Latest / Allora! News Podcast / La Domenica di Allora! Franco Baresi
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- 0:11Speaker 2: Ci sono calciatori che appartengono alla storia di una squadra
- 0:16Speaker 2: e altri che, senza averli mai conosciuti personalmente, finiscono per
- 0:20Speaker 2: entrare nella storia della nostra vita. Franco Baresi, per me,
- 0:25Speaker 2: ma per tanti, era uno di questi. Non era soltanto
- 0:29Speaker 2: il numero 6 del Milan, era il capitano, la sicurezza, il
- 0:33Speaker 2: simbolo di un calcio che si aspettava per tutta la settimana.
- 0:37Speaker 2: La radio acceso la domenica, novantesimo minuto, le notti europee
- 0:41Speaker 2: del mercoledì oggi se ne va uno dei più grandi
- 0:45Speaker 2: difensori sempre ma per quel bambino milanista diventato ormai adulto
- 0:51Speaker 2: se ne va qualcosa di ancora più profondo se ne
- 0:54Speaker 2: va il capitano insieme a lui inevitabilmente anche un pezzo
- 0:59Speaker 2: della sua vita Io sono Emanuele Esposito e questa è
- 1:03Speaker 2: la Domenica di Allora, come ogni settimana lo speciale approfondimento
- 1:07Speaker 2: di tutta la settimana nel nostro giornale. Franco Balesi, sei
- 1:11Speaker 2: sempre il nostro capitano e non potevamo che dedicare a
- 1:15Speaker 2: lui questa pagina di fine settimana.
- 1:48Speaker 4: come ogni volta abbiamo alzato la bandiera
- 1:54Speaker 5: le stesse mani lo stesso telo consumato in mezzo a
- 2:01Speaker 5: quel sei grande quanto mezza curva e oggi pesava come
- 2:10Speaker 5: non aveva mai pesato l'inter ti ha misurato troppo poco
- 2:19Speaker 5: per loro e tu hai attraversato la città quattordici anni
- 2:29Speaker 5: la porta rosso nera aperta e per vent'anni non
- 2:37Speaker 4: hai cambiato porta
- 2:41Speaker 5: e oggi la suzia alza come si alzava allora
- 2:50Speaker 2: Ci sono notizie che leggiamo, notizie che raccontiamo, commentiamo e
- 2:55Speaker 2: affidiamo alla cronaca. Poi ci sono notizie che non riusciamo
- 2:59Speaker 2: semplicemente a leggere, perché entro nel nostro noi e vanno
- 3:05Speaker 2: a toccare ricordi che pensavamo fossero custoditi per sempre, a
- 3:10Speaker 2: riparo dal tempo. La morte di Franco Paresi per me
- 3:16Speaker 2: è una di queste notizie. Perché oggi non è morto
- 3:19Speaker 2: soltanto uno dei più grandi difensori della storia del calcio italiano.
- 3:23Speaker 2: Se ne va il numero 6 del Milan. Se ne va
- 3:28Speaker 2: il capitano del mio Milan. E lui, e con lui,
- 3:33Speaker 2: se ne va anche un pezzo della mia vita. Ci
- 3:36Speaker 2: sono calciatori che appartengono alla storia di una squadra. Li
- 3:40Speaker 2: ricordiamo per una partita, per un gol, per un finale,
- 3:43Speaker 2: per una coppa sollevata e davanti a un stadio pieno.
- 3:46Speaker 2: Poi ci sono cacciatori che, senza nemmeno conoscerli personalmente, finiscono
- 3:51Speaker 2: per entrare nella storia della nostra vita. Franco Baresi, per me,
- 3:56Speaker 2: era uno di questi. Non l'ho conosciuto personalmente. Non ho
- 4:01Speaker 2: condiviso con lui uno spogliatore, un allenamento, una cena. Eppure
- 4:05Speaker 2: è stato presente in tanti domenici della mia infanzia. Nei
- 4:08Speaker 2: mercoledì delle coppie europee, nelle attese di avanti delle televisioni,
- 4:13Speaker 2: nelle voci che arrivavano nella radio. Era lì. mentre un
- 4:17Speaker 2: bambino imparava ad amare il calcio e sceglieva il Milan
- 4:20Speaker 2: come una parte della propria identità. Quel bambino ero io.
