Latest / AI CONFINI - di Massimo Polidoro / S'Accabadora: un'assassina misericordiosa?
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- 0:04Speaker 2: E' un'isola fatta di case chiuse, luci basse e silenzi pesanti,
- 0:08Speaker 2: dove certe storie non si raccontano, si sussurrano. E tra
- 0:13Speaker 2: queste c'è l'oscuro caso dell'Acca Badora. Si racconta fosse una
- 0:17Speaker 2: donna misteriosa, chiamata a compiere un gesto estremo. portare la
- 0:22Speaker 2: morte nel segreto delle case per fermare l'agonia di chi
- 0:26Speaker 2: ne implorava la fine. Molti studiosi la considerano solo un mito,
- 0:30Speaker 2: ma oggi nuovi reperti e indagini scientifiche sembrano riaprire il caso.
- 0:35Speaker 2: È solo una leggenda o queste killer compassionevoli sono esistite davvero?
- 0:40Speaker 2: È quello che scopriremo oggi insieme a Strane Storie. Benvenuti,
- 0:52Speaker 2: sono Massimo Polidoro e state ascoltando Ai Confini, il mio
- 0:56Speaker 2: podcast in cui raccolgo storie ai confini della scienza, ai
- 1:00Speaker 2: confini della storia, ai confini della realtà. Fenomeni misteriosi, clamorose bufale,
- 1:06Speaker 2: gialli del passato, vicende rimaste senza spiegazione, sono argomenti di
- 1:11Speaker 2: cui mi occupo da tanti anni, nei miei libri, negli articoli,
- 1:15Speaker 2: nelle conferenze, in televisione e da un po' di tempo
- 1:18Speaker 2: anche sui social. Qui troverete l'audio dei tantissimi video che
- 1:22Speaker 2: ho realizzato per il mio canale YouTube. Se desiderate venire
- 1:26Speaker 2: dietro le quinte del mio lavoro e in questo modo
- 1:29Speaker 2: sostenere tutti i progetti che condivido gratuitamente come questo podcast,
- 1:33Speaker 2: potete aderire alla mia pagina Patreon. E ora incominciamo. Buon ascolto!
- 1:46Speaker 2: Non mi si è mai aperto il ventre, e Dio
- 1:49Speaker 2: sa se lo avrei voluto, ma ho imparato da sola
- 1:52Speaker 2: che ai figli bisogna dare lo schiaffo e la carezza,
- 1:55Speaker 2: e il seno, e il vino della festa, e tutto
- 1:57Speaker 2: quello che serve quando gli serve. Anche io avevo la
- 2:01Speaker 2: mia parte da fare e l'ho fatta, l'ultima. Io sono
- 2:05Speaker 2: stata l'ultima madre che alcuni hanno visto. Così scriveva Michela
- 2:10Speaker 2: Murgia nel suo Acca Badora, uno dei suoi romanzi più celebri,
- 2:14Speaker 2: pubblicato nel 2009 da Einaudi. È un'opera che le ha evalsa
- 2:17Speaker 2: svariati riconoscimenti, tra i quali il premio Campiello, e che
- 2:21Speaker 2: ha portato alla ribalta un nome che molti fuori dalla
- 2:24Speaker 2: Sardegna non avevano mai sentito. Oggi l'Acca Badora vive nelle
- 2:29Speaker 2: pagine dei romanzi di fantasia come quello della Murgia, nei film,
- 2:33Speaker 2: nella tradizione orale, persino come maschera moderna del carnevale sardo.
- 2:38Speaker 2: Una figura molto affascinante, certo, però la domanda resta. Le
- 2:44Speaker 2: ultime madri esistevano e compivano davvero questi crimini compassionevoli oppure
- 2:50Speaker 2: è tutto frutto della suggestione popolare? Bentrovati naviganti del mistero
- 3:03Speaker 2: e dell'insolito, io sono Massimo Polidoro e vi do il
- 3:05Speaker 2: bentornato a Strane Storie, la nostra serie che tutti i
- 3:08Speaker 2: venerdì ci porta a esplorare enigmi e credenze ai confini
- 3:12Speaker 2: del reale. sempre con gli strumenti della scienza e della razionalità.
