Latest / Le favole dell'unicorno / Il coro delle porte chiuse
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- 0:08Speaker 2: il coro delle porte chiuse nel palazzo del granduca ottavio
- 0:12Speaker 2: c'erano 112 porte e nessuna si apriva in silenzio la
- 0:17Speaker 2: porta della cucina cantava un allegro plin plin come due
- 0:21Speaker 2: cucchiaini che brindavano quella della biblioteca emetteva un profondo e
- 0:27Speaker 2: pensieroso La porta della sala da ballo intonava una nota
- 0:31Speaker 2: così elegante che chiunque la attraversasse sentiva il bisogno di
- 0:35Speaker 2: fare almeno una piroetta, perfino se portava un vassoio pieno
- 0:39Speaker 2: di minestra. C'erano poi porte timide, che bisbigliavano appena, porte vanitose,
- 0:45Speaker 2: che tenevano la nota più a lungo del necessario, e
- 0:48Speaker 2: la porta della dispensa, che produceva un sonoro del quale
- 0:53Speaker 2: nessun accordatore era mai riuscito a spiegare l'origine. Gli abitanti
- 0:58Speaker 2: del palazzo erano abituati a quella musica. I cuochi riconoscevano
- 1:02Speaker 2: l'arrivo dei camerieri dal ritornello del corridoio, le guardie sapevano
- 1:06Speaker 2: chi stava salendo le scale ascoltando le note dei vari
- 1:09Speaker 2: piani e il granduca Ottavio riusciva perfino a capire se
- 1:13Speaker 2: qualcuno fosse entrato di nascosto nella stanza dei dolci. Bastava
- 1:17Speaker 2: udire il« gnam» della dispensa, seguito quasi sempre da passi
- 1:22Speaker 2: molto rapidi. Una mattina, però … La cameriera Geltrude aprì
- 1:27Speaker 2: la porta della cucina e, invece del solito plin plin,
- 1:31Speaker 2: udì una melodia lenta e malinconica. Sei note soltanto, tre
- 1:37Speaker 2: che salivano piano, due che scendevano e l'ultima che rimaneva sospesa,
- 1:43Speaker 2: come una domanda senza risposta. Geltrude si fermò con una
- 1:47Speaker 2: montagna di piatti fra le braccia, aprì e richiuse la porta.
- 1:52Speaker 2: La melodia si ripetè identica. Provò quella della dispensa. Niente gnamm.
- 1:57Speaker 2: Soltanto le stesse sei note tristi. In meno di un minuto, cuochi,
- 2:02Speaker 2: sguatteri e camerieri cominciarono ad aprire tutte le porte che trovavano.
- 2:07Speaker 2: Il palazzo si riempì della medesima canzone, ripetuta da ogni direzione.
- 2:13Speaker 2: La porta della biblioteca la cantava. La porta della torre
- 2:16Speaker 2: la cantava. perfino lo sportello della credenza che non aveva
- 2:20Speaker 2: mai dimostrato alcun talento musicale la cantava con una vocina
- 2:24Speaker 2: sottile quando il granduca ottavio uscì dalla propria camera ancora
- 2:28Speaker 2: in pantofole e con la corona storta 27 porte intonarono
- 2:33Speaker 2: insieme la melodia il risultato fu così malinconico che il
- 2:37Speaker 2: gatto di corte sospirò si sdraiò sul tappeto e rifiutò
- 2:41Speaker 2: la colazione fate smettere immediatamente il palazzo ordinò il granduca
- 2:47Speaker 2: Quel pomeriggio sarebbe arrivata la duchessa di Ventolargo per una
- 2:50Speaker 2: visita ufficiale e Ottavio non voleva accoglierla in mezzo a
- 2:54Speaker 2: 112 porte lamentose. Il maestro di cerimonie propose di non
- 2:58Speaker 2: aprirne nessuna, ma fu subito fatto notare che sarebbe stato
- 3:02Speaker 2: difficile servire il pranzo attraversando i muri. Il falegname di
- 3:06Speaker 2: corte spalmò olio profumato sui cardini. Le porte continuarono a
- 3:10Speaker 2: cantare e, in più, cominciarono a profumare di rosmarino. Il
- 3:15Speaker 2: mago del palazzo pronunciò un incantesimo del silenzio, ma sbagliò
- 3:19Speaker 2: la direzione e rese mute le sue scarpe. Da quel
- 3:22Speaker 2: momento camminò senza produrre il minimo passo, spaventando tutti quelli
- 3:27Speaker 2: ai quali compariva alle spalle. Infine, il ciambellano suggerì di
- 3:31Speaker 2: chiamare Lia Accordaferri, la più giovane accordatrice di porte della città.
