Latest / Uno più uno uguale duemila / Episodio 1 - La diagnosi
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- 0:04Speaker 2: Io mi sono lavata quella sera solamente la scella, non
- 0:07Speaker 2: ho fatto la doccia, non avevo voglia e mi sono
- 0:10Speaker 2: sentita sul seno destro una cosa liscia, non il solito pallino,
- 0:15Speaker 2: non il solito nodulo. Sono andata a letto, però ci
- 0:18Speaker 2: ho pensato tutta la notte su questo. Il giorno dopo,
- 0:22Speaker 2: all'epoca avevo uno studio, lavoravo in uno studio di commercialisti
- 0:26Speaker 2: e quindi avevo sulla scrivania questo calendario di questa struttura privata.
- 0:31Speaker 2: e mi continuava a dire, chiamo, non chiamo, chiamo, non chiamo,
- 0:35Speaker 2: ma ho detto, Maria, chiama, ti fai una visita e
- 0:39Speaker 2: finisce lì, andiamo per scrupolo. Io sono andata a questa ecografia,
- 0:43Speaker 2: c'era questo bravissimo medico che poi venne a sapere anche
- 0:47Speaker 2: che era già in contatto anche col centro di riferimento
- 0:49Speaker 2: oncologico dove io mi sono operata e continuò ad andare
- 0:53Speaker 2: su e giù con questo ecografo, su e giù con
- 0:55Speaker 2: questo ecografo, gli ho detto, no, no, cosa c'è, cosa
- 0:58Speaker 2: non c'è, perché che non mi diceva niente, stava in silenzio.
- 1:01Speaker 2: Ma signora, lei come mai è venuta qua? E gli
- 1:04Speaker 2: ho spiegato un po' cosa era successo la sera prima
- 1:06Speaker 2: e continuava ad andare su e giù e su e
- 1:07Speaker 2: giù senza dire niente. Ho detto, ma c'è qualcosa? Guardi signora,
- 1:12Speaker 2: come è venuta qui, io per scrupolo, come l'ha detto lei,
- 1:16Speaker 2: farei un agospirato. Guardi signora, con questo è meglio non
- 1:21Speaker 2: fidarsi che fidanzarsi. cioè mi ha veramente questa io l'ho
- 1:27Speaker 2: chiamata sempre perla di saggezza che ha usato questo medico
- 1:31Speaker 2: questa delicatezza non è andato oltre mi ha detto con
- 1:35Speaker 2: questo è meglio non fidarsi che fidanzarsi
- 1:40Speaker 3: Maria aveva 42 anni quando ha ricevuto la diagnosi e
- 1:44Speaker 3: oggi ne ha 55 molti anni sono passati l'abbiamo sentito
- 1:49Speaker 3: che avrebbero potuto non esserci se lei non avesse fatto
- 1:52Speaker 3: attenzione al proprio corpo Anche la storia di Roberta comincia
- 1:55Speaker 3: nel bagno, nella doccia, e la sua è una storia unica,
- 1:58Speaker 3: come del resto sono tutte le nostre storie. Ha 29 anni, siciliana,
- 2:03Speaker 3: ed è già ad Aviano per assistere la madre, che
- 2:05Speaker 3: sta facendo la terapia proprio durante il covid, e anche
- 2:08Speaker 3: lei si accorge di qualcosa sotto la doccia.
- 2:14Speaker 4: Sotto la doccia, una semplice doccia. L'ho scoperto un po'
- 2:18Speaker 4: prima di aver fatto però il controllo perché mi trovavo
- 2:21Speaker 4: ospite insieme a mia madre in una struttura... di accoglienza
- 2:26Speaker 4: vicino a Piano perché lei era in cura proprio al
- 2:29Speaker 4: Cro e diciamo che lei stava facendo la chemioterapia io
- 2:33Speaker 4: ero diciamo in assistenza siccome era un periodo molto difficile
- 2:37Speaker 4: la chiusura insomma di tutto io ho anche evitato di
- 2:41Speaker 4: concentrare l'attenzione su me stessa sono stata sei mesi da
- 2:44Speaker 4: gennaio a giugno vicino a Piano col covid pandemia io
- 2:49Speaker 4: non potevo tornare nemmeno a casa perché mio fratello vive
- 2:52Speaker 4: fuori io ero l'unica persona che stava con mia madre
- 2:55Speaker 4: quindi diciamo la mia vita l'ho messa un po' in
- 2:57Speaker 4: stand by insomma poi a giugno siamo tornati in Sicilia
- 3:01Speaker 4: io sono tornata a Bologna dove studiavo al conservatorio e
- 3:04Speaker 4: ho detto ma io alla fine che mi costa vado
- 3:07Speaker 4: a fare un controllo Mi hanno visitato, mi hanno chiesto
- 3:10Speaker 4: se avessi familiarità e io ho detto di sì e
- 3:13Speaker 4: che comunque sapevo di avere la BRCA che è una
- 3:16Speaker 4: mutazione genetica che mi hanno diagnosticato in seguito a un
- 3:19Speaker 4: test del DNA fatto da mia madre qualche mese prima
- 3:22Speaker 4: che scoppiasse la pandemia. Quindi poi nel 2021 io scopro
- 3:26Speaker 4: ad Aviano, faccio una biopsia e insomma risulta che c'è
- 3:30Speaker 4: da fare una mastectomia bilaterale per togliere ogni dubbio visto
- 3:34Speaker 4: che comunque ho la BRCA Per prevenzione si fa una
- 3:38Speaker 4: mastectomia completa. Dopo meno di un mese ho scoperto che
- 3:42Speaker 4: dovevo affrontare anche una terapia di chemio per dei mesi.
- 3:50Speaker 3: Questo è 1 più 1 fa 2000, la serie podcast
- 3:53Speaker 3: del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano a supporto dei
- 3:57Speaker 3: pazienti che stanno affrontando una malattia oncologica e dei loro parenti.