- 3:16Speaker 2: Vi segnalo anche la mia rubrica settimanale su Rai 1, ogni
- 3:19Speaker 2: sabato mattina alle 10, si chiama Il mondo con occhi diversi,
- 3:23Speaker 2: e lì proviamo a guardare, con gli occhi della scienza,
- 3:26Speaker 2: fenomeni che diamo per scontati o che magari non comprendiamo bene.
- 3:31Speaker 2: Vi segnalo poi il mio nuovissimo libro, I fantasmi di Sherlock,
- 3:34Speaker 2: otto casi inediti in cui Sherlock Holmes si trova a
- 3:38Speaker 2: indagare tra fantasmi, medium e criminali di ogni tipo. E
- 3:42Speaker 2: naturalmente vi ricordo anche il mistero delle origini dell'uomo, un
- 3:46Speaker 2: viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando.
- 3:50Speaker 2: Entrambi sono editi da Filtrinelli. Ma ora torniamo in Sardegna.
- 3:54Speaker 2: Chiudete bene le porte di casa e reggetevi forte perché
- 3:58Speaker 2: oggi indaghiamo sull'oscuro mistero dell'Acca Badora. Siamo in una vecchia
- 4:08Speaker 2: casa buia, nel cuore della notte. Nelle vicinanze si sentono
- 4:12Speaker 2: respiri affannosi, lamenti strazianti. Dei passi leggeri accompagnano il fruscio
- 4:18Speaker 2: di un abito nero. Una misteriosa figura entra in casa.
- 4:22Speaker 2: Non è un fantasma, non è un medico, tantomeno un prete.
- 4:26Speaker 2: È una donna. Un velo nero le nasconde il viso.
- 4:29Speaker 2: Porta con sé un lungo martello di legno e forse
- 4:33Speaker 2: un piccolo gioco. Entra in una stanza, quella da cui
- 4:36Speaker 2: provengono i lamenti, e si chiude la porta. Il respiro
- 4:40Speaker 2: si ferma Il silenzio diventa assoluto. Poi un rumore secco.
- 4:45Speaker 2: I lamenti si interrompono. La donna misteriosa riapre la porta
- 4:48Speaker 2: e se ne va, lasciandosi dietro solamente il silenzio della notte.
- 4:52Speaker 2: È la Femmina Cabadora. Ma chi era davvero? Una fredda assassina?
- 4:58Speaker 2: Una donna compassionevole? O semplicemente un'oscura leggenda? Secondo la tradizione,
- 5:04Speaker 2: la Cabadora non era una strega ai margini della società.
- 5:07Speaker 2: Al contrario. Era una donna integrata nella comunità, spesso chiamata
- 5:12Speaker 2: per assistere ai parti, ma quando la medicina e le
- 5:15Speaker 2: preghiere non erano sufficienti la sua missione cambiava e diventava
- 5:19Speaker 2: l'ombra capace di mettere fine a ogni agonia, recidendo l'ultimo
- 5:24Speaker 2: filo della vita. Si diceva avesse il compito di accompagnare
- 5:28Speaker 2: le anime in entrambi i sensi, verso la vita e
- 5:30Speaker 2: verso la morte. Il nome però specifica quest'ultimo ruolo, deriva
- 5:35Speaker 2: dal sardo a acabare che significa finire, terminare, che a
- 5:40Speaker 2: sua volta viene dallo spagnolo acabar, era la terminatrice. entrava
- 5:45Speaker 2: nelle stanze dei moribondi vestita di nero col volto coperto
- 5:48Speaker 2: come prima cosa toglieva ogni oggetto sacro roci rosari immagini
- 5:53Speaker 2: amuleti nulla doveva trattenere l'anima di quel corpo sofferente gli
- 5:58Speaker 2: strumenti si parla di cuscini per soffocare il malato di
- 6:02Speaker 2: un piccolo gioco in miniatura posto sotto la nuca un
- 6:05Speaker 2: simbolo che si credeva avesse una valenza sacra di purificazione
- 6:08Speaker 2: ed espiazione Ma il suo strumento più noto e inquietante
- 6:12Speaker 2: è sicuramente la mazzocca, un pesante martello di legno d'olivastro.
