamente di persone.
- 10:10Speaker 2: è fatta anche di dati, di capacità di calcolo. Allora,
- 10:15Speaker 2: qui a mio avviso c'è un rischio che si nomina poco,
- 10:18Speaker 2: cioè la libera circolazione della conoscenza. Avvantaggia automaticamente chi possiede
- 10:24Speaker 2: già le infrastrutture e chi ha accesso ai dati e
- 10:28Speaker 2: ai super computer in Europa e chi no? È questa
- 10:31Speaker 2: la situazione?
- 10:33Speaker 4: Grazie, grazie per l'invito. Vengo subito al punto. Allora paradossalmente
- 10:42Speaker 4: abbiamo molte più informazioni liberamente disponibili perché possiamo accedere più
- 10:49Speaker 4: o meno gratuitamente a tutti i database del mondo ma
- 10:53Speaker 4: nello stesso tempo sicuramente abbiamo molti più problemi interpretativi rispetto
- 11:00Speaker 4: ai dati. perché aumenta sempre di più la differenza di
- 11:05Speaker 4: conoscenza tra quello che è disponibile e quello che riusciamo
- 11:09Speaker 4: a decodificare. Quindi le tecnologie sono andate molto più avanti
- 11:16Speaker 4: della conoscenza delle cittadine e cittadini, soprattutto nel settore dell'intelligenza artificiale.
- 11:21Speaker 4: Basta guardare i programmi delle nostre università, rispetto a quello
- 11:28Speaker 4: che servirebbe, Ci sono pochissimi insegnamenti legati al mondo dell'intelligenza
- 11:33Speaker 4: artificiale e spesso sono ancora confinati nell'area tecnologica laddove il
- 11:40Speaker 4: tema ormai vede la parte di hardware e la parte
- 11:45Speaker 4: di software quasi come delle commodity quindi quasi come delle
- 11:49Speaker 4: cose che riusciamo a comprare a catalogo senza essere troppo
- 11:54Speaker 4: esperti mentre dove sicuramente ci serve esperienza nella gestione nell'interpretazione
- 12:00Speaker 4: dei dati spesso sentiamo dire che in questo momento questi
- 12:08Speaker 4: algoritmi sono delle black box e non riusciamo a renderci
- 12:13Speaker 4: conto perché certe decisioni vengano prese questo è abbastanza vero
- 12:20Speaker 4: tant'è che parliamo di modelli nuovi in cui l'umano è
- 12:28Speaker 4: nel loop delle decisioni, tant'è che appunto usiamo questa espressione
- 12:32Speaker 4: un po' gergale, humans in the loop. Cosa vuol dire?
- 12:37Speaker 4: Vuol dire che quando noi utilizziamo un sistema di intelligenza artificiale,
- 12:41Speaker 4: per esempio per una diagnosi medica, ed esaminiamo ad esempio
- 12:47Speaker 4: un database di 300 immagini di risonanza magnetica, siamo abbastanza
- 12:52Speaker 4: sicuri che in quel processo C'è un neurologo, un radiologo
- 12:57Speaker 4: che riescono a capire cosa sta succedendo perché sono esperti
- 13:01Speaker 4: di dominio e perché si sono formati per utilizzare quei
- 13:05Speaker 4: software e l'hanno fatto nel corso del tempo. Ci sono
- 13:10Speaker 4: invece molte decisioni che vengono presi dai sistemi di intelligenza artificiale.
- 13:15Speaker 4: Per esempio il merito creditizio. Quando una cittadina va in
- 13:20Speaker 4: banca per chiedere del denaro per un mutuo il costo
- 13:26Speaker 4: di quel denaro, o semplicemente sia al mutuo oppure no,
- 13:30Speaker 4: spesso viene deciso da un sistema di intelligenza artificiale di
- 13:33Speaker 4: cui nessuno sa nulla. Non sappiamo neanche su quale database
- 13:38Speaker 4: è stato addestrato e se, per esempio, quel database contiene
- 13:41Speaker 4: al proprio interno dei bias di razza, di religione o
- 13:47Speaker 4: di genere o di qualsiasi tipo. Quindi, Il tema è
- 13:53Speaker 4: sicuramente questo, cioè la grande disponibilità di strumenti tecnologici di
- 13:58Speaker 4: per sé non assicura una maggiore democrazia e una maggiore
- 14:04Speaker 4: consapevolezza da parte delle cittadine e dei cittadini. Questo è
- 14:09Speaker 4: quello che penso. In questo contesto sicuramente il ruolo dell'università
- 14:15Speaker 4: è un ruolo cruciale e mi avvio velocemente alla conclusione.
- 14:19Speaker 4: L'università di fatto... sono un'infrastruttura strategica europea se ci limitiamo all'Europa.
