Latest / Uno più uno uguale duemila / Episodio 3 - Nella coppia
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- 0:04Speaker 2: Quando arriva una diagnosi di cancro, non arriva solo per
- 0:07Speaker 2: la persona malata. Si ammalano anche le relazioni con le
- 0:10Speaker 2: persone vicine. Si ammala una persona, ma si ammala anche
- 0:14Speaker 2: il cerchio delle sue relazioni. Si ammala una coppia, si
- 0:17Speaker 2: ammala un noi. Come affrontare insieme questo momento? Questo è
- 0:24Speaker 2: 1 più 1 fa 2000, il podcast a cura del
- 0:27Speaker 2: Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, a supporto dei pazienti
- 0:31Speaker 2: e dei parenti che stanno affrontando una malattia oncologica. Quando
- 0:35Speaker 2: arriva la malattia, noi lo sappiamo bene, la vita si
- 0:38Speaker 2: divide tra un prima e un dopo. Niente più come
- 0:41Speaker 2: prima sia per le persone che ricevono la diagnosi, sia
- 0:44Speaker 2: per le persone a cui sono legate. Mariti o compagni,
- 0:47Speaker 2: figli e figlie, genitori, amici, non si ammala soltanto la persona,
- 0:51Speaker 2: si ammala tutto il suo mondo. Però la malattia non
- 0:55Speaker 2: è la fine di quel mondo. Abbiamo molti strumenti per
- 0:58Speaker 2: accompagnare le persone malate e lo racconteremo con i medici
- 1:01Speaker 2: del Cro, ma anche e soprattutto con le persone che
- 1:04Speaker 2: si affidano al nostro centro. In questa puntata raccontiamo come
- 1:07Speaker 2: affrontare i cambiamenti che possono avvenire nella coppia attraverso le
- 1:11Speaker 2: storie di Giovanna e Ketty, che mostrano due strade molto diverse. Giovanna,
- 1:16Speaker 2: che con la malattia ha capito che doveva separarsi e
- 1:19Speaker 2: ha trovato aiuto nei suoi familiari e nel cerchio delle
- 1:22Speaker 2: amicizie per vivere questo momento, e la storia di Ketty.
- 1:25Speaker 2: che racconta invece come si può vivere la diagnosi dentro
- 1:29Speaker 2: una coppia giovane innamorata, dove la malattia è ovviamente un trauma,
- 1:33Speaker 2: ma diventa anche occasione di creare un legame ancora più
- 1:37Speaker 2: profondo e consapevole. Giovanna riceve la diagnosi nel 2011 e
- 1:47Speaker 2: sposata con un figlio adolescente che al tempo aveva 13 anni.
- 1:50Speaker 2: Affronta la malattia e come sentiremo riesce a superarla. Poi
- 1:54Speaker 2: però arriva la recidiva nel 2018 e cambia le cose.
- 1:58Speaker 2: Nel suo racconto lo sentiremo nel corso della puntata, si
- 2:01Speaker 2: riconosce una reazione frequente, l'istinto a chiudersi, a gestire tutto
- 2:05Speaker 2: in autonomia. Molte donne, dopo la diagnosi, riferiscono un senso
- 2:09Speaker 2: di iperresponsabilità, la necessità di restare forti per non crollare
- 2:13Speaker 2: davanti agli altri. È un meccanismo di difesa, ma spesso isola.
- 2:18Speaker 2: Giovanna scopre che il suo matrimonio non è solido, ma
- 2:20Speaker 2: scopre anche che non è da sola.