- 6:17Speaker 2: un colpo secco contro il petto, contro il capo, per
- 6:20Speaker 2: spegnere definitivamente l'agonia. La cabadora non era però una sicaria,
- 6:26Speaker 2: non voleva soldi, a volte accettava solo semplici doni come
- 6:29Speaker 2: dello zucchero, uova, formaggio. Il suo era considerato un atto
- 6:33Speaker 2: di carità estrema, un'eutanasia ante litteram, accettata da una comunità
- 6:38Speaker 2: che vedeva nella sofferenza prolungata un supplizio inutile. E così,
- 6:44Speaker 2: protetta e rispettata dal silenzio di tutti, svaniva nell'oscurità senza
- 6:48Speaker 2: lasciare tracce. Questi sono i racconti e le suggestioni dell'entroterra sardo.
- 6:54Speaker 2: Ma dunque chi era davvero? Una donna compassionevole, in carne
- 6:58Speaker 2: e ossa, oppure un'oscura leggenda nata per dare un volto
- 7:02Speaker 2: alla morte? E se si tratta solo di una leggenda,
- 7:05Speaker 2: come facciamo a spiegare le attestazioni storiche che ne parlavano
- 7:08Speaker 2: come di un'autentica realtà quotidiana? come in ogni indagine che
- 7:17Speaker 2: si rispetti, è necessario risalire alle fonti, scavare nel passato.
- 7:22Speaker 2: Se noi cerchiamo le prime tracce scritte, dobbiamo tornare indietro
- 7:27Speaker 2: fino all'Ottocento. Uno dei primi a parlarne esplicitamente è il
- 7:31Speaker 2: generale naturalista Alberto della Marmora. Nel 1826, nel suo celebre Voyage
- 7:37Speaker 2: en Sardegna, descrive proprio questo tipo di pratica per affrettare
- 7:42Speaker 2: la fine dei moribondi. Sembrerebbe una conferma definitiva, Ma della
- 7:46Speaker 2: marmo raggiunge un dettaglio. Dice che l'usanza era sparita da
- 7:51Speaker 2: almeno cent'anni e dunque secondo lui la cabadora sarebbe svanita
- 7:55Speaker 2: già all'inizio del Settecento e non è il solo. Nello
- 7:58Speaker 2: stesso periodo l'ammiraglio britannico William Henry Smith annota nei suoi
- 8:03Speaker 2: diari di viaggio passata esistenza nell'antichità di queste donne. Specifica
- 8:08Speaker 2: però che la loro attività era stata abolita ormai da
- 8:12Speaker 2: 60-70 anni per via dell'intervento di padre Vassallo, un gesuita
- 8:17Speaker 2: missionario che predicò nell'isola 1727 e 1775. Anche l'abate Vittorio Angius
- 8:25Speaker 2: nel 1833 conferma che tutto sarebbe cessato verso la metà del
- 8:31Speaker 2: XVIII secolo. Insomma, per i grandi testimoni dell'Ottocento la cabadora
- 8:36Speaker 2: era già solo un ricordo lontano del secolo precedente. Eppure
- 8:41Speaker 2: a queste fonti si contrappongono dei resoconti molto più recenti.
- 8:45Speaker 2: Gli studiosi Alessandro Bucarelli e Carlo Lubrano documentano cronache che
- 8:50Speaker 2: arrivano persino alla metà del Novecento. Tra questi sono conosciuti
- 8:54Speaker 2: il caso di Luras del 1929, il caso di Orgosolo del 1952.
- 8:59Speaker 2: Quello di Luras in particolare è emblematico. Si parla di
- 9:03Speaker 2: un'ostetrica che pone fine alla vita di un settantenne. E
- 9:07Speaker 2: lo fa nel silenzio generale. Carabinieri, procura, persino la Chiesa,
- 9:12Speaker 2: sembrano a consentire. È un gesto umanitario, archiviato senza condanni.
