Latest / Allora! News Podcast / Allora! Crepe d’Italia - il delitto Matteotti
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- 0:16Speaker 2: questa è la seconda puntata di Le Crepe d'Italia dopo
- 0:19Speaker 2: la banca romana dopo il denaro e le banche arriviamo
- 0:23Speaker 2: a una frattura più profonda il momento in cui lo
- 0:26Speaker 2: scandalo smette di essere solo politico e diventa violenza di
- 0:30Speaker 2: stato o almeno violenza protetta dal potere Per questo la
- 0:36Speaker 2: puntata di oggi non è solo cronaca di omicidio, è
- 0:39Speaker 2: il racconto di una domanda. Cosa succede quando una democrazia
- 0:43Speaker 2: viene colpita non dall'esterno, ma dall'interno? Quando chi governa usa
- 0:50Speaker 2: ancora le parole della legge, ma permette alla forza di
- 0:53Speaker 2: decidere ciò che la legge non dovrebbe mai decidere? Matteotti
- 0:58Speaker 2: è la crepa in cui si vede il passaggio. Prima
- 1:02Speaker 2: ci sono ancora le forme della libertà, Dopo quelle forme lessono,
- 1:06Speaker 2: ma si svuotano. Il Parlamento c'è, ma non è più
- 1:11Speaker 2: un luogo libero. I giornali ci sono, ma vengono sempre
- 1:15Speaker 2: più controllati. L'opposizione c'è, ma viene intimidita, esclusa, perseguitata. Il
- 1:23Speaker 2: delitto non inventa il fascismo, lo rivela. Per capire il
- 1:56Speaker 2: delitto Matteotto bisogna partire da una zona grigia. Nel 1924 il
- 2:02Speaker 2: fascismo è già al governo, ma l'Italia non è ancora
- 2:06Speaker 2: formalmente una dittatura compiuta. Il Parlamento esiste, i partiti di
- 2:11Speaker 2: opposizione esistono, il giornale esiste, il re esiste, le istituzioni
- 2:16Speaker 2: liberali sono ancora in piedi. Ma sono in piedi come
- 2:20Speaker 2: una casa dopo una scossa, le mura. Ci sono, ma
- 2:25Speaker 2: dentro si è aperta una crepa. Dal 1922, dopo la marcia
- 2:30Speaker 2: su Roma, Perinto Mussolini è Presidente del Consiglio. Non ha
- 2:36Speaker 2: preso il potere solo contro la rivoluzione. Lo ha ricevuto
- 2:42Speaker 2: dentro le forme dello Stato monarchico con l'incarico di lei
- 2:46Speaker 2: Vittorio Emanuele III. Questo è il punto inquietante. Il fascismo
- 2:53Speaker 2: non entra nella storia italiana rompendo subito tutte le porte,
- 2:57Speaker 2: entra anche attraverso porte lasciate aperte. Una parte della classe
- 3:04Speaker 2: di intelligenza liberale pensa di poterlo usare, controllare, normalizzare, pensa
- 3:09Speaker 2: che Mussolini sia un'argine contro socialisti, popolari, sciopri, disordini. Pensa
- 3:17Speaker 2: che la violenza squadrista possa essere incorporata nello Stato e
- 3:23Speaker 2: resa innocua. È un'illusione, ma nel 1924 è ancora un'illusione potente.
- 3:33Speaker 2: Il governo Mussolini e il suo gruppo dei fascisti, nazionalisti, liberali,
- 3:37Speaker 2: settori conservatori, pezzi dell'establishment, la violenza delle squadre fasciste continua,
- 3:44Speaker 2: soprattutto contro socialisti, sindacalisti, cooperative, amministratori locali, giornali ostili, ma
- 3:51Speaker 2: al centro a Roma il regime cerca di presentarsi come
- 3:55Speaker 2: governo d'ordine. Qui nasce la grande ambiguità italiana del 1924, il
- 4:05Speaker 2: fascismo vuole apparire legale mentre distrugge le condizioni della legalità.