- 4:02Speaker 3: Quando arriva la malattia, noi lo sappiamo bene, la vita
- 4:05Speaker 3: si divide tra un prima e un dopo, sia per
- 4:08Speaker 3: le persone che ricevono la diagnosi, sia per le persone
- 4:11Speaker 3: a loro legate, mariti o compagni, figli e figlie, genitori
- 4:15Speaker 3: e il cerchio delle amicizie più strette. Non si ammala
- 4:19Speaker 3: solo la persona, si ammala tutto il suo mondo. La malattia, però,
- 4:23Speaker 3: non è la fine di quel mondo. Abbiamo molti strumenti
- 4:26Speaker 3: per accompagnare le persone malate e lo racconteremo con la
- 4:29Speaker 3: supervisione dei medici del Cro, ma anche e soprattutto con
- 4:32Speaker 3: le persone che si affidano al nostro centro. In questa
- 4:36Speaker 3: puntata raccontiamo l'inizio di tutto, la diagnosi, grazie alle nostre
- 4:40Speaker 3: testimonial Maria e Roberta che hanno accettato di condividere con
- 4:44Speaker 3: noi la loro storia. Molti pazienti reagiscono in modo duro,
- 4:52Speaker 3: spesso con rabbia o depressione o disorientamento. Sono reazioni molto comuni,
- 4:58Speaker 3: ma è importante sottolineare che non esiste un modo giusto
- 5:02Speaker 3: di reagire a una diagnosi di cancro. Qualunque reazione è comprensibile, accettabile, necessaria.
- 5:08Speaker 3: L'unico modo giusto da adottare è di tipo operativo, cioè
- 5:11Speaker 3: affidarsi e costruire una relazione con il proprio medico. La
- 5:15Speaker 3: persona inizia un processo di elaborazione, un passaggio difficile. Per esempio,
- 5:21Speaker 3: potrebbe mostrare sciocco o negazione di fronte a una diagnosi.
- 5:24Speaker 3: Non bisogna correggere, bisogna semplicemente accompagnarla, secondo i suoi tempi.
- 5:30Speaker 3: Sentiamo come ha reagito Maria, una reazione che ancora oggi
- 5:34Speaker 3: non riesce a spiegarsi del tutto.
- 5:40Speaker 2: Dovrei essere sincera, tuttora che ritorno indietro dico non ho
- 5:44Speaker 2: ben capito, la mia reazione è stata normalissima, non ero preoccupata.
- 5:51Speaker 2: Ognuno di noi reagisce in maniera diversa come lo stesso
- 5:56Speaker 2: fisico reagisce in maniera diversa. Oltre ad avere lo studio
- 5:59Speaker 2: avevo appunto una struttura, avevo un albergo- ristorante proprio a tre
- 6:02Speaker 2: chilometri dal Croc e quindi avevo pazienti che mi venivano
- 6:07Speaker 2: in struttura per andare a fare le terapie. Io metto
- 6:11Speaker 2: tanto veramente la parola inconsapevolezza, ingenuità, avevo anch'io le mie
- 6:17Speaker 2: due vecchiette, le chiamavo la mia mamma e una mia
- 6:19Speaker 2: zia che avevo preso in casa, anche lei è andata
- 6:22Speaker 2: a terminare per cinque anni, mi diceva sempre mi hai
- 6:25Speaker 2: fatto fare la mia seconda vita. a cui non ho
- 6:28Speaker 2: mai detto nulla perché dovevo rientrare in casa e avere
- 6:33Speaker 2: il sorriso e forse anche questo mi ha dato la
- 6:36Speaker 2: forza di non sedermi per esempio come io ho il
- 6:39Speaker 2: mio motto non sedetevi per piacere sul divano è l'unico
- 6:44Speaker 2: libretto che ho letto alla biblioteca del Cro prima di
- 6:47Speaker 2: fare una chemioterapia Non sedersi sul divano, altrimenti il cancro
- 6:54Speaker 2: vince lui. Ho avuto questa forza e forza delle mie
- 6:58Speaker 2: due vecchiette, la forza del lavoro. Tante volte il lavoro
- 7:02Speaker 2: aiuta e mi ha aiutato in questo caso. I miei hobby,
- 7:06Speaker 2: perché pensate solo che io sono stata operata il venerdì,
- 7:10Speaker 2: il sabato sono stata dimessa, il sabato dopo io ero
- 7:14Speaker 2: sulle piste da sci.
- 7:17Speaker 3: Anche Roberta, che ricordiamo ha ricevuto la diagnosi a 29
- 7:21Speaker 3: anni mentre assisteva la sua mamma malata oncologica, ha avuto
- 7:25Speaker 3: una reazione molto operativa. A testa bassa, potremmo dire, si
- 7:29Speaker 3: è affidata alle indicazioni del medico e intanto si è
- 7:32Speaker 3: occupata di sua mamma, scoprendo che abbiamo a disposizione molte
- 7:36Speaker 3: risorse per affrontare la difficoltà, non solo il personale sanitario,
- 7:40Speaker 3: ma anche la rete delle vere amicizie.