- 3:37Speaker 2: Lia aveva 12 anni, una valigetta piena di piccoli diapason
- 3:41Speaker 2: e un orecchio capace di sentire perfino il cigolio che
- 3:44Speaker 2: una serratura stava pensando di fare. Quando arrivò, non corse
- 3:48Speaker 2: subito a smontare i cardini. Posò la mano sulla porta d'ingresso,
- 3:52Speaker 2: chiuse gli occhi e ascoltò fino all'ultima nota.« Non credo
- 3:56Speaker 2: che le porte siano guaste», disse. Stanno ripetendo un messaggio.
- 4:02Speaker 2: Il granduca aggrottò le sopracciglia. Le porte non mandano messaggi.
- 4:06Speaker 2: Le porte fanno entrare e uscire la gente. Lia aprì
- 4:10Speaker 2: la porta una seconda volta. Le sei note tornarono a
- 4:13Speaker 2: fluttuare nell'atrio. Questa non è la voce della porta d'ingresso.
- 4:18Speaker 2: È troppo sottile. La porta sta cantando la melodia di
- 4:21Speaker 2: qualcun altro. Il falegname rise. Ma Lia gli chiese di
- 4:25Speaker 2: aprire la porta della sala del trono. Anche lì risuonò
- 4:29Speaker 2: la stessa canzone. Tuttavia Lia notò una piccola differenza. L'ultima
- 4:34Speaker 2: nota vibrava più a lungo. Salirono al primo piano e
- 4:38Speaker 2: provarono con la porta della galleria dei ritratti. L'ultima nota
- 4:42Speaker 2: durò ancora di più. Al secondo piano diventò tanto insistente
- 4:47Speaker 2: da far tremare i baffi dipinti degli antenati. La musica
- 4:50Speaker 2: si rafforza salendo, osservò Lia. Qualunque cosa la stia producendo
- 4:55Speaker 2: si trova in alto. Ottavio guardò verso la torre occidentale,
- 4:59Speaker 2: dove le finestre erano chiuse da anni. Poi si affrettò
- 5:02Speaker 2: a indicare la torre orientale. Certamente viene da quella parte.
- 5:06Speaker 2: A occidente non c'è nulla. Lia non rispose, ma prese
- 5:10Speaker 2: dalla valigetta un diapason d'argento e lo appoggiò alla parete.
- 5:14Speaker 2: La pietra restituì una vibrazione lieve. Seguendo quel tremolio, Lia
- 5:20Speaker 2: attraversò il salone dei banchetti, dove trenta sedie sembravano fremere
- 5:24Speaker 2: al ritmo della melodia. e raggiunse la scala principale. A
- 5:28Speaker 2: ogni pianerottolo apriva una porta, ascoltava e tracciava un segno
- 5:33Speaker 2: su un tacquino. Il granduca, il ciambellano, il falegname e
- 5:38Speaker 2: tre guardie la seguivano in fila. Si aggiunsero anche due cameriere,
- 5:43Speaker 2: il mago dalle scarpe silenziose e il gatto, che aveva
- 5:46Speaker 2: deciso di controllare se la faccenda meritasse davvero tanta tristezza.
- 5:51Speaker 2: Al terzo piano la melodia cambiò, Le prime cinque note
- 5:55Speaker 2: rimasero uguali, ma l'ultima diventò più bassa quando Lia apriva
- 5:59Speaker 2: porte rivolte a est e più alta quando apriva quelle
- 6:03Speaker 2: rivolte a ovest. Non è soltanto una canzone, disse Lia.