- 2:27Speaker 3: Quando ho ricevuto la prima diagnosi di tumore ovarico bilaterale,
- 2:31Speaker 3: avevo un ragazzo di 13 anni all'epoca della prima diagnosi
- 2:35Speaker 3: e un marito, ma per me non era una figura
- 2:38Speaker 3: di riferimento. Il rapporto di coppia con mio marito era
- 2:43Speaker 3: un attimino non in crisi, ma c'erano già delle cose
- 2:46Speaker 3: che non andavano. ma in quel momento io mi sono
- 2:50Speaker 3: fatta forte perché avevo un ragazzo di 13 anni e
- 2:53Speaker 3: quindi ho cercato di non fargli vivere questa malattia infatti
- 2:58Speaker 3: il primo periodo non abbiamo mai usato la parola tumore
- 3:01Speaker 3: o cancro e io ho fatto degli sforzi disumani per
- 3:05Speaker 3: uscire la mattina dal letto preparare la colazione come se
- 3:08Speaker 3: fosse una giornata normale Organizzavo tutte le mattine uno spettacolo
- 3:13Speaker 3: diverso affinché mio figlio non si rendesse conto della gravità
- 3:18Speaker 3: della situazione. Controllavo l'orologio per vedere quanto mancava alla fine
- 3:22Speaker 3: di questa rappresentazione perché poi potessi, fra virgolette, andare a
- 3:26Speaker 3: letto perché io non riuscivo a fare quello che una persona,
- 3:30Speaker 3: fra virgolette, sana senza una diagnosi di tumore fa. Ho
- 3:33Speaker 3: cercato di essere aiutata principalmente da mio fratello e ho
- 3:38Speaker 3: deciso di nascondere questa diagnosi ai miei genitori perché avevano
- 3:43Speaker 3: una certa età e l'ho potuto fare perché abito a
- 3:46Speaker 3: 800 chilometri e quindi ho trovato la scusa che non
- 3:49Speaker 3: mi davano ferie e tutto è filato liscio. Ma la
- 3:52Speaker 3: figura principale che mi ha aiutato e di cui mi
- 3:55Speaker 3: sono fidata è stato mio fratello. Sono stata circondata e
- 4:00Speaker 3: Sono aiutata moltissimo da delle amiche, io dico l'ho chiamata
- 4:04Speaker 3: la mia protezione civile perché ognuno faceva qualcosa, chi mi
- 4:07Speaker 3: portava a fare la chemioterapia, chi lavava, chi stirava, chi cucinava,
- 4:12Speaker 3: erano veramente organizzate e facevano sì che io non stessi
- 4:16Speaker 3: mai da sola, ma una volta non l'ho capita. questa
- 4:18Speaker 3: cosa per me era come ho dato in questo momento
- 4:22Speaker 3: ho bisogno io mi stanno dando loro non avevo capito
- 4:25Speaker 3: che dietro c'era tutta un'organizzazione ma questo me l'hanno detto
- 4:28Speaker 3: dopo che avevo superato il periodo duro loro avevano capito
- 4:31Speaker 3: che c'erano dei problemi a livello di famiglia e quindi
- 4:35Speaker 3: si erano organizzate fra di loro per far sì che
- 4:37Speaker 3: io fossi sempre coperta
- 4:44Speaker 2: Poi c'è Chetti, che scopre invece la malattia a 31 anni,
- 4:48Speaker 2: in un momento di pienezza e di progetto. È un'età
- 4:51Speaker 2: in cui la prospettiva di maternità, la sessualità e l'immagine
- 4:54Speaker 2: del corpo sono temi centrali. Per questo, nelle linee guida psico- oncologiche,
- 4:59Speaker 2: è consigliato che la coppia riceva la diagnosi insieme, per
- 5:02Speaker 2: poter condividere da subito informazioni su fertilità, terapie e possibili
- 5:07Speaker 2: effetti collaterali. Nel suo caso, lei e il suo compagno
- 5:10Speaker 2: decidono di sposarsi subito, l'8 marzo. Non si sa mai, dicono.
- 5:14Speaker 2: È un modo per restare uniti, anche di fronte all'incertezza.
- 5:23Speaker 4: Quando è arrivata la mia diagnosi, noi stavamo organizzando il matrimonio.
- 5:28Speaker 4: Avremmo dovuto sposarci il 7 giugno del 2024. La diagnosi
- 5:32Speaker 4: invece è arrivata a inizio febbraio del 2024. Dopo un
- 5:36Speaker 4: test genetico fatto un po' a tempistiche a caso, tra virgolette,
- 5:42Speaker 4: avrei dovuto fare questo test due anni prima, ma ho
- 5:44Speaker 4: rimandato e rimandato e l'ho fatto a dicembre del 23.