- 14:27Speaker 4: Cioè non esiste nessun altro luogo fisico ma anche virtuale
- 14:33Speaker 4: in cui hub di conoscenza sono collegati tra loro e
- 14:37Speaker 4: possono davvero fare la differenza nello sviluppo dell'economia. Quindi io
- 14:41Speaker 4: credo che debba partire forse dalle università più che dai
- 14:46Speaker 4: privati o dai governi lo stimolo rispetto a una maggiore
- 14:51Speaker 4: democratizzazione di questi strumenti tecnologici a favore delle società
- 14:57Speaker 2: senta professore Bellotti mi permetta un passo indietro tanto per
- 15:01Speaker 2: restare all'attualità rispetto a quello che stava dicendo quindi non
- 15:04Speaker 2: è un caso per esempio pensa a quello che è
- 15:06Speaker 2: accaduto qualche mese fa negli Stati Uniti che che ci
- 15:10Speaker 2: sia stato quell'attacco frontale del presidente Trump nei confronti delle
- 15:13Speaker 2: università
- 15:16Speaker 4: Allora, come diceva Umberto Eco poco più di dieci anni fa,
- 15:21Speaker 4: le università sono gli unici luoghi dove ci può essere
- 15:26Speaker 4: un confronto razionale su diverse idee del mondo. Questa cosa
- 15:31Speaker 4: ce la dobbiamo tenere stretta. Dobbiamo continuare a essere presidi
- 15:36Speaker 4: di confronto, anche aspro. Quando verrà meno questo confronto, perché
- 15:41Speaker 4: in qualche maniera si imporrà al pensiero unico, le università
- 15:45Speaker 4: smetteranno di essere università e forse il mondo comincerà pian
- 15:49Speaker 4: piano a diventare peggiore si può applaudire?
- 15:56Speaker 2: grazie allora io volevo ringraziare anche oltre agli studenti universitari
- 16:03Speaker 2: che stamattina sono qui con noi anche gli studenti delle
- 16:07Speaker 2: scuole che hanno scelto di essere è qui in occasione
- 16:11Speaker 2: di questa prima giornata dell'ottava edizione del festival nazionale dell'economia
- 16:15Speaker 2: civile segretario Barucco allora eccomi a lei l'istituto universitario europeo
- 16:23Speaker 2: è un caso unico perché è un'università nata da un
- 16:26Speaker 2: trattato internazionale con un dottorato che non appartiene a nessun
- 16:30Speaker 2: ordinamento nazionale gli archivi storici dell'unione una scuola di governance
- 16:37Speaker 2: transnazionale Voi in un certo senso la quinta libertà l'avete
- 16:43Speaker 2: già in qualche modo e l'avete pagata con un negoziato
- 16:46Speaker 2: molto lungo, è durato quasi 50 anni. Allora mi dice,
- 16:50Speaker 2: dopo 50 anni che cosa ci insegna l'esperienza dell'Istituto Universitario Europeo?
- 16:56Speaker 5: No, grazie mille, grazie innanzitutto agli organizzatori del festival per...
- 17:01Speaker 5: per aver voluto un'esperienza come quella dell'Istituto Universitario Europeo qui
- 17:06Speaker 5: a testimoniare in realtà quella che è stata la nostra
- 17:08Speaker 5: esperienza di costruzione dell'Istituto e di costruzione di una comunità
- 17:13Speaker 5: europea profondamente multinazionale che in realtà, come giustamente ha osservato,
- 17:20Speaker 5: è un po' un'anticipazione della Quinta Libertà. Però permettetemi prima
- 17:24Speaker 5: due osservazioni da secchione. Una è il riferimento ai poeti
- 17:32Speaker 5: e correggo una delle cose che è stata detta sull'invenzione
- 17:36Speaker 5: del poetry slam. In realtà i poetry slam sono, e
- 17:42Speaker 5: guardo Francesca Corrao, in realtà sono delle competizioni, a volte
- 17:47Speaker 5: molto aspre, a volte finiscono anche, insomma, consparatorie, che sono
- 17:51Speaker 5: molto diffuse in tutto il mondo arabo e quindi in
- 17:54Speaker 5: Yemen e ma anche in altri paesi, in Somalia, in
- 17:58Speaker 5: tutte le culture orali, ci sono queste riunioni che possono
- 18:01Speaker 5: durare giorni in cui i poeti si confrontano, le fazioni litigano,
- 18:06Speaker 5: le tribù portano il loro poeta e conducono questa battaglia
- 18:10Speaker 5: in cui il pubblico partecipa e partecipa, come ho detto,
- 18:13Speaker 5: anche in maniera molto vivace. Ma questo si collega a
- 18:16Speaker 5: uno dei punti sui quali voglio insistere. A un certo
- 18:21Speaker 5: punto ho letto la metafora dell'albero e delle connessioni che
- 18:25Speaker 5: è alla base del festival. Adesso la memoria purtroppo comincia
- 18:29Speaker 5: a fare... ma ricordo un progetto in particolare presentato alla
- 18:34Speaker 5: Triennale di Milano che si chiamava Broken Nature e c'era
- 18:39Speaker 5: un'installazione reale, quindi con alberi, piante, eccetera, che mostrava in
- 18:47Speaker 5: termini reali il tipo di interconnessioni che vi erano tra
- 18:51Speaker 5: le piante e le radici e le traduceva in impulsi
- 18:54Speaker 5: elettrici che erano poi collegati a luci, eccetera. E faceva
- 18:59Speaker 5: vedere come la foresta, che noi immaginiamo come le radici
- 19:02Speaker 5: separate tra loro e gli alberi che crescono, è in
- 19:05Speaker 5: realtà un mondo in cui tutto è connesso e in
- 19:08Speaker 5: cui in realtà le piante si parlano. E tutti noi
- 19:12Speaker 5: sappiamo che alcune piante non vivono bene con altre e
- 19:14Speaker 5: invece vivono bene con altre. Ma tutto questo era rappresentato
- 19:17Speaker 5: in maniera grafica bellissima, in maniera anche digitale, con i
- 19:22Speaker 5: colori delle connessioni che salivano, scendevano a seconda delle situazioni.
