Latest / Da Una Sola Parte / Migrazioni e remigrazione: la differenza che conta
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- 0:00Speaker 2: Il potere raccontato da chi sta sempre dalla parte più debole. Politica, diritti, lavoro, pace, felicità.
- 0:10Speaker 2: Io sono Marco Guercio. Questo è Da una sola parte.
- 0:17Speaker 2: Immaginate per un momento una carta geografica senza confini. Non
- 0:23Speaker 2: una carta politica, con gli stati colorati e le linee nette.
- 0:28Speaker 2: ma una carta più antica, più vera, con le montagne,
- 0:31Speaker 2: i deserti, i fiumi, i mari, i campi, città, strade.
- 0:38Speaker 2: Su quella carta l'umanità si muove da sempre. Si muove
- 0:44Speaker 2: per fame, per guerra, per amore, per lavoro, per paura,
- 0:50Speaker 2: per curiosità, per futuro. Si muove perché... ad esempio una
- 0:58Speaker 2: terra diventa sterile oppure perché un esercito arriva di notte
- 1:06Speaker 2: o perché un salario non basta più perché un figlio
- 1:10Speaker 2: merita una possibilità che nel luogo in cui è nato
- 1:15Speaker 2: non trova la migrazione non è un incidente della storia
- 1:20Speaker 2: è una delle forme della storia noi siamo qui perché
- 1:27Speaker 2: qualcuno prima di noi si è spostato. I popoli che
- 1:33Speaker 2: oggi si immaginano puri sono il risultato di mescolanze, invasioni, fughe, ritorni, matrimoni, commerci,
- 1:45Speaker 2: lingue che si sono mischiate, cibi che hanno attraversato mari,
- 1:51Speaker 2: religioni che hanno camminato sulle gambe degli uomini. Ogni identità nazionale,
- 1:57Speaker 2: quando la si guarda da vicino, somiglia più a un
- 2:00Speaker 2: fiume che a una statua, per capirci. Eppure oggi, in Europa,
- 2:07Speaker 2: si racconta la migrazione come se fosse un assedio, come
- 2:13Speaker 2: se milioni di persone si fossero svegliate una mattina con
- 2:18Speaker 2: l'idea di disturbare il nostro ordine. Come se chi parte
- 2:24Speaker 2: dalla Siria, dal Sudan, dall'Afghanistan, dal Bangladesh o dall'Ucraina lo
- 2:31Speaker 2: facesse per capriccio, per invadere, per occupare addirittura. È una
- 2:38Speaker 2: narrazione comoda. Serve a costruire un nemico visibile, riconoscibile, facile
- 2:45Speaker 2: da indicare. Serve soprattutto a nascondere tutto il resto visibile.
- 2:51Speaker 2: Perché quando una politica non sa più parlare di salari,
- 2:55Speaker 2: parla di confini. Quando non sa più garantire case, parla
- 3:01Speaker 2: di rimpatri. Quando non sa più organizzare sanità, scuole, trasporti,
- 3:07Speaker 2: sicurezza urbana, lavoro dignitoso, cerca qualcuno da mettere al centro
- 3:13Speaker 2: della rabbia collettiva. Lo straniero diventa così la spiegazione di tutto.
- 3:20Speaker 2: Il degrado, la paura, la povertà, la criminalità, perfino la solitudine.
- 3:27Speaker 2: È una scorciatoia mentale, ma è anche una frode politica,
- 3:33Speaker 2: che è un trucco vecchio quanto il potere. La parola
- 3:38Speaker 2: più inquietante che gira oggi in certe destre europee è remigrazione.
- 3:44Speaker 2: Suona tecnica, quasi pulita. Sembra una pratica d'ufficio, un modulo,
- 3:51Speaker 2: una procedura. E in realtà però dietro quella parola si
- 3:55Speaker 2: nasconde l'idea di espulsioni di massa, di persone da sradicare,
- 4:02Speaker 2: di vite da cancellare dai territori in cui lavorano, studiano,
- 4:07Speaker 2: crescono figli, pagano tasse, curano anziani, costruiscono pezzi della nostra
- 4:13Speaker 2: vita quotidiana. È una parola pensata per rendere accettabile quello che, diciamocelo,
- 4:22Speaker 2: farebbe paura anche a molti che oggi applaudono. Perché se
- 4:28Speaker 2: dici reimmigrazione, sembra una politica. Se dici deportazione di massa,
- 4:34Speaker 2: allora la scena cambia. Il punto più assurdo di questa
- 4:38Speaker 2: visione è che immagina una società come un corpo da purificare.
