Latest / iPODCAST di LaVoce24OnAir / Dialoghi - Pasquale MARTUCCI - Luglio 2026
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- 0:04Speaker 2: Tra le pieghe del silenzio una pausa che ci accoglie
- 0:09Speaker 2: Un filo di voce, un respiro tra le foglie Apriamo
- 0:16Speaker 2: un varco, note leggere nell'aria Questo è il tempo per
- 0:21Speaker 2: i nostri dialoghi
- 0:34Speaker 3: Buongiorno e bentrovati cari amici, oggi riprendiamo il percorso della
- 0:38Speaker 3: nostra rubrica Dialoghi. Oggi ospite nostro è l'amico Pasquale Martucci, sociologo,
- 0:44Speaker 3: ma più che sociologo è scrittore, giornalista, ricercatore, possiamo definirlo,
- 0:51Speaker 3: ed è specializzato nella metodologia di una ricerca qualitativa delle cose,
- 0:57Speaker 3: non una ricerca solo a livello storico e basso. Lui
- 1:03Speaker 3: è impregnato in uno studio, la sua ricerca, sul concetto
- 1:08Speaker 3: di cilentaneità principalmente, essendo originario di Cilento, vive a pochi
- 1:14Speaker 3: chilometri dalle porte del Cilento, quindi è cilentano a tutti
- 1:17Speaker 3: gli effetti. studia molto anche sia il concetto della materialità
- 1:22Speaker 3: che dell'immaterialità del cilento, del cilentano, della cilentana, del famoso
- 1:28Speaker 3: genius Locci che ci ha presentato in una delle sue
- 1:31Speaker 3: opere scritte qualche anno. Allora oggi parliamo con Pasquale, con
- 1:38Speaker 3: il dottore Pasquale Martucci, parliamo del suo ultimo libro che
- 1:42Speaker 3: è il libro che ha dal titolo Sentire i sospetti. Pasquale,
- 1:47Speaker 3: ben trovato e grazie di averci dedicato questo attimo per
- 1:52Speaker 3: parlare di questa tua nuova ricerca, perché poi alla fine,
- 1:56Speaker 3: come abbiamo detto, è frutto questo saggio, perché in questo
- 1:59Speaker 3: caso si tratta più di un saggio che di altro,
- 2:02Speaker 3: è un frutto proprio di una ricerca continua, approfondita del territorio,
- 2:08Speaker 3: dove tu riesci a mettere insieme la storia, la memoria, l'attualità,
- 2:14Speaker 3: perché poi tu nelle tue ricerche fai proprio questo, riporti
- 2:18Speaker 3: tutto poi allo stato attuale e alle prospettive, tutto quello
- 2:22Speaker 3: che del passato abbiamo per lo sviluppo futuro delle società attuali,
- 2:27Speaker 3: ho sbaglio?
- 2:28Speaker 4: Sì, grazie Francesco, innanzitutto... Davvero ti ringrazio per l'ospitalità e
- 2:35Speaker 4: ti ringrazio anche perché poi tu puntualmente rilanci molti dei
- 2:41Speaker 4: miei scritti e quindi cerchi in qualche modo di far
- 2:45Speaker 4: conoscere questa ricerca, tu parlavi di ricerca, sì effettivamente è
- 2:50Speaker 4: una ricerca. Volevo soltanto fare una precisazione. Uno, io sono
- 2:56Speaker 4: occidentano a tutti gli effetti, sono nato ad Acciaroli, quindi
- 2:59Speaker 4: in realtà io sono occidentano. Poi è chiaro che non
- 3:05Speaker 4: abito lì, insomma abito fuori, come dicevi tu, un po'
- 3:12Speaker 4: fuori dal Cilento, per motivi prevalentemente prima lavorativi, adesso anche familiari, lavorativi, ecc.
- 3:21Speaker 4: per quanto riguarda la ricerca invece è una ricerca sempre
- 3:26Speaker 4: sociologica io amo moltissimo definirmi sociologo infatti in qualsiasi tipo
- 3:34Speaker 4: di evento quando mi presento dico sempre di essere un
- 3:39Speaker 4: sociologo ad esempio a Napoli di recente Lello Savonardo, che
- 3:47Speaker 4: è un professore universitario dell'Università di Napoli, Federico II, insegna
- 3:53Speaker 4: sociologia dei processi culturali, mi ha definito un sociologo militante.
- 4:01Speaker 4: Militante perché, oltre alla teoria... amo tantissimo studiare e approfondire
- 4:11Speaker 4: una serie di temi, concetti, cerco poi di applicare quella
- 4:16Speaker 4: sociologia al territorio. Loro hanno molto apprezzato, lui mi trovò
- 4:23Speaker 4: in un convegno a Napoli, hanno apprezzato moltissimo l'idea di
- 4:29Speaker 4: connettere sempre alcuni concetti al territorio. quindi cercare di spiegare
- 4:36Speaker 4: quello che accade nel territorio, cercando pure di andare un
- 4:41Speaker 4: po' oltre, invece di dire delle cose che possono essere,
- 4:47Speaker 4: possono apparire già dette o già abbondantemente considerate da altri autori,
- 4:56Speaker 4: io cerco di metterci degli aspetti un po' differenti, come
- 5:01Speaker 4: per esempio … Uno dei concetti che io amo tantissimo
- 5:05Speaker 4: è quello di cultura. Cultura in un senso molto ampio, lato.