- 6:08Speaker 2: È una bussola. Si girò verso il corridoio occidentale, sbarrato
- 6:13Speaker 2: da un lungo cordone di velluto rosso. Su un cartello
- 6:16Speaker 2: dorato si leggeva Passaggio assolutamente proibito, anche se avete un
- 6:22Speaker 2: ottimo motivo. No! disse il granduca. Di là non si passa.
- 6:28Speaker 2: Lia indicò la porta alle loro spalle, che continuava a
- 6:31Speaker 2: ripetere la sua domanda musicale. Il palazzo sembra avere un
- 6:35Speaker 2: ottimo motivo. Ottavio lisciò nervosamente la barba. Spiegò che l'ala
- 6:40Speaker 2: occidentale era chiusa da moltissimo tempo. Da bambino vi giocava
- 6:45Speaker 2: con sua zia Viola, inventrice, giardiniera e costruttrice delle porte musicali.
- 6:50Speaker 2: Viola aveva progettato l'intero palazzo come un enorme strumento. I
- 6:55Speaker 2: corridoi erano le canne, le stanze erano le casse armoniche
- 7:00Speaker 2: e i cardini funzionavano come corde. Poi era partita per
- 7:04Speaker 2: esplorare le isole dove, secondo lei, le montagne fischiavano durante
- 7:08Speaker 2: i temporali. Prima di partire aveva lasciato al nipote un
- 7:12Speaker 2: sacchetto di semi e una raccomandazione. Piantarli nella stanza più
- 7:17Speaker 2: luminosa del palazzo. Ottavio aveva eseguito il compito, ma in
- 7:22Speaker 2: seguito aveva chiuso l'ala occidentale. Quella parte mi ricordava troppo
- 7:26Speaker 2: zia Viola, confessò. Pensavo che, non vedendola, avrei smesso di
- 7:32Speaker 2: sentirne la mancanza. Il ciambellano sollevò il cordone rosso e
- 7:36Speaker 2: il gruppo entrò. Il corridoio era coperto di polvere, ma
- 7:40Speaker 2: non sembrava abbandonato. Sotto i loro piedi correvano sottili linee verdi,
- 7:46Speaker 2: simili a radici. I ritratti erano leggermente inclinati, come se
- 7:50Speaker 2: qualcosa dietro i muri li avesse spinti. La prima porta
- 7:54Speaker 2: proibita non voleva aprirsi. Lia appoggiò l'orecchio al legno e
- 7:59Speaker 2: udì le sei note pulsare dall'altra parte. Il falegname tentò
- 8:03Speaker 2: di forzarla, ma Lia lo fermò. Inserì invece tre diapason
- 8:07Speaker 2: nella serratura e li fece vibrare uno dopo l'altro, seguendo
- 8:11Speaker 2: la melodia. Al suono dell'ultima nota, la chiave spezzata dentro
- 8:16Speaker 2: il meccanismo saltò fuori come un nocciolo di ciliegia. La
- 8:20Speaker 2: porta si spalancò e una cascata di foglie secche invase
- 8:23Speaker 2: il corridoio, ricoprendo il ciambellano fino alle ginocchia. La stanza
- 8:28Speaker 2: oltre la soglia era vuota, tranne che per una radice
- 8:31Speaker 2: grossa come il braccio di un gigante. Usciva dal pavimento,
- 8:35Speaker 2: attraversava la parete e vibrava al ritmo della canzone.« E' viva!»
- 8:41Speaker 2: disse una guardia. naturalmente è viva rispose lia è una
- 8:45Speaker 2: radice la guardia precisò che intendeva dire viva in modo
- 8:50Speaker 2: inquietante ma proprio allora la radice gli sfiorò gentilmente lo
- 8:54Speaker 2: stivale quasi per salutarlo lia appoggiò la mano sulla corteccia
- 8:59Speaker 2: sentì un tremore correre verso l'alto attraversare il muro e
- 9:03Speaker 2: propagarsi nei cardini del corridoio. Ora era tutto più chiaro.
- 9:09Speaker 2: Le radici toccavano la struttura del palazzo e usavano le
- 9:12Speaker 2: porte come voci. La melodia proveniva da una pianta nascosta
- 9:16Speaker 2: nell'ala occidentale. Ma perché stava cantando proprio quella mattina? E
- 9:22Speaker 2: che cosa chiedeva? Seguendo le radici, il gruppo arrivò davanti
- 9:26Speaker 2: a una scala a chiocciola quasi completamente bloccata dai rami.