- 5:48Speaker 4: e poi al primo controllo di prevenzione lì al Cro
- 5:52Speaker 4: di Aviano mi hanno trovato il tumore quindi mi è
- 5:54Speaker 4: crollato il mondo addosso perché avevamo appena comprato casa stavamo
- 5:58Speaker 4: ristrutturando avevamo organizzato tutto il matrimonio ormai era praticamente tutto
- 6:02Speaker 4: pronto perché febbraio giugno e quindi abbiamo dovuto annullare tutto
- 6:06Speaker 4: lasciando tutto in sospeso fortunatamente tutti hanno capito ristorante bomboniere
- 6:12Speaker 4: però abbiamo comunque deciso di sposarci in comune facendo una
- 6:16Speaker 4: cosa proprio in piccolo per un discorso burocratico tra virgolette
- 6:21Speaker 4: avendo appena comprato casa mutuo cointestato ho voluto sistemare un
- 6:26Speaker 4: po' le cose perché non si sa mai e quindi
- 6:29Speaker 4: noi l'8 marzo del 24 ci siamo comunque sposati una
- 6:32Speaker 4: cosa molto semplice e poi l'anno scorso all'anniversario abbiamo fatto
- 6:37Speaker 4: tutta la festa grande riprendendo tutto comunque sì la diagnosi
- 6:41Speaker 4: è arrivata proprio in un momento molto bello della mia
- 6:45Speaker 4: vita Fortunatamente io ho avuto il mio compagno, attuale marito,
- 6:54Speaker 4: che è stato molto fondamentale per me. Lui era uscito
- 6:58Speaker 4: da poco da un percorso simile con suo papà, che
- 7:01Speaker 4: poi purtroppo però è mancato, e quindi a distanza di
- 7:05Speaker 4: meno di due anni ha dovuto ripercorrere poi tutto questo
- 7:09Speaker 4: percorso con me. Però diciamo che è stata la mia ancora,
- 7:13Speaker 4: perché anche nei momenti in cui io... crollavo un pochettino
- 7:17Speaker 4: anche perché ho avuto nel mezzo delle terapie ho avuto
- 7:21Speaker 4: degli intoppi e quindi nella mia testa dico se già
- 7:23Speaker 4: adesso inizio ad avere degli intoppi non vado più avanti
- 7:27Speaker 4: non la porto fuori durante gli intoppi il mio compagno
- 7:30Speaker 4: attuale marito era sempre pronto a tirarmi sul morale quindi
- 7:33Speaker 4: a dirmi non ti preoccupare vedrai che poi si risolve
- 7:36Speaker 4: è solo un momento così la portiamo fuori cioè lui
- 7:39Speaker 4: era sempre positivo nel momento in cui io ero un
- 7:43Speaker 4: po' più negativa c'era sempre la sua positività che sistemava
- 7:47Speaker 4: un po' la situazione Quindi se all'inizio non l'ho presa
- 7:52Speaker 4: molto bene, dopo io ho visto i miei genitori star male,
- 7:57Speaker 4: da lì ho cambiato un pochettino l'atteggiamento. Io ho detto no,
- 8:01Speaker 4: vedere loro star male non fa star bene me. Di
- 8:04Speaker 4: conseguenza l'ho presa un pochino più leggera, nel senso che
- 8:08Speaker 4: ho detto il problema c'è. Se io mi butto giù
- 8:11Speaker 4: non cambia niente, anzi la vivo ancora peggio. E quindi
- 8:14Speaker 4: ho deciso di prenderla un po' più serenamente.
- 8:24Speaker 2: Affrontare la diagnosi insieme è una prova di intimità profonda.
- 8:29Speaker 2: Gli studi dimostrano che, dopo una diagnosi oncologica, la qualità
- 8:33Speaker 2: della comunicazione di coppia è uno dei fattori più importanti
- 8:37Speaker 2: del benessere psicologico del paziente. Questo, tradotto in emozioni, non
- 8:41Speaker 2: significa non avere paura, ma poterla condividere con la persona
- 8:45Speaker 2: che si sente più vicina. La coppia si trova a
- 8:48Speaker 2: fare i conti con un linguaggio che cambia. Il corpo
- 8:51Speaker 2: subisce degli effetti collaterali e cambia. L'intimità non è più
- 8:56Speaker 2: come prima. Il linguaggio della coppia deve cambiare e trovare
- 8:59Speaker 2: un altro modo per comunicare nel profondo quello che si
- 9:03Speaker 2: sta vivendo. Cambia la prospettiva di parole come fertilità, sessualità, desiderio, intimità.
- 9:13Speaker 4: Sicuramente con le terapie, sia con le chemioterapie, sia con
- 9:17Speaker 4: le punture, perché io ero stata messa in menopausa, quindi
- 9:20Speaker 4: il mio corpo è completamente cambiato. Di conseguenza l'intimità con
- 9:26Speaker 4: mio marito l'abbiamo un pochino messa da parte. c'era un'intimità
- 9:31Speaker 4: diversa l'atteggiamento suo nei miei confronti la coccola l'abbraccio la
- 9:36Speaker 4: carezza era sempre un'intimità diversa tra il malessere delle terapie
- 9:41Speaker 4: nei giorni successivi poi io le facevo ogni settimana quindi
- 9:45Speaker 4: stavo bene la domenica e lunedì poi ricominciavo e quindi
- 9:49Speaker 4: per un annetto diciamo perché io poi per un anno
- 9:52Speaker 4: sono rimasta in menopausa per un annetto diciamo che l'intimità
- 9:57Speaker 4: è cambiata non si è persa mai cambiata cioè i
- 10:00Speaker 4: gesti sono diventati altri, ma per me era sempre un'intimità
- 10:04Speaker 4: anche se diversa.
