
Tiberio, il successore di Augusto
È il 14 d.C. Il Senato supplica il successore di Augusto di prendere il potere. Lui resiste. Non è una recita: Tiberio sa meglio di chiunque cosa significhi vivere all'ombra del più grande imperatore di Roma.
Grande generale, amministratore sobrio, eppure ricordato come un principe cupo e sospettoso. Costretto a ripudiare la donna che amava, segnato dalla morte del fratello Druso, Tiberio trovò nel potere non la gloria ma la solitudine. Si ritirò a Capri, governò per lettera, lasciò che Seiano e le delazioni avvelenassero Roma.
Eppure senza di lui il fragile sistema di Augusto sarebbe…
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