Latest / Storie a Milano / Non usciamo – Ep. 4 | Sopra di noi
Transcript
- 0:12Speaker 2: Storie a Milano. Le storie sono inventate. Milano è reale.
- 0:17Speaker 2: O quasi. Questa storia nasce da un processo creativo condiviso
- 0:22Speaker 2: tra essere umano e intelligenza artificiale generativa. Eventuali riferimenti a
- 0:27Speaker 2: elementi reali sono utilizzati esclusivamente a scopo narrativo e di ambientazione,
- 0:32Speaker 2: senza alcun intento lesivo, diffamatorio o denigratorio.
- 0:37Speaker 3: Non usciamo. Una storia sotto Milano.
- 0:41Speaker 4: Episodio 4.
- 0:44Speaker 2: Sopra di noi.
- 0:46Speaker 5: Matteo. Il quinto giorno Milano organizza un'altra versione di se
- 0:50Speaker 5: stessa e ce la rovescia addosso nei tunnel e nelle banchine.
- 0:53Speaker 5: Dal modo in cui si riempiono i treni, capiamo che
- 0:55Speaker 5: in città c'è un miscuglio di sfilate, installazioni e almeno
- 0:59Speaker 5: due eventi che richiedono abiti improbabili e badge laminati. La
- 1:02Speaker 5: metro è più affollata del solito, più accaldata, più nervosa.
- 1:06Speaker 5: Ogni linea sembra un cavo scoperto. Per noi, paradossalmente, è
- 1:10Speaker 5: più facile nasconderci. Ma è anche più difficile respirare. Il
- 1:15Speaker 5: nostro rifugio a Cadorna non è più sicuro. Qualcuno ha
- 1:18Speaker 5: forzato la porta e rovistato tra le cose. Non ha
- 1:21Speaker 5: preso molto. Ha solo disposto tutto diversamente. È peggio. Vuol
- 1:25Speaker 5: dire siete tollerati finché non diventate un'abitudine. Noi lo siamo diventati.
- 1:32Speaker 5: Dobbiamo decidere, dico. Nari resta in piedi con il nostro
- 1:36Speaker 5: poco tra le mani. La mia felpa, il suo caricatore,
- 1:39Speaker 5: il quaderno, due bottiglie mezze vuote, oggetti ridicoli, eppure sembrano
- 1:44Speaker 5: una biografia compressa.
- 1:45Speaker 3: Decidere cosa?
- 1:48Speaker 5: Se continuiamo a spostarci, oppure...
- 1:51Speaker 3: Oppure usciamo.
- 1:52Speaker 5: Non dice la frase come una resa. La dice come
- 1:55Speaker 5: si nominano gli oggetti taglienti, con attenzione. Prima di rispondere,
- 1:59Speaker 5: passano accanto a noi due treni quasi insieme, uno sulla
- 2:02Speaker 5: rossa e uno sulla verde. Le vibrazioni fanno tremare il
- 2:05Speaker 5: metallo della porta. Non voglio tornare indietro, dico.
- 2:09Speaker 3: Nemmeno io. Però non so più se stare qui è
- 2:13Speaker 3: andare avanti
- 2:14Speaker 5: Lei si siede per terra, improvvisamente esausta. Ieri notte ho
- 2:18Speaker 5: sognato le scale di Loreto, non la strada sopra. Solo
- 2:22Speaker 5: le scale. Continuavano a salire, ma non finivano mai.
- 2:26Speaker 3: Bel sogno. Molto milanese.
- 2:29Speaker 5: Mi siedo accanto a lei. Penso a mia madre, ai
- 2:33Speaker 5: messaggi che non ho letto, al lavoro che probabilmente ho perso,
- 2:36Speaker 5: ai miei disegni. Penso anche al fatto che in questi
- 2:39Speaker 5: giorni ho vissuto più intensamente che negli ultimi due anni.
- 2:42Speaker 5: Non voglio tradire questa verità, solo perché è scomoda. Nari
- 2:47Speaker 5: si gira verso di me.
- 2:49Speaker 3: Quando torni su, cosa fai?
- 2:52Speaker 5: Mi iscrivo a quel corso che continuo a rimandare.