- 10:11Speaker 2: Gli ormoni, la menopausa indotta, i cambiamenti fisici e l'immagine
- 10:15Speaker 2: corporea sono parte integrante del percorso di cura. Sono tutte
- 10:19Speaker 2: situazioni che portano delle difficoltà e che non bisogna ignorare.
- 10:22Speaker 2: Non parlarne significa soltanto aggiungere dolore a dolore. Ma quando
- 10:27Speaker 2: il partner partecipa, anche la sessualità trova nuove forme. Si
- 10:31Speaker 2: deve essere più attenti alla presenza dell'altro, all'ascolto più profondo.
- 10:35Speaker 2: Questo per quanto riguarda una coppia che funziona. Per Giovanna, invece,
- 10:40Speaker 2: il percorso è diverso. Ma non significa che sia impossibile
- 10:44Speaker 2: affrontarlo in modo positivo. Significa attivarsi per trovare il modo
- 10:48Speaker 2: di non restare soli, per cercare una rete che possa
- 10:51Speaker 2: sostenere in questo difficile viaggio.
- 11:01Speaker 3: La diagnosi di recidiva che ricevo dopo sette anni dal
- 11:05Speaker 3: primo tumore e lì la coppia è andata. Quando ho
- 11:08Speaker 3: comunicato piangendo che avevo una recidiva la persona che era
- 11:12Speaker 3: al mio fianco ha detto dove sta il problema hai
- 11:15Speaker 3: le tue amiche che ti aiutano e io nella mia
- 11:17Speaker 3: mente ho detto queste parole se riesco a superare anche
- 11:21Speaker 3: questa la prima cosa che devo fare è separarmi da
- 11:24Speaker 3: questo uomo. e sono andata dritta, non ho avuto il
- 11:28Speaker 3: dubbio che potessi fermarmi o che potevo non farcela, ero
- 11:33Speaker 3: convinta di farcela, sapendo che sarebbe stata dura, anche lì
- 11:37Speaker 3: ho avuto mio fratello al mio fianco, è venuto su,
- 11:40Speaker 3: è stato con me il periodo che sono stata i
- 11:42Speaker 3: primi tre giorni al Cro di Aviano, devo dire molto disponibili,
- 11:46Speaker 3: hanno capito questa situazione, unione diciamo che avevamo sono stati
- 11:50Speaker 3: molto importanti l'approccio medico l'approccio infermieristico hanno sempre trovato del
- 11:55Speaker 3: tempo per parlarmi per tranquillizzarmi per vedere la luce in
- 11:59Speaker 3: fondo al tunnel
- 12:04Speaker 2: Quando viene scoperta la recidiva che Giovanna ci sta raccontando,
- 12:07Speaker 2: lei ha una reazione che avviene spesso nei pazienti e
- 12:11Speaker 2: per motivi diversi. Vive un momento di chiusura. Un po'
- 12:14Speaker 2: ce l'ho raccontato anche prima, quando ci ha detto di
- 12:17Speaker 2: come preparava la colazione per suo figlio fingendo di stare bene.
- 12:21Speaker 2: Anche questa è una strategia di chiusura che nasce dal
- 12:23Speaker 2: bisogno di proteggere gli altri dalla propria vulnerabilità.« Se noi
- 12:27Speaker 2: viviamo un male, allora dobbiamo tenere lontano chi c'è vicino
- 12:31Speaker 2: perché possa stare lontano dal male», Questo istinto però non
- 12:34Speaker 2: è positivo, perché crea distanza e interrompe la comunicazione. E
- 12:39Speaker 2: senza nessun segnale da parte nostra, le persone che ci
- 12:42Speaker 2: circondano vivono una tragedia nella tragedia, perché non avendo gli
- 12:46Speaker 2: strumenti per capire la nostra situazione, non sanno come prendere
- 12:49Speaker 2: contatto con noi, non sanno cosa dire, vivono la paura
- 12:53Speaker 2: costante di sbagliare e infine ci si allontana con un
- 12:56Speaker 2: senso di impotenza che schiaccia e paralizza. Bisogna quindi fare
- 13:00Speaker 2: un lavoro su di sé per riaprirsi e per riprendere
- 13:03Speaker 2: contatto sia con se stessi che con gli altri perché
- 13:06Speaker 2: questa apertura rende meno pesanti i momenti di difficoltà.