- 4:25Speaker 2: E oggi, davanti alla notizia della morte del suo capitano,
- 4:28Speaker 2: quel bambino diventato adulto si sente improvvisamente più fragile, più solo.
- 4:34Speaker 2: Franco per me ha rappresentato la maglia rossonera con dignità, coraggio, passione,
- 4:40Speaker 2: con fedeltà che nel calcio moderno sembra quasi impossibile da immaginare.
- 4:46Speaker 2: Non aveva bisogno di baciare continuamente lo stemma davanti alle camere.
- 4:51Speaker 2: Non aveva bisogno di ripetere ogni settimana quanto amasse il Milan.
- 4:56Speaker 2: Lo dimostrava rimanendo, lo dimostrava entrando in campo, lo dimostrava
- 5:01Speaker 2: difendendo quella maglia, quel numero e quella fascia anche quando
- 5:04Speaker 2: il Milan avessava i momenti difficili. Maresi non è stato
- 5:08Speaker 2: soltanto il capitano della squadra che avrebbe nominato l'Italia in
- 5:13Speaker 2: Europa e nel mondo. È stato l'uomo che è rimasto
- 5:16Speaker 2: quando il Milan era più fragile, quando la società attraversava
- 5:20Speaker 2: stagioni complicate e il futuro mi sembrava ancora pieno di gioia.
- 5:25Speaker 2: Ed è proprio in quei momenti difficili che si comprende
- 5:28Speaker 2: la differenza tra chi indossa una maglia e di quella
- 5:31Speaker 2: maglia la porta dentro. Ciao Capitano Ciao Scusatemi se ho
- 6:12Speaker 2: voluto dedicare la prima parte di questa puntata di La
- 6:18Speaker 2: Domenica di Allora a Franco Baresi, perché per me Franco
- 6:21Speaker 2: Baresi è stato veramente un fratello, una persona che mi
- 6:28Speaker 2: ha ispirato per certi aspetti anche nella vita quotidiana. La
- 6:34Speaker 2: storia di Franco Baresi non è soltanto la storia dei
- 6:37Speaker 2: più grande difensore del calcio italiano, è la storia di
- 6:39Speaker 2: un'appartenenza che ha attraversato 20 anni, più 700 partite tutte le stagioni,
- 6:46Speaker 2: pensate un po', vissuta al Milan alla fine degli anni 70,
- 6:49Speaker 2: nel 97 lo scudetto della stella, le retrocessioni, la crisi societaria,
- 6:57Speaker 2: la ricostruzione, l'arrivo di Silvio Berlusconi, la rivoluzione di Enrico Sacchi,
- 7:01Speaker 2: il Milan degli olandesi e le vittorie italiane. Beh, Varese
- 7:05Speaker 2: attraversò tutto questo senza cambiare maglia. Per questo oggi, ricordandolo,
- 7:11Speaker 2: non ricordiamo semplicemente un calciatore, ricordiamo un periodo della nostra vita,
- 7:16Speaker 2: un calcio molto diverso da quello attuale. Franco Varese crebbe
- 7:22Speaker 2: insieme ai fratelli una realtà semplice, lontano dal calcio, milionario
- 7:27Speaker 2: che conosciamo oggi, la sua infanzia, però venne segnata molto
- 7:31Speaker 2: presto da due tragedie. Perso il padre in un incidente
- 7:35Speaker 2: sul lavoro e successivamente anche la madre, morto dopo una
- 7:39Speaker 2: grave malattia. Sono esperienze che costringono un bambino a crescere
- 7:43Speaker 2: rapidamente ed è difficile stabilire che quel dolore abbia influenzato
- 7:49Speaker 2: il carattere dell'uomo che avremmo conosciuto negli anni successivi. Ma
- 7:53Speaker 2: è possibile non riconoscere in Valencia una forma di riservatezza,
- 7:57Speaker 2: di disciplina e di autocontrollo che sembrava appartenere a qualcuno
- 8:01Speaker 2: abituato a non lamentarsi. parlava poco, sì. Non era interessato
- 8:07Speaker 2: a costruire un personaggio, anche quando diventò il capitano della
- 8:10Speaker 2: squadra più forte del mondo. Non assunse mai il comportamento
- 8:15Speaker 2: della celebrità. Il suo modo di comunicare era il campo.