- 2:55Speaker 3: Quello di illustrazione?
- 2:57Speaker 5: Sì.
- 2:58Speaker 3: Hai i soldi?
- 3:00Speaker 5: No.
- 3:01Speaker 3: Molto bene. Stile impeccabile.
- 3:04Speaker 5: Tu? Fa una faccia che conosco. Quella in cui sembra
- 3:08Speaker 5: sorridere e difendersi nello stesso momento.
- 3:11Speaker 3: Rispondo a mia madre senza mentire troppo. E dico al
- 3:14Speaker 3: mio ex di smetterla di scrivermi messaggi lunghi solo quando beve.
- 3:19Speaker 5: Decisione sana.
- 3:20Speaker 3: Lo so. Mi preoccupa.
- 3:23Speaker 5: ridiamo, poi smettiamo quasi subito, passiamo la giornata in movimento,
- 3:28Speaker 5: da conciliazione a duomo, da duomo a centrale, con un
- 3:32Speaker 5: cambio lungo che facciamo solo per perderci in mezzo alla folla,
- 3:36Speaker 5: da lì di nuovo sulla verde, i corpi degli altri
- 3:39Speaker 5: ci spingono, ci assorbono, ci cancellano, mi viene in mente
- 3:43Speaker 5: che è così che ho vissuto Milano per anni, lasciandomi
- 3:46Speaker 5: trasportare da una corrente abbastanza forte da non farmi notare
- 3:49Speaker 5: la mia immobilità. A Porta Venezia vediamo una coppia litigare
- 3:53Speaker 5: in inglese davanti alla mappa. A San Babila un gruppo
- 3:56Speaker 5: di ragazzi vestiti per una sfilata si scatta foto seduto
- 3:59Speaker 5: sui gradini dell'uscita come se la città fosse tutta scenografia.
- 4:03Speaker 5: A Cadorna un uomo addormentato con una valigia abbraccia il
- 4:06Speaker 5: manico come se fosse qualcuno. Tutto mi sembra improvvisamente delicato,
- 4:10Speaker 5: anche quando è brutto. Nel pomeriggio incrociamo di nuovo l'uomo
- 4:13Speaker 5: del cappotto. Questa volta è da solo. vicino a un
- 4:16Speaker 5: distributore fuori uso a Loreto. Non ci viene incontro. Sembra aspettare.
- 4:20Speaker 4: State finendo il vostro entusiasmo?
- 4:23Speaker 5: Chiede. Vorrei dirgli di andare al diavolo. Invece mi fermo.
- 4:27Speaker 5: Forse lui annuisce come se questa risposta ci rendesse finalmente presentabili.
- 4:33Speaker 4: Succede. La città sotto è buona solo per chi non
- 4:37Speaker 4: la poetizza.
- 4:38Speaker 3: Nessuno la sta poetizzando
- 4:41Speaker 4: Dice Nari. L'uomo la guarda. Ti sbagli.
- 4:44Speaker 5: La
- 4:45Speaker 4: state usando per rinviare
- 4:47Speaker 5: Mi sale una rabbia quasi infantile. Forse perché ha ragione.
- 4:51Speaker 5: E voi allora? Chiedo. Voi cosa fate? Lui sorride appena
- 4:57Speaker 4: Noi? Noi siamo arrivati troppo tardi alle scale
- 5:02Speaker 5: La frase mi resta dentro più del dovuto. Non aggiunge altro.
- 5:06Speaker 5: Se ne va lungo il corridoio e scompare nel flusso.
- 5:09Speaker 3: Niente di inquietante. Mormoranari. No.
- 5:13Speaker 5: Molto rincuorante. Ma in realtà so già che è successo qualcosa.
- 5:18Speaker 5: Non per colpa sua. Perché quella frase ha fatto il
- 5:21Speaker 5: lavoro che nessun consiglio avrebbe potuto fare. Ha rimesso il
- 5:25Speaker 5: tempo dentro la nostra fuga. La sera torniamo a Duomo.