- 13:19Speaker 3: Quando nel 2018 arriva la recidiva più la mutazione genetica
- 13:24Speaker 3: è stato un colpo duro. Ho attutito diciamo questo colpo
- 13:28Speaker 3: dicendo vabbè devo fare la stessa chemioterapia della prima volta
- 13:31Speaker 3: quindi ce la posso fare. Mio figlio era già più
- 13:33Speaker 3: grande perché era più grande. Anche lì non abbiamo mai
- 13:37Speaker 3: solo all'inizio usato la parola tumore anche perché insomma capiva
- 13:40Speaker 3: dove andavo. Però lui devo dire ha cercato con delle
- 13:44Speaker 3: piccole accortezze riboccarmi le coperte eccetera eccetera di fare quello
- 13:49Speaker 3: che poteva io mi sono un po' chiusa mi sono
- 13:51Speaker 3: un po' chiusa a riccio e ho voluto affrontare questa
- 13:55Speaker 3: seconda diagnosi scavando dentro e veramente ho scoperto di avere
- 14:00Speaker 3: delle forze che Non avevo, cioè non mi sembrava di avere,
- 14:04Speaker 3: io mi sentivo una malata oncologica. Io ho cercato di
- 14:08Speaker 3: reagire e di scavare proprio in questo pozzo dove ho
- 14:12Speaker 3: trovato delle forze che non pensavo di avere. Come dico sempre,
- 14:16Speaker 3: da una diagnosi di cancro ci si può... rialzare o
- 14:20Speaker 3: arrabbiati col mondo oppure scoprendo appunto delle cose che erano
- 14:25Speaker 3: dentro perché sicuramente questa forza era dentro e poi indubbiamente
- 14:28Speaker 3: la persona che mi ha più motivata è stato mio
- 14:31Speaker 3: fratello un passaggio molto impegnativo perché secondo me dovevo fare
- 14:36Speaker 3: tutto quello che facevo ma poi non Non ci arrivavo
- 14:39Speaker 3: perché ero stanca, tutto quello che comporta fare una chemioterapia,
- 14:43Speaker 3: però io devo dire appunto che in tutto questo, e
- 14:46Speaker 3: forse qui me ne faccio una colpa, non lo so,
- 14:49Speaker 3: ho proprio forse escluso mio marito perché non riuscivo a
- 14:54Speaker 3: vedere in lui un punto di forza. Il mio punto
- 14:57Speaker 3: di forza è stato al primo posto io metto mio
- 15:00Speaker 3: fratello e poi tutta la schiera delle mie amiche mi
- 15:04Speaker 3: sono riaperta quando ho capito che non sarebbe stata una
- 15:07Speaker 3: passeggiata sarebbe stata dura ma non c'era il nullo non
- 15:11Speaker 3: stavamo vagando cercando delle terapie cercando no avevamo la strada
- 15:16Speaker 3: assegnata certo li ho visti convinti chi mi ha sorretta
- 15:20Speaker 3: mio fratello i medici gli infermieri ho visto che era
- 15:24Speaker 3: una strada percorribile. e allora io ho detto no non
- 15:27Speaker 3: posso fare la pigna mi sono tirata sulle maniche e
- 15:30Speaker 3: mi sono data degli obiettivi e tra questi era se
- 15:33Speaker 3: ce la faccio devo riprendermi in mano la mia vita
- 15:37Speaker 3: e riprendermi in mano la mia vita significava separarsi da
- 15:40Speaker 3: un uomo che nel momento del bisogno non c'è stato
- 15:43Speaker 3: oppure io dico anche adesso qualsiasi anno di poi forse
- 15:47Speaker 3: ho voluto che non ci fosse a questa domanda non
- 15:49Speaker 3: posso dare una risposta
- 15:58Speaker 2: Nel caso di Giovanna, la malattia diventa un confine tra
- 16:01Speaker 2: un prima e un dopo, e il dopo è la
- 16:04Speaker 2: fine della coppia. Nella coppia che funziona, invece, si assiste
- 16:08Speaker 2: al tentativo di costruire nuovi ponti, di cercare nuovi equilibri,
- 16:11Speaker 2: di cambiare, e la vita di coppia non si ferma.
- 16:14Speaker 2: È il momento della malattia che diventa fattore di unione.
- 16:18Speaker 2: Molti studi psico- oncologici descrivono la ridefinizione dei ruoli come uno
- 16:23Speaker 2: degli effetti più forti della malattia. Il partner sano diventa
- 16:27Speaker 2: caregiver o si ritrae. La persona malata può sentirsi controllata
- 16:32Speaker 2: o al contrario abbandonata. Riconoscere questi movimenti è fondamentale per
- 16:37Speaker 2: mantenere aperta la comunicazione e continuare a mantenere l'equilibrio della relazione.