- 8:21Speaker 2: Prima il Milan, poi ci fu l'Inter. Il fratello Giuseppe,
- 8:25Speaker 2: conosciuto da tutti come Beppe Baresi, era entrato nel settore
- 8:28Speaker 2: giovanile nel raggiungo. Franco provò a seguire il suo stesso percorso,
- 8:32Speaker 2: ma venne scartato Secondo il racconto, entrato nella memoria popolare,
- 8:37Speaker 2: venne considerato fisicamente troppo piccolo e poco adatto al calcio professionistico.
- 8:42Speaker 2: La storia del calcio è piena di ragazzi scartati e
- 8:46Speaker 2: successivamente diventati campioni. Nel caso di Franco Baresi, però, quel
- 8:50Speaker 2: giudizio assunse un significato particolare perché il ragazzo respinto dall'Inter
- 8:55Speaker 2: attraversò idealmente la città e diventò il simbolo della squadra
- 9:00Speaker 2: di Milano. La canzone che... L'ambiente l'avete ascoltato in apertura,
- 9:05Speaker 2: in sottofondo, racconta in modo diretto l'intero. Misero lo considerò
- 9:11Speaker 2: troppo piccolo e lo attraversò la città. Milan si aprì
- 9:15Speaker 2: a questo mondo e gli aprì le porte al suo mondo.
- 9:20Speaker 2: Il viaggio verso il centro sportivo dell'Inad rappresentò l'inizio di
- 9:23Speaker 2: un legame destinato a durare per tutta la sua carriera.
- 9:28Speaker 2: Nel ricordo dedicato alla sua vita rossonera, quel lungo vialone
- 9:32Speaker 2: che conduceva ai campi di allenamento viene utilizzato come immagine
- 9:36Speaker 2: dell'intero percorso di Balesi, un tragitto fatto di nostalgia, difficoltà, affermazioni,
- 9:42Speaker 2: sconfitte e successi. Non era il giocatore più alto e
- 9:47Speaker 2: non possedeva una struttura fisica tradizionalmente associata a un difensore centrale,
- 9:52Speaker 2: aveva però una qualità. che gli osservatori del Minas sempre
- 9:55Speaker 2: lo riconosce, capiva il gioco prima degli altri. Varese non
- 9:59Speaker 2: aspettava che l'azione si sviluppasse, la prevedeva. Questa capacità avrebbe
- 10:04Speaker 2: caratterizzato tutta la sua carriera. Gli consentiva di intervenire in anticipo,
- 10:10Speaker 2: di compensare le minore presenze fisiche, di trovarsi quasi sempre
- 10:14Speaker 2: nella posizione corretta. La sua velocità non dipendeva esclusivamente dalle gambe,
- 10:18Speaker 2: dipendeva dalla mente. Ne buttò in prima squadra a 17 anni,
- 10:24Speaker 2: in un calcio italiano molto più duro di quello attuale.
- 10:27Speaker 2: Le marcature erano strette, i terreni in gioco spesso pesanti,
- 10:30Speaker 2: gli attaccanti venivano affrontati con metodi che oggi produrrebbero ammunizioni
- 10:35Speaker 2: e espulsione in serie. Maresi entrò in quel contesto senza
- 10:39Speaker 2: lasciarsi intimidire. Gianni Rivera, che rappresentava la storia dell'Elegante Termine,
- 10:46Speaker 2: capì e comprese rapidamente che quel ragazzo possedeva qualcosa di speciale.
- 10:52Speaker 2: Non era soltanto un difensore abile nel contrasto. Sapeva organizzare
- 10:55Speaker 2: il gioco, alzare la testa, avanzare con il pallone e
- 10:59Speaker 2: dare inizio all'azione. Il ruolo era quello del libero. Per
- 11:03Speaker 2: le generazioni più giovani è necessario spiegare che cosa significasse.