- 4:12Speaker 2: La violenza fascista non è una comparsa, È il metodo
- 4:18Speaker 2: che ha permesso il movimento di crescere. Case del popolo assaltate,
- 4:23Speaker 2: sindaci costretti a dimettersi, leghe contadine distrutte, giornali devastati, oppositori picchiati,
- 4:30Speaker 2: amministratori locali piegati. Non è un'esplosione momentanea, è una pedagogia
- 4:36Speaker 2: della paura. E mentre la paura lavora nelle province, a
- 4:41Speaker 2: Roma si costruisce la normalità. Mussolini parla di governo, di disciplina,
- 4:47Speaker 2: di ordine, di nazione. Questa doppia lingua è decisiva. Il
- 4:52Speaker 2: fascismo rassicura chi vuole essere rassicurato e minaccia chi deve
- 4:56Speaker 2: essere minacciato. È manganello e cravatta, violenza e legalità, piazza
- 5:03Speaker 2: e mistero. Bacchiotte capisce questa doppiezza, capisce che non basta
- 5:12Speaker 2: dire il governo a una maggioranza, Bisogna chiedere come l'ha tenuta,
- 5:17Speaker 2: con quale strumento, dentro quale clima, con quale libertà negata,
- 5:22Speaker 2: prima ancora che l'elettore arriva alle urna. Per consolidare il
- 5:29Speaker 2: potere Mussolini ha bisogno di una Camera più docile e
- 5:34Speaker 2: per ottenerla serve una legge elettorale, la legge Acerbo, approvata nel 1923.
- 5:42Speaker 2: Il meccanismo è semplice e potentissimo. La lista arriva prima
- 5:49Speaker 2: a livello nazionale, superando il 25% dei voti. Ottieni due
- 5:53Speaker 2: terzi dei sergi alla Camera. Il resto viene diviso tra
- 5:56Speaker 2: le miglioranze. Tradotto, non serve avere la maggioranza assoluta degli elettori.
- 6:02Speaker 2: Basta essere i primi a superare una sogna relativamente bassa.
- 6:07Speaker 2: Il premio trasforma una vittoria elettorale in controllo parlamentare. Ma
- 6:13Speaker 2: nel caso del 1924 non c'è solo la legge, c'è il contesto,
- 6:18Speaker 2: c'è il clima, c'è il listone nazionale guidato da Mussolini
- 6:22Speaker 2: che raccoglie fascisti e molti notabili liberali e conservatori. C'è
- 6:27Speaker 2: l'apparato dello Stato che guarda spesso dalla parte del governo
- 6:31Speaker 2: e ci sono le squadre che intimidiscono, picchiano, impediscono comizi,
- 6:37Speaker 2: bruciano sedi e giornali. Le elezioni del 6 aprile 1924 non si
- 6:44Speaker 2: svolgono in un clima normale. Questo è il cuore della
- 6:48Speaker 2: denuncia di Matteotti. Non basta guardare il risultato, bisogna guardare
- 6:53Speaker 2: come quel risultato è stato prodotto. Il ristone vince largamente.
- 7:00Speaker 2: Il fascismo tiene una maggioranza enorme, ma per Matteotti la
- 7:04Speaker 2: questione è più profonda. Se il voto nasce dentro la paura,
- 7:08Speaker 2: è ancora un voto libero? Questa domanda è modernissima, perché
- 7:15Speaker 2: la democrazia non è solo mettere una scheda in un'urna,
- 7:20Speaker 2: è tutto quello che accade prima, potersi riunire, parlare, stampare
- 7:24Speaker 2: un giornale, fare campagna elettorale, criticare il governo, non temere
- 7:30Speaker 2: i rappresagli. Se queste condizioni vengono distrutte, il voto resta
- 7:35Speaker 2: come rito, ma perde sostanza. E qui che il caso
- 7:40Speaker 2: Matteotti entra perfettamente nella nostra serie. Uno scandalo non è
- 7:46Speaker 2: soltanto la scoperta di qualcosa che non va, è la
- 7:50Speaker 2: scoperta che una procedura pulita in apparenza può essere sporca
- 7:56Speaker 2: da radice. Le elezioni ci sono state, i sedi si
- 8:01Speaker 2: sono aperti, i risultati sono arrivati, ma Matteotti dice, guardate meglio,
- 8:08Speaker 2: Guardate cosa c'è intorno al numero. E intorno al numero
- 8:13Speaker 2: ci sono minacce, aggressioni, paesi controllati dalle squadre, oppositori messi
- 8:18Speaker 2: a tacere, amministratori locali intimiditi. Il numero finale è il
- 8:23Speaker 2: prodotto di un paese in cui molti non hanno potuto
- 8:26Speaker 2: comportarsi da cittadini liberi. E qui entriamo nel cuore della puntata.