- 16:41Speaker 2: Giovanna ha capito che la relazione che aveva non era
- 16:45Speaker 2: sana e ha trovato il modo di affrontare la malattia
- 16:47Speaker 2: grazie a suo fratello. Ketty invece ha trasformato la paura
- 16:51Speaker 2: in alleanza.
- 17:00Speaker 4: Io a mio marito me lo tengo stretto, adesso che
- 17:02Speaker 4: non mi sente posso dirlo più forte, no me lo
- 17:05Speaker 4: tengo stretto perché è veramente, è sempre stato presente. All'inizio
- 17:10Speaker 4: non essendo sposati veniva mia mamma alle terapie perché lei
- 17:15Speaker 4: era 104, però tutte le visite, lui ha finito tutte
- 17:18Speaker 4: le ferie, tutti i permessi quell'anno lì per accompagnarmi ovunque,
- 17:22Speaker 4: anche dopo io ho fatto una mastectomia bilaterale con ricostruzione
- 17:26Speaker 4: dopo le terapie. Anche lì è stato un mese tosto
- 17:29Speaker 4: dopo l'operazione e lo svegliavo di notte perché scivolavo da
- 17:33Speaker 4: quel cuscino, non stavo comoda e lui si alzava alle
- 17:36Speaker 4: 6 di mattina per andare a lavorare.
- 17:41Speaker 2: La scienza lo conferma, il supporto emotivo del partner migliora
- 17:46Speaker 2: l'aderenza alle terapie, riduce la percezione del dolore e aiuta
- 17:49Speaker 2: a gestire gli effetti collaterali. La malattia allora diventa anche
- 17:53Speaker 2: un luogo di crescita relazionale se vissuta con consapevolezza. È
- 17:57Speaker 2: un'evoluzione che ha vissuto anche Giovanna, perché ha trovato persone
- 18:00Speaker 2: vicine che hanno sostenuto il suo cammino. Dopo una separazione
- 18:03Speaker 2: e una perdita, tornare a fidarsi è difficile, ma la
- 18:07Speaker 2: malattia può anche insegnare un linguaggio nuovo, quello della reciprocità.
- 18:11Speaker 2: Permettere all'altro di esserci accettare la sua paura è un
- 18:15Speaker 2: atto di coraggio e anche Giovanna ha fatto questo passo
- 18:18Speaker 2: perché ha incontrato una persona che le ha fatto conoscere
- 18:21Speaker 2: un amore diverso.
- 18:26Speaker 3: Allora dopo la separazione io lascio la casa e vado
- 18:29Speaker 3: a vivere a tre chilometri da dove attualmente vive il
- 18:33Speaker 3: mio ex marito con mio figlio che era maggiorenne, molto maggiorenne,
- 18:38Speaker 3: ha deciso di rimanere col padre e quindi io ho
- 18:41Speaker 3: dovuto riorganizzare tutta la mia vita perché... Non avevo più
- 18:45Speaker 3: delle persone di cui dovevo occuparmi, dovevo occuparmi principalmente di
- 18:48Speaker 3: me stessa, riorganizzare la mia vita senza pensare che al
- 18:51Speaker 3: mio fianco ci potesse essere un'altra persona. Non ero alla
- 18:54Speaker 3: ricerca di nessuno, mi bastavo per me stessa, sono una
- 18:58Speaker 3: persona molto attiva nel sociale, lavoravo eccetera eccetera. E poi
- 19:03Speaker 3: io sono stata nei Boy Scout, ha deciso di riunire
- 19:07Speaker 3: questo gruppo Scout perché è venuto a mancare una persona
- 19:10Speaker 3: per Covid di questo gruppo. e dopo 30 anni che
- 19:14Speaker 3: non ci vedevamo siamo riusciti a rivederci e a rincontrarci
- 19:18Speaker 3: per celebrare questa persona che è venuta a mancare col
- 19:21Speaker 3: covid e lì abbiamo riallacciato diciamo le amicizie quindi era
- 19:25Speaker 3: una persona che io conosco e la prima cosa che
- 19:27Speaker 3: ho detto è sono sempre io ma c'è tutto questo
- 19:31Speaker 3: bagaglio di malattia con cui devo convivere ma questa persona
- 19:34Speaker 3: non era spaventata da questa diagnosi è stato un modo
- 19:38Speaker 3: bello di essere apprezzata nonostante io abbia a dicembre 62
- 19:43Speaker 3: anni un modo diverso di approcciarsi a un sentimento non
- 19:48Speaker 3: abitiamo vicino quindi ci sono i fine settimana che si
- 19:52Speaker 3: emigra una volta a uso, una volta all'altro, ma momentaneamente
- 19:55Speaker 3: io riesco a stare più giorni perché riesco ad accumulare
- 19:57Speaker 3: dei riposi, quindi riesco a stare anche qualche volta... riesco
- 20:01Speaker 3: ad andare giù giovedì e ritornare sulla domenica, ma indubbiamente
- 20:05Speaker 3: è un amore diverso, un volersi bene diverso, anche se
- 20:10Speaker 3: poi i miei controlli, la mia, io dico la mia malattia,
- 20:14Speaker 3: io me la gestisco da sola, cioè io voglio andare
- 20:16Speaker 3: da sola ai controlli, poi avviso Mezzomondo che devono fare
- 20:19Speaker 3: il tifo per me e avviso com'è andata. Però ho
- 20:23Speaker 3: diviso questi due aspetti, la malattia da una parte che
- 20:26Speaker 3: poi si intreccia allo stesso perché questa persona percepisce i
- 20:29Speaker 3: miei stati d'animo, l'ansia, quando devo andare ai controlli e
- 20:33Speaker 3: soprattutto usa delle parole che io nell'altra persona non trovavo.