- 4:45Speaker 2: Ma una società funziona come un organismo complesso. Se togli
- 4:49Speaker 2: i lavoratori, famiglie, studenti, contribuenti, imprenditori, badanti, operai agricoli, infermieri, muratori, autisti, camerieri, tecnici,
- 5:01Speaker 2: colpisci anche te stesso. Togli braccia al lavoro, contributi alle pensioni.
- 5:07Speaker 2: Bambini alle scuole, vita ai quartieri, domanda ai negozi, forza
- 5:14Speaker 2: alle imprese, cura alle famiglie. La reimmigrazione promette ordine ma
- 5:21Speaker 2: invece produce amputazione. E poi c'è l'altra equazione, quella più
- 5:27Speaker 2: volgare e più ripetuta. Straniero uguale delinquente. Qui però bisogna
- 5:35Speaker 2: essere molto precisi. e seri la criminalità esiste naturalmente esistono
- 5:42Speaker 2: reati commessi da stranieri come esistono reati commessi da italiani
- 5:47Speaker 2: chi commette un reato va perseguito giudicato condannato quando le
- 5:52Speaker 2: prove ci sono punto fine Trasformare però una responsabilità individuale
- 5:59Speaker 2: in una colpa etnica significa abbandonare il diritto e rientrare
- 6:05Speaker 2: nella superstizione. Perché questo è. I dati, se li leggiamo
- 6:10Speaker 2: con onestà, dicono una cosa molto più complessa. Gli stranieri
- 6:14Speaker 2: sono sovrarappresentati in carcere, ma questa sovrarappresentazione parla anche di marginalità, Irregolarità, povertà,
- 6:26Speaker 2: minore accesso alle misure alternative, difese più deboli, controlli più frequenti,
- 6:34Speaker 2: condizioni abitative e lavorative peggiori Soprattutto gli studi più seri
- 6:40Speaker 2: non mostrano un legame automatico tra presenza di immigrati regolari
- 6:47Speaker 2: e aumento della criminalità Anzi, quando le persone hanno documenti, lavoro, casa, lingua, scuola, relazione,
- 6:56Speaker 2: il conflitto sociale si riduce. Quando vengono spinte nell'irregolarità, nel
- 7:01Speaker 2: lavoro nero, nei dormitori informali, nella paura di denunciare, allora
- 7:05Speaker 2: cresce il potere dei ricattatori, dei caporali e quindi anche
- 7:09Speaker 2: delle economie criminali. La sicurezza vera nasce dall'integrazione. La clandestinità,
- 7:17Speaker 2: costruita per legge invece, alimenta proprio ciò che la propaganda
- 7:22Speaker 2: dice di voler combattere. Guardiamo l'Italia. Qui siamo proprio al
- 7:27Speaker 2: grottesco quando ci si riferisce alla retorica dell'invasione. Il nostro
- 7:33Speaker 2: problema strutturale non è l'eccesso di popolazione, è il contrario,
- 7:38Speaker 2: è lo svuotamento. Nel 2025 in Italia sono nati circa 355.000 bambini
- 7:46Speaker 2: e sono morte circa 652.000 persone. Cioè il saldo naturale è
- 7:53Speaker 2: negativo di quasi 300.000 unità. Questo significa che senza migrazione ogni
- 8:00Speaker 2: anno perderemmo l'equivalente di una grande città. E la popolazione
- 8:06Speaker 2: resta in piedi perché entrano persone dall'estero. Punto. Questo dice
- 8:10Speaker 2: la demografia. che ha un pregio, non è uno slogan.