- 9:17Speaker 2: Tutto sembra quadrare qui, no? Abbiamo i racconti, i dizionari geografici,
- 9:22Speaker 2: le date, i luoghi precisi. La Cabadora sembra una presenza
- 9:26Speaker 2: storica reale, solida, difficile da negare. Ma siamo di fronte
- 9:30Speaker 2: a una memoria collettiva indistruttibile. O in realtà si tratta
- 9:35Speaker 2: di qualcosa che possiamo considerare solo una diceria? Per risolvere
- 9:39Speaker 2: l'enigma non ci bastano i racconti, servono dei fatti. I
- 9:43Speaker 2: fatti in questa storia portano al ritrovamento di un reperto concreto,
- 9:48Speaker 2: un martello di legno molto inquietante. Il linguista Massimo Pittau
- 9:58Speaker 2: ha individuato un'analogia interessante. In uno specchio etrusco di Perugia
- 10:04Speaker 2: compaiono diverse figure mitologiche, tra le quali Atropo, la moira
- 10:08Speaker 2: che aveva il compito di tagliare il filo della vita,
- 10:12Speaker 2: qui ritratta mentre impugna proprio un martelletto. Pittau ipotizza che
- 10:16Speaker 2: l'Acabadora possa derivare da credenze molto antiche, forse risalenti al
- 10:21Speaker 2: periodo nuragico. Un una sorta di evoluzione di una sacerdotessa
- 10:25Speaker 2: della morte di origine pagana. Sappiamo infatti che gli antichi
- 10:29Speaker 2: sardi commerciavano con i micenei e con gli etruschi e
- 10:32Speaker 2: questo potrebbe aver dato vita delle influenze culturali, i sincretismi religiosi.
- 10:37Speaker 2: Il martello del resto è un attrezzo ambivalente, è creatore
- 10:41Speaker 2: e distruttore. È il simbolo perfetto per rappresentare l'Akkabadora e
- 10:46Speaker 2: i suoi due compiti principali, far nascere e far morire.
- 10:50Speaker 2: Ma ci sono prove materiali di questo macabro strumento di
- 10:54Speaker 2: morte oppure no? Recentemente sono emersi elementi concreti che sembrerebbero
- 11:00Speaker 2: spostare il dibattito dal folklore alla cronaca. Il primo indizio
- 11:04Speaker 2: ci porta all'Uras, nel museo Galluras. Qui il curatore Pier
- 11:08Speaker 2: Giacomo Pala ha esposto quello che per molti è la
- 11:11Speaker 2: prova regina. Un martello di legno d'olivastro lungo circa 40 centimetri
- 11:16Speaker 2: è stato ritrovato all'interno di un vecchio muretto a secco,
- 11:20Speaker 2: nascosto come si farebbe con un'arma del delitto. e a
- 11:24Speaker 2: guardarlo incute un certo timore, grande, pesante, chiaramente modellato per colpire.
- 11:29Speaker 2: Ma c'è di più. Recentemente è emerso un secondo martello
- 11:33Speaker 2: molto simile che è finito sotto la lente della scienza.
- 11:36Speaker 2: Il medico legale Roberto De Montis lo ha analizzato e
- 11:40Speaker 2: i risultati sono stati a dir poco sorprendenti. Su quel
- 11:44Speaker 2: legno sono state isolate tracce di sangue umano. Sangue, non
- 11:49Speaker 2: un racconto, non una voce. una traccia materiale. E a
- 11:52Speaker 2: questo punto la tentazione è fortissima, cioè pensare che il
- 11:56Speaker 2: mistero sia risolto. Sembra infatti che qualcuno in un passato
- 12:01Speaker 2: non troppo lontano abbia davvero impugnato quel martello per colpire.
- 12:05Speaker 2: Siamo dunque finalmente davanti alla pistola fumante? Abbiamo le testimonianze,
- 12:10Speaker 2: abbiamo le prove documentali, abbiamo adesso l'arma del delitto e
- 12:14Speaker 2: persino il sangue. Tutto sembra confermare definitivamente che l'Acca Badora
- 12:18Speaker 2: sia esistita per davvero. però c'è qualcosa che ancora non quadra.
- 12:28Speaker 2: Siamo dunque di fronte a un caso chiuso? Come sempre,
- 12:31Speaker 2: prima di dare una risposta definitiva noi dobbiamo fermarci e
- 12:35Speaker 2: mettere ogni elemento al vaglio del pensiero critico. Partiamo dai documenti.