- 8:38Speaker 2: Già con Matteotti non è un martirinato, è un politico.
- 8:44Speaker 2: E questa cosa è importante, perché spesso la memoria trasforma
- 8:48Speaker 2: le persone uccise in simboli immobili. Matteotti invece era un
- 8:55Speaker 2: uomo concreto, duro e preparato. Nasce a Fratta Polesine nel 1885
- 9:04Speaker 2: in una famiglia giata studia legge, entra presto nel socialismo uniformista,
- 9:14Speaker 2: si occupa di amministrazione locale, cooperativi, braccianti, comuni, bilanci, non
- 9:21Speaker 2: è rivoluzionario da cominci infuocato, è un oppositore metodico, uno
- 9:28Speaker 2: che legge carte, controlla numeri, annota violenze, costruisce dossier, questo
- 9:35Speaker 2: lo rende pericoloso, Non perché urla più forte degli altri,
- 9:40Speaker 2: ma perché documenta. Il potere sopporta meglio l'insulto della prova.
- 9:47Speaker 2: L'insulto può essere liquidato come propaganda. La prova, invece, resta.
- 9:54Speaker 2: Già prima del 1924 Matteo denuncia lo squadrismo. Nel libro Un
- 10:00Speaker 2: anno di dominazione fascista raccoglie episodi abusi, violenze, illegalità. La
- 10:08Speaker 2: sua posizione non è retorica, è amministrativa, parlamentare, quasi notarile.
- 10:17Speaker 2: Matteotti vuole inchiodare il fascismo alla contraddizione tra il linguaggio
- 10:21Speaker 2: dell'ordine e la pratica della violenza. Per questo il suo
- 10:26Speaker 2: discorso del 30 maggio non arriva dal nulla e il punto
- 10:31Speaker 2: culminante della di una battaglia già cominciata. Mattiotti ha un
- 10:39Speaker 2: tratto che lo rende scomodo anche gli avversari più abituati
- 10:43Speaker 2: alla propaganda. Non si limita a dire che il fascismo
- 10:47Speaker 2: è brutale. Lo dimostra con il linguaggio delle istituzioni, nomi, luoghi, dati, episodi,
- 10:55Speaker 2: meccanismi amministrativi. è il tipo di oppositore che non lascia
- 11:00Speaker 2: il potere in confronto di sentirsi vittima di una caricatura.
- 11:05Speaker 2: E poi c'è un'altra cosa. Matteotti non rappresenta solo la
- 11:09Speaker 2: protesta morale, rappresenta la possibilità che l'opposizione usi ancora le
- 11:16Speaker 2: regole dello Stato contro chi sta svuotando quelle regole. E
- 11:22Speaker 2: questo che rende il suo gesto così forte non scappa
- 11:26Speaker 2: dal Parlamento. entra nel Parlamento e lo prende sul serio.
- 11:32Speaker 2: Per un regime che vuole mantenere l'apparenza della legalità, un
- 11:36Speaker 2: uomo così è più pericoloso di un nemico armato, perché
- 11:41Speaker 2: mosso è che la legalità non appartiene al potere, appartiene
- 11:46Speaker 2: anche a chi lo contesta. Il 30 maggio 1924 la nuova Camera
- 11:52Speaker 2: si riunisce, La maggioranza fascista è forte, rumorosa, aggressiva. Mattiotti
- 12:03Speaker 2: prende la parola per contestare la convalida degli eletti della maggioranza.
- 12:09Speaker 2: Non fa un discorso generico contro Mussolini. Fa qualcosa di
- 12:14Speaker 2: più grave. Mette sotto accusa il processo elettorale. Elenca violenze, intimidazioni, irregolarità.
