Latest / Le favole dell'unicorno / La strega che trasmormava tutti in patate
Transcript
- La strega che trasmormava tutti in patate Favole dell'Unicorno A Zuccaluna, la mattina del ventotto ottobre, successe qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Il sindaco entrò nel proprio ufficio come un uomo normale e ne uscì... COME UNA PATATA! Non una patata qualsiasi, naturalmente, ma una patata enorme, con due occhietti, un paio di baffi, una fascia tricolore e una voce talmente arrabbiata da far tremare tutte le finestre del municipio. Ma il fatto più incredibile era che non si trattava di un incidente isolato. Nel giro di poche ore, il postino diventò una patata, il fornaio diventò una patata e persino il vecchio professore di matematica si trasformò in una patata con gli occhiali, che continuava a ripetere le tabelline rotolando lungo il marciapiede. Il panico si diffuse immediatamente. Gli abitanti correvano dappertutto, qualcuno cercava rifugio dentro casa e altri, terrorizzati, si nascondevano negli armadi sperando che l’incantesimo non riuscisse a trovarli. Nessuno sapeva chi fosse il responsabile di quella catastrofe, ma nel villaggio esisteva una persona che conosceva benissimo la verità. Si chiamava Prudenzia Patapuff ed era una strega. Una strega molto particolare, a dire il vero, perché era convinta di essere una delle più grandi esperte di magia della regione, anche se i risultati dei suoi incantesimi suggerivano qualcosa di completamente diverso. Prudenzia viveva in una piccola torre viola ai margini del Bosco delle Zucche, possedeva un cappello appuntito decorato con stelline dorate, una scopa velocissima chiamata Fulminella e un gatto nero di nome Pepe, che aveva sviluppato una comprensibile diffidenza nei confronti di qualsiasi cosa la sua padrona preparasse dentro il calderone. Una volta Prudenzia aveva cercato di far crescere i fiori del giardino e si era ritrovata con ventisette cavolfiori alti due metri. Un’altra volta aveva provato a far nevicare durante l’estate e per tre ore dal cielo erano caduti spaghetti. L’episodio più imbarazzante, però, era accaduto quando aveva tentato di trasformare una vecchia carrozza in una zucca e aveva accidentalmente trasformato la zucca in una carrozza, il cavallo in una poltrona e il cocchiere in un comodino. Da quel giorno il cocchiere aveva preso l’abitudine di controllare attentamente chiunque indossasse un cappello da strega prima di salire sopra una carrozza. Tutto era cominciato la sera precedente, quando Prudenzia aveva ricevuto una lettera molto importante. Il sindaco di Zuccaluna la invitava ufficialmente a preparare l’incantesimo di apertura della grande Festa di Halloween, una cerimonia durante la quale tutte le zucche del villaggio si sarebbero dovute illuminare contemporaneamente, trasformando la piazza in un meraviglioso spettacolo di luci e colori. Prudenzia era così emozionata che aveva deciso di preparare la pozione più potente della propria carriera. Aveva tirato fuori il suo enorme libro di magia, spolverato il calderone, indossato il grembiule delle grandi occasioni e preparato sul tavolo tutti gli ingredienti necessari. La ricetta prevedeva tre petali di rosa lunare, una goccia di rugiada raccolta a mezzanotte, una piuma di gufo e un pizzico di polvere di stelle. Sembrava tutto molto semplice, ma proprio mentre Prudenzia stava leggendo l’ultima parte dell’incantesimo, Pepe saltò sopra il tavolo per inseguire una falena. La falena si posò sul libro, Pepe cercò di afferrarla e il volume cadde direttamente dentro una cesta piena di patate che Prudenzia aveva comprato per preparare la cena. Quando la strega recuperò il libro, due pagine erano rimaste incollate tra loro e una patata si era schiacciata proprio sopra la parola più importante della formula magica. Prudenzia, invece di pulire il libro e controllare la ricetta, decise di affidarsi alla memoria. Versò gli ingredienti nel calderone, mescolò lentamente e pronunciò con grande solennità una formula che, almeno secondo lei, avrebbe dovuto illuminare tutte le zucche di Zuccaluna. Il calderone cominciò immediatamente a ribollire. Prima diventò giallo, poi arancione, poi verde e infine assunse uno strano colore marroncino. Prudenzia si avvicinò incuriosita e proprio in quel momento partì un gigantesco PLOF che scagliò una nuvola di fumo fuori dal camino. La nuvola attraversò il bosco, superò il vecchio campo di Guglielmone, raggiunse il campanile e si disperse sopra tutto il villaggio. La strega rimase a osservare il calderone, perplessa. Qualcosa non aveva funzionato come previsto, ma siccome non era successo niente di particolarmente grave, decise di andare a dormire e controllare il risultato la mattina seguente. Pepe, che conosceva fin troppo bene la propria padrona, si infilò immediatamente sotto il letto e decise che sarebbe rimasto lì fino a nuovo ordine. La mattina successiva Prudenzia venne svegliata da un rumore insistente. Qualcuno