- 12:39Speaker 2: Della marmora, Smith, Labate e Angius ne scrivevano già nell'Ottocento,
- 12:44Speaker 2: però tutti parlavano di pratiche che dicevano essere scomparse già
- 12:48Speaker 2: da tempo. Scrivevano di qualcosa che non avevano mai visto,
- 12:52Speaker 2: basandosi sul sentito dire. È il tipico schema delle leggende metropolitane, no?
- 12:58Speaker 2: Il fatto straordinario succede sempre altrove, in un tempo passato
- 13:02Speaker 2: qualcuno ha detto che ha sentito da qualcun altro e
- 13:05Speaker 2: così via. E allora i casi di cronaca più recenti? Beh,
- 13:08Speaker 2: se controlliamo con rigore, come sempre bisogna fare... scopriamo che
- 13:12Speaker 2: si tratta solo di testimonianze orali raccolte nei libri. Non
- 13:17Speaker 2: esiste una singola sentenza giudiziaria, nemmeno una. E allora? Come
- 13:22Speaker 2: spieghiamo quei martelli ritrovati nei muretti a secco? Quella mazza
- 13:26Speaker 2: con tracce di sangue non è la pistola fumante? In
- 13:30Speaker 2: realtà
- 13:30Speaker 3: no
- 13:31Speaker 2: Il ritrovamento di questa mazza di legni in una vecchia
- 13:34Speaker 2: casa sarda da solo non prova nulla. In passato era
- 13:38Speaker 2: uno strumento comune usato dalle donne sarde per battere i panni,
- 13:42Speaker 2: per esempio. Il termine mazzoccare significa, non a caso, proprio questo.
- 13:47Speaker 2: E non si tratta dunque di un simbolo influenzato da
- 13:49Speaker 2: figure mitologiche come le Moire, né tantomeno uno strumento esclusivo
- 13:54Speaker 2: dell'acca badora. Nel folklore sardo, per esempio, si racconta che
- 13:58Speaker 2: le panas, i fantasmi delle donne morte di parto, spesso
- 14:02Speaker 2: si mostrassero proprio mentre battevano i panni da lavare con
- 14:06Speaker 2: questo oggetto. A Dorani, invece, si dice che lo strumento
- 14:09Speaker 2: di morte dell'acca badora fosse la tavedda, un'altra variante del
- 14:14Speaker 2: battipanni sardo. Stiamo parlando quindi di comuni utensili domestici, nati
- 14:19Speaker 2: per scopi del tutto innocui, E il sangue umano trovato
- 14:23Speaker 2: dal medico legale? Proviamo a cambiare prospettiva. Se trovassimo in
- 14:26Speaker 2: un cassetto una matita sporca di sangue, questo forse dimostrerebbe
- 14:31Speaker 2: che John Wick, il sicario cinematografico interpretato da Keanu Reeves
- 14:35Speaker 2: e che sapeva trasformare le matite in armi letali, esiste
- 14:39Speaker 2: per davvero? Beh, ovviamente no. Significherebbe solo che qualcuno ha
- 14:43Speaker 2: usato un oggetto comune in modo vero. violento o che
- 14:46Speaker 2: quell'oggetto si è sporcato accidentalmente. Una traccia ematica sopra un
- 14:50Speaker 2: martello ci dice che lì sopra c'è del sangue, ma
- 14:53Speaker 2: non ci dice il perché né tantomeno per mano di chi.
- 14:57Speaker 2: Tutta la tradizione, tutti gli studiosi concordano su un punto.
- 15:02Speaker 2: La Cavadora agiva con estrema discrezione. Il suo era un
- 15:05Speaker 2: gesto finalizzato a non lasciare traccia, a non destare sospetti,
- 15:10Speaker 2: a non turbare ulteriormente la famiglia del malato. Se l'obiettivo
- 15:13Speaker 2: era la morte invisibile e dolce, Ha davvero senso utilizzare
- 15:17Speaker 2: uno strumento così cruento e rumoroso? Un colpo di mazzocca
- 15:22Speaker 2: e quanto di più lontano esista dalla discrezione, dalla pulizia,
- 15:26Speaker 2: un colpo di martello d'olivastro al cranio produrrebbe una scena
- 15:30Speaker 2: del crimine violenta, rumorosa e incompatibile con la riservatezza attribuita all'accavadora.