- 7:47Speaker 4: Di panattia io non volevo sapere niente perché io ce l'avevo,
- 7:50Speaker 4: ce l'aveva mia madre, quindi dovevo andare avanti, basta, treno,
- 7:54Speaker 4: quindi il dottore mi diceva tutto a posto, dobbiamo levare
- 7:57Speaker 4: tutte le possibili eventuali rimanenze di questo schifo, quindi dobbiamo
- 8:02Speaker 4: fare questo chemio. Poi io facevo la bravissima studentessa, andavo
- 8:05Speaker 4: ogni settimana e mi andavo a sedere, basta. Poi sicuramente
- 8:09Speaker 4: le prime sono state devastanti, proprio non riuscivo, c'erano giornate,
- 8:14Speaker 4: giornate intere, non riuscivo ad alzarmi. Poi appena mi riprendevo
- 8:19Speaker 4: però non mi fermavo, non mi fermavo, perché? Perché io dovevo,
- 8:23Speaker 4: intanto dovevo essere bella... attiva perché dovevo andare a trovare
- 8:26Speaker 4: mia madre, quindi che facevo? Quando invece le terapie erano
- 8:29Speaker 4: meno forti, riuscivo ad andarci anche nelle giornate in cui
- 8:32Speaker 4: facevo terapia, però è vero, ci sono stati dei momenti terribili,
- 8:36Speaker 4: perché momenti che poi l'ho affrontato con lo psicologo, cose
- 8:40Speaker 4: che non riuscivo a, ancora tuttora non riesco, una volta
- 8:45Speaker 4: avevo questi sempre sogni ricorrenti, di mia madre che è
- 8:48Speaker 4: in ospedale, ancora, mia mamma non c'è più, è morta
- 8:51Speaker 4: prima che io finissi le terapie, però ho questo sogno
- 8:54Speaker 4: ricorrente di mamma che è in ospedale e non ci
- 8:56Speaker 4: vuole vedere, perché in effetti è successo anche questo, mia
- 8:59Speaker 4: mamma non è che non ci voleva vedere, non mi
- 9:01Speaker 4: voleva vedere perché era, e lei era sotto morfina, non
- 9:03Speaker 4: parlava più, quindi io ho alternato momenti di andavo da
- 9:08Speaker 4: lei e lei che piangeva e si disperava perché stava male,
- 9:11Speaker 4: E quindi io dovevo fare quella forte tipo mamma non
- 9:14Speaker 4: ti preoccupare adesso risolviamo e questa cosa che io facevo
- 9:17Speaker 4: non mi rendevo conto cioè io ora che ci penso
- 9:20Speaker 4: sembravo lei quando io stavo male e lei veniva a
- 9:23Speaker 4: casa mia quando ero piccola e mi diceva o che
- 9:26Speaker 4: mi lasciava con il confidanzato l'ennesimo caso unico. E lei
- 9:30Speaker 4: mi diceva, eh, eh, Roberta, allora, che dobbiamo fare? Forza, subito,
- 9:34Speaker 4: ora ti esci, ti fai una passeggiata, ti compri una cosa,
- 9:38Speaker 4: ti compri un vestito, così. Poi col tempo, dopo quel
- 9:40Speaker 4: che ho finito, dopo il funerale, dopo i mesi, i
- 9:44Speaker 4: primi mesi anzi no, l'anno della fine proprio delle terapie,
- 9:48Speaker 4: lì poi è stato l'anno più brutto perché finalmente accusavo
- 9:52Speaker 4: il colpo, quello di tutta la forza che mi si
- 9:55Speaker 4: è stata richiesta e che ora proprio non ce la
- 9:58Speaker 4: faceva più io ho attraversato dei mesi di inferno perché
- 10:03Speaker 4: poi dicevo ma io che cosa ho fatto finora? Per
- 10:06Speaker 4: quello dico, quando ho iniziato non ero cosciente, cioè ero
- 10:09Speaker 4: cosciente degli effetti fisici, perché stavo male, a volte vomitavo,
- 10:14Speaker 4: non riuscivo a mangiare, però poi tipo mi riprendevo. Devo
- 10:18Speaker 4: dire che i miei amici sono stati fondamentali, quelli che
- 10:21Speaker 4: sono venuti, è venuta una ragazza che avevo conosciuto poco
- 10:24Speaker 4: prima che facessi il controllo. Quindi una ragazzina che conoscevo
- 10:28Speaker 4: da poco, anche molto più piccola di me, che mi
- 10:30Speaker 4: ha voluto accompagnare a fare l'ago ispirato. E io ho detto, Giorgia,
- 10:33Speaker 4: ma tu sei piccola, come fai a venire con me?
- 10:35Speaker 4: Ti rendi conto quello che stai facendo? Cioè io le
- 10:37Speaker 4: volevo dire, ti stai prendendo una responsabilità mentale ed emotiva,
- 10:42Speaker 4: è importante. E lei, nica nica, è stata con me sempre.
- 10:45Speaker 4: E poi un altro, diciamo, fratello, che non è mio
- 10:47Speaker 4: fratello di sangue, però un mio gradissimo amico Rocco che...
- 10:51Speaker 4: al quale è morto il fratello gemello quando eravamo al liceo,
- 10:55Speaker 4: ed è stata una di quelle persone che non ha esitato. Cioè,
- 10:58Speaker 4: lui era lì con me. Se lui ha messo in
- 11:00Speaker 4: stand- by la sua vita, ogni mese lui sapeva che c'era
- 11:03Speaker 4: l'appuntamento per andare a Daviano. E beh, comunque, la reazione
- 11:07Speaker 4: è stata, diciamo poi, quella fisica ovviamente era ogni settimana.
- 11:11Speaker 4: Ho reagito bene, ecco, la risposta è che ho reagito
- 11:14Speaker 4: bene ai farmaci. Però poi... E emotivamente è un percorso
- 11:18Speaker 4: che è continuo perché non penso che lo voglio finire
- 11:22Speaker 4: mai questo percorso psicologico perché per me è proprio la salvezza.
- 11:30Speaker 3: Comunicare una diagnosi di tumore non è facile e non
- 11:33Speaker 3: deve mai diventarlo. È un momento che coinvolge profondamente come
- 11:37Speaker 3: esseri umani, prima ancora che come medici. Questo tipo di
- 11:40Speaker 3: comunicazione non è un trasferimento di informazioni, è molto di più.