- 11:08Speaker 2: Il libero giocava alle spalle degli altri difensori. Sembrava quando
- 11:12Speaker 2: un avversario superava la prima marcatura e proteggeva la giro
- 11:15Speaker 2: davanti al portiere. Doveva leggere il pericolo e correggere gli
- 11:19Speaker 2: errori dei compagni. Baresi trasformò quella funzione. Non rimaneva semplicemente
- 11:25Speaker 2: in attesa, anticipava l'attaccanza, recuperava il pallone e diventava immediatamente
- 11:30Speaker 2: il primo regista della squadra. Era l'ultimo difensore e nello
- 11:34Speaker 2: stesso momento il primo uomo incaricato di costruire l'azione. Oggi
- 11:39Speaker 2: si parla continuamente di difensore capace di impostare, di costruire
- 11:43Speaker 2: dal basso, ed i centrali che devono partecipare alla manovra.
- 11:47Speaker 2: Balesi faceva tutto questo quando tale espressione non era ancora
- 11:51Speaker 2: entrata nel linguaggio quotidiano del calcio. La sua consagrazione, tuttavia,
- 11:57Speaker 2: non cominciò con il Milan ricco e vincente negli anni
- 11:59Speaker 2: di Berlusconi, cominciò quando il club avessero il periodo più
- 12:03Speaker 2: difficile della propria storia. Nel 1979 il Milan vinse il decimo
- 12:08Speaker 2: scudetto e conquistò la stella, sembrava l'inizio di una nuova fase.
- 12:12Speaker 2: Pochi mesi dopo, però, Lo scandalo delle scommesse scombò il
- 12:16Speaker 2: calcio italiano e la società rossonera venne retrocessa in Serie B.
- 12:23Speaker 2: Franco Paresi avrebbe potuto lasciare Milano, era giovane, era già
- 12:26Speaker 2: considerato uno dei talenti più importanti del calcio italiano e
- 12:30Speaker 2: non era responsabile di tutto ciò che era accaduto. Avrebbe
- 12:34Speaker 2: potuto scegliere una squadra in Serie A, continuare la propria
- 12:37Speaker 2: carriera lontana dai problemi societari. Decise di restare. Il Milan
- 12:42Speaker 2: affrontò la Serie B, tornò nella massima categoria e successivamente
- 12:47Speaker 2: riducesse ancora, questa volta per i risultati ottenuti sul campo.
- 12:51Speaker 2: La seconda caduta fu, per molti aspetti, ancora più dolorosa
- 12:55Speaker 2: della prima. Non si poteva attribuire a una sentenza o
- 12:58Speaker 2: a uno scambio. Era il segnale di una crisi sportiva
- 13:01Speaker 2: e societaria profonda. E anche allora Balesi non se ne andò.
- 13:07Speaker 2: E questo è il passaggio che distingue un grande giocatore
- 13:10Speaker 2: da una bandiera. I trofei arrivano dopo, la fedeltà venne prima.
- 13:15Speaker 2: La fascia di capitano gli fu affidata proprio in quegli anni.
- 13:18Speaker 2: Non gli venne consegnata davanti alle televisioni di tutto il
- 13:21Speaker 2: mondo durante il periodo delle vittorie europee. Gli venne consegnata
- 13:25Speaker 2: quando il Milan era fragile, economicamente esposto e lontano dai
- 13:28Speaker 2: grandi parco scelgici. La canzone Ciao Baresi individua una felicità
- 13:35Speaker 2: Con precisione in questo momento, il Mila gli diede la
- 13:38Speaker 2: fascia proprio quando non sembrava avere più nulla da offrire.
- 13:42Speaker 2: Quella fascia non rappresentava un premio, era una responsabilità. Varese
- 13:48Speaker 2: diventò il punto di riferimento di una società che stava
- 13:51Speaker 2: cercando di sopravvivere. Rimase durante le difficoltà e si trovò
- 13:56Speaker 2: ancora lì quando, nel 1986, Silvio Belluscone acquistò il club e
- 14:03Speaker 2: avviò una trasformazione destinata a cambiare il calcio europeo. Berlusconi
- 14:09Speaker 2: portò risorse economiche, ambizioni e una visione nuova. Arrivarono i
- 14:14Speaker 2: campioni come Ruud Gullit, Marco Van Maassen e Frank Rijkaard,
- 14:18Speaker 2: ma la ricostruzione non partì da una pagina completamente bianca.