- 12:25Speaker 2: Parla di candidati impegnati. impediti a parlare, di elettori condizionati,
- 12:31Speaker 2: di libertà cancellati prima ancora del voto. La sua richiesta
- 12:36Speaker 2: è politicamente esclusiva, annullare le elezioni. In aula il clima
- 12:42Speaker 2: è durissimo, interruzioni, crisi, tensioni, come siamo abituati a vedere,
- 12:47Speaker 2: l'abbiamo visto anche ultimamente con la legge elettorale, a proposito
- 12:51Speaker 2: di legge elettorale. Matteotti continua, è un discorso parlamentare ma
- 12:56Speaker 2: sembra già una scelta di confine, da una parte la parola,
- 13:00Speaker 2: dall'altra parte la minaccia. Ed è qui che si vede
- 13:04Speaker 2: una cosa fondamentale, il Parlamento per esistere ha bisogno che
- 13:10Speaker 2: la parola dell'opposizione sia protetta. Puoi non essere d'accordo, puoi
- 13:16Speaker 2: votare contro, puoi rispondere, Ma se chi la denuncia la
- 13:23Speaker 2: violenza e viene poi aggredito, allora non siamo più dentro
- 13:27Speaker 2: una normale lotta politica. Secondo, la frase che è diventata celebre,
- 13:35Speaker 2: ma che oltre avrebbe detto ai compagni, preparate il discorso funebre,
- 13:41Speaker 2: che la formula sia stata detta esattamente così o sia
- 13:45Speaker 2: diventata memoria politica, racconta bene il punto fondamentale. Mattinotti sapeva
- 13:50Speaker 2: di aver attraversato una soglia. Il suo discorso non è
- 13:55Speaker 2: solo un atto di opposizione, è una sfida alla legittimità
- 14:00Speaker 2: del potere fascista. Ma fermiamoci un momento sulla parola legittimità.
- 14:07Speaker 2: Mussolini non ha bisogno solo di comandare, ha bisogno che
- 14:11Speaker 2: il comando sia ingiustificato, ha bisogno che la vittoria elettorale
- 14:14Speaker 2: appaia come il riconoscimento del paese. Ha bisogno che il
- 14:19Speaker 2: Parlamento certifichi ciò che la violenza ha preparato. Mattiotti spezza
- 14:25Speaker 2: questo passaggio. Dice no, non potete chiamare consenso ciò che
- 14:32Speaker 2: è nato sotto la minaccia. Non potete trasformare la paura
- 14:37Speaker 2: in maggioranza. Non potete chiedere al Parlamento di convalidare se
- 14:41Speaker 2: stesso fingendo di non vedere ciò che è successo fuori dall'aula.
- 14:47Speaker 2: In quel momento l'aula diventa una macchina della verità. Non
- 14:51Speaker 2: perché dica tutto, ma perché costringe tutti a scegliere dove stare.
- 14:58Speaker 2: Chi interrompe Matteotti, chi lo minaccia, chi lo ascolta, chi tace.
- 15:06Speaker 2: Il discorso è una prova per il fascismo, ma anche
- 15:09Speaker 2: per lo Stato liberale. E lo Stato liberale fallisce quella prova.
- 15:17Speaker 2: Passano dieci giorni. Il 10 giugno 1924 Matteotti viene rapito a Roma
- 15:28Speaker 2: da un gruppo di squadristi legati all'ambiente fascista. Il nome
- 15:32Speaker 2: più noto è Americo D'Umini. L'aggressione avviene in pieno giorno.
- 15:40Speaker 2: Matteotti viene trascinato su un'automobile, si difende, lotta, viene colpito.
- 15:48Speaker 2: Morirà durante il sequestro. Il corpo viene nascosto fuori Roma
- 15:54Speaker 2: nella zona di Quantarella e ritrovato soltanto il 16 agosto. Per
- 15:59Speaker 2: settimane il paese non ha un cadavere, non ha una
- 16:02Speaker 2: certezza crescente che sicuramente giorno dopo giorno cresce. Matteotti è
- 16:15Speaker 2: stato eliminato. La notizia scuote l'Italia, i giornali seguono il caso,
- 16:22Speaker 2: l'opposizione accusa, il governo cerca di prendere distanza, alcuni responsabili
- 16:27Speaker 2: materiali vengono arrestati, ma la domanda che attraversa il paese
- 16:31Speaker 2: non riguarda solo gli esecutori. L'assenza del corpo rende tutto
- 16:36Speaker 2: ancora più angosciante. Non c'è funerale, non c'è chiusura, non
- 16:41Speaker 2: c'è una scelta definitiva. C'è un vuoto. E quel vuoto
- 16:45Speaker 2: diventa politico. Ogni giorno senza Matteotti è un'accusa. Ogni settimana
- 16:54Speaker 2: che passa la situazione salva sempre di più e ogni
- 16:59Speaker 2: smentita suona fragile, ogni ritardo diventa sospetto. Il delitto mette
- 17:06Speaker 2: il governo davanti a un problema impossibile da gestire con
- 17:10Speaker 2: la propaganda ordinaria. Non si tratta di un comincio sciolto
- 17:14Speaker 2: con la forza, di una sede devastata in provincia, di
- 17:17Speaker 2: un episodio che può essere minimizzato come scontro tra frazioni.