- 11:45Speaker 3: È l'inizio di un cammino condiviso con il paziente, prendendosi
- 11:49Speaker 3: la responsabilità di comunicare qualcosa che dividerà la vita del
- 11:52Speaker 3: paziente in un prima e in un dopo. un altro
- 11:55Speaker 3: aspetto da considerare quando si parla di comunicazione della diagnosi
- 12:00Speaker 3: è la comunicazione che il paziente fa con il suo
- 12:02Speaker 3: mondo come si decide di comunicare la diagnosi alle persone
- 12:06Speaker 3: che ci sono vicine anche qui naturalmente dipende dalle persone
- 12:10Speaker 3: da quello che sentono più adeguato fare in quel momento
- 12:13Speaker 3: roberta e maria hanno adottato un approccio molto diverso nei
- 12:17Speaker 3: confronti della propria madre
- 12:23Speaker 4: La cosa che mi ha distrutto è stata, dopo che
- 12:27Speaker 4: mi hanno detto che dovevo fare tutte queste cose, quindi
- 12:30Speaker 4: l'operazione e poi in seguito, la mia preoccupazione era tornare
- 12:34Speaker 4: in Sicilia per dirlo a mia madre. Cioè questa era
- 12:36Speaker 4: la cosa più grave che poteva succedere. E come lo
- 12:39Speaker 4: dico a mia madre? Perché io la forza di affrontare
- 12:41Speaker 4: ce l'ho, perché ho visto lei nella mia vita che
- 12:44Speaker 4: mi ha dato questo esempio di grande forza. Però dico
- 12:47Speaker 4: lei come glielo dico, ma glielo devo dire. quindi non
- 12:51Speaker 4: posso mentire ho chiamato il compagno ho chiamato una sua
- 12:54Speaker 4: amica gliel'ho detto prima a loro ho detto dobbiamo vederlo
- 12:57Speaker 4: la mamma quindi ci mettiamo tutti a tavola E quindi
- 13:00Speaker 4: è stato un momento tipo, mamma ti devo dire una cosa,
- 13:02Speaker 4: te lo devo dire perché così tu sei serena. Allora
- 13:05Speaker 4: io sono organizzatissima, è successo questo, questo e questo, quindi
- 13:08Speaker 4: io domani parto, ho l'operazione giorno X, cioè a cose
- 13:12Speaker 4: fatte ovviamente. Mia mamma è una persona molto evoluta, perché
- 13:16Speaker 4: ha accettato tante cose di noi, della nostra vita, anche
- 13:19Speaker 4: la separazione per dire. E lei in un certo punto
- 13:21Speaker 4: mi ha detto, Roberta, io... Gli occhi insomma erano come
- 13:25Speaker 4: quando una persona vede tipo la fine della sua vita, basta.
- 13:29Speaker 4: Io la mia madre l'ho vista sempre forte, sempre che
- 13:31Speaker 4: ha reagito, appena ha saputo questa cosa è come se
- 13:34Speaker 4: avesse detto basta, io lottavo per i miei figli, ora
- 13:38Speaker 4: sono stanca. La sua reazione è stata adesso vengo con te,
- 13:41Speaker 4: tu hai le tue cure, le tue cose, è in ospedale,
- 13:44Speaker 4: poi però dopo un po' è venuta e si è
- 13:46Speaker 4: fatta recuperare così al massimo era vicino a me. E
- 13:49Speaker 4: quindi ci siamo vissute questo periodo brutto per me e
- 13:52Speaker 4: brutto per lei insieme e quindi la cosa più dura
- 13:54Speaker 4: è stata poi questa perché mia mamma poi è venuta
- 13:58Speaker 4: da Viano e... è stata ricoverata nei mesi che facevo
- 14:01Speaker 4: la chemio, quindi lei era al secondo piano, io era
- 14:04Speaker 4: al primo piano, e quindi la cosa più dura è
- 14:06Speaker 4: stata rivedere su di me quello che aveva passato lei
- 14:10Speaker 4: qualche mese prima. Quindi è stato difficile questo, però la
- 14:13Speaker 4: forza mia era tipo, ma io devo stare bene perché
- 14:17Speaker 4: c'è mia mamma che sta male e devo stare con lei.
- 14:19Speaker 4: Ovviamente io ne parlo così perché... e se dovessi dire
- 14:22Speaker 4: ogni cosa se io ci penso adesso così ne parlo
- 14:26Speaker 4: poi se veramente ho un momento di difficoltà mia e
- 14:30Speaker 4: ripenso a tutto questo sto male perché dico mia è
- 14:33Speaker 4: una tragedia però diciamo che le cose positive ci sono
- 14:36Speaker 4: state perché poi io devo guardare le cose positive dico
- 14:40Speaker 4: ma aspetta ma allora questa malattia è arrivata giusto ma
- 14:43Speaker 4: Qualcosa mi deve fare capire, cioè devo capire qualcosa io.
- 14:46Speaker 4: Da quello che sta succedendo io devo imparare una lezione,
- 14:49Speaker 4: perché se no non c'è un senso, devo trovarlo.
- 14:56Speaker 2: Invece io la mia prima cosa è come non dirlo,
- 14:59Speaker 2: non fare trasparire nulla in casa perché avevano già la
- 15:04Speaker 2: loro età, erano anziane, appunto la zia era anche lei,
- 15:07Speaker 2: non aveva molto tempo e quindi anche quando mi si
- 15:10Speaker 2: la parrucca, sono andata dal mio parrucchiere che è stato
- 15:14Speaker 2: bellissimo perché mi ha fatto tutto il book da quando
- 15:17Speaker 2: avevo i capelli lunghi ai vari tagli fin arrivare alla
- 15:20Speaker 2: spazzola per poi poter mettere la parrucca appunto. E arrivai
- 15:25Speaker 2: a casa con la parrucca e ho fatto che sembrasse
- 15:28Speaker 2: un po' il capello che avevo già, no? Che così
- 15:30Speaker 2: nessuno si accorgesse più di tanto. E se parole di
- 15:33Speaker 2: mia madre le furono, beh, guarda, ascolta, cambia parrucchiere perché
- 15:38Speaker 2: il taglio che ti ha fatto oggi proprio, guarda,
- 15:41Speaker 6: no! Cioè sono rimasta, mi sovesse ridere, ho detto mamma mia,
- 15:46Speaker 6: meno male, non si è accorta di niente, di cosa,
- 15:49Speaker 6: ho detto vabbè mamma, ma sai, ci sono giornate che
- 15:52Speaker 6: si vede anche