bussava alla porta della torre con tanta forza che sembrava sul punto di sfondarla. Quando la strega aprì, si trovò davanti una scena assolutamente incredibile: una patata gigantesca, avvolta in una fascia tricolore, saltellava furiosamente sopra il tappetino d’ingresso. Dietro di lei c’erano altre tre patate, una con il cappello da postino, una ricoperta di farina e una con un paio di enormi occhiali rotondi. Prudenzia rimase immobile per qualche secondo, poi chiese se per caso avesse sbagliato indirizzo e si trovasse davanti al mercato degli ortaggi. La patata con la fascia tricolore diventò ancora più arrabbiata e cominciò a gridare che era il sindaco, che pretendeva di tornare immediatamente umano e che nessun cittadino avrebbe mai più potuto prendere sul serio un’amministrazione guidata da una patata. Prudenzia cercò di tranquillizzarlo, spiegando che probabilmente si trattava di un piccolo inconveniente temporaneo, ma proprio mentre stava parlando un gruppo di abitanti arrivò correndo lungo il sentiero. Tra loro c’erano Matilde, Riccardo e Olivia, i tre giovani investigatori che pochi giorni prima avevano risolto il mistero della gigantesca zucca Guglielmone. Matilde mostrò alla strega una mappa sulla quale aveva segnato tutti i luoghi in cui erano avvenute le trasformazioni. Olivia spiegò che il fenomeno si stava diffondendo velocemente e Riccardo aggiunse che la situazione era gravissima, soprattutto perché sua madre era stata trasformata in una patata proprio mentre preparava il pranzo e adesso lui non sapeva chi avrebbe cucinato. Prudenzia cercò disperatamente nel proprio libro una formula per annullare l’incantesimo, ma scoprì qualcosa di terribile. La pozione che aveva preparato si chiamava Patatificazione Universale ed era uno degli incantesimi più difficili da interrompere. Secondo il libro, una volta pronunciato, avrebbe continuato a trasformare gli abitanti fino alla mezzanotte successiva. Se non fosse stato fermato entro quell’ora, tutte le trasformazioni sarebbero diventate permanenti. Mancavano soltanto dodici ore e l’intero villaggio rischiava di trascorrere il resto della propria esistenza sotto forma di gigantesco sacco di patate! Per rimediare servivano tre ingredienti rarissimi: una lacrima di cipolla che non aveva mai fatto piangere nessuno, una piuma di un gufo che soffriva d’insonnia e una goccia d’acqua proveniente dalla Fontana delle Zucche Capovolte. Prudenzia dichiarò che sarebbe andata personalmente a recuperarli, ma appena cercò di salire sulla scopa inciampò nel sindaco, che rotolò lungo il sentiero gridando che avrebbe presentato immediatamente una denuncia ufficiale contro tutte le streghe del territorio. Matilde capì che senza un’organizzazione seria non sarebbero mai riusciti a salvare Zuccaluna e propose di dividere il lavoro. Olivia avrebbe accompagnato Prudenzia alla ricerca della cipolla magica, Riccardo avrebbe cercato il gufo insonne e lei avrebbe raggiunto la fontana insieme a Guglielmone. La missione cominciò immediatamente e, naturalmente, le cose andarono storte quasi da subito. Prudenzia e Olivia raggiunsero il Mercato delle Verdure Incantate, un luogo misterioso dove le carote si vendevano da sole, i broccoli litigavano con i cavolfiori e le cipolle si vantavano continuamente della propria capacità di far piangere chiunque. La cipolla che stavano cercando, però, era molto particolare: non aveva mai fatto piangere nessuno perché soffriva terribilmente il solletico e scoppiava a ridere ogni volta che qualcuno cercava di tagliarla. Olivia riuscì finalmente a trovarla nascosta dietro una montagna di pomodori e, dopo averle raccontato alcune barzellette assolutamente terribili, ottenne una lacrima di risata che raccolse dentro una piccola bottiglia. Nel frattempo Riccardo aveva raggiunto il Bosco delle Civette Sonnambule, dove incontrò un gufo anzianissimo che non dormiva da quasi cent’anni. Il gufo spiegò che soffriva d’insonnia perché ogni notte, proprio quando stava per addormentarsi, cominciava a preoccuparsi di aver dimenticato qualcosa di importante. Riccardo cercò di rassicurarlo, ma il gufo continuava a ripetere di aver dimenticato qualcosa, senza riuscire a ricordare cosa fosse. Alla fine il bambino gli suggerì di preparare una lista delle cose da fare e il gufo, entusiasta, gli regalò una delle proprie piume più belle. Matilde e Guglielmone, invece, raggiunsero la Fontana delle Zucche Capovolte dopo aver attraversato una valle piena di zucche parlanti che continuavano a dare indicazioni completamente sbagliate. Quando arrivarono finalmente davanti alla fontana scoprirono che l’acqua non scorreva verso il basso, ma verso l’alto, formando una gigantesca colonna liquida che sembrava raggiungere direttamente le nuvole. Guglielmone tentò di raccoglierne una goccia utilizzando una foglia enorme, ma finì per bagnarsi completamente il picciolo. Matilde ebbe allora un’idea. Utilizzò un piccolo ombrello rovesciato per