- 15:36Speaker 2: È molto più probabile che siamo di fronte a una sovrapposizione.
- 15:40Speaker 2: Da una parte un umile attrezzo domestico per il bucato
- 15:44Speaker 2: e dall'altra un racconto che col tempo si è fatto
- 15:47Speaker 2: sempre più cupo e sempre più scenografico. Ma allora perché
- 15:51Speaker 2: c'è chi giura di avere personalmente visto la cabadora o
- 15:55Speaker 2: almeno di averne sentito parlare in famiglia fino a pochi
- 15:58Speaker 2: anni fa? Antropologi come Francesco Alzietor e studiosi come Italo
- 16:08Speaker 2: Bussa sono estremamente scettici. Bussa, nel suo lavoro L'Acabadora Immaginaria,
- 16:14Speaker 2: parla apertamente di una rottamazione del mito. Ecco, secondo questa
- 16:18Speaker 2: visione non c'è mai stata una donna che uccideva fisicamente
- 16:22Speaker 2: i moribondi con un martello o un gioco. Ma allora
- 16:26Speaker 2: che cosa hanno visto i testimoni? Noi dobbiamo distinguere tra
- 16:28Speaker 2: due piani, quello magico e quello materiale. Bussa... ipotizza che
- 16:33Speaker 2: l'acca Badora fosse probabilmente in origine una figura legata esclusivamente
- 16:39Speaker 2: a riti di accompagnamento. In una cultura rurale intrisa di
- 16:44Speaker 2: superstizione si credeva che l'agonia prolungata fosse una condanna causata
- 16:49Speaker 2: da un grave peccato commesso in passato. Magari il moribondo
- 16:53Speaker 2: aveva spostato una pietra di confine o peggio rubato o
- 16:57Speaker 2: distrutto un gioco e azioni che simbolicamente lo incatenavano alla
- 17:02Speaker 2: terra impedendogli di morire. Per sciogliere questo legame si compivano
- 17:06Speaker 2: quindi dei gesti simbolici come il rimuovere immagini sacre o
- 17:11Speaker 2: mettere un pettine o un piccolo gioco sotto il cuscino.
- 17:14Speaker 2: La cabadora dunque potrebbe essere stata una figura che offriva
- 17:19Speaker 2: una sorta di cure palliative antelittera, cioè un misto di preghiere,
- 17:23Speaker 2: di riti magici, senza però intervenire mai concretamente sulla vita
- 17:29Speaker 2: del malato. In quel contesto un gesto simbolico come appunto
- 17:32Speaker 2: mettere un piccolo gioco sotto il cuscino, con la convinzione
- 17:36Speaker 2: che questo potesse velocizzare il trapasso, potrebbe essere stato interpretato
- 17:41Speaker 2: dai testimoni esterni oppure nei racconti successivi come un vero
- 17:45Speaker 2: e proprio atto di uccisione, specialmente da chi credeva fermamente
- 17:50Speaker 2: nella sua efficacia. Questo è un meccanismo, lo sapete, che
- 17:53Speaker 2: abbiamo visto spesso qui a Strane Storie, col momento in
- 17:56Speaker 2: cui la narrazione prende il sopravvento, la suggestione corre più
- 18:00Speaker 2: veloce della verifica e la fretta di dare una forma
- 18:04Speaker 2: avvincente al mistero finisce per farci creare una soluzione anziché scoprirla.
- 18:09Speaker 2: È sempre più chiaro per gli studiosi, e noi ce
- 18:12Speaker 2: ne siamo accorti spesso qui a Strade Storie sempre, quanto
- 18:16Speaker 2: nella nostra mente sia sottile il confine tra quello che
- 18:19Speaker 2: è realmente accaduto e quello che vorremmo credere sia accaduto.