- 14:22Speaker 2: Nello spogliatoio c'era già un uomo che conosceva ogni parte
- 14:26Speaker 2: della storia dei centri del Milan. Franco Paresi aveva conosciuto
- 14:30Speaker 2: la gloria dello scudetto, della stella e l'umiliazione della Serie B.
- 14:35Speaker 2: Aveva visto la società avvicinarsi al Parlamento. Poteva spiegare ai
- 14:39Speaker 2: nuovi arrivati che cosa significasse quella maglia e perché ne
- 14:43Speaker 2: aveva sopportato il peso nel momento peggiore. Nel 1987 arrivò a Rivosacchi.
- 14:50Speaker 2: La scelta venne accolta con scetticismo. Sacchi non era un
- 14:54Speaker 2: grande calciatore e proveniva dal Parma. Portava però un'idea radicale.
- 15:00Speaker 2: La squadra doveva muoversi come un unico organismo, mantenere distanze
- 15:04Speaker 2: ridotte tra i reparti, pressare in avanti e difendere attraverso
- 15:09Speaker 2: l'organizzazione collettiva. La difesa non doveva aspettare gli avversari vicino
- 15:14Speaker 2: alla propria area, doveva salire, accorciare il campo e togliere
- 15:18Speaker 2: il loro spazio. Per realizzare questo progetto serviva un giocatore
- 15:22Speaker 2: capace di comandare la linea di difensiva con precisione assoluta. Sacchi.
- 15:27Speaker 2: Lo aveva già a disposizione. Varese diventò il centro del
- 15:31Speaker 2: nuovo sistema. Con Mauro Tassotti, Alessandro Costacurto e Paolo Mardini
- 15:36Speaker 2: formò una delle difese più importanti della storia del calcio.
- 15:41Speaker 2: I quattro si muovevano insieme. Avanzavano come un organismo di orchestra.
- 15:49Speaker 2: Mettevano gli avversari in fuorigioco attraverso meccanismi provati continuamente durante
- 15:53Speaker 2: gli allenamenti. Il famoso braccio alzato di Baresi diventa il
- 15:58Speaker 2: simbolo di quell'organizzazione. Non era soltanto una richiesta rivolta all'arbitro
- 16:02Speaker 2: o a quarta linea. Era un ordine impartito ai compagni,
- 16:06Speaker 2: indicazione che la linea doveva avanzare. Come un maestro di musica,
- 16:10Speaker 2: Baresi dirigeva i movimenti, ma partecipava anche alla costruzione del gioco.
- 16:15Speaker 2: Recuperava il pallone, avanzava, cercava il passaggio verticale. Che bisogna dire?
- 16:23Speaker 2: In questa figura... È incredibile, un percussore, un difensore centrale
- 16:29Speaker 2: che funzionava anche da regista al retrato e riusciva a
- 16:31Speaker 2: operare all'interno di una linea estremamente alta. Il Milan di
- 16:36Speaker 2: Sacchi vinse lo scudetto del 1988 dopo un lungo conseguimento su
- 16:40Speaker 2: un Napoli di Diego Armando Maradona. Quella vittoria aprì una
- 16:44Speaker 2: stagione nuova. Nell' 89 arrivò la Coppa dei Campioni. Il Milan
- 16:48Speaker 2: eliminò il Real Madrid con una prestazione che rimane una
- 16:52Speaker 2: delle manifestazioni più alte del calcio di una squadra. Poi
- 16:56Speaker 2: affrontò l'Osterau a Bucharest, la finale di Barcellona, davanti a
- 16:59Speaker 2: decine di migliaia di tifosi rossoneri arrivati dall'Italia. Il Milan
- 17:03Speaker 2: vinse 4-0. Balesi sollevò la coppa. Per lui quel gesto
- 17:09Speaker 2: aveva un significato particolare. Era lo stesso uomo che pochi
- 17:14Speaker 2: anni prima aveva guidato la squadra sul campo di Serie B.