- 9:30Speaker 2: il Gran Duca ricordò che conduceva al Giardino del Cielo,
- 9:34Speaker 2: una grande stanza circolare costruita in cima alla torre. Un
- 9:38Speaker 2: tempo il soffitto di vetro si apriva per far entrare
- 9:41Speaker 2: il sole e la pioggia. Dopo la partenza di Viola, però,
- 9:45Speaker 2: nessuno vi era più salito. L'ascesa non fu semplice. I
- 9:49Speaker 2: rami formavano archi, nodi e piccoli ponti. Il Gran Duca
- 9:54Speaker 2: rimase impigliato per la cappa, il ciambellano perse una scarpa
- 9:58Speaker 2: e il mago silenzioso con all'improvviso su un gradino facendo
- 10:02Speaker 2: sobbalzare tutti più salivano più la melodia diventava forte non
- 10:08Speaker 2: era minacciosa ma aveva l'urgenza di qualcuno che bussa da
- 10:11Speaker 2: molto tempo a metà scala trovarono una seconda porta incastrata
- 10:16Speaker 2: fra due radici non possedeva serratura né maniglia lia osservò
- 10:22Speaker 2: i segni sulla corteccia e si accorse che formavano sei
- 10:25Speaker 2: linee curve forse non dobbiamo aprirla con una chiave disse
- 10:30Speaker 2: invitò tutti a cantare la melodia il falegname protestò di
- 10:34Speaker 2: essere stonato il ciambellano dichiarò di campare soltanto nei giorni
- 10:38Speaker 2: dispari e il granduca sostenne che i granduchi non cantassero
- 10:43Speaker 2: sulle scale la porta però ripetè le sei note con
- 10:47Speaker 2: tale malinconia che perfino il gatto emise un piccolo miagolio intonato.
- 10:52Speaker 2: Lia diede il tempo. All'inizio il coro fu un pasticcio,
- 10:56Speaker 2: le guardie partirono troppo presto, il falegname troppo tardi e
- 11:00Speaker 2: il mago, non sentendo le proprie scarpe, perse il ritmo.
- 11:04Speaker 2: Al secondo tentativo andarono meglio. Al terzo le loro voci
- 11:08Speaker 2: seguirono perfettamente le tre note in salita, le due in
- 11:11Speaker 2: discesa e l'ultima sospesa. La porta tremò. Le radici si
- 11:16Speaker 2: ritirarono lentamente e comparve una maniglia fatta di legno vivo.
- 11:20Speaker 2: Ottavio la abbassò. Oltre la soglia trovarono il giardino del cielo,
- 11:25Speaker 2: ma non somigliava più alla stanza luminosa dei suoi ricordi.
- 11:29Speaker 2: Un albero gigantesco occupava quasi tutto lo spazio. Il tronco
- 11:33Speaker 2: saliva fino al tetto, i rami si piegavano contro i
- 11:36Speaker 2: vetri e centinaia di boccioli a forma di campanella pendevano nell'ombra.
- 11:42Speaker 2: Il soffitto trasparente era coperto da pesanti pannelli di legno.
- 11:46Speaker 2: Nessun raggio di sole riusciva a entrare. Sulle pareti le
- 11:49Speaker 2: radici avevano raggiunto ogni tubo, ogni cardine e ogni trave
- 11:54Speaker 2: del palazzo. Il granduca si avvicinò al tronco. Fra le
- 11:58Speaker 2: pieghe della corteccia riconobbe la targhetta che aveva piantato da bambino.
- 12:02Speaker 2: Semi di albero cantante. Esporre alla luce. Non dimenticare di ascoltare.
- 12:09Speaker 2: Ottavio abbassò il capo. Aveva chiuso le imposte per non
- 12:12Speaker 2: vedere quella stanza e, con il passare degli anni, si
- 12:16Speaker 2: era dimenticato dell'albero. La pianta era cresciuta ugualmente, raccogliendo l'acqua
- 12:21Speaker 2: della pioggia dalle crepe e allungando le radici in cerca
- 12:24Speaker 2: di spazio. Ma ora i rami avevano raggiunto il soffitto chiuso.