- 17:23Speaker 2: È un deputato rapito nella capitale. È il Parlamento colpito
- 17:27Speaker 2: nel corpo dei suoi membri. Chi ha deciso? Chi ha coperto?
- 17:37Speaker 2: Quanto sapeva Mussolini? Il delitto è un'iniziativa criminale di un
- 17:42Speaker 2: gruppo di uomini o il prodotto di un clima politico
- 17:46Speaker 2: costruito dal fascismo? Questa è una delle domande più difficili
- 17:54Speaker 2: della storia da rispondere. Noi qui dobbiamo trattarla con precisione.
- 18:03Speaker 2: La responsabilità materiale vengono individuate in un gruppo di squadresti.
- 18:09Speaker 2: La responsabilità politica del fascismo, invece, è molto più ampia.
- 18:13Speaker 2: perché anche quando non puoi ridurre tutto a un ordine scritto,
- 18:18Speaker 2: puoi vedere il sistema che rende possibile il delitto. Il
- 18:28Speaker 2: delitto Matteotti apre la crisi più grave del governo Mussolini.
- 18:34Speaker 2: Per un momento i regimi sembrano vulnerabili, l'indignazione è enorme,
- 18:42Speaker 2: persino una parte dell'opinione pubblica moderata che aveva tollerato il
- 18:46Speaker 2: fascismo come male necessario, resta colpita. Qui lo scandalo diventa
- 18:54Speaker 2: davvero centrale. Non siamo davanti a una violenza nascosta in periferia,
- 18:59Speaker 2: siamo davanti all'assassino di un deputato nazionale, segretario di partito,
- 19:04Speaker 2: pochi giorni dopo un discorso pronunciato in Parlamento. È un
- 19:09Speaker 2: colpo al cuore. del rappresentante le opposizioni decidono di non
- 19:17Speaker 2: partecipare più ai lavori parlamentari e la scessione dell'Aventinio il
- 19:22Speaker 2: nome richiama l'antica Roma ritirarsi sull'Aventinio come gesto morale e
- 19:28Speaker 2: politico l'idea è isolare Mussolini delegittimarlo spingere il re a
- 19:35Speaker 2: intervenire è una scelta comprensibile ma tragica Comprensibile perché restare
- 19:43Speaker 2: una Camera dominata dalla violenza sembrava impossibile. Tragica perché, uscendo dall'aula,
- 19:48Speaker 2: le opposizioni lasciano a Mussolini il terreno parlamentare. Sperano che
- 19:54Speaker 2: la monarchia faccia ciò che loro non possono fare, togliere
- 19:57Speaker 2: l'incarico al capo del governo. L'Aventino è una delle grandi
- 20:07Speaker 2: scene morali della storia italiana. C'è dignità, c'è dolore, c'è rifiuto.
- 20:11Speaker 2: ma c'è anche impotenza. Le opposizioni denunciano l'illegittimità del governo,
- 20:17Speaker 2: ma non hanno la forza materiale per rovesciarlo. Cercono un
- 20:21Speaker 2: arbitro e l'arbitro è il re. Questo passaggio va capito bene.