- 5:29Speaker 5: Non so perché proprio lì. Forse perché è il centro
- 5:32Speaker 5: di tutto. Forse perché, se devi decidere una cosa, farlo
- 5:35Speaker 5: nel luogo in cui tutte le direzioni si incrociano sembra
- 5:38Speaker 5: meno arbitrario. La stazione è piena da scoppiare. Gente che entra,
- 5:43Speaker 5: gente che esce, gente che corre, famiglie perse, turisti con
- 5:47Speaker 5: la faccia accesa dalla piazza sopra. Noi stiamo fermi in
- 5:50Speaker 5: mezzo a una colonna e sembriamo invisibili per eccesso di
- 5:53Speaker 5: presenza altrui. Mi dispiacerebbe perderlo, dico.
- 5:57Speaker 3: Cosa?
- 5:59Speaker 5: Questo. Nari abbassa lo sguardo sulle nostre mani, che a
- 6:03Speaker 5: un certo punto della giornata hanno ricominciato a cercarsi senza cerimonia.
- 6:07Speaker 5: Anche a
- 6:07Speaker 3: me.
- 6:09Speaker 5: Però forse se resta solo qui sotto, non è davvero nostro.
- 6:13Speaker 5: Lei alza gli occhi. Non mi facilita mai le frasi,
- 6:16Speaker 5: per fortuna.
- 6:17Speaker 3: Vuoi uscire?
- 6:19Speaker 5: Chiede. La domanda vera non è quella. La sento sotto.
- 6:24Speaker 3: Vuoi uscire con me?
- 6:27Speaker 5: Passa un treno. La sua luce si allunga sui binari
- 6:30Speaker 5: e si rompe sulle piastrelle. La stazione annuncia qualcosa che
- 6:33Speaker 5: nessuno ascolta. Da una rampa laterale cade la luce delle scale.
- 6:38Speaker 5: Più forte del normale, perché fuori deve essere già quasi buio.
- 6:42Speaker 5: Ho paura. Più di quella notte, nel tunnel abbandonato. Allora
- 6:47Speaker 5: avevo paura di tornare a me stesso. Adesso ho paura che,
- 6:51Speaker 5: tornando su, questa versione di me si rompa. Solo se
- 6:55Speaker 5: sali anche tu, dico. Nari, inspira.
- 6:58Speaker 3: Sì.
- 7:00Speaker 5: È una sillaba minuscola, ma mi cambia il peso del corpo.
- 7:03Speaker 5: Usciamo dal nodo principale e andiamo verso una rampa meno affollata.
- 7:07Speaker 5: Ogni gradino che saliamo sembra troppo visibile. Non succede niente
- 7:10Speaker 5: di drammatico. Nessuna musica. Nessuna epifania. Solo il rumore della
- 7:15Speaker 5: città che si fa più vicino. L'aria che cambia odore.
- 7:18Speaker 5: I telefoni che tornano lentamente a essere oggetti pericolosi nelle tasche.
- 7:23Speaker 5: A metà scala ci fermiamo. Nari guarda in alto. Io
- 7:26Speaker 5: guardo lei.
- 7:28Speaker 3: La
- 7:30Speaker 5: odio ancora un po', questa luce. Anch'io. Però adesso meno. Anch'io. Usciamo. Nari.
- 7:39Speaker 3: La prima cosa che sento quando usciamo non è libertà.
- 7:43Speaker 3: È vento. Un vento sporco, tiepido, pieno di traffico e voci,
- 7:48Speaker 3: che però mi sembra enorme dopo giorni di aria filtrata
- 7:51Speaker 3: dai corridoi. Sbucchiamo in una Milano serale che non ci
- 7:54Speaker 3: stava aspettando e non ha nessuna intenzione di fermarsi per noi.
- 7:58Speaker 3: Ed è perfetto così. La piazza sopra la stazione è
- 8:02Speaker 3: piena di gente. Una ragazza in tacchi si toglie le
- 8:05Speaker 3: scarpe per 30 secondi, con una dignità da regina caduta. Un
- 8:10Speaker 3: rider passa in mezzo a tutti come se il mondo
- 8:13Speaker 3: fosse un livello da completare. Un tram vibra poco lontano.