- 15:52Speaker 2: il mio cappello non sta bene, sono anche un po'
- 15:55Speaker 2: stanca per il lavoro, sì vabbè ma Maria cambia parrucchiere
- 15:59Speaker 2: per piacere, cioè così non va. Questa è stata però
- 16:03Speaker 2: sono quelle forze secondo me che mi hanno dato la
- 16:06Speaker 2: forza di andare avanti soprattutto ecco l'altro invece ai fratelli
- 16:11Speaker 2: l'ho detto perché secondo me almeno i fratelli sì e
- 16:14Speaker 2: alla mia cozzetta chiamata Livia che è mia sorella che
- 16:18Speaker 2: è quella che è stata la prima a saperlo e
- 16:21Speaker 2: che poi mi ha accompagnato dagli altri fratelli a dirlo
- 16:25Speaker 2: però la forza appunto sì. della famiglia però io devo
- 16:29Speaker 2: dire anche dei miei dipendenti a quell'epoca e soprattutto dei
- 16:33Speaker 2: clienti che venivano anche loro per le cure e anche
- 16:36Speaker 2: lì è stato fondamentale perché io era una cosa che
- 16:39Speaker 2: se parlo della parola cancro credetemi dopo 12 anni sarà
- 16:43Speaker 2: 3-4 anni che io parlo della mia malattia ma non
- 16:46Speaker 2: perché non volessi parlare non era un tabù o un
- 16:49Speaker 2: qualcosa ma perché non è una gioia di dire non
- 16:52Speaker 2: è una cosa bella no? diciamo così, però in questo
- 16:56Speaker 2: caso i miei dipendenti mi hanno supportato, sopportato e anche
- 17:02Speaker 2: i clienti quando venivano dentro, sa, vengo qua per le cure,
- 17:06Speaker 2: io non dicevo della mia malattia, dicevo delle frasi e
- 17:09Speaker 2: la loro prima risposta è, eh, lei lo dice così
- 17:13Speaker 2: perché lei non sa. Allora è una e due, tre volte,
- 17:16Speaker 2: dopo alla quarta giorno che erano magari in struttura perché
- 17:19Speaker 2: stavano lì in albergo e gli dicevo, guardate, Io sono
- 17:24Speaker 2: un esempio, sono stata operata magari erano tre anni, quattro anni,
- 17:27Speaker 2: cinque anni e da lì cambiava veramente il rapporto, infatti
- 17:30Speaker 2: ho tantissime amicizie soprattutto della Sicilia che ancora ci sentiamo
- 17:35Speaker 2: tuttora quasi settimanalmente, quindi questa è un'altra cosa bella che
- 17:40Speaker 2: mi ha fatto andare avanti.
- 17:45Speaker 3: Non esiste una formula perfetta. Ogni paziente è diverso, unico.
- 17:49Speaker 3: La diagnosi, quindi, è solo l'inizio di un cammino. Non
- 17:53Speaker 3: finisce quando il paziente esce dalla porta del medico. Ed
- 17:56Speaker 3: è il primo passo nella costruzione di quel rapporto fiduciario
- 17:59Speaker 3: che sarà la base di tutto il percorso di cura
- 18:01Speaker 3: basato su trasparenza e rispetto. Tempo fa un nostro paziente
- 18:06Speaker 3: ha fatto una domanda precisa al suo medico dopo aver
- 18:09Speaker 3: ricevuto la diagnosi. Lo guardò e gli domandò. Dottore, lei
- 18:12Speaker 3: sarà sincero con me durante tutto questo viaggio? Questa è
- 18:16Speaker 3: una domanda profonda e corretta, perché ci fa capire che
- 18:19Speaker 3: la prima terapia è la fiducia e ci fa capire
- 18:22Speaker 3: che non si chiede la guarigione immediata, non si chiede
- 18:25Speaker 3: una magia, ma si chiede una presenza. Anche per gli
- 18:28Speaker 3: operatori il momento della diagnosi è difficile. A volte tornano
- 18:32Speaker 3: a casa con il peso di quelle conversazioni, ma è
- 18:35Speaker 3: anche ciò che dà senso al lavoro del Cro. Essere
- 18:37Speaker 3: presenti nei momenti più difficili delle persone, iniziare insieme a
- 18:41Speaker 3: un percorso di cura che va oltre i farmaci e
- 18:44Speaker 3: va oltre le terapie. Un percorso che non si limita
- 18:47Speaker 3: ai farmaci, ma deve diventare una vera relazione di cura,
- 18:50Speaker 3: quella che si chiama alleanza terapeutica, dentro la quale possono
- 18:54Speaker 3: esistere tutti i tipi di reazioni e di sentimenti. Shock, negazione, paura,
- 18:59Speaker 3: rabbia sono tutte risposte normali di fronte a una notizia
- 19:03Speaker 3: che minaccia la nostra esistenza. In questi casi è importante
- 19:07Speaker 3: sapere e sentire che si hanno risorse che non si
- 19:10Speaker 3: pensava di avere e soprattutto sapere e sentire che non
- 19:14Speaker 3: si affronta questo viaggio difficile da soli, anche in situazioni
- 19:17Speaker 3: molto difficili come quella di Roberta, che ha visto la
- 19:20Speaker 3: madre affrontare due malattie.
- 19:27Speaker 4: mia mamma era la seconda malattia quindi quando io ero
- 19:30Speaker 4: piccolina e lei era sola perché i miei erano già
- 19:34Speaker 4: separati non aveva lei i genitori io ho visto questa
- 19:37Speaker 4: donna che è riuscita con due figli con il suo
- 19:41Speaker 4: lavoro con la malattia e senza supporto a essere sempre
- 19:46Speaker 4: sul pezzo facevo ma io dovrò imparare qualcosa da lei?
- 19:51Speaker 4: Quindi anche in quei mesi prima di scoprire la mia
- 19:54Speaker 4: malattia e il modo in cui lei ha affrontato tutto,
- 19:58Speaker 4: è stato per me di grande esempio. E la cosa
- 20:01Speaker 4: che mi faceva ancora più avvicinare a lei era... La
- 20:05Speaker 4: sensazione che lei provava e l'ho provata io veramente poi
- 20:08Speaker 4: nella pratica, non, ah ma tu non sai cosa vuol dire, no?
- 20:11Speaker 4: Invece poi lo sapevo cosa voleva dire e quindi era
- 20:14Speaker 4: un come veramente attraversare la sua vita, ho detto cavolo,
- 20:17Speaker 4: cavolo come si è potuta sentire lei in tutti questi anni, no?