- 5:10Speaker 4: La cultura poi arriva alla memoria, arriva a tutta una serie...
- 5:14Speaker 4: Tu parlavi prima del genius loci. Ho fatto un libro
- 5:18Speaker 4: proprio del suo genius loci. Il genius loci deriva in
- 5:26Speaker 4: qualche modo da quella visione che non può essere solo
- 5:30Speaker 4: razionale della vita... ma è una visione che si rifà
- 5:34Speaker 4: come era poi la cultura nostra, la cultura antica noi
- 5:38Speaker 4: pensiamo ai greci e al concetto di irrazionalità oppure pensiamo
- 5:44Speaker 4: un po' a tutto quello che accade intorno a una
- 5:47Speaker 4: comunità ho fatto moltissimi studi sulle comunità se noi immaginiamo
- 5:53Speaker 4: una comunità vediamo questa comunità che è fatta di tante
- 5:59Speaker 4: occasioni che servono a spiegarla Noi immaginiamo una festa che
- 6:04Speaker 4: accade in un territorio, in un paese. Ecco, quella festa,
- 6:08Speaker 4: se ci riflettiamo bene, ha sempre delle componenti storico- culturali specifiche
- 6:17Speaker 4: di quel paese o di quella zona, con tutta una
- 6:21Speaker 4: serie di caratteristiche, degli elementi simbolici, dei significati che danno
- 6:28Speaker 4: una spiegazione di che cosa è stato quel paese nell'ambito
- 6:32Speaker 4: degli sviluppi storici, però noi oggi vediamo anche che questa festa,
- 6:39Speaker 4: facevamo questo tipo di esempio, questa festa come nel frattempo
- 6:46Speaker 4: si modifica, come va oltre a quella che può essere
- 6:50Speaker 4: la concezione di un tempo soltanto legata a delle espressioni rituali,
- 6:55Speaker 4: a dei significati specifici. Cioè noi immaginiamo quello che accade
- 6:59Speaker 4: oggi intorno a una festa, immaginiamo il movimento di popolazione,
- 7:04Speaker 4: immaginiamo le tantissime persone che si sentono proprio trasportate a
- 7:10Speaker 4: vivere la festa, a vivere l'elemento festivo, a partecipare. Questo
- 7:18Speaker 4: accade dappertutto nel mondo. Voi immaginate qualsiasi tipo di evento
- 7:24Speaker 4: che accade, noi abbiamo sempre delle persone che si recano
- 7:28Speaker 4: lì per vivere il momento, magari per danzare, per cantare,
- 7:34Speaker 4: per stare insieme, per trovare e fare nuove amicizie. Le
- 7:40Speaker 4: feste oggi io le studio tenendo conto anche di questi
- 7:45Speaker 4: componenti che non sono soltanto quelle storico- rituali che caratterizzino una festa.
- 7:50Speaker 4: Io ho
- 7:51Speaker 3: dato in
- 7:52Speaker 4: qualche modo un esempio di quello che potrebbe essere il
- 7:56Speaker 4: tipo di ricerca che svolgo nel territorio.
- 8:02Speaker 3: Partiamo dal territorio, che tu lo vedi come uno spazio vivo,
- 8:09Speaker 3: uno spazio di relazione. Questo è il concetto di quello
- 8:13Speaker 3: che tu metti ampiamente nei tuoi testi e in questo
- 8:18Speaker 3: testo di cui stiamo parlando fa parte integrante. Tu definisci
- 8:23Speaker 3: proprio il territorio come un complesso di relazioni.
- 8:30Speaker 4: Sì, allora, il territorio è un qualcosa di molto complesso. Allora,
- 8:41Speaker 4: noi erroneamente in passato abbiamo identificato il territorio come un'area geografica.