- 8:19Speaker 3: Le finestre di un palazzo riflettono il rosa sporco del cielo.
- 8:23Speaker 3: Milano è ancora Milano. Non ci ha assorbiti, non ci
- 8:27Speaker 3: ha puniti, non ci ha premiati. Ci ha solo lasciati tornare.
- 8:34Speaker 3: Per un attimo mi sento leggerissima e devastata insieme. Il
- 8:38Speaker 3: telefono si riaccende E inizia subito a vibrare, quasi offeso.
- 8:44Speaker 3: Lo guardo e mi viene da ridere. Chiamate perse, messaggi, email, notifiche,
- 8:50Speaker 3: vita amministrativa. Matteo sbuffa guardando il suo. Ti licenziano? Chiedo.
- 8:57Speaker 5: Probabile.
- 8:58Speaker 3: Mi spiace.
- 9:00Speaker 5: Anche a me, un po'.
- 9:02Speaker 3: Solo un po'?
- 9:03Speaker 5: Molto un po'.
- 9:05Speaker 3: Camminiamo senza fretta. Non sappiamo ancora dove andare, e questo
- 9:09Speaker 3: è il primo dettaglio che mi convince che abbiamo fatto
- 9:11Speaker 3: la cosa giusta. Se la nostra fuga fosse stata solo
- 9:15Speaker 3: un capriccio, adesso avremmo fretta di rientrare nelle parti assegnate.
- 9:20Speaker 3: Invece no. Siamo spaventati, sì. Ma siamo anche nuovi. Ci
- 9:26Speaker 3: sediamo su una panchina poco distante dall'uscita. Non una panchina bella.
- 9:32Speaker 3: Una panchina vera. Con segni di pioggia vecchia e pubblicità
- 9:36Speaker 3: strappata su un lato. Davanti a noi le persone continuano
- 9:40Speaker 3: a entrare e uscire dalle scale della metro. Adesso capisco
- 9:44Speaker 3: una cosa che sotto non riuscivo a mettere a fuoco.
- 9:47Speaker 3: La luce delle scale non era nemica. Era solo impaziente.
- 9:51Speaker 3: Eravamo noi a non poterla attraversare ancora. Pensi che ci crederanno?
- 9:56Speaker 3: A
- 9:57Speaker 5: cosa?
- 9:58Speaker 3: Alla versione che racconteremo. Matteo ci pensa.
- 10:02Speaker 5: Dipende da quanto la semplifichiamo
- 10:05Speaker 3: Non voglio semplificarla troppo.
- 10:08Speaker 5: Nemmeno io.
- 10:09Speaker 3: Restiamo a guardare la gente. Una signora sistema la sciarpa
- 10:13Speaker 3: al marito. Un bambino chiede un gelato in un orario
- 10:16Speaker 3: in cui nessun adulto sano di mente concederebbe un gelato.
- 10:20Speaker 3: Tutto questo mi sembra improvvisamente prezioso. Quando ti ho chiesto
- 10:25Speaker 3: di non uscire il primo giorno, pensavo che mi avresti
- 10:29Speaker 3: detto di no.
- 10:31Speaker 5: Anch'io.
- 10:32Speaker 3: Perché non l'hai detto? Lui si appoggia allo schienale, guarda
- 10:36Speaker 3: il cielo che tra i palazzi si è già stretto
- 10:38Speaker 3: in una striscia.
- 10:41Speaker 5: Perché non volevo essere riportato indietro e perché eri tu?
- 10:44Speaker 3: Non rispondo subito. Ci sono frasi che, se le tocchi
- 10:48Speaker 3: troppo in fretta, si rompono. Anche per me. Era perché
- 10:53Speaker 3: eri tu. Non c'è bisogno di baciarci lì. Lo abbiamo
- 10:58Speaker 3: già fatto sotto, nel momento peggiore e più giusto. Qui
- 11:03Speaker 3: sopra basta questo. Le mani che si cercano e restano.