- 20:21Speaker 4: Sì perché mia mamma era ricoverata poi a un certo
- 20:23Speaker 4: punto perché era grave insomma mia mamma era terminale solo
- 20:26Speaker 4: che anche gli stessi medici io lo so me lo
- 20:29Speaker 4: immagino anche gli infermieri non erano secondo me anche nella
- 20:33Speaker 4: posizione giusta perché io ero da sola e loro mi
- 20:36Speaker 4: dovevano anche dire come stava mia madre. sapendo le mie
- 20:39Speaker 4: condizioni quindi è stato io credo lo sento perché l'ho
- 20:43Speaker 4: sentito anche per loro molto difficile sono stati bravissimi perché
- 20:48Speaker 4: insomma ce n'è voluta di sangue e di forza per
- 20:53Speaker 4: anche supportarmi delicatamente nel percorso quindi sì mi emoziono sempre
- 20:59Speaker 4: a pensarci perché è incredibile però quando ci penso dico
- 21:02Speaker 4: ma come ho fatto incredibile non lo so non lo
- 21:05Speaker 4: so nemmeno io
- 21:09Speaker 3: Quello che facciamo al Cro è creare uno spazio sicuro
- 21:13Speaker 3: dove queste emozioni possano essere espresse. La persona non deve
- 21:16Speaker 3: vergognarsi di avere paura, di essere arrabbiata, di sentirsi sopraffatta.
- 21:21Speaker 3: La persona non deve vergognarsi di niente. È importante che
- 21:25Speaker 3: sappia che lo shock può durare giorni o settimane, che
- 21:29Speaker 3: la negazione può alternarsi all'accettazione, che la paura può riaffiorare
- 21:34Speaker 3: anche dopo periodi di apparente serenità. Non è un percorso lineare.
- 21:38Speaker 3: Ovviamente noi suggeriamo sempre un supporto psicologico, tutto quello che
- 21:42Speaker 3: può servire ad aiutare il cammino dentro la malattia e
- 21:45Speaker 3: il benvenuto. La cura deve essere globale, deve abbracciare tutti
- 21:49Speaker 3: gli aspetti dell'esperienza umana, compreso quello emotivo. E dentro la
- 21:53Speaker 3: difficoltà del percorso di cura si rivela un aspetto fondamentale
- 21:57Speaker 3: della vita, la solidità o la non solidità delle amicizie
- 22:01Speaker 3: che ci circondano. La difficoltà e la fatica sono come
- 22:04Speaker 3: un filtro.
- 22:09Speaker 2: Le terapie, come dico sempre, non sono state una passeggiata
- 22:14Speaker 2: e la chemio comunque io l'ho vista come un reset
- 22:19Speaker 2: del mio corpo. Cioè proprio io lì ho resettato tutto,
- 22:23Speaker 2: ho incominciato a pensare a me stessa, che non è
- 22:26Speaker 2: facile perché io sono una sempre che pensa prima agli altri.
- 22:29Speaker 2: Ho preso in casa... Una zia che era da sola,
- 22:33Speaker 2: malata e tutto quanto, mia mamma a una certa età,
- 22:36Speaker 2: prima ho avuto mio papà e me li sono curata
- 22:38Speaker 2: fino all'ultimo giorno, fino all'ultima ora a casa da sola.
- 22:44Speaker 2: Ho detto adesso devo pensare a me stessa, non mi
- 22:47Speaker 2: interessa niente. Anch'io ho visto che una mano forse mi
- 22:51Speaker 2: bastava per dire chi avevo vicino, chi mi ha voluto
- 22:55Speaker 2: veramente bene nel momento della malattia. Un messaggio, una chiamata, poche.
- 22:59Speaker 2: Se prima, ah ciao Mary, andiamo a prendere un caffè,
- 23:05Speaker 2: cosa facciamo? Ci prendiamo uno spritz, questo, quell'altro. L'hai sentito tu?
- 23:09Speaker 2: L'hai sentito? No. E mi fa piacere perché sono poi
- 23:11Speaker 2: anche tutti spunti per quello che mi servirà. E' proprio questo, no?
- 23:16Speaker 2: Vengono a mancare dei punti che secondo te fino al
- 23:19Speaker 2: giorno prima dici, ah beh ho tanti amici, mi staranno vicino. No,
- 23:24Speaker 2: non è così. È brutto dirlo, è forte anche dirlo.
- 23:27Speaker 2: Ho avuto più da gente, in questo caso da clienti,
- 23:31Speaker 2: un supporto che poi era un supporto reciproco in questo caso,
- 23:35Speaker 2: una parola, un qualcosa, un confrontarsi perché poi alla fine
- 23:39Speaker 2: era anche un confrontarsi. Però una mano, io dico sempre,
- 23:43Speaker 2: forse era già delle amicizie, io parlo delle amicizie, ma
- 23:47Speaker 2: non importa, è stata una bella scrematura a dire allora
- 23:52Speaker 2: sono veri amici o quando hai qualcosa che quindi va
- 23:55Speaker 2: bene o quando gli vai bene, non è vera amicizia,
- 23:59Speaker 2: quindi cosa ho perso? Nulla. non ho perso nulla ma
- 24:03Speaker 2: ringrazio questo percorso lo ringrazio dopo non so se sia
- 24:07Speaker 2: stata anche incoscienza sicuramente il mio carattere che ho che
- 24:13Speaker 2: è positivo l'unica raccomandazione del mio oncologo è stata Mary
- 24:17Speaker 2: fermati quando sei stanca perché se vai oltre dopo peggiori
- 24:21Speaker 2: la situazione ok e va bene l'ho ascoltato perché ho
- 24:25Speaker 2: ascoltato molti medici perché sono una di quelle che va
- 24:28Speaker 2: su internet a vedere non ho visto nulla mi sono
- 24:32Speaker 2: fidata dei medici della medicina io ho detto ok Mary
- 24:37Speaker 2: non ti devi scoraggiare e quindi ho cercato in me
- 24:40Speaker 2: stessa di trovare la forza nei momenti di sconforto perché
- 24:46Speaker 2: sapevo e volevo e avevo una vita davanti e questa
- 24:51Speaker 2: vita la voglio vivere e ho voluto continuarla a vivere
- 24:55Speaker 2: è stato un periodo difficilissimo se ci penso dico hai
- 24:59Speaker 2: avuto questa forza e non è, credetemi, non è per
- 25:04Speaker 2: farsi sentire belle, grandi io non mi facevo la domanda
- 25:08Speaker 2: di cosa poteva succedermi di bruttissimo ma cosa potevo fare
- 25:14Speaker 2: di bello oggi domani
- 25:20Speaker 3: anche per Roberta il percorso emotivo delle cure è stato
- 25:23Speaker 3: difficile insieme bellissimo e diciamo bellissimo perché è la parola
- 25:26Speaker 3: che lei usa perché le difficoltà fanno evaporare le amicizie
- 25:30Speaker 3: false ma insieme fanno vedere meglio le amicizie vere che
- 25:33Speaker 3: poi diventano una risorsa eccezionale per aiutare il percorso terapeutico
- 25:37Speaker 3: Un percorso che permette di capire meglio anche le emozioni
- 25:40Speaker 3: degli altri e che, ovviamente con fatiche e difficoltà, può
- 25:43Speaker 3: rendere più comprensivi nei confronti delle possibili reazioni negative. Roberta
- 25:49Speaker 3: ci racconta che dentro il dolore ha vissuto un vero
- 25:51Speaker 3: e proprio guadagno di consapevolezza, di umanità, di comprensione delle
- 25:56Speaker 3: dinamiche profonde della vita.