- 17:18Speaker 2: Il percorso dal punto basso della storia rossonera alla conquista dell'Europa,
- 17:23Speaker 2: si era compiuto senza che il capitano cambiasse maglia. Il
- 17:28Speaker 2: Milan vinse nuovamente la Coppa dei Campioni nel 1990, continuò a
- 17:32Speaker 2: dominare anche dopo la fine del ciclo Sacchi, con Fabio
- 17:35Speaker 2: Capello e con tutti gli altri allenatori. Franco è stato
- 17:43Speaker 2: un grande. Diego Armando Maradona, che affrontò numerose volte Boresi
- 17:49Speaker 2: nelle sfide da Napoli a Milan, ne parlò come di
- 17:51Speaker 2: uno dei massimi difensori. Era il riconoscimento proveniente da uno
- 17:56Speaker 2: dei più grandi attaccanti della storia. E poi arrivò quel
- 18:02Speaker 2: brutto momento, il momento più traumatico, il mondiale del 94 negli
- 18:08Speaker 2: Stati Uniti. E lì, durante la competizione del Balesi subì
- 18:14Speaker 2: un serio infortunio al ginocchio. Venne operato e il suo
- 18:18Speaker 2: torneo sembrava concluso. In circostanze normali nessuno avrebbe immaginato di
- 18:23Speaker 2: rivederlo in campo dopo poche settimane. Le recuperò incredibilmente in 25 giorni.
- 18:30Speaker 2: Tornò direttamente per la finale contro il Brasile. Disputato a Pasadena,
- 18:36Speaker 2: fu una delle partite più difficili della sua carriera. Il caldo,
- 18:40Speaker 2: il dolore, la condizione fisica imperfetta, la responsabilità di guidare
- 18:43Speaker 2: la difesa italiana nella finale di un mondiale. Baresi giocò
- 18:48Speaker 2: una partita straordinaria. L'Italia mantenne il risultato suo a 0-0
- 18:53Speaker 2: e anche dopo i tempi supplementari. La Coppa del Mondo
- 18:57Speaker 2: venne a decisare i cori. Baresi fu il primo giocatore
- 19:01Speaker 2: italiano a sentarsi sul dischetto. Calciò alto. In seguito sbagliarono
- 19:07Speaker 2: Daniele Massaro e Roberto Baggi. In Brasile diventò campione del mondo.
- 19:12Speaker 2: L'immagine di Baresi in lacrime rimase nella memoria degli italiani.
- 19:19Speaker 2: Il suo rigore fallito però non cancellò la prestazione offerta
- 19:22Speaker 2: dopo un recupero che sembrava impossibile. A contare con la
- 19:26Speaker 2: finale raccontò anche il lato umano del capitano. Si assunse
- 19:31Speaker 2: la responsabilità, non si nascose. Spagliò e pianse. Il calcio
- 19:35Speaker 2: viene spesso raccontato attraverso il risultato finale, ma quella partita
- 19:38Speaker 2: dimostrò che una sconfitta può contenere una prova di grandezza.
- 19:43Speaker 2: Varesi continuò a giocare nel Milan fino al 1997, quando decise
- 19:45Speaker 2: di smettere. La società ritirò la maglia numero 6. Nessun altro
- 19:53Speaker 2: cacciatore del Milan avrebbe più indossato quel numero. Non è
- 19:56Speaker 2: uno semplice riconoscimento alla quantità di partite disputate o ai
- 20:01Speaker 2: troppi ai vinti. È la decisione di legare definitivamente un
- 20:04Speaker 2: numero a un uomo. Nel ricordo della sua carriera, il
- 20:07Speaker 2: ritiro della maglia viene indicato come il gesto che qua
- 20:11Speaker 2: nel Milan riconosce il valore di un giocatore che aveva
- 20:13Speaker 2: rappresentato il club dentro e fuori al calcio. A quel
- 20:20Speaker 2: momento il numero sei cessò di essere disponibile. Diventò Baresi.
- 20:27Speaker 2: Diventò Baresi. Conosciamo tutto ormai di Franco, l'uomo calciatore. Ma
- 20:38Speaker 2: quel sei per sempre non nega il tempo. Cerca di
- 20:43Speaker 2: opporre alla fine di una forma di memoria. Il numero
- 20:46Speaker 2: sei come abbiamo detto, non resterà più sul campo, ma
- 20:51Speaker 2: resta visibile ogni volta che si racconterà la storia del Milan.