- 20:37Speaker 3: Ha fatto chiudere un cerchio che era stato spezzato ed
- 20:40Speaker 3: io ero convinta di essere la persona sbagliata. Forse sono
- 20:44Speaker 3: fatta male io, forse sono sbagliata. Ecco, per me è
- 20:47Speaker 3: stato più facile accettare questa persona perché io gli ho
- 20:50Speaker 3: presentato il conto. Gli ho detto« Guarda, questa persona Giovanna
- 20:53Speaker 3: che tu hai davanti non è la Giovanna che hai
- 20:55Speaker 3: conosciuto 35 anni fa. È una Giovanna che sta facendo
- 20:58Speaker 3: un percorso che non sappiamo come andrà a finire e
- 21:00Speaker 3: spero sempre bene perché io faccio il tifo per il bene».
- 21:03Speaker 3: E questa persona ha accettato le mie fragilità, non lo
- 21:07Speaker 3: so se si possono chiamare fragilità, ha completato quella famosa
- 21:11Speaker 3: rete dove all'apice c'è mio fratello, gli amici, ecco all'apice
- 21:16Speaker 3: adesso c'è mio fratello e il mio compagno, ecco sì.
- 21:24Speaker 2: La malattia costringe a ridefinire il concetto di intimità. A
- 21:28Speaker 2: volte è fatta di corpi che si cercano ancora, a
- 21:31Speaker 2: volte di silenzi condivisi, di mani che si tengono durante
- 21:34Speaker 2: un achemio, di un messaggio all'alba. L'amore può riscoprire la
- 21:38Speaker 2: sua natura più autentica di dono reciproco, diventando una forma
- 21:42Speaker 2: di cura, come è stato il marito di Ketty, che
- 21:44Speaker 2: si è trasformato nel suo caregiver che non mollava mai.
- 21:54Speaker 4: In tutto il percorso, secondo lui, Cargiver, se ha ceduto,
- 21:57Speaker 4: non l'ha mai dato a vedere, perché con me io
- 22:00Speaker 4: non l'ho mai visto cedere. L'ho visto, sì, triste, ha
- 22:03Speaker 4: la diagnosi, però non ha mai ceduto. Io magari ho
- 22:08Speaker 4: ceduto un po', ci sono stati momenti dove c'erano questi intoppi,
- 22:11Speaker 4: dove mi buttavo un pochino giù, ma lui era sempre
- 22:14Speaker 4: pronto con la sua positività. Dopo, una volta che sono guarita, insomma,
- 22:19Speaker 4: usciti da tutto questo percorso, lui mi ha detto, ci
- 22:21Speaker 4: sono stati momenti in cui veramente... ho avuto paura però
- 22:25Speaker 4: non me l'ha mai dato a vedere cioè non mi
- 22:26Speaker 4: ha mai fatto tra virgolette pesare la sua stanchezza sia
- 22:30Speaker 4: fisica magari che mentale è sempre stato sul pezzo quindi
- 22:34Speaker 4: tanto di cappello me lo tengo stretto anche dico dopo
- 22:38Speaker 4: post operazione che è stata comunque dura con i drenaggi
- 22:42Speaker 4: a casa lui si alzava alle 6 di mattina per
- 22:44Speaker 4: andare al lavoro ma io di notte A qualsiasi ora
- 22:47Speaker 4: avevo bisogno, mi svegliavo, lo svegliavo e lui era pronto
- 22:51Speaker 4: ad aiutarmi. Sicuramente le testimonianze aiuteranno chi ascolta e poi
- 22:56Speaker 4: io che ho avuto una diagnosi da giovane perché avevo
- 23:00Speaker 4: 34 anni, mi sono poi ripresa in mano la mia
- 23:02Speaker 4: vita perché mi sono sposata con tutta la festa che
- 23:05Speaker 4: volevamo fare e adesso io ho un bambino di 29 giorni.