- 26:00Speaker 4: Inizio le cure e piano piano faccio un po' di
- 26:03Speaker 4: selezione naturale delle amicizie che a un certo punto, al problema,
- 26:08Speaker 4: si sono viste tutte. C'è stato il filtro. Il filtro,
- 26:11Speaker 4: tipo sai quando vedi le case, dici voglio vista mare,
- 26:14Speaker 4: otto bagni, così. E poi... I risultati da 800.000 ce
- 26:18Speaker 4: ne sono tipo tre. E quindi lì è stato bellissimo
- 26:21Speaker 4: per ora, pensandoci adesso. In quel momento è stato difficile
- 26:24Speaker 4: perché io mi rendevo conto che forse lì dovevo imparare
- 26:28Speaker 4: una grande lezione, che era quella di non essere sempre disponibile,
- 26:32Speaker 4: brava e simpatica, perché gli amici sono sempre tanti quando
- 26:35Speaker 4: le cose vanno bene, quando le cose vanno male. E insomma,
- 26:37Speaker 4: diciamo che ho imparato una lezione. Ho preso una casa
- 26:45Speaker 4: in affitto e chi mi doveva aiutare a andare ogni
- 26:48Speaker 4: giorno a fare terapia? Quindi io ci stiavano i turni.
- 26:50Speaker 4: C'era Rocco veniva la settimana dal primo di settembre per
- 26:54Speaker 4: dire all'otto settembre. Poi arrivava Giorgia, poi arrivava mia cugina.
- 26:59Speaker 4: Poi arrivava l'altra mia cugina, poi arrivava mio fratello con
- 27:02Speaker 4: la moglie, quindi era un incastro. E lì ho detto,
- 27:05Speaker 4: una cosa buona l'ho fatta nella mia vita, non ho
- 27:08Speaker 4: investito sui fidanzati, ma ho investito sugli amici. Tipo, lei
- 27:12Speaker 4: lo specchio, ok, vedi il fidanzato non ce l'hai che
- 27:14Speaker 4: sta vicino a te, che ti aiuta. Però ci sono
- 27:17Speaker 4: tutti gli amici, quelli che poi, diciamo, non solo loro,
- 27:20Speaker 4: perché poi io capisco che chi non è venuto, chi
- 27:22Speaker 4: non è gestato fisicamente, in realtà non era pronto per farlo,
- 27:26Speaker 4: perché ognuno di noi ha le proprie fragilità e costringere
- 27:31Speaker 4: qualcuno al dolore, no, cioè, l'ho capito, non è giusto.
- 27:35Speaker 4: Quindi ho accettato anche questo. che comunque si deve accettare
- 27:39Speaker 4: anche le fragilità degli altri non tutti sono come me
- 27:42Speaker 4: e che magari davanti a queste cose sono super ok
- 27:45Speaker 4: dove si va andiamo dove è la paligia sono pronta
- 27:47Speaker 4: e altre persone non ce la fanno quindi anche lì
- 27:50Speaker 4: ho capito che dovevo anche accettare questa cosa è stata
- 27:53Speaker 4: facile però ci sto lavorando adesso
- 27:59Speaker 3: Dopo il momento della diagnosi, medico e paziente sono di
- 28:03Speaker 3: fronte a un compito cruciale, condividere informazioni essenziali per iniziare
- 28:07Speaker 3: il percorso di cura. Dal punto di vista medico, ci
- 28:10Speaker 3: sono alcune informazioni fondamentali da comunicare nel momento della diagnosi
- 28:15Speaker 3: o nei colloqui immediatamente successivi. Innanzitutto, lo stadio del tumore
- 28:20Speaker 3: e cosa significa in termini concreti. Ovviamente bisogna spiegarlo in
- 28:24Speaker 3: modo chiaro ma non brutale, utilizzando un linguaggio accessibile ma
- 28:28Speaker 3: senza mai banalizzare. È un equilibrio delicato dire la verità
- 28:32Speaker 3: senza essere brutali. Poi possiamo parlare delle opzioni terapeutiche disponibili,
- 28:38Speaker 3: ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi. Crediamo fermamente nel
- 28:41Speaker 3: coinvolgimento del paziente nelle decisioni terapeutiche. I tempi, poi, sono
- 28:46Speaker 3: un aspetto cruciale. Quando inizieremo le terapie? Quanto dureranno? Quali
- 28:50Speaker 3: saranno le fasi del percorso? Questo aiuta il paziente a
- 28:53Speaker 3: visualizzare un orizzonte temporale, a non sentirsi in un limbo indefinito.