- 8:46Speaker 4: Sembrava quasi che fosse un'area a sé stante, no? Con
- 8:51Speaker 4: dei confini precisi, prestabiliti. chiaramente l'intervento delle istituzioni, allora nel
- 9:04Speaker 4: territorio abbiamo un comune, abbiamo le nostre belle elezioni che
- 9:10Speaker 4: si svolgono periodicamente, abbiamo quindi tutto un sistema che si
- 9:15Speaker 4: crea intorno a quel territorio. Però le persone potrebbero quasi
- 9:19Speaker 4: pensare che sta lì, è quel territorio, è fermo, immobile, statico,
- 9:26Speaker 4: invece non è così, il territorio è è in continuo cambiamento,
- 9:31Speaker 4: è frutto dell'azione dell'uomo. Allora, esiste un territorio, esiste un
- 9:36Speaker 4: uomo che lo abita, ma quest'uomo, per abitarlo nel migliore
- 9:41Speaker 4: dei modi e per viverlo come dovrebbe essere vissuto un territorio,
- 9:46Speaker 4: ha bisogno di rispettarlo, quindi di realizzare un rapporto molto
- 9:51Speaker 4: stretto tra uomo, territorio, ambiente. relazioni tra le persone e
- 10:00Speaker 4: con l'ambiente. Voi immaginate una cosa, io in quest'ultimo libro
- 10:06Speaker 4: a un certo punto parlo del concetto della risonanza.
- 10:11Speaker 3: Lo facciamo vedere
- 10:13Speaker 4: a chi ci segue? Sì, il libro sì, va bene.
- 10:18Speaker 4: Io parlo di un concetto di risonanza, perché? Che cos'è
- 10:21Speaker 4: il concetto di risonanza? Il concetto e la relazione con
- 10:26Speaker 4: il mondo c'è l'uomo che entra in relazione con il
- 10:30Speaker 4: suo mondo esterno e c'è un sociologo tedesco Hartmut Rosa
- 10:38Speaker 4: che io a dire il vero l'ho scoperto negli ultimi
- 10:41Speaker 4: due o tre anni prima non lo conoscevo lui ha
- 10:47Speaker 4: parlato della risonanza allora sostiene che nella società di oggi
- 10:55Speaker 4: noi abbiamo il concetto di accelerazione sociale. Noi se guardiamo bene,
- 11:02Speaker 4: vediamo che tutti noi siamo portati a fare delle cose
- 11:05Speaker 4: in fretta, ad andare in fretta, a vivere la vita,
- 11:09Speaker 4: il lavoro, ecco, tutta una serie di cose, ma questa
- 11:12Speaker 4: accelerazione sociale sostanzialmente alla fine finisce col farci diventare più lenti,
- 11:20Speaker 4: ma più lenti nel vivere la nostra vita. Cioè, la
- 11:24Speaker 4: nostra vita ha bisogno anche di lentezza per partire da
- 11:31Speaker 4: quella lentezza e cercare di definire e di riflettere, farci
- 11:37Speaker 4: riflettere di questo rapporto che noi abbiamo con il mondo. Allora,
- 11:43Speaker 4: lui dice una cosa interessante. il risonante, colui che risuona
- 11:48Speaker 4: con il mondo esterno, è uno che entra in una
- 11:53Speaker 4: relazione in cui si fa toccare affettivamente dal mondo, cioè
- 12:00Speaker 4: viene influenzato dal mondo esterno,
- 12:03Speaker 3: si lascia
- 12:04Speaker 4: prendere la
- 12:05Speaker 3: relazione con il mondo. Si crea
- 12:06Speaker 4: un'empatia. Si crea un'empatia.
- 12:07Speaker 3: Sì, un'empatia.
- 12:08Speaker 4: Però attenzione. Nella mente. Sì, allora tu ti fai, diciamo...
- 12:15Speaker 4: quasi cogliere, essere toccato, accolto dal mondo. Poi che cosa succede?
- 12:22Speaker 4: Quando tu sei accolto del mondo, cioè tu cominci a
- 12:25Speaker 4: vedere questo mondo che entra in te, cioè tu riesci
- 12:29Speaker 4: a entrare, come dicevi tu, in empatia con questo mondo,
- 12:33Speaker 4: io provo un'emozione. Allora che cosa accade? L'emozione, sappiamo, è
- 12:39Speaker 4: qualcosa di interiore, ma questa emozione va... trasmessa all'esterno, c'è
- 12:45Speaker 4: qualsiasi tipo di emozione, noi la dobbiamo trasmettere agli altri,
- 12:49Speaker 4: quindi alla relazione con gli altri, quindi proviamo un'emozione in
- 12:53Speaker 4: questo rapporto, in quell'essere toccato dal mondo. Quando noi entriamo
- 12:58Speaker 4: in relazione con il mondo, ci facciamo reciprocamente trasformare dal mondo,
- 13:05Speaker 4: cioè noi trasformiamo il mondo e il mondo trasforma noi.
- 13:11Speaker 4: E il quarto momento di questa relazione, io ho parlato
- 13:15Speaker 4: di un primo momento essere toccati dal mondo, poi provare un'emozione,
- 13:19Speaker 4: poi una reciproca trasformazione tra io e mondo, il quarto
- 13:25Speaker 4: momento è l'indisponibilità. Allora, il concetto di indisponibilità è uno
- 13:30Speaker 4: dei concetti che a me piace tantissimo. Proprio all'inizio del
- 13:34Speaker 4: libro io scrivo la citazione, sempre di Artmundo Rosa, Allora,
- 13:45Speaker 4: l'aspirazione che noi abbiamo è quella di rendere il mondo disponibile.