- 19:27Speaker 5: E tornando al tema fondamentale, sì, l'Istituto Universitario Europeo deve
- 19:32Speaker 5: moltissimo all'Italia, deve moltissimo a alcune figure, in particolare di Firenze, diciamo,
- 19:39Speaker 5: l'idea dell'Istituto Universitario Europeo nasce con i trattati e naturalmente
- 19:43Speaker 5: nasce come tutto quello che riguarda l'Unione Europea dopo la
- 19:46Speaker 5: catastrofe della dittatura e dopo la catastrofe del seconda guerra
- 19:50Speaker 5: mondiale e quindi e noi italiani la conosciamo benissimo questa
- 19:54Speaker 5: metafora per fare l'Europa bisogna fare gli europei e quindi
- 19:59Speaker 5: l'idea di costruire un'istituzione con un trattato internazionale conisce quelli
- 20:03Speaker 5: che all'epoca erano i paesi della comunità economica europea per
- 20:07Speaker 5: creare un'università autenticamente europea e che diventi una bandiera dei
- 20:13Speaker 5: valori europei, dei valori che sono nel trattato e che
- 20:15Speaker 5: successivamente poi sono stati sviluppati nei trattati successivi. Tutto questo
- 20:23Speaker 5: deve moltissimo alla figura del... perché dopo una discussione che
- 20:27Speaker 5: è durata praticamente dal dopoguerra fino agli anni Sessanta, è
- 20:31Speaker 5: in realtà il grande sindaco di Firenze, Giorgio Lapira, che
- 20:35Speaker 5: riprende tutta la discussione e riesce, perché da quello che
- 20:40Speaker 5: ho potuto verificare negli archivi, era sostanzialmente una persona per
- 20:45Speaker 5: la quale il giorno aveva 36 ore ed era anche
- 20:49Speaker 5: una figura molto complessa per la politica dell'epoca da affrontare
- 20:54Speaker 5: e quindi grazie al suo lavoro instancabile l'Istituto Universitario Europeo
- 20:58Speaker 5: non a caso è stato portato qui a Firenze, a
- 21:02Speaker 5: Fiesole e poi adesso abbiamo anche una sede a Firenze.
- 21:05Speaker 5: Io vi do qualche numero, perché come diceva Begnamino Andreatta,
- 21:09Speaker 5: la realtà può essere spiegata meglio e capita meglio attraverso
- 21:12Speaker 5: i numeri. E guarda Alessandra, che sicuramente sarà d'accordo, e
- 21:15Speaker 5: anche il rettore Bellocchi. Noi siamo partiti da 70 ricercatori.
- 21:20Speaker 5: Ormai abbiamo 24 stati membri e 1.000 studiosi. Abbiamo una
- 21:24Speaker 5: comunità di alumni di 9.000 studenti. E soprattutto, e questa
- 21:28Speaker 5: è una cosa sulla quale insisterò, Noi abbiamo 97 stati
- 21:33Speaker 5: rappresentati nella comunità dell'Istituto Universitario Europeo, 221 professori a tempo pieno,
- 21:39Speaker 5: 700 ricercatori e studenti, in quali, per darvi un'idea, gli
- 21:44Speaker 5: studenti italiani sono tra il 10 e il 12%. Tutto
- 21:47Speaker 5: il resto sono principalmente europei, perché naturalmente la nostra vocazione,
- 21:51Speaker 5: la nostra missione è creare sostanzialmente le future elite europee
- 21:57Speaker 5: ma crearle in maniera inclusiva perché tutti i nostri ricercatori
- 22:01Speaker 5: ricevono borse di studio dai governi e quindi vengono scelti
- 22:04Speaker 5: in linea di principio tra i migliori ma senza alcuna
- 22:08Speaker 5: differenza di scelto e di appartenenza sociale. Come ho detto
- 22:13Speaker 5: abbiamo una community di 8500 più o meno alumni che
- 22:17Speaker 5: ricoprono anche alcune cariche molto molto importanti nei vari governi
- 22:21Speaker 5: ed è l'idea appunto per per cui per costruire l'Europa
- 22:26Speaker 5: noi dobbiamo costruire innanzitutto gli europei io non mi voglio
- 22:29Speaker 5: dilungare perché ho la tendenza a farlo quindi quando ho
- 22:32Speaker 5: passato il limite mi tagli voglio solo dire una cosa
- 22:35Speaker 5: sulla quinta libertà Enrico Letta è venuto nei giorni scorsi
- 22:39Speaker 5: tra l'altro a spiegare la maniera nella quale lui vede
- 22:43Speaker 5: la quinta libertà e in questo momento io credo che
- 22:47Speaker 5: sia fondamentale anche riuscire a comprendere una funzione fondamentale della
- 22:52Speaker 5: quinta libertà In realtà la quinta libertà è un acceleratore
- 22:56Speaker 5: e volano delle altre libertà. È la premessa per le
- 22:59Speaker 5: quale le altre libertà, rifiutando l'idea di appunto un gioco
- 23:04Speaker 5: a somma zero, che poi è rappresentato in maniera ecastica
- 23:09Speaker 5: nella formula ripresa dal presidente Trump, è vecchia. My country first.