intercettare l’acqua che saliva e riuscì finalmente a riempire una bottiglietta. Quando tutti tornarono alla torre di Prudenzia, il sole stava ormai tramontando e nel villaggio la situazione era diventata ancora più assurda. Le patate si erano moltiplicate, alcune rotolavano lungo le strade e altre cercavano disperatamente di salire le scale senza avere le gambe. Il sindaco aveva organizzato una riunione d’emergenza all’interno di una cesta di vimini e continuava a emanare ordinanze che nessuno riusciva a prendere sul serio. Il fornaio, trasformato in patata da diverse ore, aveva scoperto che rotolando sopra un mucchio di farina poteva almeno sembrare una crocchetta e aveva deciso di smettere temporaneamente di lamentarsi. Quando mancava soltanto un’ora alla mezzanotte, Prudenzia versò finalmente tutti gli ingredienti dentro il calderone e cominciò a preparare la pozione. Matilde controllava attentamente il libro, Olivia misurava gli ingredienti e Riccardo aveva ricevuto il compito importantissimo di non toccare assolutamente niente. Quest’ultimo incarico si rivelò particolarmente difficile, perché sopra il tavolo c’era una torta alle mele e Riccardo continuava a domandare se almeno quella potesse essere considerata un ingrediente magico. Il calderone cominciò a brillare e Prudenzia pronunciò lentamente la formula corretta. Per qualche secondo non successe niente. Poi una gigantesca nuvola dorata si sollevò dalla torre e attraversò il cielo di Zuccaluna. Le patate cominciarono a tremare. Prima quella del sindaco, poi quella del postino, poi quella del fornaio e infine tutte le altre. Una dopo l’altra si sollevarono da terra e furono avvolte da una luce brillante. Il sindaco tornò umano con la fascia tricolore ancora addosso, il professore ritrovò le proprie gambe e il fornaio recuperò immediatamente il grembiule. L’incantesimo era stato spezzato! Gli abitanti scoppiarono a festeggiare e Prudenzia, felice come non mai, cominciò a saltellare per tutta la cucina. Ma proprio mentre tutti si congratulavano con lei, Matilde notò che qualcosa si muoveva ancora dentro il calderone. Una piccola patata viola stava lentamente emergendo dalla pozione. Aveva due occhietti rotondi, un naso minuscolo e una bocca sorridente. Prudenzia la osservò con grande interesse e dichiarò che probabilmente si trattava di un residuo magico assolutamente innocuo. La patata saltò fuori dal calderone, fece un inchino e annunciò di chiamarsi Patatino, il Principe delle Patate Incantate. Poi aggiunse che aveva aspettato secoli prima che qualcuno pronunciasse correttamente la formula della Patatificazione Universale e che finalmente era libero di esplorare il mondo. Tutti rimasero immobili. Prudenzia consultò disperatamente il libro e scoprì una piccola nota scritta nell’ultima pagina: l’incantesimo di annullamento, se pronunciato durante il mese di ottobre, avrebbe liberato anche il Principe delle Patate Incantate, una creatura estremamente dispettosa che adorava organizzare scherzi. Prima che qualcuno potesse fermarlo, Patatino saltò sopra la scopa Fulminella, gridò che Halloween sarebbe stato molto più divertente con un po’ di magia e partì a tutta velocità verso il villaggio. Quella notte Zuccaluna festeggiò fino a tardi. Tutti gli abitanti erano finalmente tornati normali, il sindaco aveva deciso di vietare ufficialmente qualsiasi incantesimo contenente patate e il fornaio aveva preparato una gigantesca torta per ringraziare i tre giovani investigatori. Prudenzia, invece, trascorse gran parte della serata a rileggere attentamente il proprio libro di magia, promettendo che da quel momento avrebbe controllato ogni singolo ingrediente prima di pronunciare qualsiasi formula. Matilde, Olivia e Riccardo ricevettero una medaglia speciale per aver salvato il villaggio e Guglielmone organizzò una festa straordinaria nel proprio parco divertimenti segreto. Tutto sembrava finalmente tornato alla normalità. Tutto, naturalmente, tranne un piccolo dettaglio. Da quella sera, infatti, a Zuccaluna cominciarono ad accadere strani scherzi. Qualcuno trasformò le scarpe del sindaco in pantofole a forma di carota, qualcuno fece comparire una montagna di purè davanti alla casa della signora Gertrude e qualcuno sostituì tutte le campane del municipio con giganteschi cucchiai da cucina. Nessuno riusciva a capire chi fosse il responsabile, ma Matilde aveva già qualche sospetto. Una sera, mentre attraversava la piazza, vide una piccola sagoma viola sfrecciare sopra i tetti del villaggio a bordo di una scopa. Si fermò, guardò verso il cielo e sorrise. La grande festa di Halloween non era ancora cominciata, ma a quanto pare qualcuno aveva già deciso di renderla assolutamente indimenticabile. E se nei prossimi giorni doveste incontrare una piccola patata viola che vola sopra una scopa, il consiglio è molto semplice: controllate immediatamente le vostre scarpe, tenetevi stretti il cappello e soprattutto... non fatevi invitare a cena!