- 20:29Speaker 2: Nel 1924 la monarchia non è una decorazione. Il re ha
- 20:36Speaker 2: un ruolo reale nella crisi del governo. Il fascismo non
- 20:38Speaker 2: è ancora formato. forma mezzo regime totale la scelta del
- 20:43Speaker 2: Sorrano pesa e proprio perché pesa la sua inerzia diventa
- 20:48Speaker 2: storicamente enorme ma il re non interviene e qui c'è
- 20:56Speaker 2: una delle grandi responsabilità storiche della monarchia italiana Antonio Emanuele
- 21:01Speaker 2: III avrebbe potuto aprire una crisi avrebbe potuto rievocare Mussolini
- 21:06Speaker 2: nominare un altro governo fermare l'escalesso non lo fa per paura, calcolo, convinzione,
- 21:16Speaker 2: debolezza istituzionale, gli storici discutono le sfumature, il risultato però
- 21:24Speaker 2: è chiaro, Mussolini resta, lo scandalo che poteva abbattere diventa
- 21:32Speaker 2: una prova di resistenza, se sopravvive a Matteotti Mussolini capisce
- 21:40Speaker 2: che può andare oltre intanto dentro il fascismo la crisi
- 21:47Speaker 2: produce anche paura Mussolini non è impingibile per alcuni mesi
- 21:54Speaker 2: il suo potere sembra oscillare ma l'opposizione è fuori dall'aula
- 21:58Speaker 2: il re non lo sfiducia gli apprende lo Stato non
- 22:01Speaker 2: rompono davvero con lui e il partito fascista continua a
- 22:05Speaker 2: controllare la piazza L'indignazione esiste, ma non riesce a trasformarsi
- 22:10Speaker 2: in cambio di governo. È una lezione crudele, non basta
- 22:16Speaker 2: che uno scandalo sia enorme. Serve qualcuno, dentro le istituzioni,
- 22:21Speaker 2: disposto a usarlo per fermare il potere. Se nessuno lo fa,
- 22:26Speaker 2: lo scandalo può essere assorbito, può diventare una ferita aperta,
- 22:30Speaker 2: ma non una sola volta. Il 3 gennaio 1925 Mussolini si presenta
- 22:39Speaker 2: alla Camera. È il discorso che molti storici considerano la
- 22:44Speaker 2: soglia simbolica della dittatura fascista. Quel giorno Mussolini non chiede perdono,
- 22:52Speaker 2: non arretra, non si dimette. Rovesce il senso della crisi,
- 22:58Speaker 2: trasforma l'accusa in sfida, pronuncia la formula diventata famosa sulla
- 23:04Speaker 2: responsabilità politica morale storica di quanto è avvenuto è un'assunzione
- 23:13Speaker 2: ambigua e insieme brutale non una confessione giudiziaria ma una
- 23:19Speaker 2: rivendicazione di potere il messaggio è chiaro se il fascismo
- 23:24Speaker 2: è violenza allora quella violenza è parte della storia di
- 23:27Speaker 2: Mussolini e intendo governare da quel momento la frase dell'ambiguità
- 23:33Speaker 2: si chiude O meglio, viene chiuso dal potere. Dopo il 3
- 23:40Speaker 2: gennaio arriviamo alla repressione, le leggi eccezionali, il progressivo soffocamento
- 23:45Speaker 2: della libertà di stampa, la persecuzione degli opposizioni, la trasformazione
- 23:50Speaker 2: del governo in regime. L'assassino di Matteotti non ha fermato
- 23:55Speaker 2: il fascismo, lo ha smascherato, ma una volta smascherato il
- 23:59Speaker 2: fascismo sceglie di non vincere più. Ed è questo il
- 24:04Speaker 2: punto terribile della puntata. A volte uno scandalo rivela il
- 24:08Speaker 2: potere e lo annobolisce, altre volte lo scandalo rivela il
- 24:12Speaker 2: potere e il potere decide di diventare più duro. Il 3
- 24:17Speaker 2: gennaio non cancella la crisi di Matteotti, la trasforma. Prima
- 24:23Speaker 2: il problema era cosa è successo a Matteotti e chi
- 24:27Speaker 2: ne risponde. Dopo il problema diventa chi ha la forza
- 24:32Speaker 2: di opporsi al fascismo La domanda si sposta dalla verità
- 24:38Speaker 2: alla forza. E quando la politica sposta tutto sul terreno
- 24:43Speaker 2: della forza, la democrazia è già in pericolo mortale. Da
- 24:50Speaker 2: quel momento l'Italia entra in un'altra stagione. Non tutto accade
- 24:54Speaker 2: in un giorno, ma il senso della traiettoria è chiaro.