- 23:13Speaker 5: È chiaro che se c'è un first ci deve essere
- 23:15Speaker 5: un secondo, ma questa non è in realtà la logica
- 23:18Speaker 5: nelle quale le relazioni internazionali possono funzionare. E quindi... in
- 23:23Speaker 5: realtà è un acceleratore, è un volano, la quinta libertà,
- 23:26Speaker 5: la creazione delle reti, della conoscenza, la condivisione dei saperi,
- 23:30Speaker 5: sono quelle che poi possono portare tutte le altre libertà
- 23:33Speaker 5: a esprimere il loro potenziale. E per chiudere, e questo
- 23:39Speaker 5: credo che sia un punto fondamentale, e naturalmente qua non
- 23:43Speaker 5: voglio fare appunto predicare i convertiti, c'è un tema fondamentale
- 23:49Speaker 5: che poi riguarderà le prossime elezioni in Europa, noi vediamo
- 23:53Speaker 5: qual è il quadro, io inviterei tutti senza dare alcun
- 23:57Speaker 5: giudizio politico perché alla fine io sono un diplomatico quindi
- 23:59Speaker 5: noi siamo abituati a vivere in tutti i paesi anche
- 24:02Speaker 5: con paesi complicati dal punto di vista del rispetto dello
- 24:05Speaker 5: Stato del diritto, delle regole democratiche eccetera ma uno dei
- 24:09Speaker 5: ruoli fondamentali delle università è la conoscenza e soprattutto presentare
- 24:14Speaker 5: i fatti in una maniera che sia corretta e comprensibile
- 24:18Speaker 5: a tutti E quindi date un'occhiata un attimo ai programmi
- 24:21Speaker 5: dei vari partiti che si stanno presentando in Italia, ma
- 24:25Speaker 5: in Francia o in Germania, sul tema delle università e
- 24:28Speaker 5: dello sviluppo della conoscenza e appunto della condivisione della conoscenza.
- 24:34Speaker 5: Troverete pochissimo e in alcuni casi troverete anche sostanzialmente una
- 24:38Speaker 5: profonda ostilità verso lo stesso concetto dell'università come luogo di
- 24:43Speaker 5: formazione dell'elite. E questa è una cosa sulla quale noi
- 24:46Speaker 5: dobbiamo essere pienamente consapevoli soprattutto dobbiamo essere capaci a sviluppare
- 24:51Speaker 5: la appunto questa nostra capacità delle università si risulta universitario
- 24:57Speaker 5: europeo è appunto un'università europea ma in realtà al nostro
- 25:00Speaker 5: interno noi abbiamo insegnanti dell'università di firenze abbiamo insegnanti di
- 25:04Speaker 5: tutte le università italiane abbiamo insegnanti di tutte le università
- 25:08Speaker 5: d'europa noi dobbiamo sviluppare questa capacità di appunto costruire una
- 25:14Speaker 5: rete dare valore aggiunto, ma dare valore aggiunto in termini
- 25:20Speaker 5: anche di protezione della nostra democrazia, delle nostre istituzioni e
- 25:26Speaker 5: della nostra società civile, dei valori sui quali l'Istituto Europeo
- 25:29Speaker 5: è fondato e sul quale è fondata in realtà la
- 25:32Speaker 5: nostra appartenenza all'Unione Europea.
- 25:36Speaker 2: Allora, dobbiamo un po' correre, dobbiamo un po' correre che
- 25:40Speaker 2: siamo leggermente in ritardo. Intanto chiedo a tutti voi che
- 25:44Speaker 2: siete in sala, chi è che ha scaricato il QR code?
- 25:47Speaker 2: Alzi la mano. Chi ha scaricato il QR code, una
- 25:50Speaker 2: buona media. Possiamo fare di più però, eh? Possiamo fare
- 25:54Speaker 2: di più. Avete già votato, poi alla fine daremo un'occhiata
- 25:57Speaker 2: insieme a quelli che sono i risultati del nostro sondaggio.
- 26:01Speaker 2: se potessi rimuovere una sola barriera entro il 2030 quale sceglieresti?
- 26:06Speaker 2: questa è la domanda che abbiamo fatto allora secondo giro
- 26:10Speaker 2: vi prego di essere ancora più sintetici se possibili facciamo
- 26:16Speaker 2: il giro inverso e quindi ripartiamo dal segretario Barucco perché
- 26:21Speaker 2: fin qui abbiamo parlato di come si toglie in qualche
- 26:23Speaker 2: modo attrito alla circolazione adesso cerchiamo di fare il rovescio
- 26:28Speaker 2: partendo sempre dal rapporto Letta che accosta la libertà di
- 26:32Speaker 2: muoversi e anche la libertà di restare. Altro grande tema
- 26:36Speaker 2: perché una libertà di fatto che circola in una sola
- 26:39Speaker 2: direzione non è una libertà. Riparto da lei, segretario Barucco.