- 13:51Speaker 4: Tutti quanti gli uomini, noi lo sappiamo, nella storia, nei millenni,
- 13:56Speaker 4: voi immaginate Ulisse, Ulisse che ha cercato sempre di conoscere,
- 14:01Speaker 4: di sapere, di far rendere disponibile quelle cose che lui conosceva,
- 14:07Speaker 4: quel mondo, quella porzione di territorio, qui torniamo di nuovo
- 14:10Speaker 4: al territorio di prima, Quindi l'uomo cerca di rendere il
- 14:14Speaker 4: mondo disponibile. Ma la vivacità, dice lui, il contatto e
- 14:21Speaker 4: l'esperienza vera avviene quando io incontro il mondo indisponibile. Cioè
- 14:28Speaker 4: quando io provo quell'emozione di raggiungere qualcosa che prima non conoscevo.
- 14:35Speaker 4: perché se fosse già tutto disponibile, padroneggiato e dominato, sarebbe
- 14:42Speaker 4: un mondo morto. È una delle citazioni più belle che
- 14:46Speaker 4: io ho trovato nello studio di questo autore, ed è
- 14:50Speaker 4: una citazione che in qualche modo fa poi il paio
- 14:56Speaker 4: con l'altra di Byung- Chul Han, che è un filosofo coreano- tedesco.
- 15:04Speaker 4: Byung- Chul Han parla del concetto di contemplazione di inazione. Per
- 15:10Speaker 4: tornare a quel discorso di prima dell'accelerazione sociale che accade,
- 15:15Speaker 4: noi abbiamo bisogno di fermarci, noi abbiamo bisogno di contemplare
- 15:20Speaker 4: il mondo, quel territorio, apprezzarne le bellezze, cercare di conoscere, coglierlo,
- 15:28Speaker 4: ma per farlo noi abbiamo bisogno di fermarci fermarci a riflettere,
- 15:33Speaker 4: a vedere che cos'è quel mondo esterno, quali emozioni, come
- 15:38Speaker 4: diceva Rosa, ci trasmette e come noi possiamo attraverso la
- 15:44Speaker 4: contemplazione riuscire a conoscere quel mondo indisponibile di cui parlavo prima,
- 15:50Speaker 4: un mondo disponibile che però diventa poi un qualcosa che
- 15:57Speaker 4: stimola da un lato il mio animo nella contemplazione, dall'altro
- 16:01Speaker 4: lato mi consente di entrare in contatto con qualcosa di nuovo,
- 16:06Speaker 4: con la novità. Perché senza la novità, senza il nuovo,
- 16:10Speaker 4: senza qualcosa che io non conosco, non ci sarebbe conoscenza.
- 16:15Speaker 4: Quando mi hai fatto la domanda prima sul genius loci,
- 16:21Speaker 4: il genius loci è tutto questo. Il genius logic ci
- 16:24Speaker 4: permette di superare l'irrazionale, ci permette di entrare in contatto
- 16:29Speaker 4: appunto con questo mondo da contemplare, questo mondo che ha
- 16:34Speaker 4: a che fare con un'inazione. Cioè io mi fermo a guardare,
- 16:39Speaker 4: mi fermo a cercare di trovare quel contatto con l'indisponibile.
- 16:45Speaker 4: Diciamo che è un
- 16:47Speaker 3: po' forse...
- 16:51Speaker 4: è qualche concetto anche un po' complesso, difficile da capire,
- 16:56Speaker 4: però io volevo rendere l'idea con questo libro che si
- 17:00Speaker 4: chiama Sentire i sospesi, proprio questo concetto di sospendere il giudizio,
- 17:06Speaker 4: fermarci
- 17:07Speaker 3: ad
- 17:07Speaker 4: osservare
- 17:09Speaker 3: La citazione che facevi prima era solo il silenzio permette
- 17:13Speaker 3: di ascoltare il mondo e rende unico
- 17:15Speaker 4: l'agire
- 17:16Speaker 3: Questa è la citazione di cui stai parlando. stai parlando
- 17:20Speaker 3: in quest'ome sì sì sì
- 17:23Speaker 4: cioè in realtà bisogna avere questo spirito questo animo voi
- 17:30Speaker 4: pensate per esempio io di recente ho ascoltato un intervento
- 17:38Speaker 4: dell'antropologo Teti allora l'antropologo Teti dice una cosa interessante questa
- 17:43Speaker 4: è una cosa che secondo me poi interessa anche te no?