- 24:57Speaker 2: Le opposizioni vengono marginalizzate, la stampa è imbavagliata, la libertà compromessa,
- 25:02Speaker 2: il dissenso criminalizzato. Lo Stato liberale non viene distrutto in
- 25:07Speaker 2: un colpo solo, viene occupato, sfogato, piegato. Ogni grande scandalo
- 25:16Speaker 2: italiano ha anche una coda giudiziaria e spesso quella coda
- 25:20Speaker 2: non basta a chiudere la ferita. Il delitto Matteotti non
- 25:26Speaker 2: fa eccezione. Gli esecutori maceriali vengono individuati I nomi dei
- 25:33Speaker 2: rapitori e degli assassini entrano negli atti, nel giornale, nella
- 25:37Speaker 2: memoria pubblica, ma il processo che si celebra durante il
- 25:40Speaker 2: fascismo non può essere separato dal contesto politico in cui avviene.
- 25:45Speaker 2: Un regime non è il luogo ideale per giudicare fino
- 25:48Speaker 2: in fondo un delitto che lo chiama in causa. E
- 25:53Speaker 2: per questo il caso Matteotti rimane, anche dopo le sentenze,
- 25:57Speaker 2: un caso storico prima ancora che giudiziale. Il punto non
- 26:02Speaker 2: è soltanto stabilire chi ha messo le mani addosso a Matteotti,
- 26:06Speaker 2: chi lo ha colpito, chi lo ha trasportato, chi ha
- 26:10Speaker 2: nascosto il corpo. Il punto è capire quale sistema ha
- 26:13Speaker 2: reso possibile tutto questo e quale sistema ha impedito la
- 26:18Speaker 2: verità politica di produrre una conseguenza politica immediata. Qui torna
- 26:24Speaker 2: una distinzione che useremo spesso in questa serie. Responsabilità penale.
- 26:31Speaker 2: Responsabilità politica, responsabilità storica. La responsabilità penale ha bisogno di
- 26:37Speaker 2: prova individuale. La responsabilità politica riguarda il potere che crea
- 26:41Speaker 2: il clima, protegge gli uomini, beneficia il risultato. La responsabilità
- 26:50Speaker 2: storica guarda più lontano, osserva le omissioni, le paure, le complicità,
- 26:55Speaker 2: gli equilibri sociali che rendono possibile il disastro. Mazzotti viene
- 27:03Speaker 2: ucciso da uomini concreti, con nomi e cognomi, ma il
- 27:07Speaker 2: delitto vive dentro una struttura più grande, un movimento che
- 27:12Speaker 2: ha fatto della violenza un metodo, uno Stato che non
- 27:15Speaker 2: ferma tutto ciò, una monarchia che non interrompe la corsa,
- 27:22Speaker 2: una classe di gente che troppo a lungo pensa di
- 27:25Speaker 2: poter convivere con il fascismo senza essere tra loro. Ecco
- 27:30Speaker 2: perché la memoria di Matteotti resta lunga. Non è solo
- 27:34Speaker 2: il ricordo di un deputato assassinato, è il ricordo della
- 27:39Speaker 2: possibilità mancata. L'Italia avrebbe potuto fermarsi lì, guardare l'abisso e
- 27:45Speaker 2: tirarsi indietro. Non lo fa. E da quel mancato arresto
- 27:50Speaker 2: nasce una parte enorme della tragedia successiva. Il delitto di
- 27:57Speaker 2: Matteotti è una crepa enorme nella storia italiana. Dentro quella
- 28:01Speaker 2: crepa si vedono molte cose, la violenza squadrista, la zambonezza
- 28:06Speaker 2: dello Stato liberale, l'ambiguità della monarchia, l'impotenza delle opposizioni, la
- 28:11Speaker 2: trasformazione di un governo autoritario in dittatura. Ma si vede
- 28:17Speaker 2: anche il ruolo della parola. Matteotti venne ucciso dopo aver parlato,
- 28:22Speaker 2: dopo aver usato il Parlamento per farciò che un Parlamento
- 28:26Speaker 2: dovrebbe permettere di annunciare il potere. Per questo il delitto
- 28:31Speaker 2: Mattiotti non appartiene solo alla storia del fascismo, appartiene alla
- 28:36Speaker 2: storia della democrazia italiana. Racconta che una democrazia non muore
- 28:41Speaker 2: solo quando vengono chiuse le urne. Può morire prima, quando
- 28:46Speaker 2: il mondo è circondato dalla paura. Può morire quando la
- 28:50Speaker 2: violenza diventa strumento politico. Può morire quando chi dovrebbe difendere
- 28:55Speaker 2: l'istituzione sceglie l'attesa. Nella prima puntata abbiamo visto il denaro
- 29:01Speaker 2: entrare nel cuore fragile dello Stato liberale. Qui vediamo la
- 29:05Speaker 2: violenza entrare nel cuore del Parlamento. Sono due crepe diverse,
- 29:11Speaker 2: ma parlano la stessa lingua. Il potere si dipende quando
- 29:15Speaker 2: viene scoperto. E dopo Matteotti l'Italia non è più la stessa.