- 26:47Speaker 2: Resto sul terreno geopolitico che lei conosce bene. Oggi la
- 26:52Speaker 2: scienza è in qualche modo un campo di competizione tra potenze,
- 26:56Speaker 2: i visti sono uno strumento di politica estera, l'Europa lancia
- 27:00Speaker 2: programmi da mezzo miliardo per attrarre ricercatori. La quinta libertà
- 27:05Speaker 2: è un progetto di apertura o di autonomia strategica?
- 27:09Speaker 5: Guardi, io ho partecipato in varie incarnazioni della mia vita,
- 27:12Speaker 5: ho partecipato moltissimo a tutte le discussioni sull'autonomia strategica, ma
- 27:17Speaker 5: in realtà io credo che sia il momento in cui
- 27:18Speaker 5: l'Europa deve parlare di sovranità strategica. Noi dobbiamo ragionare su
- 27:22Speaker 5: quali sono appunto i settori dei quali si costruisce la
- 27:28Speaker 5: sovranità di uno Stato e di un'associazione di Stati, di
- 27:30Speaker 5: un'organizzazione come l'Unione Europea. E tra questi settori naturalmente c'è
- 27:36Speaker 5: la sovranità tecnologica, c'è la sovranità in materia di sicurezza
- 27:39Speaker 5: e difesa, c'è la sovranità economica. Se voi guardate semplicemente
- 27:43Speaker 5: la capitalizzazione delle grandi borse mondiali, tuttora... C'è una sovrarietà
- 27:51Speaker 5: che dipende naturalmente dai mercati finanziari statunitensi. Per non parlare
- 27:55Speaker 5: del mondo della ricerca, della capacità tecnologica, eccetera, eccetera. Volendo
- 27:59Speaker 5: però andare direttamente alla domanda e dando una priorità. Alessandra
- 28:04Speaker 5: ha già parlato del tema del mutuo riconoscimento dei diplomi.
- 28:08Speaker 5: Quindi condivido pienamente tutto quello che lei ha detto con
- 28:13Speaker 5: una correzione. Noi abbiamo un dottorato che è riconosciuto in
- 28:16Speaker 5: tutta Europa, ma grazie al governo italiano che all'epoca della
- 28:19Speaker 5: ratifica inserì come riconoscimento il dottorato rilasciato dall'Istituto Universitario Europeo.
- 28:26Speaker 5: Ma aggiungo un'altra dimensione rispetto al mutuo riconoscimento, che è
- 28:30Speaker 5: quello appunto del micro, e quindi il riconoscimento anche delle
- 28:36Speaker 5: micro credenziali che vengono acquisite presso tutte le università. C'è
- 28:40Speaker 5: una rivoluzione in corso in cui tutte le università si
- 28:43Speaker 5: stanno dotando, per esempio, immagino, l'executive education, un settore sul
- 28:48Speaker 5: quale stiamo lavorando tutti in maniera... La possibilità per cui
- 28:52Speaker 5: quello che viene fatto in questi corsi che vengono rivolti
- 28:55Speaker 5: in realtà spesso a professionisti già avanzati che per qualche
- 28:59Speaker 5: ragione non hanno potuto sviluppare alcune competenze, questo sarebbe molto
- 29:03Speaker 5: importante anche riuscire a ottenere un riconoscimento per queste competenze
- 29:08Speaker 5: che poi vengono fornite nei nostri corsi. E tornando come
- 29:12Speaker 5: ultima cosa, essendomi occupato moltissimo di Visti, sono stato ambasciatore
- 29:16Speaker 5: in Marocco, quindi... con alessandro ogni tanto abbiamo parlato degli
- 29:21Speaker 5: studenti dei brevissimi studenti marocchini del c'è un progetto in
- 29:27Speaker 5: corso sul quale l'italia deve assolutamente giocare da protagonista è
- 29:33Speaker 5: stato rilanciato nel quadro del patto euro mediterraneo è un'idea
- 29:38Speaker 5: molto forte che viene da presidente Prodi di cui lui
- 29:42Speaker 5: parla da 15-20 anni almeno ed è l'università euro mediterranea
- 29:48Speaker 5: c'è l'idea sostanzialmente di creare questo ponte tra il nord
- 29:52Speaker 5: e il sud del mediterraneo attraverso delle università che appunto
- 29:57Speaker 5: siano riconosciute da entrambe le sponde ma che siano reali
- 30:01Speaker 5: e questa poi, il Presidente Prodi vedeva questo veramente come
- 30:04Speaker 5: un luogo in cui gli studenti si conoscono, comprendono le differenze,
- 30:08Speaker 5: vivono in certi paesi e comprendono anche certe dinamiche, certe logiche.