- 23:13Speaker 2: Ma qualunque siano i rapporti affettivi, mariti, mogli, compagni e
- 23:17Speaker 2: compagni o la rete delle amicizie più strette, resta vero
- 23:20Speaker 2: che una delle armi più potenti che abbiamo, oltre alla
- 23:23Speaker 2: buona medicina, sono le buone relazioni e la rete di
- 23:27Speaker 2: affetti che ci sostiene. E le sorprese positive possono essere
- 23:30Speaker 2: sempre dietro l'angolo, lungo la nostra strada, come ci racconta
- 23:34Speaker 2: anche Giovanna.
- 23:38Speaker 3: Io nella malattia ho fatto degli incontri e per quello
- 23:41Speaker 3: che dico che sulla mia strada ho trovato delle persone
- 23:44Speaker 3: che veramente mi hanno aiutata, forse è stato il mio
- 23:47Speaker 3: modo positivo di approcciarmi a loro, però ho sempre trovato,
- 23:51Speaker 3: ecco vi devo dire questa cosa, io lunedì devo andare
- 23:54Speaker 3: a fare la risonanza magnetica al seno, perché sono in
- 23:57Speaker 3: un protocollo di monitoraggio stretto anche del seno perché sono
- 24:02Speaker 3: BRCA1 e martedì prossimo devo tornare su perché farò una
- 24:07Speaker 3: mastectomia bilaterale preventiva per mettermi ulteriormente in sicurezza. Ho chiamato
- 24:12Speaker 3: la mia oncologa e io gli ho detto mi accompagni
- 24:16Speaker 3: martedì alle due a fare questa cosa e lei mi
- 24:19Speaker 3: ha detto sì quindi per me questa comunicazione con gli
- 24:23Speaker 3: oncologi che ti seguono perché poi io sono seguita sempre
- 24:27Speaker 3: dalla stessa oncologa nasce poi un rapporto anche di amicizia.
- 24:34Speaker 2: Ogni coppia reagisce in modo diverso, ma bisogna tenere presente
- 24:38Speaker 2: che la malattia non inventa le relazioni, ma le rivela.
- 24:41Speaker 2: E in questa rivelazione crea una prova per cui o
- 24:44Speaker 2: ci si unisce o ci si divide. È un passaggio
- 24:47Speaker 2: cruciale che svela una verità difficile ma preziosa. La vita
- 24:51Speaker 2: di coppia non si ferma. Si costruisce, si programma, si
- 24:55Speaker 2: vive anche dentro la tempesta. Chi sceglie di esserci davvero
- 24:59Speaker 2: lo fa nonostante tutto, con delicatezza, con paura, ma con amore.
- 25:03Speaker 2: 1 più 1 fa 2000 è un podcast del Centro
- 25:09Speaker 2: di Riferimento Oncologico IRCCS di Aviano, in provincia di Pordenone.
- 25:16Speaker 2: Questa puntata è stata supervisionata dal professor Fabio Puglisi, direttore
- 25:21Speaker 2: del Dipartimento di Oncologia Medica del Cro di Aviano e
- 25:25Speaker 2: professore ordinario di Oncologia Medica presso l'Università degli Studi di Udine. Scrittura,
- 25:30Speaker 2: interviste e regia di Emanuele Exitu. Il responsabile scientifico del
- 25:35Speaker 2: progetto è Simon Spazzapan. Il coordinamento editoriale è di Emanuela
- 25:40Speaker 2: Ferrarin e Chiara Cipollat Mis, bibliotecarie del Cro di Aviano.
- 25:45Speaker 2: La voce narrante, la post- produzione e il sound design sono
- 25:49Speaker 2: di Daniela Bilanzuoli di Radio IT. Musiche su licenze Envato
- 25:53Speaker 2: ed Epidemic Sound. L'immagine è di Riccardo Bianchette. Le testimonianze
- 25:59Speaker 2: sono di Giovanna Ecchetti. La produzione è di Primo Bonaccina
- 26:04Speaker 2: di Radio IT Podcast Network e di Emanuele Exitu di
- 26:08Speaker 2: WIP Italia.