- 17:48Speaker 4: Tu ricordi le annose discussioni sull'abbandono dei territori? No, questo
- 17:55Speaker 3: è un
- 17:57Speaker 4: qualcosa che... Noi tutti i giorni parliamo di queste cose,
- 18:02Speaker 4: del fenomeno, perché vanno via. Poi abbiamo una serie di ragioni,
- 18:09Speaker 4: cerchiamo di indagare, di capire, comprendere perché vanno via e
- 18:13Speaker 4: perché non tornano. Vito Tedeschi a un certo punto dice... Attenzione,
- 18:19Speaker 4: noi cerchiamo di cambiare prospettiva. Lui quando parla di restanza
- 18:27Speaker 4: non si riferisce al fatto che noi dobbiamo quasi obbligare
- 18:32Speaker 4: le persone a tornare. La restanza è quello stato d'animo
- 18:37Speaker 4: che ti fa restare perché lo vuoi, non perché qualcuno
- 18:42Speaker 4: te lo impone oppure perché ci sono determinate condizioni economiche, sociali, politiche.
- 18:49Speaker 4: Allora diceva Ido Detti, attenzione, cambiate la narrazione, quando noi
- 18:54Speaker 4: diciamo il paese è abbandonato, in qualche modo noi ci
- 18:58Speaker 4: rendiamo conto che questo paese è abbandonato, viviamo in una
- 19:02Speaker 4: sorta di pessimismo, noi viviamo in una condizione in cui
- 19:07Speaker 4: noi facciamo... esageriamo anche questa narrazione dell'abbandono. Invece lui dice,
- 19:15Speaker 4: ma attenzione, facciamo i conti invece con chi ha voglia
- 19:19Speaker 4: realmente di rimanere, di restare, con chi ha voglia di
- 19:24Speaker 4: starci e impegnarsi a essere un cittadino che sta nel
- 19:29Speaker 4: suo paese e si dà da fare per cercare di
- 19:32Speaker 4: far sì che questo paese possa crescere. andare avanti, possa
- 19:36Speaker 4: poi utilizzare tutto quello che ci può essere a disposizione,
- 19:41Speaker 4: se fanno ragionamenti, i finanziamenti, le cose, i progetti, tutta
- 19:47Speaker 4: una serie di cose. Però dobbiamo avere quella consapevolezza di
- 19:52Speaker 4: volerlo essere, di volerci stare in questo territorio, di amarlo,
- 19:59Speaker 4: di avere questo rapporto, con il mondo che mi circonda
- 20:05Speaker 4: con questo che c'è intorno a me se io invece
- 20:10Speaker 4: comincio a fare le famose lamenteremo se ne vanno via
- 20:15Speaker 4: tutti allora mi dicevano alcuni amici quando noi torniamo nel
- 20:22Speaker 4: nostro paese di origine La prima cosa che facciamo è dire,
- 20:27Speaker 4: ma chi è rimasto in questo paese? Chi c'è ancora?
- 20:31Speaker 4: Poi magari ci sono i morti, perché è inevitabile che
- 20:34Speaker 4: ci siano. Ma quello ci sta ancora? È andato via?
- 20:40Speaker 4: Mi sembra quasi un piangerci addosso. Allora, è vero che
- 20:45Speaker 4: c'è il problema, c'è un problema, non è che io
- 20:49Speaker 4: sto dicendo che va tutto bene. Però attenzione, cerchiamo di
- 20:54Speaker 4: far sì che chi ha voglia di stare e di
- 20:57Speaker 4: fare delle cose resti e le faccia. Non cerchiamo di
- 21:01Speaker 4: far sì che è una sorta di profezia che si autoappera.
- 21:07Speaker 4: Allora vanno via tutti, allora vanno via anche l'altro, anche
- 21:11Speaker 4: quell'altra persona. Volevo fare questa...
- 21:15Speaker 3: Purtroppo hai toccato una... un punto che è così, purtroppo
- 21:22Speaker 3: c'è questa caga del piangersi addosso di cui poi spesso
- 21:29Speaker 3: il mondo della politica ne approfitta con delle false illusioni,
- 21:34Speaker 3: le false promesse e soluzioni che non si arrivano come
- 21:37Speaker 3: giustamente dicevi prima tu se non si ci rimbocca le
- 21:41Speaker 3: maniche chi vive il territorio e chi crede nel territorio
- 21:45Speaker 3: chi capisce la forza del territorio, del nostro territorio, perché
- 21:49Speaker 3: stiamo parlando del Cilento, ma un po' di tutte le
- 21:51Speaker 3: aree di periferie, come le definiscono le terre di periferie,
- 21:53Speaker 3: ma delle aree interne, che vivono questo continuo impoverimento e
- 21:58Speaker 3: che comunque, chi per un verso e chi per l'altro,
- 22:01Speaker 3: hanno una storia, una cultura, una tradizione millenaria, che parte,
- 22:06Speaker 3: come dicevi ricordo, dall'antica Grecia, dai Romani, in altre... Quindi
- 22:10Speaker 3: abbiamo una storia enorme di cultura principalmente, poi di tradizione.