- 30:15Speaker 5: Io credo che questo sia uno dei luoghi in cui
- 30:16Speaker 5: l'Italia deve veramente svolgere un ruolo fondamentale e quando ho visto,
- 30:21Speaker 5: e con questo chiudo, quando si parla del diritto di restare,
- 30:26Speaker 5: per me è anche il diritto di restare per coloro
- 30:29Speaker 5: che vengono a studiare in Italia che sviluppano delle conoscenze
- 30:33Speaker 5: che naturalmente raggiungono certi titoli e che poi cercano appunto
- 30:37Speaker 5: un futuro migliore per loro nel nostro paese e devo
- 30:41Speaker 5: dire ci sono esperienze in tutti i paesi del mondo
- 30:43Speaker 5: in cui viene dimostrato che questo passaggio è continuo e
- 30:47Speaker 5: dura tutta la vita non è detto che una persona
- 30:50Speaker 5: che appunto si laurea in Italia trova un lavoro in
- 30:54Speaker 5: Italia poi a un certo punto non decida di tornare
- 30:57Speaker 5: nel proprio paese portando innanzitutto l'amore per il nostro paese
- 31:02Speaker 5: portando tutte le conoscenze che ha accumulato e portando anche
- 31:05Speaker 5: non so se avete visto gli ultimi dati su trasferimento
- 31:08Speaker 5: delle rimesse ma in realtà anche il trasferimento dei capitali
- 31:11Speaker 5: dal nord al sud del mondo una parte fondamentale del
- 31:15Speaker 5: finanziamento lo sviluppo è in realtà dato dai migranti che
- 31:20Speaker 5: poi decidono di tornare nel loro paese e poi costruire
- 31:23Speaker 5: all'interno del loro paese Un progetto che è basato in
- 31:27Speaker 5: realtà sulle conoscenze, sull'esperienza, su quella che è stata a
- 31:32Speaker 5: un certo punto anche la generosità dell'Italia e la loro
- 31:36Speaker 5: capacità straordinaria di lavoro e di vivere nella nostra realtà.
- 31:45Speaker 2: Grazie segretario Barucco. Allora, professor Bellotti, rettore Berrotti. La libertà
- 31:52Speaker 2: di restare vista dalla sua città, da Bari, ha un
- 31:56Speaker 2: significato molto concreto, no? Il suo Ateneo perde studenti che
- 32:00Speaker 2: sono diretti verso il nord, prima ancora che verso l'Europa.
- 32:05Speaker 2: Quando la mobilità è un'opportunità e quando è un'emorragia invece?
- 32:10Speaker 4: Allora, parlo del sistema Puglia così riesco a dare dei
- 32:14Speaker 4: numeri anche più corposi. In Puglia... che ha circa 4
- 32:20Speaker 4: milioni di abitanti ci sono 75 mila pugliesi che studiano
- 32:25Speaker 4: in Puglia nelle 4 università statali più la non statale
- 32:30Speaker 4: e poi invece ci sono 45 mila pugliesi che studiano
- 32:33Speaker 4: fuori dalla Puglia quindi la Puglia ha il primato nazionale
- 32:37Speaker 4: di esportazione di cervelli uso questa espressione forte ma è
- 32:42Speaker 4: reale perché la regione che poi ne esporta di più
- 32:44Speaker 4: è la campagna che ne esporta 20 mila che è
- 32:47Speaker 4: la metà della Puglia Quindi è un tema per noi
- 32:51Speaker 4: particolarmente rilevante che si aggiunge a un'altra drammaticità che è
- 32:57Speaker 4: la bassissima conversione di ragazze e ragazzi che terminano le
- 33:02Speaker 4: scuole superiori e decidono di fare l'università.
- 33:05Speaker 3: E
- 33:05Speaker 4: questo ha altre dinamiche che in questo momento non tocchiamo
- 33:09Speaker 4: per brevità. Quindi per la Puglia c'è questo problema, questo
- 33:15Speaker 4: problema fondamentale, La tornanza, la restanza, cioè noi abbiamo una
- 33:19Speaker 4: grandissima emorragia di giovani che vanno fuori dalla nostra regione.
- 33:26Speaker 4: Immaginate anche il costo economico, oltre alla possibilità di sviluppo.
- 33:32Speaker 4: Il costo economico è semplice, 45.000 famiglie che mantengono una
- 33:37Speaker 4: ragazza o un ragazzo in un'altra regione. E poi c'è
- 33:41Speaker 4: il costo economico che naturalmente deriva dal fatto che in
- 33:44Speaker 4: Puglia ci sono... Meno conoscenze e meno competenze. La Puglia
- 33:49Speaker 4: in realtà non è sola in questa dinamica perché l'Unione
- 33:52Speaker 4: Europea ha messo in luce che c'è tutta la fascia
- 33:55Speaker 4: adriatica nazionale insieme ad altre regioni europee che è nella
- 34:00Speaker 4: cosiddetta trappola dei talenti. che è un po' un lupo
- 34:05Speaker 4: anche questo, nel senso che mancano i talenti, quindi le
- 34:08Speaker 4: industrie fanno meno innovazione, possono pagare retribuzioni più basse e
- 34:13Speaker 4: quindi i giovani vanno in altre regioni. Quindi su questo,
- 34:17Speaker 4: a mio parere, la partita la deve giocare l'Europa, perché
- 34:21Speaker 4: i territori, le regioni da sole non ce la fanno.
- 34:24Speaker 4: Quindi io credo che la partita europea è quella di
- 34:29Speaker 4: rafforzare i territori fragili magari stabilendo delle connessioni più forti
- 34:35Speaker 4: con i territori più ricchi e più sviluppati.
- 34:39Speaker 2: Grazie, professor Bellotti. Allora, torno per chiudere dalla rettrice Petrucci.