- 18:24Speaker 2: Non è raro che i racconti siano così potenti e
- 18:27Speaker 2: affascinanti da oscurare i fatti concreti. Fino a a sostituirli
- 18:31Speaker 2: del tutto nella memoria collettiva, in definitiva leggendaria o rielaborata
- 18:36Speaker 2: che sia, questa figura rappresenta qualcosa di profondamente umano, il
- 18:43Speaker 2: tentativo disperato e ancora profondamente umano di dare un senso
- 18:48Speaker 2: a ciò che un senso non ha. la sofferenza, l'attesa,
- 18:51Speaker 2: la fine. La cabadora resta così la personificazione della pietà
- 18:56Speaker 2: che si fa donna, che si fa madre, l'ultima madre.
- 19:00Speaker 2: In definitiva, che sia esistita davvero oppure no, la cabadora
- 19:03Speaker 2: ci parla di qualcosa che va oltre la cronaca e
- 19:06Speaker 2: oltre la leggenda. Ci parla di una comunità che, davanti
- 19:11Speaker 2: alla sofferenza, non voleva restare impotente, che cercava con i
- 19:15Speaker 2: mezzi che aveva, con le credenze che possedeva, di accompagnare,
- 19:19Speaker 2: di alleviare, di non lasciare soli. Forse non c'è mai
- 19:22Speaker 2: stata una donna con un martello nell'ombra, però c'è stata,
- 19:26Speaker 2: questo sì, una lunga storia di paura, di pietà, di
- 19:29Speaker 2: silenzi condivisi. E come spesso accade, È proprio lì che
- 19:33Speaker 2: nasce il mito, nel punto in cui il bisogno umano
- 19:37Speaker 2: incontra l'immaginazione. Michela Murgia nel suo romanzo le ha chiamate
- 19:41Speaker 2: le ultime madri ed è un'espressione potentissima perché sposta tutto,
- 19:46Speaker 2: non più una figura oscura ma qualcuno che resta, qualcuno
- 19:49Speaker 2: che non abbandona. qualcuno che fino all'ultimo si prende cura
- 19:54Speaker 2: e forse è proprio questo il cuore di tutta questa
- 19:56Speaker 2: storia non tanto capire se la cabadora sia esistita per
- 20:00Speaker 2: davvero ma riconoscere perché abbiamo sentito il bisogno di immaginarla
- 20:05Speaker 2: forse perché davanti al mistero più grande quello della morte
- 20:09Speaker 2: gli esseri umani fanno da sempre la stessa cosa raccontano storie.
- 20:14Speaker 2: Storie per dare un volto all'ignoto, per renderlo almeno un
- 20:17Speaker 2: pochino più sopportabile. E allora il punto non è smettere
- 20:21Speaker 2: di raccontare queste storie, ma guardarle, imparare a guardarle con
- 20:25Speaker 2: occhi diversi, con la curiosità di chi come noi vuole indagare,
- 20:29Speaker 2: ma con il rispetto anche di chi sa che dietro
- 20:31Speaker 2: ogni leggenda c'è sempre qualcosa di profondamente umano. io vi
- 20:48Speaker 2: ringrazio per essere stati con me ringrazio anche tutti i
- 20:51Speaker 2: naviganti che ci aiutano a realizzare strane storie come unendosi
- 20:55Speaker 2: alla nostra comunità sbarcate anche voi sulla mia isola del
- 20:58Speaker 2: mistero la mia pagina patreon e con il vostro sostegno
- 21:01Speaker 2: ci aiutate in maniera concreta a proseguire con questi video
- 21:05Speaker 2: con tutti i contenuti che io condivido gratuitamente Inoltre avrete
- 21:09Speaker 2: accesso a centinaia di contenuti esclusivi e parteciperete alla chat
- 21:13Speaker 2: su Telegram riservata ai naviganti. Magari potreste vedere il vostro
- 21:17Speaker 2: nome nei titoli di coda di Strane Storie. Vi ricordo
- 21:20Speaker 2: il mio nuovo libro, I Fantasmi di Sherlock, e vi
- 21:23Speaker 2: ricordo anche Il Mistero delle Origini dell'Uomo, entrambi editi da Filtrinelli.
- 21:28Speaker 2: A presto! Lo sa, non parteciperò al prossimo film di
- 21:31Speaker 2: Christopher Nolan. Caspita, guardi, gliel'aveva proposto Nolan! No, è per
- 21:36Speaker 2: questo che non vi parteciperò. Eh già, non fa una
- 21:39Speaker 2: piega eh!