- 8:16Speaker 2: Intanto gli italiani poi continuano anche ad andarsene. Ora, gli
- 8:21Speaker 2: iscritti all'aere sono oltre 6 milioni, quindi quasi un italiano su 9
- 8:27Speaker 2: vive fuori dall'Italia. Negli ultimi vent'anni gli espatri hanno superato
- 8:35Speaker 2: di tanto i ritorni. C'è un'Italia fuori dall'Italia. Giovani, laureati, camerieri, ricercatori, infermieri, artigiani,
- 8:45Speaker 2: famiglie intere. Quindi il bilancio reale è questo. Entrano migranti
- 8:53Speaker 2: perché il paese ne ha bisogno. Escono italiani perché spesso
- 8:57Speaker 2: qui non trovano salari, futuro, stabilità e riconoscimento. E nascono
- 9:02Speaker 2: pochi figli perché troppe coppie giovani vivono in condizioni materiali
- 9:06Speaker 2: che rendono la genitorialità un azzardo. Quando una coppia rinuncia
- 9:13Speaker 2: a un figlio perché il contratto è precario, l'affitto è impossibile,
- 9:17Speaker 2: l'asilo costa troppo, gli orari sono incompatibili con la vita,
- 9:22Speaker 2: allora quel figlio entra nel conto invisibile del declino italiano.
- 9:28Speaker 2: La destra parla di natalità come rito patriottico, però governa
- 9:33Speaker 2: dentro un modello sociale che rende fare figli una prova
- 9:37Speaker 2: di resistenza economica. Poi ci sono i numeri dell'economia. I
- 9:42Speaker 2: lavoratori immigrati contribuiscono a una quota rilevante del PIL, versano tasse, contributi,
- 9:48Speaker 2: tengono in piedi settori interi, l'agricoltura, l'edilizia, la logistica, l'assistenza familiare,
- 9:54Speaker 2: il turismo, la ristorazione, la manifattura. Le imprese italiane programmano
- 9:59Speaker 2: ogni anno centinaia di migliaia di ingressi di lavoratori stranieri
- 10:02Speaker 2: perché non trovano personale sufficiente. Questa è la realtà che
- 10:08Speaker 2: nessun comizio può cancellare. Persino i governi che fanno campagna
- 10:13Speaker 2: contro l'immigrazione poi devono aumentare le quote di ingresso per lavoro.
- 10:18Speaker 2: Perché i campi vanno raccolti, gli alberghi vanno aperti, gli
- 10:21Speaker 2: anziani vanno assistiti, i cantieri vanno avanti e le fabbriche
- 10:25Speaker 2: devono produrre. L'Italia senza migranti non diventa migliore. più italiana
- 10:33Speaker 2: diventa più vecchia più povera e più sola allora qui
- 10:39Speaker 2: non si tratta di scegliere tra apertura ingenua e chiusura
- 10:44Speaker 2: feroce questa alternativa è falsa la scelta seria è tra
- 10:50Speaker 2: governo del fenomeno e propaganda sul fenomeno governare significa creare
- 10:56Speaker 2: canali legali di ingresso distinguere chi cerca protezione da chi
- 11:02Speaker 2: viene per lavoro identificare rapidamente insegnare la lingua riconoscere competenze
- 11:09Speaker 2: combattere il lavoro nero colpire il caporalato distribuire l'accoglienza sui
- 11:15Speaker 2: territori finanziare comuni e servizi dare cittadinanza a chi cresce
- 11:21Speaker 2: qui e pretendere rispetto delle regole offrendo una strada concreta
- 11:26Speaker 2: per rispettarle questo è stato Il resto è teatro. C'è
- 11:35Speaker 2: poi una responsabilità storica che l'Europa rimuove con una facilità imbarazzante.
- 11:41Speaker 2: Molti migranti arrivano anche da luoghi devastati da guerre che
- 11:45Speaker 2: noi abbiamo combattuto, armato, finanziato o tollerato. da economie piegate
- 11:53Speaker 2: da rapporti commerciali ingiusti, da terre impoverite dall'estrazione, da crisi
- 11:59Speaker 2: climatiche prodotte in larga parte dalle economie industriali, da confini
- 12:04Speaker 2: disegnati nella stagione coloniale, da regimi sostenuti perché utili ai
- 12:10Speaker 2: nostri interessi. Prima destabilizziamo pezzi di mondo, poi ci stupiamo
- 12:15Speaker 2: se qualcuno bussa la porta. Prima vendiamo armi, poi chiamiamo
- 12:20Speaker 2: emergenza migratoria le persone che fuggono dalla guerra. Prima consumiamo risorse,
- 12:27Speaker 2: poi chiediamo ai popoli impoveriti di restare fermi dentro territori
- 12:30Speaker 2: resi invivibili. È una pretesa infantile e anche crudele. Chi
- 12:36Speaker 2: perde casa, lavoro, raccolto, libertà o sicurezza cerca una via d'uscita.