- 34:49Speaker 2: Siamo a Firenze, questo è un festival che parla di
- 34:51Speaker 2: economia civile. Un Ateneo può essere un'infrastruttura di comunità e
- 34:56Speaker 2: non solo un produttore di laureati e pubblicazioni e poi
- 34:59Speaker 2: che cosa cambia nel rapporto con imprese terzo settore e
- 35:02Speaker 2: istituzioni locali se prendiamo sul serio questa idea?
- 35:07Speaker 3: Sì, sicuramente le università è un'infrastruttura di comunità, questo è certo,
- 35:13Speaker 3: non ci possiamo basare solo sui numeri degli studenti o
- 35:17Speaker 3: dei laureati, non siamo legati necessariamente a questi numeri, certo
- 35:23Speaker 3: bisogna tenerne conto, ma non è solamente questo che significa
- 35:26Speaker 3: università quindi assolutamente sì l'università è un po' quella che
- 35:33Speaker 3: abbiamo cercato di descrivere magari da visioni un po' diverse
- 35:37Speaker 3: ma che tutto sommato tutte quante andavano nella stessa direzione
- 35:40Speaker 3: e quindi l'università come infrastruttura di comunità deve in qualche
- 35:46Speaker 3: maniera interrogarsi sulla qualità dell'innovazione. Non è detto che ogni
- 35:54Speaker 3: innovazione tecnologica sia effettivamente qualcosa che può essere di aiuto
- 36:01Speaker 3: allo sviluppo civile. Dobbiamo chiederci se Migliora in qualità del lavoro,
- 36:07Speaker 3: di occupazione, di qualità appunto della vita, riduce le disuguaglianze
- 36:13Speaker 3: e contribuisce al miglioramento complessivo della vita di tutti quanti noi.
- 36:19Speaker 3: Quindi l'università non trasferisce soltanto soluzioni, questo è importante dirlo.
- 36:26Speaker 3: ma in realtà porta con sé la capacità del confronto,
- 36:29Speaker 3: della critica, della pluralità delle idee, delle discipline, degli strumenti,
- 36:34Speaker 3: appunto per poi andare a valutare l'effetto che fa sull'ambiente,
- 36:40Speaker 3: sulla società, sull'economia, sulle innovazioni quindi il rapporto come stavo
- 36:45Speaker 3: accennando con il terzo settore anche non solo con le
- 36:48Speaker 3: imprese ma con il terzo settore è altrettanto importante perché
- 36:52Speaker 3: appunto non si devono produrre come dicevo semplicemente delle soluzioni
- 36:57Speaker 3: ma tutto nasce da uno scambio, da un'interrelazione e quindi
- 37:01Speaker 3: da un arricchimento comune Chiaramente l'università ha il compito anche
- 37:10Speaker 3: di produrre dati, come è stato detto, di competenze e
- 37:14Speaker 3: anche metodi, soprattutto metodi di valutazione per migliorare anche le
- 37:19Speaker 3: politiche pubbliche. E quindi credo fortemente che l'università debba riuscire
- 37:29Speaker 3: a coniugare queste sue capacità che sono proprio insite nella
- 37:34Speaker 3: natura stessa dell'università affinché appunto ci possa stabilire sempre un
- 37:40Speaker 3: continuo dialogo con le istituzioni ma non solo con le imprese,
- 37:45Speaker 3: col terzo settore e avviare proprio una circolazione, un ciclo d'accordo.
- 37:50Speaker 3: Mi piaceva chiudere con una piccola osservazione sul diritto di
- 37:54Speaker 3: restare visto che è un po' questo il punto. Ecco
- 37:59Speaker 3: vorrei affermare che il diritto di restare non significa ridurre
- 38:04Speaker 3: la mobilità cioè non sono due cose in contraddizione. e
- 38:08Speaker 3: un po' tutto sommato sono state dette anche dai miei
- 38:11Speaker 3: colleghi prima significa sostanzialmente impedire che sia l'unica soluzione l'unica
- 38:18Speaker 3: possibilità per realizzare le proprie aspirazioni quando questo accade allora
- 38:24Speaker 3: diventa qualche cosa tutto sommato di patologico e non di
- 38:28Speaker 3: fisiologico quale dovrebbe essere perché la mobilità fa bene a
- 38:33Speaker 3: tutti quindi diciamo Se anche la stessa conoscenza deve circolare
- 38:44Speaker 3: deve lasciare qualche cosa e quindi ci vuole un flusso
- 38:48Speaker 3: e se produce capacità diffusa e nuove opportunità allora credo
- 38:54Speaker 3: che abbiamo quello che vogliamo cioè uno sviluppo comune.
- 39:00Speaker 2: allora intanto volevo ringraziarvi perché siete stati perfetti come tempi
- 39:07Speaker 2: sono le 11 meno 1 abbiamo rispettato i nostri volari
- 39:12Speaker 2: prima di tornare perché ho un'ultimissima domanda per voi prima
- 39:15Speaker 2: di lasciarvi alla giornata volevo con l'aiuto di Elisa anche
- 39:20Speaker 2: dare un'occhiata al risultato del nostro primo test in qualche
- 39:26Speaker 2: modo vediamo se siete stati almeno quelli che hanno scaricato
- 39:30Speaker 2: il QR code, alla domanda se poteste rimuovere una sola
- 39:33Speaker 2: barriera entro il 2030, quale scegliereste? Allora, vedete qua, 53%
- 39:39Speaker 2: mobilità accessibile anche a chi ha meno risorse economiche. Alleanza
- 39:44Speaker 2: tra università e territori capaci di trattenere i talenti per
- 39:47Speaker 2: il 25% di coloro che hanno votato. Titoli e crediti
- 39:51Speaker 2: formativi riconosciuti automaticamente in tutta Europa, 13%. Infine 9% dati
- 39:57Speaker 2: e infrastrutture di ricerca realmente condivisi tra gli Atenei. Allora,
- 40:03Speaker 2: dicevamo che in queste settimane si sta scrivendo l'Era Act.