- 22:18Speaker 3: Quindi possiamo dire che... Hai parlato di risolanza, quindi di
- 22:26Speaker 3: questa
- 22:29Speaker 4: Allora, giusto per far capire anche agli ascoltatori, chi ascolterà
- 22:36Speaker 4: questo video, eccetera, Il libro è strutturato in quattro parti. Allora,
- 22:43Speaker 4: i sendieri della cultura, dicevo prima, facevo un riferimento alla cultura,
- 22:47Speaker 4: noi qui troviamo la cultura e la memoria. L'altro concetto
- 22:52Speaker 4: è di Halbwachs, il quale parla di memoria collettiva. Questo
- 22:57Speaker 4: è un concetto fondamentale, importante. Noi dobbiamo trasmettere la memoria.
- 23:02Speaker 4: Quando lui parla di collettività, perché deve essere una trasmissione
- 23:08Speaker 4: che deve caratterizzare un po' tutta quella che è la comunità,
- 23:12Speaker 4: tutti coloro che costruiscono queste comunità, queste collettività, quindi un
- 23:20Speaker 4: concetto fondamentale diventa quello della cultura. Poi mi soffermo sempre
- 23:25Speaker 4: nell'ambito di questo che l'ho chiamato sentieri della cultura, Sui
- 23:30Speaker 4: miti e l'immaginario parlavamo prima, avevamo fatto qualche riferimento pure
- 23:35Speaker 4: al tipo di cultura che ha a che fare anche
- 23:39Speaker 4: con le forme rituali, con le feste, le ricorrenze che
- 23:42Speaker 4: noi viviamo e le relazioni e la risonanza, il concetto
- 23:47Speaker 4: di relazione diventa fondamentale perché è un concetto che ha
- 23:50Speaker 4: a che fare con con proprio questo rapporto, questo rapporto
- 23:55Speaker 4: collettivo dell'uomo con gli altri e poi con il
- 23:58Speaker 3: mondo
- 23:58Speaker 4: con la risonanza nel mondo. Subito dopo, dopo aver affrontato
- 24:04Speaker 4: questa parte che riguarda un po' questo discorso sulla cultura,
- 24:08Speaker 4: c'è l'incertezza. L'incertezza è il momento in cui noi stiamo vivendo,
- 24:13Speaker 4: l'incertezza ha a che fare con la marginalità. Tu poco
- 24:17Speaker 4: fa parlavi dei territori marginali, i territori, magari queste aree
- 24:22Speaker 4: che sono sempre più periferiche poi ci sono delle incertezze
- 24:27Speaker 4: generazionali noi facciamo moltissimi esempi e moltissimi ragionamenti sul rapporto
- 24:34Speaker 4: tra giovani e persone così meno giovani sulle discrasie che
- 24:40Speaker 4: esistono tra questi mondi tra questi mondi che sono molto
- 24:43Speaker 4: diversi molto differenti e poi c'è una cosa che mi
- 24:49Speaker 4: è piaciuta fare In questi sentieri dell'incertezza io ci ho
- 24:53Speaker 4: messo i media e le contraddizioni dei media per dire
- 24:57Speaker 4: come la tecnologia, ad esempio l'intelligenza artificiale, produce un sacco
- 25:03Speaker 4: di problemi oggi, soprattutto da un punto di vista etico.
- 25:06Speaker 4: Però attenzione, subito dopo, quando io passo al sentiero della creatività,
- 25:12Speaker 4: cioè quindi incertezza ma nello stesso tempo creatività, perché io
- 25:16Speaker 4: guardo sempre allo sviluppo ad un cambiamento, al futuro, quello
- 25:21Speaker 4: che potrebbe accadere, nei sentieri della creatività io ci metto
- 25:25Speaker 4: l'umanesimo tecnologico, cioè una tecnologia, bisogna stare molto attenti a
- 25:31Speaker 4: vedere una tecnologia che da un lato non sia deleteria,
- 25:36Speaker 4: che intacchi dei problemi etici, che ci... ci produca dei
- 25:42Speaker 4: disagi anche da un punto di vista lavorativo però dall'altro
- 25:46Speaker 4: lato una tecnologia che invece ci può aiutare e infatti
- 25:50Speaker 4: non a caso in questa creatività io a un certo
- 25:53Speaker 4: punto parlo delle comunità narrative questo concetto della narrazione è
- 26:01Speaker 4: molto legato alla tecnologia
- 26:04Speaker 3: noi
- 26:04Speaker 4: sappiamo oggi che molte narrazioni vengono fatte attraverso internet attraverso
- 26:11Speaker 4: questi strumenti tecnologici quindi ecco vedete una tecnologia che da
- 26:17Speaker 4: un lato noi dobbiamo cercare di dominare cercare di controllare
- 26:25Speaker 4: soprattutto per i danni che potrebbero produrre tanto è vero
- 26:29Speaker 4: che nel libro parlo moltissimo di tutto quello che può
- 26:32Speaker 4: accadere agli adolescenti di fronte a questi mezzi tecnologici però
- 26:38Speaker 4: nello stesso tempo una tecnologia che ci può aiutare sia
- 26:42Speaker 4: a narrare le nostre comunità. Qui c'è un passaggio abbastanza
- 26:48Speaker 4: interessante sul fatto di una narrazione che spesso è venuta dall'esterno,
- 26:54Speaker 4: una narrazione esogena. Voi immaginate che cosa accadeva prima. Prima
- 26:59Speaker 4: accade e dice« Ah, in quel territorio c'è questo paese»
- 27:03Speaker 4: che ha una chiesa caratteristica, un monumento o qualcosa del genere,
- 27:07Speaker 4: però era qualcosa che veniva dall'esterno, senza ascoltare quella che
- 27:12Speaker 4: era la voce della comunità interna che doveva avere invece
- 27:17Speaker 4: la necessità di narrarsi. E oggi c'è questa tendenza da
- 27:22Speaker 4: parte di numerose associazioni interne, di paesi, comunità, che cercano
- 27:28Speaker 4: di dire loro Che cosa hanno nel territorio? Che cosa
- 27:33Speaker 4: produce quel territorio? Che cosa loro intendono trasmettere magari a
- 27:39Speaker 4: un turista che viene dall'esterno? Che cosa quel loro territorio
- 27:44Speaker 4: può dare? E questo lo possono fare solo loro dall'interno.