- 12:41Speaker 2: Lo farebbe chiunque. lo hanno fatto milioni di italiani lo
- 12:46Speaker 2: farei io lo fareste voi una politica adulta dovrebbe partire
- 12:52Speaker 2: da qui non dalla pietà non dal buonismo non dalla
- 12:56Speaker 2: carità esibita come superiorità morale ma dalla realtà accogliere bene
- 13:02Speaker 2: conviene integrare bene conviene Regolarizzare il lavoro conviene, mandare i
- 13:10Speaker 2: bambini alla scuola conviene, fare imparare la lingua conviene, dare
- 13:17Speaker 2: cittadinanza a chi è già parte della comunità conviene, conviene economicamente, socialmente,
- 13:23Speaker 2: perfino sul piano della sicurezza. Una persona integrata produce ricchezza
- 13:29Speaker 2: e relazioni integrali. Una persona lasciata ai margini diventa più vulnerabile,
- 13:33Speaker 2: più ricattabile, più esposta a ogni forma di sfruttamento. La
- 13:37Speaker 2: vera domanda politica, quindi, è abbastanza semplice. Noi vogliamo persone
- 13:42Speaker 2: visibili o invisibili? Vogliamo lavoratori con diritti o mano d'opera ricattabile?
- 13:49Speaker 2: Vogliamo quartieri vivi o periferie abbandonate? Vogliamo sicurezza sociale o
- 13:55Speaker 2: paura organizzata? La destra preferisce la paura perché la paura
- 14:00Speaker 2: semplifica tutto, ti dice chi odiare ma non ti dice
- 14:04Speaker 2: chi ti sfrutta, ti mostra il povero arrivato da lontano
- 14:08Speaker 2: ma non il potente che ti paga poco, ti parla
- 14:11Speaker 2: del barcone ma non del contratto precario, ti parla dello
- 14:14Speaker 2: straniero nel quartiere ma non del taglio della sanità alla scuola,
- 14:18Speaker 2: ai trasporti o alle case popolari. Il migrante è il
- 14:22Speaker 2: capo espriatorio perfetto, spesso non vota, non possiede giornali, non
- 14:26Speaker 2: finanzia campagne elettorali, non siede nei luoghi del potere, è
- 14:30Speaker 2: debole e proprio per questo viene indicato. Ma un paese
- 14:36Speaker 2: serio non costruisce il futuro contro i più deboli, lo
- 14:40Speaker 2: costruisce organizzando la convivenza, difendendo il lavoro, redistribuendo ricchezza. facendo
- 14:47Speaker 2: funzionare lo Stato, impedendo che la paura diventi programma politico.
- 14:53Speaker 2: Le migrazioni continueranno, continueranno perché gli esseri umani cercano vita,
- 14:58Speaker 2: cercano lavoro, pace, futuro, continueranno perché il mondo è diseguale, armato,
- 15:03Speaker 2: caldo e interdipendente, continueranno perché nessun decreto può abolire la speranza.
- 15:11Speaker 2: La questione è quale forma daremo a questo movimento, diritto
- 15:15Speaker 2: o mercato nero? integrazione o sfruttamento, cittadinanza o sospetto permanente,
- 15:23Speaker 2: governo o propaganda. Chi promette di fermare la storia vende
- 15:29Speaker 2: una bugia. Chi prova a organizzarla fa politica. Il potere
- 15:41Speaker 2: raccontato da chi sta sempre dalla parte più debole. politica
- 15:46Speaker 2: diritti lavoro pace felicità io sono marco guercio questo è
- 15:54Speaker 2: da una sola parte