- 29:21Speaker 2: La porta del regime è aperta. La memoria di Matteone
- 29:26Speaker 2: resterà per decenni come una ferita e come una misura.
- 29:31Speaker 2: Una ferita perché il suo assassino mostra quanto possa costare
- 29:37Speaker 2: dire la verità quando la politica diventa violenza. Una misura
- 29:43Speaker 2: perché ogni volta che si parla di libertà parlamentare, di opposizione,
- 29:47Speaker 2: di stampa, di voto libero, Matteotti ricorda una cosa semplice.
- 29:53Speaker 2: Le istituzioni non bastano da sole. devono essere dipese da
- 29:57Speaker 2: uomini e donne disposti a pagarne il prezzo. Forse per
- 30:03Speaker 2: questo che il suo nome pesa ancora. Non perché appartiene
- 30:08Speaker 2: solo al passato, ma perché pone una domanda che torna sempre.
- 30:14Speaker 2: Che valore ha la verità se quando viene detta nessuno
- 30:19Speaker 2: la protegge? Nella prossima puntata scriverò salteremo avanti nel tempo,
- 30:27Speaker 2: dentro la Repubblica nata dopo il fascismo, perché anche la Repubblica,
- 30:33Speaker 2: nata dalla resistenza e dalla Costituzione, avrà le sue crepe,
- 30:39Speaker 2: la prima grande ferita pubblica del dopo quella, portella nella ginestra.
- 30:47Speaker 2: Questo sarà il tema della nostra terza crepa, in questo
- 30:53Speaker 2: viaggio che stiamo facendo io vi ringrazio spero che questo
- 31:00Speaker 2: pezzo di storia vi abbia piaciuto vi abbia fatto riflettere
- 31:07Speaker 2: e spero che queste storie vengono approfondite seriamente da qualsiasi
- 31:15Speaker 2: parte politica ma soprattutto vengono portate all'attenzione anche nelle scuole
- 31:24Speaker 2: perché la libertà non è un valore astratto, ha un
- 31:31Speaker 2: suo perché, ha un suo fondamento. Non si può morire
- 31:41Speaker 2: per difendere quella libertà, non si deve mai morire per
- 31:44Speaker 2: difendere la democrazia, ma nella storia italiana ci sono stati
- 31:50Speaker 2: tanti uomini che sono morti, per regalare a noi a
- 31:56Speaker 2: me che sto parlando giovane la democrazia la libertà e
- 32:05Speaker 2: lasciatemi in chiusura ricordare via D'Amelio Borsellino e la sua
- 32:10Speaker 2: scorta oggi un altro pezzo nell'Italia che racconteremo più avanti
- 32:22Speaker 2: grazie noi ci li sentiamo domani per la domenica di Allona,
- 32:29Speaker 2: per quanto riguarda le crepe d'Italia, finisce qui, il delitto Matteotti,
- 32:38Speaker 2: quando lo scandalo diventa regime.
- 32:43Speaker 3: Grazie per l'ascolto. Potete ascoltare su tutte le piattaforme online
- 32:47Speaker 3: oppure su alloranews. com o sui nostri social. Questo podcast è
- 32:52Speaker 3: stato curato dalla redazione di Allora.