- 27:48Speaker 4: perché loro conoscono il territorio, sanno che cos'è
- 27:51Speaker 3: la
- 27:51Speaker 4: loro cultura di quel territorio
- 27:53Speaker 3: E che cosa? La memoria non fa rivivere il passato,
- 27:58Speaker 3: ma lo ricostruisce. La
- 28:01Speaker 4: memoria ricostruisce il passato con grande attenzione ad avere rispetto
- 28:08Speaker 4: di quella che è la cultura di ogni territorio, ma
- 28:12Speaker 4: ogni cultura è sempre... sì questa è una sorta di
- 28:15Speaker 4: ricostruzione di rinarrazione del territorio un territorio che prima sai
- 28:22Speaker 4: tutti i ricordi in passato c'erano quelle guide a veli
- 28:27Speaker 4: abbiamo i tempi cioè quelle cose lì no che erano
- 28:31Speaker 4: delle allora il turista arriva prendo una guida ma venivano
- 28:35Speaker 4: calate
- 28:35Speaker 3: dall'alto venivano venivano gestite dalle venivano
- 28:39Speaker 4: dall'alto e nello stesso tempo erano delle cose fredde e
- 28:42Speaker 4: dici va bene vado a guardare oggi invece tu tramite
- 28:47Speaker 4: anche internet, la tecnologia, noi riusciamo a comunicare in una
- 28:50Speaker 4: maniera diversa il territorio. Tu immagini, tu lo fai, voi
- 28:55Speaker 4: lo fate tutti i giorni, ma ci sono tantissime espressioni
- 29:01Speaker 4: di associazioni, persone, singole. Tu immagina, per esempio, una festa. Allora,
- 29:09Speaker 4: non ti nascondo che molte volte, per valutare, io faccio
- 29:13Speaker 4: degli studi sulle feste, Allora tu vai su internet e
- 29:18Speaker 4: ti trovi anche la persona amatoriale che ti produce un video,
- 29:23Speaker 4: per esempio, su una processione o qualcosa del genere. Quel
- 29:27Speaker 4: video ti dà una visione che tu hai avuto di
- 29:31Speaker 4: prima mano perché sei stato nel posto e l'hai vissuta,
- 29:35Speaker 4: cioè tu hai vissuto quel tipo di rapporto, relazione che
- 29:40Speaker 4: tu hai con l'evento, perché è importante per lo studioso diciamo,
- 29:45Speaker 4: sporcarsi le mani, avere a che fare, comprendere qual è
- 29:48Speaker 4: l'atmosfera che c'è. Però molte volte questi video, queste cose
- 29:54Speaker 4: che vengono così pure buttate lì, certo bisogna saperli leggere, cogliere,
- 30:00Speaker 4: ti danno anche un'idea di che cosa magari è cambiato,
- 30:05Speaker 4: che cosa è restato rispetto a quello che c'è nel passato. Quindi,
- 30:09Speaker 4: come vedi, questa è una forma di narrazione endogene, una
- 30:14Speaker 4: reazione interna del territorio che diventa fondamentale, importante per farlo conoscere.