- 20:56Speaker 2: Questo era Franco. Questo era Franco. Non è stato soltanto
- 21:01Speaker 2: il capitano del Milan, per molti di noi è stato
- 21:03Speaker 2: il capitano di una stagione di vita, delle domeniche davanti
- 21:06Speaker 2: alla televisione, delle partite ascoltate da radio, delle notti europee,
- 21:10Speaker 2: di un calcio nel quale una maglia poteva ancora coincidere
- 21:13Speaker 2: con un uomo. Una vita... Tu per il Milan, una vita,
- 21:19Speaker 2: noi per te. Non occorre aggiungere molto. Lui ha dato
- 21:24Speaker 2: al Milan tutta la propria carriera. Il Milan e i
- 21:27Speaker 2: suoi tifosi gli hanno restituito qualcosa che non dipende dai
- 21:30Speaker 2: risultati e che non è il Milan con il tempo,
- 21:33Speaker 2: la memoria. Da parte mia personale, emozionato, ho fatto fatica
- 21:40Speaker 2: a fare avanti questa puntata e da parte ovviamente di
- 21:44Speaker 2: tutta la redazione di allora Ciao Franco, ciao Capitano. Questa
- 21:52Speaker 2: è stata la domenica di allora dedicata a Franco Baresi,
- 21:56Speaker 2: il ragazzo scartato perché troppo piccolo che diventò il più
- 22:01Speaker 2: grande numero 6 della storia rossonera. Buona domenica a tutti e
- 22:05Speaker 2: mi lascio con la musica Ciao Baresi che è stata
- 22:12Speaker 2: realizzata proprio in queste ore e dedicata a Franco. Grazie
- 22:16Speaker 2: a chi l'ha realizzata, ai tifosi della Corva Sud e
- 22:21Speaker 2: soprattutto ai ragazzi che si avvicinano al calcio. Imparate da
- 22:27Speaker 2: questi uomini come si sta in campo.
- 22:46Speaker 4: come ogni volta abbiamo alzato la
- 22:50Speaker 5: bandiera le stesse mani lo stesso telo consumato in mezzo
- 23:00Speaker 5: a quel sei grande quanto mezza curva e oggi pesava
- 23:07Speaker 5: come non aveva mai pesato l'inter ti ha misurato troppo
- 23:17Speaker 5: poco per loro e tu hai attraversato la città 14 anni
- 23:28Speaker 5: la porta rosso nera aperta e per 20 anni
- 23:35Speaker 4: non hai cambiato porta
- 23:39Speaker 5: e oggi la suzia alza come si alzava allora E
- 23:46Speaker 5: stavolta non sappiamo cosa cantare Nessuno ci ha insegnato a
- 23:55Speaker 5: dirti addio
- 23:59Speaker 6: Sei per sempre, paesi, sei per sempre
- 24:07Speaker 5: Quel numero non scende più in campo Una
- 24:14Speaker 6: vita tu per il Milan, una vita noi per te,
- 24:20Speaker 5: capitano, capitano. L'estate dell'ottanta ci hanno buttati giù in serie B,
- 24:33Speaker 5: campi piccoli fango. nessuna telecamera e proprio in quegli anni
- 24:42Speaker 5: il Milan ti ha dato la fascia proprio quando non
- 24:47Speaker 5: restava niente da darti nessuno ti ha
- 24:56Speaker 6: visto fare la
- 24:57Speaker 5: valigia
- 24:58Speaker 6: ci hai riportati su e poi un'altra
- 25:02Speaker 5: volta tre volte l'abbiamo alzata quella coppa
- 25:11Speaker 6: sei per sempre paesi sei per sempre quel lunero non
- 25:16Speaker 6: scende più in campo una vita tu per il Milan
- 25:18Speaker 6: una vita noi per te capitano capitano il Milano ha
- 25:35Speaker 6: scritto nel 97 sei per sempre ed era una promessa stamattina
- 25:38Speaker 6: l'abbiamo scritto noi sulla sud non abbiamo cambiato nemmeno una
- 25:42Speaker 6: lettera
- 26:04Speaker 5: Ma adesso è un addio.
- 26:23Speaker 6: Una vita tu per il Milano, una vita noi per te.
- 26:28Speaker 6: E la sud non smette di cantare. Sempre, sempre. Sempre, sempre.
- 26:54Speaker 3: Ciao, capitano.