- 28:58Speaker 3: La competenza è solo un aspetto della buona medicina. Nella
- 29:02Speaker 3: cura appropriata sono infatti necessarie anche la chiarezza e l'empatia
- 29:07Speaker 3: del personale sanitario.
- 29:13Speaker 2: L'oncologo veramente ho conosciuto una persona che non era solo
- 29:18Speaker 2: un medico competente, professionale, ma aveva e ha tuttora un'empatia
- 29:25Speaker 2: con le persone e soprattutto con noi donne che ha
- 29:30Speaker 2: fatto tanto la differenza su me. È stato sempre molto chiaro,
- 29:35Speaker 2: è sempre stato molto vicino qualsiasi cosa chiamami se hai
- 29:40Speaker 2: dubbi dimmi io non posso dire niente un oncologo fantastico
- 29:47Speaker 2: però devo dire anche le infermiere sono degli angeli e
- 29:53Speaker 2: mi hanno tanto supportata nel nei momenti diciamo difficili tra
- 29:58Speaker 2: virgolette perché io ho sempre preso quella che non volevo
- 30:04Speaker 2: sentire nessun commento io andavo a fare la mia chemio
- 30:08Speaker 2: con le mie cuffiette stavo ben sette ore in chemio
- 30:11Speaker 2: e su questa sedia poi piena di coperte perché appunto
- 30:15Speaker 2: facendo questa sperimentale ero piena di ghiaccio e quindi freddo
- 30:19Speaker 2: a manetta e... Però mi hanno dato una forza incredibile
- 30:25Speaker 2: e non mi hanno mai lasciata sola e quindi appunto
- 30:30Speaker 2: non avevo questa paura, non l'ho mai avuta. Tuttora quando
- 30:35Speaker 2: le incontro, quando vado a fare i prelievi, mi dicono,
- 30:38Speaker 2: eh dai vieni a trovarci più spesso. Guardate, io vi
- 30:42Speaker 2: offro lo spritz fuori, venite voi fuori, ma io dentro...
- 30:47Speaker 2: Meno vengo e meglio è, ce l'abbiamo fatta. L'oncologo per
- 30:51Speaker 2: me è una persona molto importante, per me è stato
- 30:54Speaker 2: un ancora di salvezza che non è poco, ma è
- 30:59Speaker 2: un uomo empatico con le persone e ti dà tanta positività.
- 31:08Speaker 3: Ricevere una diagnosi fa entrare in un mondo sconosciuto e minaccioso.
- 31:13Speaker 3: Affrontare questo percorso richiede strumenti pratici, conoscenze e supporto. Il
- 31:24Speaker 3: linguaggio oncologico è complesso perché è complesso trattare un tumore.
- 31:27Speaker 3: Spesso è un linguaggio che si fraintende e uno dei
- 31:30Speaker 3: compiti del medico è di essere certo che le parole
- 31:33Speaker 3: che usa siano comprese dalle persone. Una parte importante del
- 31:37Speaker 3: lavoro dei medici è chiarire il significato dei termini che utilizzano,
- 31:41Speaker 3: quello che importa, come nelle fasi più fondamentali della vita,
- 31:45Speaker 3: è tenere aperta la comunicazione, il dialogo e il confronto.
- 31:49Speaker 3: Tra medico e paziente, tra paziente e caregiver, tra paziente
- 31:52Speaker 3: e team sanitario, la diagnosi è l'inizio di un percorso
- 31:56Speaker 3: dove il messaggio più importante che vogliamo trasmettere ai pazienti
- 32:00Speaker 3: attraverso le nostre competenze e il nostro impegno è molto semplice.
- 32:05Speaker 3: Non siete soli, noi vi accompagniamo in questo percorso che
- 32:09Speaker 3: incominciamo insieme.
- 32:14Speaker 4: Io sono stata seguita dallo stesso oncologo di mia mamma,
- 32:18Speaker 4: con cui mia mamma si è trovata molto bene e anch'io.
- 32:21Speaker 4: Quello che apprezzo di questa persona è che è molto,
- 32:26Speaker 4: a parte la serietà, è molto realista. Dice le cose
- 32:30Speaker 4: come stanno, anche se fanno male, perché alcune domande io
- 32:34Speaker 4: gliele ho poste e lui non è stato... è stato
- 32:37Speaker 4: molto serio quindi è stato Roberta è così potrebbe essere
- 32:40Speaker 4: così potrebbe succedere questo quindi che tu lo sappia e
- 32:44Speaker 4: questa cosa l'ho apprezzata perché è stato un monito per
- 32:47Speaker 4: me per vivere ogni giorno in maniera di qualità quindi
- 32:51Speaker 4: lo ringrazio anche per questa cosa
- 32:57Speaker 3: Uno più uno fa duemila è un podcast del centro
- 33:00Speaker 3: di riferimento oncologico IRCCS di Aviano in provincia di Pordenone.
- 33:06Speaker 3: La produzione è di Emanuele Exitu di WIP Italia e
- 33:09Speaker 3: di Primo Bonacina di Radio IT Podcast Network. Il responsabile
- 33:14Speaker 3: scientifico è Simon Spazzapan, medico oncologo del Cro di Aviano.
- 33:19Speaker 3: Il coordinamento editoriale è di Emanuela Ferrarin e Chiara Cipollat Mis,
- 33:24Speaker 3: bibliotecarie del Cro di Aviano. I testi sono di Mattia Garutti,
- 33:29Speaker 3: medico oncologo del Cro di Aviano e Simon Spazzapan. La
- 33:33Speaker 3: regia è di Emanuele Exitu. La voce narrante è di
- 33:37Speaker 3: Daniela Bilanzuoli di Radio IT. La post- produzione e il sound
- 33:41Speaker 3: design sono di Daniela Bilanzuoli. Musiche su licenze Envato ed
- 33:46Speaker 3: Epidemic Sound. Immagine di Riccardo Bianchette. Le testimonianze sono di
- 33:51Speaker 3: Maria e Roberta.