- 30:21Speaker 4: Poi ci sono un po' tutta un'altra serie di condizioni
- 30:26Speaker 4: legate a un certo turismo che deve essere chiaramente un
- 30:32Speaker 4: turismo diverso da quello del passato, non un turismo imposto,
- 30:37Speaker 4: mordi e fuggi. Noi sul turismo abbiamo io ricordo ho
- 30:41Speaker 4: scritto tantissimo su questo aspetto, abbiamo sempre pensato ad un
- 30:46Speaker 4: turismo che debba essere della comunità, cioè è la comunità
- 30:53Speaker 4: che si apre all'esterno, fa conoscere quello che ha. Certo,
- 30:58Speaker 4: se noi mettiamo un evento importante, magari un delle cose
- 31:03Speaker 4: che hanno a che fare con un prodotto tipico che
- 31:06Speaker 4: c'è in quel luogo, in quel paese e poi ci
- 31:09Speaker 4: mettiamo per esempio una manifestazione anche folcloristica, è chiaro che
- 31:13Speaker 4: il turista che viene da fuori è attratto da queste cose,
- 31:17Speaker 4: poi visita il monumento, la chiesa, qualche altro ruolo, noi
- 31:23Speaker 4: abbiamo una terra ricchissima di tanti esempi, monumenti, scavi, cose
- 31:33Speaker 4: di questo genere, e quindi messo insieme tutto questo noi
- 31:37Speaker 4: abbiamo questa possibilità. Attenzione, io parlo sempre di possibilità, il
- 31:44Speaker 4: mio libro è un libro che ho voluto intitolare Sentiri Sospesi,
- 31:50Speaker 4: perché ci sono delle possibilità, non ci sono certezze, perché
- 31:54Speaker 4: noi sappiamo il mondo come va, c'è una tendenza al
- 32:00Speaker 4: globale c'è una tendenza a cercare altrove però se il
- 32:06Speaker 4: giovane che si occupa oggi di globale va all'esterno fa
- 32:14Speaker 4: le sue esperienze capisce come funziona un certo tipo di
- 32:18Speaker 4: mondo poi magari si pende di stare lì ritorna nel
- 32:22Speaker 4: paese con le conoscenze acquisite avvia qualche cosa, qualche attività
- 32:27Speaker 4: nel suo territorio, certo abbiamo realizzato una grande azione, però
- 32:33Speaker 4: tutto ciò è sempre in prospettiva, è qualcosa che ha
- 32:39Speaker 4: a che fare con la possibilità. Allora, uno dei passaggi
- 32:45Speaker 4: infondamentali del mio libro è la creazione. Bisogna far sì
- 32:50Speaker 4: che questi giovani creino, Bisogna creare le cose, vedendo quello
- 32:57Speaker 4: che abbiamo, dalla risorsa, dalla cultura che abbiamo, noi creiamo
- 33:04Speaker 4: un mondo e lo trasmettiamo attraverso una narrazione collettiva, attraverso
- 33:11Speaker 4: il ripristino della memoria, attraverso quello che dicevi tu, quasi
- 33:16Speaker 4: una riscrittura di quello che è il passato un passato
- 33:21Speaker 4: che deve essere rivissuto ecco nella diciamo gli studi che
- 33:29Speaker 4: vengono fatti oggi parlano molto di questo famoso e poi
- 33:34Speaker 4: qualche tempo tipo rinascita ricreare rifare delle cose no c'è
- 33:43Speaker 4: il fatto che esistano queste cose, quindi il passato, però
- 33:47Speaker 4: queste cose vanno riattualizzate, riviste, rivisitate. Quindi il passaggio di
- 33:57Speaker 4: questo libro Sentieri Sospesi è sempre un passaggio che ha
- 34:00Speaker 4: a che fare con presente, passato e futuro che vanno
- 34:04Speaker 4: a intersecarsi, perché senza presente, passato e futuro non andiamo
- 34:09Speaker 4: da nessuna parte. E poi c'è l'ultimo sentiero che è
- 34:13Speaker 4: quello della cilentanità in cui faccio alcune riflessioni proprio specifiche
- 34:19Speaker 4: sul concetto di cilentanità che poi è uno dei concetti
- 34:23Speaker 4: che io ho studiato tantissimo negli anni passati, i problemi
- 34:30Speaker 4: legati alla tipicità territoriale oppure a questo rapporto dei giovani
- 34:36Speaker 4: dei giovani cilentani, ci sono alcuni esempi, io porto alcuni
- 34:39Speaker 4: esempi di associazioni che si muovono e si muovono anche
- 34:44Speaker 4: bene per fare delle cose. Certo, non basta
- 34:50Speaker 3: per realizzare quel consiglio. Bisogna veramente starci dietro e riuscire
- 34:57Speaker 3: a portare poi i frutti, perché il problema è quello,
- 35:00Speaker 3: cioè l'impegno è tanto, è gravoso per poter poi arrivare
- 35:05Speaker 3: perché ci possiamo sempre con una mentalità che è diffusa
- 35:11Speaker 3: nel nostro cilento ahimè possiamo dire la lentezza del territorio
- 35:16Speaker 3: il piangersi al tosto che è un altro grosso dilemma
- 35:20Speaker 3: di noi cilentani
- 35:21Speaker 2: tra le pieghe del silenzio una pausa che ci accoglie
- 35:26Speaker 2: un filo di voce un respiro tra le foglie Apriamo
- 35:33Speaker 2: un varco, note leggere nell'aria, questo è il tempo per
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