- 12:28Speaker 2: Non potevano crescere oltre e i boccioli non ricevevano abbastanza
- 12:32Speaker 2: luce per aprirsi. Era l'albero a chiedere aiuto, mormorò il granduca.
- 12:38Speaker 2: Lia scosse piano la testa. Non soltanto l'albero. Tutto il
- 12:42Speaker 2: palazzo ha trasportato la sua canzone. Le travi, i muri
- 12:46Speaker 2: e le porte hanno cantato insieme, perché una sola voce
- 12:50Speaker 2: qui dentro non bastava. Ottavio ordinò di aprire immediatamente il soffitto,
- 12:55Speaker 2: ma il meccanismo era arrugginito. Il falegname tirò una leva
- 12:59Speaker 2: e ricevette una pioggia di segatura sulla testa. Le guardie
- 13:02Speaker 2: provarono a spingere i pannelli, senza riuscire a muoverli. Lia
- 13:06Speaker 2: esaminò le pareti e scoprì una serie di piastre metalliche,
- 13:10Speaker 2: ciascuna collegata a un gruppo di porte. Zia Viola aveva
- 13:13Speaker 2: costruito il giardino del cielo perché si aprisse grazie alla
- 13:16Speaker 2: musica dell'intero edificio. Occorreva suonare il palazzo come uno strumento,
- 13:22Speaker 2: aprendo le porte in un ordine preciso. La melodia triste
- 13:25Speaker 2: indicava la sequenza iniziale, ma mancava l'ultima nota. Era proprio
- 13:30Speaker 2: quella domanda sospesa che Lia aveva sentito fin dal principio.
- 13:34Speaker 2: L'albero ci ha mostrato come cominciare, spiegò. Ora dobbiamo trovare
- 13:39Speaker 2: insieme il finale. Mandò le guardie ai piani inferiori, affidò
- 13:44Speaker 2: ai camerieri i corridoi orientali e sistemò cuochi, falegnami e
- 13:48Speaker 2: cameriere davanti alle porte giuste. Il gran duca rimase accanto
- 13:52Speaker 2: alla porta del giardino. Al segnale di Lia, la prima
- 13:55Speaker 2: porta si aprì. Una nota attraversò i muri. Poi si
- 13:59Speaker 2: aprì la seconda, quindi la terza. Da ogni piano arrivarono
- 14:02Speaker 2: vibrazioni differenti, acute dalla torre, profonde dalle cantine, tremolanti dalle
- 14:08Speaker 2: camere degli ospiti. Il palazzo intero cominciò a risuonare. Le
- 14:13Speaker 2: finestre tintinnarono, i lampadari oscillarono e i cucchiai della cucina
- 14:17Speaker 2: saltellarono nei cassetti. Lia guidava tutti con le braccia, ascoltando
- 14:22Speaker 2: la musica mescolarsi nelle pietre. Arrivarono alle cinque note conosciute.
- 14:26Speaker 2: Mancava l'ultima. Le porte rimasero aperte, in attesa. Quale scegliamo?
- 14:32Speaker 2: domandò Ottavio. Lia guardò la porta del giardino del cielo.
- 14:36Speaker 2: Era l'unica che non era stata ancora suonata. Questa, disse.