- 40:09Speaker 2: Non 90 secondi a testa, ma 60 secondi a testa.
- 40:14Speaker 2: Una sola misura che ci mettereste dentro? A questo punto
- 40:17Speaker 2: riparto dalla rettrice Petrucci. Io
- 40:21Speaker 3: sarò rapidissima perché... Consiglierei di non partire da zero perché
- 40:25Speaker 3: in realtà esistono due documenti secondo me fondamentali, una è
- 40:31Speaker 3: la Carta Europea dei Ricercatori e anche lo Human Research
- 40:35Speaker 3: Strategy for Researchers, che è anche questo, diciamo così, delle
- 40:41Speaker 3: linee guida che possono essere utili, quindi la misura che
- 40:45Speaker 3: io proporrei per l'ERA Act è quindi fare della Carta
- 40:48Speaker 3: dei Ricercatori, dell'Europea dei Ricercatori e appunto di quest'altro documento,
- 40:52Speaker 3: linea guida cioè lo Human Research Strategy for Researchers il
- 40:57Speaker 3: quadro comune ed effettivamente esigibile per le politiche del personale
- 41:03Speaker 3: della ricerca di tutto ho finito
- 41:06Speaker 2: eccezionale Rettore Bellotti
- 41:10Speaker 4: a me piacerebbe una sorta di obbligo di avere soltanto
- 41:16Speaker 4: titoli congiunti tra due università di due paesi diversi quindi
- 41:20Speaker 4: per esempio durante la triennale si passa obbligatoriamente un anno
- 41:24Speaker 4: all'estero naturalmente a spese dell'Europa in qualche modo e si
- 41:30Speaker 4: ottiene sempre il titolo congiunto forzerei molto questa misura perché
- 41:36Speaker 4: ci aiuta a sentirci ancora più europei e penso che
- 41:39Speaker 4: si possa anche finanziare risparmiando un po' di risorse che
- 41:44Speaker 4: stiamo dedicando in questo momento alla ricerca bellica
- 41:48Speaker 2: segretario Barucco
- 41:58Speaker 5: Allora, io baro, perché dico due cose. Uno, torno sul
- 42:03Speaker 5: tema dell'Università Euro- Mediterranea, ma semplicemente perché siamo a Firenze. Firenze
- 42:07Speaker 5: è appunto una delle città con una specie di Boston italiana,
- 42:11Speaker 5: in cui ha una quantità di istituzioni internazionali. E quindi Firenze,
- 42:15Speaker 5: secondo me, ha tutta la capacità di svolgere un ruolo
- 42:19Speaker 5: guida anche per tutto il sistema universitario italiano per essere
- 42:23Speaker 5: centrale in questo progetto, che è destinato... a rivoluzionare per
- 42:27Speaker 5: certi versi anche la nostra industria. E vado brevissimo su
- 42:31Speaker 5: un punto perché i colleghi hanno già trattato, è il
- 42:35Speaker 5: tema della portabilità dei finanziamenti tra uno Stato e l'altro.
- 42:39Speaker 5: Questo è un tema fondamentale perché la concessione, la vittoria
- 42:43Speaker 5: di determinate gare, appalti per progetti di ricerca in varie
- 42:47Speaker 5: università o centri nazionali di ricerca è collegata alla capacità
- 42:52Speaker 5: individuale del ricercatore, della squadra che lui riesce a mettere insieme.
- 42:56Speaker 5: ma spesso anche a delle persone. La possibilità nel momento
- 42:59Speaker 5: in cui questa persona, questi sono progetti che durano vari anni,
- 43:03Speaker 5: la possibilità nel momento in cui questa persona si trasferisce
- 43:06Speaker 5: presso un altro Ateneo di portare con sé questa ricerca
- 43:10Speaker 5: e i finanziamenti collegati.
- 43:12Speaker 2: Grazie. Allora, siamo giunti al termine di questo primo panel.
- 43:18Speaker 2: Le prime quattro libertà sono state costruite in 50 anni
- 43:22Speaker 2: contro la resistenza degli stati stessi che poi le hanno
- 43:26Speaker 2: rivendicate come proprie. La quinta arriva in un momento in
- 43:30Speaker 2: cui l'Europa non può permettersi altri 50 anni quindi vedremo
- 43:34Speaker 2: che cosa accadrà un applauso ancora al segretario generale dell'istituto
- 43:38Speaker 2: universitario europeo armando barucco al rettore dell'università di bari roberto
- 43:44Speaker 2: bellotti alla rettrice dell'università di firenze alessandra petrucci buon festival
- 43:51Speaker 2: a tutti e buon divertimento grazie