- 11:08Speaker 3: Più tardi accompagniamo i nostri corpi stanchi fino a un
- 11:11Speaker 3: bar ancora aperto. Beviamo tè troppo caldo e mangiamo un
- 11:15Speaker 3: toast mediocre che mi sembra buonissimo. Matteo mi mostra il
- 11:19Speaker 3: corso di illustrazione sul telefono, finalmente. Io apro il messaggio
- 11:24Speaker 3: di mia madre e prima di leggerlo le scrivo solo.
- 11:28Speaker 3: Sto bene, ti chiamo domani. Non è la verità intera,
- 11:32Speaker 3: ma è una verità. Quando usciamo dal bar, la città
- 11:35Speaker 3: ha un volume un po' più basso, non molto. Milano
- 11:39Speaker 3: non lo abbassa mai davvero, ma abbastanza da lasciarci parlare
- 11:42Speaker 3: mentre camminiamo.
- 11:45Speaker 5: Dove vai adesso?
- 11:46Speaker 3: Mi chiede Matteo. A casa, credo. Quella vera, o quella
- 11:51Speaker 3: in affitto, insomma.
- 11:53Speaker 5: Giusto.
- 11:54Speaker 3: E tu?
- 11:55Speaker 5: A casa anch'io. Però prima devo prendere una decisione da
- 11:59Speaker 5: adulto
- 12:00Speaker 3: Quale?
- 12:02Speaker 5: Se direi a mia madre una bugia credibile o la
- 12:04Speaker 5: verità ridotta
- 12:06Speaker 3: Consiglio la verità ridotta. Le madri sentono l'odore delle bugie.
- 12:11Speaker 5: Anche le tue?
- 12:12Speaker 3: Soprattutto le mie. Ridiamo. È una risata nuova. Non quella
- 12:18Speaker 3: di chi si nasconde in un corridoio. Quella di chi
- 12:20Speaker 3: è tornato e non è più uguale. Quando arriviamo davanti
- 12:24Speaker 3: all'ingresso della metro da cui potrei prendere la mia linea
- 12:27Speaker 3: di ritorno, mi fermo. Guardo giù. La luce delle scale
- 12:32Speaker 3: sale dal sottosuolo, adesso al contrario. È ancora bella e
- 12:36Speaker 3: un po' crudele, però non mi fa più paura nello
- 12:39Speaker 3: stesso modo. Ci torneremo? Matteo segue il mio sguardo.
- 12:46Speaker 5: Sotto?
- 12:47Speaker 3: Sì.
- 12:48Speaker 5: Certo, Milano non smette mica di avere un sotto.
- 12:51Speaker 3: Intendo così. Lui ci pensa.
- 12:54Speaker 5: No.
- 12:56Speaker 3: È la risposta giusta, perché quello che c'era da fare
- 12:59Speaker 3: lì sotto l'abbiamo fatto. Non sopravvivere. Non sparire. Guardarci abbastanza
- 13:06Speaker 3: da capire che potevamo risalire senza tornare identici. Lo abbraccio.
- 13:12Speaker 3: Lui mi stringe forte. Come se avesse aspettato tutto il
- 13:15Speaker 3: giorno di farlo davvero. Per un secondo, sento ancora il
- 13:19Speaker 3: rumore lontano dei treni sotto di noi, come un cuore
- 13:22Speaker 3: meccanico che continua a battere per conto suo. Poi ci stacchiamo.
- 13:28Speaker 5: Domani
- 13:29Speaker 3: chiede. Domani. Ultimo vagone. Lo guardo andare verso un tram.
- 13:36Speaker 3: Per la prima volta da quando ci siamo conosciuti non
- 13:39Speaker 3: ho paura che sparisca nella folla. So dov'è il suo
- 13:42Speaker 3: posto nel mondo? No. So dov'è il mio? Nemmeno. Ma
- 13:49Speaker 3: adesso so che esistono persone con cui puoi attraversare un
- 13:52Speaker 3: posto sbagliato senza diventare sbagliato anche tu. Resto un attimo
- 13:57Speaker 3: ancora davanti alla scala. La luce sale. La città scende.
- 14:03Speaker 3: Io resto nel mezzo, giusto il tempo di capire che
- 14:06Speaker 3: non devo scegliere per sempre. Poi mi volto e vado
- 14:09Speaker 3: verso casa.