- 14:41Speaker 2: Il messaggio deve concludersi con la voce di chi lo
- 14:44Speaker 2: ha ricevuto. Il granduca prese la maniglia, ma esitò. Per
- 14:48Speaker 2: anni aveva creduto che chiudere quella stanza avrebbe chiuso anche
- 14:51Speaker 2: la nostalgia. Invece il ricordo era rimasto lì. vivo e
- 14:56Speaker 2: paziente a crescere nel buio ottavio aprì la porta non
- 15:01Speaker 2: uscì la nota malinconica delle altre la porta del giardino
- 15:05Speaker 2: produsse un suono caldo luminoso del tutto nuovo il meccanismo
- 15:09Speaker 2: sopra le loro teste scattò i pannelli del soffitto si
- 15:13Speaker 2: separarono lentamente e il sole entrò nella stanza in larghi
- 15:17Speaker 2: raggi dorati i boccioli dell'albero si sollevarono tutti insieme per
- 15:22Speaker 2: un istante ci fu silenzio Poi centinaia di fiori a
- 15:26Speaker 2: campanella si aprirono, ciascuno con una voce diversa. Alcuni tintinnarono
- 15:31Speaker 2: come bicchieri, altri risero come bambini, altri ancora produssero note
- 15:36Speaker 2: profonde che fecero vibrare il pavimento. I rami si distesero
- 15:40Speaker 2: attraverso il tetto aperto e una pioggia di petali verdi
- 15:43Speaker 2: e azzurri scese sulle teste dei presenti. Il gatto ne
- 15:46Speaker 2: catturò uno con la zampa, lo annusò e decise finalmente
- 15:50Speaker 2: di fare colazione. Quando la duchessa di Ventolargo arrivò, trovò
- 15:54Speaker 2: il gran duca coperto di foglie, il ciambellano con una
- 15:57Speaker 2: sola scarpa e il falegname con la barba piena di segatura.
- 16:01Speaker 2: Ottavio avrebbe potuto vergognarsi di quel disordine. Invece la condusse
- 16:06Speaker 2: nel giardino del cielo e le raccontò ogni cosa. Quel
- 16:09Speaker 2: pomeriggio non ci fu alcun pranzo ufficiale nella sala dei banchetti.
- 16:14Speaker 2: I tavoli furono portati sotto l'albero e le porte del
- 16:17Speaker 2: palazzo rimasero tutte aperte. Ognuna aveva recuperato la propria nota.
- 16:22Speaker 2: La cucina faceva di nuovo pling pling, la biblioteca sospirava
- 16:26Speaker 2: pensierosa e la dispensa pronunciava il suo immancabile gnam. Ma
- 16:31Speaker 2: qualcosa era cambiato. Ogni volta che il vento passava tra
- 16:35Speaker 2: i fiori dell'albero, le porte aggiungevano spontaneamente una breve armonia,
- 16:40Speaker 2: come se il palazzo respirasse. Il Gran Duca non richiuse
- 16:43Speaker 2: più l'ala occidentale. Trasformò le stanze proibite in laboratori per giardinieri,
- 16:48Speaker 2: inventori e musicisti. sulla vecchia barriera di velluto fece appendere
- 16:53Speaker 2: un nuovo cartello passaggio aperto soprattutto se avete un ottimo
- 16:57Speaker 2: motivo quanto a lia divenne l'accordatrice ufficiale del palazzo non
- 17:02Speaker 2: si limitava a oliare cardini e sistemare serrature ogni mattina
- 17:06Speaker 2: percorreva i corridoi appoggiava l'orecchio alle porte e ascoltava ciò
- 17:11Speaker 2: che avevano da dire quasi sempre cantavano le loro solite
- 17:14Speaker 2: note Qualche volta, però, una porta esitava, cambiava tono o
- 17:19Speaker 2: lasciava una melodia incompleta. Allora Lia si fermava, perché sapeva
- 17:24Speaker 2: che non tutti i messaggi hanno bisogno di parole. Alcuni
- 17:28Speaker 2: viaggiano nel legno, nelle pietre o in una domanda musicale
- 17:31Speaker 2: lasciata sospesa, finché qualcuno non trova il tempo di ascoltarla.
- 17:36Speaker 3: E anche questa favola è arrivata alla fine. ma nel
- 17:40Speaker 3: mondo delle favole dell'unicorno c'è sempre una nuova avventura pronta
- 17:44Speaker 3: a cominciare se questa storia ti è piaciuta clicca sulla
- 17:48Speaker 3: campanellina e segui il podcast così non perderai le prossime
- 17:52Speaker 3: favole e per scoprire tutte le novità nuove storie
- 17:56Speaker 2: e
- 17:56Speaker 3: tante sorprese vieni a trovarci su lefavoledellunicorno. it noi ci ritroviamo
- 18:03Speaker 3: qui molto presto con una nuova storia da ascoltare insieme
- 18:10Speaker 3: Grazie a tutti.